The KVB @Largo Venue 27/11/2018

0

La serata in zona Largo Preneste è fredda e umida, come non piace a noi. La situazione potrebbe fungere da deterrente per chi, indeciso, volesse uscire di casa. Eppure, col trascorrere dei minuti, il Largo Venue si riempie…

I KVB sono l’incentivo giusto per alzarsi dal divano e affrontare i primi geli dell’inverno capitolino. L’incedere rapido, causato dalla lunghezza non eccessiva dei loro brani e dai loro brevissimi intermezzi, ci aiuta a entrare ben presto nel giusto mood. Sensazioni che si adagiano sul tappeto musicale vagamente shoegaze (abuso mirato di delay alla voce) che la chitarra di Nicholas Wood e il synth e macchine di Kat Day intessono, abbinando il tutto alle immagini create dalla stessa Day e proiettate alle loro spalle.

Si parte con le title track dell’ultimo lavoro (Only Now Forever) e del primo (l’acclamata Always Then, anno 2012) e da lì si sviluppa un susseguirsi di brani tratti dal sopracitato album e dal penultimo, Of Desire, uscito appena 2 anni fa. Un trionfo wave ben rappresentato dal continuo movimento delle teste dei presenti, che seguono il ritmo imposto dal synth dell’affascinante Day. La romantica Violet Noon è una gemma che spezza in due lo show, mentre la sferzata di Night Games accelera ritmi e percezioni, senza più voltarsi indietro; Never Enough (splendida, simile a una versione sincopata di Always Then) è il viatico perfetto per finire con la martellante Above Us.
Il breve encore si chiude con la psichedelica Dayzed; la speranza è di rivederli presto nella capitale.

Setlist:

Only now forever

Always then

In deep

Afterglow

Awake

On my skin

Violet noon

White walls

Night games

Never enough

From afar

Above us

Here it comes

Dayzed

Testo: Paolo Sinacore

Foto: Alessio Belli

 

Katatonia – “The Fall Of Hearts”

0

I Katatonia sono tornati con il loro decimo album “The Fall of Hearts” in uscita il 20 Maggio per Peaceville Records.
“The Fall of Hearts” è un viaggio coinvolgente e spesso disarmante attraverso i più cupi inverni metafisici, ma le vostre guide attraverso la nebbia hanno fiducia a sufficienza nei loro cuori per assicurare che l’esperienza è al tempo stesso estremamente arricchente e completamente diversa da quello che il mondo ha da offrire. L’inevitabile scomparsa dell’umanità è ormai incombente, ma i Katatonia continuano a scrivere grazie a gocce vitali di speranza dalle fondamenta della nostra caduta collettiva.
L’album si apre con “Takeover” che ben delinea il sound che avrà tutto il CD, con riff di chitarra estremamente potenti sorretti da un tappeto armonico creato dalla sempre eccellente voce di Jonas Renkse. Seguono le due power ballad “Serein” e il primo singolo rilasciato ”Old Heart Falls” che ammorbidiscono l’ascolto portando alla luce temi importanti per la sopravvivenza dell’umanità. La quarta traccia “Decima” è un prolungamento della precedente, cominciando sul fondo finale per poi ripartire con un tema che all’ascolto sembra essere un evoluzione di quello presente in “Old Heart Falls”, brano per lo più acustico con intermezzi elettrici che ricalcano delle sfumature sulla linea vocale. “Sanction” risulta essere uno dei pezzi più oscuri, soprattutto grazie alle melodie e alla potenza delle chitarre, il tutto sorretto da dei cori che rendono il tutto più funesto. “Residual” sviluppa un sound molto 70’s con scelte ritmiche, melodiche e sonore che richiamano al progressive rock di quegli anni, espediente che sia loro che Opeth utilizzano da vari album, per salire di dinamica e tornare sul versante Progressive Metal nel bridge centrale; verso caratteristico è “And I’m ready to go if you’re already there”, fulcro di questa partenza verso un luogo dove forse la speranza vi è ancora. “Serac” continua il tema del viaggio e dell’attesa con un inizio decisamente potente che poi sfocia in un tema di chitarra accompagnato da tastiere e da arpeggi di chitarra, il tutto per poi sfociare in uno dei primi assoli presenti in questo album. “Last Song Before The Fade” affronta il tema della trascendalità che poi viene continuato e ripreso in “Shifts”, brano che termina ciò che è cominciato nel precedente per terminare poi con un fade che porta a conclusione il tema. “The Night Subscriber” affronta il tema spirituale e tutte le preoccupazioni legate alla propria anima riflettendo su ciò che può influenzare essa stessa; a livello musicale il brano è un mix di break puramente Metal con intermezzi ambient e molto melodici, caratteristica dei Katatonia. “Pale Flag” sembra far riflettere sulla situazione in cui versa il mondo, il tutto osservato dalla propria tomba il tutto enfatizzato dalle armonie di un brano per la maggior parte acustico. “Passer” è l’ultima traccia e comincia con un assolo di chitarra trascinando il brano sul versante metal che rende il brano simile ad un ultimo appunto sul proprio testamento contemplando ciò che ora è il mondo e come sarebbe potuto essere.
Questo album risulta essere la pietra portante della loro carriera già costellata da grandi successi, “Old Heart Falls” sarà certamente uno dei migliori album del 2016 oltre ad essere già uno dei migliori lavori della carriera dei Katatonia.

Giuseppe Negri
Consigliato: Si
Voto: 5/5

“The Fall Of Hearts” tracklist:
Takeover [07:09]
Serein [04:46]
Old Heart Falls [04:22]
Decima [04:46]
Sanction [05:07]
Residual [06:54]
Serac [07:25]
Last Song Before The Fade [05:01]
Shifts [04:54]
The Night Subscriber [06:10]
Pale Flag [04:23]
Passer [06:25)

Jonas Renkse – Vocals
Anders Nyström – Guitar
Roger Öjersson – Guitar
Niklas Sandin – Bass
Daniel Moilanen – Drums