Ryoji Ikeda • Eklekto // music for percussion

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Uno spettacolo lontano dall’immaginario che ci ha fatto conoscere e apprezzare Ryoji Ikeda, pioniere della musica astratta e tra i maggiori esponenti della computer music contemporanea.

Nella prima italiana di “Music for Percussion”, in collaborazione con Eklekto, (gruppo di percussionisti nato a Ginevra nel 1974), Ikeda esplora un nuovo ambito musicale, abbandonando visual e elettronica per lasciare spazio alla sola purezza del suono fatta di composizioni minimaliste per corpo, triangoli, piatti, crotales e metalli.

Foto di Elisa Scapicchio

Roma Summer Fest: continua l’estate musicale dell’Auditorium Parco della Musica

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Con il concerto degli Arctic Monkeys si è inaugurato ufficialmente il 26 maggio il nuovo Festival della Fondazione Musica per Roma dal nome contemporaneo e globale: ROMA SUMMER FEST.
La stagione estiva di concerti nella cavea dell’Auditorium Parco della Musica quest’anno per la prima volta  inizierà quasi un mese prima e durerà oltre due mesi  con oltre 40 concerti di tutti i generi musicali: rock, pop, jazz, classica, world music e spettacoli. Con questo festival Roma diventa ufficialmente la capitale per eccellenza della musica internazionale e la cavea dell’Auditorium Parco della Musica una venue unica al mondo per numero di concerti ospitati nell’estate e soprattutto qualità delle proposte artistiche. Inoltre per la prima volta nella storia del Parco della Musica sarà possibile assistere a oltre 10 concerti rock e pop in piedi nel parterre della cavea (confermati: Arctic Monkeys, Noel Gallagher, Snarky Puppy, Hollywood Vampires, Alanis Morissette, Franz Ferdinand / Mogwai, Steven Tyler,  Bandabardò) dando  la  possibilità  quindi  a  una  parte  del  pubblico  più  scatenato  di  ballare e muoversi.

Le prossime date:

17 giugno: Orchestraccia

20 giugno: Gigi Proietti

21 giugno: Jazz factory

22 giugno: Noel Gallagher’s high flying bird

23 giugno: Gigi Proietti

26 giugno: Lp+ very special guest Tom Walker

28 giugno: Opi, Ambrogio Sparagna

29 giugno: Luca Barbarossa

1 luglio: Oliver Onions reunion live tour

3 luglio: Simple minds

5 luglio: Stefano Bollani

6 luglio: Francesco De Gregori

7 luglio: Snarky Puppy

8 luglio: Hollywood vampires

9 luglio: Alanis Morisette

10 luglio: Franz Ferdinand e Mogwai

11 luglio: Ringo Starr and his all starr band

12 luglio: Ezio Bosso

13 luglio: Alex Britti

14 luglio: The Chick Corea akoustic band

16 luglio: Stefano Bollani quintet

17 luglio: James Blunt

18 luglio: Orff, Carmina Burana

19 luglio: Jethro Tull

20 luglio: An evening with Pat Metheny

21 luglio: Caetano Veloso in concerto con Moreno, Zeca e Tom “in ofertorio”

22 luglio: King Crimson

23 luglio: King Crimson

26 luglio: Ciajkovskij Katia Buniastishvili

27 luglio: Steven Tyler & The loving Mary band

28 luglio: Sting

30 luglio: Baustelle

1 agosto: Bandabardò

13 settembre: David Crosby & Friends

[Kaos Live Report] Michael Kiwanuka @Auditorium Parco della Musica di Roma 22/06/2017

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Il 22 giugno, nella Cavea dell’Auditorium Parco della Musica di Roma per il Luglio Suona Bene, si è fermato il tempo. Per un’ora e mezza il pubblico si è ritrovato a viaggiare in uno spazio cosmico, guidati dalla voce unica e pura di Michael Kiwanuka.

Il chitarrista inglese, tournista di Adele, ha portato nella capitale la sua magia sonora. Il lungo intro di “Cold Little Heart” accompagna i presenti ad allacciarsi le cinture e a preparasi per il decollo.

La voce graffiante e sincera del capitano Kiwanuka tranquillizza sin dalla prima nota gli ospiti della sua navicella. Non è un caso che, da quando è uscito l’album Love & Hate, il chitarrista di Londra stia acquisendo sempre più importanza nel mondo musicale di oggi. Perché il un momento storico in cui si dà sempre più spazio agli effetti e all’autotune, ascoltare e perdersi nelle frequenze vocali di questo ragazzo inglese è qualcosa di meraviglioso.

La prima parte del viaggio si apre con brani tratti dall’ultimo lavoro (“Cold Little Heart”, “One More Night”, “Falling” e “Black Man In A White World”, “Place I Belong”). Decollo perfetto: un misto tra atmosfere sognanti, ritmi incalzanti e calma apparente. Calma che si raggiunge quando si fa un salto indietro, al 2012, quando vengono eseguite, dall’album Home Again, “I’m Getting Ready” (canzone tradotta ed interpretata anche da Ron (“Mi Sto Preparando”), presente tra il pubblico romano, e “Rest”, suonata con il solo aiuto del basso.

Le sonorità psichedeliche riaccendono i motori verso l’ultima visita al pianeta Kiwanuka. “Rule The World”, “The Final Frame” e “Father’s Chile” accompagnano i turisti a viaggiare con la mente, attraverso i ricordi e le speranze insite in ognuno dei presenti. I musicisti si prendono i meritati applausi congedandosi per la sosta prima del ritorno a casa. Con “Run Like The Breeze” e “Home Again”, la navicella fa il suo atterraggio sulla terra.

Il capitano Kiwanuka lascia il pubblico estasiato con un messaggio di speranza, “Love & Hate”.

“I need something, give me something wonderful”

La standing-ovation finale è tutta meritata. Abbiamo assistito a qualcosa di magico, puro e sincero. Il presente e il futuro della musica avrà come protagonista indiscusso il capitano Michael Kiwanuka: voce perfetta e arrangiatore di brani che si fanno ascoltare ed amare.

Di Luigi Giannetti

Giovedì 24 Marzo – KAOS LUNCH ospita “Nuove Tribù Zulu” e “Elena Russo”

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Giovedì 24 Marzo 2016 alle 13:00
Antonio Aversano e Giorgia Fidato di Kaos Lunch
@Radio Kaos Italy [via Eugenio Torelli viollier, 17 Roma]
Ospiti: Il Parto Delle Nuvole Pesanti

Oggi puntata speciale di Kaos Lunch su Radio Kaos Italy! Alle 13:30 ospite di Anto e Giorgia, Nuove Tribù Zulu presenteranno il nuovo EP Nemasté Om Shanti e il concerto all’ Auditorium Parco della Musica – Roma del 1 Aprile!
Ma non finisce qui, dalle 14, Elena Russo presenterà lo spettacolo IL TOPO NEL CORTILE di Daniele Falleri, in scena dal 7 Aprile al Teatro Ambra alla Garbatella!
Ovviamente non mancheranno i consigli cinematografici non richiesti sulle ultime uscite e l’attenta analisi del box office del ultimo fine settimana!
Non fatevelo raccontare! Stay tuned! Dalle 13 alle 15 su radiokaositaly.com

Oggi ore 23 nella vetrina RKI Napoleon Murphy Brock suona Frank Zappa

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Martedì 3 Novembre
Vetrina RKI
di Simone Mercurio (IndieLand )

Serata di IndieLand quanto mai speciale e internazionale questa sera, martedì 3 Novembre ore 23 con superospite il grande musicista americano Napoleon Murphy Brock, sax e vocalist per tanti anni con il mitico Frank Zappa.

Con lui Riccardo Fassi e Tankio Band plays Zappa per presentare con la loro musica dal vivo un disco e un tour che porterà Napoleon & C. dal vivo a Roma il 6 novembre presso il CrossRoads Live Club. Dalle 23 in diretta streaming su www.radiokaositaly.com e in vetrina in via Eugenio Torelli Viollier 17. Con noi anche la giornalista “zappiana” Alessandra Izzo. Negli studi in vetrina di Radio Kaos Italy, ben visibili dalla strada (venite a trovarci in via Eugenio Torelli Viollier 17, zona Tiburtina, Largo Beltramelli), i due musicisti risponderanno alle domande del conduttore di IndieLand Simone Mercurio e suonerano dal vivo una gustosa ed esclusiva anteprima del concerto di venerdì 6 novembre.

Si tratta di uno dei progetti più interessanti su Frank Zappa dalla scomparsa del genio di Baltimora. Il grande compositore, arrangiatore e raffinato musicista jazz Riccardo Fassi e la sua Tankio Band dedicarono un cd al Maestro già subito dopo la sua morte. Ora tornano con il nuovo progetto “in concerto” con una sola imperdibile data, al Crossroads, per gli amanti di Zappa, di Fassi e della grande musica, accompagnati da uno dei musicisti ‘zappiani’ storici, ovvero Napoleon Murphy Brock. Il cantante, sassofonista e flautista statunitense, non solo ha condiviso il palco con Frank Zappa ma ha anche contribuito in diversi album del chitarrista tra il 1974 e il 1984. Inoltre Napoleon Interpretò il personaggio dell’Evil Prince nell’album-musical Thing-Fish, pubblicato da Zappa nel 1984. Dopo la morte del chitarrista, avvenuta nel 1993, ha partecipato a The Grandmothers e Zappa Plays Zappa, progetti musicali in omaggio allo stesso Frank Zappa.

Allevato dai nonni, il noto sassofonista e vocalista Napoleon Murphy Brock, apprende inizialmente la pratica del canto gospel, prima di studiare a scuola il clarinetto, per poi passare al sassofono tenore. Estremamente influenzato dal jazz, esordisce in piccoli gruppi di rhythm & blues e rock’n’roll e con un complesso denominato Gregarious Movement si esibisce nel circuito dei grandi alberghi, il che lo porta per un periodo alle Hawaii: in quel periodo viene casualmente ascoltato da Frank Zappa, che lo assume nel 1972 come vocalista e sassofonista per rimpiazzare Sal Marquez. Dopo quattro anni nel complesso zappiano, riforma Gregarious Movement e collabora con il tastierista Gorge Duke. Nel 1983 ritorna a collaborare con Zappa fino al 1984. Partecipa a realizzazioni discografiche quali Apostrophe, Roxy & Elsewhere, One Size Fits All, Bongo Fury, Zoot Allures, Sheik Yerbouti, Thing-Fish, You Can’t Do That On Stage Anymore. Apparve anche in alcune raccolte di materiale registrato durante i concerti delle band di Zappa in quegli stessi anni. Interpretò il personaggio dell’Evil Prince nell’album-musical Thing-Fish, pubblicato da Zappa nel 1984. Dopo la morte del chitarrista, avvenuta nel 1993, ha collaborato con la band The Grandmothers ed altri progetti musicali in omaggio allo stesso Frank Zappa quali Project Object e Dweezil Zappa. Nel 2009, il brano Peaches en Regalia (in origine appartenente all’album di Zappa Hot Rats) suonato da Brock con i Zappa Plays Zappa, vinse la 51ª edizione dei Grammy Awards per la migliore performance di rock strumentale dell’anno. Nel 2011 Brock ha pubblicato This Is What Frank Zappa Heard, album che contiene brani registrati con una piccola band nell’agosto del 1973, la sera in cui Frank Zappa era tra gli spettatori e ascoltò per la prima volta Napoleon Murphy Brock.

Oltre che come cantante e polistrumentista, Brock è conosciuto come compositore e produttore musicale.

RICCARDO FASSI

Nato a Varese, ha studiato musica al Liceo Musicale della sua città e si è poi diplomato in pianoforte presso il Conservatorio di Musica “L. Perosi” di Campobasso. Inoltre ha studiato composizione con Domenico Guaccero e Antonio Scarlato ed ha partecipato a seminari jazz con Leo Smith, Gary Burton e Barry Harris. Nel 1983 ha formato la sua orchestra “Tankio Band” che esegue sue composizioni o progetti speciali come il tributo a Frank Zappa, il brillantissimo “Serial Killer” e il recente ed originale lavoro sulla musica di Eric Dolphy. L’orchestra, tra le più importanti del jazz italiano, è stata votata più volte dalla critica, nel referendum annuale indetto dalla rivista Musica Jazz, tra le 10 migliori formazioni del jazz nel 2007, 2005, 2003, 2002, 1996 e 1991.

Riccardo Fassi

Come compositore e leader Fassi ha registrato 24 dischi di proprie formazioni, tra cui 7 con la Tankio Band, che hanno ricevuto entusiastiche recensioni, e vari interessanti cd con piccoli gruppi comprendenti Roswell Rudd, Steve Lacy, Gary Smulyan, Adam Nussbaum, Dennis Irvin, Steve Grossman, Antonello Salis, Brian Carrott, Flavio Boltro, Alex Sipiagin, Bill Elgart e numerosi dischi come collaboratore di progetti altrui.

[LiveReport] Brunori SRL live @Auditorium Parco della Musica 26/03/2015

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A distanza di un anno dall’uscita del suo terzo album in studio, Vol. 3 – Il cammino di Santiago in taxi, Dario Brunori porta i suoi aficionados in teatro, per una tournée in cui la sua S.a.s. (società in accomandita semplice) si evolve per dar luce a “Brunori Srl: una società a responsabilità limitata”, spettacolo ispirato al teatro canzone di gaberiana memoria “[…] Che cuoce in acqua di rose autobiografia e sociologia spiccia, canzoni malinconiche e orchestrine da cameretta, chiacchiere da bar e nostalgia canaglia, baci perugina e filosofia da spiaggia. Un mix fra stand up comedy e teatro canzone. Fra concerto e cabaret. Fra finzione e confessione. Fra Martino e campanaro. Come Gaber, ma peggio. Come Bene, ma male. Come Hicks, ma Y. Uno show realizzato al solo scopo di lucro. Si apra il sipario”.
Le stesse parole del cantautore, qui riportate, esemplificano quello che è stato il trend della serata. Ma partiamo dall’inizio.
Arrivo all’Auditorium alle 21:15, a malapena un quarto d’ora dopo l’orario d’inizio riportato sul sito, contando sul ritardo, fisiologico o rituale, cui gli eventi musicali mi hanno abituato da tempo: sorpresa delle sorprese, lo spettacolo sta iniziando mentre salgo le scale, però non mi lamento, sono proprio sopra il palco.
“Immaginate di pagare il prezzo del biglietto e vedere qualcosa per cui ne è valsa la pena: non accadrà mai”: il succo della lettura introduttiva è praticamente questo: l’intento ovviamente è ironico, ma spesso non è così chiaro… Finalmente inizia la musica: una mini-orchestra da camera (violoncello, violino e clarinetto) accompagna due tastiere (una delle quali in mano alla compagna Simona Marrazzo, seconda voce principale e tamburello) e una batteria comprensiva di pad elettronico. I primi tre pezzi sono tratti dall’ultimo album – non reggono il confronto con il primo disco – l’interpretazione però è intensa; il pubblico gradisce e, spesso e volentieri, canta assieme al protagonista indiscusso della scena, Dario Brunori.
Il format, prevede però l’inserimento di monologhi, e per quanto fosse esplicitato negli interventi promozionali sul tour, rimango un po’ deluso quando il frontman si allontana dagli strumenti per prendere posto in piedi davanti a microfono e leggìo: inizia la seconda, lunga, lettura: di fatto non vedo l’ora che riprenda a suonare e a tratti mi perdo nei miei pensieri. Il racconto di per sé non aggiunge molto a quello che emerge dalle canzoni, e il fatto che sia condito qua e là da battute del tipo: “I bambini sanno essere bastardi, ma senza doppi sensi.. per questo mi piacciono: il giudice dice fin troppo” a mio avviso non è in linea col contesto che l’artista cerca di dipingere con le sue parole. Dopo un tempo indeterminato che sembrava non finire mai, i musicisti tornano a suonare, e ci regalano una dolcissima “Nanà”, eco del primo album che ho avuto il piacere di vedere eseguito dal vivo al Circolo degli Artisti in uno dei suoi primi concerti romani nel 2010, seguita da “Le quattro volte”, che non riesce proprio a convincermi. Dopo un altro brano, succede di nuovo: si spengono le luci e ricomincia il monologo: cerco di stargli dietro, ma io stasera mi aspettavo ben altro da lui, da loro: già, loro, perché nel mentre è come se i suoi compagni di viaggio non ci fossero. Sostanzialmente ho aspettato di godermi i successivi brani sperando che la struttura dell’esibizione cambiasse. Invece no: tre pezzi, monologo, tre pezzi, monologo.
I fan del cantautore non me ne vogliano: nulla da dire sul suo impegno e le sue capacità: ma ho preferito conservare di lui il ricordo di un timido e raffinato concerto agli esordi. Non credo però che questo evento sia un fallimento: solo che per conquistare chi, come me, frequenta anche altri mondi, la scelta di basare questo spettacolo su un mix di teatro e musica, è stata sfruttata solo a metà: una rappresentazione meno autoreferenziale, che coinvolgesse anche gli altri componenti del gruppo e la platea, sarebbe stata più efficace e stimolante; e del tutto alla portata dell’onesta Brunori Sas, che nel passaggio a S.r.l. credo abbia perso qualcosa per strada.

Di Pedro Pereira