Pomezia Light Festival: al via la II° edizione!

0

DAL 21 AL 23 SETTEMBRE

POMEZIA LIGHT FESTIVAL

II EDIZIONE

VERSO UN FUTURO PIÙ SMART E LUMINOSO

La sollecitazione percettiva martellante e continua ci ha abituato alla convivenza con più schermi, con sovrapposte informazioni, frammentate e generate da diverse fonti, all’oscillazione continua tra elementi di realtà e virtualità. Si manifesta un’esigenza di uscire dallo schermo per forzare i suoi limiti, distribuirsi nello spazio, integrarsi con una teatralità ambientale e performativa”.

A. Balzola, P. Rosa, L’arte fuori di sé

La città come non l’avete mai vista: giochi di luce che interagiscono con il pubblico, palazzi abbandonati che rivivono con nuovi colori, proiezioni che catapultano lo spettatore in dimensioni diverse spingendolo a guardare quello che lo circonda con occhi nuovi.

È Pomezia Light festival, la manifestazione di light art, organizzata da Opificio in collaborazione con il Comune di Pomezia, che torna per la sua seconda edizione dal 21 al 23 settembre.

Un festival fortemente legato al suo territorio che punta sulla necessità di riappropriarsi della relazione con lo spazio cittadino.

27 artisti di cui 8 internazionali, oltre 15 interventi artistici, 1 chilometro e mezzo di percorso per oltre 1000 metri quadrati di luce, una sezione dedicata agli artisti under 35 finanziata dal bando Siae SILLUMINA, più di 50 universitari e liceali al lavoro: tre giorni in cui Pomezia sarà invasa da opere artistiche multimediali, digitali, luminose, selezionate tra una rosa di artisti che hanno risposto alla Call for Artist indetta lo scorso novembre.

Tema di questa edizione è la Smart City, ovvero la città intelligente e ideale che già gli intellettuali e architetti del Rinascimento immaginavano, ipotizzando un luogo in cui l’armonia e la bellezza dell’architettura si sposassero con la lungimiranza del governo politico e la vita associata della comunità civica, fondendo insieme estetica, funzionalità e ideali. Pomezia Light Festival aspira a tutto questo esplorando l’argomento attraverso l’arte e la cultura.

Le opere del festival ridisegneranno le strade della città, neutralizzando ogni distanza tra artista e fruitore, entrambi attori protagonisti sul terreno comune dello spazio urbano.

L’obiettivo è produrre arte sul territorio, per il territorio, con la cittadinanza, arrivando a generare un intervento di rigenerazione urbana, ovvero azioni di recupero e riqualificazione del patrimonio edilizio preesistente. L’effimero che diventa permanente.

Il Light Festival torna ad illuminare Pomezia – dichiara il Sindaco Adriano ZuccalàDopo il successo dello scorso anno rilanciamo con artisti italiani e internazionali che trasformeranno la Città in un moderno museo a cielo aperto, con opere, performance, installazioni digitali e luminose. Coniugare cultura, arte, turismo e nuove tecnologie è una sfida che Pomezia può vincere: è per questo che siamo orgogliosi di organizzare e ospitare un festival delle luci dal sapore europeo. Un evento che vogliamo diventi un appuntamento annuale per il nostro territorio e che crediamo possa coinvolgere sempre di più cittadini, turisti, attività commerciali e strutture ricettive”.

Oltre 20mila presenze, 4 masterclass, 30 artisti con 14 operazioni artistiche diffuse sul territorio. Questi i numeri della scorsa edizione del festival che quest’anno ha voglia di crescere ancora anche attraverso la conquista di un pubblico internazionale.

Pomezia – è la convinzione degli organizzatori – lo consente: è una città moderna ma con una storia importante; è uno snodo viario fondamentale per gli spostamenti nella Regione; è il polo industriale più importante del Lazio, settimo comune come popolazione; è una sede universitaria e ha strutture urbanistiche che si prestano efficacemente alla realizzazione di interventi estetici luminosi.

Pomezia Light Festival si articola in tre sezioni: AroundTheCity, dedicata a interventi sulla città quali digital performance, live media performance, video teatro, video installazioni, installazioni luminose, light art, light design, digital art; EyesUpTower, tesa a raccogliere esclusivamente proposte di video mapping o live mapping sulla Torre Civica, fiore all’occhiello di Pomezia; e FunAtBeach, sezione dedicata alle live performance, con un occhio di riguardo per AV performance, live cinema, VJing.

Tra le novità più attese di questa edizione il musicista e compositore Gabriele Marangoni, direttamente da Ars Electronica, il prestigioso festival e laboratorio di sperimentazione permanente su arte, tecnologia e società con sede a Linz, in Austria, che destabilizzerà il pubblico del Pomezia Light Festival con il live-set elettroacustico “RED NOISE”, sul tema del collasso. La performance è arricchita dai visual dell’artista Ai Di Ti (Angela Di Tommaso): nei suoi lavori ama mixare vari elementi tecnologici in una continua ricerca volta all’abbattimento dei limiti estetici nell’opera d’arte digitale. Nelle sue opere troviamo riferimenti a politica ed attualità, in una chiave estetica fatta di distorsioni e manipolazioni estreme del reale, senza rinunciare alla satira e all’esaltazione propria dell’era digitale.

Sempre sul tema del collasso, inteso come “possibile cedimento” della città ideale, è il progetto “COLLAPSE” realizzato in collaborazione con Alma Artis Academy, l’Accademia della Belle Arti di Pisa. Verrà allestito uno spazio e un laboratorio che elabori questo tema, attraverso gli strumenti performativi audiovisivi, nella convinzione della necessità di formare figure professionali non più riconducibili alla categoria tradizionale dell’artista ma specialisti chiamati a interagire con un nuovo universo tecnologico e scientifico, consapevoli delle conseguenze culturali e sociali del loro agire in quanto progettisti multimediali.

Pronta per stupire è l’installazione “FALLEN CHANDELIER” dell’artista tedesco Tilman Küntzel, un’opera ricca di suoni e immagini che ricreano, tramite un lampadario caduto, un’atmosfera inebriante e molto luminosa. Riprendendo il Kintsugi, usanza giapponese per cui un oggetto rotto viene riparato con l’oro, l’opera è un gioco di luci melodico che, attraverso i suoni, dà vita ad uno spettacolo unico nel suo genere.

Il pubblico sarà poi messo alla prova con “PKK” (Proiezione Kon Kinect), realizzata dall’Associazione HackLab Terni. Grazie all’utilizzo di un doppio sensore a raggi infrarossi, gli spettatori possono partecipare attivamente alla realizzazione di un’opera attraverso i soli movimenti del corpo. Altro progetto interattivo è “I+I=III” del collettivo Crono (Federico Cecchi e Andrea Daly): un “termometro” che registrando la frequenza delle presenze degli spettatori modifica le luci in base ai partecipanti generando un’esplosione di colori.

Per vedere con occhi diversi una città, ecco il tour virtuale della “SCATOLA DEL VENTO” realizzato dal duo FanniDada (Fanni Iseppon e Davide Giaccone): un viaggio a tappe in cui le immagini si modificano grazie a una bicicletta autoalimentata con batterie e pannelli solari.

Luoghi della città come non li avete mai visti grazie a “SPACE DISLOCATION” di Nerd Team, duo estone composto da Jari Matsi e Judith Parts. Insieme ridanno vita a edifici scolastici inanimati e spogli, riempiendo di colore e luce il grigio delle pareti e il vuoto delle finestre, aggiudicandosi il titolo di “Frankenstein del Pomezia Light Festival”.

Vita diversa anche per la Torre civica della città, trasformata dall’abilità di Vj Alis, alias Alice Felloni: suoni sperimentali e colori futuristici si fondono in un viaggio attraverso il tempo, la mente e la prospettiva di “PROSPECTIVA MENTIS”.

Per riflettere sulla percezione del tempo e la continua ricerca di equilibrio, ecco “SHISHI ODOSHI” di MEDIAMASH STUDIO (Luca Mauceri e Jacopo Rachlik); mentre “#intervalli@plf.mov” di Francesco Elelino e Rakele Tombini esplora attraverso videoproiezioni il mondo del linguaggio televisivo. “NEUTRO” di Simone Sims Longo affronta il concetto di non appartenenza. Attraverso geometrie che si evolvono nel tempo e nello spazio, l’artista traduce questa la classica riflessione shakespeariana (“Essere o non essere”?) in immagini e suoni utilizzando diverse tecniche video.

Già ospite della prima edizione, Tommaso Rinaldi aka High Files presenta “FLANEUR”, ovvero un uomo alla ricerca delle bellezze della sua città. Con uno sguardo al futuro, come un eroe decadente dei romanzi del D’Annunzio, Rinaldi si lancia all’incessante ricerca del bello, di strutture e spazi che suscitino emozioni positive.

Ritornano per questa nuova edizione anche Marco Di Napoli con “ART&NEON”, grazie all’ausilio della stampa digitale e di tubi neon sagomati riproduce quadri luminosi e il duo formato da Andrea Mammucari e Biancamaria Centaroli, con “LUMEN-CODE: BIANCO”, ispirati dal tema della Smart City realizzano un’istallazione e uno spazio con lampade led a basso consumo. L’artista Faber Sorrentino per la sua opera s’ ispira idealmente al ritratto di Tiziano concependo “TRITTICO”: tre rilievi che raffigurano un vecchio, un uomo adulto e un ragazzo che rappresentano rispettivamente il passato, il presente e il futuro. “L’EVOCAZIONE” dell’artista Carlo Flenghi richiama immagini oniriche non solo per il titolo ma anche per il suo allestimento: tentacoli illuminati, luci mobili, pendenti, spilli da cucito bianchi che creano l’illusione di tante piccole lucciole. L’opera, è ispirata ai capolavori dello scrittore statunitense Howard Philips Lovecraft e pone l’attenzione sul problema critico dell’inquinamento marittimo.

Non solo arte digitale ma anche pittura tradizionale con il progetto artistico Controllo Remoto. Le opere che verranno presentate sono realizzate con colori e spray acrilici mediante l’uso di stencil e proiezioni e sono il risultato di una fase progettuale in cui le immagini vengono elaborate con programmi informatici. Infine il progetto fotografico “SEVEN MILLIONS” di Fabio Mignogna e l’opera “ALVEUS NC” di Vito Marco Morgese, alias Seed, in cui si alternano giochi di ombre e light show glitch.

Un festival che vive di notte ma che non rinuncia alle ore diurne, dedicando ampio spazio a incontri, workshop e masterclass suddivisi in modo da coprire tutte le fasce d’età, con il coinvolgimento di esperti, studiosi e artisti. Fulcro delle attività lo smart village, la struttura che ospita gli incontri e allo stesso tempo una piazza in cui scambiare conoscenze ed esperienze.

I relatori degli incontri sono: Stefano Lentini, affermato musicista impegnato in colonne sonore per cinema e televisione, l’unico compositore italiano insieme ad Ennio Morricone ad essere rappresentato negli Usa da “The Gorfaine/Schwartz Agency”; Anna Maria Monteverdi, una delle più grandi esperte di digital performance e video teatro in Italia; Carlo Infante, changemaker, docente freelance di Performing Media, progettista culturale, fondatore di Urban Experience e scenarista per la resilienza futura; Daniela De Angelis, docente presso il Liceo Artistico Roma 2, svolge attività di ricerca e studio nel settore dell’arte contemporanea, ambito nel quale ha pubblicato scritti e cataloghi, in particolare sul Novecento; Roberto Renna docente presso l’Istituto di Stato per la cinematografia e la televisione, ha lavorato in Rai occupandosi di repertorio di spettacolo leggero ed è stato è stato redattore della rivista Poliscritture. Ha fondato con altri Opificio.

Gli organizzatori: chi c’è dietro Pomezia Light Festival

Opificio nasce in una scuola. Forse non in una scuola qualunque ma una scuola, l’Istituto di Stato per la cinematografia e la televisione Roberto Rossellini. Tutto è iniziato con un laboratorio sulla creatività dal nome Officina, ancora attivo. La convinzione è stata fin da subito quella di produrre comunicazione al di fuori dei circuiti consueti e con risultati che, già allora, potevano misurarsi col mondo delle professioni. Opificio è un collettivo che esplora linguaggi, tecniche, teorie, pratiche produttive, con l’avidità di chi vuole conoscere e capire ma con la barra fissa su un punto: non scostarsi mai da un’etica che è condizione indispensabile per la creazione dell’opera d’arte contemporanea. Perché ciò sia possibile due sono le vie: lo studio (Opificio arriva da una scuola) e il lavoro (si va verso il mondo). L’obiettivo è l’indipendenza, artistica, filosofica ed economica.

La II° edizione del Pomezia Light Festival è realizzata grazie al contributo di E.on energia, Floranapoli, Menarini e APA – Associazione Pomezia Albergatori. Partner culturali della manifestazione sono IISS “R. Rossellini” di Roma e Alma Artis Academy. Il Festival aderisce inoltre al network Zoohanna, Urban Experience, Museo Civico Archeologico Lavinium, Sistema Museo, ToBe Srl, Ciù Ciù, Rete d’Impresa Pomezia Centro e Blooming Festival.

Ore 21.30 | Accensione delle opere | ingresso gratuito

Per partecipare agli incontri è richiesta la prenotazione gratuita su www.pomezialightfestival.it

CONTATTI

www.pomezialightfestival.it

https://www.facebook.com/PomeziaLF/

 

Villa Ada – Roma Incontra Il Mondo: gli artisti di questa settimana!

0

GLI ARTISTI DELLA SETTIMANA DAL 9 AL 15 LUGLIO

11 LUGLIO CAPITAN CAPITONE (aka DANIELE SEPE) E I FRATELLI DELLA COSTA + EPO

12 LUGLIO BUD SPENCER BLUES EXPLOSION

13 LUGLIO WASHED OUT

14 LUGLIO CHINESE MAN

15 LUGLIO CALIBRO 35

E tanti altri concerti gratuiti al D’Ada Park

Dalle ore 21.30 i concerti nel main stage (area a pagamento)

Dalle 20.30 alle 21.30 i concerti nel D’Ada Park + after show da mezzanotte (area gratuita)

 

 

Alcuni tra i più interessanti artisti italiani e internazionali si passano il testimone nella settimana dal 9 al 15 luglio sul palco di Villa Ada – Roma incontra il mondo. Si inizia lunedì con il padre del punk italiano, Giovanni Lindo Ferretti; proseguendo martedì con i Pinguini Tattici nucleari, mercoledì la ciurma Capitan Capitone e i Fratelli della Costa; giovedì i Bud Spencer Blues Explosion.

Venerdì 13 luglio direttamente dagli Stati Uniti arriva per l’unica data italiana Washed out, il 14 i dj francesi Chinese man, mentre i Calibro 35 chiudono domenica la settimana.

Punto di riferimento per il mondo della musica alternativa in Italia, Giovanni Lindo Ferretti torna a Roma lunedì 9 luglio “A cuor contento”. Il concerto ricalca i tour precedenti nella forma ma non nella sostanza. Ferretti torna a raccontarsi esclusivamente con le canzoni del suo repertorio solista e quelle dei CCCP, Fedeli alla Linea e C.S.I. con una nuova scaletta che comprende anche qualche brano tratto da “Saga, il Canto dei Canti”, ultimo album pubblicato da Sony Music.

Sul palco con lui i due fedeli compagni di viaggio Ezio Bonicelli e Luca A. Rossi, entrambi componenti degli Ustmamò, ad assicurare alle canzoni una nuova – e fedele – veste elettrica.

Continuano anche i concerti sul palco del D’Ada park, a partire dalle 20.30, con Mr. Milk e nell’aftershow con Toretta Stile, caleidoscopico viaggio nella musica Dance. I Djs Luzy & CorryX, con le loro selezioni musicali, conducono il pubblico in un viaggio attraverso gli anni 60, 70 e 80. Il tutto accompagnato dai filmati “cult” di VJ Birozzetto.

Il loro nome nasce da una birra artigianale, i Pinguini Tattici Nucleari, band bergamasca che negli ultimi anni si è fatta conoscere e apprezzare da un pubblico giovane e sempre più vasto, sono i protagonisti del main stage di Villa Ada martedì 10 luglio. Ad animare il pubblico del D’Ada park ci pensano i Cernit alle ore 20,30: così come il Cernit può essere composto con diversi colori, senza che questi si mescolino tra loro formando un’unica forma, il compito più difficile del quartetto romano è quello di amalgamare le loro diverse influenze musicali.

Si prosegue mercoledì 11 luglio con Capitan Capitone (al secolo Daniele Sepe) e i Fratelli della Costa. Un collettivo, o meglio una ciurma, che raccoglie le migliori lame di Napoli contemporanea. Mostrano le diverse anime musicali di una città ricca e prosperosa di note come il capoluogo campano: il rock, la canzone d’autore, il jazz, il funk, il punk, il reggae, il rap e di tutto di più. Arrivano al grande pubblico con le canzoni “Le Range Fellon” e “L’ammore ‘o vero”. Nel loro ultimo disco “Capitan Capitone e i Parenti della Sposa” raccontano il matrimonio del celebre capitano con una signorina di buona famiglia, in un conflitto tra la downtown e la uptown che promette puro divertimento. Ad aprire il concerto gli EPO, protagonisti di una “trionfale” campagna di crowdfunding su Musicraiser per la realizzazione di due lavori indipendenti, uno dei quali attualmente in lavorazione con Roy Paci nel ruolo di Co-produttore artistico e musicista e con gli archi di Rodrigo D’ Erasmo.Ad anticipare i concerti del main stage al D’Ada Park arrivano gli Espada, gruppo di Buenos Aires fondato da Giacomo Gigli; mentre dalla mezzanotte sale sul palco Dj Evis Delmar. Apriranno il 17 luglio a Londra il concerto dei Jet, ma prima si esibiranno giovedì 12 luglio a Villa Ada Roma incontra il mondo. Sono i Bud Spencer Blues Explosion, freschi del successo del loro ultimo album “Vivi Muori Blues Ripeti” (Tempesta Dischi). Un disco urgente e vitale, dedicato alla vita, alla sensualità e al viaggio, incentrato su un linguaggio semplice, maturo e diretto. In tour, il duo alt-rock formato da Adriano Viterbini e Cesare Petulicchio è accompagnato da Francesco Pacenza, al basso e alla voce, e Tiziano Russo, alle tastiere e alla voce, per un appuntamento live di grandissimo impatto. Raccontano così la nascita del loro ultimo successo: “In Australia un amico ci ha fatto notare sulla valigia di un musicista l’adesivo ‘Eat Sleep Blues Repea’, da qui l’idea di utilizzare questo titolo, rivisto a modo nostro. Noi siamo gente semplice, siamo una band istintiva che vive di urgenza. Questo album parla di vita, di morte e di amore ed è un disco sexy, perbacco, noi siamo pronti a questo viaggio”.

Sul palco gratuito del D’Ada park arriva alle 20,30 John Canoe, trio surf/garage rock di Roma e tra i pochi italiani ad aver suonato allo Sziget Festival di Budapest; mentre nell’after show tornano i Groove Party del giovedì targati Sweat Drops. Sul main stage in programma venerdì 13 luglio l’unica data italiana di Washed Out alias Ernest Greene. La sua musica è un sogno che spinge la mente a vagare in un altro stato dell’esistenza. Arrivato al successo con il suo album d’esordio “Within and Without”, in vetta alle classifiche americane e inglesi, oggi è tra i nomi più influenti dell’elettronica mondiale. Sul palco del d’Ada Park anteprima assoluta di “Humae”, nuovo lavoro marcatamente ambient del collettivo marchigiano Decomposer che vedrà la luce nel prossimo autunno. Colonne sonore, psichedelia ed elettronica si fondono in un’unica esperienza sonora.I singoli “Get up” e “I’ve Got That Tune” li hanno resi celebri in tutto il mondo. I Chinese Man sono allo stesso tempo un gruppo di dj francesi hip hop e un’etichetta discografica che non ha bisogno di presentazioni. Attualmente in tour per presentare il loro ultimo disco “The Journey” sono pronti a far ballare questo sabato il pubblico di Villa per una serata indimenticabile tra hip hop, reggae ed elettronica. Sul palco gratuito del D’Ada Park la serata è quella di Welcome to the jungle.

I Calibro 35 chiudono in bellezza la settimana domenica 15 luglio con il loro disco strumentale “Decade”, con cui festeggiano i dieci di attività. Decade più che una celebrazione è una time capsule, in cui la band ha inserito tutti gli elementi di cui si è composta la loro storia finora, per volgere lo sguardo in avanti. I Calibro 35 sono una delle poche band indipendenti italiane ad aver costruito un percorso progressivo e duraturo in ambito internazionale, vantano inaftti collaborazioni con stelle della musica internazionale come i Muse, Jay Z e Dr. Dre  Al D’Ada Park i Nohaybanda! presentano il loro terzo omonimo album. Duo composto da Fabio Recchia ed Emanuele Tomasi, fondono l’elettronica con il math-rock mantenendo però le dinamiche e l’interplay del jazz contemporaneo. Oltre ai numerosi concerti, le rive del laghetto ospitano come ogni anno un programma culturale variegato e multidisciplinare, accessibile a tutti e in una convinta logica no profit. Si ripete l’esperienza vincente del D’Ada Park, l’area del Festival ad accesso gratuito che ospiterà concerti, dibattiti, incontri, presentazioni di libri, esposizioni artistiche, proiezioni cinematografiche, corsi di formazione e laboratori per bambini.

Dal giovedì al sabato l’appuntamento è con i workshop e le pillole formative di Fusolab: degustazione di vini, djing, live performance e la realizzazione di saponi e detergenti naturali si alternano dalle ore 19 alle 21.Per i più giovani, l’associazione “Il Giardino di Lulù” continua con il suo centro estivo dal lunedì al venerdì con attività sportive, giochi, teatro, musica, escursioni a cavallo e laboratori. Domenica 15 luglio inizia poi l’appuntamento settimanale con l’Ada Circus: dalle 17 alle 20 artisti di strada e circensi coinvolgeranno il pubblico nei loro spettacoli. Villa Ada – Roma incontra il mondo è il più grande evento dell’estate romana, che si svolge sulle rive del laghetto fino al 10 agosto sotto l’egida di Dada srl e ARCI Roma, all’interno del programma dell’Estate Romana promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale e realizzato in collaborazione con SIAE.

CALENDARIO IN AGGIORNAMENTO

9 LUGLIO GIOVANNI LINDO FERRETTI 10 LUGLIO PINGUINI TATTICI NUCLEARI 11 LUGLIO CAPITAN CAPITONE (aka DANIELE SEPE) E I FRATELLI DELLA COSTA + EPO 12 LUGLIO BUD SPENCER BLUES EXPLOSION 13 LUGLIO WASHED OUT 14 LUGLIO CHINESE MAN 15 LUGLIO CALIBRO 35 17 LUGLIO LITTLE STEVEN AND THE DISCIPLES OF SOUL 18 LUGLIO DOBET GNAHORÈ (NELSON MANDELA INTERNATIONAL DAY) 19 LUGLIO GOGOL BORDELLO 20 LUGLIO MEZZOSANGUE 22 LUGLIO NEW YORK SKA JAZZ ENSEMBLE + SHOTS IN THE DARK 23 LUGLIO KRUDER & DORFMEISTER 24 LUGLIO GORAN BREGOVIC 25 LUGLIO NITRO 26 LUGLIO ORCHESTRACCIA 27 LUGLIO CAPO PLAZA nuova data  28 LUGLIO TEDUA 29 LUGLIO NICOLA VICIDOMINI 31 LUGLIO HUUN HUUR TU 1 AGOSTO MINISTRY 2 AGOSTO STEFANO SALETTI e BANDA IKONA 3 AGOSTO IOSONOUNCANE + PAOLO ANGELI 4 AGOSTO OTTO OHM

VILLA ADA ROMA INCONTRA IL MONDO

VILLA ADA
via di Ponte Salario 28 – Roma

#VillaAda2018

Dalle ore 9 servizio ristoro e centro estivo per i più piccoli e dalle 18 stand e area “relax” e ristorazione” nel D’Ada Park (area gratuita)

Dalle ore 21.30 a 00.30 concerti main stage (area a pagamento)

Sito web: www.villaada.org

Facebook: https://www.facebook.com/VillaAda.Fest/

Instagram: https://www.instagram.com/villaadafest/

INFO PER IL PUBBLICO:

Mail: info@villaada.org

Telefono 06 41734712

(attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 11 alle ore 16)

(attivo dalle ore 16 alle ore 21)

Capitan Capitoni (aka Daniele Sepe) e i Fratelli della Costa – 11 luglio

Biglietti in prevendita: 10€ + d.d.p.

Bud Spencer Blues Explosion – 12 luglio

Biglietti in prevendita: 12,00 + 1,50 €

Prevendite: goo.gl/gJq5pB

Washed Out – 13 luglio

Biglietti in prevendita: 12,00 € + d.d.p

Prevendite: https://bit.ly/2u82uS7

Chinese Man – 14 luglio

Biglietti in prevendita: 20,00 + 3,00 d.d.p.

Prevendite: goo.gl/Mm35Nt

Calibro 35 – 15 luglio

Biglietti in prevendita: 15,00 + 1,50 d.d.p.

Biglietti al botteghino: n.d.

Prevendite: goo.gl/Ev8yFG

UFFICIO STAMPA GDG press

www.gdgpress.com

 

[Kaos Live Report] Simple Minds @Roma Summer Fest 03/07/2018

0

Una band leggendaria per un concerto indimenticabile: ecco come è andato il live dei Simple Minds al Roma Summer Fest presso l’Auditorium Parco della Musica

Tornati di recente sulle scene con il loro nuovo disco di inediti Walk Between Worlds, i Simple Minds anche nella loro versione live si confermano in splendida forma. Capitanati come sempre da un trascinante Jimmy Kerr, la band scozzese ha inframezzato brani dell’ultimo lavoro ai suoi classici immortali, fornendo una mix che ha mandato in visibilio fin da subito la gremita Cavea dell’Auditorium. Tutti subito sotto il palco per lasciarsi trascinare dai battiti trascinanti dei brani, eseguiti da una formazione live in grande spolvero: Ged Grimes al basso, la polistrumentista Catherine Anne Devies (aka The Anchoress), Gordy Goudie alla chitarra, una clamorosa Cherisse Osei alla batteria e lo storico chitrarrista Charlie Burchill accanto al compagno di tante battaglie (musicali) al microfono.

Si inizia con Waterfront e subito Kerr deva ricambiare l’affetto dei tanti fan appostatisi di corsa sotto il palco. Subito dopo tempo di grandi hit, a cui nessuno del pubblico può rimanere indiferrente: Let There Be Love (da Real Life), Hunter and the Hunted e Promised You a Miracle: queste ultime due tratte del disco-capolavoro New Gold Dream (81,82,83,84). Si va avanti senza pause e il frontman mostra anche un’ottima conoscenza dell’italiano, parlando con fierezza – e sincerità – di quanto sia soddisfatto del lavoro fatto con l’ultimo disco. Brani immediati e potenti come l’esecuzione di Summer dimostra. Ma come dicevamo non mancano i classici, ecco così tutto la Cavea impegnata a cantare ogni parola di Mandela DaySomeone Somewhere in Summertime, portando il live verso l’esplosione finale di Don’t You (Forget About Me). Bis importanti e ultimo caloroso abbraccio del pubblico romano ai Simple Minds: una band storica che nonostante gli anni non smette mai emozionare e farci divertire. Non è cosa poco vero?

Setlist:

Waterfront

Let There Be Love

 

Hunter and the Hunted
Promised You a Miracle
Mandela Day
The American

 

 

Someone Somewhere in Summertime
Summer

 

 

Walk Between Worlds

 

Once Upon A Time

 

All the Things She Said

 

Dolphins

 

Let the Day Begin
(The Call cover)

 

 

Don’t You (Forget About Me)

Encore:

 

See The Lights

 

Alive And Kicking

 

Sanctify Yourself
 

Muso Fest 2018: manca poco alla nuova edizione!

0

XVI Edizione
Live Music & Comics
20 – 21 – 22 Luglio 2018
Largo Santacroce – Oriolo Romano (VT)

Il “Muso” torna anche quest’anno per festeggiare il suo sedicesimo compleanno. L’appuntamento è per il 20, il 21 e il 22 Luglio a Oriolo Romano, nella splendida cornice di Largo Santacroce incastonata tra il Palazzo e la Villa Altieri.

Il “Muso” è occasione di incontro e di stimolo per le proposte musicali alternative presenti nel panorama nazionale. Con gli anni è diventato un banco di prova per artisti di varia natura, forte di un pubblico sempre più numeroso e partecipe. Una storia che parte ormai dal 2002 e che ha ospitato artisti come I Ratti della Sabina, Andrea Ra, Banda Bassotti, Radici nel Cemento, Wogiagia, La Fonderia, Rosso Malpelo, The Gang, Statuto, Franziska, Enrico Capuano, Management del Dolore Post Operatorio, Ramiccia, Adriano Bono, Kutso, Bud Spencer Blues Explosion, Bones Machine, Train to Roots, I Santi Bevitori, i Belladonna
e ancora molti altri.

Il palinsesto musicale della XVI edizione sarà come di consueto vario, coinvolgente e più energico che mai! Sul palco di 90 mq si creerà un mix entusiasmante tra band emergenti e affermate, il tutto arricchito da promettenti realtà locali.

Venerdì 20 Luglio:

BLACK SNAKE MOAN – Blues psichedelico, Tarquinia

Black Snake Moan è un progetto di ricerca sonora, che affonda le proprie radici nelle atmosfere delta blues e negli immaginari desertici, con una sfumatura psichedelica. One man band atipico, con diverse connotazioni artistiche di riferimento, quello di Marco
Contestabile è un progetto a metà tra l’evocazione sonora e quella spirituale. Un’esperienza trascendentale, sintetizzata in musica nel suo primo album d’esordio: Spiritual Awakening, uscito a febbraio 2017.

LAFURIA! – Hardcore Punk/Rap, Roma

LAFURIA! (tutto attaccato e punto esclamativo!) nasce nel 2013 con l’intento di unire la violenza sonora dell’hardcore punk, alla capacità lirica del rap di raccontare in maniera concreta e diretta.
La stessa storia dei componenti del gruppo è legata da un doppio filo tra scena punk e rap: collettivi quali Ex Snia Boys e TNT Crew, formazioni rap come La Tripla da una parte e hardcore e punk-rock band come Gli Ultimi, Tear Me Down e Leviathan. Nel Dicembre 2017 esce “LA VIA DEL RONIN”, il secondo full-lenght del gruppo prodottoda Hellnation Records, che si distacca dal classico Rapcore, per cedere a un suono più scuro, cupo e ricco di Fuzz, ispirato allo Stoner e al Doom.

GORILLA PULP – Blues psichedelico, hard ‘n heavy e stoner rock, Viterbo

Non poteva di certo mancare la presenza di chi sta portando avanti una delle realtà musicali più interessanti della provincia di Viterbo: quello che loro hanno battezzato Tufo Rock. Nel 2017 vede la luce “Heavy Lips”, prodotto con Retro vox Records: un’esplosione di Tufo Rock, registrato live e masterizzato su Tape. Produzione e performance live ottime li stanno facendo, meritatamente, emergere nello scenario Stoner e Hard Rock italiano.

Sabato 21 Luglio:

KEET & MORE – Country , Roma

ll gruppo nasce a Roma ad inizio 2016, da tre ragazzi uniti dalla passione per il country americano e lo skiffle inglese. Dall’incontro di chitarre acustiche, armonica e grancassa nascono i primi brani che portano la band a muoversi sul territorio nazionale. Ironia e sarcasmo dirompente li contraddistinguono sul palco!

HER PILLOW – Rock Irlandese/Folk, Roma

25 anni di passione, centinaia di concerti dai pub ai grandi palchi tra Italia e Irlanda, oltre 50.000 di cd venduti, gli Her Pillow vi travolgeranno tra vorticosi balli, spericolate pogate e deliziosi reels!

WOGIAGIA – Reggae, Roma

Per noi Musi sono come parenti stretti. La Wogiagia crew nasce nel febbraio 1999 nella periferia Nord di Roma e in brevissimo si è fatta distinguere sia nel panorama Raggae italiano, che europeo. Questa estate presenteranno un nuovo spettacolo, con brani inediti
che faranno parte del nuovo cd, di uscita più che prossima!

Domenica 22 Luglio:

LEONARDO ANGELUCCI – Cantautorato/ pop, Roma

ll suo progetto cantautorale nasce nel 2016: registra e produce l’ep
“Contemporaneamente” presso il Freedom Recording Studio. L’ep esce a Maggio 2017 per l’etichetta ferrarese Alka Record Label e contiene cinque brani inediti. Autoironico,sfacciato, ma anche romantico: un cantautore che non poteva mancare al Muso!

DALTON – Rock’n’roll/Punk Roma

Dalton nascono a Roma nel 2013, da un gruppo di amici provenienti da esperienze musicali variegate, tenuti uniti dalla semplice voglia di divertirsi suonando, senza tralasciare una consistente profondità nei testi. Con due album sul loro sentiero, “Come Stai?” e “Dei Malati”, descrivono i pensieri della classe operaia e dei dimenticati, con una buona dose di malinconia e nostalgia, ma anche uno sprint vitale tipico di chi il “punk Oi!” ce l’ha nel cuore.

DUNK – Rock Indie, Bergamo

DUNK è un esperimento in progress al limite della performance, nato dall’incontro tra i fratelli Ettore e Marco Giuradei, Luca Ferrari (Verdena) e Carmelo Pipitone (Marta sui Tubi; O.R.K.).Ad Aprile 2017 l’esordio, in occasione del decennale della Latteria Molloy: il riscontro di pubblico è notevole ma i tre sentono che ai pezzi manca qualcosa.Ettore, fan dei Marta sui Tubi, contatta quindi il chitarrista Carmelo Pipitone e a settembre 2017 i Dunk si trovano in studio e registrano il primo album omonimo, che raccoglie tutto l’entusiasmo di questa manciata di mesi passata insieme: un disco poco pensato, suonato di pancia, a cuore aperto.”DUNK è ricerca di una forma, è lasciarsi alle spalle la canzone, è avanzare verso un’opera, dentro la meraviglia.”
Il 2018 è dedicato ai tour italiani che presentano l’album Dunk, e il Muso Festival sarà un’immancabile tappa estiva, non vediamo l’ora!

L’ingresso rigorosamente gratuito
Inizio concerti: ore 20:30

Come da tradizione all’interno del festival ci sarà lo stand gastronomico con la pizza dei Musi ma anche panini, primi piatti, carne alla brace e 6 tipi di birra per la soddisfazione di tutti. Sempre presenti la libreria, in collaborazione con la libreria Straffi di Viterbo, l’area relax e il Wine bar immersi nel verde di Villa Altieri dove ogni sera dalle 19:00 si potrà godere di un ricco aperitivo.

Dopo il concerto la serata continuerà presso il Wine bar:

Venerdì 20 Luglio: intrattenimento musicale con il duo jazz “Clem &Time”

Sabato 21 Luglio: Dj Set “HotLine Selection”, con Stromberg e Maurice Flee

Special Media Partner: Radio Kaos Italy, che seguirà l’evento in diretta live, in loco, nelle serate di sabato 21 e domenica 22 Luglio.

AREA COMICS

In collaborazione con la “Pencil Art” anche quest’anno un intero stand sarà dedicato ai fumetti e
all’illustrazione. Ospiterà professionisti, insegnanti e fumettisti di fama mondiale con Real Sketch!

Venerdì 20 Luglio: Blackboard autoproduzioni

Sabato 21 Luglio: Mario Alberti, Elena Casagrande, Baboon Clan

Domenica 22 Luglio: Capitan Artiglio, Nova Sin, Marco Matrone, Michele Monteleone

Basta indiscrezioni!! Venite a trovarci per scoprire tutte le altre sorprese che il Muso 2018 ha in serbo per voi!

Appuntamento a Oriolo Romano dal 20 al 22 Luglio, vi aspettiamo!

Per info e programma completo www.muso.it – Evento Facebook.

 

Roma Summer Fest: continua l’estate musicale dell’Auditorium Parco della Musica

0

Con il concerto degli Arctic Monkeys si è inaugurato ufficialmente il 26 maggio il nuovo Festival della Fondazione Musica per Roma dal nome contemporaneo e globale: ROMA SUMMER FEST.
La stagione estiva di concerti nella cavea dell’Auditorium Parco della Musica quest’anno per la prima volta  inizierà quasi un mese prima e durerà oltre due mesi  con oltre 40 concerti di tutti i generi musicali: rock, pop, jazz, classica, world music e spettacoli. Con questo festival Roma diventa ufficialmente la capitale per eccellenza della musica internazionale e la cavea dell’Auditorium Parco della Musica una venue unica al mondo per numero di concerti ospitati nell’estate e soprattutto qualità delle proposte artistiche. Inoltre per la prima volta nella storia del Parco della Musica sarà possibile assistere a oltre 10 concerti rock e pop in piedi nel parterre della cavea (confermati: Arctic Monkeys, Noel Gallagher, Snarky Puppy, Hollywood Vampires, Alanis Morissette, Franz Ferdinand / Mogwai, Steven Tyler,  Bandabardò) dando  la  possibilità  quindi  a  una  parte  del  pubblico  più  scatenato  di  ballare e muoversi.

Le prossime date:

17 giugno: Orchestraccia

20 giugno: Gigi Proietti

21 giugno: Jazz factory

22 giugno: Noel Gallagher’s high flying bird

23 giugno: Gigi Proietti

26 giugno: Lp+ very special guest Tom Walker

28 giugno: Opi, Ambrogio Sparagna

29 giugno: Luca Barbarossa

1 luglio: Oliver Onions reunion live tour

3 luglio: Simple minds

5 luglio: Stefano Bollani

6 luglio: Francesco De Gregori

7 luglio: Snarky Puppy

8 luglio: Hollywood vampires

9 luglio: Alanis Morisette

10 luglio: Franz Ferdinand e Mogwai

11 luglio: Ringo Starr and his all starr band

12 luglio: Ezio Bosso

13 luglio: Alex Britti

14 luglio: The Chick Corea akoustic band

16 luglio: Stefano Bollani quintet

17 luglio: James Blunt

18 luglio: Orff, Carmina Burana

19 luglio: Jethro Tull

20 luglio: An evening with Pat Metheny

21 luglio: Caetano Veloso in concerto con Moreno, Zeca e Tom “in ofertorio”

22 luglio: King Crimson

23 luglio: King Crimson

26 luglio: Ciajkovskij Katia Buniastishvili

27 luglio: Steven Tyler & The loving Mary band

28 luglio: Sting

30 luglio: Baustelle

1 agosto: Bandabardò

13 settembre: David Crosby & Friends

 

[Kaos Live Report] MEDIMEX 2018: ecco come è andata!

0

Per gli appassionati di musica del Sud è prassi comune doversi spostare per assistere a grossi eventi musicali, siano essi festival, happening o concerti di singoli artisti i cui booking preferiscono andare sul sicuro organizzando live in città dalla tradizione collaudata…

Quando si parla di live al Sud si pensa inesorabilmente a eventi di musica popolare radicata nel territorio o a piccoli concerti in live club di provincia. Di tanto in tanto compaiono rassegne ma non sempre riescono a durare nel tempo per motivi logistici o organizzativi. Quest’anno questa disparità geografico-musicale è stata colmata dal Medimex, che da appuntamento per addetti ai lavori si è trasformato in un vera e propria rassegna internazionale. Programma molto ampio e ben articolato che ha unito showcase, conferenze, incontri con artisti e altri eventi collaterali. Particolarmente interessante è stato il market allestito nel Parco del Peripato e dedicato alle etichette indipendenti, numerosi gli stands in cui labels, provenienti un po’ da tutta Europa, hanno esposto sui banchetti vinili che hanno messo a dura prova la resistenza economica degli astanti. Infine la musica…..quella live!!! Line up che ha colpito per la presenza su tutti di Kraftwerk e Placebo.

Prima serata affidata agli uomini-macchina tedeschi con uno spettacolo di assoluto coinvolgimento. Musica non solo da ascoltare ma soprattutto “da vedere” per la performance che ha rapito i circa 6000 spettatori, tutti dotati di occhialini per le proiezioni in 3D. Sono passati 40 anni dalla pubblicazione del loro disco Man Machine, che ha reinventato il concetto di musica e ha segnato il passo come ogni disco seminale. Lo show, che già da qualche stanno portando sui palchi di tutto il mondo, non ha lasciato grosse sorprese dal punto di vista di scaletta o altro, ma assistere a un live dei Krafwerk è sempre un’esperienza alienante. Il pubblico immobile, silente è proiettato in spazi tridimensionali che costringono la mente a un viaggio freddo, asettico ma che amplifica la percezione di ogni suono. Alla fine l’unica concessione empatica nei confronti del pubblico è stata la proiezione sullo schermo di una mappa che geocalizzava la città di Taranto.Scatta l’applauso del pubblico ancora tramortito dal “viaggio” e i tedeschi si congedano con un “buonanotte”, unica parola pronunciata e che ha riportato tutti sulla terra.Decisamente diversa è stata la seconda serata sia per approccio che per genere musicale.

Sul main stage una trascurabile esibizione dei Casino Royale che hanno proposto CRX, il loro storico disco che ha compiuto 20 anni. Un po’ fuori contesto hanno pagato l’accostamento a quelli che sono stati gli headliners in programma. Sold out da diversi giorni ormai, piazza stracolma, tutti aspettavano la band di Molko. Premesso che sono stato a lungo un fan dei Placebo e che è uno dei gruppi che più volte ho visto dal vivo, devo però (ahimè) dire che la loro è stata una performance un po’ sottoposto rispetto ai loro standard. Scaletta molto discutibile con pochi brani vecchi considerato che era ampiamente annunciato un omaggio ai vecchi fans, ma questa è una questione di gusti.  Quello che è oggettivo invece è stato l’atteggiamento del frontman androgino che è risultato un po’ frettoloso e approssimativo e nel complesso sembrava mancare l’impatto con il muro di suono a cui spesso ci hanno abituato. Intro con canti tibetani sparati dalle casse, dopo quasi 10 minuti partono le note del pezzo più evocativo dei placebo: Pure Morning, brano troppo spesso snobbato nei live per stessa ammissione dell’ autore ma che riproposto a distanza di quasi 20 anni mette tutti d’accordo. Poche concessioni al pubblico, Molko va dritto come un treno suonando 19 pezzi in una setlist che esclude sorprendentemente brani come Every Me Every You e Nancy BoyCoinvolgenti invece sono state The Bitter End e Running Up That Hill (cover di Kate Bush , migliore dell’originale oserei dire), la prima per potenza la seconda per atmosfera.

Ultima sera, è la volta di Nitro e Daddy G. dei Massive Attack e Taranto ha stretto un gemellaggio sonoro con Bristol e il suo sound underground. Con loro si chiude questo festival che, seppur per qualche giorno ha fatto parlar di Taranto non per le vicende di cronaca, inquinamento o Ilva , ma di bellezza, musica e atmosfere coinvolgenti, il tutto con il mare a far da cornice degna di nota è stata anche una mostra sul leader dei Nirvana Kurt CobainL’organizzazione ha già annunciato che anche per l’edizione 2019 sarà Taranto ad ospitare il Medimex.

di Antonio Cammisa

 

[Kaos Live Report] June of 44 @Evol club 30/05/2018

0

Era tanto che rimpiangevamo e aspettavamo i June qui a Roma. Non dal 44 (of), come indica il nome, ma da una data sicuramente altrettanto remota (non tanto cronologicamente quanto per la scena musicale), il lontanissimo 1999…

Un’era post (rock) ma pre social, pre mode attuali, pre parecchie cose che non girano più come in quei “mitici”(con il senno di poi..) anni 90. Arrivato alle 22:30 in un Evol Club caldissimo, non solo per l’eccitazione degli astanti, e dopo giusto il tempo di assistere a una dignitosa esibizione solinga di Joe Goldring, e in poco piu di 30 minuti il cuore sussulta nel vedere Sean Meadows e Jeff Muller armeggiare come “sailors” navigati con la loro strumentazione sopra un palco che mai mi è sembrato cosi alto vista l’elevatezza dei musicisti che ospita questa sera. Colpisce subito la totale mancanza di prosopopea che contraddistinguerà per tutta la serata il quartetto di Lousville: Fred Erskine che allaccia il suo basso all’ampli come se stesse in sala prove con un pubblico di amici, il servizio catering provveduto dalla loro stesse prole, scene e sensibilità che non appartengono più a alle realtà indie (oramai POPpizzate) contemporanee fatta di pose e zero sostanza.

Poi, come la sigla del dolby surround prima di una proiezione, arrivano i feedback, la pioggia di cymbals di Doug Scharin e sulla loro scia l’arpeggio di Information and Belief. Da quel momento l’Evol si decontestualizza da questa sconcertante e stagnante contemporaneità per tornare a quel turbinio di suoni e rumori che hanno contraddistinto quel favoloso decennio di due decadi fa. Ci sono le urla del pubblico, c’è il pogo, ci sono anche le bestemmie ma soprattutto ci sono Anisette (ANISETEEEE..come si grida all’unisono), The Dexterity Of Luck, Cut Your Face e la favorita di buona parte del pubblico Shark and Sailors. Dopo poco più di un’ora, 2 encore inclusi, il concerto si conclude con un Jeff Muller che dichiara il proprio amore per i fans, con questi ultimi in visibilio per la storica data a cui abbiamo avuto la fortuna di poter assistere. E noi non possiamo che essere ancora più legati a un gruppo che dopo 19 anni è riuscito ad agitare per una notte l’intorpidita scena live romana.

Di Marco Loretucci

 

Bonba: esce domani il primo singolo Extrasistole!

0

BONBA è il primo minuto di caos della vostra vita!

E’ un antidoto ai sessanta secondi di massima attenzione che ci impone la società in cui viviamo.
E’ tutto quello che vorresti gridare al mondo in un unico giro di lancette. Chitarra, batteria, due voci, no selfie!

Extrasistole, è il primo singolo in uscita il 10.05.18 sui canali social e Spotify!

 

[Kaos Live Report] The Zen Circus @Atlantico Live 04/05/2018

0

Si è chiusa in maniera trionfale con la data romana il tour di Il Fuoco In Una Stanza degli Zen Circus. Una serata indimenticabile: ecco come è andata…

Partiti dall’Estragon di Bologna il 13 aprile, gli Zen Circus hanno attraversato l’Italia a suon di concerti scatenati ed emozionanti, come da loro tradizione. Dopo l’apparizione al Concertone del Primo Maggio – una sorta di aperitivo live – Appino, Ufo, Karim e il Maestro Pellegrini chiudono in bellezza il giro d’Italia a soun di sold-out all‘Altantico Live di Roma (ovviamente strapieno). Aperti da i bravissimi La Notte, alle 22:00 e qualche minuti i quattro rocker salgono sul palco accolti dall’ovazione del pubblico già entusiasta. Benvenuti nel Circo Zen!

La band è incontenibile: corrono da una parte all’altra del palco, incitano i presenti e regalano una performance impeccabile dietro l’altra. L’inizio è pura felicità: si parte con Catene, brano trainante del nuovo lavoro Il Fuoco In Una Stanza. Trascinante e appassionato Appino canta insieme alla folla e sarà così per tutti i brani della serata. Ecco poi di seguito due brani recenti ma oramai classici come La Terza Guerra Mondiale e Canzone Contro La Natura. Di seguito arriva Vent’anni, tratta da Villa Inferno del 2008 e sempre nel cuore dei fan. A brani dell’ultimo disco si alternano brani amatissimi con Non Voglio Ballare o Ilenia, senza dimenticare i grezzi e furiosi fasti del passato come Andate Tutti Affanculo, lavoro imprescindibile per la carriera dalla band da cui verrà ripresa anche Canzone di Natale. Fan più nostalgici accontentati anche grazie all’esecuzione di Nati per Subire.

Dopo quasi due ore senza sosta e pause, gli Zen Circus hanno ancora tanto da dire e lo dimostrano con i bis in cui portano la serata verso il suo vertice: L’Anima Non Conta, Questa Non E’ Una Canzone, Caro Luca, e il grande finale di Viva ci consegnano una band all’apice della forma, oramai completamente fusa con il suo popolo. Al prossimo live!

Foto di Alessio Belli

Set List

Catene

Canzone contro la natura

La terza guerra mondiale

Vent’anni

Non voglio ballare

Il fuoco in una stanza

Andate tutti affanculo

Low cost

Ilenia

Sono umano

Il mondo come lo vorrei

L’egoista

La stagione

Pisa merda

I qualunquisti

La teoria delle stringhe

Ragazzo eroe

Figlio di puttana

Canzone di Natale

Nati per subire

Encore:

L’anima non conta

Questa non è una canzone

Caro Luca

Viva

 

[Kaos Live Report ] Divenere: le foto del release di Forever al Wishlist

0

Forever è il nuovo – bellissimo – ep dei Divenere, uscito lo scorso 5 marzo e presentato live sabato 17 al Wishlit di Roma.

La band romana nata del 2005 ha regalato al pubblico romano un live bellissimo ed intenso, muovendosi in quel suo magnifico mondo sonoro che va dagli Slowdive ai Mogwai passando per i God is an Astronaut. Oltre ai nuovi brani del bellissimo ep (presentato in versione live acustica qualche settimana fa in diretta a Kaos Order) i Divenere hanno aggiunto anche alcuni classici, per un concerto a dir poco indimenticabile. Ecco gli scatti della serata!

Foto di Alessio Belli

 

[Kaos Live Report ] Orphaned Land – Lunarsea + Guests Live @Jailbreak Live Club 15/03/18

0

Partendo dal presupposto che non tutti, arrivati al livello degli israeliani Orphaned Land, sarebbero saliti sul palco dopo una giornata di imprevisti e difficoltà, presso il Jailbreak Live Club l’atmosfera che si è respirata durante l’intera serata è risultata carica di passione e spiritualità.

Quattro band si sono alternate in un concerto che certamente ha unito tante culture nel nome della musica e del metal. La prima band a salire sul palco vede ex membri di Konkhra, Hypocrisy e Scar Symmetry capitanati da Per Møller Jensen e stiamo parlando dei Road To Jerusalem, band danese (di base) che ha una forte connessione con il prog rock e l’hard rock, seppure i membri della band provengano da un background metal anche estremo. Il sound è rarefatto e per nulla semplice, soprattutto al primo ascolto risulta poco memorabile, tuttavia il tutto una volta assorbito con maggiori ascolti è capace di suscitare forti emozioni, ricordando a tratti band come Pink Floyd e Led Zeppelin contrapposti a brani più verso Tool e Soen.
Seconda band e ci si proietta subito in Israele con i Subterranean Masquerade, band che contrappone un sound complicato e studiato ad una presenza scenica decisamente istrionica e folle, spesso anche troppo. La figura dei due cantanti (uno in clean e l’altro in growl) si differenzia anche dalla stasi che assumono sul palco, Vidi Dolev (cantante pulito) si muove come un folle con facce da schizzato e non perde tempo per concentrare l’attenzione su di se, distogliendola un pò troppo dal resto della band e dal growler Eliran Weizman che rimarrà fisso al suo posto a reggere l’asta del microfono; l’essere scenici ci sta alla grande per una band metal, l’ideale sarebbe non distogliere però l’attenzione dal concetto principale, la musica, soprattutto se di gran fattura come in questo caso.
I romani Lunarsea sono l’ultima band prima degli headliner e sanno bene come scaldare il pubblico di casa che ormai da ben 15 anni li supporta costantemente, un death metal mai banale e sempre carico porta il pubblico numeroso ad andare su di giri grazie ai loro riff potenti e una voce graffiante e violenta, una sicurezza sotto ogni punto di vista, durante l’ultimo brano i Subterranean Masquerade salgono sul palco a fare casino con loro così come i Lunarsea erano saliti sul palco durante l’ultimo brano della band israeliana.
L’attuale tour degli Orphaned Land è in promozione del loro recente album “Unsung Prophets & Dead Messiahs” e proprio con “The Cave”, primo brano dell’album, si apre la setlist che li vedrà pescare altri quattordici brani tratti dalla loro discografia; la presenza delle danzatrici del ventre sul loro inno “Sapari” rende il concerto (anche grazie all’uso di video proiettati) sempre più godibile anche dal punto di vista visivo oltre che sonoro, sicurezza della band. Il bis sarà di un solo brano data la certa stanchezza dovuta alla rottura del tour bus, ma la scelta di “Norra El Norra” risulta perfetta per chiudere questo show carico di medio oriente che raramente (se non mai) delude le aspettative. Un ritorno che in tanti aspettavamo e speravamo che ripresenta Kobi Farhi e il resto della band in forma smagliante, sotto ogni punto di vista e che fa impallidire per spessore di musica e messaggio tanti loro colleghi; un gruppo che riesce ad elevare ciò che compone ad un livello nettamente superiore.

Testo e Foto: Giuseppe Negri

Setlist:

  • The Cave
  • All Is One
  • The Kiss Of Babylon (The Sins)
  • Ocean Land (The Revelation)
  • We Do Not Resist
  • Let The Truce Be Known
  • Like Orpheus
  • Yedidi
  • Birth Of The Three (The Unification)
  • Olat Ha’tamid
  • In Propaganda
  • All Knowing Eye
  • Sapari 
  • In Thy Never Ending Way
  • Norra El Norra
 

Maroccolo & Chimenti presentano “L’era dell’Ippopotamo Bianco”

0

Nella suggestiva e folkloristica location del quartiere Pigneto a Roma, il 16 Marzo arrivano al Circolo Arci Sparwasser:
GIANNI MAROCCOLO & ANDREA CHIMENTI con  “L’ERA DELL’IPPOPOTAMO BIANCO”

Dopo l’era del cinghiale bianco cantata da Battiato, quella dell’ippopotamo: un animale che ama rivoltarsi beatamente nel fango. Fuor di metafora, il fango è l’acqua stagnante della cultura contemporanea, in cui sembrano smorzarsi impeti e idee. Gianni Maroccolo e Andrea Chimenti sono personalità storiche del rock italiano che da sempre hanno evitato mode e tendenze, in favore della qualità e della musica “altra”. Negli ultimi due anni, Andrea Chimenti ha prestato la sua straordinaria voce alla versione live dell’album “vdb23 / nulla è andato perso”, realizzato nel 2013 da Gianni Maroccolo con Claudio Rocchi, che purtroppo non è più con noi – perlomeno con il corpo. I due artisti e amici si ritrovano in forma inedita assieme su un palco per dichiararsi “non-ippopotami”, in una serata basata su parole e note: parole (stimolate e organizzate da Marco Olivotto) per narrare un segmento irripetibile di storia della musica degli ultimi trent’anni; note per lasciare che la musica stessa si snodi  attraverso alcuni brani “a sorpresa” che verranno eseguiti dal vivo in forma intima e principalmente acustica. I brani sono tratti dal repertorio dei progetti storici dei due artisti (Litfiba, CSI, PGR, progetti solisti), senza uno schema preciso e con qualche incursione in repertori altrui. Gianni e Andrea dialogheranno tra loro e con il pubblico, in un momento di verità e condivisione dello spirito di un’epoca artistica che ancora non accenna a tramontare e conserva immutato il fascino degli esordi. 


Link evento Facebookhttp://bit.ly/2FsmWES
Link pagine artisti:
Maroccolo   http://bit.ly/2He9Ok5
                          
Chimenti      http://bit.ly/2FttHGG


GIANNI MAROCCOLO & ANDREA CHIMENTI 
L’ERA DELL’IPPOPOTAMO BIANCO

Venerdì 16 Marzo 2018
Circolo Arci Sparwasser
Via del Pigneto 215, Roma Est 

 

[Kaos Interview] Andrea Laszlo De Simone @Monk Club 02/03/2018

0

Dopo aver scritto e portato in giro per tutta l’Italia uno degli album più importanti del 2017, gli Andrea Laszlo tornano al Monk, stavolta per un live lungo e incredibile…

Questo è quello che il loro frontman baffutissimo ci ha raccontato molto prima che venissero versati litri di amaro del capo, e che si spezzasse la vita di una chitarra abbastanza giovane e prestante:

Intervista di Cristiano Tofani
Foto di Marta Bandino per Noise Symphony

 

 

[Kaos Live Report] The Rumjacks @Traffic Live 02/12/2017

0

Rumjacks + Dalton = Mentalità”

Entro quando gli Airin stanno terminando la loro esibizione e troviamo il locale pieno: musica irlandese nell’aria, delle leggiadre ragazze in veste rossa danzano nella sala del locale, circondate da un pubblico variegato: punk, skinhead in bretelle e capelloni in gilet e toppe. Questa è vera“Mentalità” signori.

Le danzatrici della scuola di danza ROIS lasciano il pit e i Dalton si piazzano sul palco: la band punk romana ormai gode di un nutrito pubblico e sono certamente il principale vessillo della scena skinhead della capitale.

“Niente paura” getta la svolta “Punk Oi!” della serata e noto con piacere che non sono l’unico che dal pubblico ripete i cori assieme a tutto il gruppo: un inizio davvero caloroso. Gianlorenzo, con la sua maglietta a righe bianche e rosse spicca tra tutta la folla, è un frontman che coinvolge e dà empatia. I testi ti arrivano dritti al cuore. Procedono intervallando i pezzi del nuovo album “Deimalati”, come “La dose fa il veleno” e “La vigna della morte” a vecchi classici come “Caffè” e “Sì che si può”, il pubblico canta, balla sulle linee rock ‘n roll del basso e poga animatamente.

L’intenzione è quella di concludere con “Bambini”, che scatena il panico nel pit: Gianlorenzo salta dal palco e si concede un breve (ma intenso) crowdsurfing continuando a cantare nel microfono, mentre impazza il finale della canzone. Non del tutto contenti ci deliziano con “Gaia”, un bis di puro punk ‘n roll e abbandonano il palco senza lasciare scontento nessuno. La scuola Rois procede con l’ultimo intermezzo di danza, che fa da apertura agli headliner della serata. Ho bisogno di riposo e di un amaro per recuperare un po’ la voce.

The Rumjacks attesissimi, toccano subito le corde della platea che ha solo voglia di trasudare molecole di alcol pogando e ballando. La band di Sidney è esperta nel tenere un palco e non si concedono break, perché l’eccitazione non deve fermarsi. Un punk sempre ballabile sulle note del bouzuki e del tin whistle: la musica celtica, in ogni sua forma, crea fraternità, gioia e condivisione. Il numero di ubriachi è ingente, quindi non ci sentiamo affatto soli: alcuni credono di essere a Montelago e iniziano a urlare: “Valerio!”

Ci godiamo capolavori come “Patron Saint O’Thieves” e pezzi famosi su larga scala come “Uncle Tommy”. Frankie e Johnny (rispettivamente cantante e bassista) cercano sempre il contatto con i nostri animi e si esprimono con i pochi termini italiani che conoscono per ringraziare la folla, con il grezzissimo accento australiano. Il pogo è pieno di uomini senza maglia, sudati fradici e diventa impossibile non scivolare da un lato all’altro della sala. Anche i muri sudano visibilmente.

Gli stage diving partono di continuo, ma il pubblico variegato ne fa fallire numerosi: la parte skinhead si è diluita e molte persone cadono inesorabilmente o non riescono nemmeno ad essere lanciate. I più fortunati salgono sul palco e si prendono anche troppa confidenza col gruppo. La serata continua con un dj-set, ma siamo presi a trovare una soluzione per affrontare il freddo zuppi di sudore e pregni d’alcol. Sopravviveremo, forse.

Testo: Andrea Remoli

 

[Kaos Live Report] Selton live @MONK Roma 01/12/2017

0

Altra serata al Monk Roma, altro sold out: la nostra Francesca Romana Abbonato ci racconta con le sue foto la bellissima festa di ieri sera… il concerto dei Selton!

Foto di Francesca Romana Abbonato

 

[Kaos Live Report] Chrysta Bell @Lucerna Music Bar, PRAGA, 21/11/2017

0

 

“She is Chrysta Bell, and she has the voice of a songbird”.

Poche parole del maestro David Lynch sarebbero abbastanza per descrivere tutto. Molti fan del regista l’avranno probabilmente conosciuta grazie alla terza stagione di Twin Peaks, in cui ci ha deliziato interpretando l’agente Tamara Preston, sempre ed immancabilmente al fianco del caro Gordon Cole. Tanti altri appassionati l’avevano sicuramente già ammirata per le sue doti canore.

La “musa” di Lynch ha lavorato a stretto contatto con lui per lunghissimi anni, da quelli iniziali più travagliati a quelli del successo vero e proprio. Nel 2017 Chrysta si è lanciata in una nuova fase della sua carriera, salutando Lynch per abbracciare John Parish, storico produttore di PJ Harvey, per la pubblicazione dell’album We Dissolve.

Il lungo tour per pubblicizzare la sua ultima fatica discografica (che passerà a breve anche per l’Italia) si è fermato in tutta Europa, ed il 21 novembre è toccato a Praga. Il Lucerna Music Bar si chiude attorno ad un palco piuttosto minimalista, in una sala già gremita con largo anticipo, che sembra quasi pronto per abbracciare l’artista al momento della sua entrata in scena.

Quando l’attesa finisce, si susseguono le sensazioni più disparate. L’immagine di uno scuro sipario sul maxi-schermo scompare, le “interferenze” si fanno più frequenti, il buio cala sulla sala. La band è pronta, Chrysta Bell sale sul palco. Con passo lento e sensuale, senza dire niente, fermandosi al centro del palco e dando le spalle al pubblico. Lynch si palesa sullo schermo per presentarci la sua musa, quella splendida donna di spalle che “canta come un usignolo”.

Chrysta Bell sul palco è molto più di una cantante. In ogni sua movenza c’è una carica di sensualità impossibile da ignorare, in ogni nota c’è tutta l’intensità di un’artista che non si limita a portare la sua voce sul palco. Le sue interpretazioni sono passionali, ricche di sofferenza quando necessario, e talmente profonde che la stessa cantante dopo i primi minuti si lascia andare ad un ‘fuck’ sussurrato dal microfono mentre riprende fiato. Dopo alcuni suoi successi come “Friday Night Fly”, alcune novità come la bellissima “Undertow” o la provocante interpretazione di “Devil Inside Me”, Chrysta si lascia la fatica alle spalle per abbracciare il consenso del pubblico. I lunghissimi applausi dopo ogni singolo sono impossibili da ignorare anche per la cantante statunitense, che accenna dei sorrisi quasi impacciati, come non si aspettasse di ricevere una simile risposta, e ringrazia timidamente la folla presente.

Poi, come se fosse necessario, ricambia tutto l’affetto del pubblico emozionando tutti i presenti con “Polish Poem”. Chitarra e basso si defilano gentilmente per lasciarle tutto lo spazio e la luce del palco. Ma in quei cinque minuti Chrysta Bell brilla di luce propria, e ci regala qualcosa difficilmente descrivibile a parole. E sarebbe ingiusto dilungarsi oltre cercando inutilmente di spiegare le sensazioni vissute durante quell’interpretazione.

La misura del tempo si perde terribilmente, Chrysta incanta tutto il pubblico e la serata si conclude fin troppo velocemente per i desideri degli spettatori presenti. L’ultimo applauso è infinito, arriva diretto fino alla cantante che si lascia andare ad un’emozionatissima ed inaspettata risata, ringraziando tutti con la stessa innocenza di una bambina che scarta il suo regalo preferito sotto l’albero di Natale. Per fortuna c’è sempre il tempo per un bis, in cui la cantante da fondo a tutta la sua energia per toccare note ancora più sorprendenti rispetto al resto del concerto. Per il grande finale si rivolge al pubblico con la famosa cover del successo di Nick Cave, “Do You Love Me?”.

Se è una domanda, la risposta è assolutamente si, Chrysta.

Testo: Mirko Braia

 

[Kaos Live Report] Fink @Quirinetta 02/11/2017

0

L’amatissimo cantautore britannico ha regalato al pubblico romano un live bellissimo: ecco le foto della nostra Marta Bandino.

Fink – ovvero Fin Greenall – dopo l’annuncio del nuovo Resurgam  si conferma come uno dei musicisti  più apprezzati e seguiti nel circuito indie. Un talento messo ancora in mostra ieri sera durante il bel live al Quirinetta: godetevi i nostri scatti per riviverlo!

 

E’ uscita l’antologia con le soundtrack di Carpenter

0

Si chiama John Carpenter Anthology: Movie Themes 1974-1998 ed è stata rilasciata dall’etichetta cult Sacred Bones Records.

Dopo aver pubblicato Lost Themes e Lost Themes II , rispettivamente nel 2015 e nel 2016, il Maestro dell’Orrore John Carpenter aggiunge un nuovo capitolo alla sua discografia – putroppo ancora nulla sul fronte cinematogrfico – pubblicando quest’anno una raccolta di brani tratti dalle sue magnifiche colonne sonore.

John Carpenter Anthology: Movie Themes 1974-1998 raccoglie infatti alcuni dei momenti musicali più significativi tratti dai suoi leggendari capolavori: dall’esordio cult Dark Star al terrificante movimento di Halloween, passando per i sintetizzatori tanto amati usati in Fuga da New York, quest’imperdibile antologia riassume la carriera artistica di uno dei più grandi geni cinematografici contemporanei. Imperdibile, soprattutto se considerate l’imminente Notte delle Streghe!

 

Ken di Destroyer è un disco imperdibile

0

ken  conferma Destroyer come una delle voce più potenti e ispirate in circolazione. Ascoltare per credere…

Uscito oggi venerdì 20 ottobre per Merge Record, ken di Destroyer ci mostra un Dan Bejar in forma smagliante.

Su un tappeto synth-pop molto anni ’80 la meravigliosa voce del cantautore di Vancouver racconta le sue indimenticabili vicende tra demoni e sentimenti. Imperdibile. Nell’attesa di ulteriori approfondimenti, potete ascoltare il tutto qui:

 

Lana del Rey: annunciate due date italiane!

0

Finalmente il grande annuncio: Lana del Rey porterà il suo LA to the Moon Tour in Italia per due date.

 

Dove e quando? Presto detto:

11 aprile 2018 a  Milano al Forum di Assago e il 13 aprile 2018 a Roma presso il Palalottomatica.

Per tutte le info di acquisto e prevendita potete recarvi sul sito di Live Nation!

 

Morrissey: ecco il video di Spent The Day In Bed

0

L’ex-calciatore Joey Barton spinge uno stanco Morrissey in carrozzella: di cosa stiamo parlando? Del nuovo video Spent The Day In Bed!

Gustosa anticipazione da Low In High School, il nuovo lavoro di Morrissey in uscita il 17 novembre. Anche questa volta l’album è stato anticipato da polemiche e discussioni in pieno Moz-Style, merito anche dell’esplicito messaggio presente nella cover.

Dopo aver ascoltato il brano che fa da apripista al lavoro, ecco anche il video, con un protagonisti Morrissey – of course – e l’ex-calciatore inglese Joey Barton: scelta questa meno scontata!

Nell’attesa di nuove anticipazioni (e chi lo sa, forse qualche altra uscita) trascorriamo la giornata nel letto guardandoci il video diretto da Sophie Muller.

 

SAY10: il nuovo video di Marilyn Manson (con ospite speciale…)

0

E’ uscito in questi giorni Heaven Upside Down, il nuovo album del Reverendo Marilyn Manson.

Un lavoro musicalmente valido che sta facendo parlare di se soprattutto per la ritrovata vena iconoclasta del rocker, esaltata nell’ultimo video SAY10 (ovvero Satan).

No, non vi sbagliate: il tale che divide la scena con Manson è proprio il suo compagno di bravate – musicali e non – Johnny Depp. Una coppia a cui prestare particolare attenzione…

 

 

 

MONK ROMA stagione 2017/18: anteprima di un’annata imperdibile!

0

MONK CIRCOLO ARCI
INGRESSO RISERVATO AI SOCI

RICHIEDERE LA TESSERA 24H PRIMA AL LINK 

  STAGIONE 2017-2018

#staymonk
 
Riparte la stagione dei concerti al Monk con un programma in continuo aggiornamento ma già molto ricco di appuntamenti live da segnare in agenda. Si rinnova il binomio tra il Circolo Arci di Via Mirri 35, ormai punto di riferimento in città per l’aggregazione e l’intrattenimento, e la musica dal vivo. Binomio che ha accompagnato l’ascesa di tanti musicisti italiani e internazionali e che anche quest’anno promette ritorni, anteprime, concerti imperdibili e chicche da scoprire. Com’è nello spirito del Monk capace di modularsi con le sue diverse aree – la grande sala concerti, il salotto, il cortile –  per piccoli incontri come per i grandi happening. Un grande contenitore che prevede iniziative per tutti, in più fasce orarie durante il giorno.  Il Monk Circolo Arci non è infatti solo musica dal vivo ma spazio multidisciplinare per le idee e per l’arte, per la condivisione e gli incontri, per il divertimento e l’accoglienza, per le visioni e le pratiche concrete che possano arricchire culturalmente Roma. 

RIEPILOGO PRINCIPALI APPUNTAMENTI LIVE FINORA CONFERMATI

VENERDI 29/09 – THE WINSTONS in Concerto
SABATO 30/09 – TIMBER TIMBRE in Concerto
VENERDI 06/10 – MASSIMO VOLUME sonorizzano “La Caduta della Casa Usher”
SABATO 07/10 – DENTE in Concerto
LUNEDI 09/10 – RADIO MOSCOW in Concerto
GIOVEDI 12/10 – BEHIND BEHIND THE SHADOW DROPS
TAKAAKIRA “TAKA” GOTO (MONO) in Concerto
SABATO 14/10 – COLOMBRE in Concerto
VENERDI 20/10 – PORTICO QUARTET in Concerto
SABATO 21/10 – DANIELE COCCIA PAIFELMAN in Concerto
MARTEDI 24/10 – JERUSALEM IN MY HEART in Concerto
VENERDI 27/10 – COLDCUT in Concerto
SABATO 28/10 – WILLIE PEYOTE in Concerto
SABATO 04/11 – POPULOUS + MYSS KETA in Concerto
GIOVEDI 09/11 – Jazz Evidence – BINKER AND MOSES in Concerto
VENERDI 10/11 – PUBLIC SERVICE BROADCASTING in Concerto
SABATO 11/11 – CHK CHK CHK in Concerto
DOMENICA 12/11 – MICAH P. HINSON in Concerto
MARTEDI14/11 – ZOLA JESUS in Concerto
MERCOLEDI15/11 – ARTO LINDSAY in Concerto
VENERDI 17/11 – Rome Psych Fest – LIARS in Concerto and more tba
SABATO 18/11 – Rome Psych Fest – LALI PUNA in Concerto and mre tba
GIOVEDI 23/11 – TELEFON TEL AVIV in Concerto
VENERDI 01/12 – SELTON in Concerto
SABATO 02/12 – CIGARETTES AFTER SEX in Concerto

Venerdi 29 Settembre
Apertura Porte Ore 20:00 – Inizio Concerti Ore 22.00
THE WINSTONS in Concerto
INGRESSO RISERVATO AI SOCICON TESSERA ARCI 2017
CONTRIBUTO ALL’ATTIVITA’ UP TO YOU

Roberto Dell’Era (Afterhours), Enrico Gabrielli (Calibro 35) e Lino Gitto (UFO) sono i Winstons: il power trio “composto da basso, batteria, tastiere e voci dedito alla psichedelica e al culto dell’anarchia ancestrale. Nel 1971 Andrew Latimer e Peter Bardens fondavano i Camel. Quasi mezzo secolo più tardi Roberto Dell’Era (Afterhours), Enrico Gabrielli (Calibro 35, PJ Harvey) e Lino Gitto (UFO) danno vita ai Winstons. Che cos’hanno in comune le due band, se non il nome di una nota marca di sigarette? In primis, la passione per il prog-rock. Specialmente quello made in Canterbury: un pentolone di musica psichedelica, progressive rock, beat, jazz, avantgarde, spirito hippie e cultura dadaista nato a metà degli anni Sessanta e caratterizzato da un approccio senz’altro più ironico e ‘freak’ – chiamiamolo così – rispetto al rigore virtuosistico del prog ‘classico’, quello di Genesis e King Crimson, tanto per intenderci. Il tappeto volante degli Winstons spicca il volo partendo proprio da quì: da quell’angolo di spazio e tempo che ha partorito band leggendarie come i Gong di Daevid Allen e i Soft Machine di Robert Wyatt.

Sabato 30 Settembre
Apertura Porte Ore 20:00 – Inizio Concerti Ore 23.00
TIMBER TIMBRE in Concerto
OPENING ACT: CHRIS CUNDY
INGRESSO RISERVATO AI SOCICON TESSERA ARCI 2017
CONTRIBUTO ALL’ATTIVITA’ 15€ – 12€ + D.P.

Timber Timbre, la creatura del compositore e musicista canadese Taylor Kirk, giunta alla ribalta grazie ai precedenti acclamati album Creep on Creepin’on e Hot Dreams, e all’inserimento di diversi brani nelle colonne sonore di serie cult come Walking Dead e Breaking Bad, torna in Italia per presentare l’ultimo album ‘Sincerely, Future Pollution’ pubblicato il 7 aprile via City Slang e anticipato dai bellissimi singoli ‘Sewer Blues’, ‘Velvet Gloves & Spite’ e ‘Grifting’.

Il sesto album ufficiale del trio psych-folk di Montreal è una delle sorprese più belle di questo 2017 e arriva a tre anni di distanza dal precedente “Hot Dreams”. Se gli album Creep on Creepin’ on del 2011 e e Hot Dreams del 2014 avevano lanciato Kirk e soci alla ribalta, facendogli guadagnare due nomination ai Juno Awards e un posto nella Polaris Music Prize, siamo certi che questo nuovo albumSincerely, Future Pollution’ li consacrerà definitivamente. Il trio guidato da Taylor Kirk, prosegue infatti imperterrito nella sua evoluzione, decidendo di dare una svolta al proprio universo sonoro e aumentando gli innesti di patterns elettronici e sintetizzatori, asservendoli a una scrittura che continua a rimanere su livelli di eccellenza assoluta. Registrato a Parigi, “Sincerely, Future Pollution” è uno splendido susseguirsi di suoni cinematici, tenui reminescenze eighties, improvvise e fluttuanti aperture pop, squarci chitarristici con la voce di Kirk sempre protagonista.
Come pochi altri, nel corso degli anni Timber Timbre hanno dimostrato di saper raccontare con uno stile unico le complessità emotive dell’uomo, le sue depravazioni e le sue ossessioni. E se “Hot Dreams” ha affascinato per quel suo tono noir capace di descrivere le pulsioni umane, questo nuovo “Sincerely, Future Pollution” compie un ulteriore e sorprendente passo avanti nella narrazione del lato oscuro presente in ognuno di noi. Il nuovo “Sincerely, Future Pollution” parla soprattutto dell’attuale condizione politica e
sociale. E’ il suono della rassegnazione e della desolazione più totale, suoni e parole che provengono direttamente dalle viscere di una metropoli.
Un album sospeso tra sogno e realtà, che ci conduce con atmosfere inquietanti in uno spazio senza tempo in cui la tradizione americana del passato viene costantemente citata e reinterpretata.

Venerdi 6 Ottobre
Apertura Porte Ore 20:00 – Inizio Concerti Ore 22.00
MASSIMO VOLUME
SONORIZZANO IL FILM
“LA CADUTA DELLA CASA USHER”
INGRESSO RISERVATO AI SOCICON TESSERA ARCI 2017-2018
CONTRIBUTO ALL’ATTIVITA’ 8€ + D.P.

Sul palco:
Emidio Clementi – basso
Egle Sommacal – chitarre
Vittoria Burattini – percussioni

La caduta della casa Usher // Francia – 1928 – B/N – 70 minuti
Genere Horror
Film diretto da Jean Epstein
Soggetto: Edgar Allan Poe
Sceneggiatura di Luis Bunuel e Jean Epstein

Il regista vi fonde due racconti di Edgar Allan Poe (La caduta della casa degli Usher e Il ritratto ovale) con altri spunti dello scrittore americano, ma poco interessato al macabro, li rilegge in chiave animista. All’epoca godette di ampia fama anche se non ripagò i costi di produzione. In questo film compare come co-sceneggiatore e aiuto-regista il futuro maestro del cinema surrealista Luis Buñuel.
Trama:
Un amico va a trovare Roderick Usher che vive nella malinconica magione con la moglie Madeline. Quest’ultima deperisce man mano che Roderick la ritrae, finché muore e viene sepolta in una cripta. Ma il suo decesso è solo apparente…

MASSIMO VOLUME
Il nucleo originario dei Massimo Volume si forma a Bologna nell’inverno del 1991.
Nel 1993 il gruppo firma il primo contratto discografico per la Underground Rec. E’ il momento di “Stanze”, il primo album. Il suono della band è personalissimo. Pezzi d’impatto, tesi e distorti, si mescolano a momenti più introspettivi: brani come “Alessandro”, “In Nome Di Dio”, “Stanze Vuote”, pur mantenendo una forte carica emotiva, si muovono in questo senso. L’album ha un ottimo riscontro di critica e pubblico. I concerti si susseguono a ritmo incalzante. Nel 1994 le major si accorgono del gruppo e, agli inizi di marzo, i Massimo Volume vengo messi sotto contratto dalla Wea che licenzierà il loro secondo lavoro “Lungo I Bordi”. La produzione artistica viene affidata a Fausto Rossi, da sempre modello per Clementi e soci, di un modo di fare musica fuori dai canoni imposti dal mercato. Ne nasce un rapporto a tratti difficile, ma ispirato al punto da dare vita a una delle pietre miliari del nuovo rock. Il gruppo si libera definitivamente da ogni legame con modelli stranieri. Il disco è potente, dal suono inconfondibile. “Il Primo Dio”, “Meglio Di Uno Specchio”, “Inverno ’85”, “Fuoco Fatuo”, diventano nel giro di poco tempo dei classici. Si accorge di loro anche John Cale, che si propone come produttore di “Da Qui”, il loro terzo lavoro. La direzione del disco viene però affidata a Steve Piccolo (già Lounge Lizard). E’ il 1997. I Massimo Volume passano alla Mescal. Rispetto al precedente lavoro, “Da Qui” risente del progetto portato avanti da Clementi e Sommacal nel periodo intercorso tra i due album: una sorta di laboratorio in cui i nuovi pezzi hanno preso forma attraverso delle performance dal vivo per voce, chitarra e harmonium. E’ così che sono nati: “Qualcosa Sulla Vita”, “Atto Definitivo”, “Sotto Il Cielo”.
La musica si fa scarna, evocativa, mentre le parole tessono brevi storie in cui ricorrono sempre gli stessi personaggi, canzone dopo canzone, creando un vero e proprio mondo poetico, lo stesso che si ritrova in “Gara Di Resistenza”, raccolta di racconti scritta da Emidio Clementi per la Gamberetti editrice. Il disco non concede nulla al facile ascolto; è struggente e sarcastico, fatto di silenzi e tensione. Passano due anni e i Massimo Volume tornano ancora a stupire con un nuovo lavoro che spiazza critica e pubblico: “Club Privé”. Le canzoni si alternano a brani recitati, la ritmica si fa incalzante, fraseggi jazz si insinuano nel tessuto musicale. Un album ricco e struggente, a tratti misterioso, che segna una nuova linea di fuga nel percorso artistico del gruppo. La produzione artistica è affidata a Manuel Agnelli degli Afterhours che riesce a dare una compattezza unica al suono.
I testi si staccano dalla forma racconto per creare con poche pennellate un mondo fatto di sensazioni e ricordi che colorano magistralmente l’ultimo capitolo di una storia sempre più affascinante a cui si è aggiunto, a Gennaio, il primo romanzo di Emidio Clementi “Il Tempo Di Prima”, uscito per la casa editrice Derive/Approdi. Il primo singolo estratto, “Privè” , è stato affiancato da un video squisitamente “teatrale”, che pur non rispondendo a tutti i requisiti patinati di un qualsiasi clip, ha avuto una buona rotazione all’interno dei canali musicali – televisivi italiani. La tournèe, partita immediatamente a ridosso dell’uscita del disco è proseguita ininterrottamente, affiancata da un nuovo progetto parallelo che si è “insinuato” nel lavoro live dei Massimo Volume: “Gli Agnelli Clementi” uno spettacolo di reading, condiviso da Emidio “Mimì” Clementi e da Manuel Agnelli, itinerante per tutta la penisola. Il 15 novembre 2000 è uscito nelle sale cinematografiche “Almost Blue”, opera prima del regista romano Alex Infascelli, tratta dal romanzo omonimo di Carlo Lucarelli (premiato con il David di Donatello e con il Nastro d’argento in qualità di regista esordiente). La colonna sonora del film, pubblicata il 2 febbraio 2001, è stata interamente curata dai Massimo Volume, candidati anch’essi per il “Nastro d’argento” nella categoria O.S.T. del Festival cinematografico di Taormina. Oltre a riproporre alcuni brani presenti nei precedenti lavori discografici (“Fuoco Fatuo”, “Pizza Express”, “La Città Morta”, “Avvertimento” e “Ti Sto Cercando”, quest’ultima utilizzata sulle scene di apertura del film), i Massimo Volume si sono cimentati in un commento sonoro completamente inedito, dilatato ed evocativo, che si sposa in maniera perfetta con le tinte scure del thriller.
Tra le particolarità, una versione strumentale e riletta del classico di Elvis Costello che da il titolo al film. Il 28 settembre 2001, per la Fazi Editore, è stato distribuito nelle librerie “La Notte Del Pratello”, secondo romanzo (nonché terzo libro) scritto da Emidio Clementi.
Nel febbraio 2002 arriva una notizia che nessuno avrebbe voluto ricevere: i Massimo Volume decidono di sciogliersi e d’interrompere il loro comune percorso artistico.

Nei mesi / anni a seguire, Vittoria Burattini suona con i Franklin Delano mentre Egle Sommacal incide su Unhip Records un disco solista per solo chitarra intitolato “Legno”.
Emidio “Mimì” Clementi, crea nel 2004 il progetto El-Muniria, e pubblica grazie alla Homesleep Records il CD “Stanza 218” e veicola le restanti energie creative sul fronte letterario; sempre per la Fazi Editore dà alle stampe “L’Ultimo Dio”, pubblicato nel 2004.
Dopo sei anni di pausa, nel 2008 i Massimo Volume accettano di tornare a condividere la loro musica. Due grossi eventi siglano questo rientro sui palchi italiani: la partecipazione al Traffic Festival nella serata condivisa con Patti Smith ed Afterhours e la sonorizzazione de “La Caduta Della Casa Degli Usher”, suggestivo progetto realizzato per conto del Museo del Cinema di Torino e messa in scena (sempre a Torino) alle Officine Grandi Riparazioni (OGR). Emidio Clementi pubblica per Rizzoli, nel febbraio 2009, il suo nuovo romanzo “Matilde E I Suoi Tre Padri” e tre mesi dopo esce, sempre su Unhip, il secondo album solista di Egle Sommacal, “Tanto Non Arriva“. I ritrovati Massimo Volume, ripresa la strada on the road, non si sono limitati ad attraversare l’italico stivale in lungo e in largo, ma hanno concretizzato tale nuova esperienza registrando “Massimo Volume Bologna Nov. 2008”, il loro primo album live uscito su etichetta Mescal il 28 Agosto 2009.
Da quel giorno ad oggi, mentre il Tour prosegue, arricchito dalle varie performance dedicate alla sonorizzazione de “La Caduta Della Casa Degli Usher”, si fanno sempre più insistenti le voci che vogliono la band, nei giorni liberi da impegni on-stage, chiusi in studio a lavorare sul prossimo album di inediti, che intanto vengono anticipati dal vivo suscitando entusiasmo nel pubblico…

Sabato 7 Ottobre
Apertura Porte Ore 20:00 – Inizio Concerti Ore 23.00
DENTE in Concerto
FESTA DI FINE TOUR
INGRESSO RISERVATO AI SOCICON TESSERA ARCI 2017-2018
CONTRIBUTO ALL’ATTIVITA’ 13€ + D.P.

Giuseppe Peveri alias DENTE, nasce a Fidenza (PR) nel 1976. Poco più che adolescente, Dente intraprende la sua avventura musicale come chitarrista dei Quic, passando per la band La Spina (con due album all’attivo), per poi intraprendere la carriera solista nel 2006. DENTE ad oggi è uno dei più apprezzati cantautori italiani, un musicista che negli anni ha conquistato un pubblico sempre più numerso e affezionato riuscendo a imporre il suo personalissimo linguaggio pop dai tratti essenziali e ricercati.
2006 – Firma per Jestrai, esordendo con il suo primo album ufficiale “Anice in bocca”.
2007 – E sce il disco “Non c’è due senza te” (Jestrai), subito accolto con calore da pubblico e critica. Durante l’estate di quell’anno, Federico Fiumani invita Dente a reinterpretare una canzone dei Diaframma (“Verde”) per una compilation in uscita nei primi mesi del 2008. Qualche tempo dopo, Dente rivisita anche “Pensiero Stupendo” di Patty Pravo, che diventa la sigla del programma omonimo in onda su Radio Popolare Network il venerdì sera. Alla fine dell’anno “Non c’è due senza te” finisce nella rosa dei 20 migliori dischi italiani del 2007 scelti dal PIMI (Premio Italiano Musica Indipendente).
2008 – Esce l’EP “Le cose che contano”, quattro nuove canzoni arrangiate e suonate con Roberto Dell’Era (Afterhours), Enrico Gabrielli (Afterhours – Mariposa – Morgan – Capossela) ed Enzo Cimino (Mariposa – Marco Parente), uscito a Febbraio 2008.
2009 – Il 14 febbraio esce il suo nuovo album “L’amore non è bello” (Ghost Records), 13 tracce che confermano le straordinarie potenzialità del cantautore. Il disco viene recensito ovunque con grande entusiasmo e l’attenzione nei confronti del cantautore va crescendo nel corso dell’anno, con singoli in rotazione nelle radio nazionali e un intenso tour con la sua band nei club e nei festival di tutta Italia, per oltre 80 date live in meno di 12 mesi.Nel corso dell’anno Dente partecipa anche al progetto “Il Paese è Reale” degli Afterhours, registrando una delle canzoni più apprezzate del disco, “Beato Me”, che suonerà anche al concerto del 1° maggio di Piazza San Giovanni a Roma. Un 2009 intenso e ricco di soddisfazioni si chiude con il massimo riconoscimento da parte della critica di settore: la vittoria al PIMI per l’album dell’anno.
2010 – L’anno si apre così con rinnovate energie, convogliate in un nuovo tour nei teatri intitolato “1910”. DENTE inoltre collabora con i Perturbazione, per “Buongiorno Buonafortuna” e con Il Genio per “Precipitevolissimevolmente”, il twist che – insieme a “Il beat cos’è” registrato da Calibro 35 e Roberto dell’Era – va a comporre il 45 giri de “Il lato Beat” (Ghost Records/Disastro), uno dei successi radiofonici dell’estate 2010. A novembre si chiude il tour de “L’amore non è bello” con un grande concerto sold out allo storico Teatro dal Verme di Milano con ospiti Manuel Agnelli, Le Luci della Centrale Elettrica, Il Genio, Enrico Gabrielli, Max Collini e i Perturbazione.
2011 – DENTE collabora al disco dei brasiliani Selton, che escono con il loro album in italiano e si avvalgono di lui per l’adattamento dei testi, scritto originariamente in portoghese e inglese. Inoltre compone il testo di “Mangialanima”, brano contenuto nel nuovo album di Marco Mengoni “Solo 2.0” uscito il 27 settembre 2011, affiancando Paolo Nutini autore della musica. L’11 ottobre esce il nuovo capitolo della discografia di Dente, “Io tra di noi” (Ghost Records) prodotto da Tommaso Colliva. Il disco entra in classifica la settimana di uscita direttamente al 15° posto tra gli album più venduti, come ottimo auspicio per i lungo l tour che inizia a fine ottobre e continua fino all’estate 2012.
2012 – Nel febbraio 2012 esce “Canzoni ai testimoni”, album di Enrico Ruggeri nel quale Dente reinterpreta in duetto con lo stesso Ruggeri “Pernod”, storico brano dei Decibel del 1980. Il 1°maggio Dente si esibisce per la seconda volta al Concerto del Primo Maggio a Roma. 2013 – Dente firma il brano “Quello che non sa”, inserito nell’album “Un posto nel mondo”, debutto della cantante italiana Chiara Galiazzo. Collabora anche con i Selton nel brano “Piccola Sbronza”, contenuto nell’album “Saudade”. Nello stesso periodo tiene dj set in Italia ed alcuni concerti in Europa (Lussemburgo, Parigi, Berlino e Bruxelles); inoltre accompagna gli stessi Selton nel loro tour in Brasile.
2014 – A gennaio esce l’album “Almanacco del giorno prima” (RCA/Sony), anticipato dal singolo “Invece tu”, uscito il 1° gennaio, ed entrato immediatamente in alta rotazione su tutti i network. Il disco è stato realizzato in presso una scuola elementare abbandonata di Busseto, in provincia di Parma, sempre con l’ausilio di Tommaso Colliva. L’album viene sostenuto da un importante tour teatrale che lo porta al sold-out sia al Nazionale di Milano che all’Auditorium di Roma. L’anno ed il tour si chiudono in bellezza con un giro nei club grazie ad un nuovo spettacolo accompagnato da una big band con tanto di sezione fiati.
2015 – Il 4 giugno esce per Bompiani il primo libro di Dente: “Favole per bambini molto stanchi”, che raggiunge in pochi mesi la quinta ristampa, oltre 30 presentazioni ed un lusinghiero successo editoriale.
2016 – “Canzoni per metà” (Pastiglie/Sony Music Entertainment) è il suo ultimo album, uscito ad ottobre 2016.

INFO:
http://www.amodente.com/

Lunedi 9 Ottobre
Apertura Porte Ore 20:00 – Inizio Concerti Ore 22.00
RADIO MOSCOW in Concerto
OPENING ACT: KALEIODOBOLT
INGRESSO RISERVATO AI SOCICON TESSERA ARCI 2017-2018
CONTRIBUTO ALL’ATTIVITA’ 10€ + D.P.

Nati a Story City, Iowa, nel 2003 da un’idea del vocalist polistrumentista Parker Griggs sono considerati una delle più credibili cult-band del revival psychedelic rock dai tratti più hard rock e stoner.
I Radio Moscow sono stati prodotti e lanciati nel 2007 da Dan Auerbach dei Black Keys e da quel momento hanno distribuito altri 3 LP, Brain Cycles (2009), The Great Escape of Leslie Magnafuzz (2011) e Magical Dirt (2014) sempre sotto la storica etichetta californiana Alive Naturalsound.
Diversi musicisti sono avvicendati al fianco di Griggs, oggi accompagnato dal bassista Anthony Meier e dal batterista Paul Marrone.
Ora escono con un nuovo album intitolato “New Beginnings” per l’etichetta Century Media e saranno ad ottobre in tour in Europa ed Italia per 3 concerti accompagnati dai finlandesi Kaleidobolt.

Giovedi 12 Ottobre
Apertura Porte Ore 20:00 – Inizio Concerti Ore 22.00
BEHIND THE SHADOW DROPS
TAKAAKIRA “TAKA” GOTO (MONO) in Concerto
INGRESSO RISERVATO AI SOCICON TESSERA ARCI 2017-2018
CONTRIBUTO ALL’ATTIVITA’ 12€ – 10€ + D.P.

Ovvero il progetto musicale parallelo ma in solitaria di Takaakira “Taka” Goto, fondatore e chitarrista degli enormi MONO (Japan), arriva in Italia per presentarci il suo secondo album “H a r m o n i c” in uscita il 22 settembre via Temporary Residence Ltd., anticipato da un singolo spesso di atmosfera malinconica e ferale che lascia ben sperare per una serata avvolgente di sensazioni pesanti come drappi neri e dal tocco straniante di voli strumentali. La musica di Taka è così: già dal primo lavoro “Classical Punk And Echoes Under The Beauty“, ne uscivamo sconfitti dagli archi laceranti, mentre “H a r m o n i c” sembra avere più determinazione nera, come auspicano i piacevoli nuovi ed eleganti inserti elettronici usati.

Sabato 14 Ottobre
Apertura Porte Ore 20:00 – Inizio Concerti Ore 22.00
COLOMBRE in Concerto
INGRESSO RISERVATO AI SOCICON TESSERA ARCI 2017-2018
CONTRIBUTO ALL’ATTIVITA’ 7€

“Pulviscolo” è il primo album di Colombre, progetto che inaugura l’esperienza da solista di Giovanni Imparato – già voce, chitarra e autore dei brani della band indie-pop Chewingum e co-produttore del disco “Sassi” di Maria Antonietta – pubblicato il 17 marzo per l’etichetta Bravo Dischi. 25 minuti e 36 secondi, 8 tracce dai titoli brevissimi (1, massimo 2 parole) per un album che ti conquista immediatamente. Pochi attimi dal primo ascolto e subito ti viene voglia di cantare insieme a Colombre. L’album vanta collaborazioni artistiche importanti: la voce e i cori di IOSONOUNCANE, le percussioni di Francesco Aprili (batterista di Wrongonyou, Giorgio Poi e Boxerin Club) e il basso di Nicolò Pagani (Mannarino), l’artwork di Letizia Cesarini aka Maria Antonietta che firma anche la regia del video della title-track, primo estratto dell’album.

Sabato 21 Ottobre
Apertura Porte Ore 20:00 – Inizio Concerti Ore 22.00
DANIELE COCCIA PAIFELMAN in Concerto
PRESENTAZIONE DEL DISCO “IL CIELO DI SOTTO”
INGRESSO RISERVATO AI SOCICON TESSERA ARCI 2017-2018
CONTRIBUTO ALL’ATTIVITA’ 7€ – 5 + D.P.

Il Cielo di Sotto è il disco d’esordio di Daniele Coccia Paifelman, già autore, cantante e fondatore de Il Muro del Canto, Surgery e Montelupo che per questa nuova avventura adotta un nome d’arte e aggiunge al suo il cognome della madre “Paifelman”.
L’album prodotto da “La Zona/La Grande Onda” sarà presentato in anteprima il 21 Ottobre con un concerto al Monk di Roma al quale seguirà una turnè promozionale. Il disco sarà disponibile in tutti i negozi di dischi il 27 Ottobre 2017.
Le canzoni de il “Il cielo di sotto” sanciscono il ritorno alla lingua Italiana per l’autore romano, dopo tre album in dialetto con il Muro del Canto. Vengono scritte insieme ad Eric Caldironi, fra il 2014 e il 2017.
I testi affrontano la vita, la morte e l’amore, attraverso numerose metafore, ispirate al mondo bellico. Le battaglie e la guerra, rappresentano una durissima quotidianità. Il Fronte, la prima linea, la trincea, delineano il coraggio e la forza necessarie dell’essere umano per combattere, senza mai cedere, nel buio pesto di questa nuova era. Un disco ispirato che prende le distanze dall’attualità, che guarda spesso all’indietro, alla scuola dei grandi cantautori Italiani.
Daniele Coccia Paifelman cura la produzione artistica in maniera artigianale ed attenta. Per il disco, si avvale di tutte quelle preziose figure professionali incontrate negli anni, lungo il suo sentiero musicale, da Francesco Grammatico dietro al mixer, ad Eric Caldironi, con cui ha già intrapreso il progetto Montelupo e col quale condivide la militanza nel Muro del Canto. Un altra importante collaborazione è quella con Leonardo Angelucci (Chitarra elettrica e cori), cantautore e arrangiatore che insieme a Matteo Troiani (al Basso) e Tommaso Guerrieri (Batteria) sono la band perfetta per proporre dal vivo l’intero disco.

Venerdi 20 Ottobre
Apertura Porte Ore 20:00 – Inizio Concerti Ore 22.00
PORTICO QUARTET in Concerto
INGRESSO RISERVATO AI SOCICON TESSERA ARCI 2017-2018
CONTRIBUTO ALL’ATTIVITA’ 10€ – 8 + D.P.

Se il tuo album di debutto – “Knee Deep In The North Sea”, anno 2007 – finisce subito tra le nomination del prestigioso Mercury Prize ed è eletto da Time Out “Album Of The Year” nella categoria Jazz, Folk, World, questo significa senza la minima ombra di dubbio che le tue qualità sono veramente importanti. Qualità tra l’altro forgiate con una gavetta vera: Portico Quartet nasce infatti come un’esperienza di buskers, di suonatori di strada per le vie di Londra (preferibilmente nella zona del South Bank), città in cui Jack Wyllie, Milo Fitzpatrick, Duncan Bellamy e Nick Mulvey in quegli anni studiavano, dividendo l’appartamento con tra l’altro Jamie Woon e divertendosi a partecipare ad un collettivo a nome One Taste che ad un certo punto includeva anche Kate Tempest, Little Dragon e ovviamente lo stesso Woon. Quello che arriva dopo è sempre di altissimo livello: per il secondo album (“Isla, 2009) arriva la proposta di una label di prestigio, la Real World di Peter Gabriel, che dà alle stampe anche il successivo “Portico Quartet” del 2012. Qualcosa cambia però negli equilibri del gruppo: Nick Mulvey abbandona, per seguire una carriera da solista, inizialmente non viene rimpiazzato e il Portico Quartet diventa semplicemente Portico. “Living Fields”, 2014, esce per un’altra label a quattro quarti di nobiltà (la Ninja Tune) e segna una svolta verso un pop più astratto, più sperimentale.
Gli equilibri intanto si rimettono a posto. Torna il “Quartet” nella sigla sociale, alla band si aggiunge Keir Vine ritrovando quindi la formazione a quattro. Le sonorità si affinano sempre più, tornando per certi versi alla ricetta originale – una perfetta, equilibratissima fusione di jazz, funk astratto, striature world ed ambient – e il lavoro che arriva ad agosto 2017, “Art In The Age Of Automation”, debutta direttamente al secondo posto nelle classifiche britanniche nella categoria Soul/Jazz. Il viaggio, insomma, continua. Sotto l’ala protettrice di quel portico in Italia sotto cui i musicisti, moltissimi anni fa, quando ancora non si erano dati un nome come band, si erano rifugiati per continuare a suonare, durante un escursione nel nostro paese: “Portico Quartet” nasce infatti da qui.

Martedi 24 Ottobre
Apertura Porte Ore 20:00 – Inizio Concerti Ore 22.00
JERUSALEM IN MY HEART in Concerto
INGRESSO RISERVATO AI SOCICON TESSERA ARCI 2017-2018
CONTRIBUTO ALL’ATTIVITA’ 10€

Radwan Ghazi Moumneh e l’artista multimediale Charles-André Coderre tornano con ‘If He Dies, If If If If If If’, secondo album del progetto Jerusalem In My Heart concepito nelle duplici case-natale di Montréal e Beirut.
Celebre per il prezioso lavoro come ingegnere del suono di Matana Roberts (i tre capitoli della saga Coin Coin), Mashrou’ Leila, Ought, Eric Chenaux (con il quale ha anche compost un album collaborative per il piccolo marchio Grapefruit Records Club) e Suuns (il disco in combutta per Secretly Canadian della primavera 2015 rimane ad oggi una delle migliori uscite dello scorso anno), Moumneh ha avuto mani in pasta in numerosi ambiti negli ultimi anni. Ha accompagnato JIMH di fronte ad un pubblico sbalordito tanto in Canada ed Europa quanto in Medio Oriente. Nonostante i numerosi progetti e commissioni che li hanno visti protagonisti, il gruppo è saldamente nelle mani di Moumneh – responsabile per tutti i suoni e le composizioni – e Coderre responsabile dei visuals in rigoroso formato 16mm e delle installazioni/proiezioni dal vivo.
Uno dei moment più alti del disco è nell’apertura di “A Granular Buzuk”, dove il suono di questo strumento tipico viene processato e campionato dai tagli in tempo reale di Radwan’s. Moumneh continua a sperimentare il suo amore per la tradizione pop Arabica delle audiocassette nella dance in bassa fedeltà di “Lau Ridyou Bil Hijaz”. C’è poi un sentito omaggio al poeta curdo, recentemente esiliato, Sivan Perwer nel folk scarno e tradizionale di “Ta3mani; Ta3meitu”. L’album si chiude con il drone creato da un flauto Bansuri (per gentile concessione di Dave Gossage) e dal suono di un delicato numero acustico alternato ai field recordings delle onde del mare registrate su una spiaggia libanese. Disco eccezionale che del gruppo di casa Constellation fa una delle più imprendibili espressioni a cavallo tra canzone politica, rock d’avanguardia e musica etnica.

Venerdi 27 Ottobre
Apertura Porte Ore 20:00 – Inizio Concerti Ore 22.00
COLDCUT in Concerto
INGRESSO RISERVATO AI SOCICON TESSERA ARCI 2017-2018
CONTRIBUTO ALL’ATTIVITA’ 15€ – 12 + D.P.

COLDCUT
Due giganti. E’ facile sottovalutare l’importanza di Matt Black e Jonathan More per la musica contemporanea (limitativo infatti parlare solo di quella elettronica). Ma da quando i due, più di trent’anni fa, decisero di unire le forze per dare la vita al progetto Coldcut più volte nell’arco di questi tre decenni si sono dimostrati dei veri e propri “game changer”. Lo sono stati ancora agli esordi, con quel remix di “Paid In Full” di Eric B & Rakim assolutamente geniale e pionieristico che ha il merito di aver consacrato – grazie al suo enorme successo – la dj culture in Europa, col suo uso strepitoso e visionario dei campionamenti, del taglia&cuci sonoro. Lo sono stati quando hanno dato vita al radio show Solid Steel, ancora adesso un inconfondibile marchio di qualità per tutto ciò che è avventura in musica. Lo sono stati quando hanno portati l’interazione tra video e musica a livelli mai visti prima costruendo – assieme al collettivo di sviluppatori Camart – il software VJAMM (anno 1997: ben prima che software e digitale diventassero un ambiente comune e alla portata di tutti). Ma l’avventura che meglio racconta Black e More è quella targata Ninja Tune: label fieramente indipendente creata dai due nel 1990 per avere una piattaforma su cui esercitarsi stando lontani da ogni condizionamento delle major; a distanza di tutti questi anni, ancora oggi una delle etichette discografiche più riconoscibili e qualitative in circolazione, con uno spettro sonoro che parte dall’hip hop ma può estendersi fino alla house da un lato e fino al cantautorato elegante dall’altro, percorrendo spesso le strade del jazz, del funk e del soul. Una label a cui i Coldcut hanno dato vita rinunciando alle sirene e alle offerte contrattuali del mainstream (a fine anni ’80, erano considerati vere superstar mondiali della pratica del remix), soprattutto una label che ha scoperto una serie incredibile di talenti (da Amon Tobin a Fink, da Kid Koala a Cinematic Orchestra, da Bonobo a Roots Manuva, ma l’elenco potrebbe andare avanti a lungo).
In tutto questo, hanno avuto modo di portare avanti anche una discografia dalle uscite rare ma sempre di altissimo profilo (ad esempio “Let Us Play”, anno 1997, o “Sound Mirrors” del 2006, ma anche la recente collaborazione con On U Sound “Outside The Echo Chamber”), così come delle apparizioni live o anche da semplici dj dove sempre e comunque la regola era, ed è, non adeguarsi alla routine ma saper fare un passo in più, saper offrire la vertigine del divertimento e della sorpresa. Tutto questo sempre con un sorridente understatement, senza nessuna ansia di protagonismo, senza nessuna necessità di vendersi come stelle mediatiche o come geni della musica. Ma quest’ultima cosa, fatti nudi e crudi alla mano, lo sono. Poche persone hanno “disegnato” in modo così incisivo la musica della club culture degli ultimi trent’anni e, di conseguenza, la musica tutta.

Sabato 28 Ottobre
Apertura Porte Ore 20:00 – Inizio Concerti Ore 22.00
WILLIE PEYOTE in Concerto
INGRESSO RISERVATO AI SOCICON TESSERA ARCI 2017-2018
CONTRIBUTO ALL’ATTIVITA’ 10€ + D.P.

Willie Peyote (Guglielmo Bruno, classe 1985) è un rapper torinese, uno degli artisti più interessanti e innovativi della scena hip-hop italiana. Oltre ad essere conosciuto come solista, Peyote è la voce del gruppo Funk Shui Project. Avvicinatosi al rap nel 2004, dopo alcuni tentativi con altri generi musicali, fonda il gruppo Sos Clique con Kavah e Shula col quale pubblica diversi demo e un EP intitolato “L’Erbavoglio” nel 2008. A seguito dello scioglimento del gruppo intraprende la carriera solista facendo del cinismo, dell’originalità e dell’autoironia il suo marchio di fabbrica, com’è facilmente intuibile dai titoli dei dischi pubblicati: “Il Manuale del giovane nichilista” del 2011 e “Non è il mio genere, il genere umano” del 2013. Quest’ultimo è stato ristampato, in versione estesa, nel giugno 2014 per l’etichetta discografica ThisPlay Urban. Parallelamente vede la luce anche il primo album ufficiale del gruppo Funk Shui Project. Per la realizzazione del disco, interamente autoprodotto e pubblicato sempre nel 2014, Willie Peyote lavora con una vera e propria band non solo per la fase di composizione dei brani, ma anche per l’attività live. I testi dell’artista sono uno specchio della società attuale. Con i suoi brani accattivanti, ironici ma allo stesso tempo di denuncia, Willie Peyote ha attirato immediatamente su di sé l’attenzione del pubblico e degli addetti ai lavori. Brani come “TmVB”, ovvero “Tutti Mi Vogliono Bene” e “Friggi le polpette nella merda (cit.)” sono diventati dei veri e propri inni underground che raccontano i paradossi del nostro paese in modo scanzonato, sarcastico e divertente. L’artista vive un momento particolarmente felice: ha vinto il premio come miglior autore al concorso “Genova per voi”, il più grande portale di musica italiana Rockit lo ha inserito tra i dieci artisti più interessanti dell’anno e il videoclip del brano “Glik” (che fa riferimento a Kamil Glik, calciatore capitano della squadra del Torino) ha ricevuto più di 230.000 visualizzazioni. Inoltre Peyote è stato il primo rapper a partecipare a VEVO DSCVR (DISCOVER), format inglese dedicato alla musica emergente (ha fatto scoprire artisti come Hozier) arrivato di recente anche in Italia. Peyote ha presentato una versione live del brano “Dettagli”, accompagnato da Hyst alla voce, Paolo “De Angelo” Parpaglione dei Bluebeaters al sassofono e Frank Sativa, anche produttore del pezzo, al beat. Il video di “Dettagli” è quello, relativo al format, con il maggior numero di visualizzazioni.
Infine il tour dell’artista “Hai fatto quattro date e lo hai chiamato tour”, a discapito del nome, ha avuto un grandissimo successo. Il 28 aprile 2015 è stato reso disponibile, in free download sul sito ufficiale dell’artista www.williepeyote.com, “Quattro San Simoni e un funerale”, un EP contenente cinque brani inediti da cui è stato estratto il singolo “Io non sono uguale” (prod. Kavah). Il 22 gennaio 2016 esce “Educazione Sabauda”, l’album che segna la svolta di Willie Peyote: grazie a canzoni come “L’eccezione”, “Io non sono razzista ma”, “C’era una vodka” e un’intensa attività live l’artista torinese vede crescere esponenzialmente consensi e pubblico. Per chiudere il fortunato ciclo dell’album Willie nel 2017 è stato ospite a Che Tempo Che Fa ed ha concluso il tour con doppia data sold-out al CAP10100 di Torino. A maggio 2017 è uscito il singolo “I Cani”, che anticipa un nuovo album previsto ad ottobre, Willie è attualmente impegnato in un tour estivo accompagnato da Frank Sativa & band.

Sabato 4 Novembre
Apertura Porte Ore 20:00 – Inizio Concerti Ore 22.00
POPULOUS + MYSS KETA in Concerto
INGRESSO RISERVATO AI SOCICON TESSERA ARCI 2017-2018
CONTRIBUTO ALL’ATTIVITA’

POPULOUS
Dopo ‘Night Safari’, disco che ha definitivamente consacrato Populous come uno degli artisti e producer più interessanti a livello internazionale, arriva ‘Azulejos’, uscito il 9 giugno per La Tempesta (in Italia) e per Wonderwheel Recordings (nel resto del mondo).
L’album è stato interamente composto a Lisbona ed è la sintesi del nuovo viaggio sonoro di Populous, un ponte ideale fra i ritmi sensuali della cumbia sudamericana e l’elettronica europea. Mixato da Jo Ferliga degli Aucan il disco vanta anche un featuring con Nina Miranda degli Smoke City.

Andrea Mangia aka Populous è un producer e dj salentino che ha esordito nel 2003 sulla berlinese Morr Music. Autore di jingle televisivi e colonne sonore, sound designer per il web, musei e sfilate di moda. Ha lavorato per Imperial, IKEA, Vogue, Vivienne Westwood, Carhartt, Elie Saab, Nissan, Wired, Skoda etc. Ha prodotto e collaborato, tra gli altri, con Teebs, Clap! Clap!, Dj Khalab, Blue Hawaii, Lukid, John Wizards, Simon Scott/Slowdive, Sun Glitters, Larry Gus, Giardini Di Mirò. Nel 2010 vince il “Premio 2061 – La musica elettronica italiana del futuro”. Nel 2014 pubblica “Night Safari”, album che ha avuto consensi unanimi da parte di critica (Pitchfork, Interview Magazine, XLR8R) e pubblico (con brani regolarmente trasmessi da radio cult come NTS, KEXP, Le Mellotron).
Nel 2016 vince il premio di “Miglior artista” all’Italian Quality Music Festivals.

M¥SS KETA
E’ una rapper, popstar, diva definitive: arrivata, ma non sis a esattamente dove. Nata sulle passarelle ma morta in un parcheggio, Myss Keta inizia a brillare illuminata dalla madonnina a suon di “Milano sushi e coca” nel lontano 2013. Da li in poi un successo dopo l’altro, tra cui “in gabbia” (non ci vado), “Burqa di Gucci”, “Le ragazze di Porta Venezia” e “Musica Elettronica” la consacrano ad unica diva e donadella della capitale meneghina”. “L’angelo dall’occhiale da sera: col cuore in gola” è il grande Greatest Hits che raccolglie tutti I grandi successi e alcuni inediti, disponibile online su tutte le migliori piattaforme. Per l’estate 2017 Myss Keta vi invita ad entare nel suo magico mondo estivo con l’uscita dell’Ep “Carpaccio Ghiacciato” 5 canzoni inedite electro-lounge che vi travolgeranno come onde sugli scogli a Posillipi e vi farà venire l’acquolina in bocca come solo un buffet continental di un albergo extralusso riesce a fare. L’Ep, prodotto da Motel Forlanini in collaborazione con La Tempesta, contiene collaborazioni con Riva, Unusual Magic, Carlo Luciano Porrini (Leute) e Populous, che ha prodotto il singolo da cui è tratto il video dell’Ep “Xananas”

Giovedi 9 Novembre
Apertura Porte Ore 20:00 – Inizio Concerti Ore 22.00
JAZZ EVIDENCE
BINKER AND MOSES in Concerto
INGRESSO RISERVATO AI SOCICON TESSERA ARCI 2017-2018
CONTRIBUTO ALL’ATTIVITA’ 12€ – 10 + D.P.

Binker Golding – sassofono
Moses Boyd – batteria

Miglior gruppo jazz ai MOBO Awards 2015 (il più importante riconoscimento per la musica black nel mondo)

Miglior gruppo emergente e miglior gruppo britannico ai Jazz FM Awards 2016 (tra i più importanti riconoscimenti al mondo per la musica jazz)

Miglior gruppo emergente ai Parliamentary Jazz Awards 2016

In soli due anni l’impetuoso duo sax/batteria BINKER AND MOSES ha raggiunto un fedelissimo seguito di fan, grazie ai loro intensi ed ipnotici live-show. L’album di debutto “Dem Ones” è stato registrato in presa diretta nello Zelig Studio di Mark Ronson e pubblicato dalla Gearbox Records. Il disco li ha portati alla vittoria di un Mobo Award nel 2015 e due Jazz FM Award nel 2016. L’attesissimo “Journey To The Mountain Of Forever” vede la luce nell’estate di quest’anno e come il predecessore è stato inciso completamente “live” con attrezzature originali dei 60’s (Studer C37 1/4″ tape machine), presso gli studi della Gearbox Records. Si tratta di un album più maturo ed impegnativo che ha visto coinvolti svariati musicisti della scena jazz londinese. Il sassofonista Binker Golding ha inoltre collaborato con artisti come Four Tet ed insieme al batterista Moses Boyd facevano entrambi parte della band di Zara McFarlane. Dopo la fortunata apparizione al Novara Jazz Festival del giugno scorso, BINKER AND MOSES saranno in tour per la prima volta in Italia a Novembre, queste le date previste:

Venerdi 10 Novembre
Apertura Porte Ore 20:00 – Inizio Concerti Ore 22.00
PUBLIC SERVICE BROADCASTING in Concerto
INGRESSO RISERVATO AI SOCICON TESSERA ARCI 2017-2018
CONTRIBUTO ALL’ATTIVITA’ 20€ – 18€ + D.P.

J. Willgoose, Esq e Wrigglesworth sono I Public Service Broadcasting, un duo musicale con una precisa missione: insegnare le lezioni del passato attraverso la musica del futuro. Sample audio, video tratti da filmati storici e pellicole di propaganda d’archivio, uniti alla strumentazione live sono tutti gli strumenti di cui si avvale il duo britannico. Dopo l’album di debutto del 2013, Inform – Educate – Entertain, esordito al #21 delle chart inglesi e con grande successo di critica, e il secondo lavoro discografico The Race For Space, tra gli album più venduti del 2015, sono pronti adesso a tornare con un nuovissimo progetto. Every Valley, questo il titolo del terzo album dei Public Service Broadcasting, uscirà il prossimo venerdì 7 luglio per PIAS Recordings ed è stato anticipato dal nuovo video e singolo Progress. Diretto da Lucy Dawkins e Tom Readdy, con i quali la band ha lavorato ai precedenti Sputnik e Go!, e prodotto da Yes Please Productions, il video lancia uno sguardo quasi giocoso su un argomento molto serio e pertinente, vale a dire la meccanizzazione e il suo vero posto nel ‘progresso’ dell’umanità. Il video è ispirato ai film sulla guerra fredda degli anni sessanta ed è stato girato in un impianto di prova motore a reazione nel Suffolk con un accenno al passato della band. Infatti il brano d’esordio ‘Spitfire’ parlava della progettazione e costruzione del famoso aereo da caccia. ‘Progress’ inoltre si ispira in modo rispettoso ai Kraftwerk.
Il terzo album dei Public Service Broadcasting ‘Every Valley’ racconta la storia dell’ascesa e poi della caduta del settore minerario del carbone nel Galles del Sud. Anche se potrebbe sembrare un argomento di nicchia a ben guardare rimanda ad un argomento molto più universale: il declino a causa della globalizzazione, della meccanizzazione o di altri fattori, delle comunità una volta prospere ma ora abbandonate e trascurate di tutto il mondo occidentale una volta diventate dipendenti da determinate industrie. J. Willgoose, Esq. racconta: “una delle cose che mi ha entusiasmato di più nel lavorare a questo nuovo album è stata la possibilità di collaborare con diversi musicisti. Ci siamo sentiti onorati e orgogliosi sia che si trattasse di string players o artisti locali come Beaufort Male Choir e Haiku Salut oppure di artisti più affermati come Lisa Jên Brown, Tracyanne Campbell dei Camera Obscura e uno dei nostri eroi James Dean Bradfield dei Manic Street Preachers. Hanno tutti contribuito ad arricchire e migliorare il nostro suono e alla fine questo disco è il meglio che si potesse immaginare.”

Sabato 11 Novembre
Apertura Porte Ore 20:00 – Inizio Concerti Ore 22.30
CHK CHK CHK in Concerto
INGRESSO RISERVATO AI SOCICON TESSERA ARCI 2017-2018
CONTRIBUTO ALL’ATTIVITA’ 15€ – 13 + D.P.

CHK CHK CHK
L’eccentrica band newyorkese punk-funk-dance guidata da Nic Offer torna in Italia per un nuovo fiammante live set. Miscela esplosiva di punk, funk, disco e psichedelia i !!! riescono a fondere perfettamente le caratteristiche del rock con quelle della dance dando vita nei loro live a indimenticabili party infuocati. Non è esagerato affermare che non esiste nessun gruppo avvicinabile ai !!!
Il risultato musicale delle loro numerose e variegate influenze infatti è completamente originale e inedito. Con 5 album incredibili all’attivo, di cui 3 per la celebre etichetta Warp, i !!! (Chk Chk Chk) si sono imposti all’attenzione del pubblico e della critica soprattutto grazie ai loro show dal vivo, un vero concentrato di energia che fonde impulsi dance e funk con una attitudine decisamente punk.
I !!! debuttano nel 2000 con un album intitolato semplicemente !!! per l’etichetta Gold Standard Laboratories. A questo sorprendente debutto fa seguito nel 2004 Il secondo album Louden Up Now, prodotto negli USA dalla Touch and Go e in Europa dalla Warp Records che ottiene un grandissimo successo tanto da portare la band ad aprire i live dei Red Hot Chili Peppers in US. Nel 2007 è poi la volta del bellissimo Myth Takes che consacra definitivamente la band in tutto il mondo. Seguono Strange Weather, isn’t it ? e Thr!!!er fino all’ultimo disco in studio “As If”

Domenica 12 Novembre
Apertura Porte Ore 20:00 – Inizio Concerti Ore 22.00
MICA P. HINSON in Concerto
INGRESSO RISERVATO AI SOCICON TESSERA ARCI 2017-2018
CONTRIBUTO ALL’ATTIVITA’ 13€ – 10 + D.P.

Il folksinger americano più tormentato e acclamato degli ultimi anni
Torna in Italia per presentare il suo nuovo album “Micah P. Hinson presents The Holy Strangers”

Dopo il fortunato tour della scorsa primavera per il decennale di MICAH P. HINSON AND THE OPERA CIRCUIT, il folksinger texano tra gli artisti statunitensi più interessanti degli ultimi anni torna in Italia per presentare il suo nuovo straordinario album MICAH P. HINSON PRESENTS THE HOLY STRANGERS, uscito l’8 settembre per l’etichetta Full Time Hobby.
Definito dallo stesso artista una “modern folk opera”, …PRESENTS THE HOLY STRANGERS percorre e racconta le tappe gioiose e infauste di una famiglia ai tempi della guerra, dalla nascita alla morte. Registrato a Denison, in Texas, il disco raccoglie 14 tracce incise interamente in analogico ed è stato promosso a pieni voti dalla critica internazionale.
Nato a Memphis e cresciuto ad Abilene, in Texas, MICAH P. HINSON è dotato di un songwriting ispirato, sincero e potente, con liriche biografiche di una vita vissuta, un’adolescenza turbolenta nel Texas tra passione, droga, sfortuna e depressione. Una chitarra di matrice folk che non disdegna incursioni lo-fi e punk e una voce che scava nel passato della storia folk blues americana, un timbro profondo indimenticabile che rende ancor più crude e affascinanti le sue canzoni.

Martedi 14 Novembre
Apertura Porte Ore 20:00 – Inizio Concerti Ore 22.30
ZOLA JESUS in Concerto
INGRESSO RISERVATO AI SOCICON TESSERA ARCI 2017-2018
CONTRIBUTO ALL’ATTIVITA’ 15€ – 13€ + D.P.

Zola Jesus arriva al Monk a novembre per presentare l’ultimo album, OKOVI, in uscita l’8 settembre per Sacred Bones.

Per oltre una decade Nika Roza Danilova ha creato a registrato musica con il nome d’arte ZOLA JESUS. Per buona parte di questo periodo i suoi lavori sono stati pubblicati dall’etichetta Sacred Bones. OKOVI, il nuovo album segna la reunion con la storica label. La musica del nuovo album è stata scritta come una pura catarsi, quindi il suono che ne risulta è innovativo, profondo, oscuro e mistico. Alla realizzazione di OKOVI hanno contribuito il compagno di band Alex DeGroot, il produttore WIFE, Shannon Kennedy dei Pedestrian Deposit, ed il percussionista Ted Byrnes. Con Okovi, Zola Jesus elabora una profonda meditazione sulla perdita e sulla riconciliazione.I brani che compongono l’album nascono dalle profondità più oscure e inconsce eppure sono capaci di brillare di una luce unica.

Mercoledi 15 Novembre
Apertura Porte Ore 20:00 – Inizio Concerti Ore 22.30
ANTEPRIMA ROME PSYCH FEST
ARTO LINDSAY in Concerto
INGRESSO RISERVATO AI SOCI CON TESSERA ARCI 2017-2018
CONTRIBUTO ALL’ATTIVITA’ 18€ – 15 + D.P.

Il 28 Aprile 2017 è uscito su per l’etichetta Ponderosa Music & Art con distribuzione Master Music “CUIDADO MADAME”, il primo album di inediti di ARTO LINDSAY dopo “Salt” del 2004. Il titolo dell’album, letteralmente “Attenzione signora”, è ispirato a un film poco conosciuto del 1970, opera del regista underground brasiliano Julio Bressane. Il film racconta degli allegri e brutali omicidi commessi da una cameriera che ammazza una dopo l’altra le sue padrone. CUIDADO MADAME è prodotto dallo stesso Arto Lindsay e dalla sua schiera di musicisti, da Melvin Gibbs a Paul Wilson, Kassa Overall, Patrick Higgins, Ryu Takahashi e Thiago Nassif. Alla base dell’album, ci sono i ritmi di Candomblé, sequenze di percussioni spirituali che provocano possessione e trance. Il processo è iniziato dalle registrazioni degli atabaques in Brasile, su cui Arto Lindsay ha poi scritto melodie e testi in studio a Brooklyn. Quello che era iniziato come un desiderio di allontanarsi dalle chiese sonore Afro-brasiliane e Afroamericane, ha lasciato poi spazio a un disco di canzoni. Altre coordinate sono state fornite dai racconti di prigionia del New England, dalla bolla speculativa giapponese e dal Golfo di Napoli.

“Quando si parla dell’opera omnia di Arto Lindsay, di solito si rileva una netta separazione tra lo spaventoso Arto “Scary” e il seducente Arto “Sexy”.
La musica di Scary Arto è tumultuosa e sconvolgente, una spietata burrasca che sembra scaturire dai lampi e dai rumori stessi di New York. Quella di Sexy Arto è invece calda e leggera, eterea e ammaliante come la luce screziata del Brasile. Entrambe le musiche sono a loro modo fiabesche, entrambe evocano mondi di sogno. Ma ci sono sogni e sogni.
Nel 2014 Ponderosa Music & Art aveva pubblicato una doppia raccolta antologica, e concettualmente provocatoria, dei lavori solistici di Arto intitolata “Encyclopedia of Arto”. Il primo disco era una selezione, o ancor meglio una mappa, dei suoi lavori in solo. Il secondo disco era qualcosa di ancor meno comune: molte delle canzoni del primo disco venivano eseguite dal vivo con la sua inconfondibile e vertiginosa chitarra noise – quella per intenderci di Scary Arto – e poi contrapposte al suo ritmato, subdolamente erotico, stile vocale post-Caetano, ossia quello di Sexy Arto.
La scelta di coniugare Sexy e Scary in un’unica performance era già di per sé un impressionante atto di coraggio. Non posso parlare al posto di Arto, ma la mia interpretazione è che il lavoro fosse l’audace tentativo di disfarsi di questa visione binaria, ossia l’apertura verso un territorio ancora tutto da esplorare.
E da qui arriviamo al nuovo e lungamente atteso album Cuidado Madame, dove la maestria di Arto è in pieno rigoglio. Anche se l’album propende in favore del Sexy, la sua temerarietà ci induce a sbarazzarci dei tediosi concetti dualistici. Qui c’è tutto intero l’inimitabile genio di Arto Lindsay, la sua intera gamma di tessiture musicali, di noise, elettronica, melodia, poesia, sensualità e intelligenza.
Smetterete così di analizzare e di separare. E vi arrenderete. A sogni di ogni tipo.”

Chad Clark
Beauty Pill / Washington, DC / Spring 2017

Venerdi 17 e Sabato 18 Novembre
Apertura Porte Ore 20:00 – Inizio Concerti Ore 22.30
ROME PSYCH FEST – II EDITION
LIARS – LALI PUNA
MOON DUO – ANDREA LASZLO DE SIMONE
INGRESSO RISERVATO AI SOCICON TESSERA ARCI 2017-2018
CONTRIBUTO ALL’ATTIVITA’ 20€ – 17€ + D.P. (a singola giornata)
ABBONAMENTO 25€ + D.P. (fino al 7 ottobre)
ABBONAMENTO 35€ – 30€ + D.P.

LIARS
Dopo una lunga attesa i Liars annunciano i dettagli del nuovo album TFCF, in uscita il 25 agosto per Mute Records, e le date del prossimo tour che toccherà l’Italia per tre concerti.
Angus Andrews, leader dei Liars dopo l’abbandono da parte dell’altro membro fondatore Aaron Hemphill, ha annunciato l’uscita del successore di “Mess” del 2014.
Il nuovo album della “band” si intitola “TFCF” (acronimo di “Theme From Crying Fountain”) ed è l’ottavo disco in 17 anni di carriera.
Andrew ha dichiarato di aver lavorato a questo disco nel suo studio immerso nel verde “contemplando e sperimentando la potenza della natura, tutto quello che stavo registrando nasce senza influenze del mondo esterno, nelle registrazioni accadeva che un uccello piombava sul microfono; qui non c’è molta gente in giro ed è stato cosi tutto intenso da sentirmi fortemente legato a ciò che mi circondava“.
TFCF è una sorta di reinvenzione del paradigma Liars. il confine sfumato tra l’universo elettronico e quello acustico e l’oscillazione tra l’impulso sperimentale e la sensibilità pop sono la prova che le energie creative di Angus rimangono sane e vive come sempre, nonostante le scosse all’interno del gruppo.
TFCF è stato scritto e registrato dai Liars (Angus Andrew), mixato da Gareth Jones e masterizzato da Christian Wright.

LALI PUNA
Si intitola “Two Windows” il quinto album dei Lali Puna, in uscita l’8 settembre 2017 sull’etichetta berlinese Morr Music, a cinque anni da “Our Inventions” che lo ha preceduto.
I Lali Puna sono: Valerie Trebeljahr, Christian “Taison” Heiß e Christoph Brandner. Alla realizzazione dell’album hanno contribuito anche Mary Lattimore, Jimmy Tamborello come “Dntel”, Keith Tenniswood dei Two Lone Swordsmen come “Radioactive Man” e Midori Hirano come “MimiCof”. Realizzato in circa due anni, “Two Windows” è un album composito, che parla di emancipazione e segna un nuovo inizio per la band sia dal punto di vista musicale, sia sul piano lirico. Il disco, infatti, è il primo registrato dopo l’abbandono di Markus Acher (Notwist). Ispirato da sonorità più “club oriented”, “Two Windows” è un album seducente e misurato, in cui un songwriting emozionale si fonde con ritmi più energici, senza rinnegare l’attitudine pop radicata nel sound originario della formazione.
Le liriche della Trebeljahr esplorano argomenti estremamente attuali, come la libertà personale, la presenza sempre più invasiva della tecnologia e la progressiva gentrificazione dei centri urbani. Tuttavia, “Two Windows” non ha un contenuto esplicitamente politico: è un album che non vuole dare risposte univoche, ma invitare gli ascoltatori a osservare la realtà da più prospettive, le “due finestre” del titolo.

MOON DUO
Moon Duo tornano in Italia a novembre per presentare il loro nuovo doppio lavoro discografico “Occult Architecture vol. 1 & 2”.
Occulto è il termine comunemente utilizzato per indicare tutte le cose magiche e soprannaturali, ma la radice della parola occulto è
letteralmente quello che è nascosto, oltre i limiti delle nostre menti.
Se questo è occulto, il quarto album dei Moon Duo “Occult Architecture vol. 1 & 2”, un opus psichedelico in due volumi separati pubblicato nel 2017, è un inno ed un’indagine alle strutture “architettoniche” invisibili che dominano il ciclo delle stagioni e il cammino dal giorno alla notte, dallo scuro alla luce. Il disco suddiviso in due volumi offre infatti uno sguardo cosmico al modello nascosto in tutto il creato, l’Occult Architecture appunto, e riflette sull’armoniosa dualità di queste energie chiare e scure attraverso la teoria cinese di Yin e Yang; un viaggio dall’oscurità alla luce, dal lato ombroso della collina al lato soleggiato, riverberando con tutto ciò che è eterno e infinito nell’architettura infinita e misteriosa in cui entrambe le parti esistono armoniosamente.

ANDREA LASZLO DE SIMONE
Andrea Laszlo De Simone è un’anomalia. È un solista, prima di tutto. Ma è anche una band di sei elementi. È un cantautore, ma cosa significa nel 2017 essere un cantautore?
“Uomo Donna”, il suo primo vero e proprio album, uscirà il prossimo 9 giugno per 42 Records, anticipato dai singoli “Uomo Donna”, “Vieni a Salvarmi” e “La guerra dei baci”, tutti e tre anticipati da tre videoclip particolarissimi ed evocativi seppur nella loro semplicità. “Uomo Donna” è un disco particolarissimo e che vive di contrasti: c’è la canzone d’autore italiana, appunto, e la psichedelia, Battisti e i Radiohead, i Verdena e Modugno, l’influenza di quella che negli anni ’70 veniva chiamata Library music e un tocco post-moderno che lo rende nuovo anche nel suo essere volutamente classico.

Giovedi 23 Novembre
Apertura Porte Ore 20:00 – Inizio Concerti Ore 22.30
TELEFON TEL AVIV in Concerto
INGRESSO RISERVATO AI SOCICON TESSERA ARCI 2017-2018
CONTRIBUTO ALL’ATTIVITA’ 10€ + D.P.

1999: è grazie ad un’amicizia nata ai tempi del liceo, quella tra Joshua Eustis e Charles Cooper, che nasce una delle avventure più preziose nel campo delle sonorità elettroniche degli ultimi quindici anni e passa. Telefon Tel Aviv inizia infatti così: spontaneamente, per amore della musica (i due fin da ragazzi hanno suonato in varie band locali, nella loro New Orleans). Il passo successivo diventa mandare del materiale alla Hefty, label di Chicago punto di riferimento assoluto in America, in quegli anni, per l’elettronica più intelligente e sofisticata. Un invio che sfocia in un immediato contratto e nella release dell’album “Fahrenheit Fair Enough”, anno 2001. Un disco che cattura subito attenzioni a livello mondiale. Inevitabile: nel mondo sonoro di Eustis e Cooper, la galassia IDM (echi di Autechre, Aphex Twin…) si incrocia con insospettabile eleganza con rimandi a hip hop, soul, house.
Il lavoro successivo, “A Map Of What Is Effortless” (2004), affina ancora di più la ricetta, insistendo maggiormente sul lato melodico ed emozionale e aggiungendo in alcuni brani anche cantati veri e propri, in una perfetta traduzione di come potrebbe essere un r’n’b dell’ultra-futuro. La collezione di remix che esce tre anni più tardi, 2007, testimonia la considerazione raggiunta dai Telefon Tel Aviv nella scena musicale – in campo nomi come Apparat e Nine Inch Nails, tra gli altri. Il 2009 segna l’approdo alla BPtich, la label diretta da Ellen Alien: “Immolate Yourself” è un disco molto più scuro dei suoi predecessori ma al tempo stesso, in modo imprevedibile, anche più pop sotto molti punti di vista.
Proprio durante le settimane di uscita in Europa e negli Stati Uniti di questo terzo album, l’attesa sulle mosse successive dell’avventura Telefon Tel Aviv viene spezzata da una notizia drammatica: la scomparsa improvvisa di Cooper. Eustis decide, ovviamente, di mettere in pausa tutto. Riprendendo piano piano a fare musica si dà un altro nome per le proprie release, Sons Of Magdalene, e fa uscire un album (“Move To Pain After Years Of Self-Doubt”, 2014). Ma nel 2016 arriva la voglia, la serenità, la consapevolezza, l’orgoglio di rimettere in campo la sigla originaria: la prima grande avventura è un tour negli Stati Uniti come spalla dei Moderat – nel contempo la Ghostly, l’etichetta di Matthew Dear, Tycho, Gold Panda, Com Truise, sotto molti punti di vista una perfetta “erede” dello spirito della Hefty, ristampa il debutto “Fahrenheit Fair Enough”. Telefon Tel Aviv torna a vivere, con tanto di nuovo materiale in arrivo. Una notizia splendida per tutti. In primis per chi ama la bellezza, la grazia e l’anima nella musica elettronica.

Venerdi 1 Dicembre
Apertura Porte Ore 20:00 – Inizio Concerti Ore 22.00
SELTON in Concerto
PRESENTAZIONE DEL DISCO “MANIFESTO TROPICALE”
INGRESSO RISERVATO AI SOCICON TESSERA ARCI 2017-2018
CONTRIBUTO ALL’ATTIVITA’

Manifesto Tropicale è il titolo del nuovo album dei SELTON uscito il 1 settembre per Universal Music Italia. Con una storia cosmopolita come poche altre che unisce Porto Alegre con Barcellona e l’Italia, Manifesto Tropicale è un lavoro che evolve ulteriormente affinando ritmi, parole e melodie. Le canzoni di Daniel, Eduardo, Ramiro e Ricardo si incontrano e dipanano in una zona non definibile, senza posti di frontiera, brani che sono ricordi, viaggi, legami affettivi e considerazioni sul tempo che, più che passare, crea.
I Selton arrivano da un progetto in cui identità e collettivo sono le parole chiave e nel nuovo disco la movimentata e felicissima confluenza di stili sono parte di un solo linguaggio. Categorie come nuovo o antico crollano, un’essenza contemporanea dove la lingua muta continuamente, anche all’interno di uno stesso pezzo tra l’italiano, il portoghese e l’inglese. È un album che non sta fermo, quello che i Selton hanno messo assieme e alla cui produzione li vediamo ancora una volta al fianco di Tommaso Colliva. Anticipato dal fortunato singolo “Cuoricinici” uscito il 23 giugno scorso, il nuovo lavoro arriva ad un anno di distanza da “Loreto Paradiso”.
I Selton sono Daniel Plentz, Ricardo Fischmann, Ramiro Levy, Eduardo Stein Dechtiar.

Sabato 2 Dicembre
Apertura Porte Ore 20:00 – Inizio Concerti Ore 22.00
CIGARETTES AFTER SEX in Concerto
INGRESSO RISERVATO AI SOCICON TESSERA ARCI 2017-2018
CONTRIBUTO ALL’ATTIVITA’ 20€ + D.P.

Cigarettes After Sex è il collettivo ambient pop composto da Greg Gonzalez, Phillip Tubbs, Randy Miller e Jake Tomsky. A Castelbuono sono pronti ad incantare gli ypsini con il loro sound raffinato, che trae ispirazione da quello di band come Cocteau Twins, Mazzy Star, Red House Painters e Joy Division e tesse atmosfere sognanti con suoni romantici, venature dream pop e sfumature noir. I Cigarettes After Sex hanno raggiunto la fama internazionale nel 2012 con il fortunato singolo Nothing’s Gonna Hurt You Baby, contenuto nell’ep d’esordio I. Il primo album sarà pubblicato quest’anno e, dopo aver aperto le date americane dei Garbage l’autunno scorso, Ypsigrock sarà una delle tappe del loro tour europeo.

 

[Waiting for] Beach Fossils live at MONK Roma 12/09/2017

0

MARTEDI 12 SETTEMBRE 2017

> Open > h20.00

> #NervousConditions _ open act > h22.00

> #BeachFossils _ live > h22.45

———————————————————————–
———————————————————————–

● ● ● BEACH FOSSILS ● ● ●

I Beach Fossils sono una delle più interessanti e quotate realtà della scena indie rock americana. Si sono formati nel 2009 a Brooklyn, trainando la rinnovata scena underground newyorkese. La band è stata fondata da Dustin Payseur, Jack Doyle Smith e Tommy Davidson.

I Beach Fossils insieme a Mac Demarco e DIIV sono stati tra i nomi di punta della celebre Captured Tracks, questo anche grazie al successo dell’omonimo esordio del 2010 e all’ottimo ‘Clash The Truth’ del 2013. Oltre a Dustin Paysesu, vero deus ex machina della band, nel corso degli anni nei Beach Fossils sono passate figure carismatiche della moderna scena indie americana come John Pena degli Heavenly Beat e Zachary Cole Smith dei DIIV.

Dopo due album e vari Ep i Beach Fossils sono passati su Bayonet Records, label di proprietà dello stesso Dustin Payseur che nel corso degli ultimi anni ha pubblicato artisti di gran qualità come Frankie Cosmos, Jerry Paper, Laced, Lionlimb, Red Sea e Warehouse. Il primo album dei Beach Fossils per Bayonet Records è l’atteso ‘Somersault’, anticipato dai video realizzati per i brani ‘This Year’, ‘Saint Ivy’ e ‘Down The Line’.

● ● MORE:
> https://bayonetrecords.com/pages/beach-fossils
> http://www.beachfossils.com/
> https://www.facebook.com/beachfossils
> https://www.instagram.com/beachfossilsnyc/
> http://beachfossilsnyc.tumblr.com/

———————————————————————–

● ● ● NERVOUS CONDITIONS ● ● ●

> https://www.facebook.com/nervousconditionsalright/
> https://soundcloud.com/nervous-conditions

———————————————————————–
———————————————————————–

Monk // C’Mon! // Circolo Arci Roma
Via G. Mirri, 35 – Portonaccio – RM
#staymonk

———————————————————————–

INFO:

Home


06 6485 0987
INGRESSO con Tessera ARCI

———————————————————————–

COME ARRIVARE:

MONK // Via Giuseppe Mirri, 35 // ROMA

 

[Kaos Live Report] Moderat @Ex Dogana 14/07/2017

0

Spesso mi chiedo: “Quanto volte avrò sentito questa canzone?” Non perchè voglia effettivamente documentare o fare statistiche numeriche su quelli che sono i miei ascolti musicali, ma poichè dopo anni mi rendo conto di come l’infatuazione per determinati brani non sembra – fortunatamente – calare e il bisogno di ascoltarli ripetutamente rimane immutato. L’interrogativo salta spesso fuori durante l’ascolto di “A New Error” dei Moderat e qualora iniziassi davvero a quantificare gli ascolti dovrei ragionare su cifre stratosferiche.

Si, perchè da quel lontano 2009 “A New Error” rappresenta uno dei momenti chiave della mio personale incontro con il mondo musicale elettronico “alto” ed è bellissimo vedere come le emozioni che ancora oggi mi provoca non siano minimanente in declino. Capirete allora la mia felicità quando il brano è stato eseguito quasi all’inizio del live tenuto dai Moderat venerdì scorso 14 luglio all’Ex Dogana.

DSC_0334

Passate le 22:00 Sascha Ring (per gli amici conosciuto anche con il nome di Apparat) e il duo Modeselektor formato da Gernot Bronsert e Sebastian Szarzy si avvicina alle console e fa partire il primo brano della serata, tratto del loro ultimo bellissimo album III, “Ghostmother”. L’abbraccio del pubblico romano è caloroso ed euforico come al solito e il trio apprezza tanto affetto, dimostrato anche nella passata data romana dello Spazio 900.
La resa live è ottima e i brani nella loro veste live mantengono inalterate i loro pregi: la basi si sentono nitide, i suoni e la voce di Sasha idem.
Davvero notevole anche l’accompagnamento visivo del concerto con le proiezioni ipnotiche alle spalle dei Moderat durante la performance. Da segnalare “il gioco di braccia” che segue la già citata “A New Error” o la carrellata quasi fumettistica alla Marvel in cui appaiono le iconiche copertine dei dischi sul finale.

DSC_0344

La selezione dei brani è composta principalmente della canzoni di III, intervallati da ottimi momenti di pura trance techno. Non sono mancati i “classici” come “Bad Kingom” e “Rusty Nails” – superfluo dire come abbia reagito il pubblico – anche se personalmente dal vivo credo che niente superi “Milk”: uno dei miei pezzi preferiti dei Moderat e forse uno dei più rappresentativi della loro produzione, eseguito dal vivo prima in solo da Gernot Bronserte poi con il supporto del resto del trio.

DSC_0323

Il pubblico che ha colmato l’Ex Dogana è in quella sorta di magica sospensione che solo la musica di quest’unica e fantastica fusione artistica riesce a generare: passare dalla delicatezza ed emotività del cantato e la melodia, alla possente scarica dei battiti, dall’euforia e il movimento alla sentita partecipazione. I Moderat percepiscono questo stato, queste sensazione da parte del pubblico e ringraziano per il coinvolgimento. Magnifico.

Brano dopo brano “Les Grandes Marches” si chiude in maniera trionfale anche questa volta, lasciando spazio ad un altro culto della scena come Ellen Allien, regalando al pubblico dell’Ex Dogana una serata davvero indimenticabile.

di Alessio Belli

Tracklist:

Ghostmother

A New Error

Running (Remix)

Eating Hooks (Siriusmo Remix)

Rusty Nails

Animal Trails

Reminder

Les Grandes Marches

Nr. 22

Milk

Bad Kingdom

Intruder

 

TROPIPOP Beach Festival Volume 1: la festa estiva che stavate aspettando!

0

TROPIPOP è un’idea prima di tutto; quella di 4 ragazzi ( Elettra, Massimo, Riccardo e Pasquale) che hanno deciso di creare un format ad immagine e somiglianza dei loro modi di vivere le serate romane.
Il primo TROPIPOP non poteva non essere in spiaggia, a Fregene, pieno di musica e di artisti ,con voglia di ballare e e far casino con i piedi nella sabbia, dal tramonto fino a tarda notte.
TROPIPOP, per il suo esordio è ospite del Blanco Beach Fregene Marittima, dove il bar è curato dai ragazzi del Banana Republic; la qualità doveva essere una prerogativa del TROPIPOP, e lo sarà a partire dalla Line Up, selezionata tra le realtà emergenti e non, della scena indipendente Romana:

TA DAH
WES MONK
IRUNA
SAN DIEGO
SO DOES YOUR MOTHER
JONNY BLITZ
BEER BRODAZ
LUCIO LEONI

Il tutto seguito dallo show di ITALIAN STAIL, crew romana che da anni fa scatenare le folle con i suoi mix di musica italiana.

Il TROPIPOP Beach Festival Volume 1 è questo: musica, spiaggia e divertimento ballereccio.

Sabato 15 luglio 2017 dalle ore 17.30, al Blanco Beach Fregene Marittima.

 

[Waiting for] Siren Festival 2017: buona la quarta!

0

Quattro anni non sono pochi per un festiva. Non lo sono specialmente in Italia, figuriamoci in una città di provincia. La maledizione italiana dei festival ha visto nel corso degli anni l’estinguersi di ottime iniziative che si sono eclissate o ridimensionate per le problematiche italiche. Forse non arriveremo mai ad avere un festival paragonabile a quelli europei di maggior grido, ma se in tutta la penisola dovessimo identificarne uno che può averne l’ambizione questo è il Siren Festival.
Il Siren è davvero una bella realtà che nella sua breve storia ha saputo proporre artisti interessanti incastonati nella sublime location di Vasto. I nomi degli anni passati, dopo il primo anno col botto, sono stati sempre ben assortiti e scelti con gusto e ogni volta questo piccolo grande festival è stato sempre una piacevole conferma.

Dal 27 al 30 luglio quindi l’appuntamento per i musicofili è nella città abruzzese. Se dovessi riassumere in uno spot la line-up di quest’anno direi che è un perfetto mix di elegante decadenza e cinica elettronica. Si va infatti dalla pura poetica dei Quattro Quartetti (Mimì Clementi che legge e musica Elliot) alla decadenza romantica dei Baustelle, ai vortici sonori dei Cabaret Voltaire, pionieri dei primi anni 80. Apparat e Trentmøeller sono quanto di più appetitoso nel panorama elettronico attuale e vederli nella stessa rassegna fa davvero scena. Il primo sarà presente con un dj set, il secondo invece incanterà con i suoi synth e sequencer rendendo ammaliante la notte. La vera chicca, però, che DNA Concerti ci ha regalato per questa edizione è rappresentata dagli Arab Strap. Si, ormai lo sapete tutti e avete metabolizzato l’annuncio da quando su sito e social del festival è uscito questo nome. Gli Arab Strap sono bellezza, sono eleganza! Band che vive di diritto nell’Olimpo dei 90’s, aprì in quella decade una porticina destinata a spalancarsi sulla scena scozzese di giovani prodigi. Proprio con Arab Strap e Mogwai partì l’ondata post-rock che devo ammettere stregò anche me. Arpeggi strutturati, spirali di melodie ma anche improvvise graffiate di distorsioni sono il loro marchio di fabbrica e la voce caldissima di Aidan Moffat rende gli Arab Strap una band raffinatissima.

Erano spariti nel 2006 dopo il lungo tour di “The Last Romance”, ultimo lavoro in studio. Il tour toccò Roma e io ero presente: il live fu intenso come sempre ma poi arrivo l’annuncio dello scioglimento. Pensavo di non rivederli più dal vivo e invece eccoli qui. In questi 11 anni Aidan Moffat ha continuato a fare bei dischi specialmente quelli con Bill Wells, fino 2016, data in cui viene annunciata l’uscita di una raccolta e la timida idea di ricostituire gli Arab Strap. Ed è proprio da “Arab Strap” (titolo omonimo del best of) che consiglio di partire a chi non conosce questa band per avvicinarsi ad essa e lasciarsi rapire. Per chi invece, come me è già un loro fan, è un ottimo sunto dell’opera di un gruppo che ha avuto molto da dire nella seconda metà degli anni 90.

Manca poco: prepariamo lettori mp3 e costumi perché davvero il Siren è “letteralmente” una figata e una delle cose più interessanti dell’estate italiana per gli appassionati di musica.

Di Antonio Cammisa

 

[Kaos Live Report] XIU XIU @Monk 11/05/2017

0

Gli XIU XIU al MONK hanno regalato al pubblico romano una performance live davvero indimenticabile: ecco il nostro report!

Pochi ascolti musicali possono definirsi un'”esperienza” e i lavori degli XIU XIU fanno parte di queste preziose rarità. I dischi partoriti da Jamie Stewart sono dei viaggi – spesso da incubo – in cui l’ascoltatore è completamente catturato dal vortice musicale ed emotivo. Non sono ascolti facili, ma vale la pena affrontarli. Stewart negli anni – alternando spesso la line-up del gruppo, il cui nome prende spunto dal film giapponese Xiu Xiu: The Sent Down Girl – ha coniato un sound unico, tra melodie new-wave e industrial, permettendosi anche di rifare – in maniera eccellente – la colonna sonora di Twin Peaks.

Che la forza e l’impatto suscitata dall’ascolto dei lavori in sala di registrazione sia altrettanto forte anche dal vivo? La risposta l’abbiamo avuta l’altra sera al Monk Roma, per la data romana del tour che accompagna il nuovo lavoro della band Forget.

Voglio dirvi subito come la penso: gli Xiu Xiu sono una delle poche band che prediligo live che in studio. Senza nulla togliere alla bellezza di lavori come Knife Play, A Promise o Fabolous Muscles, eppure credo che live la band riesca a sfogare al meglio le sue anime. Se i “lamenti” presenti su disco spesso fanno concludere l’ascolto integrale di un loro album a fatica, nella loro forma live Stewart riesce ad essere isterico ma coinvolgente, lento e sofferto ma altrettanto trascinante. Lo ha dimostrato anche durante il live romano. Fermo immmobile davanti al microfono o scattando da un lato all’altro del palco, in cui è passato senza colpo ferire dalle lente e dolenti ballate accompagnate dalla chitarra elettrica, ai sincopati clangori delle percussioni seguito mirabilmente da Shayna Dunkelman.

Alternando pezzi dell’ultimo lavoro a classici del repertorio, per la gioia del numeroso pubblico, gli XIU XIU hanno regalato una intensa e sentita performance in cui è esplosa in tutta la sua dirompenete carica emotiva la forza ma anche la fragilità di questo bellissimo e unico personaggio del panorama musicale chiamato Jamie Stewart.

SetList:

Petite

Don Diasco

Wondering

I Luv Abortion

Forget

Fabulous Muscles

Jenny GoGo

Hay Choco Bananas

Sharp Dressed Man
(ZZ Top cover)

Get Up

Stupid in the Dark

Sad Pony Guerrilla Girl

Crank Heart

Encore:

I Broke Up (SJ)

 

[Kaos Live Report] Quattro Quartetti – Clementi & Nuccini @MONK 28/04/2017

0

Nel segno della poesia di Eliot, ecco il report della magnifica serata live a firma Clementi-Nuccini al Monk Roma.

Le senti, Corrado, a Cassino le voci dei morti?

O è solo l’impianto che distorce le voci?

Più o meno un anno fa ero sempre al Monk Roma per ammirare il nuovo progetto di Emidio Clementi fuori dai Massimo Volume: i Sorge. Il disco era La Guerra di Domani: un grandissimo lavoro dove Clementi raccontava con la solita e poetica intensità le sue storie, supportato dalle basi di Marco Caldera, produttore e tecnico del suono di Aspettando i Barbari. Se vi ricordate bene, la seconda traccia dell’album si chiamava Nuccini

E’ proprio questo il nome che adesso accompagna Clementi nel nuovo progetto lontano dalla band madre. Adesso – senza dimenticare Notturno Americano del 2015 – è il turno dei Quattro Quartetti di T.S. Eliot con al fianco proprio Corrado Nuccini dei Giardini di Mirò. Un’esperienza discografica e letteraria in cui si recita ed esalta il capolavoro poetico di T. S. Eliot. Quattro Quartetti (per 42Records) è un equilibrato ed appassionante lavoro in cui i versi di Eliot emergono sui tessuti musicali di Nuccini, creando un vero e proprio viaggio dell’anima da ammirare anche dal vivo.

La serata è aperta da Pieralberto Valli e dal suo “Atlas”: tanti applausi meritati alla fine del set. Una breve attesa e i nostri Clementi & Nuccini appaiono on stage. Il primo impeccabile in quell’eleganza fuori dal tempo e con il volume con tutte le opere di Eliot stretto in mano, il secondo pronto ad appostarsi davanti le sue macchine chitarra al collo. La scenografia è dominata dalle proiezioni sullo sfondo ed alcune luci disseminate sul palco. Ed infine ecco i protagonisti dello spettacolo:

Burnt Norton
East Coker
I Dry Salvages
Little Gidding

Declamati magistralmente in un unico e irrefrenabile flusso di bellezza in cui la forza filosofica dei testi s’incide profondamente nella mente e nel cuore di chi ascolta.

Il quartetto preferito di Clementi? I Dry Salvages. Il Nostro ritorna sul palco per raccontarci un aneddoto personale legato alla sua infanzia a San Benedetto ed un tragico naufragio in mare collegato a questo passaggio lirico. Gli ultimi versi e si chiude una serata magnifica, unica che solo la profondità e la delicatezza di Clementi e Nuccini ci potevano regalare. L’ennesima. Ma non ci basta mai.

Testo: Alessio Belli
Foto: Marco Loretucci

 

[Kaos Live Report] Giovanni Truppi “Solopiano” @Auditorium Parco della Musica 29/04/2017

0

Una serata live davvero magica all’Auditorium Parco della Musica sabato scorso: Giovanni Truppi accompagnato “solo” da un pianoforte e le sue canzoni… Ecco le bellissime foto di Alessandro Zompanti!

 

[Kaos Live Report] Notwist @Monk 06/04/2017

0

Un concerto attesissimo, una band che amiamo particolarmente, una serata live che si prospettava indimenticabile. E così è stato: ecco le foto di Marco Loretucci del magnifico concerto di ieri sera dei Notwist al Monk Club di Roma. Emozionatevi.

Setlist:

Signals

Come In

Kong

Boneless

Into Another Tune

Trashing Days

This Room

Puzzle

The Devil, You + Me

Run Run Run

One With the Freaks

Pilot

Encore:

Pick Up the Phone

Gravity

Consequence

Gone Gone Gone

 

Il Quirinetta riapre

0

In arrivo Giorgio Poi, Mecna, Cold Cave, Peter Hook, Davin Degraw

Dopo quasi 70 giorni di #QuirinettaOnTour (con Marlene Kuntz, Temper Trap, Diodato, Dillon), il Quirinetta riapre e lo fa portando sul palco di Via Marco Minghetti una programmazione ricca di appuntamenti tra musica ed eventi, a partire dal concerto di Giorgio Poi il 24 marzo, per proseguire con tre grandissimi nomi della scena internazionale, Cold Cave il 4 aprile, Peter Hook il 7 aprile e David Degraw il 3 maggio… mettendosi ancora una volta al servizio del fermento culturale romano.
“Abbiamo impollinato la città di musica per quasi 70 giorni, portando il suono del Quirinetta in tanti angoli di Roma” dichiara la direzione artistica di Viteculture “oggi siamo felici di tornare a casa, che da quasi due anni come Viteculture abbiamo fatto crescere e visto affermarsi sul podio dei migliori locali italiani. Oggi torniamo #difformi nella proposta culturale (come vi avevamo promesso), e lo facciamo innanzitutto aprendo le porte ad alcuni dei concerti più attesi della stagione… per continuare a portare cultura, musica, teatro ed eventi nel cuore di Roma, per restituire il centro storico della città ai romani”.

Ora dissequestrato, il Quirinetta torna palcoscenico della vita culturale romana, nazionale e internazionale, con Giorgio Poi, Mecna, Cold Cave, Peter Hook, David Degraw e altre sorprese.

Giorgio Poi, Quirinetta 24 marzo. Dopo Calcutta, Giorgio Poi sarà il prossimo tormentone di Bomba Dischi? Nell’attesa di scoprirlo, il cantautore sarà sul palco del Quirinetta il 24 marzo per il release party del suo primo album, Fa Niente. “Ho trascorso in Italia tutta la prima parte della mia vita, fino ai vent’anni – racconta Giorgio Poi – e non m’è mai interessato capirla. Vista dall’interno somigliava tanto a un ricettacolo di cose ovvie, a un contenitore per la normalità, una nebulosa di noia al di fuori della quale sorgevano le misteriose meraviglie estere. Così sono andato a vivere a Londra, dove proporzionalmente a un grande entusiasmo per quel che scoprivo lì, sentivo avanzare una specie di nostalgia, che nel tempo si trasformò in ammirazione idealizzata e totale per il mio paese. Ascoltavo Vasco Rossi, Paolo Conte, Lucio Dalla, Piero Ciampi, cose che avevo sentito da bambino, ma a cui non ero mai tornato attivamente. Dopo alcuni anni quel sentimento non accennava a smorzarsi, ma anzi si acuiva, spingendomi verso quel modo che un po’ mi apparteneva per diritto di nascita. Così ho iniziato a scrivere alcune canzoni in Italiano, una dopo l’altra, ed è uscito questo disco.”

Mecna, Quirinetta 31 marzo. Lungomare Paranoia è uscito quasi all’improvviso, ma ha impiegato pochissimo tempo ad arrivare a tutti i fan di Mecna. Il concerto al Quirinetta sarà il seguito di quello dell’anno scorso… presentando l’artista foggiano live per BASE, la serata di Viteculture che esplora i suoni più avvincenti. Il palco liberty di Via Marco Minghetti ospita così la data romana del Lungomare Paranoia Tour, l’ultimo lavoro di Mecna, sicuramente una delle voci più introspettive e di profilo, in grado di cavalcare i confini tra hip hop di qualità ed elettronica.

Cold Cave, Quirinetta 4 aprile. In un live denso di dark-wave e synth-pop tagliente in un retro futuro sonoro che corre dagli anni ’80 fino ai Nine Inch Nails, Cold Cave sarà uno dei grandi protagonisti della primavera romana. Il cantante Wesley Eisold (AKA Cold Cave), in un articolo di Pitchfork, è stato paragonato a Ian Curtis dei Joy Division per impostazione baritonale e a Matt Berninger dei National per l’intonazione confidenziale. Molto attento e sempre in controllo del suo progetto, Cold Cave si muove fra dark wave, noise e una vena di pop che i fan più intransigenti hanno accolto con dubbio. Privo dalla nascita della mano sinistra, Eisold in A Little Death to Laugh, mormora “Ho perso un ramo sul sentiero della mano sinistra / E non l’ho mai avuto indietro”, con una fusione fra la sua storia personale e l’estetica dark di Cold Cave che spiega perfettamente l’origine della carica emotiva della sua musica.

Cold Cave_Quirinetta

Peter Hook, Quirinetta 7 aprile. Arriva Peter Hook a Roma, per suonare dal vivo due album con lo stesso titolo, ma che sono nella discografia di due gruppi diversi: parliamo di Joy Division e di New Order. Gli album si intitolano Substance e in entrambi c’è il basso di Peter Hook. Per gli amanti di Joy Division e New Order non serve aggiungere molto. Parliamo di due gruppi che sono citati in qualsiasi compendio della musica rock, pop e perfino dance. Joy Division nel post punk più scuro, malinconico e tragico e New Order nella New Wave che sconfinava nella prima elettronica.

Peter Hook_Quirinetta 7 aprile

Gavin DeGraw, Quirinetta 3 maggio. Gavin DeGraw, l’apprezzatissimo autore di “Chariot” e molte altre hit, mercoledì 3 maggio sarà protagonista al Quirinetta di Roma con An Acoustic Evening with Gavin DeGraw: un set dalle atmosfere intime darà ai fan l’opportunità di vedere il cantautore impegnato in versioni essenziali e rigorosamente unplugged di alcuni dei suoi più grandi successi, insieme a rari outtakes mai eseguiti dal vivo, prima di riprendere il tour del suo ultimo album “Something Worth Saving”, uscito lo scorso settembre e trascinato dalla hit “She Sets The City On Fire”.

E poi ancora: 19 aprile Di Martino e Cammarata “In un mondo raro”, 20 aprile Renzo Rubino “Il gelato dopo il tour”.

 

[Kaos Live Report] Duke Garwood @MONK – 23/02/2017

0

Una volta Josh T. Pearson ha detto di lui: “Ciò che di più vicino al paradiso si possa raggiungere con una chitarra.” Lui chi? Duke Garwood, ovviamente. Giovedì scorso lo abbiamo visto live al Monk Club di Roma per una serata di musica davvero indimenticabile. Ecco le nostre foto del live di Mr. Garwood aperto delle bravissime Smoke Fairies: buona visione!

Foto di Alessio Belli

 

Mercoledì 22 Giugno – ASTARBENE is BABABOOM FESTIVAL Launch Party W/ Pakkia Crew & Militant Dandy

0

Mercoledì 22 Giugno 2016 alle 19:00
Jentu e Sealow
di Astarbene
@Radio Kaos Italy [via Eugenio Torelli viollier, 17 Roma]
Ospite: Bababoom Festival Launch Party W/ Pakkia Crew & Militant Dandy

Arriviamo ad un grande appuntamento per il collettivo di #Astarbene!

L’Aperireggae di mercoledì 22 Giugno is Launch Party del Bababoom Festival, che quest’anno si terrà dal 13 al 17 Luglio a Marina Palmense (Fermo), 4 stage e tanti ospiti tra cui Freddie McGregor, Richie Stephens, Mad Professor, I-Tal Skank, Jaka, Mr Joint e Inna Cantina, Baracca Sound, Macro Marco, Raina VillaAda e tanti, tantissimi altri.
#Astarbene vi regala un altro mercoledì carico di reggae music in compagnia di Pakkia Crew, uno dei sound più attivi nella capitale e il giovane Militant Dandy, dalle 18 al chiosco di San Paolo, dalle 19 in diretta su –> www.radiokaositaly.com !

NAH MISS IT !

 

[Kaos Live Report] AINÉ live @ MONK CLUB – 24/05/2016

0

“Dopo la pioggia, col sole tornerai…”. È così che vale la pena iniziare questo articolo su quello che probabilmente è il talento vocale più puro e cristallino della scena italiana soul e neo-soul. Le parole di Ainé nel ritornello del singolo “Dopo la pioggia” scritto e cantato insieme ad un ispirato Sergio Cammariere, fanno pensare proprio ad un simbolico ritorno del sereno nella musica italiana dopo anni di appiattimento nelle produzioni musicali, sia sul versante pop (vittima dello strapotere dei talent show) sia per quanto concerne il panorama indipendente (dove troppo spesso brani anche potenzialmente interessanti non sono supportati da arrangiamenti degni di questo nome o dalla padronanza tecnica e vocale nei live).
“Generation One”, l’atteso primo album di Arnaldo Santoro a.k.a Ainé, è uscito proprio il 24 maggio, in concomitanza con la presentazione ufficiale del progetto al Monk Club di Roma.
Si tratta di un lavoro venuto alla luce dopo vari mesi di gestazione, curato fino all’ultimo dettaglio e prodotto dalla neonata etichetta “Totally Imported” di Francesco Tenti. Il risultato è un eccellente disco di 12 tracce (più la bonus track “Mommy”), impreziosite da featuring con artisti italiani (Ghemon, Sergio Cammariere, Davide Shorty, Gemello) e stranieri (Alissia Benveniste, Kyle Miles) e che ha ricevuto persino l’approvazione del rapper americano Common (protagonista di una jam con Ainé qualche mese fa sul palco del Cohouse).
Una miscela delicata e al tempo stesso esplosiva di neo-soul, hip-hop, pop e soft rock, registrata e mixata nei prestigiosi studi del Forum Music Village dall’ottimo Davide Palmiotto e sotto la direzione e produzione musicale di Pasquale Strizzi, pianista e arrangiatore barese diplomato al Berklee College of Music di Boston.
Abbiamo deciso di raccontarvi “Generation One” direttamente nella sua versione live ascoltata durante il release party al Monk.
Nonostante si tratti di un martedì, il pubblico romano risponde puntuale popolando la sala principale del Monk fin dai suggestivi brani intro “Spirit” e “Madness” che fanno da ponte alla sontuosa apertura con “Dimmi se puoi”, piccola gemma in pieno stile Nu-Soul/R&B, che incanta subito i presenti.
In questo modo Ainé e la sua giovanissima band rompono immediatamente il ghiaccio e conquistano il palco come fossero veterani.
Si continua con “Niente”, riuscitissimo incontro fra groove e melodie pop, per poi passare all’esecuzione di ben cinque brani in lingua inglese (dove forse il vocalist romano da il meglio di sé).

ainé

Di grande impatto la vena profondamente black di “Leave me alone”, il tessuto pregiato e ricco di incastri di “Brighter than gold” e le ballate pop/rock “Be my one” e “Promises”(la prima vicina alle atmosfere di una romantica colonna sonora cinematografica e la seconda che sembra addirittura ricordare la vena acustico/sperimentale di certi brani dei Porcupine Tree), impreziosite dalla chitarra di Alessandro Donadei che interpreta il suo ruolo alla perfezione.
Ainé non può lasciare indifferente, domina il palco da vera star e, benché visibilmente emozionato, non sbaglia nulla. Mai una nota fuori posto, mai una piccola imperfezione, per quello che potremmo definire un controllo vocale e una dote personale valorizzati negli anni anche attraverso lo studio e il confronto quotidiano con realtà internazionali.
Impossibile non menzionare la straordinaria attitudine e il talento dei musicisti che lo accompagnano: Seby Burgio (all’attivo collaborazioni con artisti come Fabrizio Bosso, Francesco Cafiso e Mario Venuti) dipinge sofisticati tappeti al piano e al rhodes che rimandano al percorso di Robert Glasper con il progetto Experiment, alla batteria Dario Panza conquista tutti con una ritmica robusta, personalissima e al tempo stesso raffinata, così come il bassista Emanuele Triglia che non fa mai rimpiangere i colleghi americani che hanno interpretato i brani sul disco.
Sul palco, per un brano, anche l’eccellente trombettista Daniele Raimondi, uno dei giovani talenti più seguiti nel panorama jazz della penisola.
Giunge il momento dei singoli, dove il presente di Ainé abbraccia il suo passato.
“Dopo la pioggia”, il cui originalissimo video diretto dal regista Raoul Paulet ha da poco superato le undicimila visualizzazioni su youtube, va dritto al segno e resta subito nella testa dei numerosi fan presenti; “Cosa c’è” (single track uscita nel 2014) chiude il cerchio e rende magica l’atmosfera coinvolgendo il pubblico che canta a memoria il primo ritornello.
C’è tempo per l’inedito “Dancing for joy” e per una chiusura da pelle d’oca:
il concerto termina con “Nascosto nel buio”, struggente brano dedicato ad un amico scomparso, a metà strada fra il sound di Prince e le delicate melodie del primo Damien Rice.
Con Ainé si sogna ad occhi aperti, il cantante/polistrumentista ci lascia sbalorditi e con un pizzico di amaro in bocca, alla fine di un live magnifico anche se piuttosto breve (circa 50 minuti di show).
Il futuro è alle porte e l’uscita di “Generation One” può davvero rappresentare un cambio di marcia per quanto riguarda la congiunzione fra panorama underground e musica pop in Italia.
Il duro lavoro, la passione e le idee saranno ripagati, su questo non dovrebbe esserci dubbio.
Ad Maiora, Ainé!

Ant De Oto

Il video del singolo “Dopo La Pioggia” feat. Sergio Cammariere:

Link:

 

Mercoledì 20 Aprile – ASTARBENE w/ SensiTree & Mastafire Crew

0

Mercoledì 20 Aprile 2016 alle 19:00
Jentu e Sealow
di Astarbene
@Radio Kaos Italy [via Eugenio Torelli viollier, 17 Roma]
Ospite:SensiTree & Mastafire Crew

Terzo appuntamento il quel di El Chiringuito Libre per il collettivo di #Astarbene!

Oggi appuntamento “Reggae from Castelli” in compagnia delle sapienti selezioni di Riccardino from SensiTree e Dash from Mastafire Crew, che infuocheranno il chiosco di San Paolo a suon di Reggae Music, dal roots al raggamuffin, dal dub alla dancehall in vynil style!
Due realtà e due sound da sempre attivi nella scena grazie alla proposta di numerose serate, abbiamo avuto il piacere di ospitarli entrambi nella nostra vetrina di Radio Kaos Italy e ora non vediamo l’ora di portarveli live!

E non è finita: tante news, gli eventi della capitle e le chicche musicali dei nostri speaker Sealow e Ientu vi aspettano dalle 19 alle 21 su www.radiokaositaly.com e dalle 18 fino a 00 pieni di spritz a Largo Beato Placido Riccardi!

#staytuned #staybene

 

Tre Allegri Ragazzi Morti/Inumani

0

Il 9 aprile l’appuntamento è imperdibile per tutti i romani appassionati della band di Pordenone. All’Atlantico, ore 20.00 in punto, i Tre allegri ragazzi morti (), più vivi che mai, presenteranno al pubblico il loro nuovo album: Inumani.
Dal 1994, la band ci ha condotti in un viaggio costellato da sonorità, che spaziano dal punk rock al reggae, di una semplicità e un’immediatezza pari solo a quella dei loro testi: diretti e frizzanti, ricchi di citazioni a volte velate, a volte palesi.
Dalla copertina psichedelica, dai disegni in stile aborigeno austrialiano, è difficile immaginarsi il contenuto di questi 11 brani prodotti da Paolo Baldini, già loro collaboratore per Primitivi del futuro e Primitivi del dub.

Emblematica è, tuttavia, la sostituzione della “M” del titolo con la runa Mannaz, il cui significato tradizionale è proprio “uomo” e simboleggia l’interdipendenza umana. Un simbolismo che, visto l’ossimoro col titolo, non sfugge di certo agli appassionati e lascia presagire un album ricco di sorprese e – magari! – corredato dalle splendide illustrazioni di Davide Toffolo, marchio ed immagine della band sin dai loro esordi.

L’album è disponibile nei negozi di dischi a partire dall’11 marzo 2016, edito da “La Tempesta Dischi”.
Pre-ordine disponibile presso il negozio “La Tempesta” (http://shop.latempesta.org/product/tre-allegri-ragazzi-morti-inumani); a disposizione 300 copie firmate dal gruppo con l’artwork di Davide Toffolo in omaggio.

M.M.

 

Sab 14 – THIRD MAN IMPOSSIBLE PARTY @Elvis Lives

0

Sabato 14 Novembre 2015
@Elvis Lives – via San Francesco A Ripa, 27 – Roma
dalle ore 18:00

Sabato 14 novembre dalle ore 18 tutti all’esclusivo party di presentazione della Third Man Records Edition Duochrome Film, la pellicola per stampa di polaroid ideata, sviluppata e prodotta in collaborazione con l’etichetta discografica di Jack White!
La particolarità che caratterizza questo prodotto è nei colori con cui i vostri scatti saranno sviluppati:
il  giallo  ed il  nero  , tipici della Third Man Records e della nostra RKI.

3

 “Photography using mechanical means is a beautiful art form. Digital pictures are very portable and easy to make happen, but you can’t hold the photo in your hand, or put it in a family album.
There’s a romantic feeling of pulling a photograph out of a polaroid camera, holding it your hands and showing it to others. It can’t be replaced or replicated.”

Jack White

Gli appassionati e collezionisti che il 14 novembre si recheranno presso la sede di Trastevere di Elvis Lives, potranno acquistare la pellicola ad un prezzo speciale valido solo per questo evento, ma anche soltanto provarla o farsi ritrarre per conservare il proprio scatto come ricordo.

La selezione musicale sarà a cura di Mr Nick Matt III, che proporrà un dj-set ad hoc per l’occasione, interamente dedicato sia alle produzioni della Third Man Records che ai vari progetti di Jack White, fino agli artisti che più hanno ispirato il musicista e produttore statunitense.
A coadiuvarlo ci sarà Masie DW, la dj resident di tutti gli eventi targati Elvis Lives!

 “Since the start of The Impossible Project, we’ve always collaborated with like minded people and companies, and the guys at Third Man really couldn’t be a better fit.
We both celebrate making real things, records and photos you can actually hold and pass around, and all the struggle and pride that comes with it.
The black and yellow film is also one of my favorite things to date, so I couldn’t be happier that we’re releasing it together with such a great partner.”

Oskar Smolokowski, CEO of The Impossible Project

La Impossible Project è la compagnia che, da quando la Polaroid ha smesso di produrre i “film” per lo sviluppo delle foto dei propri dispositivi, ha acquisito i macchinari originali con cui gli stessi venivano creati dalla casa madre, sviluppando una vasta gamma di modelli, dal classico intramontabile ai più particolari e ricercati. La Impossible è l’unica compagnia riconosciuta per la fabbricazione di supporti per apparecchi Polaroid. Iniziata come la missione di chi non voleva che centinaia di milioni di fotocamere diventassero polverosi ed inutili cimeli antichi, la Impossible ad oggi è una società in crescita che vanta più di 140 impiegati sparsi tra Austria, Olanda, Gran Bretagna , Francia, Stati Uniti e Cina facenti capo al quartier generale creativo che invece ha sede a Berlino e che continua nella sua opera di innovazione della fotografia analogica nell’era del digitale. Un’idea ed un progetto che sembravano pressoché “impossibili” ma non del tutto…

 “Don’t undertake a project unless it’s manifestly important and nearly impossible.”

Edwin Land, founder of Polaroid

THIRD MAN IMPOSSIBLE PARTY
PARTY – EXPO – MUSIC – FILMS

Sabato 14 novembre 2015
Dalle ore 18:00

Dj-Set Mr Nick Matt III & Masie DW
Elvis Lives Trastevere
via San Francesco A Ripa, 27 – Roma

Media partner
Nerds Attack & Radio Kaos Italy

4