Lunedì 20 Giugno – Tips! [Summer Extended] ospita LA BATTERIA e LEMON LIGHTS

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Torna il lunedì di Tips! all’insegna del funk, del jazz, dell’HipHop, dell’elettronica, delle contaminazioni e delle sonorità più lontane e nascoste.
Per tutto luglio puntate speciali di 2 ore, in diretta dalla vetrina di RADIO KAOS ITALY dalle 22:00 a mezzanotte!

Sempre due progetti ospiti :
nella prima parte ospiteremo La Batteria, un complesso musicale romano che ha esordito con l’omonimo album a gennaio 2015, una raccolta di brani originali ispirati al mondo delle colonne sonore e delle sonorizzazioni italiane degli anni ’60 e ’70. I quattro componenti de La Batteria sono veterani della scena musicale romana più trasversale, con esperienze che vanno dal post-rock progressivo (Fonderia), al pop (Otto Ohm e Angela Baraldi), al jazz sperimentale (I.H.C.), al hip hop (La Comitiva, Colle der Fomento), fino alla world music (Orchestra di Piazza Vittorio).A partire dalla pubblicazione del primo disco la band ha ricevuto un’ottima accoglienza sulla stampa e presso il pubblico, si è esibita in numerosi festival e club in tutta Italia, sbarcando anche a Parigi, e ha sperimentato felici collaborazioni con artisti come Orchestra Operaia, Colle Der Fomento, Roy Paci, Jolly Mare.
A Marzo 2016 La Batteria ha pubblicato in download gratuito Fegatelli, una raccolta di inediti e remix, mentre a Maggio è uscito Tossico Amore (Penny Records/Goodfellas), una reinterpretazione da parte della band della colonna sonora del film Amore Tossico, composta da Detto Mariano.

Formazione:
Emanuele Bultrini – chitarre
David Nerattini – batteria
Paolo Pecorelli – basso
Stefano Vicarelli – tastiere

la batteria

Nella seconda metà avremo ospite in studio Lemon Lights, un giovanissimo producer di Roma, classe ‘91. Nel 2014 è uscito il suo primo EP “Cloverleaf”, e nello stesso anno ha fatto parte di “Vanished Moments”, un audiolibro di Sun Glitters rilasciato dalla giapponese AY.
Nel 2015 il suo primo LP “Empty space” è uscito per Le Narcisse (Luminal, Diodato) ha ricevuto l’attenzione de “Il Fatto Quotidiano”, “Rockit”, “La Repubblica XL” e l’ha portato ad esibirsi in alcune delle migliori realtà romane, dall’Angelo Mai al Brancaleone, dal Monk al Vicious.

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TIPS! vi presenterà questi progetti attraverso due appassionate interviste e tanta buona musica.
Come sempre, da non perdere la rubrica “Past, Present & Future” (anche in questo caso in versione “extended”)
Come sempre, un viaggio continuo e “worldwide” attraverso le sonorità e le culture musicali.

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[Kaos Live Report] Robert Glasper Experiment live @ MONK CLUB – 21/04/2016

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Robert Glasper è, senza dubbio, tra i jazzisti più influenti nel panorama mondiale contemporaneo. La grande attesa per questa “prima romana” con il progetto “Experiment” (all’attivo i due splendidi album “Black Radio” e “Black Radio 2” impreziositi da illustri collaborazioni) era per questo inevitabile.
La sala risulta subito piuttosto affollata e seguire con attenzione il concerto è stata in effetti una piccola impresa. Alle 22:30 in punto, Glasper si presenta sul palco assieme alla fantastica band che lo accompagna: Casey Benjamin al sax, keytar e vocoder, Mark Colemburg alla batteria e il bassista Burniss Travis II.
Poche chiacchiere e subito tanta buona musica, in un ipotizzabile viaggio fra jazz, hip hop e neo soul, dove gli omaggi ad alcuni grandi artisti come Nirvana, J Dilla e Common, già presenti nel citato doppio album “Black Radio” prendono vita e ipnotizzano il pubblico senza distinzione di età e di preferenze musicali.

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Il livello è altissimo, il pianista di Houston regala tappeti vellutati che si insinuano con grande classe fra le trame che disegnano basso e batteria, lasciando spesso spazio alle melodie sapientemente disegnate al sax, al vocoder e al keytar da Casey Benjamin (una specie di Mr. T di A-Team più sorridente e scanzonato).
Il concerto è un fiume in piena di improvvisazione, i brani sono molto più lunghi e complessi rispetto alle versioni originali; la carica “live”, scandita dall’eccellente Mark Colenburg, risulta subito evidente rispetto al disco, anche se, ad onor del vero, non possiamo negare di aver più volte sentito la mancanza delle voci ospiti (Erykah Badu, Mos Def, Bilal, ecc.).
Ecco, forse l’unica vera pecca del concerto è stata la mancanza di una vera e propria voce solista e l’eccessivo utilizzo del vocoder che, alla lunga, poteva risultare stucchevole.
Il concerto va avanti per circa due ore, in un susseguirsi di eccellenti soli (su tutti quello di Burniss Travis II al basso), citazioni di pietre miliari del rock e dell’hiphop (“Smells like thin spirit “ e “Fall in love”) e applausi scroscianti del pubblico.
Le attese sono state rispettate, protagonisti della serata certamente la grande qualità tecnica di tutti i musicisti e la capacità di Glasper di fungere da straordinario collante fra passato e futuro, in una dimensione dove il jazz trova spazio per azzeccate incursioni nel neo soul, nell’elettronica e nel rock.

Ant De Oto

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[Kaos Live Report] Dayme Arocena live @ MONK CLUB – 14/04/2016

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Quando capita di intervistare un musicista nei giorni precedenti ad una sua esibizione , l’attesa e la curiosità (soprattutto se si tratta di una prima data in Italia) la fanno sempre da padrone.
Proprio questo era lo spirito che ci ha accompagnato verso il Monk, dopo la piacevole chiacchierata che abbiamo fatto domenica sera con Dayme Arocena (in onda durante la scorsa puntata di TIPS! insieme all’intervista allo staff di Re::Life, agenzia promoter dell’evento).
Del resto, l’arrivo in città della nuova rivelazione del afro-cuban jazz, prodotta e sostenuta da Gilles Peterson con la sua etichetta Brownswood, aveva sicuramente destato interesse nei giorni precedenti fra la stampa e gli addetti ai lavori, creando così una piacevole attesa.
Prima del live la proiezione del film-documentario “La Clave” che Peterson, DJ, produttore discografico e giornalista della BBC (tra i più attenti alle sonorità globali e alle contaminazioni) ha realizzato con il regista Charlie Inman e Havana Cultura (la piattaforma di Havana Club che promuove la cultura cubana). Si tratta di un film dedicato alle radici della musica, della danza e della cultura cubana che ruotano attorno al fenomeno della “rumba”.
Il tempo di risistemare le poltrone nella sala principale de Monk e si parte con il concerto.
Dayme è sul palco accompagnata da tastiera, contrabbasso ed un trio di percussionisti, una line up molto asciutta e minimale, con l’elemento ritmico al centro delle composizioni, in pieno stile cubano.
Dopo l’esecuzione della stupenda “Madres” (riarrangiata rispetto alla versione del disco “Nueva Era”), la piccola e giovanissima cantante cubana saluta il pubblico prima in inglese, poi passando allo spagnolo per spiegare ed introdurre i successivi brani (“Madres” è dedicata alle sue simboliche madri spirituali che la inspirano dal punto di vista musicale), sempre a suo agio e abbandonandosi spesso alla sua contagiosa e simpaticissima risata.
Il concerto è un crescendo di jazz e rumba, con una scaletta dove i brani del suo primo album “Nueva Era” si alternano alle ultime cover tratte dall’EP “One Takes”; Dayme è a suo agio e dimostra la sua potenza e tecnica vocale senza mai strafare, accompagnata da una band piuttosto giovane sicuramente preparata ed interessante anche se non all’apice della propria personalità artistica. Unica pecca forse l’utilizzo della tastiera al posto del pianoforte che avrebbe certamente garantito un suono più caldo e deciso alle composizioni.

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La 24enne Dayme, vestita di bianco, ci trascina nel suo mondo colorato, fatto di rum, caffè e paesaggi caraibici, coinvolgendo parte del pubblico nelle danze e dichiarando di essere molto felice per questa prima data romana.
Gli ascoltatori, di tutte le età, ricambiano divertiti, partecipando ai controcanti e divertiti dalla straordinaria verve dell’artista cubana.
Notevole la versione di “Gods of Yoruba”, un omaggio allo storico brano del pianista e compositore jazz Horace Silver, fortemente influenzato dalle sonorità di tutta l’America Latina.
Giunge il momento del bis, con il gran finale “El 456” (un altro estratto dal nuovo EP prodotto dalla Brownswood), brano dedicato al “Volo 456” della storica compagnia di linea “Cubana de Aviacion”.
Applausi a scena aperta, ancora un gran colpo per la rassegna JAZZ EVIDENCE, che durante questa stagione ci ha regalato, anche grazie a RE::LIFE, una serie di concerti mai banali, sostenuti attraverso una direzione artistica davvero attenta alle tendenze musicali del momento in ambito di “world music”, senza mai tralasciare l’importanza dei classici e dei musicisti che hanno fatto la storia del jazz e del “groove”.
Prossimo appuntamento giovedì 21 Aprile con la prima data romana in assoluto di Robert Glasper con il suo progetto “Experiment”. Vietato mancare!

Ascolta il podcast con l’intervista a Dayme Arocena e allo staff di Re::Life

Ant De Oto
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