[Kaos Live Report] “QUESTA E’ ROMA”, e ce piace!

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“QUESTA E’ ROMA”, E CE PIACE!
Di Flavia Szanto

C’è chi aspettava il week-end per riposarsi e chi invece, come ogni anno, aspettava il “Questa è Roma” fest. Gli amanti di generi come il punk, l’Oi! e l’hc sanno di cosa sto parlando: il più grande festival indipendente del centro Italia, che riunisce nomi nazionali e internazionali in un delirio generale organizzato dalla Rotten Inc. Due palchi, due sale, un’unica passione.
In un gelido 16 gennaio l’atmosfera si inizia subito a riscaldare con i giovani Die Young Click in apertura e il loro rap hardcore , per poi infuocarsi insieme ai Tibia, gruppo attivo da pochi mesi che sta già riscuotendo consensi di ogni persona che assapora il loro punk hardcore mescolato a sonorità black. Una combinazione che soddisfa tutti i palati.
Non sono da meno i Disforia, che dal 2000 devastano i palchi italiani con un un grind-crust-punk che ti spazza via.
E’ ora di aprire il palco più grande e con questo inizia la rassegna di band storiche, locali ed internazionali. E’ il turno dei Vinnie Jonez Band, che vanta all’attivo ex membri di Payback, The Nosebleed Connection e Dick Laurent Is Dead. Insomma, le premesse già ottime sono state confermate da un live coinvolgente, tra momenti lenti, cupi e dilatati uniti a riff, accelerazioni e assoli. Un genere che non ha genere, o forse ne ha troppi in sé. Alternative rock, post rock, stoner, sludge, chiamatelo come volete ma il risultato è lo stesso: ne vuoi sempre di più.
Ci si sposta poi nella sala piccola, riempita dalla carica dei giovanissimi Respect For Zero di Sant’Elpidio a Mare. Nati da un’idea dell’ex x-zone Stè alla voce e Lorenzo alla batteria, hanno saputo sfruttare alla grande la loro attitudine verso il punk in un punk-hardcore/punk-rock spacca ossa. Ed è subito delirio con i loro nuovi pezzi estratti dal primo album “The Truth Remains”.
Senza neanche un attimo di tregua, si abbatte sull’Acrobax la tempesta chiamata “Dr. Gore”. Se amate generi come brutal death metal, grind e gore avete trovato la band giusta. Mazzate sulle gengive già dalle prime note. Non è un caso se dal 2002 fanno impazzire il pubblico romano e non, condividendo il palco con gruppi della portata di Malevolent Creation, Dead Infection, Ultimo Mondo Cannibale, Buffalo Grillz, Tsubo, Zora, Rompeprop, e Spasm.
Carrellata Oi! in arrivo, tra F.A.V.L., Tacita e Plakkaggio a ricordarci la grandezza della scena romana. I Plakkaggio non deludono mai: tutti uniti sotto il palco a cantare, urlare e saltare sulle note di canzoni diventati ormai inni.
Grande successo anche per i The Dirty Jobs e il loro turbo-rock ‘n’ roll che ci hanno fatto divertire e continuare a far casino. Play Dirty!
I successivi tre gruppi sono colonne portanti, non hanno bisogno di presentazioni. Grand Theft Age capitanati dal grandissimo Teschio, voce e organizzatore della serata. Insomma, riesce alla grande in tutto. Scapocciate infinite che continuano quando salgono sul palco i Bloody Riot, composti da Roberto Perciballi e i membri dei Because The Bean, che hanno avuto poi il compito di chiudere la serata nella sala piccola, insieme ai Rancore nell’altra.
Altra certezza sono i No More Lies, fondati da Fabrizio Armeni, secondo membro della Rotten Inc. Gruppo recente ma composto da veterani della scena, propongono un hc vecchio stampo che parla di realtà e strada come da tradizione Oi!. La saletta è esplosa con loro.
Ma il “Questa è Roma” si spinge anche oltre i confini italiani e porta con sé ospiti da Regno Unito e Austria. I primi (nella scaletta e nella scena musicale) sono i The Oppressed, un gruppo Skinhead Oi! antifascista capostipiti del movimento S.H.A.R.P. britannico ed europeo. Fondati dal cantante Roddy Moreno, sostenitore dell’unità razziale nella scena Skinhead e Oi! che ha anche formato la Oi! Records. Tanta esperienza, tanta passione e tanto successo: questi sono i The Oppressed.

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(ph: Jazmin Carrion)

Ultimi ma non ultimi, i Live Life ci hanno fatto assaporare l’energia del Vienna Style Hardcore in un live che ha esaltato anche i più timidi. Un’iniezione di puro hc per tutti e ne diventi dipendente.
Infine un nome, un programma. I Vibratacore da Teramo concludono il loro mini-tour insieme ai Live Life portando una buona dose di violenza mescolata ad hardcore. Sul palco anche Mauro Garbati, voce dei MuD, anche loro abruzzesi doc.
Un festival che si conclude puntualmente contando i lividi e passando la domenica a poltrire immersi nelle pomate, ma oltre alle botte ti resta sempre un sorriso e la voglia di ricominciare daccapo.
Per chi invece si è perso la serata, non temete: la compilation dell’evento, che è stata distribuita all’entrata, sarà disponibile online sempre gratis. Stay tuned.
Questa è roma, e ce piace!

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[Kaos Live Report] RMHC – Roma Hardcore State of Mind

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NATALE IN FAMIGLIA CON LE BAND TARGATE ROMA HARDCORE STATE OF MIND: TUTTI RIUNITI IN UN APPUNTAMENTO PRE-NATALIZIO DEDICATO ALLA RACCOLTA DI GIOCATTOLI PER CENTRI D’ACCOGLIENZA.

Il RMHC non sbaglia mai: musica, amici, divertimento ed iniziative benefiche sono gli ingredienti essenziali della serata organizzata sabato 19 dicembre 2015 a Roma. Il “360 gradi” nell’affollata San Lorenzo ha ospitato volti noti e nuovi nella scena hardcore romana per un concerto tra pilastri come gli Strength Approach e i Defending Truth e piacevoli scoperte come i Tibia, al fine di raccogliere giocattoli destinati ai centri d’accoglienza.
Ad aprire la serata sono proprio i Tibia, band giovane ma con grandi potenzialità. Una sorpresa per tutti, essendo all’attivo solamente da sei mesi. Sonorità cupe ma coinvolgenti, un punk hardcore dalle sfumature black è il loro biglietto da visita. Combinazione perfetta che unisce tante preferenze e riscalda a dovere l’atmosfera. Test superato alla grande, sicuramente sentiremo ancora parlare di loro.
Dopo questa apertura con il botto, salgono sul palco i Defending Truth, ormai certezza della scena hardcore cittadina e non solo. La band infatti vanta numerosi live in tutta Italia e ha condiviso il palco con pietre miliari come i Bane e i Backtrack lo scorso 28 novembre 2015. La cosa non sorprende affatto se consideriamo che i Defending Truth nascono dalle ceneri dei Pinta Facile, leggenda dello street punk, con ex componenti di Causeffect e Buffalo Grillz e l’attuale chitarrista degli Strength Approach.
Ultimi soltanto in ordine di tempo, gli Strength Approach concludono il tutto in bellezza. Simbolo del RMHC e attivi da tantissimi anni, tra un tour europeo e le registrazioni del nuovo disco, la band torna ad infiammare la capitale. Tutti sotto il palco a saltare, nessuno escluso, la timidezza non esiste quando si tratta di far casino. Neanche le ragazze più timorose si sono salvate dal mosh, anzi son state coinvolte direttamente dalla voce di Alessandro Blasi, cantante del gruppo. La loro carica non delude mai.
Sono questi i momenti in cui ci si rende conto di quanto la scena sia bella ed unita. Quando per un momento, per una sera, si mettono da parte tutti i problemi, i litigi, i pensieri e ci si diverte davvero.

Flavia Szanto