Lunedì 15 febbraio – HELLO VINTAGE ospita “Miss Frances Belle” & “Emiliano Sicuro”

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Lunedì 15 febbraio 2016 alle 16:00
Pepper di Hello Vintage
@Radio Kaos Italy [via Eugenio Torelli viollier, 17 Roma]
Ospiti: “Ginger Bread Head” & “Paolo Stella”

E dopo la splendida puntata sul vintage hairstyle non poteva mancare la puntata sul vintage make up!
A svelarci tutti i segreti per uno stile alla Grace Kelly avremo con noi in studio Miss Frances Belle di Retrorama Vintage Affair. Truccatrice specializzata in vintage e in cosmetica biologica, si occupa di consulenza di stile retrò per eventi, shooting, sfilate, dal trucco all’accessorio rigorosamente d’epoca.
Insieme a lei avremo Emiliano Sicuro della Lab Costume, esperto in costume d’epoca e vintage.
Emiliano ha lavorato come costumista per l’opera, la prosa, l’alta moda.
Miss Frances Belle ed Emiliano collaborano insieme per offrire una consulenza vintage a tutto tondo!
Non perdetevi i loro preziosissimi consigli!

Lunedì 15 Febbraio – KUTSO & THE KING parla della truculenta storia di…San Valentino

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Lunedì 15 Febbraio 2016 alle 21:00
I Kutso(Donatello, Luca e Simone) & The King di KUTSO & THE KING
@Radio Kaos Italy [via Eugenio Torelli viollier, 17 Roma]

Cari piccioncini che il 14 Febbraio festeggiate la festa di San Valentino regalandovi completini intimi di Yamamay e/o Smartbox (che probabilmente userete tra qualche mese con un altro partner), conoscete per caso la truculenta storia del martirio di San Valentino? E sapete perché il destino, beffardamente, volle che il suo culto sia stato in seguito associato alla festa degli innamorati?
Correva l’anno 273 d.C.: il centurione romano Sabino, pagano, e la giovane Serapia, cristiana, decidono di sposarsi per coronare il loro sogno d’amore in barba alla famiglia di lei, che osteggiava le nozze…a celebrare il rito è chiamato proprio il nostro eroe, San Valentino, che alla veneranda età di 97 anni accetta di unire in matrimonio i due amanti…che bella storia…se finisse così!
Peccato che Serapia, malata da tempo, muoia proprio durante le nozze, seguita immediatamente dal suo novello sposo, il cui cuore non resse al fulmineo trapasso dallo status di scapolo a quello (inusuale) di neo-marito-vedovo.
E non finisce qui! Già perché il vegliardo San Valentino, nel bel mezzo di questa tragedia, venne arrestato (aveva infatti celebrato un matrimonio illegale) e trascinato lontano dalla città, sulla via Flaminia, dove un legionario (dall’ossimorico nome di Furius Placidus) lo giustiziò mozzandogli la testa.
Queste cose i Baci Perugina non ve le raccontano.
Noi si.

KUTSO & THE KING, lunedì alle 21.00 su www.radiokaositaly.com

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Rock satanico: l’esoterismo sulle note di una chitarra

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Dai suoi albori, la musica rock ha incontrato sostenitori e deprecatori, ma mai nessun altro genere musicale ha subito le sue stesse accuse di satanismo e istigazione alla violenza.

Non vi sarebbe nulla di strano, se non fosse che ancora oggi – a circa 60 anni dalla nascita della musica rock – esso viene indicato come la “musica del diavolo”, definizione attribuita anche ai suoi sottogeneri e ai suoi “discendenti”.

Ma cosa ha contribuito a trasformare il rock nella musica satanica per eccellenza?
La storia della sua cattiva fama comincia dai primordi della musica rock: tra gli anni ’30 e gli anni ’40, nasce una nuova tipologia musicale, il rock’n’roll. Il termine, solo successivamente utilizzato per indentificare questo genere, nasce nelle comunità afroamericane nel XVIII secolo per indicare i balli o i movimenti sessuali. Sarà Alan Freed ad utilizzarlo nel 1951, per indicare il nascente genere musicale che prevedeva l’utilizzo della chitarra elettrica.

Già le premesse, per una mentalità conservatrice come quella ecclesiastica, non erano eccellenti, ma il passaggio da semplice genere musicale a sonorità satanica si ha nel 1967, quando i Beatles pubblicano l’album Sergeant Pepper’s Lonely Hearts Club Band.

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Niente di particolarmente esoterico o con richiami espliciti a una religiosità differente da quella convenzionale, perlomeno nei testi. Il problema risiede nella copertina, in cui il gruppo inglese fa ritrarre tutti i “volti delle persone che amiamo ed ammiriamo” (R. StarR), tra cui quello dell’occultista Aleister Crowley.

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Le teorie di Crowley erano molto in voga negli anni ‘60/70, specie negli ambienti rock, per la natura trasgressiva dei suoi insegnamenti. Non è difficile immaginare come, nel clima rivoluzionario dell’epoca, un pensiero come quello di Crowley, che predicava la liberazione degli istinti e l’affermazione dell’espressione dell’uomo sopra ogni regola, facesse presa sui giovani desiderosi di distaccarsi da ogni forma di repressione sociale.

Crowley appare spesso nella storia del rock, o perché i membri delle band erano attratti dalle sue idee – come il leader dei Led Zeppelin, Jimmy Page, che cita il motto di Crowley “Fa ciò che vuoi” sulla copertina dell’album III –, o per pura citazione nei testi dalle sue opere, o semplicemente perché la simbologia da lui utilizzata faceva parte di un bagaglio culturale ed esoterico che stava tornando in voga ed esercitava fascino sui membri delle varie rock band.

Non va dimenticato, infatti, che il genere rock nasce come movimento musicale di rottura dalla musica canonica, sia che si intenda la musica da camera, sia che si parli di musica leggera.
A livello puramente tecnico, oltre ai differenti strumenti introdotti dal genere, come la chitarra elettrica, esso presenta una differenza sostanziale da ogni tipologia acustica fino a quel momento prodotta: il movimento musicale è frenetico, martellante, ricco di sonorità arcaiche e tribali; si riteneva che la struttura in misure sincopate in chiave di sol, producesse una disintegrazione isterica della psiche umana e un accrescimento della tensione emotiva, che istigava alla violenza.

Se alla liberalizzazione degli istinti inneggiata dai testi e all’utilizzo frequente di allucinogeni che accompagnava l’ascolto di tali melodie, aggiungiamo l’evoluzione esoterica di alcuni “generi-figli” del rock promulgata da gruppi come i KISS o i Black Sabbath, non è difficile immaginare come e perché esso sia stato per lungo tempo proclamato “musica del diavolo”.

Le motivazioni, di cui qui abbiamo fornito un sunto, sono largamente esposte nel libro Il Rock’n’roll – Violenza alla coscienza per mezzo dei messaggi subliminali del sacerdote Jean Paul Régimbal (1983), in cui l’autore esplica molto chiaramente le sue opinioni sul genere.

Nonostante gli strafalcioni tecnici e le teorie assolutamente fantasiose dello scrittore, il volume offre uno sguardo chiaro di come l’ambiente clericale percepisse il rock.

Noi, d’altronde, possiamo solo analizzare tali teorie e goderci una bella disintegrazione psichica e aumento emotivo al ritmo di We will rock you.

Il rock kaotico che vi proponiamo oggi:

13:00 KAOS LUNCH ——————> #SPORT #RISATE #CAZZEGGIO
15:00 L’ ALMANACCO DEL RISVEGLIO –> #OROSCOPO #RISVEGLIO
16:00 HELLO VINTAGE —————> #VINTAGE
18:00 #DISORDER ——————-> #SPERIMENTAZIONE #NONTEL’ASPETTAVI
19:00 NEWS DEL CASCO ————–> #NEWS #TUTTOLOGIA #ENERGIA
20:00 AUDIOVIDEODISCO ————-> #SARCASMO #STREETLIFE #MUSICA
21:00 KUTSO & THE KING ————> #STROPICCIARSILEORECCHIE #IRONIA
22:00 FLAYR PROJECT ONAIR ———> #DRINK #MISCELAZIONE #BUONBERE
23:00 TIPS! ———————–> #WORDWIDE #CONTAMINAZIONI