PUBLIC SERVICE BRODCASTING @ LANIFICIO 159 – 18 MARZO 2014

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Riuscire ad intrattenere un pubblico di quattocento persone senza aprire bocca? Chiedete lumi ai Public Service Broadcasting, duo londinese che per la seconda volta in pochi mesi (la prima all’Auditorium nell’ottobre scorso) calca la scena romana. In un’esplosione di campionature, magari eccessive, ma assolutamente funzionali alla creazione di un sound quantomeno intrigante, il frontman J. Wilgoose, Esq. trova il modo di comunicare a più riprese col pubblico del Lanificio 159 attraverso il suo immancabile laptop, riuscendo spesso e volentieri a strappare una risata ai presenti (classici come ‘Grazie mille’ e ‘Roma!’ non tradiscono mai). La particolarità dei PSB sta nel riadattare video propagandistici inglesi in bianco e nero (Public Information Films) alla loro musica moderna, infarcita di elettronica e influenze post rock; impresa che, a dirla tutta, riesce magnificamente.
Il biondino, figura quasi stereotipata dell’inglese magro, pallido e occhialuto, alimenta quell’impressione di normalità bevendosi una birra nell’atrio all’ingresso del locale in compagnia dell’altro componente della band, il batterista Wrigglesworth, ritardando così l’inizio del concerto di almeno 30 minuti. E va benissimo così, perché i due dalla prima all’ultima nota del loro breve (ma intenso) concerto non perdono un colpo. Si intuisce da subito che il supporto video alle loro spalle è fondamentale, e ‘London take it’, brano estratto dal loro EP ‘The War Room’, è il primo tuffo della serata nel ritmo coinvolgente del gruppo, testimoniato dall’inconscio movimento su e giù della testa che ci accompagnerà durante tutto l’arco dello spettacolo. Willgoose stupisce da subito per la sua versatilità, imbracciando e ‘strimpellando’ con disinvoltura un banjo mentre ci inonda di samples azzeccati e perfettamente mixati fra loro. La prepotenza di ‘Signal 30’ sposta momentaneamente l’attenzione su Wrigglesworth, solo apparentemente offuscato dal gioco dei ruoli della band, ma in realtà macchina instancabile e base affidabile su cui il suo compagno può svariare in assoluta libertà fra laptop e chitarre. Lo show prende ancora più quota con ‘If War Should Come’ seguita senza pause dalla frizzante ‘Spitfire’, estratta dall’album ‘Informate – Educate – Entertain’ del 2012. Dello stesso lavoro fanno parte ‘Lit Up’, ‘ROYGBIV’, e il pezzo finale ‘Everest’, alla cui introduzione si è addirittura sentito qualche Wooooo di ‘ammerecana’ memoria proveniente dal pubblico, sintomo di come il duo sia riuscito a fare breccia.Willgoose saluta e ringrazia per l’ennesima volta (senza aprire bocca, ovviamente), la gente sfolla con moltissima calma in attesa di un improbabile bis (sempre un buon segno), e qualche aficionado si accalca attorno al banchetto per accaparrarsi magliette, cd e altri gadget a ricordo della serata.Riepilogando, se consideriamo Informate – Educate – Entertain alla stregua di un manifesto d’intenti, direi che per quanto riguarda la parte dedicata all’intrattenimento non possiamo lamentarci.

Di Paolo Sinacore