[Kaos Live Report] Massimo Volume – La caduta della casa Usher@MONK Roma 06/11/17

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Basta scorrere nei precedenti articoli del sottoscritto e tra gli scatti di Marco Loretucci in questo sito per capire quanto entrambi abbiamo a cuore ogni singola attività di quel personaggio raro e speciale chiamato Emidio Clementi. Che sia con i Sorge, o accompagnato dal caro Corrado Nuccini per decantare la bellezza dei Quattro Quartetti di T.S. Eliot non c’è uscita del buon Mimì che non desti interesse e attenzione: figuratevi il nostro entusiasmo nell’apprendere dell’ evento in cui i Massimo Volume tornano sul palco insieme (unico assente Stefano Pilia) per sonorizzare La caduta della casa Usher, capolavoro del cinema muto francese del  1928 diretto da Jean Epstein – sceneggiato insieme a Luis Bunuel – tratto dal celebre e sempre inquietante racconto di Edgar Allan Poe.

Alle 23 in punto, mentre campeggia sul palco il fondale nero con la scritta Un film de Jean Epstein i Massimo Volume si posizionano: Clementi sulla sinistra davanti al suo piano abbracciando il basso, Egle Sommacal di poco distante, e sulla destra Vittoria Burattini circondata dalle sue percussioni. Le immagini partono e con loro i primi battiti e sussurri sonori della band. Il viaggio è iniziato.

In realtà in questa pellicola troviamo non una, ma bensì due storie del Maestro dell’Orrore: la prima è quella del titolo, la seconda è tratta dell’altettanto celebre Il ritratto ovale. Così ecco nelle prime scene il passo affaticato del povero amico di Roderick Usher mentre si dirige verso la dimora diroccata e sinistra di quest’ultimo e della moglie Madeline. Qui subentra la vicenda de Il Ritratto Ovale: le disperate condizioni di salute della povera Madeline sembrano peggiorare ogni volta che il marito prosegue il suo ritratto. Appena il ritratto è concluso, la poverina decede. Le narrazione entra nel suo tratto più spaventoso e coinvolgente, merito anche dei riff e del crescendo con cui i Massimo Volume accompagnano il terrificante percorso della bara della donna nella cripta fino alla successiva rovina della dimora.

In un periodo in cui i nomi più illustri del post-rock ampliano la loro resa live con proiezioni e video (lavorando spesso nel campo delle colonne sonore), i padri del post-rock – e non solo – italiano alzano ancora una volta l’asticella della qualità  musicando direttamente un film muto, dando così nuova linfa ad un’opera del passato, ma sopratttutto producendo qualcosa che è puro Massimo Volume. E non possiamo non gioirne!

Plauso quindi al Monk, che in questo venerdì’ sera romano ha vinto una scommessa proponendo una serata molto ricercata e di livello, e plauso ad una band che ogni volta che si muove non esce mai dal giro della bellezza. Rivederli sul palco insieme dati tempi del tour di Aspettando i Barbari mi ha fatto si molto piacere, ma anche voglio di rivederli tutti insieme il prima possibile!

 

Testo: Alessio Belli

Foto: Marco Loretucci