#Aff2016 – Day #3 – PAT THOMAS // ADRIANO BONO // VAN DE SFROOS // MOSES CONCAS

0

Pronti per la terza giornata di AFF2016!

Come sempre, ritmi globali anche in una serata targata Italia, con la sola eccezione della fantastica afrobeat band del ghanese Pat Thomas.
Prima dell’headliner della serata saliranno sul Folkstage Davide Van de Sfroos, i Reggae Circus di Adriano Bono e il cagliaritano Moses Concas con il suo hip hop condito con reggae e world music.
Nel pomeriggio, spazio al jazz manouche di Angelo Debarre e Miraldo Vidal e dalle 19 sarà attivo anche l’hiphop corner con Oyoshe, Bes & Without e il nostro Ant aka A-Tweed di Tips.

Ovviamente non perdetevi tutte le altre aree, partendo con l’ultimo appuntamento con l’ Aperiworld del 2016, per proseguire tra Spazio Teatro, Spazio Yoga, Volkscamp, BookZone, Rugby Folkfestival, Aff Off e l’immancabile appuntamento del sabato targato Sonarzone.

_______________
Moses Concas
La vena artistica la eredita in famiglia: nonna e mamma gli trasmettono la passione per la musica. Figlio di professori, inizia così a studiare pianoforte, melodiche classica, teoria e solfeggio per poi condirle con il moderno. Determinazione e positività lo contraddistinguono: inizia a farsi conoscere tra le vie di Cagliari ma sono troppi gli ostacoli per proseguire la carriera nella sua terra. Vola così in Gran Bretagna, si fa conoscere e nel 2016 pubblica il primo album Cannonau Spirits, un viaggio tra il Tango e l’Hip hop condito con Reggae e World, ispirato alla vita di strada. Per caso un amico lo iscrive allo show dei talenti in Italia,
vince e torna a Londra. Lì raccoglie i frutti del suo successo. Quello che non ha trovato nella sua terra. Sta di fatto che oggi ha realizzato il suo sogno, quello di essere musicista di hip pop, cultore della musica black, che fa della sua espressione musicale una colonna sonora.

_______________
Davide Van de Sfroos
Nato a Monza, classe 1965, Davide Bernasconi è cresciuto a Mezzegra, nel cuore del lago di Como. Quasi tutte le sue canzoni (e i suoi libri) fanno capo al Lario e al suo spirito profondo. La maggior parte dei testi è pensata, scritta e cantata in dialetto tremezzino (o laghée): una lingua più che un vernacolo, resa ancora più realistica da storie e personaggi assolutamente poetici. Davide vouole portare in giro le storie che ha sentito raccontare e queste storie, gli aneddoti e i personaggi di periferia, di paese, dei bar, di balera, del circolo, storie semplici, poetiche, minime, direi quasi alla Jannacci, sono arrivate ad un
pubblico sempre più vasto, regalando forti sensazioni, emozioni e tanta gioia e festa ai concerti sempre più affollati.

_______________
The Reggae Circus di Adriano Bono
The Reggae Circus è il nome dello spettacolo itinerante ideato e diretto da Adriano Bono, ex-cantante di Radici Nel Cemento. Il motore dello spettacolo è rappresentato dal live-act della resident band del Reggae Circus, la Torpedo Sound Machine, una formidabile macchina del suono che è in grado di sonorizzare ogni tipo di intervento artistico. Così, tra nuove canzoni scritte ad hoc per lo show e vecchi classici del repertorio di Adriano Bono, il pubblico si ritrova improvvisamente ad ammirare il numero di uno sputafuoco sul palco, o un numero di giocoleria, clownerie di ogni genere, una banda marciante che irrompe nel cuore della pista in mezzo al pubblico, un numero di Burlesque o di Belly Dance, acrobazie sopra o sotto il palco e quant’altro, in un susseguirsi vorticoso di mumeri musicali e di arte varia che lasciano gli spettatori con la bocca aperta per lo stupore e in continua fibrillazione.

_______________
Pat Thomas & Kwashibu Area Band
Noto in patria col nome di Golden voice of Africa, Pat Thomas è una delle figure centrali di quella generazione di musicisti che negli anni ‘60 e ‘70, diedero nuova linfa all’highlife, genere musicale nato in Ghana agli inizi degli anni ‘50: caratterizzato da un connubio tra ritmi tradizionali, influssi caraibici e strumenti occidentali e associato, durante il periodo coloniale, all’aristocrazia africana, che attraverso quei suoni riprendeva a suo modo la grandeur delle orchestre da ballo angloamericane.
Fondamentale è, all’inizio della sua carriera, l’incontro con un’altra star dell’highlife, Ebo Taylor: «L’highlife era la nostra musica e quello che artisti come me ed Ebo volevamo fare era modernizzarla, renderla più aderente ai nostri giorni e più funky», afferma Pat Thomas. Ecco allora che i ritmi della musica tradizionale s’innestano in nuovi arrangiamenti per chitarra e voce e si contaminano con afrobeat e sonorità afro-disco. Prodotto dalla Strut, importante etichetta londinese, e realizzato insieme alla Kwashibu Area Band -composta da Kwame Yeboah (Cat Stevens) e Ben Abarbanel-Wolff (sassofinista di antica residenza berlinese già coinvolto con Ebo Taylor), con quartiere generale in Germania, il paese europeo che più di tutti ha avuto un forte impatto su questa formazione artistica- il nuovo live di Pat Thomas ripercorre quasi cinquant’anni di musica, donando nuova luce a un importante percorso culturale, proiettandolo verso il futuro.