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[Kaos Interview] A Morte L’Amore. Orientamento religioso: Disco-Punk

[Kaos Interview] A Morte L’Amore. Orientamento religioso: Disco-Punk

Intervista con gli A Morte L’Amore dopo il sold out di Milano e pronti per il secondo disco, sognando Patti Pravo

Immagina il groove e le atmosfere dei Black Rebel Motorcycle Club, però con dei suoni più ricercati e taglienti, tipo Bud Spencer Blues Explosion. Poi un timbro vocale che ricorda un po’ quello dei Verdena, però con i testi che hanno senso. Il tutto con un ritmo tirato, dritto… punk, che allo stesso tempo è anche ammaliante e danzereccio. Una bomba. Sentiteli. Fidati.

Parola più, parola meno, questo è quello che sono solito dire quando parlo degli A Morte L’Amore, che ormai hanno pubblicato il loro omonimo disco d’esordio da poco più di un anno, raccogliendo sia consensi dalla critica che entusiasmo dal pubblico.

Il trio composto da Simone Prudenzano alla batteria, Giuseppe Damicis (voce e chitarra) e Mauro Capogrosso (basso) arriva dalla profonda Manduria, si presenta scuro, intensamente sanguigno e dà alla testa come il vino di casa, “Primitivo” come loro appunto, che si ritrovano e compongono dentro una caverna.


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Da questa caverna sono usciti spesso nel corso dell’ultimo anno, per promuovere il loro lavoro, principalmente nel centro e al sud, stata anche una data secca a Milano (grazie Barbarella!). Era la prima volta che i ragazzi si affacciavano al nord, ed il Rocket che li ospitava, è esploso di gente, meglio di così non poteva

Ora si apprestano a concludere il tour con un’altra manciata di date e poi faranno ritorno nella caverna per scrivere l’attesissimo secondo disco, ci siamo fatti quattro chiacchiere per capire meglio la situazione…


Cos’è il disco punk?

Una religione.



Da dove nasce il concept che avvolge sia il nome della band che le tematiche dei testi?

È il frutto amaro di passeggiate notturne e solitarie in un quartiere che a volte sembra trasformarsi nel set di un film noir. Nasce in un periodo di costante alterazione della percezione del tutto.


Come giudicate il feedback ricevuto dal primo disco?

Bomba! Abbiamo lavorato sodo, siamo stati tanto in viaggio per divulgare il verbo del Disco-Punk, stiamo raccogliendo anche i consensi dei più scettici; a questo punto l’Italia è chiaramente pronta per A Morte l’Amore.



Sarà difficile scrivere il secondo disco?

Non puoi mai sfuggire alla maledizione del secondo disco.


Avete in mente delle svolte o cambiamenti di sound o di concept?

Per A morte l’Amore queste non sono scelte premeditate. Quando torneremo nella nostra caverna Disco-Punk e scivoleremo nei meandri dell’autismo più intimo lo capiremo.


Quando potrebbe vedere la luce il vostro secondo lavoro?

Il 14 febbraio del 2018.


Geniale! C’è già qualche idea?

Nulla è ancora emerso alla coscienza ma avvertiamo già forti spinte pulsionali nel subconscio.



Recentemente siete stati a Milano, com’è andata? Sì lo so che c’ero pure io, però raccontatelo lo stesso!

Milano si rivelata più Disco-Punk di quanto ci aspettassimo. E’ stato il nostro primo “show milanese” ed erano presenti oltre mille persone, a loro è piaciuto un sacco ed a noi anche; ci siamo piaciuti. C’eri pure te?


Che cosa vi serve in questo momento?

Il tipico impresario del ’78.



Se poteste scegliere un artista italiano o uno straniero con cui collaborare chi sarebbe?

Patty Pravo.


I prossimi appuntamenti live saranno al Boa Sorte di Tarquinia Lido giovedì 18, all’Ex Mattatoio di Aprilia il 19, poi Locanda Atlantide di Roma sabato 20 e poi di nuovo a Roma però allo Yellow Bar lunedì 22.

foto band: Nick Matteucci
foto live @ Rocket // Milano: Color Photo

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maggio 19th, 2017

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