[Kaos Live Report] June of 44 @Evol club 30/05/2018

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Era tanto che rimpiangevamo e aspettavamo i June qui a Roma. Non dal 44 (of), come indica il nome, ma da una data sicuramente altrettanto remota (non tanto cronologicamente quanto per la scena musicale), il lontanissimo 1999…

Un’era post (rock) ma pre social, pre mode attuali, pre parecchie cose che non girano più come in quei “mitici”(con il senno di poi..) anni 90. Arrivato alle 22:30 in un Evol Club caldissimo, non solo per l’eccitazione degli astanti, e dopo giusto il tempo di assistere a una dignitosa esibizione solinga di Joe Goldring, e in poco piu di 30 minuti il cuore sussulta nel vedere Sean Meadows e Jeff Muller armeggiare come “sailors” navigati con la loro strumentazione sopra un palco che mai mi è sembrato cosi alto vista l’elevatezza dei musicisti che ospita questa sera. Colpisce subito la totale mancanza di prosopopea che contraddistinguerà per tutta la serata il quartetto di Lousville: Fred Erskine che allaccia il suo basso all’ampli come se stesse in sala prove con un pubblico di amici, il servizio catering provveduto dalla loro stesse prole, scene e sensibilità che non appartengono più a alle realtà indie (oramai POPpizzate) contemporanee fatta di pose e zero sostanza.

Poi, come la sigla del dolby surround prima di una proiezione, arrivano i feedback, la pioggia di cymbals di Doug Scharin e sulla loro scia l’arpeggio di Information and Belief. Da quel momento l’Evol si decontestualizza da questa sconcertante e stagnante contemporaneità per tornare a quel turbinio di suoni e rumori che hanno contraddistinto quel favoloso decennio di due decadi fa. Ci sono le urla del pubblico, c’è il pogo, ci sono anche le bestemmie ma soprattutto ci sono Anisette (ANISETEEEE..come si grida all’unisono), The Dexterity Of Luck, Cut Your Face e la favorita di buona parte del pubblico Shark and Sailors. Dopo poco più di un’ora, 2 encore inclusi, il concerto si conclude con un Jeff Muller che dichiara il proprio amore per i fans, con questi ultimi in visibilio per la storica data a cui abbiamo avuto la fortuna di poter assistere. E noi non possiamo che essere ancora più legati a un gruppo che dopo 19 anni è riuscito ad agitare per una notte l’intorpidita scena live romana.

Di Marco Loretucci