Lunedì 18 Luglio – Tips! [Summer Extended] ospita “I Vicoli del jazz” e “Agualoca Records”

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Lunedì 18 Luglio 2016 alle 22:00
Ant “A Tweed” De Oto di Tips!
@Radio Kaos Italy [via Eugenio Torelli viollier, 17 Roma]
Ospiti: I Vicoli del jazz e Agualoca Records

Torna il lunedì di Tips! all’insegna del funk, del jazz, dell’HipHop, dell’elettronica, delle contaminazioni e delle sonorità più lontane e nascoste.
Per tutto luglio puntate speciali di 2 ore, in diretta dalla vetrina di RADIO KAOS ITALY dalle 22:00 a mezzanotte!

Sempre due progetti ospiti :

nella prima parte ospiteremo in studio gli organizzatori del festival “ I Vicoli del jazz”, che torna a nel magnifico borgo di Palestrina (RM) con la V edizione del Festival omonimo che, dal 20 al 24 luglio 2016, interesserà come di consueto l’intero centro storico cittadino. Un evento, quello promosso dall’Associazione, che cresce ogni anno di più rivolgendo particolare attenzione alla musica jazz, particolarmente apprezzato nel suo intento di ricreare l’atmosfera di New Orleans dei primi anni del 900. Un’iniziativa di grande spessore musicale e culturale che mira, come sempre, anche a valorizzare il territorio prenestino, con il suo patrimonio storico e artistico.
Tra gli ospiti, oltre ai “nostri” ARX (Soul/funk), ci saranno grandi nomi del jazz italiano e internazionale come Danilo Rea e Kenny Garrett.

Nella seconda metà avremo l’intervista a Davide Mastropaolo, fondatore di AGUALOCA RECORDS etichetta discografica affiorata dal fertile bacino della musica indipendente partenopea, nata per promuovere le nuove realtà musicali che traggono dalla singolarità e dell’eclettismo la propria spinta creativa. Un crocevia sonoro di armonie apparentemente inconciliabili, che trovano però uno stimolante equilibrio nella capacità di cogliere lo spirito che accomuna culture e suggestioni remote.
Con un piede a Napoli e lo sguardo rivolto verso latitudini distanti, Agualoca attraversa e si lascia contaminare da ogni sonorità che esprima l’inquietudine del contemporaneo, abbracciando rock indipendente, psichedelia, elettronica, musica da camera, jazz e danze popolari.
Agualoca Records è distribuita in circa quindici paesi , oltre che sulle principali piattaforme digitali (Spotify, Itunes, Google music ecc.).

TIPS! vi presenterà questi progetti attraverso due appassionate interviste e tanta buona musica.
Come sempre, da non perdere la rubrica “Past, Present & Future” (anche in questo caso in versione “extended”)
Come sempre, un viaggio continuo e “worldwide” attraverso le sonorità e le culture musicali.

TIPS! è on air tutti i lunedì dalle 22 a mezzanotte solo su www.radiokaositaly.com

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I VICOLI DEL JAZZ
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//www.vicolideljazz.it

AGUALOCA RECORDS
https://www.facebook.com/Agualoca-Records-386848464700261
//www.agualocarecords.com

Lunedì 11 Luglio – Tips! [Summer Extended] ospita FRICAT e DUMBO STATION

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Lunedì 11 Luglio 2016 alle 22:00
Ant “A Tweed” De Oto di Tips!
@Radio Kaos Italy [via Eugenio Torelli viollier, 17 Roma]
Ospiti: FRICAT e DUMBO STATION

Torna il lunedì di Tips! all’insegna del funk, del jazz, dell’HipHop, dell’elettronica, delle contaminazioni e delle sonorità più lontane e nascoste.
Per tutto luglio puntate speciali di 2 ore, in diretta dalla vetrina di RADIO KAOS ITALY dalle 22:00 a mezzanotte!

Sempre due progetti ospiti :

nella prima parte ospiteremo FRICAT, il progetto solista di Joe Antani (Apes on Tapes). Sotto questo alias Fricat esce nel 2014 con una produzione intitolata ‘Asinum cum Asinum’ su Sostanze Records, con 4 tracce originali e i remix di HLMNSRA e Grillo. Nel 2016 esce con il singolo Armadildo sulla compilation “Apogeo” di Avantguardia. Fricat sintetizza una miscela di elementi ritmici e percussivi con una formula ipnotica di abstract hip hop, trap e beat elaborando le sonorità della bass music più energica in una ricerca costante del ritmo in tutte le sue forme ad li là della sua provenienza temporale o geografica.

Nella seconda metà avremo ospiti in studio per intervista e mini-live i “Dumbo Station” una band che propone composizioni jazz originali in chiave contemporanea e sperimentale.
Nato a novembre 2015, il gruppo ha registrato il proprio esordio discografico a gennaio 2016, in uscita in autunno.
La band è composta da:
Paolo Zou – guitar
Benjamin Ventura – piano/keys
Stefano Rossi – bass
Davide Savarese – drums
Alessio Bernardi – saxes/flute
Francesco Fratini – trumpet

TIPS! vi presenterà questi progetti attraverso due appassionate interviste e tanta buona musica.
Come sempre, da non perdere la rubrica “Past, Present & Future” (anche in questo caso in versione “extended”)
Come sempre, un viaggio continuo e “worldwide” attraverso le sonorità e le culture musicali.

TIPS! è on air tutti i lunedì dalle 23 a mezzanotte solo su www.radiokaositaly.com

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FRICAT
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DUMBO STATION
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Lunedì 20 Giugno – TIPS! ospita Dj Grissino a.k.a Mr. Breadstick e Giovanni Di Cosimo NU

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Lunedì 20 Giugno 2016 alle 23:00
Ant “A Tweed” De Oto di Tips!
@Radio Kaos Italy [via Eugenio Torelli viollier, 17 Roma]
Ospiti: Dj Grissino a.k.a Mr. Breadstick e Giovanni Di Cosimo NU

Torna il lunedì di Tips! all’insegna del funk, del jazz, dell’HipHop, dell’elettronica, delle contaminazioni e delle sonorità più lontane e nascoste.

Sempre due progetti ospiti :

nella prima parte faremo due chiacchiere con Dj Grissino, torinese, appassionato sin da ragazzo di rap, old school,funk swing & jazz in vinile, approda un giorno al Balkan e ne resta fulminato, a tale punto da diventarne uno dei massimi esponenti del genere in Italia. Data la sua cultura musicale,si ritrova comunque a selezionare un po’ di tutto, dal Trip Hop alla Jungle, dal FunkyBreaks all’Electroswing, il tutto mixato con gusto, con l’orecchio religioso alla qualità con quella punta di politica popolare fatta di scratch session live, che fa sempre bene!
Potete chiamarlo anche Mr. Breadstick, Alter ego con cui firma le sue produzioni originali o remix.
Nella seconda metà avremo ospite in studio il trombettista Giovanni Di Cosimo, che ci presenterà il suo nuovo album “Inside” per il progetto Giovanni Di Cosimo NU, in cui unisce jazz contemporaneo ed elettronica.
Affascinato dal suono della tromba, inizia lo studio dello strumento all’età di 10 anni. Dopo aver conseguito il diploma al Conservatorio di S. Cecilia, la sua ricerca musicale lo porta ad approfondire il linguaggio jazz e la musica contemporanea legata all’improvvisazione. Il suo percorso artistico si è arricchito negli anni delle collaborazioni con alcuni dei più importanti musicisti del panorama jazz italiano tra cui: Paolo Damiani, Bruno Tommaso, Maria Pia De Vito, Gian Luigi Trovesi, Paolo Fresu, Danilo Rea, Martux e dalle partecipazioni ad Umbria Jazz, Atina Jazz, Montreux Jazz Festival, Jazz & Image, Womex Sivigia, Festival Musicas do Mundo Sines, Premio Ciampi, Ankara Jazz festival, Istanbul Medjazz, Denizli Medjazz, Mersin Medjazz.
Produttore e fondatore dei progetti “ETRURIA CRIMINALE BANDA” e “GIOVANNI DI COSIMO NU”.
Dal 2013 è nel cast di GAZEBO, il programma di RAI3.
NU è frutto di una lunga ricerca in cui Di Cosimo definisce un suono e un linguaggio strumentale molto personale. Un’evoluzione che parte dal jazz e attraversa tutta la musica, senza preconcetti e confini di genere, e che lascia uno spazio importante all’improvvisazione. Inside si compone di otto brani che si ispirano al vissuto e all’immaginario del compositore, levigati dai venti, spogliati dalle asperità e dalle tinte forti, che ci restituiscono un paesaggio sonoro morbido e delicato come quello immortalato nello scatto di copertina.
Giovanni di Cosimo (tromba, flicorno, effetti elettronici) schiera al suo fianco una band composta da Simone De Filippis (chitarra ed elettronica), Paolo Pecorelli (basso ed elettronica), Cristiano De Fabrittis (batteria), Daniele Tittarelli (sax) e Arturo Valiante (pianoforte e keyboard), tutti musicisti eccezionali con cui aveva già lavorato in precedenza. Nell’album troviamo inoltre tanti compagni di viaggio come Diego Bianchi, Roberto Angelini, Marco Conti, Matteo D’Incà, Marco Fagioli, Fabio Gionfrida e Stefano Vicarelli.

TIPS! vi presenterà questi progetti attraverso due appassionate interviste e tanta buona musica.
In coda, da non perdere la rubrica “Past, Present & Future”!
Come sempre, un viaggio continuo e “worldwide” attraverso le sonorità e le culture musicali.

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DJ GRISSINO a.k.a. MR BREADSTICK
https://www.facebook.com/GrissinoDj
//soundcloud.com/djgrissino
//www.youtube.com/user/DjGrissino
//www.youtube.com/OfficialBalkanica

GIOVANNI DI COSIMO NU
https://www.facebook.com/Giovanni-Di-Cosimo-200829929971352
https://www.youtube.com/user/gio3424
https://giovannidicosimo.wordpress.com

Lunedì 13 Giugno – TIPS! ospita “Aurelio ” (Lost Grooves/Parigi) e “ThrowBack”

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Lunedì 13 Giugno 2016 alle 23:00
Ant “A Tweed” De Oto di Tips!
@Radio Kaos Italy [via Eugenio Torelli viollier, 17 Roma]
Ospiti: Aurelio (Lost Grooves/Parigi) e ThrowBack

Torna il lunedì di Tips! all’insegna del funk, del jazz, dell’HipHop, dell’elettronica, delle contaminazioni e delle sonorità più lontane e nascoste.

Sempre due progetti ospiti , un dj italiano a Parigi, appassionato di rare grooves, dal funk al soul passando per la disco e la soulful house e i ThrowBack, duo che mescola sonorità provenienti da diversi generi come Neo Soul, R’n’b, Funk, World Music, HipHop, Elettronica.

Nella prima parte faremo due chiacchiere con Aurelio, attivo su più fronti da molti anni: giornalismo musicale per riviste e radio, collezionismo, programmatore di concerti, live e dj set.
Le sue selezioni sono lo specchio della sua ampia cultura musicale : dal funk al soul passando per la disco e la soulful house e gli edits più recenti. “Soulful music for smiling people”.
La sua passione risale alla metà degli anni 90: dopo aver passato numerosi anni a registrare trasmissioni radio, scambiare mixtape americani con amici, decide di comprare i suoi primi dischi per puro piacere, incuriosito del formato e dell’oggetto.
Le collaborazioni con alcune radio locali durante gli anni universitari gli permettono di conoscere numerosi collettivi e dj della scena locale romana funk, house e drum’n’bass: anni determinanti per la sua crescita e la sua conoscenza del dancefloor. Finita l’università, la partenza a Parigi e una collaborazione di 6 anni con la rivista gratuita indipendente Star Wax, dedicata ai dj: molte interviste, incontri, organizzazione di eventi multidisciplinari.
La sua collezione di dischi cominciata come semplice hobby, diventa in quegli anni lo strumento per far ballare la gente che viene sempre più numerosa a scatenarsi sulle sue selezioni. Col passare del tempo, i locali e gli organizzatori parigini cominciano a sentire parlare delle sue serate e viene invitato regolarmente a suonare nelle migliori serate jazz, funk, disco della capitale francese. In seguito diventa resident in importanti discoteche quali Djoon Club e Wanderlust . Inoltre è regolarmente chiamato per esibirsi in altre città francesi e all’estero (Germania, Svizzera, Inghilterra, Norvegia).
Ha già suonato con Amir (Kon & Amir / BBE), Music Man Miles (Breakestra / Funky Sole), Lack of Afro (Freestyle), Akalepse (Truth & Soul), Rich Medina (Jump and Funk), Dj Expo (LA), Dj Damage (Jazz Liberatorz), Paulo (Superfly), Lord Funk (Denote Rec.), Waxist Selecta (Favorite/Sol Discos), Marcel Vogel (Lumberjacks in Hell), Mr Mendel (Disco Deviance), Red Greg (Ebonite), Al Kent (Million Dollar Disco/BBE), Suohno, Dj Suspect, 7th Samurai (Gamm/Compost), John Morales (M&M/BEE), Zaf (Love Vinyl/BBE).

Nel seconda metà avremo ospiti in studio i ThrowBack, interessante progetto nato dall’incontro tra Martina Cori ed Emanuele Triglia.
Mescolando sonorità provenienti da diversi generi – Neo Soul, R’n’b, Funk, World Music, Hip – Hop,Elettronica – hanno sviluppato un sound caratteristico e personale che evita le classificazioni.
I primi live della formazione sono in duo: basso, voce e loop station.
Nel 2015 esce “Waves”, il loro primo EP, interamente strumentale, a cui segue la decisione di estendere la loro formazione live con più musicisti, creando così un vero e proprio collettivo, sotto il nome di ThrowBack Extended. Attualmente sono impegnati nella produzione del loro primo album.

TIPS! vi presenterà questi progetti attraverso due appassionate interviste e tanta buona musica.
In coda, da non perdere la rubrica “Past, Present & Future”!
Come sempre, un viaggio continuo e “worldwide” attraverso le sonorità e le culture musicali.

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Aurelio (Lost Grooves)
https://www.facebook.com/LostGroovesProduction
https://www.facebook.com/AurelioLostGrooves
https://soundcloud.com/aurelio-lostgrooves
//www.mixcloud.com/AurelioLostGrooves
https://www.youtube.com/watch?v=uDPJBX5EFrY
//vimeo.com/69873075

ThrowBack
https://www.facebook.com/throwbackduo
https://throwbackduo.bandcamp.com

Lunedì 6 Giugno – TIPS! ospita “Soupy Records/Brickout” e “‘Na Cosetta”

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Lunedì 6 Giugno 2016 alle 23:00
Ant “A Tweed” De Oto di Tips!
@Radio Kaos Italy [via Eugenio Torelli viollier, 17 Roma]
Ospiti: Soupy Records/Brickout e ‘Na Cosetta

Torna il lunedì di Tips! all’insegna del funk, del jazz, dell’HipHop, dell’elettronica, delle contaminazioni e delle sonorità più lontane e nascoste.

Questa settimana ospitiamo due progetti , molto diversi ma accomunati dalla passione per la diffusione della buona musica e l’organizzazione di live di artisti indipendenti.
Proprio in quest’ottica, sarà interessante valutare durante le interviste le differenze e i punti in comune fra realtà che operano in provincia (L’etichetta Soupy Records e il live club “Brickout”) e in una metropoli come Roma (‘Na Cosetta).

Nella prima parte faremo due chiacchiere con i ragazzi della Soupy Records, una piccola etichetta discografica indipendente nata a Campobasso nel 2009 dalla collaborazione di due dj del collettivo SoulFood Community (www.myspace.com/soulfoodcommunity) e una giovane artista con esperienza nel campo della grafica e delle arti visive. Le loro uscite musicali sono proposte rigorosamente su vinile a 45 giri e formato digitale: vintage e high tech, doppia anima della Soupy Records. L’etichetta mira a fondere i contenuti musicali con le arti figurative. La scelta musicale è eclettica. Le differenze cromatiche della label rispecchiano le sfumature musicali: dal soul al reggae, dal funk al punk, in un costante rimando a certe sonorità fifties e sixties.
Nelle attività del ‘laboratorio Soupy’ rientra anche l’organizzazione di eventi musicali. Concerti e djset dal sapore vintage per la riscoperta dei suoni che hanno fatto la storia della musica.
Proprio in quest’ottica l’anno scorso è nato anche il live club “Brickout, uno spazio senza fronzoli, tecnicamente all’altezza, in cui la Musica è al centro di tutto, un contesto che da troppi mancava nella splendida ma isolata provincia molisana.
Fra le produzioni live di quest’anno spiccano certamente i concerti di Calibro 35, Zu, Diaframma, Soviet Soviet e Funky Pushertz.

Nel seconda metà avremo ospite in studio Luca Bonafede, direttore artistico del live club romano “Na Cosetta”.
‘Na cosetta è un bistrot all’italiana che sperimenta nuovi abbinamenti tra socialità, ricercatezza enogastronomica e live show ispirandosi ai club newyorchesi. Chiara, Angelo, Luca e Stefano sono i padroni di casa: due pubblicitari, uno chef e un barman al lavoro per ricreare un’atmosfera familiare tra libri per il bookcrossing, divani accoglienti, wi-fi free per il coworking, un tavolo da ping pong per i più sportivi e un palco per ospitare musicisti nazionali e internazionali. Il locale, aperto a dicembre 2014, si trova a Roma est, nel cuore del Pigneto off, quartiere popolare della capitale raccontato da Pasolini e oggi conosciuto e frequentato per le opere a cielo aperto di street art, i vintage shop, le piccole librerie e i numerosi club che animano la vita notturna. ‘Na cosetta è aperto sette giorni su sette, dalla mattina fino a tarda notte. Tutte le sere, i piatti sono serviti con musica live. La programmazione è particolarmente orientata verso proposte legate a etichette indipendenti, i generi spaziano dal cantautorato al rock, dall’elettronica al jazz fino ad arrivare al manouche e a rassegne dedicate a racconti inediti di volti noti del panorama musicale.

TIPS! vi presenterà questi progetti attraverso due appassionate interviste e tanta buona musica.
In coda, da non perdere la rubrica “Past, Present & Future”!
Come sempre, un viaggio continuo e “worldwide” attraverso le sonorità e le culture musicali.

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Soupy Records / Brickout
//www.soupyrecords.com
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‘Na Cosetta
//www.nacosetta.com
https://www.facebook.com/nacosetta

Lunedì 30 Maggio – TIPS! ospita “Jazzcat” e “Duck Juice”

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Lunedì 30 Maggio 2016 alle 23:00
Ant “A Tweed” De Oto di Tips!
@Radio Kaos Italy [via Eugenio Torelli viollier, 17 Roma]
Ospiti: “Jazzcat” e “Duck Juice”

Torna il lunedì di Tips! all’insegna del funk, del jazz, dell’elettronica e delle sonorità più lontane e nascoste.

Anche questa settimana due progetti ospiti:
Nella prima parte intervisteremo i Duck Juice, progetto funk/jazz strumentale di Ferrara composto da: Gian Piero Benetti (sax), Lorenzo Locorotondo (tastiere), Luca Chiari (chitarra), Federico Perinelli (basso), Emanuele Locorotondo (batteria) e Guglielmo Campi (percussioni).
L’intento della band è quello di creare un sound energico per il corpo e per la mente, basato sul groove del tipico del funk prendendo però anche ispirazione da altri generi: un percorso che va dalla black music al rock, passando per il jazz e l’R&B creando un’esplosiva miscela.
Nel 2012 registrano il loro primo EP distribuito dalla “Jayworks Music Label” sui portali online.
Dopo aver registrato un album live e frequentato diversi palchi, il gruppo si è chiuso in studio per lavorare al suo primo album, uscito nel maggio 2016, che vede la partecipazione di una sezione fiati e di guest come Le Scat Noir (trio a cappella) e Dj5L, dalla crew dell’Alien Army.

Dopo lo stacco pubblicitario invece avremo il piacere di intervistare Massimiliano Conti (musicalmente noto in Italia e all’estero come Jazzcat). Si tratta probabilmente del DJ italiano più seguito su Mixcloud a livello internazionale. I suoi mixtape ottengono sempre parecchie migliaia di visualizzazioni e la sua pagina personale sul portale ha recentemente superato gli 80.000 followers.
Massimiliano inizia nei primi anni ’80 a collezionare dischi di vari generi. Ben presto si interessa in modo particolare alla “black music” iniziando un’approfondita ricerca che lo porta a scoprire il jazz, sicuramente ad oggi la sua più grande influenza. Dal 2010 è presente su Mixcloud con più di 390 dj set pubblicati che spaziano dal jazz al soul, funk, afrobeat, brazilian, disco, rare grooves. Durante questo periodo Jazzcat ha avuto occasione di collaborare con dj, produttori, musicisti, etichette discografiche, club, festival ed emittenti radiofoniche di tutto il mondo. Dall’inizio del 2015 entra a far parte della crew di Ness Radio che trasmette ogni settimana un suo mix esclusivo.
TIPS! vi presenterà questi progetti attraverso due appassionate interviste e tanta buona musica.
Da non perdere la rubrica “Past, Present & Future” questa settimana dedicata all’elettronica.
Come sempre, un viaggio continuo e “worldwide” attraverso le sonorità e le culture musicali.

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DUCK JUICE
Ascolta o acquista l’album su bandcamp: https://duckjuice.bandcamp.com/
Facebook: https://www.facebook.com/duckjuiceband

JAZZCAT
Mixcloud: https://www.mixcloud.com/maxvibes/
Radio: //nessradio.com/ness-crew/
Facebook: https://www.facebook.com/Jazzcat-784853134912056

Lunedì 23 Maggio – Tips! ospita Rodion e Gianluca Diana (Mojo Station Blues Festival)

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Lunedì 23 Maggio 2016 alle 23:00
Ant “A Tweed” De Oto di Tips!
@Radio Kaos Italy [via Eugenio Torelli viollier, 17 Roma]
Ospiti: Rodion e Gianluca Diana (Mojo Station Blues Festival)

Una nuova puntata di Tips! all’insegna del groove, delle contaminazioni fra generi e dell’internazionalità.
Questa settimana ancora una volta due progetti ospiti.
Nella prima parte intervisteremo Rodion, Dj/producer romano residente a Berlino, che ci parlerà del suo nuovo album “Generator”, uscito il mese scorso per l’ottima etichetta inglese Nein Records.
Il disco è stato presentato dal vivo a Roma proprio ad aprile durante l’ultima serata del festival “Manifesto” tenutosi al Monk.
“Generator” è un album suonato con una live band ed è stato composto e registrato tra il 2012 e il 2015 insieme a Tso al basso elettrico e a Gilberto alla batteria e percussioni, tra Roma e Berlino. Le atmosfere passano dal french synth funk alla nordic cosmic disco con tratti psichedelici, in una miscela che fonde il sound cupo e a tratti dark tedesco con melodie più vicine al synth pop degli 80’s e all’italo disco. Un lavoro davvero ben confezionato e l’esibizione al Monk ha decisamente convinto anche sotto l’aspetto “live”.

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Nella seconda tranche, avremo ospite in studio Gianluca Diana, conduttore radiofonico e direttore artistico di una delle più importanti rassegne blues italiane, il Mojo Station Blues Festival.
Si parlerà del percorso del festival negli ultimi anni, delle culture musicali afroamericane e ovviamente dell’interessantissima line up del festival.
Il Mojo Station Blues Festival è giunto all’edizione numero dodici e andrà di scena dal 26 al 28 Maggio, a Roma, nelle sale del Monk.
La kermesse dedicata ai suoni Afro-American e riferimento di settore in Italia e tra le principali in Europa, torna con una tre giorni che tra concerti di artisti esordienti, affermati e numeri uno al mondo nel settore, propone una full immersion totale all’interno della musica popolare afroamericana. Headliner di caratura internazionale come Luther Dickinson, Samba Touré e Cedric Burnside saranno la punta di diamante della rassegna, grazie anche alle produzioni speciali messe in piedi dalla direzione Artistica, al fine di esaltare l’unicità del MojoFest. Una line-up originale ed unica che costruita appositamente per l’occasione, valorizza ancor più il proprio carattere all’interno dell’intera stagione festivaliera nazionale ed internazionale.
TIPS! vi presenterà questi progetti attraverso due interviste e tanta buona musica.
Come sempre, un viaggio continuo e “worldwide” attraverso le sonorità e le culture musicali.

12th Mojo Station Blues Festival - Roma 2016

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Link:

Rodion:
https://www.facebook.com/rodionmusic
Generator, Nein Records, 2016
https://neinrecords.bandcamp.com/album/rodion-generator

MOJO STATION BLUES FESTIVAL:
https://www.facebook.com/MojoStationBluesFestival
https://www.facebook.com/events/553494608166584

[Kaos Live Report + Interview] FatsO (Colombia) live @ MONK CLUB – 12/05/2016 [Italiano + Español]

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Live Report (ITA)

La missione di “Tips!”, fin dal primo giorno, è sempre stata quella di ricercare delle gemme musicali pure e nascoste nel panorama mondiale ed italiano, senza il minimo interesse per l’hype e per le mode ma piuttosto alla ricerca di progetti artistici che avessero al centro del loro processo creativo non solo il talento tecnico e compositivo ma anche una sorta di viscerale genuinità.
Proprio in quest’ottica, i colombiani FatsO, con la loro musica vibrante e mai scontata, rappresentano il classico esempio di band vicina al nostro “mood” e ai nostri interessi.
Incuriositi dalla presenza in una città come Bogotà di una band blues/jazz/rock (città per altro in grande espansione sotto il profilo culturale), già dalle prime tracce ascoltate su Youtube ci siamo resi conto che il loro concerto nell’ambito della fortunata rassegna JAZZ EVIDENCE, sarebbe stato imperdibile.

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Le tracce dell’album “On Tape” promettevano infatti un viaggio virtuale dal blues al jazz, passando attraverso il rock e il soul, con un sound caratteristico e reso personalissimo anche grazie alla voce profonda e ruvida del cantante, nonché leader, del gruppo, Daniel Restrepo.
La sala principale, arredata con i familiari divanetti rossi, non è molto piena ma il pubblico appare subito interessato e rapito dalle melodie della band, contraddistinte dal groove del contrabbasso di Daniel (autore anche dei testi e degli arrangiamenti) e dai ben quattro fiati (di base, due clarinetti e due sax) che lo accompagnano insieme alla batteria di Cesar Morales.
L’incipit è subito convincente: i FatsO si presentano sul palco con l’eccellente singolo “It’s getting bad”, che lascia subito presagire l’ottimo livello tecnico dei musicisti e l’anima passionale del progetto.

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La prima parte del concerto scorre veloce in un susseguirsi di storie e ritmi che rimandano ai primi stupendi lavori di Tom Waits e alla magica teatralità delle canzoni di Leonard Cohen; non manca però l’elemento latino che in qualche modo risulta evidente nel dna dei sei musicisti. Il brano “Oye Pelao”, cantato in spagnolo e arrangiato con grande gusto e attitudine “sudamericana” ma comunque lontano dai classici cliché, ne è certamente una prova concreta.
Fantastica l’atmosfera di “Snake Eyes”, una piccola perla degna del miglior “Swordfishtrombone” waitsiano e l’approccio alla Joe Cocker dell’ultimo singolo “Hello”.

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Menzione speciale, più che meritata, per Daniel Linero (sax alto e clarinetto), Julio Panadero (clarinetto), Pablo Beltrán (sax tenore) e Daniel Bahamón (sax alto), capaci di impreziosire le canzoni con piacevolissimi tappeti e assoli ben calibrati, mai sopra le righe (Daniel Restrepo lascia loro il palco per un intero brano e i suoi ragazzi se la cavano alla grande).

Il concerto continua fra la grande approvazione dell’intimo uditorio e le continue citazioni musicali che risultano sempre pertinenti e modellate in base ai gusti e le tante influenze personali dei musicisti, come l’ottimo cantante/contrabbassista ricorda in uno dei suoi interventi per ringraziare il pubblico e presentare la band.
Il finale è davvero gustoso: i FatsO ritornano sul palco con una divertentissima interpretazione in chiave blues della hit dei Jackson 5 “I want you back”.

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Uno spettacolo sicuramente degno di nota per una band di grande prospettiva, che ci ha regalato una serata ricca di energia e che ha abbattuto tutte le classiche frontiere culturali presentandoci una Colombia davvero differente rispetto alla nostra immaginazione dal punto di vista culturale e musicale. In sintesi, la prova dei FatsO risulta superata a pieni voti e siamo certi che i ragazzi torneranno presto da queste parti ancora più carichi e motivati.
Probabile, infatti, un ritorno della band in Europa per il prossimo autunno.

Ant De Oto di TIPS!

Photo: Renato Brugnola
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Intervista a Daniel Restrepo (voce e contrabasso)

Antonio: Ciao Daniel, tutto bene?
Daniel: Ciao Radio Kaos!
A: Ci è piaciuto un sacco il vostro concerto, è stato fantastico.
D: Grazie mille!
A: Ti facciamo qualche domanda per il pubblico di Tips! e Radio Kaos Italy. Secondo noi, una delle cose che si notano subito nella tua musica, è che ti piace un sacco Tom Waits e che questo cantante per te è stato molto importante.
D: Sì, certo. Tom Waits è uno degli artisti che ho ascoltato maggiormente. In realtà, l’ho riscoperto quando ho iniziato a studiare musica. Mio padre era fissato con la musica e quando io ero piccolo metteva sempre i suoi dischi. Poi l’ho riscoperto dopo circa 15 anni e mi sono innamorato soprattutto del suo modo di scrivere canzoni. Più che del suo modo di cantare. La gente invece pensa il contrario. Mentre io le mie influenze le attribuirei di più a Joe Cocker e Leonard Cohen. Però, assolutamente sì, Tom Waits mi ha influenzato molto soprattutto con i suoi testi.
A: In questo periodo com’è fare il musicista in Colombia?
D: Si sta molto bene,sai. Davvero è un bel periodo per la musica in Colombia. Lo Stato sta investendo molti più soldi. Ci sono molti più festival. Nello specifico, Bogotà è diventata “La città della musica” nel mondo. C’è molta più visibilità, ci sono anche un sacco di fiere e conferenze. Questo per esempio ci ha permesso di fare tantissime cose. Viaggiare, fare nuovi contatti con promoter internazionali e anche venire a suonare qui a Roma.
Penso che questo sia un ottimo momento. Stanno succedendo cose belle in Colombia.

A: Come è natoil progetto “FatsO”?
D: Beh, ho iniziato a suonare e cantare da piccolo e mi sono diplomato in composizione e produzione musicale. Per un certo periodo ho fatto solo il bassista elettrico e avevo smesso di cantare. Ma il mio sogno era imparare a suonare il contrabbasso. Quando alla fine ce l’ho fatta, perché a Bogotà non era così semplice trovarne uno, sono uscite fuori queste canzoni. Così, anche solo mentre studiavo. Suonavo il contrabasso e mi venivano queste canzoni.
All’inizio misi su un trio con batteria e chitarra. Suonavo già con un sacco di altre band ma poi è mi sono stufato ed è arrivato il momento in cui ho mandato tutti a quel paese e ho deciso di fare cose mie.
A: E gli arrangiamenti, i clarinetti, i sax…
D: Di base scrivo tutto io. Anche le parti dei fiati, tranne gli assoli, ovviamente. Ho suonato per molto tempo jazz con gruppi che avevano dei fiati. E ho studiato anche percussioni. Poi ho suonato rock e ho cominciato a stufarmi della chitarra. La chitarra stava sempre davanti! Mentre il bassista sempre dietro. Me ne ero stufato! (ride). Così ho detto: “Metto su un gruppo senza chitarra!”.
E anche se a volte abbiamo suonato con la chitarra, tipo l’anno scorso quando abbiamo fatto un tour in Germania con un chitarrista, la cosa figa è questa, l’armonia che nasce dai fiati. Ed è stato stupendo conoscere questi musicisti che riescono a fare questa cosa.
A: Daniel, grazie mille per questa piccola intervista, sicuramente passeremo dei vostri brani nella nostra radio. A presto!
D: A presto! Complimenti e grazie mille per questo spazio!

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Live Report (Esp)
La misión de “Tips!”, desde el primer día, ha sido siempre la búsqueda de gemas escondidas en el panorama músical mundial e italiano, sin el más mínimo interés en el “hype” y las modas, pero mirando más hacia los proyectos artisticos que tenían en el centro de su proceso creativo, no sólo el talento técnico y compositivo, si no también una especie de autenticidad visceral.
En este sentido, los colombianos Fatso, con su música vibrante y nunca predecible, son el ejemplo clásico de banda que se acerca a nuestro “mood” y a nuestros intereses.
Empezamos a escuchar sus temas en youtube por la simple curiosidad de investigar sobre la presencia en Roma de un conjunto bogotano (Bogotà es una ciudad en gran expansión en términos culturales) de blues/jazz/rock, y nos dimos cuenta enseguida que su concierto organizado en el ambito del Festival romano “Jazz Evidence” organizada por el “Monk Club”, iba a ser una performance inolvidable.
Los temas del disco “On Tape” prometían, de hecho, un viaje virtual desde el blues al jazz, pasando por el rock y el soul, con un sonido distintivo y expresado en manera todavìa mas personal gracias a la voz profunda y aspera del cantante y líder del grupo, Daniel Restrepo.
La sala principal, amueblada con los tipicos sofas rojos, no está muy llena, pero el público enseguida parece muy interesado y absorto por las melodías de la banda, expresadas a través del groove del contrabajo de Daniel Restrepo (autor de lletra y arreglos) y nada màs que cuatro vientos ( básicamente, dos clarinetes y dos saxofones) que lo acompañan juntos a la batería de Cesar Morales.
El principio es inmediatamente decisivo: los FatsO aparecen en el escenario con el excelente sencillo “It’s getting bad”, lo que deja presagiar el alto nivel técnico de los músicos y el alma apasionada del proyecto.
La primera parte del concierto se va corriendo en una sucesión de historias y ritmos que recuerdan los primeros estupendos trabajos de Tom Waits y la teatralidad magica de las canciones de Leonard Cohen.
Sin embargo, no falta el elemento latino que, de alguna manera, resulta evidente en el espiritu de los seis músicos.
El tema “Oye Pelao”, cantado en español y arreglado con gran gusto, es sin duda prueba concreta de una actitud tipica de América del Sur, pero aún lejos del cliché clásico.
Fantástica la atmósfera de “Snake Eyes”, una pequeña joya digna del album waitsiano “Swordfishtrombone” y el estilo a lo Joe Cocker del sencillo más reciente “Hello”. Mención especial, más que merecida, por Daniel Linero (saxo alto y clarinete), Julio Panadero (clarinete), Pablo Beltrán (saxofón tenor) y Daniel Bahamón (saxo alto), capaces de hacer preciosas las canciones con las alfombras musicales muy agradables y con solos bien calibrados (Daniel Restrepo les deja el escenario para una canción entera y sus muchachos se portan muy bien).
El concierto sigue entre la gran aprobación de la gente y citas musicales muy buenas, siempre pertinentes y modeladas de acuerdo a los gustos y a las muchas influencias personales de los músicos, como el excelente cantante / bajista recuerda en uno de sus discursos para agradecer al público y presentar a la banda.
El final esta muy sabroso: los FatsO regresan al escenario con una versiòn en clave de blues del grande exito “I Want You Back” de Jackson 5.
Un espectáculo que sin duda destaca por una banda de gran perspectiva, que nos dio una noche llena de energía y que asoló todas las clásicas fronteras culturales, presentandonos una Colombia muy diferente en términos de cultura y lenguaje musical, en comparación con nuestra tipica imaginación.
En fin, la prueba de Fatso ha sido un gran éxito y estamos seguros de que los chicos estarán de vuelta pronto en estas zonas incluso más motivados.
De hecho, es muy probable que la banda vuelva a Europa este otoño.

Ant De Oto di TIPS!

Photo: Renato Brugnola
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Entrevista a Daniel Restrepo (Voz y Contrabajo de FatsO)

Antonio: Hola Daniel, todo bien?
Daniel: Hola Radio Kaos!
A: Nos gustò mucho tu concierto, buenìsimo!
D: Muchas Gracias!
A: Te vamos a hacer unas preguntas para el pùblico de Tips! y de Radio Kaos Italy. La primera cosa que se nota en tu musica es que, en nuestra opiniòn, te gusta mucho Tom Waits y que este cantante tiene por supuesto un significado importante en tu percurso musical.
D: Si, claro. Tom Waits es uno de los artistas que mas escuché. Despues de empezar a estudiar musica, en realidad, lo volvì a descubrir. Porque mi papà era un melomano y lo ponia siempre cuando yo era pequeňo. Pues lo volvì a descubrir despues de 15 aňos y me enamoré mucho sobre todo de la forma de Tom Waits de escribir letras. Mas que la forma de cantar. Mientras la gente piensa que es mas por la forma de cantar. Porque en realidad, mi influencias se las atribuirìa mas a Joe Cocker y Leonard Cohen. Pero claro, sobre todo por la parte de cuentero Tom Waits me impactò mucho.

A: Como es ser un musico en Colombia en esta epoca?
D: Està muy bien, sabes. Es una buena epoca para la musica en Colombia. El Estado està invistiendo mucho mas dinero. Hay muchos mas festivales. Y Bogotà, particularmente se volviò “Ciudad de la musica” en el mundo también. Entonces hay mucha mas visibilidad, hay ferias y rueda de negocios. Eso nos ha permitido esas cosas por ejemplo: viajar , hacer contactos con promotores internacionales y tambien tocar en Roma. Pienso que este es un buen momento. Estan pasando cosas muy buenas en Colombia.

A: Como nacio el proyecto “FatsO”?
D: Bueno, empecé muy de pequeňo cantando y me gradué como compositor y productor. Pero siempre fui tambien bajista electrico y tambien dejé de cantar. Pero quise siempre estudiar contrabajo. Cuando por fin conseguì el contrabajo, porque en Bogotà no era tan facil, Y me empezaron a salir estas canciones. Así, estudiando tambien. Tocaba el contrabajo y me salìan estas canciones.
Primero fue un trio, con bateria y guitarra. Estaba ya con mucha bandas, pero llegò un momento que me cansé y tuve que mandar todo al carajo y hacer lo mio.

A: Y sus arreglos, los clarinets, los saxos…
D: Yo escribo todo. Tambien todas las notas de los vientos, menos los solos, por supuesto. Toqué mucho jazz contemporaneo con bandas que tenian vientos. Y estudié percusión mucho tiempo. Toqué rock también pero me cansé de la guitarra. Es que la guitarra estaba sempre para frente. El bajista siempre a tras. Y me cansé (rie). Dije: “Voy a hacer una banda sin guitarra!”.
Y aunque a veces tocamos con guitarra, de hecho el aňo pasado hicimos una gira en Alemania con un guitarrista, el fuerte es este, la harmonia que nace de los vientos. Y fue muy bueno encontrarme con estos musicos que lo pueden hacer.

A: Muchas gracias, Daniel por esta pequeňa entrevista, nosostros iremos a pasar seguramente tu música en nuestra radio. Hasta pronto!
D: Hasta pronto! Bueno, felicidades y muchas gracias por este espacio!

Lunedì 16 Maggio – Tips! ospita “Kabali Wa & The Bad Preachers”

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Lunedì 16 Maggio 2016 alle 23:00
Ant “A Tweed” De Oto di Tips!
@Radio Kaos Italy [via Eugenio Torelli viollier, 17 Roma]
Ospiti: Kabali Wa & The Bad Preachers

Dopo il mini-live + intervista della puntata scorsa con i ragazzi de “La Base”, Tips accoglie un’altra formazione molto interessante hiphop/nusoul nata al confine fra le Marche e l’Abruzzo, dove un rapper proveniente dall’Africa ha incontrato i beats strumentali di due talentuosi musicisti.
Kabali Wa nasce a Windhoek Namibia, dopo qualche anno, con la famiglia si trasferisce in Sudafrica dove rimane per due anni. Successivamente, si trasferisce in Italia dove incomincia ad avere le prime esperienze musicali. L’amore per il canto e per il rap, lo portano a pretendere di più dalla musica, così Kabali Wa, inizia a sentire la forte vocazione di dover scrivere i propri testi e a comporre le melodie per le sue canzoni. Poi un giorno conosce Paolo Scarpantoni produttore di musica hip hop, con il quale inizia una collaborazione, fino a quando a loro si unisce Emanuele Tucci musicista e produttore, che insieme a Paolo forma i Bad Preachers, dando così il via alla produzione del progetto insieme a Kabali Wa, The Initiation. Lavoro che unisce le esperienze dei tre artisti fino a formare un collage di sensazioni R’n’B, Soul e Hip-Hop. Con the Initiation, Kabali Wa and the Bad Preachers vogliono incontrare il loro pubblico, con il singolo Man in the City che diventa subito il loro biglietto da visita.

TIPS! vi presenterà la musica di questi giovani artisti con un’intervista esclusiva.
Come sempre, un viaggio continuo e “worldwide” attraverso le sonorità e le culture musicali.

TIPS! è on air tutti i lunedì dalle 23 a mezzanotte solo su www.radiokaositaly.com

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Lunedì 9 maggio – Tips! ospita “Sara Jane Ceccarelli” e “La Base” (intervista + presentazione “live” del singolo “Resti Qui”)

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Lunedì 9 maggio 2016 alle 23:00
Ant “A Tweed” De Oto di Tips!
@Radio Kaos Italy [via Eugenio Torelli viollier, 17 Roma]
Ospiti: Sara Jane Ceccarelli e La Base

Una nuova puntata di Tips! all’insegna del groove, delle contaminazioni fra generi e dell’internazionalità.
Questa settimana ancora una volta due progetti ospiti.

Nella prima parte faremo due chiacchiere con Sara Jane Ceccarelli, songwriter italo-canadese, che ci presenterà il suo singolo “Rescue Yourself”, uscito lo scorso 26 aprile.
Nella seconda, ci sarà l’intervista + showcase della band “La Base” una nuovissima formazione hiphop/neo soul composta dal chitarrista Francesco Fioravanti, dal rapper Kenzie e il cantante Massimo Cantisani (fresco dell’esperienza a “The Voice of Italy”). “La Base” presenterà in esclusiva “live” il singolo “Resti Qui”, che uscirà proprio il 9 maggio.

Sara Jane Ceccarelli comincia a studiare pianoforte a 3 anni con la giapponese Setzuko Murata. Nel 2001 inizia ad esibirsi in duo con suo fratello Paolo, chitarrista e compositore. Si ispirano inizialmente a Joe Pass ed Ella Fitzgerald così come a Tuck & Patty, esibendosi in duo esclusivamente acustico. Riarrangiano e reinterpretano i classici della musica jazz, soul, brasiliana e pop internazionale con uno stile molto personale che gli ha garantito palchi ed eventi importanti come la Casa del Jazz e Villa Celimontana a Roma, il Trasimeno Blues Festival, il Noborders Jazz Festival.
Dal 2012 inizia il suo percorso di studio e interpretazione di musica proveniente dalle culture più diverse: dalla morna capoverdiana, alla amba e choro brasiliani, passando per il tango, i canti popolari balcani, la chanson francese, i classici italiani, fino al blues e i jazz, da cui proviene. Ad oggi canta in più di 10 lingue.
Dal 2014 è impegnata con vari ensemble tra cui la MED FREE ORKESTRA e l’ORCHESTRA NAZIONALE JAZZ GIOVANI TALENTI, ed è coinvolta nella stesura di vari progetti di teatro musicale in particolare con David Riondino.
Ha collaborato e avuto l’onore di dividere il palco con grandi artisti tra cui: David Riondino, Natalio Luis Mangalavite, Monica Demuru, Erri De Luca, Claudio Santamaria, Paolo Briguglia, Gino Castaldo, Mario Tronco, Paolo Damiani, Eugenio Bennato, Andrea Satta e i Tetes de Bois, Gabriele Mirabassi, Roberto Taufic, Francesco Bolo Rossini e molti altri. E’ corista nel disco di Francesco De Gregori “Amore e Furto – De Gregori canta Bob Dylan.
A settembre 2016 uscirà “Colors” il suo primo disco da solista.

La Base è band hiphop/neo soul formata da tre giovani e talentuosi musicisti.
La formazione, ispirata dal sound di The Roots, D’Angelo e Erykah Badu, si avvale della collaborazione di giovani talenti del panorama jazz romano e propone un sound che si muove con disinvoltura tra armonie jazz e beat hip hop, melodie soul e rime rap.
Se da un lato gli strumenti tradizionali (batteria, basso, chitarra e piano) non fanno sentire la mancanza dell’elettronica, rovesciando le convenzioni del rap nostrano, dall’altro forniscono un approccio moderno al “suonato”, derivante proprio dall’esperienza dell’elettronica nel campo dell’RnB e della black music, tornando, in una sorta di chiusura del cerchio, a vita propria fuori dai piatti dei dj che a loro volta li avevano campionati.
Il confine labile fra tradizione e innovazione è chiaramente dimostrato dai due vocalist che in egual misura danno voce al progetto: se da un lato Massimo Cantisani attinge a piene mani alla tradizione soul e NeoSoul afroamericana, dando una nuova veste a melodie che vedrebbero la loro naturale espressione nella lingua inglese, dall’altro Kenzie dimostra le possibilità espressive del rap in un terreno solitamente a lui estraneo: quello degli strumenti suonati dal vivo.

TIPS! vi presenterà la musica di questi giovani artisti con due simpatiche interviste e uno showcase dei “La Base”.
Come sempre, un viaggio continuo e “worldwide” attraverso le sonorità e le culture musicali.

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Ant De Oto

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Lunedì 11 Aprile – TIPS! ospita “Dayme Arocena” e “Re::Life”

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Lunedì 11 Aprile 2016 alle 23:00
Ant “A Tweed” De Oto di Tips!
@Radio Kaos Italy [via Eugenio Torelli viollier, 17 Roma]
Ospiti: Dayme Arocena e Re::Life

Una nuova puntata speciale di Tips! con un’intervista alla cantante cubana Dayme Arocena, che sarà in concerto a Roma il 14 Aprile sul palco del Monk Club per un evento organizzato dall’agenzia Re::Life.
Nella seconda parte intervisteremo anche lo staff di Re::Life, parlando dei prossimi concerti e dei progetti futuri.

Cantante, compositrice, arrangiatrice, direttrice di coro e band leader, Daymé Arocena a 24 anni è già una veterana e una presenza carismatica nella scena musicale cubana, dove ha esordito da professionista all’età di 14 anni.
A cominciare dagli studi sui canti e sulle musiche tradizionali, ha via via scoperto e assimilato altri stili, in particolare il jazz e il soul.
Grazie alle sue straordinarie doti è riuscita a catturare ben presto l’attenzione degli addetti ai lavori. Nel 2010, entra a far parte del quintetto jazz fusion, Sursum Corda, con cui si esibisce anche al di fuori del suo paese. Il suo status cresce ulteriormente, finanche arrivando a duettare prima con Wynton Marsalis e la sassofonista canadese Jane Bunnett e poi con Ed Motta e Roy Ayers.
Nel frattempo era stata notata da Gilles Peterson, spesso a Cuba in ambito della collaborazione con il progetto Havana Cultura, che era rimasto estasiato al punto da volerla fortemente nel roster della sua etichetta.

Re::Life nasce nel 2003 come concept night alla Palma club di Roma dove mantenuto la sua residenza settimanale fino al 2007, anno in cui il jazz club ha chiuso i battenti. Una concept night che nel 2005/6 è sbarcata con residenze mensili anche allo storico Tunnel di Milano e alla Flog di Firenze. La concept night dopo un altro paio di stagioni è stata sospesa per mancanza di spazi adeguati. Al contempo Re::Life ha coltivato l’attività di booking ed organizzazione di eventi su tutto il territorio nazionale. Si tratta di un’agenzia specializzata in sonorità “black” e di quello che potremmo definire “organic groove”. Ha lavorato e promosso artisti del calibro di Batida, Bilal, Bixiga 70, Cola & Jimmu, Criolo, Dam-Funk, Débruit, Estére, Hidden Orchestra, Ibibio Sound Machine, James Pants, Jimi Tenor, José James, J.Rocc, Karl Hector & the Malcouns, Lucas Santtana, Madlib, Mndsgn, Metà Metà, Michael Rutten, Mo Kolours, Myron & E, Mulatu Astatke, Nicole Willis, Ondatropica, Orlando Julius, Questlove, Pat Thomas & Kwashibu Area Band, Paul White, Peanut Butter Wolf, RocketNumberNine, Rosalia De Souza, Skip “Little Axe” McDonald, Stateless, Taylor McFerrin, Teebs, The Comet Is Coming, The Heliocentrics,The Sweet Vandals, The Kondi Band, The Souljazz Orchestra.

Ospiti in studio Riccardo Rozzera e il fondatore Marco Saurini.
Si parlerà dei prossimi concerti previsti (tra cui la data romana di Dayme Arocena, i due live di José James a Milano e Bologna e la prima a Roma per Robert Glasper con il progetto “Experiment”).

TIPS! vi presenterà questo progetto con un’intervista esclusiva e le classiche “mance virtuali” di musica dall’Italia e dal mondo.

Come sempre, un viaggio continuo e “worldwide”…

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[Kaos Live Report] Battles live @ Quirinetta – 30/03/2016

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Con l’arrivo ufficiale della primavera, non poteva mancare il ritorno di Spring Attitude Festival. L’ormai consueto appuntamento capitolino della tre giorni della musica elettronica è fissato per la fine di maggio.
L’apertura delle danze però, si è svolta mercoledì 30 marzo al Teatro Quirinetta con un concerto di una delle migliori live band degli ultimi anni: Battles.
Ci si aspettava il pubblico delle grandi occasioni e la risposta è stata calorosa.
Prima della band newyorkese e prima di entrare nella sala principale del teatro, l’attenzione è rivolta alla piccola grotta dove si esibiscono i giovani talenti Kaitlyn Aurelia Smith e i torinesi NIAGARA.
Due modi di intendere i suoni elettronici, due mondi piuttosto differenti che hanno accompagnato i Battles per le tre date italiane.
L’americana Kaitlyn Aurelia Smith ha giocato con le atmosfere dei suoi sintetizzatori modulari mischiandole ad un cantato subacqueo e metallico al tempo stesso. I NIAGARA, invece, tornano sulle scene con un nuovo album, Hyperocean, e con un live di forte impatto sonoro.
Peccato per la scelta logistica della grotta per lo svolgimento dei due live di apertura, troppo piccola per contenere le tutto il pubblico e con acustica un po’ troppo ovattata.
Ma d’altronde, non appena ci spostiamo nella sala principale dove suoneranno i Battles ci accorgiamo subito che il palco può essere occupato da una sola band.
La scenografia è stretta, gli strumenti sono tutti allineati con la batteria minimale di John Stanier (Helmet, Tomahawk), che regna e mette timore con il ride messo a due metri di altezza, alla sua destra le due tastiere del polistrumentista Ian Williams (Don Caballero) e a sinistra i pedali e gli effetti del chitarrista/bassista David Konopka (Lynx).
Alle spalle della band una fila di sei amplificatori a sovrastarli, come fossero delle guardie a protezione dei regnanti.

battles_concerto_1

Dopo essere entrati sul palco uno alla volta, il Battles danno vita ad un concerto che il numeroso pubblico della primavera musicale romana difficilmente dimenticherà.
L’inizio è affidato a Dot Com, brano in levare con atmosfere acide, ideale per scaldare i timpani dei presenti.
La prima parte del concerto è un salto tra canzoni del nuovissimo album La Di Da Di (2015) e del suo precedente Gloss Drop (2011). Proprio da quest’ultimo viene estratto il singolo Ice Cream. E qui si apprezzano in particolar modo le “randellate” del batterista Stenier, che unisce la precisione di un metronomo ad una grande potenza ritmica e scenica. E’ lui il pendolo che ipnotizza, mentre i suoi fidi compagni di palco sfoderano campionature a go-go, strutturando il brano con precisione matematica.
Si torna al nuovo, precisamente a FF Bada, brano dai tratti orientali con le chitarre che si inseguono e si rispondono e che ci portano alla più sperimentale Futura, semplice nell’approccio che trasporta il pubblico su mondi fiabeschi e cinematografici, concludendo la prima parte del concerto.
Dopo un breve saluto al pubblico, i Battles tornano al vecchio proponendo in sequenza B + T, Tras 2 e IPT 2, tracce tratte dai primi lavori della band statunitense EP C/B EP (2004).
Un ritorno allo scorso decennio che si conclude con la saltellante Atlas, il singolo che li ha portati alla notorietà e unico brano del live tratto dall’album del 2006, Mirrored.
E’ l’apice del concerto. Il pubblico, ormai in visibilio, si lascia trasportare dall’ultimo brano caratterizzato da atmosfere più funk, Summer Simmer.

battles_concerto_2

I Battles lasciano il palco, giusto il tempo di una breve pausa, per poi ritornarvi a concludere il travolgente concerto con gli ultimi due brani in scaletta: HI/LO e la splendida The Yabba. Quest’ultimo brano, primo singolo di La Di Da Di, chiude alla perfezione un concerto che ha esaltato il numeroso pubblico del trio newyorkese.
Il sudore grondante che viene fuori dalla camicia inzuppata di Stainer dice tutto su quanto la band metta anima e corpo in quello che fa.
La musica elettronica, talvolta, sembra trasmettere un senso di freddezza da parte di chi la produce; qui, invece, ci troviamo di fronte a dei professionisti che non si tirano indietro a mostrare il loro amore verso il loro lavoro e verso i fan.
Come Ian Williams che ritroviamo ai piedi del palco a fine concerto, ancora sudato e affannato dalle fatiche del live, a scambiare due chiacchiere e qualche foto con i suoi ammiratori.
I Battles si confermano una delle migliori band live del panorama internazionale: la potenza della parte ritmica di Stainer e la matematica dei suoni loopati di Williams e Konopka, in un mix tra elettronica e rock stoner/metal, formano in effetti un genere a se stante e che soltanto il supergruppo di New York riesce creare.
Spring Attitude inizia alla grande la sua stagione musicale, partendo in quinta con un gruppo lontano da quel che ci si potrebbe aspettare dalla kermesse romana, ma che ha messo tutti d’accordo: è stato piacevole e divertente notare i volti sorpresi di quella fetta di pubblico che, pur abituata a sonorità spesso molto differenti, ha saputo comunque apprezzare e applaudire i suoni incalzanti e ossessivi che hanno riempito le sale del Teatro Quirinetta.

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Luigi Giannetti

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Lunedì 4 Aprile – TIPS! ospita Anudo (Cuneo) e Technoir (Genova)

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Lunedì 4 Aprile 2016 alle 23:00
Ant “A Tweed” De Oto di Tips!
@Radio Kaos Italy [via Eugenio Torelli viollier, 17 Roma]
Ospiti: Anudo e Technoir

Dopo le vacanze pasquali torna TIPS: una puntata speciale orientata alle sonorità elettroniche con ben due band ospiti.
Vento di novità che arriva dal nord-ovest, sull’asse Liguria-Piemonte, dove synth e campionatori si miscelano perfettamente con chitarre e strumentazioni tradizionali , seguendo il forte spirito di contaminazione dell’elettronica contemporanea.

Nella prima parte, incontreremo i TECHNOIR, freschi di uscita del nuovo EP “NeMui” (Wasabi Produzioni,2016) dal sapore electro ed “experimental soul”.
I Technoir sono un duo di origini nigeriane, greche e italiane, formato da Alexandros (chitarre, laptop) e Jennifer (voce, effetti). Il loro sound può essere definito “soul futuristico sperimentale” perché affonda le radici nel passato, ma è rivolto al futuro. La loro musica ha l’ambizione di creare nuovi ecosistemi musicali in cui si intrecciano svariati elementi provenienti dalla black music, dal jazz, dalla world music e dall’elettronica più sperimentale. Nei loro brani convivono chitarre funk jazz, beat futuristici, campioni polverizzati e voci soul. Proprio per questo motivo, il titolo del loro primo progetto (suddiviso in 3 uscite digitali che andranno a formare un album) è NeMui, ovvero Nu Ecosystem Musically Improved.

Ospiti del secondo blocco, saranno invece i piemontesi ANUDO, che proprio il 4 aprile daranno alla luce il loro primo album “Zeen” (MArteLabel, 2016), un esordio discografico che costituisce la prova del nove per il trio cuneese che ha conquistato l’attenzione di pubblico e promoter con i due singoli (“Just” e “Fools”), pubblicati nel corso del 2015.
“Zeen” è un viaggio di 10 tracce attraverso paesaggi sonori di elettronica contemporanea dal gusto berlinese, con morbide melodie sporcate da un’attitudine punk che si diramano su bassline compatte e si immergono nella penombra delle Alpi, dove gli Anudo hanno trasformato una cascina isolata in un recording studio di ultima generazione.
Fuoriclasse della musica ibrida e digitale, con alle spalle diversi progetti ed esperienze sui più importanti palchi europei, i tre producer utilizzano suoni ambientali campionati in diverse città del vecchio continente mixandoli ai synth analogici, autentica colonna portante del loro sound.

TIPS! vi presenterà questi progetto con due speciali interviste e le classiche “mance virtuali” di musica dall’Italia e dal mondo.
Come sempre, un viaggio continuo e “worldwide”…

Ant De Oto

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ANUDO
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Lunedì 21 Marzo – TIPS! ospita Paola Fecarotta (Armaud)

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Lunedì 21 Marzo 2016 alle 23:00
Ant “A Tweed” De Oto di Tips!
@Radio Kaos Italy [via Eugenio Torelli viollier, 17 Roma]
Ospite: Paola Fecarotta

Una nuova puntata di Tips! all’insegna delle sonorità nascoste, in Italia e nel mondo.

Questa settimana ospite Paola Fecarotta, trombettista, cantante e chitarrista, leader del progetto “Armaud”.
Cresciuta in mezzo alla musica sin da bambina, frequenta la Saint Louis School di Roma [Italia]. Nel 2009 si trasferisce in Olanda per studiare jazz al Conservatorium di Amsterdam. A dicembre 2013 intraprende il suo delicato progetto chitarra e voce sotto lo pseudonimo di Armaud, in seguito le si affiancano Marco Bonini [Mamavegas] alla chitarra e Marco Mirk [Cayman The Animal] alla batteria ed elettronica.
How To Erase A Plot • il debutto di Armaud, è uscito il 23 Ottobre 2015 per Lady Sometimes Records.
Un delicato disco dreampop (ma anche sad pop e trip hop) dal sapore lo-fi, ricco di melodie agrodolci tipiche della prima Cat Power o di una dimessa PJ Harvey, e dagli arrangiamenti raffinati che ci riportano un po’ alle atmosfere di Daughter. Dieci canzoni incantate, che ci lasciano la possibilità di abbandonarci a pensieri e ricordi, a galleggiare in un tempo sospeso.

TIPS! vi presenterà questo progetto con un’intervista esclusiva e le classiche “mance virtuali” di musica. Come sempre, un viaggio continuo e “worldwide”…

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Tips suggests:

[Kaos Live Report] Public Service Broadcasting live @ QUIRINETTA – 12/03/2016

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I Public Service Broadcasting, duo di giovani londinesi con un look da “dandy” consumati, dichiarano di avere una missione: «insegnare le lezioni del passato attraverso la musica del futuro».
Il loro spettacolo audio-video nasce dall’utilizzo di “sample” tratti da vecchi spot e cortometraggi informativi commissionati dai governi USA e UK a partire dagli anni Quaranta e per tutto il periodo della guerra fredda, a cui si aggiunge tutta la strumentazione live composta da un set di basso, chitarra e batteria, più effetti elettronici e pad.
Recentemente hanno presentato il loro nuovo album “The Race For Space” (uscito lo scorso 2 febbraio per Test Card Recordings), con due show speciali presso il “National Space Centre” del Regno Unito seguiti da un lungo tour europeo, comprese le cinque date italiane.
Il Teatro Quirinetta è sold out. Tanta affluenza, forse dovuta anche al party after-show , con un pubblico un po’ chiacchierone ma tutto sommato attento.
Si parte un po’ in ritardo, alle 23:20 circa, il tempo di ordinare una birra e la band è sul palco iniziando a travolgere gli spettatori in un lungo viaggio spazio/tempo dove passato e modernità convivono in maniera paradossalmente “pacifica” e onirica.

20160312_concerto_publicservicebroadcasting

La tecnica dei musicisti non è strabiliante, le idee sono però freschissime, i sample audio (raramente comprensibili per il pubblico italiano) rendono le composizioni non banali e il tiro post-wave, con sfumature di elettronica e krautrock, della band è sicuramente coinvolgente. J. Willgoose Esq ( chitarra, banjo ed effetti), il bassista JF Abraham e ed il batterista Wrigglesworth suonano con piacere e si lasciano seguire nota dopo nota sullo sfondo dei bellissimi filmati d’epoca selezionati.
Salutano il pubblico più volte in modo divertito, utilizzando sempre un effetto per rendere le voci simili a quelle robotiche e quasi radiofoniche degli speaker dei filmati, ricordando anche le trasmissioni di messaggi fra astronauti e le basi NASA.
In effetti, il tema principale dello show, come accennato, è la conquista dello spazio e in particolar modo della luna, tema centrale durante tutta la guerra fredda (ripreso, con sonorità diverse, anche dai “nostri” YOUAREHERE nel loro ultimo album).
Il concerto giunge in modo fruibile alla conclusione e c’è spazio per un ricco bis e poco prima per l’acclamatissima “Go!”, penultimo singolo dei PSB uscito nemmeno un mese fa (23 febbraio).
La gente si diverte, c’è perfino chi balla e si lascia trasportare compiaciuto dal flusso di musica e parole.
Non male per questi giovani “dandy” post-moderni, che porteranno con loro a Londra sicuramente un bel ricordo del tour italiano e dalla data romana al Teatro Quirinetta.

Ant De Oto – Tips!

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[Kaos Live Report] Jon Spencer Blues Explosion live @ MONK CLUB – 11/03/2016

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Avete presente la potenza di Mike Tyson quando stendeva l’avversario con un singolo jab? E il fottutissimo tiro da 40 metri di Roberto Carlos che, nonostante la violenza dell’impatto, si insaccò con precisione assoluta scheggiando il palo alla sinistra di Barthez?
Ecco, se avete un ricordo più o meno nitido di queste prodezze sportive, potete iniziare a farvi un’idea di quello che è stato per noi il concerto al Monk Club della Jon Spencer Blues Explosion.
Proprio di questo si è trattato, di uno show in cui la potenza strumentale devastante si abbinava perfettamente ad un controllo del suono e della dinamica ancor più sorprendente. Mai qualcosa di eccessivo o fuori posto, mai eccessi di virtuosismo, mai un attimo di noia.
La “Blues Explosion” del trio newyorchese è apparsa subito evidente fin dall’inizio e c’era d’aspettarselo.
Nati nel 1990 dall’incontro fra Jon Spencer, Russell Simins (batterista degli Honeymoon Killers) e Judah Bauer, hanno all’attivo 11 album in studio e uno “live”, più diverse collaborazioni (remix ed EP usciti solo per il mercato giapponese).
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L’ultima fatica del trio è il disco “Freedom Tower” (2015), registrato presso i leggendari Daptone House Of Soul di Bushwick e mixato ad Harlem da un personaggio influente nel circuito hip-hop come Alap Momin (Dalek).
Il concerto è stato un flusso musicale continuo e impetuoso (pochi attimi fra la fine di un brano e l’inizio del successivo), un connubio costante fra le distorsioni ben calibrate delle chitarre (“Telecaster” per Bauer e l’immancabile “Zim-Gar” di Jon) e la batteria poderosa e minimale di Simins.
Il cinquantenne Jon Spencer si diverte e fa divertire, coinvolge il pubblico spesso e volentieri con la caratteristica voce effettata con l’inconfondibile “slap-back delay” e si abbandona insieme ai suoi compari a lunghi episodi di improvvisazione senza mai risultare prolisso o stucchevole.

In un concerto del genere c’è di tutto, spirito punk, chitarre blues, capacità tecnica degna dei migliori jazzisti e persino modernità funk e hip hop. Il risultato finale è stato circa un’ora e quaranta di storia del rock-blues sotto tutte le sue meravigliose sfaccettature, un’estasi di grinta e sudore, uno spettacolo carico di ricercata “violenza sonora” e di invidiabile personalità artistica che solo pochi “rocker” sanno ancora avere.
In effetti, sarebbe opportuno riflettere sul fatto che i JSBX sono inventori di questo peculiare sound e sono oggettivamente molto meno famosi di band come Black Keys e White Stripes (giusto per citarne due) che ne hanno seguito (in maniera più melodica e meno tecnica ma comunque sia encomiabile) le orme.
C’è poco da fare, “Blues Explosion” non poteva essere nome più adatto per descrivere il talento e l’attitudine “cazzuta” di questi straordinari ragazzacci di New York City.

Ant De Oto – Tips!
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Lunedì 14 Marzo – TIPS! ospita Funk Pope [Sweat Drops]

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Lunedì 14 Marzo 2016 alle 23:00
Ant “A Tweed” De Oto di Tips!
@Radio Kaos Italy [via Eugenio Torelli viollier, 17 Roma]
Ospite: Funk Pope [Sweat Drops]

Una nuova puntata di TIPS! all’insegna della buona musica.
Viaggi virtuali che vi portano perle nascoste da ogni angolo del pianeta.
Questa settimana l’ospite è Massimo Andreozzi a.k.a. Funk Pope.
Il funk è una benedizione e dal 2007 “Funk Pope” ha deciso di fare del groove la sua missione. Dj fondatore del blasonato progetto Sweat Drops in tandem con Dj Baro (Colle der Fomento), oggi Funk Pope mescola assieme diverse sonorità (funk, R&B, disco, hip hop, jazz, reggae, rock e psichedelia) che trovano il minimo comune denominatore nell’approccio “soul” e che ben si adattano sia alla fisicità del dancefloor che ad un viaggio mentale nella black più astratta.
Sweat Drops è un collettivo di dj che condividono la passione per il funk e ogni forma di groove. Assieme promuovono eventi legati alla street culture.
Il collettivo nasce 5 anni fa dalle ceneri di 24Carat per ricordare James Brown e il groove funk-soul dalle radici ai future sounds con dei grandi party in location del calibro di Angelo Mai, Circolo degli Artisti, Animal Social Club, Teatro Lo Spazio e Teatro Quirinetta. Ideatori della serata Dj Baro (Colle der Fomento, Rome Zoo) e Funk Pope, ma la crew vede la presenza attiva di personaggi storici del dancefloor romano e dell’arte metropolitana che rispondono al nome Dj Stile, Dj Serio ed Emiliano Cataldo, oltre a tantissimi collaboratori (dj e bands). La serata ho ospitato negli anni i contenuti musicali di Grandmaster Flash, Afrika Bambaataa, Booker T Jones, Katzuma (Deda/ Sangue Misto), Funkallisto, Comemammamhafatto e Adriano Bono, solo per citarne alcuni. Oggi Sweat Drops è divenuto un vero e proprio contenitore di esperienze artistiche: arte urbana, videomapping, design e altre forme espressive legate all’underground.
Sweat Drops is grooves, colors, shapes!

TIPS! vi presenterà questo progetto con un’intervista esclusiva e le classiche “mance virtuali” di musica dall’Italia e dal mondo.
Come sempre, un viaggio continuo e “worldwide”…

TIPS! è on air tutti i lunedì dalle 23 a mezzanotte solo su www.radiokaositaly.com

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Lunedì 7 Marzo – TIPS! ospita “The Dining Rooms”

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Lunedì 7 Marzo 2016 alle 23:00
Ant “A Tweed” De Oto di Tips!
@Radio Kaos Italy [via Eugenio Torelli viollier, 17 Roma]
Ospite: The Dining Rooms

A quattro anni dall’uscita di Lonesome Traveller, The Dining Rooms tornano con un nuovo album che si riallaccia idealmente con il sound degli esordi del duo milanese, in particolare con le atmosfere cinematiche di Numero Deux (Schema, 2001).
“Do Hipsters Love Sun (Ra)?” contiene atmosfere abstract jazz, cosmic funk, instrumental hip-hop e tutti i tratti e le influenze tipiche del sound dei The Dining Rooms, ma anche un forte elemento cinematico che affonda le sue radici nel mondo delle sonorizzazioni e delle colonne sonore del cinema Italiano. La reinterpretazione di quelle atmosfere è l’altro tema del disco, una vena sotterranea capace di infondere nelle tracce dell’album l’incanto di quelle colonne sonore leggendarie.
In quest’ottica si inseriscono le collaborazioni: Jessica Lauren , space woman per eccellenza, e la nouvelle vague del suono italiano collegato a quell’attitudine cinematica, i Sacri Cuori di Antonio Gramentieri e Francesco Giampaoli, e Bruno Dorella, chitarrista dei Ronin (e non solo).
In questa puntata di TIPS! faremo due chiacchiere con Stefano Ghittoni, fondatore del gruppo, a proposito della storia dei “The Dining Rooms” e della realizzazione di questo nuovo album, ascoltando anche qualche brano.
La musica e le storie di TIPS!, raccontate da Ant De Oto, in un viaggio continuo e “worldwide” alla ricerca del groove e delle sonorità più esotiche e nascoste.

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Lunedì 29 febbraio – TIPS! ospita “Nadine Carina” (CH/UK)

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Lunedì 29 febbraio 2016 alle 23:00
Ant “A Tweed” De Oto di Tips!
@Radio Kaos Italy [via Eugenio Torelli viollier, 17 Roma]
Ospite: Nadine Carina (CH/UK)

Nadine Carina è una cantante e polistrumentista svizzera di Locarno.
Il suo stile è vicino all’indie-pop elettronico, ricco di sperimentazioni ma comunque vicino al folk e alla musica anni ’50.
Nadine utilizza nelle sue composizioni anche giocattoli d’epoca in loop, piccoli strumenti a percussione e ritmi di batteria elettronica.
Dopo essersi trasferita in Inghilterra per studiare presso il rinomato “Liverpool Institute of Performing Arts”, Nadine ha inciso una serie di EP e di album dal 2011 ad oggi.
Nel 2012, Nadine si è divisa fra la Svizzera e l’Inghilterra suonando in molti contesti differenti, tra cui l’apertura del concerto delle CocoRosie a Zurigo.
Il suo ultimo album “Never been to heaven” è uscito a settembre 2014 per l’etichetta svizzera Oh Sister Records.

TIPS! vi presenterà la musica di questa giovane artista con un’intervista esclusiva.
Come sempre, un viaggio continuo e “worldwide” attraverso le sonorità e le culture musicali.

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[Kaos Live Report] MULATU ASTATKE live @ MONK CLUB – 20/02/2016

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Non capita tutti i giorni e in tutte le città della nostra contraddittoria Italia di poter ascoltare così da vicino una leggenda vivente dell’afro-jazz.
In primo luogo, infatti, non può mancare un sincero elogio nei confronti del Monk Club che nel giro di pochi mesi è riuscito a proporre una line-up davvero sorprendente per la rassegna “Jazz Evidence”. Una scommessa non facile, se si considerano le tendenze musicali contemporanee e i problemi logistici connessi agli spostamenti e ai set di band spesso molto numerose, eppure grazie a “Jazz Evidence” abbiamo avuto l’opportunità di poter ascoltare sia artisti con alle spalle carriere straordinarie sia nuove leve del jazz destinate ad entrare nell’olimpo dei grandi della black music (Kamasi Washington, su tutti).
La serata si preannuncia subito carica ed il pubblico, incuriosito e pieno di aspettative, comincia ad affluire in modo corposo nel giardino del Monk e nella sala principale.
Facendo un passo indietro, sembra opportuno spendere qualche parola di presentazione.
Mulatu Astatke è un leggendario vibrafonista e polistrumentista africano. Creatore negli anni ’60 di quel movimento Ethio-Jazz in cui si fondono tradizione etiope, influenze latinoamericane e improvvisazione jazzistica, è da ritenere uno dei più importanti musicisti africani di sempre.
È stato il primo studente africano ad aver frequentato il prestigioso Berklee College of Music di Boston e fin dagli esordi ha avuto la possibilità di suonare con musicisti del calibro di Duke Ellington.
Insomma, per tutti coloro che conoscevano il personaggio c’erano sul serio pochi dubbi in merito alle emozioni che avrebbe offerto durante lo spettacolo.

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Neanche il tempo di ordinare la prima birra e la band inizia a travolgerci con la prima suite di ben diciassette minuti, dove le strutture tipiche del jazz sembrano già sposarsi in modo naturale con il sound e le armonie tipiche dell’afrobeat e della musica araba ed egiziana tradizionale.
Non mancano, già dalla seconda traccia (la stupenda “Yekermo Sew” tratta dalla colonna sonora del film “Broken Flowers” di Jim Jarmusch), elementi vicini al free-jazz, comunque mai eccessivi o noiosi grazie all’estro e alla tecnica del sassofonista James Arben e del trombettista Byron Wallen.
Mulatu si diverte e saluta garbatamente il pubblico, presentando spesso le proprie composizioni e dividendosi piacevolmente fra vibrafono, percussioni e la tastiera di un piano wurlitzer.
L’atmosfera diventa ancor più magica e sognante grazie alla presenza di Danny Keane al violoncello, che eseguirà anche un brano in duo con lo stesso Astatke.
Nella seconda parte del concerto non mancano invece incursioni nel latin-jazz, sempre e comunque contraddistinte da pulsanti venature afro.
Possiamo parlare, in sintesi, di un live di livello assoluto in cui il musicista etiope (classe 1943) si conferma ancora sul pezzo e in ottimo stato di forma, accompagnato dai fantastici musicisti inglesi della “Steps Ahead Band”.
Una piacevolissima serata, dove noi di TIPS! e Radio Kaos Italy, amanti delle sonorità black e del groove, non potevamo non trovarci a nostro agio.
A questo punto, cresce l’attesa per un altro concerto targato “Jazz Evidence”, dove nella consueta cornice del Monk sarà di scena il 15 marzo il grande Tony Allen (storico batterista degli Africa 70 di Fela Kuti) con un tributo alla musica di Art Blakey. Non vediamo l’ora!

Ant De Oto

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Lunedì 22 febbraio – TIPS! ospita “Beat Soup”

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Lunedì 23 febbraio 2016 alle 23:00
Ant “A Tweed” De Oto di Tips!
@Radio Kaos Italy [via Eugenio Torelli viollier, 17 Roma]
Ospite: Beat Soup

BEAT SOUP nasce a giugno 2013 dall’incontro semicasuale tra Nario (Bros) e Luca (Tonnoalnaturale), entrambi appassionati di beats & hip hop.
Le loro “zuppe” sono molto fresche: selezioni jazzy-soulful con un sano tocco di boombap d’annata misto all’old school.

I due già vantano numerosi dj set, serate fisse e varie gigs in giro per Roma (e non solo: Milano, Napoli, Catania, Firenze ecc…). Anche in situazioni particolari come in negozi di streetwear, studi, loft, terrazzi, piscine, botteghe e numerose situazioni foodie.

Beat Soup è diventato poco a poco sempre più un riferimento per la scena del beatmaking italiana e non. Il loro canale Mixcloud è ormai tra i più seguiti al mondo per i tag “beats” e “instrumental hip hop”. Nel 2015, in quei generi musicali, è stato inserito tra i 10 migliori canali del mondo.

Nel 2014 è nato CAFFETTINO. Un progetto totalmente autoprodotto di dj set e live set con guest in situazioni casalinghe.

TIPS! vi presenterà questo progetto con un’intervista esclusiva e le classiche “mance virtuali” di musica dall’Italia e dal mondo.
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Lunedì 25 Gennaio – TIPS! ospita “Calamity Jade”

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Lunedì 25 Gennaio 2016 alle 23:00
Ant “A Tweed” De Oto di Tips!
@Radio Kaos Italy [via Eugenio Torelli viollier, 17 Roma]
Ospite: Calamity Jade

Ospite della puntata di TIPS! sarà Jada Parolini aka Calamity Jade, DJ e fondatrice dell’agenzia di promozione musicale WILLWORK4FUNK, specializzata in funk/soul/jazz/afro/breaks/soulful house.
Dal 2012, Willwork4funk gestisce la promozione in Italia e all’estero di artisti provenienti da USA, UK, Germania, Francia, Italia e Spagna e per etichette come Légère, Jalapeno, Agogo, Buyu, INFRACom!, Breakin Bread, Wah Wah 45s, Mocambo.
Inoltre Calamity Jade conduce la trasmissione radiofonica “Funk Shui” in onda su Radio Popolare e Controradio.

Nella puntata di TIPS! come sempre news musicali da tutto il mondo, groove, novità in ambito elettronico e l’impredibile mixtap PAST,PRESENT & FUTURE!

Tutti i lunedì dalle 23 a mezzanotte, solo su www.radiokaositaly.com

Lunedì 11 Gennaio – TIPS! ospita “You Are Here”

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Lunedì 11 Gennaio 2016 alle 23:00
Ant “A Tweed” De Oto di Tips!
@Radio Kaos Italy [via Eugenio Torelli viollier, 17 Roma]
Ospite: You Are Here

Questa sera ospiti di TIPS! Alle 23 i romani YOUAREHERE, per un’intervista sul loro album Propaganda, uscito esattamente un anno fa.
Come sempre la puntata di TIPS! sarà un viaggio virtuale fra le contaminazioni musicali in Italia e nel mondo. Da non perdere la nostra rubrica Past, Present & Future in appendice.

Dalle 23:00 solo su www.radiokaositaly.com

YOUAREHERE è una band elettronica nata a Roma nel 2011, formata originariamente da Andrea Di Carlo, Claudio Del Proposto e Patrizio Piastra. Il suono del gruppo è caratterizzato da ossessive ritmiche glitch, avvolgenti atmosfere elettroniche e coinvolgenti crescendo melodici. Debuttano nel dicembre del 2011 con As When The Fall Leaves Trees (51beats) un album di 9 tracce dove propongono brani dai ritmi frenetici, loop ossessivi, voci in reverb e sognanti melodie di piano. Il disco vanta anche i remix di Sun Glitters e Port-Royal

Ad Aprile 2013 è uscito il loro ep Primavera, e in questo anno, tra le altre cose, aprono il concerto romano di Whomadewho, suonano sul palco dell’Ypsigrock Festival prima di Shout Out Louds e Holy Other, sono l’opening del tour italiano di Porcelain Raft e del live ad Ephebia dei 65daysofstatic.

Nel 2014 Andrea lascia e al suo posto arriva Francesco Stefanini (The Shadow Line) che porta la batteria all’interno della band.

Il 09 Gennaio 2015 uscirà il nuovo lavoro Propaganda, mixato e masterizzato da Andrea Suriani (già al lavoro con Drink to Me, M+A e molti altri) all’Alpha Dept. di Bologna.

La performance live di YAH è caratterizzata da visuals cinematici dalle immagini suggestive e da un suono senza pause in continua trasformazione.

//www.asyndeton.net/
//facebook.com/youarehr
//listen2yah.bandcamp.com/
https://soundcloud.com/youarehere

Lunedì 14 Dicembre – TIPS! ospita “Daniele Cordisco” & presenta il nuovo LOGO

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Lunedì 14 Dicembre 2015 alle 23:00
Ant “A Tweed” De Oto di Tips!
@Radio Kaos Italy [via Eugenio Torelli viollier, 17 Roma]
Puntata speciale di TIPS dove sarà presentato il nuovo logo!
Ospite: Daniele Cordisco

Daniele Cordisco, nato a Campobasso il 02.01.1988, si avvicina alla musica sin da piccolo grazie alla passione trasmessagli dal padre, chitarrista jazz.
Oggi, nonostante i suoi soli 25 anni, vanta già un curriculum da professionista, infatti ha avuto l’opportunità di condividere il palcoscenico con alcuni dei musicisti/artisti più importanti della scena musicale italiana e non solo, tra cui: Jeff Young (organista di Sting), Fabrizio Bosso, Danilo Rea, Max Ionata, Stefano Di Battista, Gary Smulyan, Jimmy La Rocca, Julian Oliver Mazzariello, Walter Ricci, Claudio “GREG” Gregori, Paolo Recchia, Michael Supnick, Marisa Laurito, Massimiliano “Max” Paiella, Giorgio Rosciglione, i fratelli Deidda, Lorenzo Tucci, Luca Mannutza, Daniele Scannapieco, Luca Aquino, Aldo Vigorito, Donna McElroy, Christian Maurer, Roy Hargrove, Esperanza Spalding, Nico Menci, Red Pellini ecc.

Parleremo anche di Serge Gainsbourg, Cuba e dell’album di Natty Dub di “beats” instrumental hip-hop dedicati alla musica di Kings of Convenience.

Ascolta un estratto di Daniele Cordisco – “This Could be the start”

Ascolta un estratto di Natty Dub – “Beats of Convenience”:

Solo su TIPS! – www.radiokaositaly.com

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Lunedì 30 Novembre – TIPS! ospita “Fabio Liberatori”

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Lunedì 30 Novembre 2015 alle 23:00
Ant “A Tweed” De Oto di Tips!
@Radio Kaos Italy [via Eugenio Torelli viollier, 17 Roma]
Ospite: Fabio Liberatori

Fabio Liberatori è un musicista e compositore italiano, È uno dei fondatori della band degli Stadio, con i quali prende parte ad alcuni importanti album di Lucio Dalla, di Ron e alla storica tournée di “Banana Republic”, che vede protagonista il cantautore bolognese a fianco di De Gregori. Durante la sua militanza nel gruppo Liberatori firma successi come “Vorrei”, “C’è”, “Ti senti sola”, “Un fiore per Hal”.
Dopo l’esperienza con gli Stadio, si dedica alla carriera solista e alla composizione di colonne sonore per il cinema (collabora spesso con l’amico Carlo Verdone).
In questa puntata di TIPS! parleremo del suo concept-album “The Asimov Assembly” ispirato ad alcuni racconti di Isaac Asimov tratti dalla raccolta “Nightfall and other stories” (nell’edizione italiana Antologia personale). L’album vede la conferma della consolidata collaborazione con Arturo Stalteri e la partecipazione della vocalist Sonja Kristina dei Curved Air e di Carlo Verdone. Liberatori, vero e proprio cultore della storia della musica elettronica, ha realizzato questo album facendo uso di strumenti che hanno fatto la storia di questo genere, andando dai rarissimi sintetizzatori analogici degli anni settanta e ottanta, fino ai più moderni strumenti di ultima generazione.
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Ascolta di THE ASIMOV ASSEMBLY:

Giovedì 25 Novembre 2015 alle 21:00 – 45 SEKKI ospita i “Woods of Karma”

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Giovedì 25 Novembre 2015 alle 17:00
Drastiko di 45 Sekki
@Radio Kaos Italy [via Eugenio Torelli viollier, 17 Roma]
Ospiti: Woods of Karma

I Woods of Karma nascono a Livorno nel 2003, cambiano formazione nell’ottobre del 2014, e nel gennaio 2015 registrano il primo ep al Freedom Recording Studio, in provincia di Ferrara. Suonano per tre volte al Cage Theatre di Livorno ed al Viper Club di Firenze, arrivando in finale regionale all’Emergenza Festival, concorso per band indipendenti, classificandosi primi per voto di pubblico. Il 25 maggio 2015 esce, distribuito da (R)esisto distribuzione, “This Has Already Been Done”, il primo EP ufficiale del gruppo. All’interno, i Woods of Karma rivisitano i principali generi del passato in chiave propria, passando tra Punk, Brit-pop e Alternative Rock.
I Woods of Karma uniscono la cura dei dettagli e l’attenzione agli arrangiamenti con l’immediatezza e la compattezza dell’indie rock e dell’hard rock, arrivando a trasformare l’alternative rock degli inizi in un qualcosa di sperimentale e mai timoroso di osare.
Conosceteli insieme a noi, oggi alle 17:00, in compagnia del nostro Drastiko che gli dedicherà questa puntata di 45 Sekki!

Lunedì 23 Novembre – TIPS! ospita Paolo Bassotti & il “Maestro Mazza”

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Lunedì 23 Novembre 2015 alle 23:00
Ant “A Tweed” De Oto di Tips!
@Radio Kaos Italy [via Eugenio Torelli viollier, 17 Roma]

Per la puntata di TIPS ci saranno due ospiti in studio:

PAOLO BASSOTTI
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Nella prima parte mezz’ora del programma avremo in studio lo scrittore, critico musicale e musicologo Paolo Bassotti, autore del libro Sexy Rock. 50 storie di musica e rivoluzione sessuale (2014), 50 storie per raccontare come la musica abbia accompagnato i cambiamenti dei costumi sessuali, e del libro Lou Reed. Rock and Roll. Testi commentati (2012), entrambi per la casa editrice Arcana.

Il 6 Novembre si è inaugurata, a Roma, alla Galleria Parione 9, una mostra ispirata al libro, che ha riunito alcuni dei nomi più importanti dell’illustrazione italiana come Davide De Cubellis, Spugna (Tommaso Di Spigna), Matteo De Longis, Dario Panzeri e Petrella. La mostra è curato dallo stesso Paolo Bassotti insieme con Isabella Mazzanti e IDEA Academy di Roma.



GIANNI MAZZA

Noto personaggio televisivo, conosciuto ai più come “Maestro Mazza”, Gianni Mazza è un compositore, direttore d’orchestra e tastierista italiano.
Di formazione jazz, inizia la carriera come tastierista del gruppo dei Freddie’s, complesso noto sulla scena musicale romana degli anni sessanta; si dedica poi all’attività di cantante, partecipando nel 1965 al Festival degli sconosciuti di Ariccia. Dal 1966 diventa tastierista di Little Tony, e nel 1970 forma un gruppo che accompagna il cantante, The Ambassadors (con Enrico Ciacci alla chitarra, Alberto Ciacci al basso e Gianni Dall’Aglio alla batteria), e che incide anche a nome proprio; diventa inoltre direttore artistico della Little Records, etichetta di proprietà di Little Tony.
Nel decennio successivo realizza molti dischi di altri artisti, lavorando, per citarne solo alcuni, con: Loy e Altomare, Stefano Rosso, I Cugini di Campagna, Anna Melato, sua compagna dell’epoca e Renzo Arbore, per il quale realizza il primo LP dal titolo Ora o mai più, ovvero cantautore da grande.
L’incontro con Arbore si rivela importantissimo per la sua carriera e quindi raggiunge la grande popolarità con la partecipazione, negli anni ottanta, a programmi televisivi di grande successo: da Tutti insieme compatibilmente di Nanni Loy (1980)[1] a Telepatria International (1981)[2], da Ciao Gente di Corrado (1983-1984) a Quelli della notte (1984-1985), da Cari amici vicini e lontani a Indietro tutta! di Renzo Arbore, con il quale prosegue la fortunata collaborazione, offrendogli spesso sponde per le sue gag.
È stato direttore d’orchestra ancora in altri numerosi varietà della RAI. Ha inoltre preso parte, come compositore e due volte come attore, a otto film tra il 1977 e il 2001. Nel 1991 ha partecipato al Festival di Sanremo nella categoria Nuove Proposte con la canzone Il lazzo, senza riuscire ad accedere tra i finalisti. Nel 1996-97 approda a Domenica in con Mara Venier e successivamente con Fabrizio Frizzi e nel 1997 ha pubblicato l’album Mazza… che domenica! edito da Carosello. Sempre con Fabrizio Frizzi dal 1991 al 1996 ha condotto la trasmissione televisiva Scommettiamo che…? di Michele Guardì andata in onda su Rai 1.
Fino al 2005 ha fatto parte del cast del programma di Rai 2 Piazza Grande di Michele Guardì condotto da Giancarlo Magalli, mentre dal settembre 2006 è passato a Buona Domenica su Canale 5. Nel 2009 incide un CD dal titolo: Tutta colpa di mia moglie edito da Rai Trade, che raccoglie alcune sigle celebri della Tv come: Zum zum zum, Cicale, Stasera mi butto, Dadaumpa ed altre, tutte rivisitate con il solito umorismo dissacrante che caratterizza da sempre la sua carriera musicale.
Dalla stagione 2009-2010 ad oggi è direttore d’Orchestra del programma di Michele Guardì Mezzogiorno in famiglia, condotto da Amadeus, Alessia Ventura e Sergio Friscia, in onda su Rai 2 il sabato e la domenica.

Con lui parleremo sopratutto di Funk e di anni’70

[Kaos Live Report + Interview]Hugo Race @Init 13/11/2015

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Ant De Oto di Tips!
@Init [Roma]
Venerdì 13 Novembre 2015

Hugo Race è uno di quei musicisti che hanno tanto da raccontare e trasmettere sul palco.
A maggio è uscito “The Spirit”, il suo ultimo album in studio, il tredicesimo inciso con la sua storica band “True Spirit” e in questo novembre è partito il suo tour europeo con ben sei date nella sua amata Italia.
Il cantante e chitarrista di Melbourne ha infatti vissuto diversi anni in Sicilia e ha collaborato con numerosi artisti italiani (Cesare Basile, La Crus, Sacri Cuori, ecc.), coinvolgendoli nelle proprie produzione o dando vista a veri propri progetti musicali (Hugo Race Fatalists).
Il nuovo disco “The Spirit”, prodotto dall’etichetta tedesca “Glitterhouse Records”, è stato ben accolto dalla critica e dal popolo del rock-blues italiano ed è in effetti un gioiellino: le atmosfere cupe e polverose della musica di Race emergono ancora una volta in tutta la loro pienezza evocativa, confermando il mix di qualità e di impatto emotivo presente fin dai primi album del songwriter australiano.
Il concerto comincia verso le 23, con il pubblico dell’INIT (peraltro ignaro dei fatti che stavano avvenendo il quel momento a Parigi) diviso fra gli amanti del blues e delle atmosfere cupe dei True Spirit e gli altri giunti per assistere al successivo concerto dei Flipper, storica band punk/hardcore californiana. Particolare da non trascurare , considerando che la performance di Hugo Race & True Spirit risulterà coinvolgente e fruibile anche per coloro che avevano fatto il loro ingresso all’INIT in attesa del secondo concerto.
Il live parte subito con la magia della voce baritonale di Hugo, accompagnato dall’inseparabile chitarra e da una sezione ritmica robusta ed efficace, composta da batteria (Brett Poliness) , basso (Chris Hughes) e occasionalmente dalle percussioni. Dall’altro lato, eccezionale il contributo dei due polistrumentisti Nico Mansy (chitarra elettrica e tastiera) e dell’italiano Michelangelo Russo, che stupisce il pubblico con tappeti e assoli a colpi di armonica, tromba, moog ed effetti.
La band propone un repertorio avvincente e mai noioso, dove il blues elettrico si sposa con estrema naturalezza con le sonorità dark e new wave, che hanno caratterizzato il percorso musicale di Race assieme ai Birthday Party e i Bad Seeds di Nick Cave (Hugo Race è stato membro di entrambe le band durante la prima parte degli anni 80).
Spiccano sicuramente il singolo “Elevate my love”con un giro di basso deciso che ricorda gli album di qualche anno fa di Barry Adamson (anche lui ex Bad Seeds), il blues graffiante e cadenzato della fantastica “Man check you woman”, il sound torbido di “Dollar quarter”, nonché le numerose citazioni e i brani del passato, macchiati di toni dark e krautrock (“Mushroom”, dei tedeschi Can)
In sostanza, un concerto che non ha affatto deluso le aspettative dei fan e che ha conquistato anche il pubblico di fede noise/punk che attendeva la performance successiva dei Flipper.
Hugo Race si diverte, presenta spesso le canzoni in italiano e si congeda dal pubblico con un sincero “Vi amo!”.
Dopo lo show l’abbiamo incontrato nel backstage per una breve intervista fatta in collaborazione fra TIPS e INDIELAND per Radio Kaos Italy.


(Ascolta l’intervista!)

INTERVISTA HUGO RACE @ INIT, ROMA
(A: Antonio De Oto; H Hugo Race)
A: Siamo qui, per RKI, ad intervistare Mister Hugo Race, dopo aver apprezzato il suo concerto. Allora, prima domanda: il tuo ultimo album è uscito nel 2015 (The Spirit, ndr) e hai prodotto numerosi album. Perché, al giorno d’oggi, le band non fanno uscire album ogni anno durante la loro carriera come, ad esempio, succedeva a cavallo degli anni ’60-’70?
H: E’ vero. Le band, un tempo, facevano uscire due o tre album all’anno. Credo che la causa sia dovuta alla quantità di musica prodotta nell’arco degli ultimi vent’anni. Oggigiorno ci sono molti artisti che hanno inciso talmente tanti album, molto più che negli anni precedenti, che c’è solo più musica; quindi penso che la gente sia satura e quando penso di andare ad incidere un disco devo chiedermi perché lo sto facendo, se sto facendo un buon disco e se sto veramente creando qualcosa di nuovo o mi sto solo ripetendo.
Infatti con l’album “The Spirit” ho impiegato sette anni prima di inciderlo perché cercavo un’ispirazione. Chiesi ai musicisti della band di comporre l’album insieme a me. E’ stata la prima volta per me fare una tale richiesta. In passato avrei scritto l’album e solo successivamente avrei richiesto i musicisti. Questa volta ho voluto creare una situazione più intima con la band. Così abbiamo lavorato per tre anni per far uscire questo progetto.
A: Qual è la linea che hai tracciato dagli anni ’80 ad oggi? Hai lavorato con molte band, The Wreckery, Dirtmusic, Fatalists, l’esperienza con Nick Cave.
Qual è il filo conduttore che hai seguito?
H: Penso che quando abbiamo iniziato a produrre musica, parlo anche a nome di band della scena musicale di Melbourne degli anni ’80, era perché pensavamo che la musica in quel momento storico non era abbastanza di qualità. Volevamo divertirci con il tipo di musica che volevamo ascoltare. Melbourne era una città molto isolata e non avevamo la possibilità di acquistare facilmente album da Londra, New York o Los Angeles, quindi abbiamo dovuto sviluppare le nostre idee. Parlo per me stesso, ma forse è vero anche per le altre persone che hanno lavorato con me nei Bad Seeds e della scena di Melbourne, abbiamo messo insieme tutto ciò che sapevamo del vero Rock ‘n’ Roll e del Blues.
A: Si, infatti, sulla scena erano presenti molte band…
H: Effettivamente c’erano due concetti diversi per quanto riguarda le band: a Sidney la radio trasmetteva il blues di Detroit, mentre a Melbourne ce n’era un’altra di cui la gente scrive libri e si cerca ancora di darle un nome.
Ora come ora, credo che avesse a che fare con il blues, nel senso di riportarlo all’entusiasmo primordiale di quel genere di musica che non proveniva dalla mente ma dall’anima.
Era questa l’idea!

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A: Ultima domanda in italiano per Radio Kaos Italy. Ti chiediamo, visto che hai vissuto tanto tempo in Italia e collaborato con grandi artisti, che noi apprezziamo molto, come Cesare Basile e Mauro Ermanno Giovanardi (La Crus), qual è il musicista italiano, se c’è, e quali sono i progetti italiani che ti hanno colpito in questi anni, che non hai conosciuto personalmente, ma con cui vorresti lavorare, che ti sono piaciuti e hai apprezzato particolarmente?
H: Difficile da dire. Come scrittore, come testi, io penso, personalmente, che Cesare Basile è molto forte. Non solo perché è un mio amico, ma perché lui è un uomo molto indipendente e segue la sua strada da sempre; perché ha prodotto cose meravigliose nel 1999 (Stereoscope, ndr), tanto tempo fa, e già sapeva esattamente cosa voleva fare. Ancora ascolto le cose che fa adesso. Infatti stiamo collaborando su alcune cose in questi giorni.
Dal punto di vista musicale, i Sacri Cuori mi hanno colpito moltissimo.
A: Tant’è che hai collaborato con loro per il progetto Fatalists.
H: Si. infatti ho iniziato a suonare con Antonio Gramentieri prima dei Sacri Cuori, eravamo amici e abbiamo suonato tanto. Poi lui ha fondato i Sacri Cuori, mentre riguardo il progetto Fatalist è stato costruito in maniera più organica.
Mi piace quello che fanno, nel senso che prendono un sacco di roba storica italiana mista con altre cose e sembra che indichi una strada per la musica italiana, magari in futuro. Nel senso di aprire la mente verso diverse forme di musica, perché se no fosse così la musica italiana rimane isolata, in Italia.
A: Noi di Radio Kaos Italy, siamo d’accordo con te su tutte queste tematiche anche perché cerchiamo proprio di supportare questo tipo di musica anche in Italia.
H: E’ molto importante. E’ una cosa importante da fare!
Traduzione: Azzurra Posteraro
Tecnico Audio, Post-produzione: Luigi Giannetti
Montaggio e simultanea: Simone Mercurio 
Intervista e live report: Ant De Oto

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