[Kaos Live Report] Sei Tutto l’Indie Fest Vol.II @MONK – 05/05/2018

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Dopo il grande successo della prima edizione, sabato 5 maggio è tornato al Monk Sei tutto l’Indie Fest, il festival organizzato dai ragazzi di Sei Tutto l’Indie di cui Ho Bisogno, la più importante community sulla musica indipendente italiana.

Una seconda edizione che ha visto alcuni tra i più interessanti artisti emergenti della scena indie alternarsi sui due palchi allestiti per l’occasione in quello che è diventato uno dei punti di riferimento per la musica live a Roma.

Il caldo ed intimo abbraccio del second stage ha accolto il cantautorato del talentuoso Federico Fabi, i suoni synthpop della band pugliese Ombre Cinesi e il poetico pop destrutturato di Generic Animals.

Sul palco principale è invece andata in scena l’esplosività rock di Gastone, il pop invernale con l’ukulele di Gigante e la spensierata esibizione de I Giocattoli, una delle band rivelazione degli ultimi mesi.

Il festival, che si è chiuso con il dj set di San Diego, ha regalato ad appassionati e addetti ai lavori uno sguardo curioso e attento a quella che si presenta come una musica giovane e fresca ma ansiosa di diventare grande.

Foto di Maria Luce Venturi

[BEST OF 2017] Suoni & Immagini: la selezione di Kaos Order

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Musica e immagini, canzoni e copertine: abbiamo chiesto a Kaos Order di selezionare per noi gli album e le cover più belle e significative di quest’annata. Ecco il risultato.

Anno 2017: un’ottima annata, parafrasando il romanzo di Peter Mayle, adattato sul grande schermo da Ridley Scott. Davvero tantissime le uscite di qualità in quest’intensi dodici mesi, anzi: con molta probabilità alcuni lavori “invaderanno” sicuramente buona parte della nuova stagione. Ci sono stati periodi – penso agli inizi di settembre – in cui facevo fatica a tenere il conto – e l’ascolto – dei dischi meritevoli d’attenzione. Una fatica davvero gradevole e gradita, ovviamente.

Cosa ha reso questo 2017 musicalmente importante ed indimenticabile? In primis,  i Grandi  hanno svolto impeccabilmente il proprio dovere riservando album degni della loro fama: Depeche ModeU2 (superate chiacchiere e pregiudizi e fatevi abbracciare dalla calda dolcezza di Songs of Experience), Marilyn Manson (meno anticristo e sempre più musicista: i risultati si vedono), Morrissey (stronzo quanto vi pare, ma questo è il miglior disco da Ringleader of the Tormentors). Ho apprezzato molto il ritorno ispirato dei The Killers (pop di eccellente fattura), la coppia del secolo Arca & Bjork, la ruggine scatenata delle chitarre post-punk dei Protomartyr, i padri dalla wave Pere Ubu, Micah P. Hinson, The Fall, Lee Ranaldo, Robyn Hitchcock, gli eterni Sparks, Ariel Pink, Godspeed You! Black Emperor (vedi alla voce: La Più Grande Band del Mondo, o perlomeno, la mia preferita), Sun Kil Moon amabile e insolitamente ritmato nelle sue blog-song, gli esoterici The Afghan Whigs con un Greg Dulli vocalmente immenso, l’affascinante torvo e notturno Mark Lanegan, gli Ulver che aggiungono un ulteriore tassello alla loro evoluzione sfociando nel synth-pop di The Assination of Julius Caeserfino a  Invitation, primo frutto del supergruppo Filthy Friends.

Il mondo musicale femminile nel 2017 si è fregiato di rari diamanti: dalla finalmente sorridente Lana del Rey, alle sinuose Regine delle Tenebre Chelsea Wolfe e Zola Jesus, passando per complessità metropolitana e sentimentale di St. Vincent. Da sposarle. Per i meriti artistici, of course.

Tutti bravi. Ma c’è di più.

Importantissime conferme: gli Algiers con The Underside of Power hanno palesato la grandezza del loro cristallino talento; Fever Ray, alla seconda scintillante prova in solitaria; i Cigarettes After Sex, al primo bell’album dopo una sequenza di ottimi singoli. Per non parlare di ritorni capaci davvero di farci brillare gli occhi e scuotere l’anima: dopo sette anni ecco tornare gli LCD Soundsystem;The Dream Syndicate, leggendari alfieri psichedelici del Paisley Underground assenti discograficamente dal 1998; i Fleet Foxes fermi dal 2011 e per  chiudere in bellezza… gli immensi Slowdive. Non male, vero?

Segnalo inoltre due prestigiose ristampe, sia per i nomi in questione, sia perchè riguardano due dei loro lavori più alti: OKNOTOK dei Radiohead e Automatic25 dei R.E.M. in cui vengono celebrati con inediti, rimasterizzazioni e  bonus due pietre miliari come Ok Computer e Automatic For The People. Orgiastico. Anche dal fronte delle colonne sonore ci sono state delle uscite esaltanti: John Carpenter Anthology: Movie Themes 1974-1998 pubblicata dall’etichetta cult Sacred Bones in cui è possibile ascoltare i brani più importanti tratte delle opere del Maestro, e la doppia uscita proveniente dall’Universo Twin Peaks (miglior serie dell’anno, e non solo, a mio avviso); una con la soundtrack classica della serie, l’altra con tutti gli illustri ospiti musicali che nel finale delle puntate hanno allietato le notti al Roadhouse. Eccellenza.

Delusioni? Ovviamente, fa parte del gioco. Più che i Queens of the Stone Age e gli Arcade Fire (ci hanno abituato all’eccellenza, così se fanno un disco carino storciamo il naso) direi la coppia Kurt Vile-Courtney Barnett: visto il loro talento mi aspettavo molto di più dalla jam leggermente agghindata battezzata Lotta Sea Lice. Peccato. E poiché concordo con tutte le prestigiose classifiche delle realtà editoriali di riferimento del settore che hanno giustamente elogiato e posto ai vertici delle loro posizioni i vari King Krule, Andrea Laszlo De Simone, Kendrick Lamar e The War On Drugs (dischi davvero superbi), vorrei evitare ripetizioni e dirvi qualcosa di più personale. Ecco allora la musica che – con i dovuti e annessi dibattiti e contrasti interiori – mi ha più colpito ed emozionato del panorama indipendente italiano e straniero. Alla prossima ottima annata. Sperando che sia anche migliore.

Best Indie Internazionale:

Father John Misty, Pure Comedy

“Oh Comedy
Oh it’s like something that a madman would conceive!
The only thing that seems to make them feel alive
Is the struggle to survive
But the only thing that they request
Is something to numb the pain with
Until there’s nothing human left
Just random matter suspended in the dark
I hate to say it, but each other’s all we got.”

LCD Soundsystem, American Dream

Negli anni ho stilato alcuni parametri per valutare i miei ascolti: gli LCD Soundsystem sono la band perfetta. Hanno tutto e lo hanno ripresentato alla grande in un disco che spiazza e avvolge per la sua magnificenza. Il battito elettronico, la calibratura delle chitarre, la produzione perfetta, le parole di James Murphy. Il sogno non è finito.

Wolf Parade, Cry, Cry, Cry

Indie-rock nella sua forma più pura e smagliante. Canada sorgente di molte meraviglie anche nel 2017, vedi il bellissimo Hug of Thunder dei Broken Social Scene. Vincono i Wolf Parade ai punti grazie a questa canzone qui.

Cloud Nothings, Life Without Sound

Lo stato delle cose.

Public Service Broadcasting, Every Valley

Continua la – notevole – missione della band inglese con esiti musicali nobili e di altissimo livello. Questa volta la vicenda alla base del nuovo concept Every Valley c’è la parabola dell’industria mineraria nel Galles. Più momenti cantati: e sono anche quelli più emozionanti. Inform, educate, entertain. Brividi.

Bonus:

Daniele Luppi & Parquet Courts, Milano

Il viaggio artistico di Daniele Luppi continua. Fortunatamente. Da Roma a Milano sempre all’insegna della qualità musicale e dell’ottima compagnia, in questo caso Parquet Courts e Karen O: scintillante ma di sostanza.

Best Indie Italiano:

Baustelle, L’Amore e la Violenza

Aspettavo il disco pop italiano perfetto e finalmente eccolo qua.

Ghemon, Mezzanotte

Grande percorso quello di Giovanni Luca Picariello, in arte Ghemon. In un periodo in cui la scena hip-hop presenta degli artisti capaci di grandi evoluzioni e svolte musicali, Ghemon sceglie la via del soul e incide un album intesto, sofferto e ispiratissimo sotto tutti gli aspetti. Applausi.

Bobby Joe Long’s Friendship Party, Bundytismo

L’Oscura Combro Romana dopo i riscontri clamorosi dell’esordio Roma Est si conferma come realtà spiazzante e creativa con il secondo album Bundytismo. E si dice che il terzo capitolo sia imminente…

Willie Peyote, La Sindrome di Toret 

Stesso discorso di Ghemon, con il rapper torinese Guglielmo Bruno, il quale opta per un pop di gran classe e i soliti testi delicati come carezze e affilati come lame di rasoio.

Bonus:

ZU – Jhator

La più grande band italiana del e nel mondo. Li ho visti dal vivo anche quest’anno e sono davvero un esperienza che consiglio a tutti. Con i tappetti per le orecchie però.

Le copertine più iconiche del 2017

Il progetto grafico che accompagna le tracce di un disco è sempre stato veicolo di messaggi cifrati, contenuti ulteriori, suggestioni complementari a quelle musicali. Noi di Kaos Order abbiamo voluto, per questo, farvi una breve classifica delle copertine più iconiche di questo 2017, suggerendo di considerare due categorie, separate da un unico criterio, a nostro avviso: alcuni artisti qui sotto si sono serviti dell’immagine per mostrare se stessi in una veste particolare, per creare un ponte tra il proprio personaggio, rinnovato, e la produzione musicale. È il caso emblematico di St. Vincent con Masseduction, Björk con Utopia, Thundercat con Drunk e Fever Ray con PlungeD’altra parte troviamo chi ha scelto di raccontare il contenuto profondo del disco attraverso l’immagine, riuscendo a regalarci un’istantanea che accompagna perfettamente le tracce, e tra questi Alessandro Cortini con AVANTI, Andrea Laszlo De Simone con Uomo Donna, Forest Swords con CompassionUna menzione speciale merita sempre la grafica dei dischi di Cristiano Crisci (Clap! Clap!) ad opera di Patch D. Keyes, per l’accuratezza dei dettagli, e la ricchezza dei rimandi.

1) Alessandro Cortini – AVANTI

2) Clap! Clap! – A Thousand Skies

3 ) St Vincent – Masseduction

4 ) Forest Swords – Compassion

5 ) Andrea Laszlo De Simone – Uomo Donna

6) Thundercat – Drunk

7 ) Fever Ray – Plunge

8 ) Bjork – Utopia

Dischi di Alessio Belli

Cover di Giorgia Melillo

[Kaos Live Report] Public Service Broadcasting @ Monk ROMA 10/11/2017

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Pur sapendo che questo ex duo (e adesso scintillante trio) londinese è oramai un habitué dei piani alti delle classifiche inglesi, non ho certo la presunzione di immaginare un Monk Club pieno in occasione del loro concerto. Ma basta guardarsi un attimo attorno per capire che mi sbagliavo di grosso.

Evidentemente le precedenti visite capitoline (e più in generale, italiane) che i Public Service Broadcasting si sono concessi negli ultimi 4 anni, hanno creato una sostanziosa e fedele fan base di J. Willgoose Esq. e soci. E poi la musica dei PSB è un’esperienza troppo particolare da poter circoscrivere all’ascolto di un album, tanto che per manifestarsi appieno nella sua genialità ha bisogno di librarsi nella dimensione live.
Le peripezie del già citato Willgoose, affaccendato fra campionatori, tastiere, due laptop e un vasto assortimento di chitarre che immancabilmente cambia all’inizio di ogni canzone (onore all’addetto costretto a prendere e portare dal backstage strumenti a corda – fra cui un banjo – per tutto il concerto), sono accompagnate dall’esuberanza di JF Abraham, altro meraviglioso polistrumentista che si prodiga fra tastiere, basso e strumenti a fiato con facilità disarmante, unita a un approccio trascinante che lo rende per molti versi il vero frontman del gruppo. A sostegno di questa miscela esplosiva, l’incessante martellamento di Wrigglesworth alla batteria costituisce la base su cui si sviluppano i piccoli capolavori di questo gruppo sui generis.
Seguendo il filo del discorso che caratterizza il loro ultimo lavoro Every Valley, il concerto inizia con due pezzi dell’album (“The Pit “e “People Will Always Need Coal”) contenenti registrazioni di messaggi propagandistici che esaltavano il lavoro in miniera – descritto come certezza per il presente e per un lontano futuro – a metà del XX secolo nel Sud del Galles. Dopo qualche entusiasmante viaggio fra le perle di Inform – Educate – Entertain e The Race for Space (vi segnalo “Theme From PSB”, “Signal 30”, “E.V.A.” e l’attesissima “Spitfire”), il train of thought di Every Valley si conclude con l’amarezza e la rabbia di “They Gave Me a Lamp” e “All Out”, in cui si affrontano argomenti spinosi come la problematica emancipazione femminile in un mondo prettamente maschile, o come gli scioperi fra i minatori britannici che in Galles, nel 1984, degenerarono in violenti scontri con la polizia. Le atmosfere create dalle musiche dei Public Service Broadcasting e dai video che scorrono alle loro spalle mandano in estasi un pubblico sempre più coinvolto, capace sia di lasciarsi andare (come in occasione di “Go!”) che di restare in silente adorazione (ad ascoltare la catartica “The Other Side”).
Il breve encore si chiude con “Gagarin” e il solito gran finale rappresentato da “Everest”, cavallo di battaglia che si staglia nella fitta nebbia artificiale e ci avvolge nella sua morbidezza, permettendo ai Public Service Broadcasting di congedarsi con stile.
Willgoose annuncia più volte durante la serata che li rivedremo presto, e mi vien da pensare una sola cosa: spero tanto abbia ragione.

Testo di Paolo SInacore

Foto di Alessio Belli 

Setlist:

1. The Pit
2. People Will Always Need Coal
3. Theme From PSB
4. Signal 30
5. Korolev
6. E.V.A.
7. Progress
8. Go to the Road
9. Night Mail
10. Spitfire
11. They Gave Me a Lamp
12. All Out
13. The Other Side
14. Go!
15. Lit Up

Encore
16. Gagarin
17. Everest

[Kaos Live Report] Giorgio Poi @Monk 03/11/2017

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Varrebbe la pena di andare a vedere Giorgio Poi anche solo per sentire come iniziano i suoi concerti.

Il live dei Gastone (che ci perdiamo in pieno a causa di cena-trucco-birre-passo lento), e quello degli halfalib, un trio di tastiera e voce, sax e chitarra e batteria, anticipa l’ingresso di questo giovanotto con una felpa troppo grande e l’orecchino che manda bagliori di luce ogni qualvolta il fumo erogato da qualche bocchettone segreto si dirada un po’.

Gli halpalib ci incuriosiscono subito, perché il cantante parla con voce sommessa e nel pezzo di apertura ci canta un “riposa la testa, riposa le ossa” che veramente ci rimescola un po’ dentro. Non siamo sicuri di essere in grado di inquadrarli in un genere di riferimento, e in comunque poco ci importa, rimaniamo lì ad ascoltarli da cima a fondo, pensiamo per tutto il tempo che i loro pezzi in inglese (cioè tutti gli altri, tranne il primo) siano belli, ma meno belli del primo, la sala si popola rapidamente.

Giorgio Poi entra sempre da solo sul palco, è una specie di ometto da fiaba, però è anche uno che potrebbe essere il fratello del tuo migliore amico, attacca con Paracadute, il quinto pezzo del suo disco Fa Niente, canta solo accompagnato dalla chitarra con la voce dritta, anche se effettata, che ti racconta tutte le parole con precisione, che forse in bocca ad un altro, non avrebbero avuto significato.

Paracadute, cantata con l’accompagnamento della chitarra soltanto, è una canzone malinconica e distante, come un’eco di qualcosa che ti manca, senza che tu sappia esattamente cosa sia. Ma è quando Giorgio Poi canta “i sogni degli altri, che noia mortale” e cioè il momento in cui il batterista ed il bassista (Matteo Domenichelli e Francesco Aprili) salgono sul palco e cominciano a suonare anche loro, che tutta diventa come il mare di novembre, brumoso e confortante.

Giorgio Poi ha dei musicisti incredibili al seguito, e ne è cosciente, lo dice sempre, ogni volta che gli si fa un complimento dopo un live, e anche se non esiste più, con uno come lui, il concetto del musicista che è anche una rockstar inavvicinabile, un semidio, un mito, il pubblico lo chiama a voce altissima, improvvisa coretti, sa a memoria i nuovi singoli usciti poco fa, Semmai e Il Tuo Vestito Bianco, che poi viene anche ripetuta per l’encore.

Non è un caso che ci sia stato un riferimento al mare, poco fa, perché nella scrittura di Giorgio Poi il mare è un dato importantissimo, che ricorre quasi in ogni canzone, come la distrazione, i cinema e la difficoltà di comunicare, e allo stesso modo ritorna nella cover che viene riproposta in tutti i live, Il Mare D’Inverno, raccontata direttamente a noi come se fosse una storia che conosciamo bene, ma che ci va di riascoltare tutte le volte, soprattutto se viene fuori in modo così spontaneo e disarmante.

È così per l’altra cover, Ancora di Malgioglio, che sostituisce il pezzo de I Cani, Aurora (altra cover bellissima ce Giorgio Poi regala durante le sue date) sorprendendoci, dandoci un bel colpo di grazia.

Il concerto (ufficialmente, senza il bis), finisce con Niente Di Strano, forse il più famoso singolo, cantato a squarciagola da tutto il mare di persone che riempie la sala, Giorgio Poi ci ringrazia e brinda a noi, dice che da tempo voleva suonare al Monk perché è come casa sua, e lo crediamo bene, nel pubblico occhieggia metà della scena musicale indipendente romana, l’altra metà non la vediamo, forse, perché c’è ancora troppo fumo.

 

[Kaos Live Report] Fink @Quirinetta 02/11/2017

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L’amatissimo cantautore britannico ha regalato al pubblico romano un live bellissimo: ecco le foto della nostra Marta Bandino.

Fink – ovvero Fin Greenall – dopo l’annuncio del nuovo Resurgam  si conferma come uno dei musicisti  più apprezzati e seguiti nel circuito indie. Un talento messo ancora in mostra ieri sera durante il bel live al Quirinetta: godetevi i nostri scatti per riviverlo!

Ken di Destroyer è un disco imperdibile

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ken  conferma Destroyer come una delle voce più potenti e ispirate in circolazione. Ascoltare per credere…

Uscito oggi venerdì 20 ottobre per Merge Record, ken di Destroyer ci mostra un Dan Bejar in forma smagliante.

Su un tappeto synth-pop molto anni ’80 la meravigliosa voce del cantautore di Vancouver racconta le sue indimenticabili vicende tra demoni e sentimenti. Imperdibile. Nell’attesa di ulteriori approfondimenti, potete ascoltare il tutto qui:

MONK ROMA stagione 2017/18: anteprima di un’annata imperdibile!

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MONK CIRCOLO ARCI
INGRESSO RISERVATO AI SOCI

RICHIEDERE LA TESSERA 24H PRIMA AL LINK 

  STAGIONE 2017-2018

#staymonk
 
Riparte la stagione dei concerti al Monk con un programma in continuo aggiornamento ma già molto ricco di appuntamenti live da segnare in agenda. Si rinnova il binomio tra il Circolo Arci di Via Mirri 35, ormai punto di riferimento in città per l’aggregazione e l’intrattenimento, e la musica dal vivo. Binomio che ha accompagnato l’ascesa di tanti musicisti italiani e internazionali e che anche quest’anno promette ritorni, anteprime, concerti imperdibili e chicche da scoprire. Com’è nello spirito del Monk capace di modularsi con le sue diverse aree – la grande sala concerti, il salotto, il cortile –  per piccoli incontri come per i grandi happening. Un grande contenitore che prevede iniziative per tutti, in più fasce orarie durante il giorno.  Il Monk Circolo Arci non è infatti solo musica dal vivo ma spazio multidisciplinare per le idee e per l’arte, per la condivisione e gli incontri, per il divertimento e l’accoglienza, per le visioni e le pratiche concrete che possano arricchire culturalmente Roma. 

RIEPILOGO PRINCIPALI APPUNTAMENTI LIVE FINORA CONFERMATI

VENERDI 29/09 – THE WINSTONS in Concerto
SABATO 30/09 – TIMBER TIMBRE in Concerto
VENERDI 06/10 – MASSIMO VOLUME sonorizzano “La Caduta della Casa Usher”
SABATO 07/10 – DENTE in Concerto
LUNEDI 09/10 – RADIO MOSCOW in Concerto
GIOVEDI 12/10 – BEHIND BEHIND THE SHADOW DROPS
TAKAAKIRA “TAKA” GOTO (MONO) in Concerto
SABATO 14/10 – COLOMBRE in Concerto
VENERDI 20/10 – PORTICO QUARTET in Concerto
SABATO 21/10 – DANIELE COCCIA PAIFELMAN in Concerto
MARTEDI 24/10 – JERUSALEM IN MY HEART in Concerto
VENERDI 27/10 – COLDCUT in Concerto
SABATO 28/10 – WILLIE PEYOTE in Concerto
SABATO 04/11 – POPULOUS + MYSS KETA in Concerto
GIOVEDI 09/11 – Jazz Evidence – BINKER AND MOSES in Concerto
VENERDI 10/11 – PUBLIC SERVICE BROADCASTING in Concerto
SABATO 11/11 – CHK CHK CHK in Concerto
DOMENICA 12/11 – MICAH P. HINSON in Concerto
MARTEDI14/11 – ZOLA JESUS in Concerto
MERCOLEDI15/11 – ARTO LINDSAY in Concerto
VENERDI 17/11 – Rome Psych Fest – LIARS in Concerto and more tba
SABATO 18/11 – Rome Psych Fest – LALI PUNA in Concerto and mre tba
GIOVEDI 23/11 – TELEFON TEL AVIV in Concerto
VENERDI 01/12 – SELTON in Concerto
SABATO 02/12 – CIGARETTES AFTER SEX in Concerto

Venerdi 29 Settembre
Apertura Porte Ore 20:00 – Inizio Concerti Ore 22.00
THE WINSTONS in Concerto
INGRESSO RISERVATO AI SOCICON TESSERA ARCI 2017
CONTRIBUTO ALL’ATTIVITA’ UP TO YOU

Roberto Dell’Era (Afterhours), Enrico Gabrielli (Calibro 35) e Lino Gitto (UFO) sono i Winstons: il power trio “composto da basso, batteria, tastiere e voci dedito alla psichedelica e al culto dell’anarchia ancestrale. Nel 1971 Andrew Latimer e Peter Bardens fondavano i Camel. Quasi mezzo secolo più tardi Roberto Dell’Era (Afterhours), Enrico Gabrielli (Calibro 35, PJ Harvey) e Lino Gitto (UFO) danno vita ai Winstons. Che cos’hanno in comune le due band, se non il nome di una nota marca di sigarette? In primis, la passione per il prog-rock. Specialmente quello made in Canterbury: un pentolone di musica psichedelica, progressive rock, beat, jazz, avantgarde, spirito hippie e cultura dadaista nato a metà degli anni Sessanta e caratterizzato da un approccio senz’altro più ironico e ‘freak’ – chiamiamolo così – rispetto al rigore virtuosistico del prog ‘classico’, quello di Genesis e King Crimson, tanto per intenderci. Il tappeto volante degli Winstons spicca il volo partendo proprio da quì: da quell’angolo di spazio e tempo che ha partorito band leggendarie come i Gong di Daevid Allen e i Soft Machine di Robert Wyatt.

Sabato 30 Settembre
Apertura Porte Ore 20:00 – Inizio Concerti Ore 23.00
TIMBER TIMBRE in Concerto
OPENING ACT: CHRIS CUNDY
INGRESSO RISERVATO AI SOCICON TESSERA ARCI 2017
CONTRIBUTO ALL’ATTIVITA’ 15€ – 12€ + D.P.

Timber Timbre, la creatura del compositore e musicista canadese Taylor Kirk, giunta alla ribalta grazie ai precedenti acclamati album Creep on Creepin’on e Hot Dreams, e all’inserimento di diversi brani nelle colonne sonore di serie cult come Walking Dead e Breaking Bad, torna in Italia per presentare l’ultimo album ‘Sincerely, Future Pollution’ pubblicato il 7 aprile via City Slang e anticipato dai bellissimi singoli ‘Sewer Blues’, ‘Velvet Gloves & Spite’ e ‘Grifting’.

Il sesto album ufficiale del trio psych-folk di Montreal è una delle sorprese più belle di questo 2017 e arriva a tre anni di distanza dal precedente “Hot Dreams”. Se gli album Creep on Creepin’ on del 2011 e e Hot Dreams del 2014 avevano lanciato Kirk e soci alla ribalta, facendogli guadagnare due nomination ai Juno Awards e un posto nella Polaris Music Prize, siamo certi che questo nuovo albumSincerely, Future Pollution’ li consacrerà definitivamente. Il trio guidato da Taylor Kirk, prosegue infatti imperterrito nella sua evoluzione, decidendo di dare una svolta al proprio universo sonoro e aumentando gli innesti di patterns elettronici e sintetizzatori, asservendoli a una scrittura che continua a rimanere su livelli di eccellenza assoluta. Registrato a Parigi, “Sincerely, Future Pollution” è uno splendido susseguirsi di suoni cinematici, tenui reminescenze eighties, improvvise e fluttuanti aperture pop, squarci chitarristici con la voce di Kirk sempre protagonista.
Come pochi altri, nel corso degli anni Timber Timbre hanno dimostrato di saper raccontare con uno stile unico le complessità emotive dell’uomo, le sue depravazioni e le sue ossessioni. E se “Hot Dreams” ha affascinato per quel suo tono noir capace di descrivere le pulsioni umane, questo nuovo “Sincerely, Future Pollution” compie un ulteriore e sorprendente passo avanti nella narrazione del lato oscuro presente in ognuno di noi. Il nuovo “Sincerely, Future Pollution” parla soprattutto dell’attuale condizione politica e
sociale. E’ il suono della rassegnazione e della desolazione più totale, suoni e parole che provengono direttamente dalle viscere di una metropoli.
Un album sospeso tra sogno e realtà, che ci conduce con atmosfere inquietanti in uno spazio senza tempo in cui la tradizione americana del passato viene costantemente citata e reinterpretata.

Venerdi 6 Ottobre
Apertura Porte Ore 20:00 – Inizio Concerti Ore 22.00
MASSIMO VOLUME
SONORIZZANO IL FILM
“LA CADUTA DELLA CASA USHER”
INGRESSO RISERVATO AI SOCICON TESSERA ARCI 2017-2018
CONTRIBUTO ALL’ATTIVITA’ 8€ + D.P.

Sul palco:
Emidio Clementi – basso
Egle Sommacal – chitarre
Vittoria Burattini – percussioni

La caduta della casa Usher // Francia – 1928 – B/N – 70 minuti
Genere Horror
Film diretto da Jean Epstein
Soggetto: Edgar Allan Poe
Sceneggiatura di Luis Bunuel e Jean Epstein

Il regista vi fonde due racconti di Edgar Allan Poe (La caduta della casa degli Usher e Il ritratto ovale) con altri spunti dello scrittore americano, ma poco interessato al macabro, li rilegge in chiave animista. All’epoca godette di ampia fama anche se non ripagò i costi di produzione. In questo film compare come co-sceneggiatore e aiuto-regista il futuro maestro del cinema surrealista Luis Buñuel.
Trama:
Un amico va a trovare Roderick Usher che vive nella malinconica magione con la moglie Madeline. Quest’ultima deperisce man mano che Roderick la ritrae, finché muore e viene sepolta in una cripta. Ma il suo decesso è solo apparente…

MASSIMO VOLUME
Il nucleo originario dei Massimo Volume si forma a Bologna nell’inverno del 1991.
Nel 1993 il gruppo firma il primo contratto discografico per la Underground Rec. E’ il momento di “Stanze”, il primo album. Il suono della band è personalissimo. Pezzi d’impatto, tesi e distorti, si mescolano a momenti più introspettivi: brani come “Alessandro”, “In Nome Di Dio”, “Stanze Vuote”, pur mantenendo una forte carica emotiva, si muovono in questo senso. L’album ha un ottimo riscontro di critica e pubblico. I concerti si susseguono a ritmo incalzante. Nel 1994 le major si accorgono del gruppo e, agli inizi di marzo, i Massimo Volume vengo messi sotto contratto dalla Wea che licenzierà il loro secondo lavoro “Lungo I Bordi”. La produzione artistica viene affidata a Fausto Rossi, da sempre modello per Clementi e soci, di un modo di fare musica fuori dai canoni imposti dal mercato. Ne nasce un rapporto a tratti difficile, ma ispirato al punto da dare vita a una delle pietre miliari del nuovo rock. Il gruppo si libera definitivamente da ogni legame con modelli stranieri. Il disco è potente, dal suono inconfondibile. “Il Primo Dio”, “Meglio Di Uno Specchio”, “Inverno ’85”, “Fuoco Fatuo”, diventano nel giro di poco tempo dei classici. Si accorge di loro anche John Cale, che si propone come produttore di “Da Qui”, il loro terzo lavoro. La direzione del disco viene però affidata a Steve Piccolo (già Lounge Lizard). E’ il 1997. I Massimo Volume passano alla Mescal. Rispetto al precedente lavoro, “Da Qui” risente del progetto portato avanti da Clementi e Sommacal nel periodo intercorso tra i due album: una sorta di laboratorio in cui i nuovi pezzi hanno preso forma attraverso delle performance dal vivo per voce, chitarra e harmonium. E’ così che sono nati: “Qualcosa Sulla Vita”, “Atto Definitivo”, “Sotto Il Cielo”.
La musica si fa scarna, evocativa, mentre le parole tessono brevi storie in cui ricorrono sempre gli stessi personaggi, canzone dopo canzone, creando un vero e proprio mondo poetico, lo stesso che si ritrova in “Gara Di Resistenza”, raccolta di racconti scritta da Emidio Clementi per la Gamberetti editrice. Il disco non concede nulla al facile ascolto; è struggente e sarcastico, fatto di silenzi e tensione. Passano due anni e i Massimo Volume tornano ancora a stupire con un nuovo lavoro che spiazza critica e pubblico: “Club Privé”. Le canzoni si alternano a brani recitati, la ritmica si fa incalzante, fraseggi jazz si insinuano nel tessuto musicale. Un album ricco e struggente, a tratti misterioso, che segna una nuova linea di fuga nel percorso artistico del gruppo. La produzione artistica è affidata a Manuel Agnelli degli Afterhours che riesce a dare una compattezza unica al suono.
I testi si staccano dalla forma racconto per creare con poche pennellate un mondo fatto di sensazioni e ricordi che colorano magistralmente l’ultimo capitolo di una storia sempre più affascinante a cui si è aggiunto, a Gennaio, il primo romanzo di Emidio Clementi “Il Tempo Di Prima”, uscito per la casa editrice Derive/Approdi. Il primo singolo estratto, “Privè” , è stato affiancato da un video squisitamente “teatrale”, che pur non rispondendo a tutti i requisiti patinati di un qualsiasi clip, ha avuto una buona rotazione all’interno dei canali musicali – televisivi italiani. La tournèe, partita immediatamente a ridosso dell’uscita del disco è proseguita ininterrottamente, affiancata da un nuovo progetto parallelo che si è “insinuato” nel lavoro live dei Massimo Volume: “Gli Agnelli Clementi” uno spettacolo di reading, condiviso da Emidio “Mimì” Clementi e da Manuel Agnelli, itinerante per tutta la penisola. Il 15 novembre 2000 è uscito nelle sale cinematografiche “Almost Blue”, opera prima del regista romano Alex Infascelli, tratta dal romanzo omonimo di Carlo Lucarelli (premiato con il David di Donatello e con il Nastro d’argento in qualità di regista esordiente). La colonna sonora del film, pubblicata il 2 febbraio 2001, è stata interamente curata dai Massimo Volume, candidati anch’essi per il “Nastro d’argento” nella categoria O.S.T. del Festival cinematografico di Taormina. Oltre a riproporre alcuni brani presenti nei precedenti lavori discografici (“Fuoco Fatuo”, “Pizza Express”, “La Città Morta”, “Avvertimento” e “Ti Sto Cercando”, quest’ultima utilizzata sulle scene di apertura del film), i Massimo Volume si sono cimentati in un commento sonoro completamente inedito, dilatato ed evocativo, che si sposa in maniera perfetta con le tinte scure del thriller.
Tra le particolarità, una versione strumentale e riletta del classico di Elvis Costello che da il titolo al film. Il 28 settembre 2001, per la Fazi Editore, è stato distribuito nelle librerie “La Notte Del Pratello”, secondo romanzo (nonché terzo libro) scritto da Emidio Clementi.
Nel febbraio 2002 arriva una notizia che nessuno avrebbe voluto ricevere: i Massimo Volume decidono di sciogliersi e d’interrompere il loro comune percorso artistico.

Nei mesi / anni a seguire, Vittoria Burattini suona con i Franklin Delano mentre Egle Sommacal incide su Unhip Records un disco solista per solo chitarra intitolato “Legno”.
Emidio “Mimì” Clementi, crea nel 2004 il progetto El-Muniria, e pubblica grazie alla Homesleep Records il CD “Stanza 218” e veicola le restanti energie creative sul fronte letterario; sempre per la Fazi Editore dà alle stampe “L’Ultimo Dio”, pubblicato nel 2004.
Dopo sei anni di pausa, nel 2008 i Massimo Volume accettano di tornare a condividere la loro musica. Due grossi eventi siglano questo rientro sui palchi italiani: la partecipazione al Traffic Festival nella serata condivisa con Patti Smith ed Afterhours e la sonorizzazione de “La Caduta Della Casa Degli Usher”, suggestivo progetto realizzato per conto del Museo del Cinema di Torino e messa in scena (sempre a Torino) alle Officine Grandi Riparazioni (OGR). Emidio Clementi pubblica per Rizzoli, nel febbraio 2009, il suo nuovo romanzo “Matilde E I Suoi Tre Padri” e tre mesi dopo esce, sempre su Unhip, il secondo album solista di Egle Sommacal, “Tanto Non Arriva“. I ritrovati Massimo Volume, ripresa la strada on the road, non si sono limitati ad attraversare l’italico stivale in lungo e in largo, ma hanno concretizzato tale nuova esperienza registrando “Massimo Volume Bologna Nov. 2008”, il loro primo album live uscito su etichetta Mescal il 28 Agosto 2009.
Da quel giorno ad oggi, mentre il Tour prosegue, arricchito dalle varie performance dedicate alla sonorizzazione de “La Caduta Della Casa Degli Usher”, si fanno sempre più insistenti le voci che vogliono la band, nei giorni liberi da impegni on-stage, chiusi in studio a lavorare sul prossimo album di inediti, che intanto vengono anticipati dal vivo suscitando entusiasmo nel pubblico…

Sabato 7 Ottobre
Apertura Porte Ore 20:00 – Inizio Concerti Ore 23.00
DENTE in Concerto
FESTA DI FINE TOUR
INGRESSO RISERVATO AI SOCICON TESSERA ARCI 2017-2018
CONTRIBUTO ALL’ATTIVITA’ 13€ + D.P.

Giuseppe Peveri alias DENTE, nasce a Fidenza (PR) nel 1976. Poco più che adolescente, Dente intraprende la sua avventura musicale come chitarrista dei Quic, passando per la band La Spina (con due album all’attivo), per poi intraprendere la carriera solista nel 2006. DENTE ad oggi è uno dei più apprezzati cantautori italiani, un musicista che negli anni ha conquistato un pubblico sempre più numerso e affezionato riuscendo a imporre il suo personalissimo linguaggio pop dai tratti essenziali e ricercati.
2006 – Firma per Jestrai, esordendo con il suo primo album ufficiale “Anice in bocca”.
2007 – E sce il disco “Non c’è due senza te” (Jestrai), subito accolto con calore da pubblico e critica. Durante l’estate di quell’anno, Federico Fiumani invita Dente a reinterpretare una canzone dei Diaframma (“Verde”) per una compilation in uscita nei primi mesi del 2008. Qualche tempo dopo, Dente rivisita anche “Pensiero Stupendo” di Patty Pravo, che diventa la sigla del programma omonimo in onda su Radio Popolare Network il venerdì sera. Alla fine dell’anno “Non c’è due senza te” finisce nella rosa dei 20 migliori dischi italiani del 2007 scelti dal PIMI (Premio Italiano Musica Indipendente).
2008 – Esce l’EP “Le cose che contano”, quattro nuove canzoni arrangiate e suonate con Roberto Dell’Era (Afterhours), Enrico Gabrielli (Afterhours – Mariposa – Morgan – Capossela) ed Enzo Cimino (Mariposa – Marco Parente), uscito a Febbraio 2008.
2009 – Il 14 febbraio esce il suo nuovo album “L’amore non è bello” (Ghost Records), 13 tracce che confermano le straordinarie potenzialità del cantautore. Il disco viene recensito ovunque con grande entusiasmo e l’attenzione nei confronti del cantautore va crescendo nel corso dell’anno, con singoli in rotazione nelle radio nazionali e un intenso tour con la sua band nei club e nei festival di tutta Italia, per oltre 80 date live in meno di 12 mesi.Nel corso dell’anno Dente partecipa anche al progetto “Il Paese è Reale” degli Afterhours, registrando una delle canzoni più apprezzate del disco, “Beato Me”, che suonerà anche al concerto del 1° maggio di Piazza San Giovanni a Roma. Un 2009 intenso e ricco di soddisfazioni si chiude con il massimo riconoscimento da parte della critica di settore: la vittoria al PIMI per l’album dell’anno.
2010 – L’anno si apre così con rinnovate energie, convogliate in un nuovo tour nei teatri intitolato “1910”. DENTE inoltre collabora con i Perturbazione, per “Buongiorno Buonafortuna” e con Il Genio per “Precipitevolissimevolmente”, il twist che – insieme a “Il beat cos’è” registrato da Calibro 35 e Roberto dell’Era – va a comporre il 45 giri de “Il lato Beat” (Ghost Records/Disastro), uno dei successi radiofonici dell’estate 2010. A novembre si chiude il tour de “L’amore non è bello” con un grande concerto sold out allo storico Teatro dal Verme di Milano con ospiti Manuel Agnelli, Le Luci della Centrale Elettrica, Il Genio, Enrico Gabrielli, Max Collini e i Perturbazione.
2011 – DENTE collabora al disco dei brasiliani Selton, che escono con il loro album in italiano e si avvalgono di lui per l’adattamento dei testi, scritto originariamente in portoghese e inglese. Inoltre compone il testo di “Mangialanima”, brano contenuto nel nuovo album di Marco Mengoni “Solo 2.0” uscito il 27 settembre 2011, affiancando Paolo Nutini autore della musica. L’11 ottobre esce il nuovo capitolo della discografia di Dente, “Io tra di noi” (Ghost Records) prodotto da Tommaso Colliva. Il disco entra in classifica la settimana di uscita direttamente al 15° posto tra gli album più venduti, come ottimo auspicio per i lungo l tour che inizia a fine ottobre e continua fino all’estate 2012.
2012 – Nel febbraio 2012 esce “Canzoni ai testimoni”, album di Enrico Ruggeri nel quale Dente reinterpreta in duetto con lo stesso Ruggeri “Pernod”, storico brano dei Decibel del 1980. Il 1°maggio Dente si esibisce per la seconda volta al Concerto del Primo Maggio a Roma. 2013 – Dente firma il brano “Quello che non sa”, inserito nell’album “Un posto nel mondo”, debutto della cantante italiana Chiara Galiazzo. Collabora anche con i Selton nel brano “Piccola Sbronza”, contenuto nell’album “Saudade”. Nello stesso periodo tiene dj set in Italia ed alcuni concerti in Europa (Lussemburgo, Parigi, Berlino e Bruxelles); inoltre accompagna gli stessi Selton nel loro tour in Brasile.
2014 – A gennaio esce l’album “Almanacco del giorno prima” (RCA/Sony), anticipato dal singolo “Invece tu”, uscito il 1° gennaio, ed entrato immediatamente in alta rotazione su tutti i network. Il disco è stato realizzato in presso una scuola elementare abbandonata di Busseto, in provincia di Parma, sempre con l’ausilio di Tommaso Colliva. L’album viene sostenuto da un importante tour teatrale che lo porta al sold-out sia al Nazionale di Milano che all’Auditorium di Roma. L’anno ed il tour si chiudono in bellezza con un giro nei club grazie ad un nuovo spettacolo accompagnato da una big band con tanto di sezione fiati.
2015 – Il 4 giugno esce per Bompiani il primo libro di Dente: “Favole per bambini molto stanchi”, che raggiunge in pochi mesi la quinta ristampa, oltre 30 presentazioni ed un lusinghiero successo editoriale.
2016 – “Canzoni per metà” (Pastiglie/Sony Music Entertainment) è il suo ultimo album, uscito ad ottobre 2016.

INFO:
//www.amodente.com/

Lunedi 9 Ottobre
Apertura Porte Ore 20:00 – Inizio Concerti Ore 22.00
RADIO MOSCOW in Concerto
OPENING ACT: KALEIODOBOLT
INGRESSO RISERVATO AI SOCICON TESSERA ARCI 2017-2018
CONTRIBUTO ALL’ATTIVITA’ 10€ + D.P.

Nati a Story City, Iowa, nel 2003 da un’idea del vocalist polistrumentista Parker Griggs sono considerati una delle più credibili cult-band del revival psychedelic rock dai tratti più hard rock e stoner.
I Radio Moscow sono stati prodotti e lanciati nel 2007 da Dan Auerbach dei Black Keys e da quel momento hanno distribuito altri 3 LP, Brain Cycles (2009), The Great Escape of Leslie Magnafuzz (2011) e Magical Dirt (2014) sempre sotto la storica etichetta californiana Alive Naturalsound.
Diversi musicisti sono avvicendati al fianco di Griggs, oggi accompagnato dal bassista Anthony Meier e dal batterista Paul Marrone.
Ora escono con un nuovo album intitolato “New Beginnings” per l’etichetta Century Media e saranno ad ottobre in tour in Europa ed Italia per 3 concerti accompagnati dai finlandesi Kaleidobolt.

Giovedi 12 Ottobre
Apertura Porte Ore 20:00 – Inizio Concerti Ore 22.00
BEHIND THE SHADOW DROPS
TAKAAKIRA “TAKA” GOTO (MONO) in Concerto
INGRESSO RISERVATO AI SOCICON TESSERA ARCI 2017-2018
CONTRIBUTO ALL’ATTIVITA’ 12€ – 10€ + D.P.

Ovvero il progetto musicale parallelo ma in solitaria di Takaakira “Taka” Goto, fondatore e chitarrista degli enormi MONO (Japan), arriva in Italia per presentarci il suo secondo album “H a r m o n i c” in uscita il 22 settembre via Temporary Residence Ltd., anticipato da un singolo spesso di atmosfera malinconica e ferale che lascia ben sperare per una serata avvolgente di sensazioni pesanti come drappi neri e dal tocco straniante di voli strumentali. La musica di Taka è così: già dal primo lavoro “Classical Punk And Echoes Under The Beauty“, ne uscivamo sconfitti dagli archi laceranti, mentre “H a r m o n i c” sembra avere più determinazione nera, come auspicano i piacevoli nuovi ed eleganti inserti elettronici usati.

Sabato 14 Ottobre
Apertura Porte Ore 20:00 – Inizio Concerti Ore 22.00
COLOMBRE in Concerto
INGRESSO RISERVATO AI SOCICON TESSERA ARCI 2017-2018
CONTRIBUTO ALL’ATTIVITA’ 7€

“Pulviscolo” è il primo album di Colombre, progetto che inaugura l’esperienza da solista di Giovanni Imparato – già voce, chitarra e autore dei brani della band indie-pop Chewingum e co-produttore del disco “Sassi” di Maria Antonietta – pubblicato il 17 marzo per l’etichetta Bravo Dischi. 25 minuti e 36 secondi, 8 tracce dai titoli brevissimi (1, massimo 2 parole) per un album che ti conquista immediatamente. Pochi attimi dal primo ascolto e subito ti viene voglia di cantare insieme a Colombre. L’album vanta collaborazioni artistiche importanti: la voce e i cori di IOSONOUNCANE, le percussioni di Francesco Aprili (batterista di Wrongonyou, Giorgio Poi e Boxerin Club) e il basso di Nicolò Pagani (Mannarino), l’artwork di Letizia Cesarini aka Maria Antonietta che firma anche la regia del video della title-track, primo estratto dell’album.

Sabato 21 Ottobre
Apertura Porte Ore 20:00 – Inizio Concerti Ore 22.00
DANIELE COCCIA PAIFELMAN in Concerto
PRESENTAZIONE DEL DISCO “IL CIELO DI SOTTO”
INGRESSO RISERVATO AI SOCICON TESSERA ARCI 2017-2018
CONTRIBUTO ALL’ATTIVITA’ 7€ – 5 + D.P.

Il Cielo di Sotto è il disco d’esordio di Daniele Coccia Paifelman, già autore, cantante e fondatore de Il Muro del Canto, Surgery e Montelupo che per questa nuova avventura adotta un nome d’arte e aggiunge al suo il cognome della madre “Paifelman”.
L’album prodotto da “La Zona/La Grande Onda” sarà presentato in anteprima il 21 Ottobre con un concerto al Monk di Roma al quale seguirà una turnè promozionale. Il disco sarà disponibile in tutti i negozi di dischi il 27 Ottobre 2017.
Le canzoni de il “Il cielo di sotto” sanciscono il ritorno alla lingua Italiana per l’autore romano, dopo tre album in dialetto con il Muro del Canto. Vengono scritte insieme ad Eric Caldironi, fra il 2014 e il 2017.
I testi affrontano la vita, la morte e l’amore, attraverso numerose metafore, ispirate al mondo bellico. Le battaglie e la guerra, rappresentano una durissima quotidianità. Il Fronte, la prima linea, la trincea, delineano il coraggio e la forza necessarie dell’essere umano per combattere, senza mai cedere, nel buio pesto di questa nuova era. Un disco ispirato che prende le distanze dall’attualità, che guarda spesso all’indietro, alla scuola dei grandi cantautori Italiani.
Daniele Coccia Paifelman cura la produzione artistica in maniera artigianale ed attenta. Per il disco, si avvale di tutte quelle preziose figure professionali incontrate negli anni, lungo il suo sentiero musicale, da Francesco Grammatico dietro al mixer, ad Eric Caldironi, con cui ha già intrapreso il progetto Montelupo e col quale condivide la militanza nel Muro del Canto. Un altra importante collaborazione è quella con Leonardo Angelucci (Chitarra elettrica e cori), cantautore e arrangiatore che insieme a Matteo Troiani (al Basso) e Tommaso Guerrieri (Batteria) sono la band perfetta per proporre dal vivo l’intero disco.

Venerdi 20 Ottobre
Apertura Porte Ore 20:00 – Inizio Concerti Ore 22.00
PORTICO QUARTET in Concerto
INGRESSO RISERVATO AI SOCICON TESSERA ARCI 2017-2018
CONTRIBUTO ALL’ATTIVITA’ 10€ – 8 + D.P.

Se il tuo album di debutto – “Knee Deep In The North Sea”, anno 2007 – finisce subito tra le nomination del prestigioso Mercury Prize ed è eletto da Time Out “Album Of The Year” nella categoria Jazz, Folk, World, questo significa senza la minima ombra di dubbio che le tue qualità sono veramente importanti. Qualità tra l’altro forgiate con una gavetta vera: Portico Quartet nasce infatti come un’esperienza di buskers, di suonatori di strada per le vie di Londra (preferibilmente nella zona del South Bank), città in cui Jack Wyllie, Milo Fitzpatrick, Duncan Bellamy e Nick Mulvey in quegli anni studiavano, dividendo l’appartamento con tra l’altro Jamie Woon e divertendosi a partecipare ad un collettivo a nome One Taste che ad un certo punto includeva anche Kate Tempest, Little Dragon e ovviamente lo stesso Woon. Quello che arriva dopo è sempre di altissimo livello: per il secondo album (“Isla, 2009) arriva la proposta di una label di prestigio, la Real World di Peter Gabriel, che dà alle stampe anche il successivo “Portico Quartet” del 2012. Qualcosa cambia però negli equilibri del gruppo: Nick Mulvey abbandona, per seguire una carriera da solista, inizialmente non viene rimpiazzato e il Portico Quartet diventa semplicemente Portico. “Living Fields”, 2014, esce per un’altra label a quattro quarti di nobiltà (la Ninja Tune) e segna una svolta verso un pop più astratto, più sperimentale.
Gli equilibri intanto si rimettono a posto. Torna il “Quartet” nella sigla sociale, alla band si aggiunge Keir Vine ritrovando quindi la formazione a quattro. Le sonorità si affinano sempre più, tornando per certi versi alla ricetta originale – una perfetta, equilibratissima fusione di jazz, funk astratto, striature world ed ambient – e il lavoro che arriva ad agosto 2017, “Art In The Age Of Automation”, debutta direttamente al secondo posto nelle classifiche britanniche nella categoria Soul/Jazz. Il viaggio, insomma, continua. Sotto l’ala protettrice di quel portico in Italia sotto cui i musicisti, moltissimi anni fa, quando ancora non si erano dati un nome come band, si erano rifugiati per continuare a suonare, durante un escursione nel nostro paese: “Portico Quartet” nasce infatti da qui.

Martedi 24 Ottobre
Apertura Porte Ore 20:00 – Inizio Concerti Ore 22.00
JERUSALEM IN MY HEART in Concerto
INGRESSO RISERVATO AI SOCICON TESSERA ARCI 2017-2018
CONTRIBUTO ALL’ATTIVITA’ 10€

Radwan Ghazi Moumneh e l’artista multimediale Charles-André Coderre tornano con ‘If He Dies, If If If If If If’, secondo album del progetto Jerusalem In My Heart concepito nelle duplici case-natale di Montréal e Beirut.
Celebre per il prezioso lavoro come ingegnere del suono di Matana Roberts (i tre capitoli della saga Coin Coin), Mashrou’ Leila, Ought, Eric Chenaux (con il quale ha anche compost un album collaborative per il piccolo marchio Grapefruit Records Club) e Suuns (il disco in combutta per Secretly Canadian della primavera 2015 rimane ad oggi una delle migliori uscite dello scorso anno), Moumneh ha avuto mani in pasta in numerosi ambiti negli ultimi anni. Ha accompagnato JIMH di fronte ad un pubblico sbalordito tanto in Canada ed Europa quanto in Medio Oriente. Nonostante i numerosi progetti e commissioni che li hanno visti protagonisti, il gruppo è saldamente nelle mani di Moumneh – responsabile per tutti i suoni e le composizioni – e Coderre responsabile dei visuals in rigoroso formato 16mm e delle installazioni/proiezioni dal vivo.
Uno dei moment più alti del disco è nell’apertura di “A Granular Buzuk”, dove il suono di questo strumento tipico viene processato e campionato dai tagli in tempo reale di Radwan’s. Moumneh continua a sperimentare il suo amore per la tradizione pop Arabica delle audiocassette nella dance in bassa fedeltà di “Lau Ridyou Bil Hijaz”. C’è poi un sentito omaggio al poeta curdo, recentemente esiliato, Sivan Perwer nel folk scarno e tradizionale di “Ta3mani; Ta3meitu”. L’album si chiude con il drone creato da un flauto Bansuri (per gentile concessione di Dave Gossage) e dal suono di un delicato numero acustico alternato ai field recordings delle onde del mare registrate su una spiaggia libanese. Disco eccezionale che del gruppo di casa Constellation fa una delle più imprendibili espressioni a cavallo tra canzone politica, rock d’avanguardia e musica etnica.

Venerdi 27 Ottobre
Apertura Porte Ore 20:00 – Inizio Concerti Ore 22.00
COLDCUT in Concerto
INGRESSO RISERVATO AI SOCICON TESSERA ARCI 2017-2018
CONTRIBUTO ALL’ATTIVITA’ 15€ – 12 + D.P.

COLDCUT
Due giganti. E’ facile sottovalutare l’importanza di Matt Black e Jonathan More per la musica contemporanea (limitativo infatti parlare solo di quella elettronica). Ma da quando i due, più di trent’anni fa, decisero di unire le forze per dare la vita al progetto Coldcut più volte nell’arco di questi tre decenni si sono dimostrati dei veri e propri “game changer”. Lo sono stati ancora agli esordi, con quel remix di “Paid In Full” di Eric B & Rakim assolutamente geniale e pionieristico che ha il merito di aver consacrato – grazie al suo enorme successo – la dj culture in Europa, col suo uso strepitoso e visionario dei campionamenti, del taglia&cuci sonoro. Lo sono stati quando hanno dato vita al radio show Solid Steel, ancora adesso un inconfondibile marchio di qualità per tutto ciò che è avventura in musica. Lo sono stati quando hanno portati l’interazione tra video e musica a livelli mai visti prima costruendo – assieme al collettivo di sviluppatori Camart – il software VJAMM (anno 1997: ben prima che software e digitale diventassero un ambiente comune e alla portata di tutti). Ma l’avventura che meglio racconta Black e More è quella targata Ninja Tune: label fieramente indipendente creata dai due nel 1990 per avere una piattaforma su cui esercitarsi stando lontani da ogni condizionamento delle major; a distanza di tutti questi anni, ancora oggi una delle etichette discografiche più riconoscibili e qualitative in circolazione, con uno spettro sonoro che parte dall’hip hop ma può estendersi fino alla house da un lato e fino al cantautorato elegante dall’altro, percorrendo spesso le strade del jazz, del funk e del soul. Una label a cui i Coldcut hanno dato vita rinunciando alle sirene e alle offerte contrattuali del mainstream (a fine anni ’80, erano considerati vere superstar mondiali della pratica del remix), soprattutto una label che ha scoperto una serie incredibile di talenti (da Amon Tobin a Fink, da Kid Koala a Cinematic Orchestra, da Bonobo a Roots Manuva, ma l’elenco potrebbe andare avanti a lungo).
In tutto questo, hanno avuto modo di portare avanti anche una discografia dalle uscite rare ma sempre di altissimo profilo (ad esempio “Let Us Play”, anno 1997, o “Sound Mirrors” del 2006, ma anche la recente collaborazione con On U Sound “Outside The Echo Chamber”), così come delle apparizioni live o anche da semplici dj dove sempre e comunque la regola era, ed è, non adeguarsi alla routine ma saper fare un passo in più, saper offrire la vertigine del divertimento e della sorpresa. Tutto questo sempre con un sorridente understatement, senza nessuna ansia di protagonismo, senza nessuna necessità di vendersi come stelle mediatiche o come geni della musica. Ma quest’ultima cosa, fatti nudi e crudi alla mano, lo sono. Poche persone hanno “disegnato” in modo così incisivo la musica della club culture degli ultimi trent’anni e, di conseguenza, la musica tutta.

Sabato 28 Ottobre
Apertura Porte Ore 20:00 – Inizio Concerti Ore 22.00
WILLIE PEYOTE in Concerto
INGRESSO RISERVATO AI SOCICON TESSERA ARCI 2017-2018
CONTRIBUTO ALL’ATTIVITA’ 10€ + D.P.

Willie Peyote (Guglielmo Bruno, classe 1985) è un rapper torinese, uno degli artisti più interessanti e innovativi della scena hip-hop italiana. Oltre ad essere conosciuto come solista, Peyote è la voce del gruppo Funk Shui Project. Avvicinatosi al rap nel 2004, dopo alcuni tentativi con altri generi musicali, fonda il gruppo Sos Clique con Kavah e Shula col quale pubblica diversi demo e un EP intitolato “L’Erbavoglio” nel 2008. A seguito dello scioglimento del gruppo intraprende la carriera solista facendo del cinismo, dell’originalità e dell’autoironia il suo marchio di fabbrica, com’è facilmente intuibile dai titoli dei dischi pubblicati: “Il Manuale del giovane nichilista” del 2011 e “Non è il mio genere, il genere umano” del 2013. Quest’ultimo è stato ristampato, in versione estesa, nel giugno 2014 per l’etichetta discografica ThisPlay Urban. Parallelamente vede la luce anche il primo album ufficiale del gruppo Funk Shui Project. Per la realizzazione del disco, interamente autoprodotto e pubblicato sempre nel 2014, Willie Peyote lavora con una vera e propria band non solo per la fase di composizione dei brani, ma anche per l’attività live. I testi dell’artista sono uno specchio della società attuale. Con i suoi brani accattivanti, ironici ma allo stesso tempo di denuncia, Willie Peyote ha attirato immediatamente su di sé l’attenzione del pubblico e degli addetti ai lavori. Brani come “TmVB”, ovvero “Tutti Mi Vogliono Bene” e “Friggi le polpette nella merda (cit.)” sono diventati dei veri e propri inni underground che raccontano i paradossi del nostro paese in modo scanzonato, sarcastico e divertente. L’artista vive un momento particolarmente felice: ha vinto il premio come miglior autore al concorso “Genova per voi”, il più grande portale di musica italiana Rockit lo ha inserito tra i dieci artisti più interessanti dell’anno e il videoclip del brano “Glik” (che fa riferimento a Kamil Glik, calciatore capitano della squadra del Torino) ha ricevuto più di 230.000 visualizzazioni. Inoltre Peyote è stato il primo rapper a partecipare a VEVO DSCVR (DISCOVER), format inglese dedicato alla musica emergente (ha fatto scoprire artisti come Hozier) arrivato di recente anche in Italia. Peyote ha presentato una versione live del brano “Dettagli”, accompagnato da Hyst alla voce, Paolo “De Angelo” Parpaglione dei Bluebeaters al sassofono e Frank Sativa, anche produttore del pezzo, al beat. Il video di “Dettagli” è quello, relativo al format, con il maggior numero di visualizzazioni.
Infine il tour dell’artista “Hai fatto quattro date e lo hai chiamato tour”, a discapito del nome, ha avuto un grandissimo successo. Il 28 aprile 2015 è stato reso disponibile, in free download sul sito ufficiale dell’artista www.williepeyote.com, “Quattro San Simoni e un funerale”, un EP contenente cinque brani inediti da cui è stato estratto il singolo “Io non sono uguale” (prod. Kavah). Il 22 gennaio 2016 esce “Educazione Sabauda”, l’album che segna la svolta di Willie Peyote: grazie a canzoni come “L’eccezione”, “Io non sono razzista ma”, “C’era una vodka” e un’intensa attività live l’artista torinese vede crescere esponenzialmente consensi e pubblico. Per chiudere il fortunato ciclo dell’album Willie nel 2017 è stato ospite a Che Tempo Che Fa ed ha concluso il tour con doppia data sold-out al CAP10100 di Torino. A maggio 2017 è uscito il singolo “I Cani”, che anticipa un nuovo album previsto ad ottobre, Willie è attualmente impegnato in un tour estivo accompagnato da Frank Sativa & band.

Sabato 4 Novembre
Apertura Porte Ore 20:00 – Inizio Concerti Ore 22.00
POPULOUS + MYSS KETA in Concerto
INGRESSO RISERVATO AI SOCICON TESSERA ARCI 2017-2018
CONTRIBUTO ALL’ATTIVITA’

POPULOUS
Dopo ‘Night Safari’, disco che ha definitivamente consacrato Populous come uno degli artisti e producer più interessanti a livello internazionale, arriva ‘Azulejos’, uscito il 9 giugno per La Tempesta (in Italia) e per Wonderwheel Recordings (nel resto del mondo).
L’album è stato interamente composto a Lisbona ed è la sintesi del nuovo viaggio sonoro di Populous, un ponte ideale fra i ritmi sensuali della cumbia sudamericana e l’elettronica europea. Mixato da Jo Ferliga degli Aucan il disco vanta anche un featuring con Nina Miranda degli Smoke City.

Andrea Mangia aka Populous è un producer e dj salentino che ha esordito nel 2003 sulla berlinese Morr Music. Autore di jingle televisivi e colonne sonore, sound designer per il web, musei e sfilate di moda. Ha lavorato per Imperial, IKEA, Vogue, Vivienne Westwood, Carhartt, Elie Saab, Nissan, Wired, Skoda etc. Ha prodotto e collaborato, tra gli altri, con Teebs, Clap! Clap!, Dj Khalab, Blue Hawaii, Lukid, John Wizards, Simon Scott/Slowdive, Sun Glitters, Larry Gus, Giardini Di Mirò. Nel 2010 vince il “Premio 2061 – La musica elettronica italiana del futuro”. Nel 2014 pubblica “Night Safari”, album che ha avuto consensi unanimi da parte di critica (Pitchfork, Interview Magazine, XLR8R) e pubblico (con brani regolarmente trasmessi da radio cult come NTS, KEXP, Le Mellotron).
Nel 2016 vince il premio di “Miglior artista” all’Italian Quality Music Festivals.

M¥SS KETA
E’ una rapper, popstar, diva definitive: arrivata, ma non sis a esattamente dove. Nata sulle passarelle ma morta in un parcheggio, Myss Keta inizia a brillare illuminata dalla madonnina a suon di “Milano sushi e coca” nel lontano 2013. Da li in poi un successo dopo l’altro, tra cui “in gabbia” (non ci vado), “Burqa di Gucci”, “Le ragazze di Porta Venezia” e “Musica Elettronica” la consacrano ad unica diva e donadella della capitale meneghina”. “L’angelo dall’occhiale da sera: col cuore in gola” è il grande Greatest Hits che raccolglie tutti I grandi successi e alcuni inediti, disponibile online su tutte le migliori piattaforme. Per l’estate 2017 Myss Keta vi invita ad entare nel suo magico mondo estivo con l’uscita dell’Ep “Carpaccio Ghiacciato” 5 canzoni inedite electro-lounge che vi travolgeranno come onde sugli scogli a Posillipi e vi farà venire l’acquolina in bocca come solo un buffet continental di un albergo extralusso riesce a fare. L’Ep, prodotto da Motel Forlanini in collaborazione con La Tempesta, contiene collaborazioni con Riva, Unusual Magic, Carlo Luciano Porrini (Leute) e Populous, che ha prodotto il singolo da cui è tratto il video dell’Ep “Xananas”

Giovedi 9 Novembre
Apertura Porte Ore 20:00 – Inizio Concerti Ore 22.00
JAZZ EVIDENCE
BINKER AND MOSES in Concerto
INGRESSO RISERVATO AI SOCICON TESSERA ARCI 2017-2018
CONTRIBUTO ALL’ATTIVITA’ 12€ – 10 + D.P.

Binker Golding – sassofono
Moses Boyd – batteria

Miglior gruppo jazz ai MOBO Awards 2015 (il più importante riconoscimento per la musica black nel mondo)

Miglior gruppo emergente e miglior gruppo britannico ai Jazz FM Awards 2016 (tra i più importanti riconoscimenti al mondo per la musica jazz)

Miglior gruppo emergente ai Parliamentary Jazz Awards 2016

In soli due anni l’impetuoso duo sax/batteria BINKER AND MOSES ha raggiunto un fedelissimo seguito di fan, grazie ai loro intensi ed ipnotici live-show. L’album di debutto “Dem Ones” è stato registrato in presa diretta nello Zelig Studio di Mark Ronson e pubblicato dalla Gearbox Records. Il disco li ha portati alla vittoria di un Mobo Award nel 2015 e due Jazz FM Award nel 2016. L’attesissimo “Journey To The Mountain Of Forever” vede la luce nell’estate di quest’anno e come il predecessore è stato inciso completamente “live” con attrezzature originali dei 60’s (Studer C37 1/4″ tape machine), presso gli studi della Gearbox Records. Si tratta di un album più maturo ed impegnativo che ha visto coinvolti svariati musicisti della scena jazz londinese. Il sassofonista Binker Golding ha inoltre collaborato con artisti come Four Tet ed insieme al batterista Moses Boyd facevano entrambi parte della band di Zara McFarlane. Dopo la fortunata apparizione al Novara Jazz Festival del giugno scorso, BINKER AND MOSES saranno in tour per la prima volta in Italia a Novembre, queste le date previste:

Venerdi 10 Novembre
Apertura Porte Ore 20:00 – Inizio Concerti Ore 22.00
PUBLIC SERVICE BROADCASTING in Concerto
INGRESSO RISERVATO AI SOCICON TESSERA ARCI 2017-2018
CONTRIBUTO ALL’ATTIVITA’ 20€ – 18€ + D.P.

J. Willgoose, Esq e Wrigglesworth sono I Public Service Broadcasting, un duo musicale con una precisa missione: insegnare le lezioni del passato attraverso la musica del futuro. Sample audio, video tratti da filmati storici e pellicole di propaganda d’archivio, uniti alla strumentazione live sono tutti gli strumenti di cui si avvale il duo britannico. Dopo l’album di debutto del 2013, Inform – Educate – Entertain, esordito al #21 delle chart inglesi e con grande successo di critica, e il secondo lavoro discografico The Race For Space, tra gli album più venduti del 2015, sono pronti adesso a tornare con un nuovissimo progetto. Every Valley, questo il titolo del terzo album dei Public Service Broadcasting, uscirà il prossimo venerdì 7 luglio per PIAS Recordings ed è stato anticipato dal nuovo video e singolo Progress. Diretto da Lucy Dawkins e Tom Readdy, con i quali la band ha lavorato ai precedenti Sputnik e Go!, e prodotto da Yes Please Productions, il video lancia uno sguardo quasi giocoso su un argomento molto serio e pertinente, vale a dire la meccanizzazione e il suo vero posto nel ‘progresso’ dell’umanità. Il video è ispirato ai film sulla guerra fredda degli anni sessanta ed è stato girato in un impianto di prova motore a reazione nel Suffolk con un accenno al passato della band. Infatti il brano d’esordio ‘Spitfire’ parlava della progettazione e costruzione del famoso aereo da caccia. ‘Progress’ inoltre si ispira in modo rispettoso ai Kraftwerk.
Il terzo album dei Public Service Broadcasting ‘Every Valley’ racconta la storia dell’ascesa e poi della caduta del settore minerario del carbone nel Galles del Sud. Anche se potrebbe sembrare un argomento di nicchia a ben guardare rimanda ad un argomento molto più universale: il declino a causa della globalizzazione, della meccanizzazione o di altri fattori, delle comunità una volta prospere ma ora abbandonate e trascurate di tutto il mondo occidentale una volta diventate dipendenti da determinate industrie. J. Willgoose, Esq. racconta: “una delle cose che mi ha entusiasmato di più nel lavorare a questo nuovo album è stata la possibilità di collaborare con diversi musicisti. Ci siamo sentiti onorati e orgogliosi sia che si trattasse di string players o artisti locali come Beaufort Male Choir e Haiku Salut oppure di artisti più affermati come Lisa Jên Brown, Tracyanne Campbell dei Camera Obscura e uno dei nostri eroi James Dean Bradfield dei Manic Street Preachers. Hanno tutti contribuito ad arricchire e migliorare il nostro suono e alla fine questo disco è il meglio che si potesse immaginare.”

Sabato 11 Novembre
Apertura Porte Ore 20:00 – Inizio Concerti Ore 22.30
CHK CHK CHK in Concerto
INGRESSO RISERVATO AI SOCICON TESSERA ARCI 2017-2018
CONTRIBUTO ALL’ATTIVITA’ 15€ – 13 + D.P.

CHK CHK CHK
L’eccentrica band newyorkese punk-funk-dance guidata da Nic Offer torna in Italia per un nuovo fiammante live set. Miscela esplosiva di punk, funk, disco e psichedelia i !!! riescono a fondere perfettamente le caratteristiche del rock con quelle della dance dando vita nei loro live a indimenticabili party infuocati. Non è esagerato affermare che non esiste nessun gruppo avvicinabile ai !!!
Il risultato musicale delle loro numerose e variegate influenze infatti è completamente originale e inedito. Con 5 album incredibili all’attivo, di cui 3 per la celebre etichetta Warp, i !!! (Chk Chk Chk) si sono imposti all’attenzione del pubblico e della critica soprattutto grazie ai loro show dal vivo, un vero concentrato di energia che fonde impulsi dance e funk con una attitudine decisamente punk.
I !!! debuttano nel 2000 con un album intitolato semplicemente !!! per l’etichetta Gold Standard Laboratories. A questo sorprendente debutto fa seguito nel 2004 Il secondo album Louden Up Now, prodotto negli USA dalla Touch and Go e in Europa dalla Warp Records che ottiene un grandissimo successo tanto da portare la band ad aprire i live dei Red Hot Chili Peppers in US. Nel 2007 è poi la volta del bellissimo Myth Takes che consacra definitivamente la band in tutto il mondo. Seguono Strange Weather, isn’t it ? e Thr!!!er fino all’ultimo disco in studio “As If”

Domenica 12 Novembre
Apertura Porte Ore 20:00 – Inizio Concerti Ore 22.00
MICA P. HINSON in Concerto
INGRESSO RISERVATO AI SOCICON TESSERA ARCI 2017-2018
CONTRIBUTO ALL’ATTIVITA’ 13€ – 10 + D.P.

Il folksinger americano più tormentato e acclamato degli ultimi anni
Torna in Italia per presentare il suo nuovo album “Micah P. Hinson presents The Holy Strangers”

Dopo il fortunato tour della scorsa primavera per il decennale di MICAH P. HINSON AND THE OPERA CIRCUIT, il folksinger texano tra gli artisti statunitensi più interessanti degli ultimi anni torna in Italia per presentare il suo nuovo straordinario album MICAH P. HINSON PRESENTS THE HOLY STRANGERS, uscito l’8 settembre per l’etichetta Full Time Hobby.
Definito dallo stesso artista una “modern folk opera”, …PRESENTS THE HOLY STRANGERS percorre e racconta le tappe gioiose e infauste di una famiglia ai tempi della guerra, dalla nascita alla morte. Registrato a Denison, in Texas, il disco raccoglie 14 tracce incise interamente in analogico ed è stato promosso a pieni voti dalla critica internazionale.
Nato a Memphis e cresciuto ad Abilene, in Texas, MICAH P. HINSON è dotato di un songwriting ispirato, sincero e potente, con liriche biografiche di una vita vissuta, un’adolescenza turbolenta nel Texas tra passione, droga, sfortuna e depressione. Una chitarra di matrice folk che non disdegna incursioni lo-fi e punk e una voce che scava nel passato della storia folk blues americana, un timbro profondo indimenticabile che rende ancor più crude e affascinanti le sue canzoni.

Martedi 14 Novembre
Apertura Porte Ore 20:00 – Inizio Concerti Ore 22.30
ZOLA JESUS in Concerto
INGRESSO RISERVATO AI SOCICON TESSERA ARCI 2017-2018
CONTRIBUTO ALL’ATTIVITA’ 15€ – 13€ + D.P.

Zola Jesus arriva al Monk a novembre per presentare l’ultimo album, OKOVI, in uscita l’8 settembre per Sacred Bones.

Per oltre una decade Nika Roza Danilova ha creato a registrato musica con il nome d’arte ZOLA JESUS. Per buona parte di questo periodo i suoi lavori sono stati pubblicati dall’etichetta Sacred Bones. OKOVI, il nuovo album segna la reunion con la storica label. La musica del nuovo album è stata scritta come una pura catarsi, quindi il suono che ne risulta è innovativo, profondo, oscuro e mistico. Alla realizzazione di OKOVI hanno contribuito il compagno di band Alex DeGroot, il produttore WIFE, Shannon Kennedy dei Pedestrian Deposit, ed il percussionista Ted Byrnes. Con Okovi, Zola Jesus elabora una profonda meditazione sulla perdita e sulla riconciliazione.I brani che compongono l’album nascono dalle profondità più oscure e inconsce eppure sono capaci di brillare di una luce unica.

Mercoledi 15 Novembre
Apertura Porte Ore 20:00 – Inizio Concerti Ore 22.30
ANTEPRIMA ROME PSYCH FEST
ARTO LINDSAY in Concerto
INGRESSO RISERVATO AI SOCI CON TESSERA ARCI 2017-2018
CONTRIBUTO ALL’ATTIVITA’ 18€ – 15 + D.P.

Il 28 Aprile 2017 è uscito su per l’etichetta Ponderosa Music & Art con distribuzione Master Music “CUIDADO MADAME”, il primo album di inediti di ARTO LINDSAY dopo “Salt” del 2004. Il titolo dell’album, letteralmente “Attenzione signora”, è ispirato a un film poco conosciuto del 1970, opera del regista underground brasiliano Julio Bressane. Il film racconta degli allegri e brutali omicidi commessi da una cameriera che ammazza una dopo l’altra le sue padrone. CUIDADO MADAME è prodotto dallo stesso Arto Lindsay e dalla sua schiera di musicisti, da Melvin Gibbs a Paul Wilson, Kassa Overall, Patrick Higgins, Ryu Takahashi e Thiago Nassif. Alla base dell’album, ci sono i ritmi di Candomblé, sequenze di percussioni spirituali che provocano possessione e trance. Il processo è iniziato dalle registrazioni degli atabaques in Brasile, su cui Arto Lindsay ha poi scritto melodie e testi in studio a Brooklyn. Quello che era iniziato come un desiderio di allontanarsi dalle chiese sonore Afro-brasiliane e Afroamericane, ha lasciato poi spazio a un disco di canzoni. Altre coordinate sono state fornite dai racconti di prigionia del New England, dalla bolla speculativa giapponese e dal Golfo di Napoli.

“Quando si parla dell’opera omnia di Arto Lindsay, di solito si rileva una netta separazione tra lo spaventoso Arto “Scary” e il seducente Arto “Sexy”.
La musica di Scary Arto è tumultuosa e sconvolgente, una spietata burrasca che sembra scaturire dai lampi e dai rumori stessi di New York. Quella di Sexy Arto è invece calda e leggera, eterea e ammaliante come la luce screziata del Brasile. Entrambe le musiche sono a loro modo fiabesche, entrambe evocano mondi di sogno. Ma ci sono sogni e sogni.
Nel 2014 Ponderosa Music & Art aveva pubblicato una doppia raccolta antologica, e concettualmente provocatoria, dei lavori solistici di Arto intitolata “Encyclopedia of Arto”. Il primo disco era una selezione, o ancor meglio una mappa, dei suoi lavori in solo. Il secondo disco era qualcosa di ancor meno comune: molte delle canzoni del primo disco venivano eseguite dal vivo con la sua inconfondibile e vertiginosa chitarra noise – quella per intenderci di Scary Arto – e poi contrapposte al suo ritmato, subdolamente erotico, stile vocale post-Caetano, ossia quello di Sexy Arto.
La scelta di coniugare Sexy e Scary in un’unica performance era già di per sé un impressionante atto di coraggio. Non posso parlare al posto di Arto, ma la mia interpretazione è che il lavoro fosse l’audace tentativo di disfarsi di questa visione binaria, ossia l’apertura verso un territorio ancora tutto da esplorare.
E da qui arriviamo al nuovo e lungamente atteso album Cuidado Madame, dove la maestria di Arto è in pieno rigoglio. Anche se l’album propende in favore del Sexy, la sua temerarietà ci induce a sbarazzarci dei tediosi concetti dualistici. Qui c’è tutto intero l’inimitabile genio di Arto Lindsay, la sua intera gamma di tessiture musicali, di noise, elettronica, melodia, poesia, sensualità e intelligenza.
Smetterete così di analizzare e di separare. E vi arrenderete. A sogni di ogni tipo.”

Chad Clark
Beauty Pill / Washington, DC / Spring 2017

Venerdi 17 e Sabato 18 Novembre
Apertura Porte Ore 20:00 – Inizio Concerti Ore 22.30
ROME PSYCH FEST – II EDITION
LIARS – LALI PUNA
MOON DUO – ANDREA LASZLO DE SIMONE
INGRESSO RISERVATO AI SOCICON TESSERA ARCI 2017-2018
CONTRIBUTO ALL’ATTIVITA’ 20€ – 17€ + D.P. (a singola giornata)
ABBONAMENTO 25€ + D.P. (fino al 7 ottobre)
ABBONAMENTO 35€ – 30€ + D.P.

LIARS
Dopo una lunga attesa i Liars annunciano i dettagli del nuovo album TFCF, in uscita il 25 agosto per Mute Records, e le date del prossimo tour che toccherà l’Italia per tre concerti.
Angus Andrews, leader dei Liars dopo l’abbandono da parte dell’altro membro fondatore Aaron Hemphill, ha annunciato l’uscita del successore di “Mess” del 2014.
Il nuovo album della “band” si intitola “TFCF” (acronimo di “Theme From Crying Fountain”) ed è l’ottavo disco in 17 anni di carriera.
Andrew ha dichiarato di aver lavorato a questo disco nel suo studio immerso nel verde “contemplando e sperimentando la potenza della natura, tutto quello che stavo registrando nasce senza influenze del mondo esterno, nelle registrazioni accadeva che un uccello piombava sul microfono; qui non c’è molta gente in giro ed è stato cosi tutto intenso da sentirmi fortemente legato a ciò che mi circondava“.
TFCF è una sorta di reinvenzione del paradigma Liars. il confine sfumato tra l’universo elettronico e quello acustico e l’oscillazione tra l’impulso sperimentale e la sensibilità pop sono la prova che le energie creative di Angus rimangono sane e vive come sempre, nonostante le scosse all’interno del gruppo.
TFCF è stato scritto e registrato dai Liars (Angus Andrew), mixato da Gareth Jones e masterizzato da Christian Wright.

LALI PUNA
Si intitola “Two Windows” il quinto album dei Lali Puna, in uscita l’8 settembre 2017 sull’etichetta berlinese Morr Music, a cinque anni da “Our Inventions” che lo ha preceduto.
I Lali Puna sono: Valerie Trebeljahr, Christian “Taison” Heiß e Christoph Brandner. Alla realizzazione dell’album hanno contribuito anche Mary Lattimore, Jimmy Tamborello come “Dntel”, Keith Tenniswood dei Two Lone Swordsmen come “Radioactive Man” e Midori Hirano come “MimiCof”. Realizzato in circa due anni, “Two Windows” è un album composito, che parla di emancipazione e segna un nuovo inizio per la band sia dal punto di vista musicale, sia sul piano lirico. Il disco, infatti, è il primo registrato dopo l’abbandono di Markus Acher (Notwist). Ispirato da sonorità più “club oriented”, “Two Windows” è un album seducente e misurato, in cui un songwriting emozionale si fonde con ritmi più energici, senza rinnegare l’attitudine pop radicata nel sound originario della formazione.
Le liriche della Trebeljahr esplorano argomenti estremamente attuali, come la libertà personale, la presenza sempre più invasiva della tecnologia e la progressiva gentrificazione dei centri urbani. Tuttavia, “Two Windows” non ha un contenuto esplicitamente politico: è un album che non vuole dare risposte univoche, ma invitare gli ascoltatori a osservare la realtà da più prospettive, le “due finestre” del titolo.

MOON DUO
Moon Duo tornano in Italia a novembre per presentare il loro nuovo doppio lavoro discografico “Occult Architecture vol. 1 & 2”.
Occulto è il termine comunemente utilizzato per indicare tutte le cose magiche e soprannaturali, ma la radice della parola occulto è
letteralmente quello che è nascosto, oltre i limiti delle nostre menti.
Se questo è occulto, il quarto album dei Moon Duo “Occult Architecture vol. 1 & 2”, un opus psichedelico in due volumi separati pubblicato nel 2017, è un inno ed un’indagine alle strutture “architettoniche” invisibili che dominano il ciclo delle stagioni e il cammino dal giorno alla notte, dallo scuro alla luce. Il disco suddiviso in due volumi offre infatti uno sguardo cosmico al modello nascosto in tutto il creato, l’Occult Architecture appunto, e riflette sull’armoniosa dualità di queste energie chiare e scure attraverso la teoria cinese di Yin e Yang; un viaggio dall’oscurità alla luce, dal lato ombroso della collina al lato soleggiato, riverberando con tutto ciò che è eterno e infinito nell’architettura infinita e misteriosa in cui entrambe le parti esistono armoniosamente.

ANDREA LASZLO DE SIMONE
Andrea Laszlo De Simone è un’anomalia. È un solista, prima di tutto. Ma è anche una band di sei elementi. È un cantautore, ma cosa significa nel 2017 essere un cantautore?
“Uomo Donna”, il suo primo vero e proprio album, uscirà il prossimo 9 giugno per 42 Records, anticipato dai singoli “Uomo Donna”, “Vieni a Salvarmi” e “La guerra dei baci”, tutti e tre anticipati da tre videoclip particolarissimi ed evocativi seppur nella loro semplicità. “Uomo Donna” è un disco particolarissimo e che vive di contrasti: c’è la canzone d’autore italiana, appunto, e la psichedelia, Battisti e i Radiohead, i Verdena e Modugno, l’influenza di quella che negli anni ’70 veniva chiamata Library music e un tocco post-moderno che lo rende nuovo anche nel suo essere volutamente classico.

Giovedi 23 Novembre
Apertura Porte Ore 20:00 – Inizio Concerti Ore 22.30
TELEFON TEL AVIV in Concerto
INGRESSO RISERVATO AI SOCICON TESSERA ARCI 2017-2018
CONTRIBUTO ALL’ATTIVITA’ 10€ + D.P.

1999: è grazie ad un’amicizia nata ai tempi del liceo, quella tra Joshua Eustis e Charles Cooper, che nasce una delle avventure più preziose nel campo delle sonorità elettroniche degli ultimi quindici anni e passa. Telefon Tel Aviv inizia infatti così: spontaneamente, per amore della musica (i due fin da ragazzi hanno suonato in varie band locali, nella loro New Orleans). Il passo successivo diventa mandare del materiale alla Hefty, label di Chicago punto di riferimento assoluto in America, in quegli anni, per l’elettronica più intelligente e sofisticata. Un invio che sfocia in un immediato contratto e nella release dell’album “Fahrenheit Fair Enough”, anno 2001. Un disco che cattura subito attenzioni a livello mondiale. Inevitabile: nel mondo sonoro di Eustis e Cooper, la galassia IDM (echi di Autechre, Aphex Twin…) si incrocia con insospettabile eleganza con rimandi a hip hop, soul, house.
Il lavoro successivo, “A Map Of What Is Effortless” (2004), affina ancora di più la ricetta, insistendo maggiormente sul lato melodico ed emozionale e aggiungendo in alcuni brani anche cantati veri e propri, in una perfetta traduzione di come potrebbe essere un r’n’b dell’ultra-futuro. La collezione di remix che esce tre anni più tardi, 2007, testimonia la considerazione raggiunta dai Telefon Tel Aviv nella scena musicale – in campo nomi come Apparat e Nine Inch Nails, tra gli altri. Il 2009 segna l’approdo alla BPtich, la label diretta da Ellen Alien: “Immolate Yourself” è un disco molto più scuro dei suoi predecessori ma al tempo stesso, in modo imprevedibile, anche più pop sotto molti punti di vista.
Proprio durante le settimane di uscita in Europa e negli Stati Uniti di questo terzo album, l’attesa sulle mosse successive dell’avventura Telefon Tel Aviv viene spezzata da una notizia drammatica: la scomparsa improvvisa di Cooper. Eustis decide, ovviamente, di mettere in pausa tutto. Riprendendo piano piano a fare musica si dà un altro nome per le proprie release, Sons Of Magdalene, e fa uscire un album (“Move To Pain After Years Of Self-Doubt”, 2014). Ma nel 2016 arriva la voglia, la serenità, la consapevolezza, l’orgoglio di rimettere in campo la sigla originaria: la prima grande avventura è un tour negli Stati Uniti come spalla dei Moderat – nel contempo la Ghostly, l’etichetta di Matthew Dear, Tycho, Gold Panda, Com Truise, sotto molti punti di vista una perfetta “erede” dello spirito della Hefty, ristampa il debutto “Fahrenheit Fair Enough”. Telefon Tel Aviv torna a vivere, con tanto di nuovo materiale in arrivo. Una notizia splendida per tutti. In primis per chi ama la bellezza, la grazia e l’anima nella musica elettronica.

Venerdi 1 Dicembre
Apertura Porte Ore 20:00 – Inizio Concerti Ore 22.00
SELTON in Concerto
PRESENTAZIONE DEL DISCO “MANIFESTO TROPICALE”
INGRESSO RISERVATO AI SOCICON TESSERA ARCI 2017-2018
CONTRIBUTO ALL’ATTIVITA’

Manifesto Tropicale è il titolo del nuovo album dei SELTON uscito il 1 settembre per Universal Music Italia. Con una storia cosmopolita come poche altre che unisce Porto Alegre con Barcellona e l’Italia, Manifesto Tropicale è un lavoro che evolve ulteriormente affinando ritmi, parole e melodie. Le canzoni di Daniel, Eduardo, Ramiro e Ricardo si incontrano e dipanano in una zona non definibile, senza posti di frontiera, brani che sono ricordi, viaggi, legami affettivi e considerazioni sul tempo che, più che passare, crea.
I Selton arrivano da un progetto in cui identità e collettivo sono le parole chiave e nel nuovo disco la movimentata e felicissima confluenza di stili sono parte di un solo linguaggio. Categorie come nuovo o antico crollano, un’essenza contemporanea dove la lingua muta continuamente, anche all’interno di uno stesso pezzo tra l’italiano, il portoghese e l’inglese. È un album che non sta fermo, quello che i Selton hanno messo assieme e alla cui produzione li vediamo ancora una volta al fianco di Tommaso Colliva. Anticipato dal fortunato singolo “Cuoricinici” uscito il 23 giugno scorso, il nuovo lavoro arriva ad un anno di distanza da “Loreto Paradiso”.
I Selton sono Daniel Plentz, Ricardo Fischmann, Ramiro Levy, Eduardo Stein Dechtiar.

Sabato 2 Dicembre
Apertura Porte Ore 20:00 – Inizio Concerti Ore 22.00
CIGARETTES AFTER SEX in Concerto
INGRESSO RISERVATO AI SOCICON TESSERA ARCI 2017-2018
CONTRIBUTO ALL’ATTIVITA’ 20€ + D.P.

Cigarettes After Sex è il collettivo ambient pop composto da Greg Gonzalez, Phillip Tubbs, Randy Miller e Jake Tomsky. A Castelbuono sono pronti ad incantare gli ypsini con il loro sound raffinato, che trae ispirazione da quello di band come Cocteau Twins, Mazzy Star, Red House Painters e Joy Division e tesse atmosfere sognanti con suoni romantici, venature dream pop e sfumature noir. I Cigarettes After Sex hanno raggiunto la fama internazionale nel 2012 con il fortunato singolo Nothing’s Gonna Hurt You Baby, contenuto nell’ep d’esordio I. Il primo album sarà pubblicato quest’anno e, dopo aver aperto le date americane dei Garbage l’autunno scorso, Ypsigrock sarà una delle tappe del loro tour europeo.

[Kaos Live Report] Beach Fossils @MONK Roma 12/09/2017

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Finalmente torniamo in una delle nostre “case” extra-radiofoniche, ovvero il Monk Roma. L’occasione non poteva essere delle migliori: un live clamoroso dei Beach Fossils. Ecco le foto di Alessio Belli scattate durante questa fantastica serata: non potevamo davvero chiedere ritorno migliore!

Setlist:

Generational Synthetic

Shallow

Youth

This Year

Down the Line

Saint Ivy

Moments-What a Pleasure

Sugar

Be Nothing

Careless

Sleep Apnea

Calyer

Closer Everywhere

Encore:

Crashed Out

Smells Like Teen Spirit (Nirvana cover)

Daydream

[Waiting for] Beach Fossils live at MONK Roma 12/09/2017

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MARTEDI 12 SETTEMBRE 2017

> Open > h20.00

> #NervousConditions _ open act > h22.00

> #BeachFossils _ live > h22.45

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● ● ● BEACH FOSSILS ● ● ●

I Beach Fossils sono una delle più interessanti e quotate realtà della scena indie rock americana. Si sono formati nel 2009 a Brooklyn, trainando la rinnovata scena underground newyorkese. La band è stata fondata da Dustin Payseur, Jack Doyle Smith e Tommy Davidson.

I Beach Fossils insieme a Mac Demarco e DIIV sono stati tra i nomi di punta della celebre Captured Tracks, questo anche grazie al successo dell’omonimo esordio del 2010 e all’ottimo ‘Clash The Truth’ del 2013. Oltre a Dustin Paysesu, vero deus ex machina della band, nel corso degli anni nei Beach Fossils sono passate figure carismatiche della moderna scena indie americana come John Pena degli Heavenly Beat e Zachary Cole Smith dei DIIV.

Dopo due album e vari Ep i Beach Fossils sono passati su Bayonet Records, label di proprietà dello stesso Dustin Payseur che nel corso degli ultimi anni ha pubblicato artisti di gran qualità come Frankie Cosmos, Jerry Paper, Laced, Lionlimb, Red Sea e Warehouse. Il primo album dei Beach Fossils per Bayonet Records è l’atteso ‘Somersault’, anticipato dai video realizzati per i brani ‘This Year’, ‘Saint Ivy’ e ‘Down The Line’.

● ● MORE:
> https://bayonetrecords.com/pages/beach-fossils
> //www.beachfossils.com/
> https://www.facebook.com/beachfossils
> https://www.instagram.com/beachfossilsnyc/
> //beachfossilsnyc.tumblr.com/

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● ● ● NERVOUS CONDITIONS ● ● ●

> https://www.facebook.com/nervousconditionsalright/
> https://soundcloud.com/nervous-conditions

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Monk // C’Mon! // Circolo Arci Roma
Via G. Mirri, 35 – Portonaccio – RM
#staymonk

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INFO:
//www.monkroma.it/
06 6485 0987
INGRESSO con Tessera ARCI

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COME ARRIVARE:

MONK // Via Giuseppe Mirri, 35 // ROMA

TROPIPOP Beach Festival Volume 1: la festa estiva che stavate aspettando!

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TROPIPOP è un’idea prima di tutto; quella di 4 ragazzi ( Elettra, Massimo, Riccardo e Pasquale) che hanno deciso di creare un format ad immagine e somiglianza dei loro modi di vivere le serate romane.
Il primo TROPIPOP non poteva non essere in spiaggia, a Fregene, pieno di musica e di artisti ,con voglia di ballare e e far casino con i piedi nella sabbia, dal tramonto fino a tarda notte.
TROPIPOP, per il suo esordio è ospite del Blanco Beach Fregene Marittima, dove il bar è curato dai ragazzi del Banana Republic; la qualità doveva essere una prerogativa del TROPIPOP, e lo sarà a partire dalla Line Up, selezionata tra le realtà emergenti e non, della scena indipendente Romana:

TA DAH
WES MONK
IRUNA
SAN DIEGO
SO DOES YOUR MOTHER
JONNY BLITZ
BEER BRODAZ
LUCIO LEONI

Il tutto seguito dallo show di ITALIAN STAIL, crew romana che da anni fa scatenare le folle con i suoi mix di musica italiana.

Il TROPIPOP Beach Festival Volume 1 è questo: musica, spiaggia e divertimento ballereccio.

Sabato 15 luglio 2017 dalle ore 17.30, al Blanco Beach Fregene Marittima.

[Waiting for] Siren Festival 2017: buona la quarta!

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Quattro anni non sono pochi per un festiva. Non lo sono specialmente in Italia, figuriamoci in una città di provincia. La maledizione italiana dei festival ha visto nel corso degli anni l’estinguersi di ottime iniziative che si sono eclissate o ridimensionate per le problematiche italiche. Forse non arriveremo mai ad avere un festival paragonabile a quelli europei di maggior grido, ma se in tutta la penisola dovessimo identificarne uno che può averne l’ambizione questo è il Siren Festival.
Il Siren è davvero una bella realtà che nella sua breve storia ha saputo proporre artisti interessanti incastonati nella sublime location di Vasto. I nomi degli anni passati, dopo il primo anno col botto, sono stati sempre ben assortiti e scelti con gusto e ogni volta questo piccolo grande festival è stato sempre una piacevole conferma.

Dal 27 al 30 luglio quindi l’appuntamento per i musicofili è nella città abruzzese. Se dovessi riassumere in uno spot la line-up di quest’anno direi che è un perfetto mix di elegante decadenza e cinica elettronica. Si va infatti dalla pura poetica dei Quattro Quartetti (Mimì Clementi che legge e musica Elliot) alla decadenza romantica dei Baustelle, ai vortici sonori dei Cabaret Voltaire, pionieri dei primi anni 80. Apparat e Trentmøeller sono quanto di più appetitoso nel panorama elettronico attuale e vederli nella stessa rassegna fa davvero scena. Il primo sarà presente con un dj set, il secondo invece incanterà con i suoi synth e sequencer rendendo ammaliante la notte. La vera chicca, però, che DNA Concerti ci ha regalato per questa edizione è rappresentata dagli Arab Strap. Si, ormai lo sapete tutti e avete metabolizzato l’annuncio da quando su sito e social del festival è uscito questo nome. Gli Arab Strap sono bellezza, sono eleganza! Band che vive di diritto nell’Olimpo dei 90’s, aprì in quella decade una porticina destinata a spalancarsi sulla scena scozzese di giovani prodigi. Proprio con Arab Strap e Mogwai partì l’ondata post-rock che devo ammettere stregò anche me. Arpeggi strutturati, spirali di melodie ma anche improvvise graffiate di distorsioni sono il loro marchio di fabbrica e la voce caldissima di Aidan Moffat rende gli Arab Strap una band raffinatissima.

Erano spariti nel 2006 dopo il lungo tour di “The Last Romance”, ultimo lavoro in studio. Il tour toccò Roma e io ero presente: il live fu intenso come sempre ma poi arrivo l’annuncio dello scioglimento. Pensavo di non rivederli più dal vivo e invece eccoli qui. In questi 11 anni Aidan Moffat ha continuato a fare bei dischi specialmente quelli con Bill Wells, fino 2016, data in cui viene annunciata l’uscita di una raccolta e la timida idea di ricostituire gli Arab Strap. Ed è proprio da “Arab Strap” (titolo omonimo del best of) che consiglio di partire a chi non conosce questa band per avvicinarsi ad essa e lasciarsi rapire. Per chi invece, come me è già un loro fan, è un ottimo sunto dell’opera di un gruppo che ha avuto molto da dire nella seconda metà degli anni 90.

Manca poco: prepariamo lettori mp3 e costumi perché davvero il Siren è “letteralmente” una figata e una delle cose più interessanti dell’estate italiana per gli appassionati di musica.

Di Antonio Cammisa

[Kaos Live Report] XIU XIU @Monk 11/05/2017

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Gli XIU XIU al MONK hanno regalato al pubblico romano una performance live davvero indimenticabile: ecco il nostro report!

Pochi ascolti musicali possono definirsi un'”esperienza” e i lavori degli XIU XIU fanno parte di queste preziose rarità. I dischi partoriti da Jamie Stewart sono dei viaggi – spesso da incubo – in cui l’ascoltatore è completamente catturato dal vortice musicale ed emotivo. Non sono ascolti facili, ma vale la pena affrontarli. Stewart negli anni – alternando spesso la line-up del gruppo, il cui nome prende spunto dal film giapponese Xiu Xiu: The Sent Down Girl – ha coniato un sound unico, tra melodie new-wave e industrial, permettendosi anche di rifare – in maniera eccellente – la colonna sonora di Twin Peaks.

Che la forza e l’impatto suscitata dall’ascolto dei lavori in sala di registrazione sia altrettanto forte anche dal vivo? La risposta l’abbiamo avuta l’altra sera al Monk Roma, per la data romana del tour che accompagna il nuovo lavoro della band Forget.

Voglio dirvi subito come la penso: gli Xiu Xiu sono una delle poche band che prediligo live che in studio. Senza nulla togliere alla bellezza di lavori come Knife Play, A Promise o Fabolous Muscles, eppure credo che live la band riesca a sfogare al meglio le sue anime. Se i “lamenti” presenti su disco spesso fanno concludere l’ascolto integrale di un loro album a fatica, nella loro forma live Stewart riesce ad essere isterico ma coinvolgente, lento e sofferto ma altrettanto trascinante. Lo ha dimostrato anche durante il live romano. Fermo immmobile davanti al microfono o scattando da un lato all’altro del palco, in cui è passato senza colpo ferire dalle lente e dolenti ballate accompagnate dalla chitarra elettrica, ai sincopati clangori delle percussioni seguito mirabilmente da Shayna Dunkelman.

Alternando pezzi dell’ultimo lavoro a classici del repertorio, per la gioia del numeroso pubblico, gli XIU XIU hanno regalato una intensa e sentita performance in cui è esplosa in tutta la sua dirompenete carica emotiva la forza ma anche la fragilità di questo bellissimo e unico personaggio del panorama musicale chiamato Jamie Stewart.

SetList:

Petite

Don Diasco

Wondering

I Luv Abortion

Forget

Fabulous Muscles

Jenny GoGo

Hay Choco Bananas

Sharp Dressed Man
(ZZ Top cover)

Get Up

Stupid in the Dark

Sad Pony Guerrilla Girl

Crank Heart

Encore:

I Broke Up (SJ)

[Kaos Live Report] Quattro Quartetti – Clementi & Nuccini @MONK 28/04/2017

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Nel segno della poesia di Eliot, ecco il report della magnifica serata live a firma Clementi-Nuccini al Monk Roma.

Le senti, Corrado, a Cassino le voci dei morti?

O è solo l’impianto che distorce le voci?

Più o meno un anno fa ero sempre al Monk Roma per ammirare il nuovo progetto di Emidio Clementi fuori dai Massimo Volume: i Sorge. Il disco era La Guerra di Domani: un grandissimo lavoro dove Clementi raccontava con la solita e poetica intensità le sue storie, supportato dalle basi di Marco Caldera, produttore e tecnico del suono di Aspettando i Barbari. Se vi ricordate bene, la seconda traccia dell’album si chiamava Nuccini

E’ proprio questo il nome che adesso accompagna Clementi nel nuovo progetto lontano dalla band madre. Adesso – senza dimenticare Notturno Americano del 2015 – è il turno dei Quattro Quartetti di T.S. Eliot con al fianco proprio Corrado Nuccini dei Giardini di Mirò. Un’esperienza discografica e letteraria in cui si recita ed esalta il capolavoro poetico di T. S. Eliot. Quattro Quartetti (per 42Records) è un equilibrato ed appassionante lavoro in cui i versi di Eliot emergono sui tessuti musicali di Nuccini, creando un vero e proprio viaggio dell’anima da ammirare anche dal vivo.

La serata è aperta da Pieralberto Valli e dal suo “Atlas”: tanti applausi meritati alla fine del set. Una breve attesa e i nostri Clementi & Nuccini appaiono on stage. Il primo impeccabile in quell’eleganza fuori dal tempo e con il volume con tutte le opere di Eliot stretto in mano, il secondo pronto ad appostarsi davanti le sue macchine chitarra al collo. La scenografia è dominata dalle proiezioni sullo sfondo ed alcune luci disseminate sul palco. Ed infine ecco i protagonisti dello spettacolo:

Burnt Norton
East Coker
I Dry Salvages
Little Gidding

Declamati magistralmente in un unico e irrefrenabile flusso di bellezza in cui la forza filosofica dei testi s’incide profondamente nella mente e nel cuore di chi ascolta.

Il quartetto preferito di Clementi? I Dry Salvages. Il Nostro ritorna sul palco per raccontarci un aneddoto personale legato alla sua infanzia a San Benedetto ed un tragico naufragio in mare collegato a questo passaggio lirico. Gli ultimi versi e si chiude una serata magnifica, unica che solo la profondità e la delicatezza di Clementi e Nuccini ci potevano regalare. L’ennesima. Ma non ci basta mai.

Testo: Alessio Belli
Foto: Marco Loretucci

L’etichetta prude BirthdayParty: Dirty Box Label // Aloha Dischi Domenica // 23/04

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Domenica 23 aprile dalle ore 18:00 nono appuntamento per L’etichetta prude, questa volta dedicato ad Aloha Dischi e Dirty Box Label!

Due ore di diretta su www.radiokaositaly.com a cui si può assistere dal vivo dalla vetrina di Radio Kaos Italy in via E. Torelli Viollier 17 e un’ora di festa in compagnia di vecchi amici!!

Al termine dei live celebreremo insieme questo anno appena passato, facendoci gli auguri da sole!

>> 18.00 Selezione musicale Random tipo festa del 1998

>> 19.00 Intervista con Aloha Dischi | LeMore + Le Cose Importanti

>> 20.00 Intervista con Dirty Box Label | Piuma Makes Noise + Rèv

>> 21.00 FESTA con i nostri amici Strueia + LAGS +
Marco Barzetti (Weird.)

A condurre la nostra Dj Mica + conduttore a sorpresa!!

[Kaos Live Report] Notwist @Monk 06/04/2017

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Un concerto attesissimo, una band che amiamo particolarmente, una serata live che si prospettava indimenticabile. E così è stato: ecco le foto di Marco Loretucci del magnifico concerto di ieri sera dei Notwist al Monk Club di Roma. Emozionatevi.

Setlist:

Signals

Come In

Kong

Boneless

Into Another Tune

Trashing Days

This Room

Puzzle

The Devil, You + Me

Run Run Run

One With the Freaks

Pilot

Encore:

Pick Up the Phone

Gravity

Consequence

Gone Gone Gone

[Kaos Live Report] Guido Möbius @ Fanfulla – 22/03/2017

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“Berlino? È come stare sulla Prenestina”…

Tralasciando questa improbabile dichiarazione di Max Gazzè, e anche le varie anologie da gentrificazione che alcuni quartieri berlinesi hanno con il nostro Prenestino/Labicano, la sera del 22 marzo in via Fanfulla da Lodi si è respirato un po di aria teutonica grazie al sound avantgarde dell’eccentrico Guido Möbius.

Direttamente da Friedrichshain, quartiere “hip” della Berlino Est, uno dei protagonisti della scena creativa di quei lidi, ha l’arduo compito di cercare di convicere l’avventore “pignetino” medio che la cultura non si sintetizza in discorsi pseudo filosofici da apericena o disquisizioni da mancati mastri birrai davanti a una delle tanti birrerie artigianali che assediano il quartiere.
Missione in cui si impegna anche il circolo Fanfulla 5/A, i quali propongono la serata a ingresso gratuito per tutti i soci possessori di tessera.

Verso la mezzanotte “l’artigiano” sonoro tedesco comincia a dare vita al corollario di pedali analogici e effettistica sparsa sul pavimento del piccolo club romano. Quello che si percepisce subito dalla sua musica, è la totale mancanza di pretese e la semplicità melodica che rende accessibile e godibile a tutti la complessità del suo lavoro sonoro fatto assemblando vari elementi elettro acustici.

Impossibile non farsi coinvolgere dalle ritmiche funky o dalle bassline che rimandano a suggestioni post punk. Anche la chitarra, strumento principe della sua proposta, viene spesso espressa con affabili riff jazzy.

Guido si mostra molto comunicativo e coinvolto fisicamente dalla sua musica. La freddezza mitteleuropea e anche di alcuni passaggi elettronici delle sue creazioni, vengono bilanciate dal suo modo di stare sul palco; spesso si lancia in balli quasi sciamanici al centro del semicerchio formato dalla catena di pedali.

I brani scelti per la serata sono principalmente riconducibili all’ultimo lavoro Batagur Baska, molti sono totalmente stravolti e quasi improvvisati in alcune parti.

Inconfondibile rimane la sola title track con le sue tre note di basso e i suoi loop sinistri, potrebbe essere la colonna sonora perfetta per guardare roma dall’alto della sopraelevata Tangenziale est in una giornata grigia.

Il concerto si esaurisce in 50 minuti scarsi, dove l’artista berlinese trova anche il tempo di scherzare con il pubblico stoppando varie volte la “giostra” per fare dell’autoironia sulle proprie capacità da strumentista.

Una serata che avrebbe potuto essere perfetta, peccato che ci fossero soltanto 20 persone che testimonieranno che il Prenestino è stato più vicino a Berlino per una cinquantina di minuti.

Marco Loretucci

L’etichetta prude: Bomba Dischi – Alcuni scatti…

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Difficile descrivere a parole quello che abbiamo vissuto domenica 26 febbraio negli studi della nostra radio: così abbiamo deciso di fare un best of delle foto più belle…

Come avrete saputo, nell’ultimo appuntamento live dell’Etichetta Prude abbiamo ospitato niente meno che alcuni dei nomi di punta di Bomba Dischi (con tanto di DJ Set d’apertura a cura di Geatano Lo Magro): Bamboo, John Canoe, Giorgio Poi e Pop X, per quella che è stata una giornata di musica e radio davvero indimenticabile.

Qui trovate alcuni scatti dell’evento:
per la gallery completa, basta andare sulla pagina Facebook dell’Etichetta Prude!

[Waiting For] Angel Olsen @ Bologna/Milano 31/06 – 01/07

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Due date in Italia per la giovane regina dell’ indeia folk americano: Angel Olsen.

31 MAGGIO 2017 – BOLOGNA – COVO CLUB
Inizio live: 21,00
Biglietto: 18 euro +d.p.

PREVENDITE DISPONIBILI PRESSO IL COVO e e JUKEBOX CAFè – Via Mentana 3, Bologna

01 GIUGNO 2017 – MILANO – LA SALUMERIA DELLA MUSICA
Inizio live: 21,00
Biglietto: 18 euro +d.p.

PREVENDITE DISPONIBILI DAL 24 NOVEMBRE:
www.ticketone.it e www.mailticket.it

“Angel Olsen’s latest is her best record yet, a bracing mix of sounds and styles congealing around songs of pain, sadness, and hope” PITCHFORK

“The more we see, the more there is to love” NME

“The indie world has a new dark lady” The Guardian

Angel Olsen arriva finalmente in Italia per presentare il suo terzo lavoro ‘My Woman’, uscito a settembre per Jagjaguwar Records(Goodfellas) a due anni di distanza da quella perla folk rock di ‘Burn Your Fire for No Witness’ che l’aveva lanciata in tutto il mondo, e già unanimemente considerato come una delle uscite migliori dell’anno.

‘My Woman’ segna un passo in avanti nella produzione di Angel Olsen, caratterizzato da un’attenzione maggiore ai suoni e al lavoro in studio, che tuttavia non diminuisce la forza evocativa del folk e la potenza espressiva.

Angel Olsen, da molti definita come la Regina dell’indie folk americano, è uno dei nomi di punti della scena indipendente USA, un’artista con uno stile influenzato tanto dal folk rock, quanto dall’ indie e dall’alternative rock degli anni ’90. Se ‘Burn Your Fire For No Witness’ del 2014 nella sua purezza indie e folk era stato una delle sorprese dell’anno, il nuovo ‘My Woman’ sposta l’asticella della qualità del lavoro di Angel Olsen ancora più in alto confermandone il talento e la grandezza. ‘My Woman’ è un disco che lascia il segno, ricco di hit radiofoniche ma anche di uno stile personale e riconoscibile.

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La nuova Angel Olsen è differente ma anche dannatamente vicina al minimalismo dei due precedenti dischi. Oggi l’artista ha ricalibrato il suo approccio alla scrittura e alla produzione inaugurando una nuova fase artistica, più matura e consapevole. Angel ha scritto i brano del nuovo album al piano, declinandoli poi in studio per farli suonare su synth e Mellotron o con una rock band di stampo classico.
‘My Woman’ è un disco in cui si scivola senza fratture dall’indie rock stile Courtney Barnett e Mac DeMarco di ‘Shut Up Kiss Me’ alla melanconia country rock di ‘Heart Shaped Face’, fino ai suoni classici che rimandano a Fleetwood Mac e a Neil Young di ‘Sister’ e ‘Woman’.

‘My Woman’ è la sorpresa dell’anno, un album da non lasciarsi scappare.

Guarda il video di ‘Intern’

Guarda il video di ‘Shut Up Kiss Me’

Read More:
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Informazioni al pubblico:
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[Kaos Interview] I Giardini di Chernobyl @Radio Kaos Italy

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I Giardini di Chernobyl sono una band Alternative Rock italiana che nasce nel Febbraio del 2014.
Dopo pochi mesi dalla sua formazione, iniziano le registrazioni del loro primo
album con Giulio Ragno Favero (bassista e produttore de “Il Teatro degli Orrori ”) preso il “Lignum Studio”.
Il 4 Marzo 2015 è uscito il loro primo album “ Cella Zero ”
per l’etichetta Zeta Factory e dopo un anno e mezzo dall’uscita viene presentato un nuovo Ep, intitolato “Magnetica”
, che è una raccolta di 5 brani registrati nel 2014, dal cantante e chitarrista Emanuele, antecedente alla formazione ufficiale della band.
“Magnetica” contiene 3 inediti, e le versioni originali di “Iago” e “Odio il Sole”. Giuseppe Negri ha intervistato I Giardini di Chernobyl negli studi di Radio Kaos Italy e qui sotto potete ascoltare cosa è venuto fuori da questa chiacchiera!

L’APERITIVO X :: SABATO 24 OTTOBRE

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SABATO 24 OTTOBRE :: in occasione dell’inaugurazione dei nuovi studi, Radio Kaos Italy è orgogliosa di presentarvi L’APERITIVO X !
>> dj set, live music, food & drink culture, streetwear & tattoo expo… il tutto in diretta su radiokaositaly.com!

PROGRAMMA
h. 19:00 RKI REGGAE w/ On MY RADIO on Air-RADIO KAOS ITALY & Astarbene – RadioKaos Italy [ska reggae dancehall djset]
h. 20:00 Flair Project On AIR [drink culture]
h. 20:30 BeeRadio – Radio Kaos Italy
h. 21:00 On Board-Radio Kaos Italy
h. 21:30 Aidontbilivit – RadioKaos Italy
h. 22:00 RKI INDIE
h. 23:00 LE LARVE + Il Branco > LIVE!

+ presentazione della collezione invernale 2016 firmata Respect Project ”street wear”

+ esposizione di tavole e book dei tatuori del Mad Whale Tattoo Studio

BUFFET + DRINK + TESSERA 2016 :: 5 EURI!

“Vi ricordiamo che per partecipare all’Aperitivo X di questo sabato occorre possedere la tessera soci di Radio Kaos!
Per chi non l’avesse: è consigliato registrare il proprio pre-tesseramento, scrivendo direttamente alla pagina fb di Radio Kaos Italy NOME+COGNOME e INDIRIZZO MAIL, oppure mandando una mail a selectapensieri@gmail.com”

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