BEST RKI 2018: le nostre classifiche di fine anno

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Dopo aver deciso con molta fatica qualche foto per raccontarvi i live a cui abbiamo assistito in questo 2018, ora è arrivato il momento delle immancabili classifiche di fine anno…

 

Molte dalle nostre trasmissioni hanno dedicato l’ultima puntate ai fatidici best of: dal versante metal con Heavy Time fino all’alternative di Kaos Order, senza dimenticare programmi come Le Canzoni Fanno Bene, Pulp e Al Top che hanno parlato e riassunto dell’annata appena conclusa. Ma per non far torto a nessuno e per darvi la possibilità di scegliere come si deve, ecco tutti i podcast delle nostre trasmissioni: a voi la scelta… e iniziate a segnare sull’agenda: dal 7 gennaio si torna in diretta! Buon 2019!!!

Podcast

Un 2018 sotto palco: alcune foto dei live più belli per Radio Kaos Italy

 

 

[BEST OF 2017] Suoni & Immagini: la selezione di Kaos Order

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Musica e immagini, canzoni e copertine: abbiamo chiesto a Kaos Order di selezionare per noi gli album e le cover più belle e significative di quest’annata. Ecco il risultato.

Anno 2017: un’ottima annata, parafrasando il romanzo di Peter Mayle, adattato sul grande schermo da Ridley Scott. Davvero tantissime le uscite di qualità in quest’intensi dodici mesi, anzi: con molta probabilità alcuni lavori “invaderanno” sicuramente buona parte della nuova stagione. Ci sono stati periodi – penso agli inizi di settembre – in cui facevo fatica a tenere il conto – e l’ascolto – dei dischi meritevoli d’attenzione. Una fatica davvero gradevole e gradita, ovviamente.

Cosa ha reso questo 2017 musicalmente importante ed indimenticabile? In primis,  i Grandi  hanno svolto impeccabilmente il proprio dovere riservando album degni della loro fama: Depeche ModeU2 (superate chiacchiere e pregiudizi e fatevi abbracciare dalla calda dolcezza di Songs of Experience), Marilyn Manson (meno anticristo e sempre più musicista: i risultati si vedono), Morrissey (stronzo quanto vi pare, ma questo è il miglior disco da Ringleader of the Tormentors). Ho apprezzato molto il ritorno ispirato dei The Killers (pop di eccellente fattura), la coppia del secolo Arca & Bjork, la ruggine scatenata delle chitarre post-punk dei Protomartyr, i padri dalla wave Pere Ubu, Micah P. Hinson, The Fall, Lee Ranaldo, Robyn Hitchcock, gli eterni Sparks, Ariel Pink, Godspeed You! Black Emperor (vedi alla voce: La Più Grande Band del Mondo, o perlomeno, la mia preferita), Sun Kil Moon amabile e insolitamente ritmato nelle sue blog-song, gli esoterici The Afghan Whigs con un Greg Dulli vocalmente immenso, l’affascinante torvo e notturno Mark Lanegan, gli Ulver che aggiungono un ulteriore tassello alla loro evoluzione sfociando nel synth-pop di The Assination of Julius Caeserfino a  Invitation, primo frutto del supergruppo Filthy Friends.

Il mondo musicale femminile nel 2017 si è fregiato di rari diamanti: dalla finalmente sorridente Lana del Rey, alle sinuose Regine delle Tenebre Chelsea Wolfe e Zola Jesus, passando per complessità metropolitana e sentimentale di St. Vincent. Da sposarle. Per i meriti artistici, of course.

Tutti bravi. Ma c’è di più.

Importantissime conferme: gli Algiers con The Underside of Power hanno palesato la grandezza del loro cristallino talento; Fever Ray, alla seconda scintillante prova in solitaria; i Cigarettes After Sex, al primo bell’album dopo una sequenza di ottimi singoli. Per non parlare di ritorni capaci davvero di farci brillare gli occhi e scuotere l’anima: dopo sette anni ecco tornare gli LCD Soundsystem;The Dream Syndicate, leggendari alfieri psichedelici del Paisley Underground assenti discograficamente dal 1998; i Fleet Foxes fermi dal 2011 e per  chiudere in bellezza… gli immensi Slowdive. Non male, vero?

Segnalo inoltre due prestigiose ristampe, sia per i nomi in questione, sia perchè riguardano due dei loro lavori più alti: OKNOTOK dei Radiohead e Automatic25 dei R.E.M. in cui vengono celebrati con inediti, rimasterizzazioni e  bonus due pietre miliari come Ok Computer e Automatic For The People. Orgiastico. Anche dal fronte delle colonne sonore ci sono state delle uscite esaltanti: John Carpenter Anthology: Movie Themes 1974-1998 pubblicata dall’etichetta cult Sacred Bones in cui è possibile ascoltare i brani più importanti tratte delle opere del Maestro, e la doppia uscita proveniente dall’Universo Twin Peaks (miglior serie dell’anno, e non solo, a mio avviso); una con la soundtrack classica della serie, l’altra con tutti gli illustri ospiti musicali che nel finale delle puntate hanno allietato le notti al Roadhouse. Eccellenza.

Delusioni? Ovviamente, fa parte del gioco. Più che i Queens of the Stone Age e gli Arcade Fire (ci hanno abituato all’eccellenza, così se fanno un disco carino storciamo il naso) direi la coppia Kurt Vile-Courtney Barnett: visto il loro talento mi aspettavo molto di più dalla jam leggermente agghindata battezzata Lotta Sea Lice. Peccato. E poiché concordo con tutte le prestigiose classifiche delle realtà editoriali di riferimento del settore che hanno giustamente elogiato e posto ai vertici delle loro posizioni i vari King Krule, Andrea Laszlo De Simone, Kendrick Lamar e The War On Drugs (dischi davvero superbi), vorrei evitare ripetizioni e dirvi qualcosa di più personale. Ecco allora la musica che – con i dovuti e annessi dibattiti e contrasti interiori – mi ha più colpito ed emozionato del panorama indipendente italiano e straniero. Alla prossima ottima annata. Sperando che sia anche migliore.

Best Indie Internazionale:

Father John Misty, Pure Comedy

“Oh Comedy
Oh it’s like something that a madman would conceive!
The only thing that seems to make them feel alive
Is the struggle to survive
But the only thing that they request
Is something to numb the pain with
Until there’s nothing human left
Just random matter suspended in the dark
I hate to say it, but each other’s all we got.”

LCD Soundsystem, American Dream

Negli anni ho stilato alcuni parametri per valutare i miei ascolti: gli LCD Soundsystem sono la band perfetta. Hanno tutto e lo hanno ripresentato alla grande in un disco che spiazza e avvolge per la sua magnificenza. Il battito elettronico, la calibratura delle chitarre, la produzione perfetta, le parole di James Murphy. Il sogno non è finito.

Wolf Parade, Cry, Cry, Cry

Indie-rock nella sua forma più pura e smagliante. Canada sorgente di molte meraviglie anche nel 2017, vedi il bellissimo Hug of Thunder dei Broken Social Scene. Vincono i Wolf Parade ai punti grazie a questa canzone qui.

Cloud Nothings, Life Without Sound

Lo stato delle cose.

Public Service Broadcasting, Every Valley

Continua la – notevole – missione della band inglese con esiti musicali nobili e di altissimo livello. Questa volta la vicenda alla base del nuovo concept Every Valley c’è la parabola dell’industria mineraria nel Galles. Più momenti cantati: e sono anche quelli più emozionanti. Inform, educate, entertain. Brividi.

Bonus:

Daniele Luppi & Parquet Courts, Milano

Il viaggio artistico di Daniele Luppi continua. Fortunatamente. Da Roma a Milano sempre all’insegna della qualità musicale e dell’ottima compagnia, in questo caso Parquet Courts e Karen O: scintillante ma di sostanza.

Best Indie Italiano:

Baustelle, L’Amore e la Violenza

Aspettavo il disco pop italiano perfetto e finalmente eccolo qua.

Ghemon, Mezzanotte

Grande percorso quello di Giovanni Luca Picariello, in arte Ghemon. In un periodo in cui la scena hip-hop presenta degli artisti capaci di grandi evoluzioni e svolte musicali, Ghemon sceglie la via del soul e incide un album intesto, sofferto e ispiratissimo sotto tutti gli aspetti. Applausi.

Bobby Joe Long’s Friendship Party, Bundytismo

L’Oscura Combro Romana dopo i riscontri clamorosi dell’esordio Roma Est si conferma come realtà spiazzante e creativa con il secondo album Bundytismo. E si dice che il terzo capitolo sia imminente…

Willie Peyote, La Sindrome di Toret 

Stesso discorso di Ghemon, con il rapper torinese Guglielmo Bruno, il quale opta per un pop di gran classe e i soliti testi delicati come carezze e affilati come lame di rasoio.

Bonus:

ZU – Jhator

La più grande band italiana del e nel mondo. Li ho visti dal vivo anche quest’anno e sono davvero un esperienza che consiglio a tutti. Con i tappetti per le orecchie però.

Le copertine più iconiche del 2017

Il progetto grafico che accompagna le tracce di un disco è sempre stato veicolo di messaggi cifrati, contenuti ulteriori, suggestioni complementari a quelle musicali. Noi di Kaos Order abbiamo voluto, per questo, farvi una breve classifica delle copertine più iconiche di questo 2017, suggerendo di considerare due categorie, separate da un unico criterio, a nostro avviso: alcuni artisti qui sotto si sono serviti dell’immagine per mostrare se stessi in una veste particolare, per creare un ponte tra il proprio personaggio, rinnovato, e la produzione musicale. È il caso emblematico di St. Vincent con Masseduction, Björk con Utopia, Thundercat con Drunk e Fever Ray con PlungeD’altra parte troviamo chi ha scelto di raccontare il contenuto profondo del disco attraverso l’immagine, riuscendo a regalarci un’istantanea che accompagna perfettamente le tracce, e tra questi Alessandro Cortini con AVANTI, Andrea Laszlo De Simone con Uomo Donna, Forest Swords con CompassionUna menzione speciale merita sempre la grafica dei dischi di Cristiano Crisci (Clap! Clap!) ad opera di Patch D. Keyes, per l’accuratezza dei dettagli, e la ricchezza dei rimandi.

1) Alessandro Cortini – AVANTI

2) Clap! Clap! – A Thousand Skies

3 ) St Vincent – Masseduction

4 ) Forest Swords – Compassion

5 ) Andrea Laszlo De Simone – Uomo Donna

6) Thundercat – Drunk

7 ) Fever Ray – Plunge

8 ) Bjork – Utopia

Dischi di Alessio Belli

Cover di Giorgia Melillo

[BEST OF 2017] Le parole che hanno segnato l’anno scelte da Word of the Week

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Parole chiave, trend topics, stelle per orientarsi nell’immenso e complesso mare che chiamiamo 2017. Queste le 10 parole di Word of the Week che ce lo faranno ripercorrere.

 

#Muro

Il 2017 è cominciato con l’elezione di Donald Trump a Presidente degli Stati Uniti, nel cui programma una delle cose che fece più scalpore fu la volontà di costruire un muro che dividesse gli Usa dal Messico, per fermare l’immigrazione messicana e la criminalità legata ad essa. Ora che l’anno sta volgendo al termine, tale muro ancora non è stato costruito, ma il Presidente non accenna ad arretrare sulla questione. Di fatto però un muro effettivamente è stato già alzato, non uno materiale, ma concettuale, tra l’America ed il resto del mondo. Trump ha portato e sta portando sempre di più gli Stati Uniti ad isolarsi politicamente nei confronti dell’Europa, riducendo i fondi di aiuto ai paesi europei; con il G8 decidendo di far uscire gli Usa dall’accordo di Parigi sul clima; con le forze politiche statunitensi e con lo stesso Partito Repubblicano, continuando con azioni e dichiarazioni indigeribili anche dai membri del suo stesso partito.

La Canzone: Pink Floyd – Another Brick In The Wall 

#Migranti

Per quanto controverso possa essere il tema, il 2017 è stato l’anno in cui l’argomento migrazioni è balzato prepotentemente agli onori della cronaca, probabilmente quello a cui è stato dato maggiormente spazio su tutti i quotidiani nazionali e non. La portata di tale fenomeno è rimasta enormemente costante per tutto l’anno, creando un dibattito tra i più accesi ma anche tra i più complessi, in cui vanno a fondersi dati, statistiche, numeri fino a ideologie e pensieri politici. Integrazione o “aiutiamoli a casa loro”, uno scontro politico che si è andato sempre più polarizzando intorno a questi estremi nonostante le innumerevoli sfumature del problema.

La Canzone: Led Zeppelin – Immigrant Song

#IusSoli

Probabilmente tema da trattare doverosamente proprio alla luce dell’esplosione dell’argomento migrazioni, andandosi però ad inserire in un clima politico già molto teso a riguardo. Argomento sicuramente meno complesso del precedente, con un solco già tracciato dagli altri paesi europei, che avevano lasciato l’Italia una delle ultime nazioni del vecchio continente ad avere una normativa sulla cittadinanza così tanto rigida. La nuova legge si è però impantanata nell’intricata palude fatta di contraddizioni, convenienze e clientele in cui il parlamento italiano si era trasformato appena il progetto aveva cominciato ad affacciarsi nelle sue aule. Molti i tentativi, pochi i risultati a riguardi, infatti l’ultimo naufragio della legge risale a pochi giorni fa.

La Canzone: System Of A Down – B.Y.O.B.

#Europa

Il 2017 è stato l’anno del 60esimo anniversario del Trattato di Roma, ma anche quello del proseguimento del dibattito sulla Brexit, in cui, una volta metabolizzato il dato inglese, gli europeisti hanno cominciato a vedere il progetto UE scricchiolare e gli antieuropeisti hanno visto possibile l’uscita dal sistema. Il confronto politico è dunque imperversato in questo anno, probabilmente anche per l’imminente arrivo delle elezioni politiche di marzo 2018, facendo della posizione sull’Europa terreno di scontro e contrapposizione fondamentale tra le diverse fazioni.

La Canzone: Europe – The Final Countdown

#Voto

L’anno in via di conclusione è stato costellato da votazioni o dibattiti su future elezioni. Ad aprile abbiamo assistito alla grande risonanza mediatica del referendum turco che ha fatto passare la Turchia da una Repubblica parlamentare ad una presidenziale con ampi poteri al presidente. Ci sono state le elezioni in Regno Unito, le prime dopo la Brexit, che hanno visto vincere i conservatori, ma con un margine molto ristretto davanti al grandissimo risultato dei laburisti di Jeremy Corbyn. Si è parlato molto delle primarie per l’elezione del segretario del Partito Democratico, vinte con largo vantaggio da Matteo Renzi, ma comunque con poca affluenza. Il 2017 è stato anche l’anno dell’apice del dibattito sulla legge elettorale italiana, che ha portato all’approvazione del discusso e controverso Rosatellum, con cui si andrà ad elezioni a marzo 2018. Ultimo, ma non per importanza, il voto per il referendum indipendentista catalano di cui parleremo più avanti.

La Canzone: Serj Tankian – Uneducated Democracy

#Scissione

Le prime pagine dei maggiori quotidiani nazionali sono state occupate per qualche mese dagli accesi confronti interni al Partito Democratico, seguendo con molta attenzione quella che poi si è rivelata essere la scissione del maggiore partito della sinistra italiana. Tuttora non si è ancora definito stabilmente il panorama politico della sinistra che andrà alle elezioni tra pochi mesi, prova della portata che tale scissione ha avuto nella nostra politica.

La Canzone: The Beatles – Don’t Let Me Down

#Fuoco

Il fuoco è stato l’argomento sulla bocca di tutti durante questa estate, che ha portato sulla nostra penisola una siccità senza precedenti e roghi in tutta Italia. Roma è stata particolarmente falcidiata dalle fiamme, con incendi divampati anche per più giorni.

La Canzone: Jimi Hendrix – Fire

#Indipendenza

L’attenzione al ritorno dalle vacanze estive è stata completamente monopolizzata dalla questione catalana. Tema molto controverso, con una volontà popolare schierata ed un governo spagnolo altrettanto schierato nel voler impedire il voto non autorizzato con ogni mezzo. Tantissime le polemiche che hanno preceduto e seguito le votazioni, sia riguardo l’arbitraria indizione della consultazione da parte del governo catalano sia riguardo la reazione di quello spagnolo e delle forze dell’ordine. Negli ultimi tempi la questione è andata sgonfiandosi, la Catalogna è ancora annessa alla Spagna ed i principali esponenti politici dell’indipendenza ancora all’estero per proteggersi dall’arresto, mentre il governo spagnolo ha indetto nuove elezioni per la regione autonoma della Catalogna. Sulla scia catalana si è parlato molto successivamente del referendum per maggiore autonomia economica fatto da Lombardia e Veneto, di importanza e portata molto più limitata rispetto al fenomeno catalano, ma la risposta popolare c’è comunque stata, tanto da far chiedere al governatore del Veneto il passaggio della propria regione allo statuto speciale.

La Canzone: Lo Stato Sociale – La rivoluzione non passerà in tv

#Molestie

L’anno è andato concludendosi con la straordinaria risonanza avuta dalla questione delle molestie sessuali nel mondo dello spettacolo scoppiata con le accuse al famoso produttore hollywoodiano Harvey Weinstein. Lo scandalo ha poi colpito molte star del cinema e della tv, soprattutto un attore del calibro di Kevin Spacey, la cui carriera è stata irrimediabilmente rovinata a causa delle scomode rivelazioni di suoi colleghi e collaboratori.

La Canzone: Caparezza – Kevin Spacey

#NordCorea

Forse il trend topic dell’anno per eccellenza è la Corea del Nord, salita agli onori della cronaca per le continue minacce agli Stati Uniti ed a tutto il mondo occidentale da parte del dittatore Kim Jong-un. Minacce, ma anche fatti, moltissimi i test missilistici che hanno visto la comparsa di razzi balistici capaci di raggiungere distanze sempre più grandi. Risposte non esattamente diplomatiche quelle del presidente USA Donald Trump, che non hanno per niente rassicurato il mondo sull’eventualità di una guerra. Un braccio di ferro quello tra Stati Uniti e Corea del Nord che ha lasciato per tutto l’anno il mondo con il fiato sospeso ed il problema non accenna a rientrare.

La Canzone: Me First and the Gimme Gimmes – Rocket Man

di Edoardo Frazzitta

[BEST OF 2017] Le migliori serie tv scelte da Ferretti Cammina con Me

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Tema: cosa ho fatto quest’anno invece di trovarmi un lavoro. Svolgimento:

10) American Crime S3 [Abc]

La migliore serie che non avete guardato. E infatti l’hanno chiusa. Li mortacci vostra. Fin dal nome è facile confonderla con American Crime Story, ma in realtà c’entra poco. Mentre la serie su OJ Simpson è in realtà un dramma giudiziario convenzionale e piuttosto scemo con John Travolta che cerca di fare il maggior numero di faccette buffe possibili senza slogarsi la mandibola, American Crime è un attacco spietato e serissimo ai mali della società statunitense. Attraverso il pretesto di un poliziesco senza poliziotti, AC vi spiattella sullo schermo argomenti simpatici come omofobia, razzismo, brutalità poliziesca e altre cose divertenti che non farò mai più. La terza stagione è la più desolata delle tre: le storie si frammentano e si moltiplicano, in una fotografia spietata di un mondo in cui tutti sono vittime, anche i carnefici.

9) Big Little Lies [HBO]

Sapete cos’è irritante? Quanto una serie approda in tv con l’arroganza di essere l’evento dell’anno. BLL è così. Un grosso produttore, cinque attrici di prima fascia, un regista quasi premio Oscar e un tema di attualità: una serie pensata per fare incetta di premi. Sapete cos’è ancora irritante? Che se li merita tutti.

8) America Gods S1 [Starz]

Adesso dico una cosa che mi frutterà dei nemici nella temibilissima comunità nerd: American Gods, il romanzo di Neil Gaiman, non è poi granché. Lo showrunner Bryan Fuller, così come aveva fatto per quel capolavorone di Hannibal, migliora il materiale di partenza riuscendo ad esservi perfettamente fedele e a stravolgerlo allo stesso tempo: se da un lato riprende intere scene e dialoghi in modo testuale, dall’altro approfitta del tempo in più concessogli per allargare lo sguardo, ricomporre le digressioni e approfondire i personaggi secondari solo abbozzati nel romanzo (gli episodi sulla backstory di Laura Moon, non a caso, sono tra i migliori). Il tutto viene ulteriormente impreziosito da una narrazione molto visiva, che non ha paura che la gente cambi canale durante le scene mute, e che per questo si permette lunghe parentesi psichedeliche. Una menzione speciale la meritano le scene con Bilquis e la convention dei gesucristi (che non è quella che ho fatto io dopo essermi chiuso la mano nella portiera della macchina).

7) Better Call Saul S3 [Amc]

Dopo una prima stagione goffa (che è un modo delicato per dire che faceva cacare), BCS è riuscita a costruirsi un proprio mondo indipendente dalla serie madre. Con la terza stagione, diventa sempre più chiaro che vedere la nascita del sottobosco criminale a cui abbiamo dato solo un’occhiata in Breaking Bad è la cosa meno interessante della serie. Il meglio di BCS sta nella parte più autonoma da Breaking Bad: l’evoluzione del rapporto e lo scontro Jimmy e Chuck. Una menzione particolare nell’ottimo cast se la merita Jonathan Banks, che riesce a essere credibile come duro minaccioso anche dimostra un milione di anni e non riesce manco a chinarsi.

6) Legion S1 [Fx]

La via intellettuale al supereroe. Noah Hawley, il signor Fargo, prende un personaggio secondario vagamente collegato agli X-Men e lo usa per tirarci fuori un caleidoscopio psichedelico con l’occhio puntato sugli anni ’60. Se c’è un filo conduttore in questa classifica, che unisce American Gods, Legion e (spoiler) la prima classificata, è la predilezione per un racconto che procede con le immagini più che con le parole. Se avessi una vaga idea di quello che sto dicendo parlerei di significante e di significato, ma a semiotica m’hanno bocciato due volte quindi fa niente. In Legion le scene psichedeliche siano delle parentesi ininfluenti nel flusso della storia; al contrario, sono lo strumento principale per portare avanti il viaggio dentro la mente di quell’allegro pazzerello del protagonista. E la serie è tutta una sequela di trovate surreali una meglio dell’altra. La mia preferita? La parte in cui c’è Jemaine Clemaine vestito da palombaro che vive in un cubetto di ghiaccio.

5) Mindhunter S1 [Netflix]

Più che una canonica caccia al serial killer, la serie prodotta da David Fincher è una ricostruzione storica degli albori delle tecniche di profiling nell’F.B.I. In questo senso è una specie di Masters of Sex coi morti ammazzati al posto del sesso. Con la differenza che Mindhunter è meglio perché l’omicidio seriale è più bello vederlo su uno schermo che parteciparvi nella vita reale. Al contrario del sesso.

4) Rick & Morty S3 [Cartoon Network]

Dan Harmon è un ometto con gli occhi da pazzo che ama sfoggiare una folta barba bianca e una bella pancia rotonda. Incidentalmente, quando non è occupato ad acconciarsi la barba o a ingozzarsi di carboidrati complessi, è il migliore scrittore che sia in giro per la televisione americana in questo momento. Dopo aver guidato per cinque delle sue sei stagioni Community, vale a dire la migliore serie comica degli anni 2000, adesso è al timone insieme a Justin Roiland di quel carosello impazzito di umorismo, sci-fi e ultraviolenza di nome Rick & Morty. In questa stagione, tra le altre cose, Rick sfida Barack Obama a una sfida mortale a colpi di armi ipertecnologiche e poi si trasforma in un cetriolo. Se non ve lo vendo così.

3) The Handmaid’s Tale S1 [Hulu]

THT è così alta in classifica non solo perché c’è Elisabeth Moss, vale a dire l’attrice più brava e talentuosa e affascinante e bella e carismatica e DIO ELISABETH SPOSAMI SUBITO NON MI IMPORTA CHE SEI DI SCIENTOLOGY.

Ma sto divagando.

THT, come la migliore fantascienza, usa la distopia per spiegarci quanto è facile per uno stato diventare dittatura nell’indifferenza generale, e anzi con l’appoggio delle persone normali e non solo di quelle che votano Adinolfi. Ed il merito vero è che ci riesce senza fare un predicozzo col ditino alzato, ma attraverso un racconto che non smette mai di essere avvincente.

2) Bojack Horseman S4 [Netflix]

Alla quarta stagione, BH si conferma una delle cose meglio scritte che si possano vedere in televisione. Prima ti distrae con gli animaletti buffi, poi ti prende a calci sui denti. Proprio come la vita.

1) Twin Peaks: The Return [Showtime]

Che sorpresa, vero? Non solo è la nostra intestazione a obbligarci a questa scelta, ma anche il fatto che il Times e i Cahiers du Cinema ci hanno preceduti nell’eleggere il ritorno di Twin Peaks come serie dell’anno. E vi immaginate se gli davamo torto poi la stampa internazionale come ci ricamava sopra? Già vedo i titoli: “Ferretti Cammina Con Me smentisce i Cahiers Du Cinema”… no, meglio evitare le polemiche.

E parlare del ritorno della madre di tutte la televisione moderna non è facile. Venticinque anni fa Twin Peaks è sbarcato sugli schermi e ha spiegato al mondo che un’altra televisione è possibile. Oggi, si ripresenta trasformato in una scheggia impazzita di pura follia in prima serata, che non somiglia a nient’altro che abbiate mai visto e al cui confronto le altre serie tv sembrano tutte Un Posto Al Sole. Volevate il revival puro e semplice delle atmosfere della serie originale? Ah! Lynch vi ride in faccia, poi vi strappa di mano il cofanetto con i dvd delle prime due stagioni, gli dà fuoco e si allontana cantando Otis Redding con le spalle rivolte all’esplosione.

Ci vediamo tra altri venticinque anni, maestro.

Firmato: i Geni della pagina Ferretti Cammina Con Me  

Qui trovate la nostra chiacchierata in diretta.

✮✮✮ KUTSO & THE KING è la Miglior trasmissione della settimana (22-28 febbraio) ✮✮✮

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Settimana 22-28 febbraio 2016
Miglior trasmissione: “KuTso & The King”

Luca, Simone e Donatello dei KuTso insieme a Dj Piotto Piotto “The King” raddoppiano la rubrica dedicata alle canzoni indipendenti e raddoppiano la loro scorpacciata di premi come miglior trasmissione!
L’originalità premia e come ci hanno detto durante la puntata: TWO IS MEGL’ CHE UAN!
Potete rileggere l’articolo della trasmissione di lunedì QUI, oppure riascoltarli oggi alle 17:00 o cliccando play sul podcast qui sotto…non vi lasceranno “INDIEfferenti”!


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✮✮✮ ON BOARD è la Miglior trasmissione della settimana (18-24 Gennaio) ✮✮✮

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Settimana 18-24 Gennaio 2016
Miglior trasmissione: “On Board”

Posse e Sirolo di sera alzano la coppa come miglior trasmissione anche nel 2016. Saranno riusciti ad incuriosire gli ascoltatori per sapere quanti denti ha una balena o perchè hanno ospitato Massimiliano Cerioni ( potete leggere l’articolo QUI ) con il suo strumento a fiato: il didgeridoo?
Ad ogni modo sono i vincitori della settimana ed andranno in replica Domenica 24 alle 17:00 oppure ascoltare il podcast qui sotto, buon ascolto!

On Board – Martedì 19 Gennaio 2016 by Radiokaositaly on Mixcloud

Miglior trasmissione della settimana: KuTso & The King

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Settimana 11-17 Gennaio 2016
Miglior trasmissione: “KuTso & The King”

La 1° settimana di trasmissione per questo nuovo 2016. Ottimo esordio per la trasmissione “KuTso & The King”. Simone e Donatello dei KuTso insieme al nostro Dj Piotto Piotto “The King” spopolano nella webfrequenze e come new-entry saltano subito al primo posto della classifica delle trasmissioni di Radio Kaos Italy! Complimenti ragazzi!

Curiosi di sapere come hanno fatto!?!?!?
Bhè, ascoltate il podcast:

KuTso & The King – Lunedì 11 Gennaio 2016 by Radiokaositaly on Mixcloud