[Kaos Live Report ] Manifesto: un’indimenticabile terza edizione!

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Il 23 e 24 marzo è andato in scena al Monk il Manifesto, festival di musica elettronica giunto alla terza – bellissima – edizione. Alcuni scatti delle due magnifiche date!

Di questi tempi abbiamo poche certezze. Alcune arrivano con la primavera: le giornate si allungano, si spera il tempo migliori, cambia l’orario e soprattutto ci si schiera in prima fila al Monk per assistere agli imperdibili live e set delle due date del Manifesto. La rassegna di musica elettronica italiana e internazionale oramai non ha più bisogno di presentazioni e anche nell’edizione 2018 ha assemblato due giorni all’insegna della qualità assoluta, fornendo nottate all’insegna di alcuni dei nomi più significativi del panorama elettronico attuale.

La prima serata è stata aperta dal bel live di Rhò, in cui ha  presentato al pubblico il nuovo lavoro Neon Desert, mostrando a tutti la sua versatilità e talento. Si passa subito senza colpo ferire al Palco A, pronti a farsi rapire dalla bellezza delle immagini e dei suoni di un nome di culto assoluto: Alessandro Cortini. Una performance tutta incentra sul suo ultimo lavoro Avanti. Incredibile come il suo personale passato fatto di vecchie cassette e super 8 diventi un’esperienza di condivisione emotiva condivisa da tutti: i miracoli della musica. Quella bella. Chiusa la sua esibizione ci asciughiamo gli occhi e torniamo dall’altro lato della sala per assistere a cosa combina Indian Wells. Ma la serata ha ancora in serbo due nomi da k.o.: Nosaj Thing e annesso laser show e lo scatenato Bruno Belissimo!

 

Molto bella anche l’apertura della seconda serata, affidata al bravura di John Montoya, capace di destreggiarsi con la stessa abilità tra macchine e violini. Pubblico preso dal suo coinvolgente mood in pochi secondi. Ben scaldati da questa apertura possiamo perderci negli ipnotici e irresistibile ritmi dei Go Dugong. Tra maschere e viaggi sonori – e annesa presentazione dell’ultimo lavoro Curaro – ci si perde nel loro mondo… giusto il tempo per trovarci davanti Omar Souleyman! Difficile spiegare l’esplosione di energia e di euforia generata dal suo live! Una festa – letteralmente – a ritmo di una dabka “rivista” alla sua maniera. Molti lo definiscono “L’Uomo più cool del mondo”: non mi sento di dissentire. Come non posso dissentire riguardo la celeberrima potenza sonora dei Ninos Du Brasil: fortunatamente il Monk è ancora in piedi dopo il loro live. E a chiudere in bellezza quest’indimenticabile edizione del Manifesto ci ha pensato Valerio Delphi. Il tempo di far guarire i timpani e già siamo pronti per la prossima!

 

Foto di Alessio Belli