[Kaos Live Report] The Soft Moon @Monk Club 22/02/2018

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Non è di certo un segreto che The Soft Moon, il progetto che vede come deus ex machina quel simpatico cervellino di Luis Vasquez, sia uno di quei goiellini riusciti ad imporsi con sempre maggior peso di pubblico e spessore all’interno della scena (neo)post-punk / (neo)dark-wave internazionale.

Scena che ha sicuramente visto negli ultimi anni una notevole impennata di attenzione, un rinnovato interesse, nonchè un copioso fioccare di nuovi gruppi ed artisti, rispolverando quel gusto cupo e lisergico tipico di una certa fascinosissima fetta degli anni ‘80, e che vede oggi quelle specifiche ambientazioni emotivo-sonore toccare un’auge quasi inedita. Potremmo quasi affermare, se non altro per la capacità di Luis Vasquez nel conquistare un consenso sempre maggiore e trasversale, che The Soft Moon possa essere considerato il progetto porta bandiera di questa nuova-nostalgica ondata, in grado di attirare tanto un pubblico consapevole e già radicato all’interno di quelle sonorità, quanto una nuova schiera di fan provenienti dagli ascolti e dai contesti più disparati.

Il passo è stato infatti davvero breve prima che il progetto iniziasse ad ammiccare e sedurre i movimenti affezionati ad una certo qual tipo di elettronica e di techno più oscure, così come l’ambiente (anch’esso in gran spolvero) della neo-psichedelia. Questo perchè di fatto The Soft Moon non si ferma alla mera matrice di cui i generi sopra citati sono la base, ma sperimenta e guarda altrove, reinventando ed attualizzando un suono già di per sè ricco di argomenti ed interesse.

Che tu sia un darkettone della vecchia era, un fighetto dedito alla techno più ricercata, un musicofilo curioso in cerca di spunti, un ascoltatore al seguito delle correnti più interessanti, così come semplicemente un modaiolo a cui piace darsi un tono e vestirsi di nero, The Soft Moon sarà in ogni caso un progetto nelle tue corde. Criminal, l’ultimissimo lavoro uscito proprio lo scorso 2 Febbraio“(nonchè esordio sulla più che celeberrima Sacred Bones NDR), è solo la (ennesima) conferma di una ricetta già ben strutturata e consolidata. Se ad un primo e distratto ascolto il disco può risultare vagamente ridondante, è concedendo maggior attenzione che se ne percepisce tutta la maturità: pur senza stravolgere il messaggio fino ad oggi comunicato, infatti, Criminal risulta una sorta di punto di arrivo, un approdo stabile in cui ogni seme e ramificazione prende il suo giusto posto e la sua giusta dimensione.  Ad amplificare la propria presenza, in particolare, sono una tendenza sempre più spinta verso una certa industrial-techno, così come un’esigenza di distorsione che strizza più che volentieri l’occhio ad una sorta di educatissimo noise. A riprova di questo, come delle ispirazioni alla base del nuovo disco, abbiamo di certo il freschissimo mix realizzato da The Soft Moon per la celeberrima NTS Radio, che in poco meno di un’oretta raccoglie tantissimi spunti succosi ed una massiccia e gustosa dose di cattiveria ( https://www.nts.live/shows/guests/episodes/the-soft-moon-16th-february-2018 ).

È su queste premesse e con i singoloni ancora nelle orecchie che ci siamo diretti al Monk per godere della data romana del tour che sta portando Criminal in giro per l’Europa ed il mondo. Nonostante un’antipatica pioggia scrosciante, il pubblico sembra essere abbondante e caloroso mentre SARIN (anch’esso relativamente fresco di pubblicazione del suo Psychic Stress) prende possesso del palco -sorprendentemente puntualissimo- e dà inizio alle danze della serata. Un costume interamente in lattice copre corpo e volto dell’artista, mentre una tech-acid-EBM sincera e malandrina inizia a far muovere avanti e indietro la testolina delle file in transenna. L’atmosfera sensoriale è di certo quella giusta per tuffarsi nella dimensione emotiva di questa notte, anche con quel briciolo di “veracità” che tutto sommato crea più folclore che scompiglio.

Ma è ben presto tempo di dare spazio ai principi della serata. Già dalle prime note che fanno vibrare cassa toracica e cuoricino, alla terza volta che lo/li vediamo live, The Soft Moon dimostra, anzi ostenta, di aver raggiunto una nuova e trascinante maturità. Questo non certo grazie ad un’imponente scenografia dovuta ad un successo ormai abbastanza importante, nè ad effetti speciali sorprendenti, quanto piuttosto ad una consapevolezza che traspare e conquista, rapisce e fomenta. La formazione è sempre a tre, Luis Vasquez al centro, scatenato più che mai, accompagnato dai fidi Luigi Pianezzola e Matteo Vallicelli (di cui vi consigliamo caldamente il disco da solista “Primo”). Qualche piccola imperfezione tecnica sussiste ancora, ma risulta immediatamente perdonabile dileguandosi in un live emozionante tutto cuore e fomento.

Non vengono ovviamente escluse le possenti hit del passato, ma vista la matrice più “elettronica” a cui Criminal è devoto, il susseguirsi dei pezzi prende una dimensione anche piuttosto ballereccia che sfizia e diverte, rendendo impossibile star fermi a braccia conserte come spesso avviene -tristemente- in questi casi.
Il concerto sembra consumarsi in pochi istanti, lasciandoci soddisfatti, un pò sudati, ma soprattutto con la voglia di replicare ben presto l’esperienza. Quindi Luis, fai una cosa. Ti mettiamo un lettino nel sottoscala di Radio Kaos e vieni a trovarci quando ti pare. Le birrette le offriamo noi.

Testo di Cristiano Latini

Foto di Alessio Belli