[Kaos Live Report] Pain Of Salvation – Kingcrow – Aeternum Live @Largo Venue 16/06/18

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Dopo due anni di assenza sul territorio romano, i Pain Of Salvation regalano al pubblico del Largo Venue uno spettacolo carico di intensità ed emozioni, un concerto così emozionante che mancava davvero da troppo tempo.

La band svedese forte del loro ultimo lavoro “In The Passing Light Of Day” uscito il 13 Gennaio 2017, arriva in Italia dopo una spiacevole e lunga attesa in aeroporto in Danimarca, situazione che li porta stanchi sul palco, ma come lo stesso Daniel Gildenlöw dirà durante lo show -“Diamo il meglio quando siamo sfiniti.”  In apertura di serata tocca ai romani Aeternum scaldare il pubblico con il loro Heavy Metal; il set prevede brani inediti e una loro versione di Mr. Crowley di Ozzy Osbourne, prestazione molto convincente e ottima capacità di intrattenere i presenti, unica pecca l’abuso di assoli buttati un pò a caso da parte del bravissimo chitarrista solista, va bene che Yngwie Malmsteen diceva “More is more”, ma quando si sfora nel troppo, il tutto diventa un pò grottesco.

Seconda band romana in apertura, che poi svela l’imminente nuovo album e tour proprio con i Pain Of Salvation, sono gli storici Kingcrow, band con più di vent’anni di esperienza e che subito prepara il campo per gli svedesi; il loro è un progressive che ricorda tanto i Tool, Fates Warning, Marillion e altri che negli anni ’90 hanno fatto grande la scena prog, il tutto condito da una grande cura dei suoni e delle strutture dei brani. Il nuovo bassista e il nuovo album fanno ben sperare in un ritorno col botto, uno show che verrà portato per tutta Europa dal 31 Agosto, la curiosità è alta per il nuovo lavoro in studio. Alle 22:30 spaccate comincia lo spettacolo degli headliner, trascinando il pubblico con tre brani tratti dal nuovo album “In The Passing Light Day”, loro sono stanchi,ma travolgono il pubblico con una carica inaudita, Gildenlöw e il neo reintrodotto Johan Hallgren cantano e inebriano gli ascoltatori, facendoli emozionare con brani tratti dai loro migliori lavori in studio come Linoleum, Rope Ends, Ashes e la chicca inaspettata Inside Out, ma senza dimenticare il loro lato più aggressivo facendo scatenare una lunga serie di headbanging nel pubblico. La chiusura del set vede il brano di protesta Inside tratto da One Hour By The Concrete Lake (arrivato al ventennale dall’uscita) e la strappalacrime In The Passing Light Of Day che porta il pubblico anche a piangere, un brano e un album così pieno di emozioni da scalfire anche l’animo più duro.

Setlist:

  1. Full Throttle Tribe
  2. Reasons
  3. Meaningless
  4. Linoleum
  5. A Trace of Blood
  6. Rope Ends
  7. Beyond the Pale
  8. Kingdom of Loss
  9. Inside Out
  10. Ashes
  11. Silent Gold
  12. On a Tuesday
  13. Inside (Encore)
  14. The Passing Light of Day (Encore)

Report di Giuseppe Negri