[BEST OF 2014] I migliori dischi italiani scelti da Alt!

0

WW020CD_gatefold11) Fast Animals and Slow Kids – Alaska

 

Malinconico, triste, forte, non ha forse il valore musicale di “hybris”, ma è il disco della consacrazione. “Come Reagire al presente” è il manifesto di una generazione.

 

2) Boxerin Club – Aloha Krakatoa012

Il botto che avevamo preannunciato in tempi non sospetti, un album che dimostra quanto ormai anche partendo dal basso si può andare in Europa.

 

0133) Be Forest – Earthbeat

 

Ogni anno Pesaro esporta un gruppo che si consacra, dopo i Soviet Soviet ora tocca a loro, un mese di tour in America. Meritatissimo.

 

4) Testaintasca – Maledizione & Thegiornalisti – Fuoricampo014

Pari merito per i due lati della musica italiana: da una parte i ritornelli ballabili, rock’n roll (vagamente politicizzati) che ti si conficcano in testa, dall’altro la fantastica poesia italiana immersa nella tradizione cantautoriale (con inserti di Beach House).

 

0165) Riccardo Sinigallia – Per Tutti

 

Un ritorno grandissimo per un musicista fondamentale della cultura del pop indipendente. Per tutti e di qualità.

 

6) Giardini di Mirò – Rapsodia Satanicadownload (3)

Un post rock che suona sinistro, cupo intenso, strumentale, ispirato dal film omonimo cult del 1917 con Lyda Borelli, da parte di una delle band italiane più importanti degli ultimi vent’anni.

 

lantern-diavoleria

 

7) Lantern – Diavoleria

Prima La quiete e i Raein, poi i Gazebo e i Fine Before You Came, ora sono i Lantern a essere una delle punte della nuova generazione del punk hardcore del bel paese.

 

8) Havah – Come un assedioa2461895995_10

Va dato un riconoscimento anche alla scena veramente underground, quasi occulta, che qua a Roma fa capo al dal verme, per intenderci. Disco, oscuro, inquietante, nero, bellissimo.

 

edda-nuovo-disco-stavolta-come-mi-ammazzerai

 

9) Edda – Stavolta come mi ammazzerai

Senza veli e peli sulla lingua, Edda ormai è una figura cult della scena musicale indipendente. Troppo riduttivo definirlo istrionico, troppo morbido definirlo cantautore.

 

10) Casa del mirto – Stilla2228620784_10

I ragazzi trentini sfornano un disco che è veramente una chicca nostrana di chill wave. Tempo dieci mesi e stanno sui palchi di mezza Europa.

 

 

 


11) Niagara – Don’t take it personally

In un anno in cui sono usciti dischi di elettronica molto interessanti, il debutto dei Niagara si fa sentire in positivo. Si faranno.

 

12) Gouton Rouge – Carne

Uno dei dischi più sottovalutati dell’anno, un delirio che ricorda i thee oh sees, tra chitarre distorte e batterie dritte. Per veri svalvolati (quali siamo).

 

13) Drink to me – Bright White Light

C’era un po’ di timore che, dopo il precedente “S” e dopo l’ottimo disco di Cosmo, la vena creativa si fosse arenata. Sbagliato.

 

14) Galoni – Troppo bassi per i podi

Il cantautorato folk in salsa Castelli Romani ormai sta diventando quasi un must. “Troppo bassi per i podi” mostra già una maturità stilistica importante rispetto al precedente.

 

15) Non voglio che clara – L’amore finché dura

Un riconoscimento ad un gruppo che passa un po’ troppo inosservato, laddove molta gente fa le stesse cose meno bene ma ottenendo di più.