NADA: il 18 Gennaio esce “È UN MOMENTO DIFFICILE, TESORO”

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Il nuovo album di inediti

S’intitola “È UN MOMENTO DIFFICILE, TESORO”, il nuovo disco di inediti di NADA, in uscita il 18 gennaio 2019 per Woodworm Label / distr. Artist First. Il nuovo lavoro discografico, anticipato dall’uscita del video e singolo “Dove sono i tuoi occhi”, vede il ritorno alla produzione di John Parish (già produttore di PJ Harvey, Eels, Giant Sand, Afterhours ed altri), che torna al fianco di Nada dopo lo splendido lavoro fatto nell’album “Tutto l’amore che mi manca” (2004).

Protagonista della musica italiana, interprete e autrice dalla classe e dalla sensibilità uniche, fin dai suoi esordi Nada firma alcuni dei grandi successi italiani divenuti internazionali. La sua “Senza un perché”, ad esempio, è stata recentemente inserita da Paolo Sorrentino all’interno della colonna sonora della serie TV “The Young Pope”, un successo mondiale distribuito in oltre centoquaranta paesi.

Management | Label: Woodworm

www.woodworm-music.com

Edizioni musicali: Sugar Music

www.sugarmusic.com

Distribuzione: Artist First

www.musicfirst.it

Ufficio Stampa: Big Time

www.bigtimeweb.it

Booking: Locusta

www.locusta.net

Foto: Claudia Pajewski 2018

Ken di Destroyer è un disco imperdibile

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ken  conferma Destroyer come una delle voce più potenti e ispirate in circolazione. Ascoltare per credere…

Uscito oggi venerdì 20 ottobre per Merge Record, ken di Destroyer ci mostra un Dan Bejar in forma smagliante.

Su un tappeto synth-pop molto anni ’80 la meravigliosa voce del cantautore di Vancouver racconta le sue indimenticabili vicende tra demoni e sentimenti. Imperdibile. Nell’attesa di ulteriori approfondimenti, potete ascoltare il tutto qui:

Katatonia – “The Fall Of Hearts”

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I Katatonia sono tornati con il loro decimo album “The Fall of Hearts” in uscita il 20 Maggio per Peaceville Records.
“The Fall of Hearts” è un viaggio coinvolgente e spesso disarmante attraverso i più cupi inverni metafisici, ma le vostre guide attraverso la nebbia hanno fiducia a sufficienza nei loro cuori per assicurare che l’esperienza è al tempo stesso estremamente arricchente e completamente diversa da quello che il mondo ha da offrire. L’inevitabile scomparsa dell’umanità è ormai incombente, ma i Katatonia continuano a scrivere grazie a gocce vitali di speranza dalle fondamenta della nostra caduta collettiva.
L’album si apre con “Takeover” che ben delinea il sound che avrà tutto il CD, con riff di chitarra estremamente potenti sorretti da un tappeto armonico creato dalla sempre eccellente voce di Jonas Renkse. Seguono le due power ballad “Serein” e il primo singolo rilasciato ”Old Heart Falls” che ammorbidiscono l’ascolto portando alla luce temi importanti per la sopravvivenza dell’umanità. La quarta traccia “Decima” è un prolungamento della precedente, cominciando sul fondo finale per poi ripartire con un tema che all’ascolto sembra essere un evoluzione di quello presente in “Old Heart Falls”, brano per lo più acustico con intermezzi elettrici che ricalcano delle sfumature sulla linea vocale. “Sanction” risulta essere uno dei pezzi più oscuri, soprattutto grazie alle melodie e alla potenza delle chitarre, il tutto sorretto da dei cori che rendono il tutto più funesto. “Residual” sviluppa un sound molto 70’s con scelte ritmiche, melodiche e sonore che richiamano al progressive rock di quegli anni, espediente che sia loro che Opeth utilizzano da vari album, per salire di dinamica e tornare sul versante Progressive Metal nel bridge centrale; verso caratteristico è “And I’m ready to go if you’re already there”, fulcro di questa partenza verso un luogo dove forse la speranza vi è ancora. “Serac” continua il tema del viaggio e dell’attesa con un inizio decisamente potente che poi sfocia in un tema di chitarra accompagnato da tastiere e da arpeggi di chitarra, il tutto per poi sfociare in uno dei primi assoli presenti in questo album. “Last Song Before The Fade” affronta il tema della trascendalità che poi viene continuato e ripreso in “Shifts”, brano che termina ciò che è cominciato nel precedente per terminare poi con un fade che porta a conclusione il tema. “The Night Subscriber” affronta il tema spirituale e tutte le preoccupazioni legate alla propria anima riflettendo su ciò che può influenzare essa stessa; a livello musicale il brano è un mix di break puramente Metal con intermezzi ambient e molto melodici, caratteristica dei Katatonia. “Pale Flag” sembra far riflettere sulla situazione in cui versa il mondo, il tutto osservato dalla propria tomba il tutto enfatizzato dalle armonie di un brano per la maggior parte acustico. “Passer” è l’ultima traccia e comincia con un assolo di chitarra trascinando il brano sul versante metal che rende il brano simile ad un ultimo appunto sul proprio testamento contemplando ciò che ora è il mondo e come sarebbe potuto essere.
Questo album risulta essere la pietra portante della loro carriera già costellata da grandi successi, “Old Heart Falls” sarà certamente uno dei migliori album del 2016 oltre ad essere già uno dei migliori lavori della carriera dei Katatonia.

Giuseppe Negri
Consigliato: Si
Voto: 5/5

“The Fall Of Hearts” tracklist:
Takeover [07:09]
Serein [04:46]
Old Heart Falls [04:22]
Decima [04:46]
Sanction [05:07]
Residual [06:54]
Serac [07:25]
Last Song Before The Fade [05:01]
Shifts [04:54]
The Night Subscriber [06:10]
Pale Flag [04:23]
Passer [06:25)

Jonas Renkse – Vocals
Anders Nyström – Guitar
Roger Öjersson – Guitar
Niklas Sandin – Bass
Daniel Moilanen – Drums

Haken: “Affinity”

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La progressive metal band inglese Haken sta per tornare con un nuovo album che segue la scia dell’EP “Restoration”, uscito due anni fa con il nuovo membro Conner Green al basso. “Affinity” è stato sapientemente lanciato tramite un sito web in versione 8-bit, il tutto interattivo, dandoti la possibilità di interagire e scoprire e tracce del brano e piccole snippet inserendo la password “Verbatim”. Il disco uscirà il 29 Aprile per la Inside Out Music ed ha già due singoli all’attivo con video ufficiale, “Initiate” e “The Endless Knot”, che hanno riscosso successo tra i fan del progressive metal.
Gli stessi membri della band hanno affermato durante questi mesi un ritorno al passato, portando quelle sonorità old school prog nella modernità: beh, in questo album si possono trovare molti riferimenti a band storiche come Rush, Camel, Phil Collins e Genesis, Dream Theater (del periodo “Awake”) ed altri colossi del prog. In brani come “Initiate” e “1985” ci sono chiari riferimenti al passato sia dal punto di vista melodico sia dal tipo di suoni utilizzati, soprattutto dal tastierista Diego Tejeda, senza mai disdegnare intermezzi più “Djent” con dei break ritmici complessi e strutturati. Il brano “Lapse”, quarta traccia dell’album, inizia con un arpeggio e strofa decisamente anni 80, con un ritornello aperto e molto melodico per poi evolversi in una sezione prog-funk nella seconda strofa e negli assoli di tastiera e chitarra. La traccia “The Architect” è il classico brano Haken, quindici minuti di puro progressive metal con poliritmie, blast beat, synth e tempi dispari con l’aggiunta di voci in growl a metà del brano. Decisamente la traccia dal lato più oscuro di tutto l’album con un break fortemente influenzato da armonie e ripetizioni del tema di chitarra alla King Crimson, insomma, una gioia per le orecchie. Nel brano “Earthrise” è forte l’influenza di Phil Collins nelle strofe del brano che poi culminano in un ritornello che cattura l’attenzione dell’ascoltatore grazie alle sue melodie molto anni 80′. La traccia conclusiva “Bound by Gravity” risulta essere una power ballad carica di armonie alla “Visions” con parti acustiche ed un finale con obbligati per nulla banali e carichi di melodia.
Gli Haken ormai sono diventati sempre più il volto del progressive metal moderno e con questo album stanno incastonando man mano i diamanti nel loro anello con album sempre nuovi e performanti. Un album che vi lascerà un senso di soddisfazione massima al termine dell’ascolto tanto che non riuscirete a smettere di ascoltarlo una volta terminato. “Affinity” vi conquisterà e per darvi un assaggio, vi lasciamo con il video del loro primo singolo “Initiate”.

Voto: 5/5
Consigliato: Sì

Giuseppe Negri

Martedì 5 Aprile – 45 SEKKI ospita “Paolo Noise” dei Punkreas

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Martedì 5 aprile 2016 alle 17:00
Drastiko di 45 Sekki
@Radio Kaos Italy [via Eugenio Torelli Viollier, 17 Roma]
Ospite: Paolo Noise (Punkreas)

Un ritorno in grande stile dalle vacanze pasquali per l’appuntamento solito con il Drastiko: a 45 SEKKI oggi l’ospite è Paolo Noise della storica band Punkreas!
Ormai amici di Radio Kaos Italy, i Punkreas pubblicheranno il 22 aprile 2016 il nuovo album intitolato “Il lato ruvido” di cui hanno già anticipato i featuring con Lo Stato Sociale,
 Modena City Ramblers, Tito Faraci e Shiva. Per tutto il resto connettetevi oggi alle 17.00 su www.radiokaositaly.com e ascoltatevi questa super puntata di 45… SEKKI!

Subliminal Crusher: dopo tre anni, il nuovo album

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La scena Thrash/Death Metal italiana si arricchisce di un nuovo album: “Darketype”.La terza opera dei Subliminal Crusher (https://www.facebook.com/SubliminalCrusher) è uscita per conto della REVALVE RECORDS () in distribuzione mondiale dal 18 Marzo 2016.

In attesa della versione Jewel Case, in distribuzione dal 5 maggio 2016, parliamo un po’ di questo album che risulta un ritorno alle origini della Metal Band di Terni.

Il progetto dei Subliminal Crusher comincia nel lontano 2002. La formazione definitiva dei membri della band (Jerico – basso, Emiliano – voce, Rawdeath – batteria, Marco – chitarra, Lorenzo – chitarra) si avrà solo nel 2013, ma la band non ha, nonostante i cambiamenti dei membri, mai perso il suo sound originale.
Una continuità riscontrabile anche in DARKETYPE, di cui proponiamo il singolo di presentazione: Archetype.

Un titolo, un programma, visto che il brano stesso porta a una breve riflessione sulla fine e l’inizio di un ciclo, come se I Subliminal Crusher, dopo tre anni di silenzio, volessero dirci: “Ehi, ragazzi: siamo ancora qui, completamente nuovi, ma siamo sempre noi”. Ogni fine risulta un nuovo inizio, dal vecchio nasce il nuovo, ma raccogliendo l’eredità di ciò che sono stati.
L’archè, il principio e l’origine del mondo (“This is the Archetype of world”, annuncia la canzone) viene riproposto in chiave “Dark”, come presuppone il titolo dell’album. Un principio di un universo oscuro, sintetico e intriso di simbolismo.
Non vogliamo dilungarci molto, meglio lasciar parlare la musica e goderci questo nuovo inizio dei Subliminal Crusher.

M. M.

Wolfmother: “Victorious”

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Il nuovo disco dei Wolfmother è disponibile dal 19 Febbraio e dopo molti ascolti ci siamo fatti un’idea. Il loro tipico sound anni 70 non li abbandona mai ed in questo album sono presenti contaminazioni sempre più forti che richiamano i Led Zeppelin, sopratutto nel brano “Best of A Bad Situation”. Se ciò che si cerca è un sound graffiante e molto old school, con i Wolfmother non ci si può mai sbagliare, specialmente ascoltando i brani “Gypsy Caravan”, “Victorious”, “Simple Life” (uno dei brani più velenosi di tutto il CD) ed “Eye of the Beholder”. Il brano “Baroness” ci fa viaggiare in quelle ambientazioni blues-rock tipiche dei Cream ed Iron Butterfly con un ritornello davvero accattivante; il brano “Pretty Peggy” è sicuramente il più radiofonico, ma assolutamente nel senso più positivo possibile in quanto risulta essere una ballad romantica dalla struttura e dalle melodie praticamente perfette.
Un album che piacerà sicuramente ai fan del rock anni 70, dei riff accattivanti e delle armonie piene di significato e mai banali. Andrew Stockdale ritorna alla grande con questo album che suona old school, ma mai vecchio, senza rinunciare al suo stile e alla sua personalità.

Wolfmother “Victorious”
Voto: 4,5/5
Consigliato: Sì

Giuseppe Negri – Heavy Time

[Kaos Live Report] Johnny DalBasso + The Bone Machine live @ Le Mura – 25/02/2016

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Il giovedì sera, quando piove e la settimana ha bisogno di un’altra giornata di sforzo per finire, prendi l’autobus e vai a Le Mura, dove ad aspettarti c’è quel rumore cattivo che punzecchiandoti i nervi te li distende.
Sul palco sale un ragazzo in bretelle che imbraccia la chitarra. Piede destro sulla cassa e sinistro sul rullante della sua batteria artigianale, Johnny DalBasso è pronto per un live importante, quello che presentare il suo album appena uscito, “IX”. Lo conosciamo bene noi di Radio Kaos Italy e anche questa volta ci ha fatto scatenare coi nuovi brani che già sappiamo a memoria. Poi, un conto è averlo ospite durante le trasmissioni, un altro è essere noi ospiti del suo habitat naturale dove il volume può alzarsi e gli strumenti possono essere picchiati in malo modo. Johnny è una vera furia ma sa come trattare il suo rock’n’roll che è energia ma anche delicatezza trasudata dal blues sempre presente e dalla sua voce sì graffiante, ma piena di passione.
Johnny DalBasso è una macchina da guerra e a noi piace tantissimo.

E se la serata è iniziata bene, non può che continuare al meglio con The Bone Machine, una band che non ha bisogno di presentazioni nella scena musicale romana nella quale si inserisce grazie ai suoi segni di riconoscimento: rockabilly, garage, blues impastati per dare vita ad un rock’n’roll divertente e insieme curato dal punto di vista tecnico. Neanche con i tre omaccioni in maschere da wrestler messicani si riesce a stare fermi e, se a parole ci portano “giù nell’inferno”, con i fatti ci dimostrano che siamo ancora sulla terra e che qui si fa della musica live eccezionale, anche nei giovedì di pioggia.

Koza Mostra: “Keep Up the Rhythm”

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Per quanto la musica sia universale, siamo abituati ad essere bombardati da cantanti e gruppi di lingua anglosassone o nativa. Costituisce quindi una piacevole sorpresa, se non un vero e proprio stupore, quando alle orecchie ti giunge della buona musica il cui testo non sia in inglese.
Dai ritmi, le sonorità e anche le apparizioni video spesso fatte in kilt, non ci si aspetterebbe mai che i Koza Mostra (//www.koza-mostra.com/ ) non siano una folk band irlandese, ma lungi dal provenire dalla Terra Verde, i membri di questo gruppo sono tutti originari della Grecia e cantano – a differenza di molti gruppi che prediligono l’universalità dell’inglese – nella loro lingua.

Già esibitisi in Italia in occasione del Folk Festival in Umbria nel 2013 e nel 2015, i Koza Mostra esordiscono sulla scena europea in occasione dell’Eurovision Song Contest 2013, in cui rappresentano la Grecia e conquistano il sesto posto. Sul palco presentano il loro singolo più famoso: “Alcohol is free”, assieme a Agathonas Iakovidis.

Nel suo album d’esordio Keep up the rhythm, rilasciato dalla Platinum Records, il gruppo greco spazia con fluidità dai generi folk tradizionali (come il rebetiko) al ritmo martellante dello ska e alle sonorità punk. L’album, vincitore di tre platini, è disponibile sia in CD, sia in download sui canali della Platinum Records.

Un ascolto originale, per chi non vuole fermarsi ai puri confini della musica, ma preferisce spaziare tra i generi e le realtà minori dell’industria musicale.

M. M.

Wolfmother: tutti i dettagli sul nuovo album “Victorious”

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I Wolfmother, già vincitori di un Grammy Award, hanno pubblicato il loro nuovo attesissimo album “Victorious” il 19 febbraio su Universal Music Enterprises. La band sarà in concerto all’Alcatraz di Milano l’8 maggio.
Il seguito di “Cosmic Egg” del 2009 e di “New Crown” dello scorso anno è un’elettrizzante testimonianza dell’arte del compositore, cantante e chitarrista Andrew Stockdale. Registrato agli Henson Studios di Los Angeles con il produttore Brendan O’Brien (Pearl Jam, AC/DC, Chris Cornell, Bruce Springsteen), l’album contiene canzoni taglienti, cariche d’inventiva e senza compromessi e possono già essere annoverate tra le migliori mai scritte dalla band.
Stockdale iniziò a lavorare sul disco lo scorso gennaio nel suo studio Byron Bay nel New South Wales, occupandosi di tutti gli strumenti e utilizzando il medesimo approccio impiegato per l’album di debutto una decina di anni fa. “Agli esordi suonavo chitarra, basso e batteria, e presentavo poi le mie idee al resto della band con cui mettevo mano agli arrangiamenti. Ho pensato che sarebbe stato bello tornare a quell’approccio, realizzando i demo e suonando tutto. È un buon modo di lavorare perché lo stile risulta così più coeso”.
Oltre ad occuparsi delle voci, Stockdale ha suonato il basso e la chitarra accompagnato da Josh Freese (Nine Inch Nails, Bruce Springsteen, A Perfect Circle) e Joey Waronker (Air, Beck, REM) che si alternano alla batteria.

“Siamo voluti tornare a quel BIG SOUND. L’album è l’esatto bilanciamento tra l’energia garage e una grande produzione. È selvaggio, energico e perfetto per il palco principale di un festival”.
I Wolfmother hanno lasciato per la prima volta il segno nel 2005 con il debutto omonimo che era esattamente ciò di cui il rock’n’roll aveva bisogno all’epoca: un disco capace di resuscitare un genere ed allo stesso tempo esplodere nel mainstream.
L’album è diventato disco d’oro negli Stati Uniti, Regno Unito e Canada e cinque volte platino in Australia, paese natale della band. Il singolo “Woman” è entrato nella top-ten della Hot Modern Rock Tracks Chart e ha vinto un Grammy per la “Migliore Performance Hard Rock”. Le loro canzoni sono apparse in film (Shrek, Jackass, Due Date, The Hangover I, II & III), videogiochi (Need For Speed, MLB: The Show, Saints Row) e spot televisivi (Apple, Mitsubishi). Rolling Stone l’ha incluso tra i migliori album dell’anno, Q Magazine l’ha definito “divertimento immenso”, NME ha scritto che il disco ha “tutti i requisiti del rock & roll” e l’ha definito “assolutamente, totalmente da brividi”, mentre Pitchfork ha sottolineato “il bilanciamento tra il carnoso vintage metal e le melodie stoner rock”.
Guidati da Stockdale, i Wolfmother si sono costruiti una solida fanbase in tutto il mondo, suonando davanti a platee enormi, compresi festival come Coachella, Lollapalooza, Bonnaroo, Isle of Wight, Rock Am Ring, Reading e Leeds, oltre a dividere il palco con icone del rock come Aerosmith e AC/DC. Quando i Led Zeppelin sono entrati nella Music Hall of Fame britannica, i Wolfmother sono sTati invitati come ospiti e la band di Stockdale ha ricambiato l’apprezzamento suonando una elettrizzante cover di “Communication Breakdown”.
Dieci anni dopo la loro nascita i Wolfmother sono tornati con il loro migliore lavoro di sempre. Con “Victorious”, Stockdale arriva ancora una volta nel momento giusto: in un’era dominata dai download di singole canzoni, questo è un album che vale la pena ascoltare dall’inizio alla fine.

Gli A Perfect Day annunciano l’uscita di “The Deafening Silence”

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Gli A Perfect Day hanno firmato per Scarlet Records, che pubblicherà il secondo album della band “The Deafening Silence”il 18 marzo 2016.

Formatisi nel 2011, gli A PERFECT DAY nascono da un’idea di Andrea Cantarelli, chitarrista e co-fondatore dei LABYRINTH, e comprendono il batterista Alessandro Bissa (LABYRINTH), il cantante Marco Baruffetti, e il bassista Gigi Andreone (ODD DIMENSION).

Ispirati dai suoni post-grunge, metal, rock and hard rock, gli A PERFECT DAYsono una di quelle band in cui la melodia gioca un ruolo fondamentale, così come l’abilità di questi musicisti di serie A e arrangiamenti di classe.

La band ha pubblicato l’album di debutto su Frontiers Records con il talentuoso Roberto Tiranti (LABYRINTH) al basso e alla voce e si è guadagnata immediatamente l’attenzione per la sua capacità nel combinare atmosfere molto rilassate con sonorità aggressive, in maniera davvero unica. Roberto ha lasciato il gruppo nel 2014 ed è stato sostituito da Marco Baruffetti, che ha portato il suo talento e un’atmosfera positiva negli APD.

La band dichiara: “Siamo estremamente eccitati all’idea di pubblicare questo nuovo album. Abbiamo lavorato molto duramente per oltre due anni, cercando di mantenere intatto il marchio stilistico del nostro debutto, ma allo stesso tempo evolvendoci in molteplici direzioni. Le canzoni sono in-your-face, le melodie sono immediatamente capaci di catturare l’attenzione dell’ascoltatore e il suono estremamente variegato attrarrà un’audience ampia e diversa”. Prodotto in collaborazione con Giovanni “Meniak” Nebbia (co-produttore e ingegnere del suono di LABYRINTH,VISION DIVINE, TIMO TOLKKI), descritto come il “quinto membro della band”, l’ album – la cui tracklist sarà svelata ai fan il 18 febbraio su Facebook (www.facebook.com/APDBand) – offre un’esperienza unica. “Abbiamo messo insieme il disco sorretti da una grande fiducia, senza sentire il bisogno di includere canzoni commerciali. L’abbiamo realizzato per noi stessi; volevamo dare vita a qualcosa di cui essere orgogliosi anche negli anni a venire. The Deafening Silence vi farà intraprendere un viaggio che non dimenticherete!”.