[Kaos Live Report] Burning Ruins Metal Fest 09/07/2016

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Ieri 9 Luglio 2016 è andato in scena uno dei migliori festival metal presenti sul suolo italiano, il Burning Ruins Metal Fest, svoltosi nell’anfiteatro romano di Terni, che ha proposto una giornata di Metal e carica con 6 band d’eccezione, tra cui Novembre e Dark Tranquillity come headliner del festival. La scenografia dell’anfiteatro è stata la cornice perfetta per le armonie proposte durante l’arco della giornata e l’organizzazione è stata impeccabile per quanto riguarda la distribuzione e l’accoglienza dei tantissimi presenti in quei di Terni. Il Burning Ruins Metal Fest ha inizio con il primo gruppo, “Organic Illusion”, per poi passare agli energici “Bloodtruth” ed il loro Brutal Death Metal. Dopo di loro è il turno degli “S.R.L.” band che prende le sonorità dei Testament aggiungendo testi in italiano; i “Sudden Death” riportano il pubblico sulla via del Death Metal con la loro energia ed il loro metal molto tecnico e ben strutturato. Arriva il momento della prima band headliner della serata ed il pubblico è gremito e pronto per i “Novembre” orfani per qualche mese del chitarrista storico Massimiliano Pagliuso, fuori per motivi di salute (a cui noi mandiamo i nostri auguri di pronta guarigione), ma sostituito in maniera egregia da Dario Vero. La band propone una scaletta con brani tratti dal loro nuovo album “Ursa” senza tralasciare i classici come “Trieste Italiana”, il medley già proposto con “Aquamarine, Everasia, Come Pierrot”, “Nostalgiaplatz” ed una new entry da “Classica”, “Cold Blue Steel.” La band migliora sempre di più l’intesa sul palco con i nuovi membri Carlo e Giuseppe Ferilli tanto che la performance live risulta essere anche migliore dell’eccellente prestazione sold out del 9 Aprile al Traffic Live Club; a seguito di un estenuante soundcheck è il momento della storica Melodic Death Metal Band svedese, “Dark Tranquillity”. Seppur leggermente penalizzati da qualche imprecisione di suono, la band è carica ed adora il pubblico italiano ribadendo quasi sempre questo concetto. Il pubblico fa anche dono di una bandiera della Svezia, regalo gradito da Mikael Stanne e da tutti i membri dei Dark Tranquillity; ci viene rivelato che il nuovo album è pronto ed uscirà a Novembre dicendo che sicuramente i fans lo adoreranno. I brani ripercorrono un pò tutta la carriera passando dalla chiudifila “Misery’s Crown”, “Lethe”, “Treason Wall”, “Endtime Hearts”, “Monocromatic Stains”, “Wonders at your Feet”, “Therein”, “Final Resistance”, “Lesser Faith”; inoltre vengono presentati al pubblico italiano i due nuovi membri della band, Andres Iwers e Jens Florens. Il live volge al termine così come il Burning Ruins Metal Fest che piano piano si spegne mentre i fans accorsi continuano a divertirsi appena fuori l’anfiteatro trattenendosi a parlare con le band che hanno partecipato durante la giornata. Questo festival, giunto alla 4° edizione, migliora di anno in anno e presto diventerà un’istituzione per quanto riguarda il metal in italia; Agenzia Bipede e Bagana Rock Agency hanno tirato su questo grande evento e ci aspettiamo grandi nomi anche l’anno prossimo, per ora potrete guardare le foto qui sotto, ma vi consigliamo vivamente di parteciparvi l’anno prossimo.

Giuseppe Negri

[Kaos live report] Iosonouncane + Cesare Basile live @ Villa Ada – 06/07/2016

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Non è un granché cominciare un resoconto di un concerto (o di due concerti, in realtà) ammettendo una propria mancanza grave che sarebbe potuta passare sotto silenzio facilmente, con uno sguardo rapidissimo a Wikipedia o a qualche intervista sparsa sul web.
Però è chiaro che il resoconto del concerto, soprattutto per chi non ha potuto parteciparvi, è una specie di atto di fede, e io non me la sento di tradirvi.
Sono arrivata a Villa Ada con calma, assieme ai miei amici, mi sono messa sotto al palco, ho ricevuto un messaggio di un amico in ritardo:
– O ma iosonouncane ha iniziato?-
– No tra poco ci sta il gruppo spalla, ma sticazzi.-
Ecco. È una debolezza piuttosto ovvia, e spero diffusa. Vai al concerto di qualcuno che ti piace tantissimo, ma prima speri che il gruppo spalla, o chi apre, o insomma chiunque ci sia prima sul palco, pure i tecnici che accordano, si diano una mossa. Quindi pochissimo rispetto nei confronti di chi si sta prendendo l’onere di scaldare un pubblico che non è venuto per lui. O che forse è venuto per lui ma tu non lo sai perché è chiaro che sei lì per IOSONOUNCANE. Altre volte, onestamente, la mia impazienza è stata in larga parte giustificata, e pure troppo rispettosa, ma con Cesare Basile ho toppato come una scema qualsiasi.
Sul palco ci sono tre personaggi veramente diversi, e allo stesso modo carismatici, e sebbene ricordi a stento il nome di due di loro: Cesare Basile, e mi sembra abbastanza semplice, e Simona, rimangono ben impressi i suoni ampi, i testi meravigliosi e la complicità. È banale far caso all’aspetto dell’intesa tra i musicisti, e alla capacità di entrare in empatia con il pubblico, ma diventa importantissimo in una data come quella di ieri, e presto capirete perché.
Cesare Basile canta, a volte in siciliano, con una voce potentissima, che si arrampica su per le orecchie, e ti intrappola come l’edera, ti fa rimanere immobile come un pupazzetto con la testa a molla, che segue una partita di tennis e non sa bene chi guardare. Perché Simona Norato (ok, appena cercato su Internet) sottile e nodosa come i rami più alti dei fichi, non riesce a star ferma mentre suona quella decina di strumenti che si trova sotto mano: tastiere, percussioni, flauto traverso, chitarra, e si dimena e fa dei controcanti che sono bellissime urla, e sussurri, e altre grida, mentre Massimo Ferrarotto (ho controllato anche questo perché non era giusto non dare il merito al terzo componente del gruppo) scandisce il tempo a volte come se fossimo nel mezzo di una parata militare, altre come le cicale, nelle pinete. È tutto così bello, che quasi ti dimentichi che dopo suonerà ancora qualcuno, perché Cesare Basile racconta tutti i modi in cui i siciliani hanno mandato affanculo il potere, o perché col pugno alzato dice “Dopo una canzone d’amore ci deve sempre essere una canzone d’anarchia”, e se ne va ringraziando, e ringraziano anche Simona Norato con un inchino, e dei baci, e gli occhi luminosi, e Massimo Ferrarotto con le bacchette alzate.
Capisco che tutto è stato fatto con un criterio meraviglioso, che un’isola ha parlato di sé, e che tutto il caldo e il sale del Mediterraneo avranno modo di levarsi altissimi sopra il vapore del lago, fino a farci entrare in una dimensione altra, in cui Cesare Basile ci ha condotto tenendoci per mano, e sorridendo, e parlando di amore ed anarchia.
Poi sale sul palco IOSONOUNCANE, assieme ad una donna bellissima, anche lei vestita di nero, che sembra una di quelle prime donne che devono aver creato il mondo, che è Serena Locci e altri tre giovani allampanati e seri. Prendono posto. Non salutano il pubblico, si mettono a suonare e basta.
Quello che sento, che riconosco, che mi fa sentire le budella dalle parti delle caviglie, è l’attacco di Che cosa sono le nuvole di Modugno, che poi è il titolo del cortometraggio di Pasolini, che poi è una ripresa dell’Otello e insomma l’insieme delle cose mi fa ringraziare che l’umanità esista e produca musica. Tutto mixato con Tanca e con le percussioni, e con i campanacci, tantissimi campanacci ed è un Caos primordiale e penso proprio a quella frase che Otello dice a Desdemona prima che tutto precipiti “[…] e se smetto di amarti, torna il Caos” (Otello, III, II) e in un certo senso è così anche per tutto il concerto di IOSONOUNCANE.
È caos che ti fa vibrare qualcosa che hai sempre sentito di possedere, qualche ricordo di pomeriggi sospesi, di campagna bruciata di sterpaglia e di aghi di pino e pietre caldissime, e incrostazioni saline sugli scogli, ed è freddezza totale, mancanza di comunicazione, ma soprattutto disagio.
Jacopo Incani (che poi è sempre lui, IOSONOUNCANE) ha una voce a tratti potente e a tratti acida e altissima quando poi, curvo sul suo synth, si volta e urla “Sveglia” ai musicisti e ti mette a parte di una situazione di inadeguatezza, come se stessi spiando qualcosa di assolutamente privato, ché ti sembra anche poco educato applaudire, e non sai mai quando farlo, come ai concerti di musica classica quando non sei certo che sia finito il movimento. Ed è quindi un oscillare continuo tra la sorpresa della musica perfetta, meravigliosa come il grembo della madre, terribile come la nascita, e il sospetto che IOSONOUNCANE non sia esattamente felice di suonare per un pubblico. È chiaro che fa parte tutto di un patto precedentemente sottoscritto per cui l’uomo che è stato capace di usare la parola sole per circa 34 volte in un solo disco senza che significasse mai la stessa cosa, non ha da sprecarsi troppo per instaurare un rapporto che lo faccia benvolere dal pubblico, perché è impossibile, è da folli non apprezzare. Mandria sul finale è proprio un colpo di grazia, tutto ciò che puoi aver pensato di terribile viene risucchiato completamente dalla coda infinita del brano, e dalla parte cantata sul finale, che non ti aspetteresti se non avessi (come me) ascoltato il disco circa 23.980 volte, e che rigenera il caos, solo per richiuderlo bene in una scatola che è fatta di mille comandi, e di leve, e di rotelle, che verrà aperta al prossimo concerto per ridare vita al ciclo, un po’ come il sole che insegue il sole.

Giorgia Melillo

Lunedì 20 Giugno – Tips! [Summer Extended] ospita LA BATTERIA e LEMON LIGHTS

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Torna il lunedì di Tips! all’insegna del funk, del jazz, dell’HipHop, dell’elettronica, delle contaminazioni e delle sonorità più lontane e nascoste.
Per tutto luglio puntate speciali di 2 ore, in diretta dalla vetrina di RADIO KAOS ITALY dalle 22:00 a mezzanotte!

Sempre due progetti ospiti :
nella prima parte ospiteremo La Batteria, un complesso musicale romano che ha esordito con l’omonimo album a gennaio 2015, una raccolta di brani originali ispirati al mondo delle colonne sonore e delle sonorizzazioni italiane degli anni ’60 e ’70. I quattro componenti de La Batteria sono veterani della scena musicale romana più trasversale, con esperienze che vanno dal post-rock progressivo (Fonderia), al pop (Otto Ohm e Angela Baraldi), al jazz sperimentale (I.H.C.), al hip hop (La Comitiva, Colle der Fomento), fino alla world music (Orchestra di Piazza Vittorio).A partire dalla pubblicazione del primo disco la band ha ricevuto un’ottima accoglienza sulla stampa e presso il pubblico, si è esibita in numerosi festival e club in tutta Italia, sbarcando anche a Parigi, e ha sperimentato felici collaborazioni con artisti come Orchestra Operaia, Colle Der Fomento, Roy Paci, Jolly Mare.
A Marzo 2016 La Batteria ha pubblicato in download gratuito Fegatelli, una raccolta di inediti e remix, mentre a Maggio è uscito Tossico Amore (Penny Records/Goodfellas), una reinterpretazione da parte della band della colonna sonora del film Amore Tossico, composta da Detto Mariano.

Formazione:
Emanuele Bultrini – chitarre
David Nerattini – batteria
Paolo Pecorelli – basso
Stefano Vicarelli – tastiere

la batteria

Nella seconda metà avremo ospite in studio Lemon Lights, un giovanissimo producer di Roma, classe ‘91. Nel 2014 è uscito il suo primo EP “Cloverleaf”, e nello stesso anno ha fatto parte di “Vanished Moments”, un audiolibro di Sun Glitters rilasciato dalla giapponese AY.
Nel 2015 il suo primo LP “Empty space” è uscito per Le Narcisse (Luminal, Diodato) ha ricevuto l’attenzione de “Il Fatto Quotidiano”, “Rockit”, “La Repubblica XL” e l’ha portato ad esibirsi in alcune delle migliori realtà romane, dall’Angelo Mai al Brancaleone, dal Monk al Vicious.

lemonlights

TIPS! vi presenterà questi progetti attraverso due appassionate interviste e tanta buona musica.
Come sempre, da non perdere la rubrica “Past, Present & Future” (anche in questo caso in versione “extended”)
Come sempre, un viaggio continuo e “worldwide” attraverso le sonorità e le culture musicali.

TIPS! è on air tutti i lunedì dalle 23 a mezzanotte solo su www.radiokaositaly.com

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LA BATTERIA
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LEMON LIGHTS
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[Kaos Live Report + Interview] FatsO (Colombia) live @ MONK CLUB – 12/05/2016 [Italiano + Español]

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Live Report (ITA)

La missione di “Tips!”, fin dal primo giorno, è sempre stata quella di ricercare delle gemme musicali pure e nascoste nel panorama mondiale ed italiano, senza il minimo interesse per l’hype e per le mode ma piuttosto alla ricerca di progetti artistici che avessero al centro del loro processo creativo non solo il talento tecnico e compositivo ma anche una sorta di viscerale genuinità.
Proprio in quest’ottica, i colombiani FatsO, con la loro musica vibrante e mai scontata, rappresentano il classico esempio di band vicina al nostro “mood” e ai nostri interessi.
Incuriositi dalla presenza in una città come Bogotà di una band blues/jazz/rock (città per altro in grande espansione sotto il profilo culturale), già dalle prime tracce ascoltate su Youtube ci siamo resi conto che il loro concerto nell’ambito della fortunata rassegna JAZZ EVIDENCE, sarebbe stato imperdibile.

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Le tracce dell’album “On Tape” promettevano infatti un viaggio virtuale dal blues al jazz, passando attraverso il rock e il soul, con un sound caratteristico e reso personalissimo anche grazie alla voce profonda e ruvida del cantante, nonché leader, del gruppo, Daniel Restrepo.
La sala principale, arredata con i familiari divanetti rossi, non è molto piena ma il pubblico appare subito interessato e rapito dalle melodie della band, contraddistinte dal groove del contrabbasso di Daniel (autore anche dei testi e degli arrangiamenti) e dai ben quattro fiati (di base, due clarinetti e due sax) che lo accompagnano insieme alla batteria di Cesar Morales.
L’incipit è subito convincente: i FatsO si presentano sul palco con l’eccellente singolo “It’s getting bad”, che lascia subito presagire l’ottimo livello tecnico dei musicisti e l’anima passionale del progetto.

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La prima parte del concerto scorre veloce in un susseguirsi di storie e ritmi che rimandano ai primi stupendi lavori di Tom Waits e alla magica teatralità delle canzoni di Leonard Cohen; non manca però l’elemento latino che in qualche modo risulta evidente nel dna dei sei musicisti. Il brano “Oye Pelao”, cantato in spagnolo e arrangiato con grande gusto e attitudine “sudamericana” ma comunque lontano dai classici cliché, ne è certamente una prova concreta.
Fantastica l’atmosfera di “Snake Eyes”, una piccola perla degna del miglior “Swordfishtrombone” waitsiano e l’approccio alla Joe Cocker dell’ultimo singolo “Hello”.

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Menzione speciale, più che meritata, per Daniel Linero (sax alto e clarinetto), Julio Panadero (clarinetto), Pablo Beltrán (sax tenore) e Daniel Bahamón (sax alto), capaci di impreziosire le canzoni con piacevolissimi tappeti e assoli ben calibrati, mai sopra le righe (Daniel Restrepo lascia loro il palco per un intero brano e i suoi ragazzi se la cavano alla grande).

Il concerto continua fra la grande approvazione dell’intimo uditorio e le continue citazioni musicali che risultano sempre pertinenti e modellate in base ai gusti e le tante influenze personali dei musicisti, come l’ottimo cantante/contrabbassista ricorda in uno dei suoi interventi per ringraziare il pubblico e presentare la band.
Il finale è davvero gustoso: i FatsO ritornano sul palco con una divertentissima interpretazione in chiave blues della hit dei Jackson 5 “I want you back”.

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Uno spettacolo sicuramente degno di nota per una band di grande prospettiva, che ci ha regalato una serata ricca di energia e che ha abbattuto tutte le classiche frontiere culturali presentandoci una Colombia davvero differente rispetto alla nostra immaginazione dal punto di vista culturale e musicale. In sintesi, la prova dei FatsO risulta superata a pieni voti e siamo certi che i ragazzi torneranno presto da queste parti ancora più carichi e motivati.
Probabile, infatti, un ritorno della band in Europa per il prossimo autunno.

Ant De Oto di TIPS!

Photo: Renato Brugnola
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Intervista a Daniel Restrepo (voce e contrabasso)

Antonio: Ciao Daniel, tutto bene?
Daniel: Ciao Radio Kaos!
A: Ci è piaciuto un sacco il vostro concerto, è stato fantastico.
D: Grazie mille!
A: Ti facciamo qualche domanda per il pubblico di Tips! e Radio Kaos Italy. Secondo noi, una delle cose che si notano subito nella tua musica, è che ti piace un sacco Tom Waits e che questo cantante per te è stato molto importante.
D: Sì, certo. Tom Waits è uno degli artisti che ho ascoltato maggiormente. In realtà, l’ho riscoperto quando ho iniziato a studiare musica. Mio padre era fissato con la musica e quando io ero piccolo metteva sempre i suoi dischi. Poi l’ho riscoperto dopo circa 15 anni e mi sono innamorato soprattutto del suo modo di scrivere canzoni. Più che del suo modo di cantare. La gente invece pensa il contrario. Mentre io le mie influenze le attribuirei di più a Joe Cocker e Leonard Cohen. Però, assolutamente sì, Tom Waits mi ha influenzato molto soprattutto con i suoi testi.
A: In questo periodo com’è fare il musicista in Colombia?
D: Si sta molto bene,sai. Davvero è un bel periodo per la musica in Colombia. Lo Stato sta investendo molti più soldi. Ci sono molti più festival. Nello specifico, Bogotà è diventata “La città della musica” nel mondo. C’è molta più visibilità, ci sono anche un sacco di fiere e conferenze. Questo per esempio ci ha permesso di fare tantissime cose. Viaggiare, fare nuovi contatti con promoter internazionali e anche venire a suonare qui a Roma.
Penso che questo sia un ottimo momento. Stanno succedendo cose belle in Colombia.

A: Come è natoil progetto “FatsO”?
D: Beh, ho iniziato a suonare e cantare da piccolo e mi sono diplomato in composizione e produzione musicale. Per un certo periodo ho fatto solo il bassista elettrico e avevo smesso di cantare. Ma il mio sogno era imparare a suonare il contrabbasso. Quando alla fine ce l’ho fatta, perché a Bogotà non era così semplice trovarne uno, sono uscite fuori queste canzoni. Così, anche solo mentre studiavo. Suonavo il contrabasso e mi venivano queste canzoni.
All’inizio misi su un trio con batteria e chitarra. Suonavo già con un sacco di altre band ma poi è mi sono stufato ed è arrivato il momento in cui ho mandato tutti a quel paese e ho deciso di fare cose mie.
A: E gli arrangiamenti, i clarinetti, i sax…
D: Di base scrivo tutto io. Anche le parti dei fiati, tranne gli assoli, ovviamente. Ho suonato per molto tempo jazz con gruppi che avevano dei fiati. E ho studiato anche percussioni. Poi ho suonato rock e ho cominciato a stufarmi della chitarra. La chitarra stava sempre davanti! Mentre il bassista sempre dietro. Me ne ero stufato! (ride). Così ho detto: “Metto su un gruppo senza chitarra!”.
E anche se a volte abbiamo suonato con la chitarra, tipo l’anno scorso quando abbiamo fatto un tour in Germania con un chitarrista, la cosa figa è questa, l’armonia che nasce dai fiati. Ed è stato stupendo conoscere questi musicisti che riescono a fare questa cosa.
A: Daniel, grazie mille per questa piccola intervista, sicuramente passeremo dei vostri brani nella nostra radio. A presto!
D: A presto! Complimenti e grazie mille per questo spazio!

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Live Report (Esp)
La misión de “Tips!”, desde el primer día, ha sido siempre la búsqueda de gemas escondidas en el panorama músical mundial e italiano, sin el más mínimo interés en el “hype” y las modas, pero mirando más hacia los proyectos artisticos que tenían en el centro de su proceso creativo, no sólo el talento técnico y compositivo, si no también una especie de autenticidad visceral.
En este sentido, los colombianos Fatso, con su música vibrante y nunca predecible, son el ejemplo clásico de banda que se acerca a nuestro “mood” y a nuestros intereses.
Empezamos a escuchar sus temas en youtube por la simple curiosidad de investigar sobre la presencia en Roma de un conjunto bogotano (Bogotà es una ciudad en gran expansión en términos culturales) de blues/jazz/rock, y nos dimos cuenta enseguida que su concierto organizado en el ambito del Festival romano “Jazz Evidence” organizada por el “Monk Club”, iba a ser una performance inolvidable.
Los temas del disco “On Tape” prometían, de hecho, un viaje virtual desde el blues al jazz, pasando por el rock y el soul, con un sonido distintivo y expresado en manera todavìa mas personal gracias a la voz profunda y aspera del cantante y líder del grupo, Daniel Restrepo.
La sala principal, amueblada con los tipicos sofas rojos, no está muy llena, pero el público enseguida parece muy interesado y absorto por las melodías de la banda, expresadas a través del groove del contrabajo de Daniel Restrepo (autor de lletra y arreglos) y nada màs que cuatro vientos ( básicamente, dos clarinetes y dos saxofones) que lo acompañan juntos a la batería de Cesar Morales.
El principio es inmediatamente decisivo: los FatsO aparecen en el escenario con el excelente sencillo “It’s getting bad”, lo que deja presagiar el alto nivel técnico de los músicos y el alma apasionada del proyecto.
La primera parte del concierto se va corriendo en una sucesión de historias y ritmos que recuerdan los primeros estupendos trabajos de Tom Waits y la teatralidad magica de las canciones de Leonard Cohen.
Sin embargo, no falta el elemento latino que, de alguna manera, resulta evidente en el espiritu de los seis músicos.
El tema “Oye Pelao”, cantado en español y arreglado con gran gusto, es sin duda prueba concreta de una actitud tipica de América del Sur, pero aún lejos del cliché clásico.
Fantástica la atmósfera de “Snake Eyes”, una pequeña joya digna del album waitsiano “Swordfishtrombone” y el estilo a lo Joe Cocker del sencillo más reciente “Hello”. Mención especial, más que merecida, por Daniel Linero (saxo alto y clarinete), Julio Panadero (clarinete), Pablo Beltrán (saxofón tenor) y Daniel Bahamón (saxo alto), capaces de hacer preciosas las canciones con las alfombras musicales muy agradables y con solos bien calibrados (Daniel Restrepo les deja el escenario para una canción entera y sus muchachos se portan muy bien).
El concierto sigue entre la gran aprobación de la gente y citas musicales muy buenas, siempre pertinentes y modeladas de acuerdo a los gustos y a las muchas influencias personales de los músicos, como el excelente cantante / bajista recuerda en uno de sus discursos para agradecer al público y presentar a la banda.
El final esta muy sabroso: los FatsO regresan al escenario con una versiòn en clave de blues del grande exito “I Want You Back” de Jackson 5.
Un espectáculo que sin duda destaca por una banda de gran perspectiva, que nos dio una noche llena de energía y que asoló todas las clásicas fronteras culturales, presentandonos una Colombia muy diferente en términos de cultura y lenguaje musical, en comparación con nuestra tipica imaginación.
En fin, la prueba de Fatso ha sido un gran éxito y estamos seguros de que los chicos estarán de vuelta pronto en estas zonas incluso más motivados.
De hecho, es muy probable que la banda vuelva a Europa este otoño.

Ant De Oto di TIPS!

Photo: Renato Brugnola
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Entrevista a Daniel Restrepo (Voz y Contrabajo de FatsO)

Antonio: Hola Daniel, todo bien?
Daniel: Hola Radio Kaos!
A: Nos gustò mucho tu concierto, buenìsimo!
D: Muchas Gracias!
A: Te vamos a hacer unas preguntas para el pùblico de Tips! y de Radio Kaos Italy. La primera cosa que se nota en tu musica es que, en nuestra opiniòn, te gusta mucho Tom Waits y que este cantante tiene por supuesto un significado importante en tu percurso musical.
D: Si, claro. Tom Waits es uno de los artistas que mas escuché. Despues de empezar a estudiar musica, en realidad, lo volvì a descubrir. Porque mi papà era un melomano y lo ponia siempre cuando yo era pequeňo. Pues lo volvì a descubrir despues de 15 aňos y me enamoré mucho sobre todo de la forma de Tom Waits de escribir letras. Mas que la forma de cantar. Mientras la gente piensa que es mas por la forma de cantar. Porque en realidad, mi influencias se las atribuirìa mas a Joe Cocker y Leonard Cohen. Pero claro, sobre todo por la parte de cuentero Tom Waits me impactò mucho.

A: Como es ser un musico en Colombia en esta epoca?
D: Està muy bien, sabes. Es una buena epoca para la musica en Colombia. El Estado està invistiendo mucho mas dinero. Hay muchos mas festivales. Y Bogotà, particularmente se volviò “Ciudad de la musica” en el mundo también. Entonces hay mucha mas visibilidad, hay ferias y rueda de negocios. Eso nos ha permitido esas cosas por ejemplo: viajar , hacer contactos con promotores internacionales y tambien tocar en Roma. Pienso que este es un buen momento. Estan pasando cosas muy buenas en Colombia.

A: Como nacio el proyecto “FatsO”?
D: Bueno, empecé muy de pequeňo cantando y me gradué como compositor y productor. Pero siempre fui tambien bajista electrico y tambien dejé de cantar. Pero quise siempre estudiar contrabajo. Cuando por fin conseguì el contrabajo, porque en Bogotà no era tan facil, Y me empezaron a salir estas canciones. Así, estudiando tambien. Tocaba el contrabajo y me salìan estas canciones.
Primero fue un trio, con bateria y guitarra. Estaba ya con mucha bandas, pero llegò un momento que me cansé y tuve que mandar todo al carajo y hacer lo mio.

A: Y sus arreglos, los clarinets, los saxos…
D: Yo escribo todo. Tambien todas las notas de los vientos, menos los solos, por supuesto. Toqué mucho jazz contemporaneo con bandas que tenian vientos. Y estudié percusión mucho tiempo. Toqué rock también pero me cansé de la guitarra. Es que la guitarra estaba sempre para frente. El bajista siempre a tras. Y me cansé (rie). Dije: “Voy a hacer una banda sin guitarra!”.
Y aunque a veces tocamos con guitarra, de hecho el aňo pasado hicimos una gira en Alemania con un guitarrista, el fuerte es este, la harmonia que nace de los vientos. Y fue muy bueno encontrarme con estos musicos que lo pueden hacer.

A: Muchas gracias, Daniel por esta pequeňa entrevista, nosostros iremos a pasar seguramente tu música en nuestra radio. Hasta pronto!
D: Hasta pronto! Bueno, felicidades y muchas gracias por este espacio!

[Kaos Live Report] Jinjer + Screaming Banshees + Ozaena @Traffic Live Club – 05/05/2016

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Giovedì 5 maggio è andato in scena sul palco del Traffic Live Club il “Death Apocalypse IV”, evento che ha portato a Roma i Jinjer – miglior band ucraina del 2013 grazie al loro groove metal/progressive, death metalcore.
Hanno aperto la serata altre band del territorio romano come gli Screaming Banshees, band death metal di Roma al tanto atteso ritorno sulla scena. È toccato poi agli Ozaena – ospiti di Heavy Time non molto tempo fa, emersi come una delle migliori band della serata grazie alla loro energia e al loro thrash/groove metal-, agli Skymall Solution e alla band Always One Less.
Come hanno detto gli Jinjer stessi, al loro arrivo in una città il tempo cambia e diventa freddo, sicuramente a causa della loro musica graffiante e fredda, che però scalda gli animi dei presenti al Traffic che sulle loro note si esaltano facendo partire dei forti mosh-pit. La band ha eseguito brani dal loro primo lavoro “Cloud Factory” come la title track, “Exposed as a Liar”, “Sit Stay Roll Over”, “Outlander” ed altri oltre al loro nuovo singolo “Words of Wisdom” dall’album “King of Everything” in uscita il 29 Luglio per la Napalm Records. Sempre su radiokaositaly.com potrete trovare l’intervista fatta ai Jinjer al termine del concerto e intanto vi lasciamo con le foto della serata.

[Kaos Interview] Heavy Time intervista i “Jinjer”

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Giuseppe Negri di Heavy Time intervista Eugene Kostyuk e Tatiana Shmailyuk dei “Jinjer” al termine del loro concerto del 5 Maggio al Traffic Live Club di Roma. Nell’intervista – che ascolterete qui sotto – verrete a conoscenza dei dettagli del nuovo album dei Jinjer intitolato “King of Everything” e di tanto altro.

La band ha affermato di essere contenta di aver suonato a Roma avendo visto quanta ospitalità è stata data loro dai fans e sono stati contenti di aver girato maggiormente l’Italia. Eugene ha poi affermato che il loro nuovo album risulta essere già pronto e sarà rilasciato il 29 Luglio per la Napalm Records e sarà qualcosa di straordinario. I temi principali riguardano quanto la gente può essere manipolata mentalmente e materialmente, senza tralasciare brani riguardo l’amore e i sentimenti. I temi sono totalmente nuovi essendo che “Cloud Factory”, il loro precedente lavoro, esplorava problemi e circostanze mondiali ed ora hanno voluto parlare di problemi personali e ciò che può danneggiare le persone. Le loro prossime date saranno in Austria, Repubblica Ceca, Romania e Germania durante i festival estivi e saranno all’Euroblast Festival in Germania. Sopratutto vorrebbero tornare in Nord Italia oltre che esplorare e suonare in Francia.

[Kaos Interview] Heavy Time intervista i “Nerodia”

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Giuseppe Negri di Heavy Time intervista Marco Montagna e David Folchitto della Death Metal Band Nerodia insieme a Tiziano Gianmichele di Roma Distorta e No Sun Music. Nell’intervista che ascolterete qui in basso si parlerà del nuovo album dei Nerodia intitolato “Vanity Unfair”, della loro serata al Traffic Live Club del 27 Maggio, organizzata proprio dalla No Sun Music e tanto altro; inoltre potrete ascoltare in anteprima il brano “The Black Line” che vede la collaborazione di Massimiliano Pagliuso dei Novembre.

[Kaos Live Report] The Foreshadowing live @ Traffic Live Club – 07/05/2016

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La Gothic Doom Metal band The Foreshadowing ha fatto ritorno live a Roma dopo due anni di silenzio ed è stato senza dubbio un grande successo. Sabato 7 Maggio tre band si sono esibite sul palco del Traffic Live Club, serata organizzata dalla No Sun Music, in una kermesse puramente metal a cui i fans hanno partecipato numerosi.
La prima Melodic Death Metal band ad esibirsi sul palco sono i romani Beyond the Dark, seguiti dalla progressive metal band Embrace of Disharmony, un gruppo davvero da tenere d’occhio con i loro brani progressive con sfumature death e l’intreccio tra voce femminile e maschile/growl. Il release party di “Seven Head Ten Horns”, nuovo album dei The Foreshadowing uscito il 22 Aprile per Cyclone Empire/Metal Blade Records, vede la band eseguire brani come “Two Horizons”, “17”, “Fall of Heroes”, “Nimrod”, tratti dal sopracitato album, regalando ai fans brani anche dai loro precedenti lavori come la ballad “Survivor’s Sleep”, “Forsaken Son”, “Havoc”, “Oionos” tratti da “Second World”, “Oionos”.
The Foreshadowing incantano e portano all’headbanging sfrenato tutto il pubblico presente al Traffic per un’ora e mezza di concerto che giunge al termine dopo il tanto voluto bis richiesto dal pubblico. Qui sotto potrete vedere le foto dell’evento scattate per noi di Radio Kaos Italy da Francesca Ciano. Ricordiamo che l’album “Seven Head Ten Horns” dei “The Foreshadowing” è disponibile per l’acquisto in tutti gli store digitali.

[Kaos Interview] Heavy Time intervista i Novembre

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Giuseppe Negri di Heavy Time intervista Carmelo Orlando e Massimiliano Pagliuso, storici membri della Progressive Death Metal band Novembre. L’intervista – che ascolterete qui in basso – è stata fatta sabato 9 aprile presso il Traffic Live Club di Roma prima della loro performance, davanti ad un locale colmo a causa del sold-out. Troverete curiosità sul loro nuovo album “Ursa” uscito per Peaceville Records il 1 Aprile 2016, nuovi innesti della band e tanto altro.


Heavy Time con i 'Novembre'

[Kaos Live Report] Novembre live @ Traffic Live Club – 09/04/2016

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Questo sabato 9 Aprile, il Traffic Live Club ha ospitato uno dei più grandi ed aspettati ritorni degli ultimi anni. I Novembre sono tornati dal vivo, presentando il loro nuovo album “Ursa”, dopo ben 9 anni di assenza dalle scene; sul nostro sito potete già trovare la nostra recensione di questo nuovo lavoro.
Ma parliamo del live. I Black Therapy, band Melodic Death Metal di Roma, hanno aperto le danze presentando un live potente, dimostrando a tutti di meritare il posto guadagnato al fianco dei Novembre con brani energici e sound davvero possente. Gli Shores of Null, Melodic Blackened Doom Metal band di Roma, salgono sul palco come seconda band della serata regalando al pubblico un cenno di ciò che ascolteranno dopo grazie a delle melodie vocali ispirate dai Novembre. La band presenta i suoi brani, anch’essi energici con uno stile vocale molto simile a Shagrath, cantante dei Dimmu Borgir; mentre la band romana è a metà scaletta, da fuori arriva la notizia che l’evento è ormai sold-out, lasciando una quarantina di persone fuori dal locale.
I Novembre si apprestano a salire sul palco del Traffic Live e i fans sono già carichissimi; il live ha inizio con la opening track del nuovo album, “Australis”, seguita dai passati successi “Anaemia” e “Trieste Italiana”, entrambi cantati a squarciagola da tutto il locale. Si passa al singolo “Umana”, seguito dal medley “Aquamarine – Come Pierrot – Everasia – Finale Aquamarine”; le prestazioni della band risultano essere ai massimi livelli anche grazie ai nuovi innesti Carlo e Giuseppe Ferilli (batteria e chitarra) e all’ormai vecchia conoscenza Fabio Fraschini al basso. Il frontman Carmelo Orlando è risultato essere ineccepibile dal punto di vista vocale e scenico, interagendo col pubblico, emozionando con le sue capacità vocali. Alla chitarra, Massimiliano Pagliuso resta sempre una sicurezza spalleggiato dal talentuoso Giuseppe Ferilli; gli assoli di “Annoluce” ed “Oceans of Afternoons” lasciano un brivido sulla schiena dei presenti riuscendo a interpretare col suo tocco anche l’assolo di sax presente nella sopracitata “Oceans of Afternoons”. Carmelo ricorda ai fans del sondaggio indetto sui social media riguardo la votazione delle storiche canzoni dei Novembre da riproporre dal vivo per poi annunciare, per la gioia dei presenti, “Nostalgiaplatz” dall’album “Classica” seguita da “Sirens in Filth”. La band lascia il palco, ma il pubblico continua a cantare fino a quando non riabbracciano gli strumenti e regalano ai fans le ultime due canzoni “Child of The Twilight” e “The Dream of the Old Boats”. L’entusiasmante live volge al termine, ma l’Ursa Tour 2016 è appena cominciato e molte sono le date che seguiranno questa del Traffic Live; i “Novembre” sono tornati più in forma che mai e ci accompagneranno nuovamente nelle loro ambientazioni suggestive e caratteristiche. Rimanete connessi qui sul nostro sito per l’intervista fatta da Giuseppe Negri di Heavy Time prima della loro esibizione.

Giuseppe Negri

Novembre: “Ursa”

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Un nuovo lavoro dei Novembre ormai lo si aspettava da troppo tempo e finalmente, il 1° Aprile 2016 uscirà “Ursa” (“Union des Républiques socialistes Animales”) per Peaceville Records. Di questo album ne avevamo cominciato a parlare durante la nostra intervista al frontman Carmelo Orlando, ma abbiamo potuto ascoltarlo e abbattere ogni timore riguardo la loro assenza e la loro “lontananza” da nuove composizioni.
Ci si poteva aspettare sicuramente qualcosa al loro livello, ma dopo 8 anni di silenzio, la paura di un lavoro un po’ scarno era ben fondata. I Novembre hanno totalmente spazzato via ogni preoccupazione ed ogni insicurezza dalle orecchie e menti dei loro fan. “Ursa” è una ventata di freschezza, raccoglie in sé tutte le melodie caratteristiche della band, unendo il death metal, doom e progressive con dei suoni sublimi ed armonie semplicemente fantastiche; i brani scritti da Carmelo, arrangiati insieme a Massimiliano Pagliuso, non portano mai alla noia e ti catturano di continuo senza mai lasciarti andare. La naturalezza dei cambi di tempo e le melodie rendono l’ascolto simile ad un viaggio dove viene narrato lo sfruttamento dell’uomo verso le altre specie, dominate senza alcun ritegno e ragione etica. La copertina a cura di Travis Smith riassume benissimo il concept che gira intorno a questo fantastico lavoro; i brani di maggior spicco sono senza dubbio la lunga folk/prog/death “Agathae”, “Oceans of Afternoons” con un assolo di sax che vi farà rabbrividire dalla bellezza e dalla dolcezza con cui si fa spazio nel vostro animo, il singolo “Umana” dove vengono racchiuse le radici death/doom di album come Materia e The Blue.
“Ursa” è stato registrato da Massimiliano Pagliuso al Blue Noise Studio ed al PlayRec studio, mixato e masterizzato da Dan Swanö (Opeth, Katatonia, Bloodbath) al Unisound Studios. L’invito ad ascoltare il nuovo album dei Novembre va assolutamente accettato perché potrete capirete quanto una band sia capace di superare sempre le proprie aspettative e quelle dei propri fans, riuscendo a scolpire un’ennesima pietra miliare nella loro discografia a suon di metal ed emozioni.

Giuseppe Negri

Voto: 5/5

Tracklist:
1. Australis
2. The Rose
3. Umana
4. Easter
5. URSA
6. Oceans of Afternoons
7. Annoluce
8. Agathae
9. Bremen
10. Fin

Line-up:
Carmelo Orlando: Guitars, Vocals, Keyboards
Massimiliano Pagliuso: Guitars
Fabio Fraschini: Bass
David Folchitto: Drums
Guests:
Tatiana Ronchetti – Vocals
Paolo Sapia – Saxophone
Anders Nyström – Guitars (Solo)

Koza Mostra: “Keep Up the Rhythm”

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Per quanto la musica sia universale, siamo abituati ad essere bombardati da cantanti e gruppi di lingua anglosassone o nativa. Costituisce quindi una piacevole sorpresa, se non un vero e proprio stupore, quando alle orecchie ti giunge della buona musica il cui testo non sia in inglese.
Dai ritmi, le sonorità e anche le apparizioni video spesso fatte in kilt, non ci si aspetterebbe mai che i Koza Mostra (//www.koza-mostra.com/ ) non siano una folk band irlandese, ma lungi dal provenire dalla Terra Verde, i membri di questo gruppo sono tutti originari della Grecia e cantano – a differenza di molti gruppi che prediligono l’universalità dell’inglese – nella loro lingua.

Già esibitisi in Italia in occasione del Folk Festival in Umbria nel 2013 e nel 2015, i Koza Mostra esordiscono sulla scena europea in occasione dell’Eurovision Song Contest 2013, in cui rappresentano la Grecia e conquistano il sesto posto. Sul palco presentano il loro singolo più famoso: “Alcohol is free”, assieme a Agathonas Iakovidis.

Nel suo album d’esordio Keep up the rhythm, rilasciato dalla Platinum Records, il gruppo greco spazia con fluidità dai generi folk tradizionali (come il rebetiko) al ritmo martellante dello ska e alle sonorità punk. L’album, vincitore di tre platini, è disponibile sia in CD, sia in download sui canali della Platinum Records.

Un ascolto originale, per chi non vuole fermarsi ai puri confini della musica, ma preferisce spaziare tra i generi e le realtà minori dell’industria musicale.

M. M.

Martedì 16 Febbraio – 45 SEKKI ospita la “Shamano Band”

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Martedì 16 Febbraio 2016 alle 17:00
Drastiko di 45 Sekki
@Radio Kaos Italy [via Eugenio Torelli Viollier, 17 Roma]
Ospiti: Shamano Band

Se è martedì e già siete stanchi, sintonizzatevi su radiokaositaly.com perché dalle 17.00 il Drastiko è pronto per 45 minuti secchi di rock!
Ospite di oggi, infatti, è la Shamano Band. Gruppo di amici con una passione comune: la musica. L’esigenza comune di mettere insieme una band ha fatto nascere questa gruppo che si chiama così proprio perché Shamano è il soprannome del cantante/chitarrista Giorgio Morgiani, accompagnato da Gianni Zelmo alla chitarra e seconda voce, Claudio Poliziani al basso e Corrado D’Agostino alla batteria.
Gli arrangiamenti del loro disco dimostrano la grande esperienza dei singoli componenti ed i testi delle loro canzoni sono dei veri e propri racconti fotografici che ti restano stampati in mente.
Se vi abbiamo incuriosito collegatevi alle 17:00 per ascoltare direttamente dal gruppo curiosità, progetti e prossimi appuntamenti per andarli ad ascoltare live.

Giovedì 03 Dicembre – ALT ospita “His Clancyness” & gli “Zombiero Martìn”

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Giovedì 03 Dicembre 2015 alle 18:00

Giovanni Romano & Giulio Falla di Alt
@Radio Kaos Italy [via Eugenio Torelli viollier, 17 Roma]
Ospite: His Clancyness

his_cancyness

Meno tre puntate al termine dell’anno e la coppia Romano – Falla spara gli ultimi botti prima di entrare nel nuovo anno.
Era il 2013 quando uscì “Vicious”, opera di His Clancyness che pose il progetto di Jonathan Clancy (a più conosciuto come la mente degli A Classic Education) sotto gli occhi di tutta l’Italia indipendente. Ora, a due anni di distanza e dopo aver calcato tantissimi palchi e aver mangiato molto chilometri in tour un po’ ovunque, la band romagnola si ritrova nei nostri studi dove sarà intervistata ai microfoni di ALT! prima di avviarsi al’Init club, dove in serata suonerà insieme ai Weird. in apertura ai Disappears (con cui sono in tour per tutte le date italiane).
Inoltre avremo in collegamento telefonico gli Zombiero Martìn, prima uscita della neonata Coypu Records, label fondata, tra gli altri, da Alessandro Ferri dei Soviet Soviet.
Non è tutto qui!I biglietti per i migliori concerti di Roma sono in regalo sono con ALT! e Ausgang. Questa settimana in palio due ingressi per i Follakzoid al Monk il 10 dicembre, partecipate qui:

https://www.facebook.com/ALTRadioKaosItalyOfficial/photos/a.326581854063103.83397.228887203832569/958784870842795/?type=3&theater

E poi i migliori release, concerti, eventi e quant’altro. Questo è ALT! con Romano & Falla, il giovedì alle 18

su www.radiokaositaly.com

Martedì 1 Dicembre – INDIELAND ospita “Alessandro Orlando Graziano”

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Martedì 1 Dicembre 2015 alle 23:00
Simone Mercurio di Indieland
@Radio Kaos Italy [via Eugenio Torelli viollier, 17 Roma]
Ospiti: Alessandro Orlando Graziano

L’onironautica è la tecnica che rende gli uomini coscienti della propria esperienza onirica, il sogno lucido è infatti il fil rouge dell’album che da essa prende il nome di Alessandro Orlando Graziano. Oltre a farci scoprire il suo nuovo disco, l’ospite di oggi di Indieland ci racconterà la sua incredibile esperienza nel campo della musica. Ecco “due cose” che sappiamo di lui:

Nel 2003 riceve il Premio Fabrizio De André (nella sua prima edizione).

In tempi non sospetti, in polemica con la discografia, pubblica “online”, in versione completamente gratuita “Old Europe”, suo secondo album.
Nel 2007 è ideatore e produttore di “Aeroplani ed angeli”, ultimo album della gloriosa Carla Boni, interpretando in duetto con lei anche alcuni suggestivi brani.
Nel 2014 la grande Antonella Ruggiero coinvolge Alessandro Orlando Graziano con una collaborazione artistica svelata in anteprima al 64 Festival di Sanremo con la canzone “Da lontano”. Dopo il tributo a un’altra icona della musica italiana (Ivan Cattaneo).

Dalle 23.00 con Simone Mercurio!

Martedì 24 Novembre – INDIELAND ospita “Todo Modo” & “Paolo Zanardi”

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Martedì 24 Novembre 2015 alle 23:00
Simone Mercurio di Indieland
@Radio Kaos Italy [via Eugenio Torelli viollier, 17 Roma]
Ospiti: Todo Modo & Paolo Zanardi

Disco del mese sul mensile Blow Up, Todo Modo è il disco omonimo nato dal super trio compostoda Giorgio Prette, ex batterista degli Afterhours, dal cantautore Paolo Saporiti e da XabierIriondo, chitarrista e polistrumentista noise degli Afterhours.
I tre sbarcano per la prima volta nella Capitale e per prima cosa saranno ospiti del programmamusicale IndieLand, ideato e condotto da Simone Mercurio di martedì 24 novembre dalle ore 23su Radio Kaos Italy in diretta streaming su www.radiokaositaly.com, emittente “regina” dellewebradio di Roma.
La sera dopo, 25 novembre i Todo Modo fanno il loro esordio capitolino dal vivo al Teatro Quirinetta.
Le tre colonne del noise rock italiano porteranno sul palco la nuova esperienza: all’insegna di sonorità contaminate provenienti dal loro “passato” e unite al “presente” rappresentato proprio da “Todo Modo”, nome del gruppo e dell’album d’esordio, uscito per GoodFellas il 16 ottobre.
Un album “ruvido” con canzoni “abrasive, spigolose, seducenti” che parlano ai fan degli Afterhours, ma anche alle nuove generazioni pronte a farsi rapire da un progetto unico, già candidato a diventare “disco italiano dell’anno” (Fabio Polvani / Blow Up Ott. 2015).
Nella seconda parte di IndieLand, si passa al miglior cantaurato italico, nudo e crudo del pugliese Paolo Zanardi “pop, rock a volte anche swing e funk” come egli stesso lo definisce, che suonerà dal vivo negli studi di Radio Kaos Italy (ergo, si accorra davanti alla vetrina della sede posta on the road su via Eugenio Torelli Viollier 17 a Roma – ndr). Zanardi presenterà ai nostri microfoni il suo quarto album “Viaggio Di Ritorno”, registrato a Roma negli studi “Gas Studio Vintage” e prodotto dalla label romana “Lapidarie Incisioni” con distribuzione Audioglobe.
“Una manciata di canzoni scritte in retromarcia, controsole e con il futuro alle spalle – spiega lo stesso autore – un bouquet di fiori a 5 euro gettato nella tromba delle scale un attimo prima che lei aprisse la porta, il residuo, gli scarti di lavorazione di momenti preziosi”.
Un disco che Il Mucchio Selvaggio ha accolto con un sonoro sette e mezzo. “Bella, per poco non sballavo…”. Ha commentato Zanardi sul suo profilo Facebook.
“Chissà se la morte dell’amico Remo Remotti ha contribuito a stendere la cappa di malinconia che riveste le undici canzoni del quarto, ottimo album di Paolo Zanardi. Un disco che guarda alla calligrafia indocile di Ciampi, ai margini derelitti ma cinematici di Dalla, a un disincanto che si impernia tra Fossati e Faust’O” scrive Stefano Solventi sul Mucchio.