David di Donatello 2026: trionfa Le Città di pianura.
Ma hanno ancora senso questi premi?
I David di Donatello 2026 hanno confermato una tendenza che ormai conosciamo bene: premiare il cinema italiano con una cerimonia che si muove tra celebrazione e autocompiacimento.

Sì, ovviamente riconoscere il lavoro di tanti professionisti è importante, ma la domanda è sempre la stessa: questi premi servono davvero a dare una spinta al nostro cinema o restano una passerella che alimenta più l’ego e la vanità che l’industria?
Parliamo dei vincitori. “Le Città di pianura” di Francesco Sossai ha trionfato.
Un buon film, per carità, un ottimo film, ma così tanto da vincere così tanti premi (ben otto)?
È una dinamica ricorrente: quando un film piace alla giuria, sembra che tutto il resto scompaia.
Eppure c’erano opere che meritavano un riconoscimento più equilibrato.
E il fatto che sia stato premiato il montaggio è curioso: per quanto il ritmo sia lento e ragionato, altri film avevano un montaggio più innovativo.
“La Città proibita”, per esempio, ha dominato nelle categorie tecniche, e onestamente era più audace in termini di linguaggio visivo.
La fotografia e la scenografia erano meritatissime, ma il montaggio avrebbe potuto premiare proprio questo film, che gioca con i tempi e con la struttura in modo più ardito.
E poi c’è il grande escluso: l’assenza de “La grazia” di Sorrentino tra i premi principali dà da pensare.
Sorrentino è sempre divisivo, ma ignorare il suo ultimo lavoro suona quasi come una presa di posizione.
Sbagliata o giusta che sia, ci ricorda quanto i David siano anche uno specchio di equilibri interni.
E La Grazia, comunque, è un film bellissimo.
Quanto agli attori, Aurora Quattrocchi è una grande interprete, ma il suo film, Gioia mia, non era così eccezionale da imporsi su ogni fronte.
Lino Musella (recuperate la sua interpretazione in Portobello, clamorosa) e Matilda De Angelis sono scelte solide, ma si poteva forse dare spazio a sorprese.
Quindi, a che servono questi David? Ho sempre più l’impressione di anno in anno che la cerimonia sia un rito che si parla addosso.
Servirebbero meno autocompiacimento e più coraggio nel dare voce a una varietà di storie e talenti.
Altrimenti, restano una festa per addetti ai lavori (non tutti però, eh!) che rischia di lasciare fuori il pubblico, quello che paga il biglietto e va al cinema.
E il cinema, quello vero, ha sempre bisogno di arrivare a tutti, non solo a chi applaude in sala.
Ecco tutti i vincitori dei premi della 71ª edizione dei David di Donatello:
Miglior Film
Le città di pianura, di Francesco Sossai
Miglior Regia
Francesco Sossai (Le città di pianura)
Miglior Esordio alla Regia
Margherita Spampinato (Gioia mia)
Migliore Sceneggiatura Originale
Francesco Sossai e Adriano Candiago (Le città di pianura)
Migliore Sceneggiatura Non Originale
Doriana Leondeff, Silvio Soldini, Lucio Ricca, Cristina Comencini, Giulia Calenda, Ilaria Macchia (Le assaggiatrici)
Miglior Produttore
Marta Donzelli e Gregorio Paonessa per Vivo Film, con Rai Cinema, in collaborazione con Philipp Kreuzer per Maze Pictures, Cecilia Trautvetter (Le città di pianura)
Migliore Attrice Protagonista
Aurora Quattrocchi (Gioia mia)
Migliore Attore Protagonista
Sergio Romano (Le città di pianura)
Migliore Attrice Non Protagonista
Matilda De Angelis (Fuori)
Migliore Attore Non Protagonista
Lino Musella (Nonostante)
Miglior Casting
Adriano Candiago (Le città di pianura)
Migliore Autore della Fotografia
Paolo Carnera (La città proibita)
Migliore Compositore
Fabio Massimo Capogrosso (Primavera)
Migliore Canzone Originale
“Ti” – Musica e testi di Marco Spigariol (in arte Krano) interpretata da Krano (Le città di pianura)
Migliore Scenografia
Andrea Castorina, Marco Martucci (La città proibita)
Migliori Costumi
Maria Rita Barbera, Gaia Calderone (Primavera)
Miglior Trucco
Esmé Sciaroni (Le assaggiatrici)
Miglior Acconciatura
Marta Iacoponi (Primavera)
Migliore Montaggio
Paolo Cottignola (Le città di pianura)
Miglior Suono
Gianluca Scarlata, Davide Favargiotti, Daniele Quadroli, Nadia Paone (Primavera)
Migliori Effetti Visivi – VFX
Stefano Leoni, Andrea Lo Priore (La città proibita)
Miglior Documentario – Premio David Cecilia Mangini
Roberto Rossellini – Più di una vita, di Ilaria de Laurentiis, Andrea Paolo Massara, Raffaele Brunetti
Miglior Cortometraggio
Everyday in Gaza, di Omar Rammal
David Giovani
Le assaggiatrici, di Silvio Soldini
Miglior Film Internazionale
Una battaglia dopo l’altra, di Paul Thomas Anderson
David dello Spettatore
Buen Camino, di Gennaro Nunziante
David alla Carriera
Gianni Amelio
David Speciale
Bruno Bozzetto
Premio Speciale Cinecittà David 71
Vittorio Storaro
Articolo Giovanni Lembo