CHE FAMO? Cultura ed Intrattenimento in un Festival per Roma

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Dal 4 al 7 Ottobre CHE FAMO? al Circolo Arci Monk Cultura ed Intrattenimento in un Festival per Roma

Dopo il successo della serata di inaugurazione alla Casa del Cinema di Villa Borghese del 9 settembre, torna CHE FAMO? fusione di eventi serali d’avanguardia che animerà il Monk nella prima settimana di ottobre (da giovedì 4 a domenica 7). CHE FAMO? è reso possibile dall’entusiasmo dell’American University of Rome e dalla loro consapevolezza dell’importanza che l’innovazione culturale ha per la città di Roma. Ed è proprio l’innovazione culturale la protagonista di tutte le serate.
L’idea nasce dalla volontà di dare una risposta alla domanda che ricorre nelle serate romane con un’offerta unica di contenuti di qualità. L’obiettivo principale del progetto è quello di valorizzare tutti gli aspetti dell’industria creativa italiana, analizzando il “dietro le quinte” e offrendo nuovi spunti di riflessione al pubblico. CHE FAMO? è, quindi, sia uno spazio di intrattenimento sia un’occasione di far Cultura, analizzando attraverso gli occhi degli esperti di settore tutti i processi creativi e artistici che si celano dietro alla realizzazione di un contenuto. CHE FAMO? mira a costruire una piazza artistica nella capitale allettante soprattutto per i giovani, ma aperta anche a un pubblico più vasto interessato a una fruizione culturale d’avanguardia. L’accesso agli eventi e a tutte le iniziative sarà gratuito. Ne è ideatore il giovane staff di Quindici19, festival di cortometraggi ormai affermatosi con le sue quattro edizioni a livello internazionale.


Dal 4 al 7 ottobre CHE FAMO? si trasferisce al circolo Monk di Roma (via Giuseppe Mirri 35), luogo ideale per fondere insieme Arte, Cultura, Media e Intrattenimento in uno spirito di commistione di generi e background diversi. All’insegna della condivisione e del dinamismo culturale infatti, le quattro serate ottobrine saranno animate da iniziative dai connotati eterogenei l’una rispetto all’altra, sempre con la volontà di mostrare l’eccellenza di ogni settore come fil rouge. Il tutto si svolgerà su un’ampia varietà di eventi, dall’esecuzione live alle proiezioni, dai dibattitti con gli esperti agli incontri con gli artisti emergenti. Ogni serata sarà animata dai musicisti selezionati da Cheap Sound, media partner dell’evento. Tra i performer che scalderanno l’atmosfera rappresentando la discografia indipendente italiana, possiamo annoverare: gli Orator Fit, i Cathartic Method, Cesare Blanc, Osso di Seppia e True Sleeper. Inoltre, Radio Kaos Italy porterà il pubblico nel vivo del mondo radiofonico, con Dj Set e Dirette che riempiranno le serate. Luzy L e il Poppe Party concluderanno le serate di venerdì e sabato. Ma gli ospiti non si fermano qui. Saranno presenti anche Giancarlo De Cataldo e Riccardo Tozzi per introdurre la proiezione di “Romanzo Criminale”, Roberto Faenza per presentare il suo film “Un Giorno Questo Dolore ti Sarà Utile” e i The Jackal per raccontare la loro esperienza cinematografica in “Addio Fottuti Musi Verdi”. A chiudere la rassegna cinematografica ci sarà la pellicola francese recentemente premiata con il premio del pubblico al Torino Film Festival, “A Voce Alta – La Forza della Parola”. In più, giovani artisti esporranno le loro opere e si dedicheranno a live painting per intrattenere il pubblico e molto altro ancora. CHE FAMO? non ha ancora finito di stupire. I numerosi ospiti protagonisti dei panel di approfondimento, tra cui Massimo Bray e i ragazzi ideatori del fenomeno web “Socialisti Gaudenti”, verranno annunciati più avanti, sui canali social dell’evento. Questo è CHE FAMO?, il dietro le quinte della creatività.

PROGRAMMA NEL DETTAGLIO

📌 Giovedì 4 Ottobre 2018
> dalle h20.00
Live Music: Orator Fit
Panel: Massimo Bray; Socialisti Gaudenti
> 21.00 Screening: Un giorno questo dolore ti sarà utile (con Roberto Faenza – Jean Vigo)
Dj Set: Mons Dj Mix Delirium

📌 Venerdì 5 Ottobre 2018
> dalle h19.00
Live Music: Cathartic Method
> 20.00 Screening: Romanzo Criminale (con Giancarlo de Cataldo e Riccardo Tozzi – Cattleya)
Dj Set: Luzy L

📌 Sabato 6 Ottobre 2018
> dalle h20.00
Live Music: Cesare Blanc
Panel: Il dietro le quinte dell’industria discografica italiana (gli ospiti saranno annunciati in seguito)
> 21.00 Screening: Addio Fottuti Musi Verdi – Cattleya (con i the JackaL)
> 24.00 Dj Set: POPPEparty

📌 Domenica 7 Ottobre 2018
> dalle h19.00
Live Music: True Sleeper; Osso di Seppia
> 21.00 Screening: A voce alta (Wanted Cinema)
Dj Set: Mons Dj Mix Delirium

Media Partner:

Cheap Sound, Radio Kaos Italy, Wanted in Rome, MyMovies

INGRESSO RISERVATO AI SOCI TESSERATI ARCI 2018-2019
MONK – Circolo Arci
www.monkroma.it
Via Giuseppe Mirri, 35 – ROMA

ACCOUNT SOCIAL:

Facebook:https://www.facebook.com/CHEFAMO2018/
instagram: https://www.instagram.com/che_famo/

Ufficio Stampa

Simonetta Poltronieri +39 3341791456 simonetta@quindici19.com
Benedetta Barbano +39 346 2877891 pressoffice@quindici19.com

 

BIO*SAGRA For KIDS 2018: una giornata imperdibile!

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Il 30 settembre 2018 avrà luogo la quinta edizione della BIO*SAGRA for kids, la giornata di beneficenza organizzata dalla FFK ONLUS, con il patrocinio del Consiglio Regionale del Lazio e del Municipio Roma VIII.

Bio*Sagra for kids 2018: l’evento culinario di beneficenza con oltre 70 Chef di Roma e del Lazio
Il 30 settembre 2018 avrà luogo la quinta edizione della BIO*SAGRA for kids, la giornata di beneficenza organizzata dalla FFK ONLUS, con il patrocinio del Consiglio Regionale del Lazio e del Municipio Roma VIII.
Grandi risultati raggiunti a favore dell’Ospedale Bambino Gesù, Fondazione Hopen, Cooperativa sociale CEAS e Onlus Opera Nazionale per le Città dei Ragazzi!
I fondi raccolti nel corso dell’edizione 2017 hanno raggiunto i 50.220 euro, quasi il doppio rispetto alla prima edizione del 2014: un successo che testimonia la sensibilità e la forte partecipazione dei cittadini di Roma e del Lazio.
Per il quinto anno consecutivo i fondi raccolti saranno destinati principalmente per finanziare l’attività annuale di una ricercatrice del Dipartimento di Scienze Neurologiche dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, per la ricerca sul ruolo terapeutico della dieta chetogenica nella cura dell’epilessia infantile farmacoresistente.
Altri 3 i progetti benefici paralleli che la Onlus sosterrà anche per questa edizione 2018:
“Tutti in Fattoria” della Fondazione Hopen, rivolto a giovani disabili o colpiti da malattie rare per accompagnarli e formarli nell’apprendimento di professioni legate a specifici mestieri, avvicinandoli quanto più possibile al mondo del lavoro.
“Green Bar” della Cooperativa Sociale CEAS, un nuovo punto di aggregazione e formazione per minori vittime di abusi e maltrattamenti e con disabilità, che aprirà nel parco della comunità educativa “l’Albero delle Mele” di Mentana.
“Bottega dei Talenti” della ONLUS Opera Nazionale per le Città dei Ragazzi, per assicurare le risorse alla formazione professionale a vantaggio delle fasce deboli di giovani under 20.

ACQUISTO BIGLIETTI ON LINE:

Sempre meno code all’ingresso e sempre più trasparenza!
Da quest’anno i biglietti d’ingresso saranno acquistabili ESCLUSIVAMENTE ON LINE dal sito
www.biosagraforkids.it, un criterio che permette maggiore tracciabilità degli incassi e quindi
maggior trasparenza! Questo permetterà anche di agevolare l’accesso all’evento e limitare i tempi
di permanenza alle casse con conseguente miglioramento della congestione delle vie di accesso e
dell’ingresso ai parcheggi.
Il biglietto di ingresso ha un costo di 15€ e dà diritto ad una Card con 5 acini e una bottiglietta di
acqua, valida per l’acquisto delle consumazioni alle varie postazioni.
Le persone sprovviste di ricevuta d’acquisto del biglietto Online non potranno accedere alla
manifestazione.
I bambini sotto i 3 anni o con disabilità potranno accedere gratuitamente.
RICARICHE CARD & LABORATORI
L’acquisto On line del biglietto d’ingresso da accesso all’acquisto Online anche dei Laboratori, per
assicurarsi il posto alle varie attività che sono a numero chiuso. Sarà possibile in ogni caso
presentarsi nell’Area Kids il giorno dell’evento per prenotarsi ad eventuali postazioni rimaste libere.
L’acquisto Online dei laboratori è subordinato all’acquisto del biglietto di ingresso.
Online anche l’acquisto delle Ricariche Card, per chi volesse garantirsi più acini da spendere per le
consumazioni o per le attività. Sarà comunque possibile acquistare la Ricarica Card direttamente
presso i punti Cassa Ricarica all’interno.
Il costo della “Ricarica” da 3 acini ha un costo di 10€.
Il costo dei singoli laboratori in programma acquistabili Online è di 6€ o di 2 acini se prenotati il
giorno dell’evento.
L’acquisto Online delle Ricariche Card è subordinato all’acquisto del biglietto di ingresso.
Oltre 70 Chef partecipanti
Ancora più numerosi gli Chef e i Ristoratori presenti con l’offerta dei loro piatti all’edizione 2018 di
BIO*SAGRA for KIDS: si arriva a oltre 70 nominativi selezionati tra gli attori principali dell’enoristorazione
romana e del Lazio. Tra questi: Anthony Genovese del ristorante Il Pagliaccio, Cristina
Bowerman di Glass Hostaria, Francesco Apreda di Imago all’Hassler, Lele Usai del ristorante Il Tino,
Roy Caceres di Metamorfosi, Giulio Terrinoni di Per Me, Claudio Gargioli di Armando al Pantheon,
Carla Trimani di Trimani Wine Bar, Maria Paolillo di Enoteca Ferrara, Marco Bottega di Aminta,
Massimo Viglietti di Enoteca Achilli. E tanti altri. (A seguire l’elenco completo degli chef aderenti).
Il menu bambino
Due postazioni dedicate al menù per i più piccoli! Pietanze semplici e studiate per il palato dei
bambini cucinate dagli studenti delle scuole di cucina di Roma: Italian Chef Academy e Les Chefs
Blancs.
Dolci e gelati
Dopo il pranzo, non mancherà il momento più dolce della giornata: gelaterie artigianali come Frigo,
Il Palazzo del Freddo Fassi e Steccolecco, i dolci di Severance, Ditirambo, La portineria, ecc. o il “Pane
e marmellata” di Fruttanuda e GelosoGelato per la merenda dei più piccoli nell’Area kids.
L’aperitivo per gli adulti: Cocktail & Champagne
Per l’aperitivo pomeridiano dedicato agli adulti, si intensifica fortemente la proposta rispetto alla
scorsa edizione! Più di 12 etichette di Champagne selezionate e servite da: Enoteca Trimani, La
Salsamenteria, Selezione Boccoli e Enoteca Celani di Frosinone.
Selezione dei Cocktail affidata invece a: Caffè Propaganda, Agaveria La Punta, Mavi e Keynco.
Ogni proposta è abbinata alla degustazione di prodotti di aziende d’eccellenza come Calvisius,
Oyster Oasis, Re Norcino e molte altre.
Area Kids: Laboratori & Sport
Un intero spazio dedicato ai più piccoli con un ricchissimo programma di laboratori ludico/didattici,
e attività sportive per bimbi e genitori: un programma di oltre 40 appuntamenti.
Si potranno osservare le api nell’apiario didattico, interagire con una testuggine, scoprire dei reperti
archeologici sotto la sabbia, imparare a preparare gnocchi e pasta fresca, costruire strumenti
musicali con materiali di riciclo, realizzare un vero gelato artigianale, fare esperimenti scientifici,
allenare i sensi con percorsi sensoriali sul cibo, vino e olio e ancora tanto sport tra mini volley,
baseball e ginnastica artistica.
Musica & Intrattenimento
Non solo cibo e laboratori didattici ma in scaletta non mancheranno una serie di appuntamenti
ricreativi e divertenti: giocoleria, bolle di sapone, teatro dei burattini, face painting, ecc.
Il piccolo set fotografico “Scatto con Chef” sarà a disposizione per chi volesse portare a casa una
foto insieme al proprio Chef preferito!
Grande protagonista sarà la musica che scandirà le diverse fasi dell’evento:
La prima parte della giornata dal palco centrale, i Whatever suoneranno il loro repertorio di cover
che spazia dagli anni 60 ad oggi.
A seguire l’Orchestra Papillon formata da 70 ragazzi, si esibirà nell’emozionante concerto di musica
sinfonica che anticipa la fase conclusiva dell’evento dedicata agli adulti: l’aperitivo. Sarà allora il
momento dell’artista romana Giulia Ananìa, apprezzata autrice di noti artisti come Emma Marrone
e Nek, a intrattenerci con la sua selezione musicale per il brindisi finale.
Media partner
Quest’anno il programma della BioSagra si arricchisce con la presenza di una delle più promettenti
web-radio italiane, Radio Kaos Italy, che sarà presente per raccontarci tutti i momenti salienti della
manifestazione, trasmettendo in DIRETTA sui canali di Radio Kaos Italy.
Interviste ai protagonisti grandi e piccini, il diario della giornata, contest, musica live, il tutto condito
dal piglio scanzonato dei conduttori di SounDivino Radioshow.
Il programma della Giornata di Beneficenza
Alle 11:00 la BIO*SAGRA aprirà i suoi cancelli per dare inizio alla giornata.
Dalle 12:00 inizio del pranzo con gli Chef tra i banchi di degustazione.
Dalle 14:30 la merenda con dolci e gelati.
Dalle 16:00 discorso di ringraziamento dei soci della FFK Onlus, e intervento del Dott. Federico
Vigevano dell’Ospedale Bambino Gesù, Dott. Vincenzo Cappannini della Bottega dei Talenti, Dott.
Federico Maspes della Fondazione Hopen e il Pres. Mauro Giardini della Cooperativa Sociale Ceas.
Alle 16:30 concerto dell’Orchestra Papillon
Dalle 17:30 in poi aperitivo per adulti
Tutte le informazioni per partecipare e il programma dettagliato della BIO*SAGRA for kids sul sito:
www.biosagraforkids.it
Pagina FB:
https://www.facebook.com/BIOSAGRAforKids
Per informazioni:
info@biosagraforkids.it
coordinamento@biosagraforkids.it
Hashtag:
#biosagraforkids2018
#biosagraforkids
La BIO*SAGRA avrà luogo in:
Via di Fioranello n. 34 – 00134 Roma
c/o gli spazi del Ristorante L’Orto di Alberico
FFK ONLUS
FFK è una ONLUS formata da 11 famiglie con bambini con in comune la passione per il vino e uno
stile di vita in armonia con la natura, mosse dal desiderio di aiutare i bambini e i ragazzi meno
fortunati attraverso diverse attività di raccolta fondi. Si incontrano una domenica di maggio del 2014
per piantare 4 filari di Cabernet e di Merlot che daranno i primi frutti nei tre anni successivi insieme
si ritroveranno cinque volte l’anno per seguire i passaggi più delicati della vita della vigna: dalla
potatura invernale alla vendemmia, fino all’imbottigliamento finale.
Finalmente a giugno scorso arriva il momento dell’imbottigliamento delle prime 250 bottiglie circa
il cui ricavato sarà destinata a scopo benefico.

Gli 11 soci FFK sono:

Alessia Antinori
Cristina Bowerman
Federica Cecchi
Alioscia Elano
Andrea Federici
Fabiana Gargioli
Lina Paolillo
Fabio Spada
Massimiliano Tonelli
Carla Trimani
Filippo Zaffini

Aderiscono alla Bio*Sagra for kids 2018:

1. Aminta – Marco Bottega
2. Antico Arco – Fundim Gjepali
3. Armando al Pantheon – Claudio e Fabrizio Gargioli
4. Cafè Merenda – Chiara Caruso dolci dalle 14:30
5. Caffè Propaganda – Emanuele Broccatelli aperitivo dalle 17:30
6. Calvisius – Roberto Placidi aperitivo dalle 17:30
7. Chinappi Roma – Claudio Gugliotti
8. Convivio Troiani – Angelo Troiani
9. Coromandel – Ornella de Felice
10. Cucina Eliseo – Lorenzo Buonomini
11. Cus Cus – Simona Iacono
12. Ditirambo – Alessandra Bottoni dolci dalle 14:30
13. Enoteca Achilli al Parlamento – Massimo Viglietti
14. Enoteca Celani – Antonio Celani aperitivo dalle 17:30
15. Enoteca Ferrara – Maria Paolillo
16. Enoteca Trimani – Paolo Trimani aperitivo dalle 17:30
17. Epiro – Matteo Baldi e Marco Mattana
18. Essenza – Simone Nardoni
19. Flower Burger – Fabrizio Verga
20. Fonzie the Burger’s House – David e Daniel Gay
21. Freddo – gelato artigianale dalle 14:30
22. Frigo – gelato artigianale dalle 14:30
23. Frutta Nuda, Pane & marmellata artigianale dalle 14:30 Area Kids
24. Glass Hostaria e Ape Romeo – Cristina Bowerman
25. GelosoGelato, gelato artigianale su stecco dalle 14:30 Area Kids
26. Grano – Danilo Frisone
27. Il Pagliaccio – Anthony Genovese
28. Il Sorì – Pasquale Paky Livieri
29. Il Tino e 41412 Cucina di mare – Lele Usai
30. Imago all’Hassler – Francesco Apreda
31. Keynco – Giada Panella e Valeria Sebastiani aperitivo dalle 17:30
32. La Baia di Fregene – Benny Gili
33. La Barrique – Antonello Magliari e Fabrizio Pagliardi
34. La Ciambella bar à vin con cucina – Francesca Ciucci
35. La Galleria di Sopra – Claudio Carfagna
36. La Gatta Mangiona – Giancarlo Casa
37. La Portineria – Gianluca Forino dolci dalle 14:30
38. La Punta Expendio de Agave con Cocina – Sarah e Christian Bugiada, aperitivo dalle 17:30
39. La Rosetta – Massimo Riccioli
40. La Salsamenteria – aperitivo dalle 17:30
41. Le Bon Ton Catering – Giovanni e Daniele Terracina e Dario Bascetta Greco
42. L’Orto di Alberico – Cesare Ansuini
43. L’Oste della Bon’ora – Maria Luisa Zaia
44. Livello1 – Mirko di Mattia
45. Madeleine – Francesca Minnella dolci dalle 14:30
46. Mavi – Kris Rag e Giorgio Romanini aperitivo dalle 17:30
47. Mazzo – Francesca Barreca e Marco Baccanelli
48. Meglio Fresco – Maria Laura Sales
49. Menabò – Paolo e Daniele Camponeschi
50. Metamorfosi – Roy Caceres
51. Mirabelle, Spledide Royal – Stefano Marzetti
52. Osteria dell’Orologio – Marco Claroni
53. Osteria di Monteverde – Roberto Campitelli
54. Osteria Fernanda – Davide del Duca
55. Oyster Oasis – Corrado Tenace, aperitivo dalle 17:30
56. Palazzo del freddo Fassi – gelato artigianale dalle 14:30
57. Panificio Bonci – Gabriele Bonci
58. Pasticceria De Bellis – Andrea de Bellis dolci dalle 14:30
59. Pastificio Mauro Secondi – Mauro Secondi
60. Per me – Giulio Terrinoni
61. Pizzeria Sancho- Franco “Sancho” e Andrea Di Lello
62. Pomodori Verdi Fritti – Francesco Ghislandi
63. Prelibato – Stefano Preli
64. Re Norcino – Stefano Antognozzi aperitivo dalle 17:30
65. Red Fish – Antonio Gentile
66. Retrobottega – Alessandro Miocchi e Giuseppe Lo Iudice
67. Santi Sebastiano e Valentino – Valerio Coltellacci dolci dalle 14:30
68. Selezione Boccoli – Luca Boccoli aperitivo dalle 17:30
69. Seu Pizza Illuminati – Pier Daniele Seu
70. Severance – Paola Tomasiello e Angelo de Vita
71. Simposio – Davide Mandarino
72. Spirito DiVino – Eliana Vigneti Catalani
73. Steccolecco, gelato artigianale su stecco dalle 14:30
74. Supplizio – Arcangelo Dandini
75. Taverna Volpetti – Walter Di Ruocco
76. Tischi Toschi – Alessio Casablanca
77. Trapizzino – Stefano Callegari
78. Trattoria Santopalato – Sarah Cicolini
79. Trimani Wine Bar – Carla Trimani
80. White Ricevimenti – Lino Menichetti
81. Zia Restaurant – Antonio Ziantoni

Con il contributo di:

BANCA POPOLARE DI SPOLETO – Gruppo Banco Desio
BANCA DI CREDITO COOPERATIVO
TASTE OF ROMA

e con il sostegno di:

Idearia, Musement, Pentole Agnelli, Magnolia Eventi, Cherubini Gup, Caffè Morganti, San Pellegrino,
Desco Spa, Straight to Hell, Slow Food, Italian Chef Academy, Les Chefs Blancs, Hight Quality Food,
Pastificio Di Martino, Sebach, Procarni, Croce Rossa Italiana, Cianflone, Lumigas, ABC S.r.l., Ghiaccio
Roma, Radio Kaos Italy, Roma Altruista, Safi Elis, Preludio Divisione Noleggi, Le Bon Ton Catering, Le
Voila Banqueting, Exelentia, Unigum.
Laboratori e attività ludico-didattici offerti da:
Pachis, Irene Cake Design e Verde Pistacchio, Educarti, Enos, Darwin Associazione Culturale, Local
Aromas, Educarti, Marco Senfett naturalista forestale, Marco Maldera apicoltore, Guida Extravoglio,
Oleonauta, Bamani Creazioni, Ti Cucino io, Animazioni Pedagogiche, Eureka Giochi Scientifici, Doctor
White, Comici Camici, Gruppo Tida, Vinopolis, ASD Freemind, ASD KK Eurvolley, ASD Roma Lupi BC,
Ecologistica Srl, Gruppo Capoeira Nagò, Compagnia delle Bollicine.
Percorso musicale a cura di:
Whatever
Orchestra Papillon
Giulia Ananìa

 

Pomezia Light Festival: al via la II° edizione!

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DAL 21 AL 23 SETTEMBRE

POMEZIA LIGHT FESTIVAL

II EDIZIONE

VERSO UN FUTURO PIÙ SMART E LUMINOSO

La sollecitazione percettiva martellante e continua ci ha abituato alla convivenza con più schermi, con sovrapposte informazioni, frammentate e generate da diverse fonti, all’oscillazione continua tra elementi di realtà e virtualità. Si manifesta un’esigenza di uscire dallo schermo per forzare i suoi limiti, distribuirsi nello spazio, integrarsi con una teatralità ambientale e performativa”.

A. Balzola, P. Rosa, L’arte fuori di sé

La città come non l’avete mai vista: giochi di luce che interagiscono con il pubblico, palazzi abbandonati che rivivono con nuovi colori, proiezioni che catapultano lo spettatore in dimensioni diverse spingendolo a guardare quello che lo circonda con occhi nuovi.

È Pomezia Light festival, la manifestazione di light art, organizzata da Opificio in collaborazione con il Comune di Pomezia, che torna per la sua seconda edizione dal 21 al 23 settembre.

Un festival fortemente legato al suo territorio che punta sulla necessità di riappropriarsi della relazione con lo spazio cittadino.

27 artisti di cui 8 internazionali, oltre 15 interventi artistici, 1 chilometro e mezzo di percorso per oltre 1000 metri quadrati di luce, una sezione dedicata agli artisti under 35 finanziata dal bando Siae SILLUMINA, più di 50 universitari e liceali al lavoro: tre giorni in cui Pomezia sarà invasa da opere artistiche multimediali, digitali, luminose, selezionate tra una rosa di artisti che hanno risposto alla Call for Artist indetta lo scorso novembre.

Tema di questa edizione è la Smart City, ovvero la città intelligente e ideale che già gli intellettuali e architetti del Rinascimento immaginavano, ipotizzando un luogo in cui l’armonia e la bellezza dell’architettura si sposassero con la lungimiranza del governo politico e la vita associata della comunità civica, fondendo insieme estetica, funzionalità e ideali. Pomezia Light Festival aspira a tutto questo esplorando l’argomento attraverso l’arte e la cultura.

Le opere del festival ridisegneranno le strade della città, neutralizzando ogni distanza tra artista e fruitore, entrambi attori protagonisti sul terreno comune dello spazio urbano.

L’obiettivo è produrre arte sul territorio, per il territorio, con la cittadinanza, arrivando a generare un intervento di rigenerazione urbana, ovvero azioni di recupero e riqualificazione del patrimonio edilizio preesistente. L’effimero che diventa permanente.

Il Light Festival torna ad illuminare Pomezia – dichiara il Sindaco Adriano ZuccalàDopo il successo dello scorso anno rilanciamo con artisti italiani e internazionali che trasformeranno la Città in un moderno museo a cielo aperto, con opere, performance, installazioni digitali e luminose. Coniugare cultura, arte, turismo e nuove tecnologie è una sfida che Pomezia può vincere: è per questo che siamo orgogliosi di organizzare e ospitare un festival delle luci dal sapore europeo. Un evento che vogliamo diventi un appuntamento annuale per il nostro territorio e che crediamo possa coinvolgere sempre di più cittadini, turisti, attività commerciali e strutture ricettive”.

Oltre 20mila presenze, 4 masterclass, 30 artisti con 14 operazioni artistiche diffuse sul territorio. Questi i numeri della scorsa edizione del festival che quest’anno ha voglia di crescere ancora anche attraverso la conquista di un pubblico internazionale.

Pomezia – è la convinzione degli organizzatori – lo consente: è una città moderna ma con una storia importante; è uno snodo viario fondamentale per gli spostamenti nella Regione; è il polo industriale più importante del Lazio, settimo comune come popolazione; è una sede universitaria e ha strutture urbanistiche che si prestano efficacemente alla realizzazione di interventi estetici luminosi.

Pomezia Light Festival si articola in tre sezioni: AroundTheCity, dedicata a interventi sulla città quali digital performance, live media performance, video teatro, video installazioni, installazioni luminose, light art, light design, digital art; EyesUpTower, tesa a raccogliere esclusivamente proposte di video mapping o live mapping sulla Torre Civica, fiore all’occhiello di Pomezia; e FunAtBeach, sezione dedicata alle live performance, con un occhio di riguardo per AV performance, live cinema, VJing.

Tra le novità più attese di questa edizione il musicista e compositore Gabriele Marangoni, direttamente da Ars Electronica, il prestigioso festival e laboratorio di sperimentazione permanente su arte, tecnologia e società con sede a Linz, in Austria, che destabilizzerà il pubblico del Pomezia Light Festival con il live-set elettroacustico “RED NOISE”, sul tema del collasso. La performance è arricchita dai visual dell’artista Ai Di Ti (Angela Di Tommaso): nei suoi lavori ama mixare vari elementi tecnologici in una continua ricerca volta all’abbattimento dei limiti estetici nell’opera d’arte digitale. Nelle sue opere troviamo riferimenti a politica ed attualità, in una chiave estetica fatta di distorsioni e manipolazioni estreme del reale, senza rinunciare alla satira e all’esaltazione propria dell’era digitale.

Sempre sul tema del collasso, inteso come “possibile cedimento” della città ideale, è il progetto “COLLAPSE” realizzato in collaborazione con Alma Artis Academy, l’Accademia della Belle Arti di Pisa. Verrà allestito uno spazio e un laboratorio che elabori questo tema, attraverso gli strumenti performativi audiovisivi, nella convinzione della necessità di formare figure professionali non più riconducibili alla categoria tradizionale dell’artista ma specialisti chiamati a interagire con un nuovo universo tecnologico e scientifico, consapevoli delle conseguenze culturali e sociali del loro agire in quanto progettisti multimediali.

Pronta per stupire è l’installazione “FALLEN CHANDELIER” dell’artista tedesco Tilman Küntzel, un’opera ricca di suoni e immagini che ricreano, tramite un lampadario caduto, un’atmosfera inebriante e molto luminosa. Riprendendo il Kintsugi, usanza giapponese per cui un oggetto rotto viene riparato con l’oro, l’opera è un gioco di luci melodico che, attraverso i suoni, dà vita ad uno spettacolo unico nel suo genere.

Il pubblico sarà poi messo alla prova con “PKK” (Proiezione Kon Kinect), realizzata dall’Associazione HackLab Terni. Grazie all’utilizzo di un doppio sensore a raggi infrarossi, gli spettatori possono partecipare attivamente alla realizzazione di un’opera attraverso i soli movimenti del corpo. Altro progetto interattivo è “I+I=III” del collettivo Crono (Federico Cecchi e Andrea Daly): un “termometro” che registrando la frequenza delle presenze degli spettatori modifica le luci in base ai partecipanti generando un’esplosione di colori.

Per vedere con occhi diversi una città, ecco il tour virtuale della “SCATOLA DEL VENTO” realizzato dal duo FanniDada (Fanni Iseppon e Davide Giaccone): un viaggio a tappe in cui le immagini si modificano grazie a una bicicletta autoalimentata con batterie e pannelli solari.

Luoghi della città come non li avete mai visti grazie a “SPACE DISLOCATION” di Nerd Team, duo estone composto da Jari Matsi e Judith Parts. Insieme ridanno vita a edifici scolastici inanimati e spogli, riempiendo di colore e luce il grigio delle pareti e il vuoto delle finestre, aggiudicandosi il titolo di “Frankenstein del Pomezia Light Festival”.

Vita diversa anche per la Torre civica della città, trasformata dall’abilità di Vj Alis, alias Alice Felloni: suoni sperimentali e colori futuristici si fondono in un viaggio attraverso il tempo, la mente e la prospettiva di “PROSPECTIVA MENTIS”.

Per riflettere sulla percezione del tempo e la continua ricerca di equilibrio, ecco “SHISHI ODOSHI” di MEDIAMASH STUDIO (Luca Mauceri e Jacopo Rachlik); mentre “#intervalli@plf.mov” di Francesco Elelino e Rakele Tombini esplora attraverso videoproiezioni il mondo del linguaggio televisivo. “NEUTRO” di Simone Sims Longo affronta il concetto di non appartenenza. Attraverso geometrie che si evolvono nel tempo e nello spazio, l’artista traduce questa la classica riflessione shakespeariana (“Essere o non essere”?) in immagini e suoni utilizzando diverse tecniche video.

Già ospite della prima edizione, Tommaso Rinaldi aka High Files presenta “FLANEUR”, ovvero un uomo alla ricerca delle bellezze della sua città. Con uno sguardo al futuro, come un eroe decadente dei romanzi del D’Annunzio, Rinaldi si lancia all’incessante ricerca del bello, di strutture e spazi che suscitino emozioni positive.

Ritornano per questa nuova edizione anche Marco Di Napoli con “ART&NEON”, grazie all’ausilio della stampa digitale e di tubi neon sagomati riproduce quadri luminosi e il duo formato da Andrea Mammucari e Biancamaria Centaroli, con “LUMEN-CODE: BIANCO”, ispirati dal tema della Smart City realizzano un’istallazione e uno spazio con lampade led a basso consumo. L’artista Faber Sorrentino per la sua opera s’ ispira idealmente al ritratto di Tiziano concependo “TRITTICO”: tre rilievi che raffigurano un vecchio, un uomo adulto e un ragazzo che rappresentano rispettivamente il passato, il presente e il futuro. “L’EVOCAZIONE” dell’artista Carlo Flenghi richiama immagini oniriche non solo per il titolo ma anche per il suo allestimento: tentacoli illuminati, luci mobili, pendenti, spilli da cucito bianchi che creano l’illusione di tante piccole lucciole. L’opera, è ispirata ai capolavori dello scrittore statunitense Howard Philips Lovecraft e pone l’attenzione sul problema critico dell’inquinamento marittimo.

Non solo arte digitale ma anche pittura tradizionale con il progetto artistico Controllo Remoto. Le opere che verranno presentate sono realizzate con colori e spray acrilici mediante l’uso di stencil e proiezioni e sono il risultato di una fase progettuale in cui le immagini vengono elaborate con programmi informatici. Infine il progetto fotografico “SEVEN MILLIONS” di Fabio Mignogna e l’opera “ALVEUS NC” di Vito Marco Morgese, alias Seed, in cui si alternano giochi di ombre e light show glitch.

Un festival che vive di notte ma che non rinuncia alle ore diurne, dedicando ampio spazio a incontri, workshop e masterclass suddivisi in modo da coprire tutte le fasce d’età, con il coinvolgimento di esperti, studiosi e artisti. Fulcro delle attività lo smart village, la struttura che ospita gli incontri e allo stesso tempo una piazza in cui scambiare conoscenze ed esperienze.

I relatori degli incontri sono: Stefano Lentini, affermato musicista impegnato in colonne sonore per cinema e televisione, l’unico compositore italiano insieme ad Ennio Morricone ad essere rappresentato negli Usa da “The Gorfaine/Schwartz Agency”; Anna Maria Monteverdi, una delle più grandi esperte di digital performance e video teatro in Italia; Carlo Infante, changemaker, docente freelance di Performing Media, progettista culturale, fondatore di Urban Experience e scenarista per la resilienza futura; Daniela De Angelis, docente presso il Liceo Artistico Roma 2, svolge attività di ricerca e studio nel settore dell’arte contemporanea, ambito nel quale ha pubblicato scritti e cataloghi, in particolare sul Novecento; Roberto Renna docente presso l’Istituto di Stato per la cinematografia e la televisione, ha lavorato in Rai occupandosi di repertorio di spettacolo leggero ed è stato è stato redattore della rivista Poliscritture. Ha fondato con altri Opificio.

Gli organizzatori: chi c’è dietro Pomezia Light Festival

Opificio nasce in una scuola. Forse non in una scuola qualunque ma una scuola, l’Istituto di Stato per la cinematografia e la televisione Roberto Rossellini. Tutto è iniziato con un laboratorio sulla creatività dal nome Officina, ancora attivo. La convinzione è stata fin da subito quella di produrre comunicazione al di fuori dei circuiti consueti e con risultati che, già allora, potevano misurarsi col mondo delle professioni. Opificio è un collettivo che esplora linguaggi, tecniche, teorie, pratiche produttive, con l’avidità di chi vuole conoscere e capire ma con la barra fissa su un punto: non scostarsi mai da un’etica che è condizione indispensabile per la creazione dell’opera d’arte contemporanea. Perché ciò sia possibile due sono le vie: lo studio (Opificio arriva da una scuola) e il lavoro (si va verso il mondo). L’obiettivo è l’indipendenza, artistica, filosofica ed economica.

La II° edizione del Pomezia Light Festival è realizzata grazie al contributo di E.on energia, Floranapoli, Menarini e APA – Associazione Pomezia Albergatori. Partner culturali della manifestazione sono IISS “R. Rossellini” di Roma e Alma Artis Academy. Il Festival aderisce inoltre al network Zoohanna, Urban Experience, Museo Civico Archeologico Lavinium, Sistema Museo, ToBe Srl, Ciù Ciù, Rete d’Impresa Pomezia Centro e Blooming Festival.

Ore 21.30 | Accensione delle opere | ingresso gratuito

Per partecipare agli incontri è richiesta la prenotazione gratuita su www.pomezialightfestival.it

CONTATTI

www.pomezialightfestival.it

https://www.facebook.com/PomeziaLF/

Ariano Folkfestival 2018: un’altra edizione indimenticabile!

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Ci fischiano ancora le orecchie: per la musica (bellissima) che abbia ascoltato in questi giorni all’Ariano Folkfestival , per le interviste con gli artisti, per le chiacchiere e le risate scambiate con lo staff e tutti i presenti.

Oramai per noi di Radio Kaos Italy l’Ariano Folkfestival è uno degli appuntamenti fissi più belli della nostra annata radiofonica e anche questa volta mentre scriviamo questo post c’è un pò di tristezza per la fine, ma tanta felicità per aver presto parte a questi giorni indimenticabili. Qui trovate le nostre foto e i nostri podcast e video con tutti i live e le interviste: giusto per non soffrire subito d’astinenza! Al prossimo anno!

 

 

 

[Kaos Live Report] Siren Fest 2018: la magia continua

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L’estate corre in fretta e con essa ogni evento sembra iniziare e finire in un vortice di emozioni che spesso non si fa in tempo ad assaporare. Solo dopo qualche giorno con la razionalità e il distacco si riesce a fare un’analisi complessiva. Il Siren Festival rientra nell’elenco delle cose belle da vivere per gli appassionati di musica nella nostra penisola.

Quinta edizione per una realtà che ogni anno muta la propria pelle in un crescita esponenziale per proposta musicale e profilo internazionale in un Paese in cui la vera vittoria spesso è la continuità dei progetti. Credo proprio sia questa la più grande virtù di questo festival che in 5 anni ha creato, aiutato anche dalla bellezza di Vasto, un’oasi felice a cui tornare con cadenza fissa. Dal punto di vista quantitativo questa edizione è stata probabilmente la più ricca e descrivere dettagliatamente gli oltre 30 live è impresa ardua in poche righe. Non è mancata ovviamente la qualità, ma proviamo ora a dare cronaca di quanto visto in questo piacevole week-end.

DAY 1

Arrivo a Vasto nel primo pomeriggio e il mio primo contatto con il festival è la performance dei The Rainband sul palchetto del Siren Beach. Il sole scotta e il live è un po’ ristretto nella sua durata, tuttavia il brit-style di questa band è piacevole e scanzonato. Buona la prima. Si avvicina il tramonto e mi dirigo nel centro storico della cittadina. Verso le 19:30 nella bella cornice dei Giardini di Palazzo d’Avalois aspettiamo sul prato verde l’esibizione di Neil Halstead, cantautore inglese noto come fondatore di Slowdive e Mojave 3. Accanto all’attività in gruppo intraprende una carriera da solista che lo porta ad incidere 3 album da solista. Nella sua esibizione al Siren propone quasi interamente il suo ultimo lavoro ormai datato 2012. Voce limpida e chitarra acustica rimandano alla bellezza del folk inglese degli anni d’oro e a tratti viene da pensare a Nick Drake. Pausa sigaretta ed è la volta di Ryley Walker. Dico subito che per me questo era uno dei live più attesi in programma, ma con rammarico devo ammettere la mia delusione. Il cantautore di Chicago sale sul palco con un trascurabile outfit, ma questo ovviamente non è indicativo. Walker ha all’attivo due dischi meravigliosi, a prima impressione mi pare ubriaco e farnetica cose senza molto senso, capisco poi che più che alticcio sembra svogliato quasi snob. Suona da dio, per carità, ma nel suo live manca quell’intensità che davo per scontata. Insomma delusione ma riconosco che le mie aspettative in lui erano davvero molto alte.

Ore 21: la meraviglia. Main stage in Piazza del Popolo…..Slowdive.

Palco minimalista senza la scenografia che ha caratterizzato il tour, al centro una tastiera con un cigno nero in gomma. Fumo, tanto fumo e sul nero che domina scena e abiti della band appare in rosso Rachel Goswell come una dea del lago. La forma fisica non è più quella di una volta ma la voce è quella ammaliante di sempre, una voce che per troppi anni è mancata. 21 anni infatti erano passati prima di “Slowdive”, lavoro discografico con cui sono ritornati nel 2017. Si parte con “Slomo”, brano evocativo ed etereo che dà solennità perfino all’eclissi lunare in corso in questo venerdì sera. Un’ora e mezza che rapisce e si chiude con la meravigliosa Golden Hair (cover di Syd Barret). La mia conclusione in poche parole è che puoi apprezzare gli Slowdive quanto vuoi ma sarà sempre poco fino a quando non vedrai un loro live. Dopo un breve ritorno alla realtà, giusto il tempo di raggiungere il cortile del Palazzo d’Avalos, i Lali Puna accendono le loro macchine. Il duo tedesco fonde bene beat avvolgenti e un vocale delicato e malinconico. Atmosfera di sicuro impatto. All’appello sotto la voce Italia risponde la presenza di Cosmo. Che il Cosmotronic tour stia sbancando in ogni sua data, che i suoi concerti siano coinvolgenti e anche visivamente accattivanti sono dati incontestabili, ma per quanto mi riguarda non sono annoverabile tra i suoi fans e dopo gli Slowdive la mia serata va avanti sulla scia delle emozioni lasciatemi dalla band inglese. A chiudere la serata i live set di Mouse On Mars, che picchiano davvero forte con la loro techno farcita di kraurock, e quello più danzerccio dei 2manydjs che si spingono quasi fino all’alba.

DAY 2

Breve capatina in spiaggia, facce stanche e poca forza nelle bracciate, capisci subito chi la notte prima ha tirato fino a tardi. Ci si rigenera tra mare e drink analcolici e ci si proietta al pomeriggio.

Dalle 13:00 alle 18:30 live al Siren Beach. Al tramonto invece nel centro storico simpatico live dei Vanarin, progetto bergamasco dai caratteri funk e melodie pop che introducono la seconda serata del Siren. Si comincia a fare sul serio quando sul main stage arriva Colapesce, che della scena indie italiana è sicuramente un dei massimi esponenti. La setlist un po’ ridimensionata pesca soprattutto nell’ultimo album “Infedele”, il live è curato in ogni suo dettaglio sia nella scenografia che nell’abbigliamento. L’apice di questa serata e probabilmente dell’intero festival è stata secondo me l esibizione dei dEUS. Non li vedevo dal vivo dal secolo scorso e devo dire che l’energia è sempre la stessa. Tom Barman sul palco è davvero a suo agio e la qualità della band è davvero sublime sia su disco che nei live. Impatto sonoro preciso e potente. Anche la setlist è perfetta, cosa non scontata quando alle spalle hai una carriera lunghissima. Pezzi datati intervallati da pezzi più recenti ma sulle note di “Constant Now” io tocco il cielo.

Questa seconda serata è decisamente rock, più fisica, è più istintiva della precedente, dopo i dEUS tocca ai Bud Spencer Blues Explosion. Adriano Viterbini è uno dei migliori chitarristi italiani e per poco più di un’ora si scatena sul palco facendo urlare e stridere le sei corde con un energia invidiabile e virtuosismi vorticosi. Una decisa e convinta conferma per una delle band italiane più interessanti.

Ore 00:15 tutti in Piazza del Popolo. Sul palco c’è la storia. Ci sono i P.I.L. C’è soprattutto Jhonny, il marcio bad boy, giovane chierichetto dei Sex Pistols che nel ’78 è diventato uno dei sacerdoti della new wave. Ragazzi miei ho visto molti concerti ma la potenza del muro di suono creato dai P.I.L. è stato qualcosa di sconvolgente. Il basso tirava pugni forti in petto e vibravano anche le cartilagini di orecchie e naso. Impressionante. Certo Johnny celebra la sua liturgia new wave acconciato con panciotto e camicia nera ma non si scappa dalle proprie origini e il punk ritorna a ogni fine brano quando, dando le spalle al pubblico, sorseggia whisky, fa gargarismi e sputa tutto sul palco. Johnny il marcio è sempre lui anche con panciotto e occhiali da signore di mezza età. Ti chiedi come possa un uomo così e con quel curriculum essere ancora vivo, lui invece vivo lo è davvero e la sua voce è imponente, certo si lamenta del caldo italiano ma sudando all’inverosimile canta da dio. Il pubblico è impressionato, gli urla contro. Verso la fine mitragliata di energia con This Is Not A Love Song e Rise in sequenza e lì percepisci l’incombenza della storia. Anche questa seconda giornata si chiude con le danze. Ivreatronic, collettivo fondato da Cosmo di cui lui stesso fa parte, accompagna tutti fino all’alba in un clubbing all’aria aperta. Unica nota dolente è stato il forfait dei Toy, band britannica vittima dello sciopero dei voli Ryanair.

DAY 3

Finiscono tutte le cose, finisce anche questa quinta edizione del Siren Festival. La chiusura, con tradizione consolidata, è affidata al concerto della domenica nella suggestiva location della Cattedrale di San Giuseppe. La fila per l’ingresso comincia alle 12:30 e va bel oltre l’orario programmato visto il ritardo con cui si spalancano le porte della chiesa al pubblico che come pellegrini attende sotto il sole. Finalmente si entra e come nelle migliori celebrazioni religiose Nic Cester e la sua band entrano percorrendo la navata della cattedrale. “Sono felice di essere qui perché mia madre mi diceva spesso che assomigliavo a Gesù Cristo” . Esordisce cosi il buon Nic con un italiano impeccabile e parte con i brani di “Sugar Rush”, suo meraviglioso primo album da solista, datato 2017.Il concerto è intenso. Soul e blues mixati egregiamente e profilo vintage autentico.A far da contorno certo c’è anche una band di musicisti superlativi tra cui Adriano Viterbini e Sergio Carnevale dei Bluvertigo.

Finisce così, nel migliore dei modi e con un bilancio decisamente positivo anche questo 5 anno.

Si ritorna tutti a casa aspettando il prossimo luglio.

Di Antonio Cammisa

AL VIA LA 6° EDIZIONE DI NON IL SOLITO FESTIVAL, L’EVENTO ROCK PIÙ ATTESO DELL’ESTATE ABRUZZESE

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Iniziato ufficialmente il countdown per la sesta edizione di “Non Il Solito Festival”, il Festival di musica rock indipendente più atteso dell’estate abruzzese che, per il sesto anno consecutivo, dà appuntamento a Trasacco (AQ), domenica 5 agosto dalle 17:00 in via Cifilanico. 

 

Una line up rinnovata che vedrà tra i protagonisti i KuTso, 3 dischi all’attivo, svariati premi e un glorioso secondo posto a Sanremo giovani nel 2016. Nathalie vincitrice della quarta edizione di X Factor oltre a svariate collaborazioni illustri, tra cui quella con gli Skunk Anansie, e poi ancora Galil3eoDroning Maud, Daniele De Gregori e WhyNot. Voce d’eccezione, Vicenzo Santoro di Radio Kaos Italy che, da quest’anno, è il media partner ufficiale dell’evento. Giunto al suo sesto compleanno, Non Il Solito Festival si conferma essere una realtà solida nell’estate musicale abruzzese, grazie anche alla tenacia dell’omonima associazione culturale che lo cura e lo promuove, ricalcando l’idea dei più grandi Festival internazionali. Con un occhio al passato, le precedenti edizioni hanno segnato il successo della manifestazione con ospiti d’eccezione del panorama nazionale e non solo: Levante (finalista agli European Music Awards come “Best Italian Act”, giudice di X-Factor), The Niro (Sanremo 2014), Renzo Rubino (Sanremo 2014 -2018, premio Musicultura), Management del Dolore Post – Operatorio (Miglior Indie band Italiana al M.E.I.), The Hacienda (gruppo spalla dei Beady Eye, fondato da Liam Gallagher), Vittoria Hyde (nota speaker di Virgin Radio e leader dei Vittoria and The Hyde Park), Diodato, Daniele Groff e Polar Station tra gli altri.

 

Tra le novità più importanti di quest’anno, inoltre, è da segnalare l’assegnazione del Premio Pietro Taricone” che vedrà la luce proprio sul palco di Non il Solito Festival. A otto anni dalla scomparsa di Pietro Taricone, celebre attore e personaggio televisivo originario di Trasacco , il Premio omonimo è il segno tangibile che permette di mantenerne il ricordo vivo, assegnato da una giuria speciale a quanti “in giro per l’Italia e per il mondo abbiano da raccontare storie legate al coraggio dell’uomo comune, alla solidarietà del personaggio famoso o di quanti riescano a compiere imprese straordinarie”. Grazie al supporto dell’amministrazione comunale, degli amici e della famiglia di Pietro, lo scopo è quella di dare vita ad un premio, all’interno del festival musicale che possa ricordare l’artista marsicano e mantenerne viva la memoria, valorizzare artisti emergenti, personaggi del mondo dello sport e dello spettacolo, ma anche persone comuni che si siano distinti per umiltà, altruismo, amore per gli animali e la natura, valori fondamentali di ogni uomo e tratti caratteristici della personalità di Pietro.

L’evento, ad ingresso gratuito, è patrocinato dalla Regione Abruzzo e dal Comune di Trasacco (AQ) e tutte le info riguardanti gli orari delle esibizioni sono disponibili

sul sito www.nonilsolitofestival.it , su twitter, sulla pagina e l’evento Facebook.

Villa Ada – Roma Incontra Il Mondo: gli artisti di questa settimana!

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GLI ARTISTI DELLA SETTIMANA DAL 9 AL 15 LUGLIO

11 LUGLIO CAPITAN CAPITONE (aka DANIELE SEPE) E I FRATELLI DELLA COSTA + EPO

12 LUGLIO BUD SPENCER BLUES EXPLOSION

13 LUGLIO WASHED OUT

14 LUGLIO CHINESE MAN

15 LUGLIO CALIBRO 35

E tanti altri concerti gratuiti al D’Ada Park

Dalle ore 21.30 i concerti nel main stage (area a pagamento)

Dalle 20.30 alle 21.30 i concerti nel D’Ada Park + after show da mezzanotte (area gratuita)

 

 

Alcuni tra i più interessanti artisti italiani e internazionali si passano il testimone nella settimana dal 9 al 15 luglio sul palco di Villa Ada – Roma incontra il mondo. Si inizia lunedì con il padre del punk italiano, Giovanni Lindo Ferretti; proseguendo martedì con i Pinguini Tattici nucleari, mercoledì la ciurma Capitan Capitone e i Fratelli della Costa; giovedì i Bud Spencer Blues Explosion.

Venerdì 13 luglio direttamente dagli Stati Uniti arriva per l’unica data italiana Washed out, il 14 i dj francesi Chinese man, mentre i Calibro 35 chiudono domenica la settimana.

Punto di riferimento per il mondo della musica alternativa in Italia, Giovanni Lindo Ferretti torna a Roma lunedì 9 luglio “A cuor contento”. Il concerto ricalca i tour precedenti nella forma ma non nella sostanza. Ferretti torna a raccontarsi esclusivamente con le canzoni del suo repertorio solista e quelle dei CCCP, Fedeli alla Linea e C.S.I. con una nuova scaletta che comprende anche qualche brano tratto da “Saga, il Canto dei Canti”, ultimo album pubblicato da Sony Music.

Sul palco con lui i due fedeli compagni di viaggio Ezio Bonicelli e Luca A. Rossi, entrambi componenti degli Ustmamò, ad assicurare alle canzoni una nuova – e fedele – veste elettrica.

Continuano anche i concerti sul palco del D’Ada park, a partire dalle 20.30, con Mr. Milk e nell’aftershow con Toretta Stile, caleidoscopico viaggio nella musica Dance. I Djs Luzy & CorryX, con le loro selezioni musicali, conducono il pubblico in un viaggio attraverso gli anni 60, 70 e 80. Il tutto accompagnato dai filmati “cult” di VJ Birozzetto.

Il loro nome nasce da una birra artigianale, i Pinguini Tattici Nucleari, band bergamasca che negli ultimi anni si è fatta conoscere e apprezzare da un pubblico giovane e sempre più vasto, sono i protagonisti del main stage di Villa Ada martedì 10 luglio. Ad animare il pubblico del D’Ada park ci pensano i Cernit alle ore 20,30: così come il Cernit può essere composto con diversi colori, senza che questi si mescolino tra loro formando un’unica forma, il compito più difficile del quartetto romano è quello di amalgamare le loro diverse influenze musicali.

Si prosegue mercoledì 11 luglio con Capitan Capitone (al secolo Daniele Sepe) e i Fratelli della Costa. Un collettivo, o meglio una ciurma, che raccoglie le migliori lame di Napoli contemporanea. Mostrano le diverse anime musicali di una città ricca e prosperosa di note come il capoluogo campano: il rock, la canzone d’autore, il jazz, il funk, il punk, il reggae, il rap e di tutto di più. Arrivano al grande pubblico con le canzoni “Le Range Fellon” e “L’ammore ‘o vero”. Nel loro ultimo disco “Capitan Capitone e i Parenti della Sposa” raccontano il matrimonio del celebre capitano con una signorina di buona famiglia, in un conflitto tra la downtown e la uptown che promette puro divertimento. Ad aprire il concerto gli EPO, protagonisti di una “trionfale” campagna di crowdfunding su Musicraiser per la realizzazione di due lavori indipendenti, uno dei quali attualmente in lavorazione con Roy Paci nel ruolo di Co-produttore artistico e musicista e con gli archi di Rodrigo D’ Erasmo.Ad anticipare i concerti del main stage al D’Ada Park arrivano gli Espada, gruppo di Buenos Aires fondato da Giacomo Gigli; mentre dalla mezzanotte sale sul palco Dj Evis Delmar. Apriranno il 17 luglio a Londra il concerto dei Jet, ma prima si esibiranno giovedì 12 luglio a Villa Ada Roma incontra il mondo. Sono i Bud Spencer Blues Explosion, freschi del successo del loro ultimo album “Vivi Muori Blues Ripeti” (Tempesta Dischi). Un disco urgente e vitale, dedicato alla vita, alla sensualità e al viaggio, incentrato su un linguaggio semplice, maturo e diretto. In tour, il duo alt-rock formato da Adriano Viterbini e Cesare Petulicchio è accompagnato da Francesco Pacenza, al basso e alla voce, e Tiziano Russo, alle tastiere e alla voce, per un appuntamento live di grandissimo impatto. Raccontano così la nascita del loro ultimo successo: “In Australia un amico ci ha fatto notare sulla valigia di un musicista l’adesivo ‘Eat Sleep Blues Repea’, da qui l’idea di utilizzare questo titolo, rivisto a modo nostro. Noi siamo gente semplice, siamo una band istintiva che vive di urgenza. Questo album parla di vita, di morte e di amore ed è un disco sexy, perbacco, noi siamo pronti a questo viaggio”.

Sul palco gratuito del D’Ada park arriva alle 20,30 John Canoe, trio surf/garage rock di Roma e tra i pochi italiani ad aver suonato allo Sziget Festival di Budapest; mentre nell’after show tornano i Groove Party del giovedì targati Sweat Drops. Sul main stage in programma venerdì 13 luglio l’unica data italiana di Washed Out alias Ernest Greene. La sua musica è un sogno che spinge la mente a vagare in un altro stato dell’esistenza. Arrivato al successo con il suo album d’esordio “Within and Without”, in vetta alle classifiche americane e inglesi, oggi è tra i nomi più influenti dell’elettronica mondiale. Sul palco del d’Ada Park anteprima assoluta di “Humae”, nuovo lavoro marcatamente ambient del collettivo marchigiano Decomposer che vedrà la luce nel prossimo autunno. Colonne sonore, psichedelia ed elettronica si fondono in un’unica esperienza sonora.I singoli “Get up” e “I’ve Got That Tune” li hanno resi celebri in tutto il mondo. I Chinese Man sono allo stesso tempo un gruppo di dj francesi hip hop e un’etichetta discografica che non ha bisogno di presentazioni. Attualmente in tour per presentare il loro ultimo disco “The Journey” sono pronti a far ballare questo sabato il pubblico di Villa per una serata indimenticabile tra hip hop, reggae ed elettronica. Sul palco gratuito del D’Ada Park la serata è quella di Welcome to the jungle.

I Calibro 35 chiudono in bellezza la settimana domenica 15 luglio con il loro disco strumentale “Decade”, con cui festeggiano i dieci di attività. Decade più che una celebrazione è una time capsule, in cui la band ha inserito tutti gli elementi di cui si è composta la loro storia finora, per volgere lo sguardo in avanti. I Calibro 35 sono una delle poche band indipendenti italiane ad aver costruito un percorso progressivo e duraturo in ambito internazionale, vantano inaftti collaborazioni con stelle della musica internazionale come i Muse, Jay Z e Dr. Dre  Al D’Ada Park i Nohaybanda! presentano il loro terzo omonimo album. Duo composto da Fabio Recchia ed Emanuele Tomasi, fondono l’elettronica con il math-rock mantenendo però le dinamiche e l’interplay del jazz contemporaneo. Oltre ai numerosi concerti, le rive del laghetto ospitano come ogni anno un programma culturale variegato e multidisciplinare, accessibile a tutti e in una convinta logica no profit. Si ripete l’esperienza vincente del D’Ada Park, l’area del Festival ad accesso gratuito che ospiterà concerti, dibattiti, incontri, presentazioni di libri, esposizioni artistiche, proiezioni cinematografiche, corsi di formazione e laboratori per bambini.

Dal giovedì al sabato l’appuntamento è con i workshop e le pillole formative di Fusolab: degustazione di vini, djing, live performance e la realizzazione di saponi e detergenti naturali si alternano dalle ore 19 alle 21.Per i più giovani, l’associazione “Il Giardino di Lulù” continua con il suo centro estivo dal lunedì al venerdì con attività sportive, giochi, teatro, musica, escursioni a cavallo e laboratori. Domenica 15 luglio inizia poi l’appuntamento settimanale con l’Ada Circus: dalle 17 alle 20 artisti di strada e circensi coinvolgeranno il pubblico nei loro spettacoli. Villa Ada – Roma incontra il mondo è il più grande evento dell’estate romana, che si svolge sulle rive del laghetto fino al 10 agosto sotto l’egida di Dada srl e ARCI Roma, all’interno del programma dell’Estate Romana promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale e realizzato in collaborazione con SIAE.

CALENDARIO IN AGGIORNAMENTO

9 LUGLIO GIOVANNI LINDO FERRETTI 10 LUGLIO PINGUINI TATTICI NUCLEARI 11 LUGLIO CAPITAN CAPITONE (aka DANIELE SEPE) E I FRATELLI DELLA COSTA + EPO 12 LUGLIO BUD SPENCER BLUES EXPLOSION 13 LUGLIO WASHED OUT 14 LUGLIO CHINESE MAN 15 LUGLIO CALIBRO 35 17 LUGLIO LITTLE STEVEN AND THE DISCIPLES OF SOUL 18 LUGLIO DOBET GNAHORÈ (NELSON MANDELA INTERNATIONAL DAY) 19 LUGLIO GOGOL BORDELLO 20 LUGLIO MEZZOSANGUE 22 LUGLIO NEW YORK SKA JAZZ ENSEMBLE + SHOTS IN THE DARK 23 LUGLIO KRUDER & DORFMEISTER 24 LUGLIO GORAN BREGOVIC 25 LUGLIO NITRO 26 LUGLIO ORCHESTRACCIA 27 LUGLIO CAPO PLAZA nuova data  28 LUGLIO TEDUA 29 LUGLIO NICOLA VICIDOMINI 31 LUGLIO HUUN HUUR TU 1 AGOSTO MINISTRY 2 AGOSTO STEFANO SALETTI e BANDA IKONA 3 AGOSTO IOSONOUNCANE + PAOLO ANGELI 4 AGOSTO OTTO OHM

VILLA ADA ROMA INCONTRA IL MONDO

VILLA ADA
via di Ponte Salario 28 – Roma

#VillaAda2018

Dalle ore 9 servizio ristoro e centro estivo per i più piccoli e dalle 18 stand e area “relax” e ristorazione” nel D’Ada Park (area gratuita)

Dalle ore 21.30 a 00.30 concerti main stage (area a pagamento)

Sito web: www.villaada.org

Facebook: https://www.facebook.com/VillaAda.Fest/

Instagram: https://www.instagram.com/villaadafest/

INFO PER IL PUBBLICO:

Mail: info@villaada.org

Telefono 06 41734712

(attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 11 alle ore 16)

(attivo dalle ore 16 alle ore 21)

Capitan Capitoni (aka Daniele Sepe) e i Fratelli della Costa – 11 luglio

Biglietti in prevendita: 10€ + d.d.p.

Bud Spencer Blues Explosion – 12 luglio

Biglietti in prevendita: 12,00 + 1,50 €

Prevendite: goo.gl/gJq5pB

Washed Out – 13 luglio

Biglietti in prevendita: 12,00 € + d.d.p

Prevendite: https://bit.ly/2u82uS7

Chinese Man – 14 luglio

Biglietti in prevendita: 20,00 + 3,00 d.d.p.

Prevendite: goo.gl/Mm35Nt

Calibro 35 – 15 luglio

Biglietti in prevendita: 15,00 + 1,50 d.d.p.

Biglietti al botteghino: n.d.

Prevendite: goo.gl/Ev8yFG

UFFICIO STAMPA GDG press

www.gdgpress.com

[Kaos Live Report] Rancore “Musica Per Bambini”|Murubutu @IFEST 30/06/2018

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 Huntress D, Murubutu e Rancore per il gran finale dell’IFest al Parco Nomentano: ecco come è andata!

L’IFest chiama e il pubblico di Roma risponde. Sabato sera è andata in scena l’ultima trionfale serata a tema hip-hop e dire che è stato un successo è dir poco. Pubblico a vista d’occhio, euforia incontenibile e una serie di performance notevoli. Ad aprire le danze al Parco Nomentano Huntress D, giovane rapper attiva già da un paio di anni che ha scaldato l’atmosfera – già calda sotto molto aspetti – in tutti i sensi. Dopo di lei, uno dei nomi di riferimento del rap “alto” italiano: ovvero Murubutu! Professore di giorno e rapper di notte, fedelmente accompagnato dai fedelissimi compagni di Kattiveria (Il Tenente, U.G.O., DJ T-Robb), Murubutu ha regalato al pubblico romano l’ennesima performance intensa e sentita, con il giovane pubblico intento ad accompagnarlo a voce alta in ogni sua strofa. Da Grecale a I Marinai Tornano Tardi, energia ed emozioni senza un attimo di sosta.

Dopo questo peso massimo, giusto un pò di pazienza ed ecco Rancore pronto ad incendiare il palco dell’IFest, presentendo dal vivo per la prima volta, a pochi metri da casa sua, il Tufello, il nuovo – bellissimo – disco, Musica Per Bambini. Un evento sentito e molto atteso a cui il giovane rapper romano ha risposto nel migliore dei modi, concedendo ogni briciolo della sua passione. Alle sue spalle, la fidata Orquestra: l’avevamo conosciuta nel Ghoosebumps Show ed eccolo ancora incappuciata e schierata dietro al nostro rapper, a tenergli testa nel migliore dei modi. Pubblico presente ovvimente in estasi, intento ad accogliere a suon di boati sia i brani storici sia quelli del nuovo lavoro. L’iniziale Underman è un’entrata in scena esplosiva, come lo sono tutte le esecuzioni di Musica Per Bambini: una su tutte, la giù cult Arlecchino. Non sono mancati gli ospiti/amici/colleghi di Rancore: Murubutu (insieme faranno la poetica Scirocco), Danno (per Poeti estinti), Dj Mike (immancabile per l’esecuzione del brano per eccellenza del rapper, ovvero S.U.N.S.H.I.N.E. e il suo fratello oscuro D.A.R.K.N.E.S.S.

Non mancano i momenti parlati (per nulla retorici o banali, anzi) in cui Rancore racconta, confessa e presenta alcuni aspetti delle sue canzoni. Questo Pianeta è il congedo da una serata indimenticabile all’insegna del rap d’autore: chiusura migliore per l’IFest non si poteva chiedere. Alla prossima.

Foto di Alessio Belli

#FuoriCultura @ èx|tra 5-8 luglio – Ecco il programma!

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5 luglio
show case – Le Sigarette
Main stage – Preselezioni Aprilia Original Music

6 luglio
show case – Ill Rappatoio
Main stage – Deandrèggae opening act
Med free orkestra con Badara Sek e Pino Marino

7 luglio
show case – Luca Carocci
Lalla hop dj set
Main stage – Skuba Libre opening act
PIOTTA

8 luglio
show case – Slavi bravissime persone
Main stage – Finale Aprilia Original Music
show case – Ill Rappatoio
Main stage – Deandrèggae opening act
Med free orkestra con Badara Sek e Pino Marino

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MED FREE ORKESTRA 6 LUGLIO

PIOTTA 7 LUGLIO 

 

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COS’ è EX|TRA ? – èx|tra è il nuovo contenitore culturale dell’ExMattatoio. Un spazio aperto e all’aria aperta che riempiamo per voi ogni estate, con tre giorni roventi di proposte;

èx|tra, dal lat. extra «fuori», è un aggettivo invariabile, che mantiene la sua forma sia al singolare che al plurale e indica lo straordinario, l’insolito, il non usuale. Dentro queste cinque lettere ci sono le nostre radici e la nostra visione. La storia di un luogo riqualificato da arte e cultura indipendenti che è “Ex” perché non più mattatoio e “tra” le persone che in 15 anni di attività lo hanno attraversato, vissuto, animato.

èx|tra si svolge all’aperto, è un fuori programma, anzi meglio è fuori cultura.

 

Extra #FuoriCultura

Siren Festival 2018: ecco la line up!

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SIREN FESTIVAL 2018

PUBLIC IMAGE LtD (Pil)•COSMO•SLOWDIVE

2MANYDJSdEUS•LALI PUNA•MOUSE ON MARS

 BUD SPENCER BLUES EXPLOSION• COLAPESCE

RYLEY WALKER•TOY• RODRIGO AMARANTE •NEIL HALSTEAD

IVREATRONIC Djs•AMARI•MYSS KETA

THE RAINBAND•ANNABEL ALLUM•SPIELBERGS

VANARIN• MESA•GERMANO

26 – 29 luglio 2018 – Vasto (Ch) – Siren Festival

 ABBONAMENTI

Abbonamenti disponibili dal 20 aprile alle 11:00:

60 euro+d.p – abbonamento venerdì e sabato

75 euro + d.p. (early price) – abbonamento venerdì e sabato + Siren Beach (27/28/29)

www.ticketone.it  – Bit.ly/SirenFestival18_Tickets  – call center 892 101

info: www.facebook.com/sirenfestival e www.sirenfest.com

Pacchetti Hotel + Abbonamento disponibili su https://www.festicket.com/it/festivals/siren-festival/2018/

Siamo felici di annunciare i nomi della quinta edizione del SIREN FESTIVAL che si svolgerà a Vasto dal 26 al 29 luglio 2018. Abbonamenti disponibili da oggi.

SIREN FESTIVAL

Una cornice unica, una città storica affacciata sul mare che grazie alla sua invidiabile posizione negli anni si è affermata come uno dei luoghi più affascinanti del centro Italia. Vasto con le sue spiagge, i caratteristici vicoli del centro, le piazze che si affacciano come terrazze sul mare, i suoi bellissimi giardini, ospiterà la quinta edizione del Siren Festival, oramai uno degli appuntamenti più attesi e amati dell’estate.Chi c’è stato lo sa bene, il Siren non è una serie di concerti, ma un vero e proprio festival: 4 giorni, 5 palchi, oltre 30 live e djset, degustazioni, arte, divertimento, relax, ottimo cibo e mare!

LINE UP

Public Image Ltd (PiL)

Nel 1978, dopo essere stato frontman e leader dei Sex Pistols, Jonny Rotten ritorna al suo nome di battesimo John Lydon e dà vita ai padrini del post-punk e della new wave, i Public Image Ltd (PiL), una delle band più innovative di tutti i tempi.

Con una line-up mutevole, che ruota attorno a John Lydon e un sound unico che fonde rock, dance, folk, pop e dub, la band dal suo debutto del 1978  ‘First Issue’ sino a ‘That What Is Not’ del 1992 produce un successo dopo l’altro, scalando le classifiche di mezzo mondo.  Dal 1992 la band si prende una pausa che dura ben 17 anni.Nel 2009, Lydon decide che è il momento di rimettere in pista i PiL. Vedono così la luce due album adorati dalla critica e dal pubblico ‘This is PiL’ del 2012 e poi ‘What The World Needs Now…” del 2015. Quest’anno per celebrare i cinquant’anni di carriera di questa band indimenticabile, nata dalle ceneri dei Sex Pistols, e che più di tutte ha definito il concetto di post-punk, i PIL partiranno per un lungo tour che farà tappa al Siren Festival!

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//www.pilofficial.com/

COSMO

Cosmo è uno dei nomi di spicco della nuova scena musicale italiana. Lo scorso gennaio ha pubblicato Cosmotronic, un doppio album ambizioso che gioca sulle sue due anime artistiche: la canzone d’autore e la musica da club, finalmente fusi in uno stile unico e originale. Il disco, è stato anticipato da Turbo, che per la quarta volta consecutiva ha lanciato il dj e producer di Ivrea nella top 50 dei brani più passati dalle radio italiane; mentre il brano attualmente in rotazione è Quando ho incontrato te, che ha superato il milione di ascolti su Spotify ancor prima di diventare un singolo. Cosmotronic è anche un tour, che dopo aver collezionato sold out nei club più importanti d’Europa, è arrivato finalmente in Italia, registrando tutto esaurito in tutte le tappe e aggiungendo nuovi appuntamenti al calendario inizialmente annunciato. Un grande ritorno live quello di Cosmo, che sta portando in Italia un format che nessun artista italiano ha mai tentato prima: un vero e proprio  PARTY ITINERANTE con al centro la sua musica.

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www.facebook.com/cosmoitaly

SLOWDIVE

Nel 2017 gli SLOWDIVE, punto di riferimento assoluto per lo shoegaze britannico, sono tornati sulle scene dopo 22 anni di silenzio con un nuovo omonimo album e un lungo tour che ha registrato sold out praticamente dappertutto.

Il primo album degli Slowdive ‘Just For A Day’ è uscito per la mitica Creation Records nel 1991, seguito dal leggendario ‘Souvlaki‘ nel 1993 e da conclusivo ‘Pygmalion’ nel 1995. Negli ultimi 22 anni gli Slowdive sono stati celebrati con la pubblicazione di un’infinità di compilation, inediti e live, e hanno ispirato, con il loro suono unico, un numero enorme di band e musicisti.

In questi 22 anni di silenzio come Slowdive, i membri principali della band hanno dato libero sfogo alla propria creatività con nuovi interessanti progetti. Ma nel 2014 Neil Halstead, Rachel Goswell, Nick Chaplin, Christian Savill e Simon Scott hanno sentito il bisogno di tornare insieme. Così a maggio 2017 la band ci ha regalato il nuovo album “slowdive” pubblicato da Dead Oceans (Goodfellas) e anticipato dai singoli Sugar for The Pill e Star Roving.

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www.slowdiveofficial.com

2MANYDJS

Una storia, quella dei fratelli Dewaele (Stephen e David) come 2 Many DJ’s, che inizia nel 1999, con uno show su una radio belga chiamato “Hang The Dj”. Qualcosa di esplosivo ed iconoclasta: dove collidono fra di loro il prog e l’r’n’b, l’hip hop più astratto e la techno più oltraggiosa, monumenti pop da classifica quasi di cattivo gusto e stranezze lunari, house e ritmi strambi. Ci vuole poco prima che la fama esca dai confini nazionali: basta uno show su una radio londinese, Xfm, e la popolarità dei due come dj letteralmente esplode. Arrivano gli inviti della BBC e di Arthur Baker, arrivano i pubblici apprezzamenti di gente come Mick Jones dei Clash (per un mash up di “The Magnificent Seven” con “Romeo” dei Basment Jaxx…), arriva semplicemente lo status di act “da dj” fra i più eccitanti che siano mai stati visti e sentiti. Parallelamente c’è l’avventura coi Soulwax da portare avanti, ed è un’avventura di grande successo, ma per Stephen e David la routine da selezionatori e creatori di geniali mash up in console è un amore e una passione che non si abbondona mai. Inevitabile: i primi a divertirsi sono loro, cercando ogni volta gli accostamenti più geniali ed imprevedibili, le citazioni più sorprendenti, il groove meno convenzionale ma “più perfetto”. 2 Many Dj’s sono una delle cose più eccitanti mai accadute alla club culture: vale per gli affezionati più incalliti, ma vale anche per il pubblico più trasversale. Si sa – ogni tanto la genialità può mettere tutti d’accordo.

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//2manydjs.com

dEUS

La band belga capitanata da Tom Barman arriva la Siren con suo stile  caratterizzato da una eclettica combinazione di rock, punk, blues, jazz  in cui si riconoscono l’influenza di artisti eterogenei dai Velvet Underground, a Leonard Cohen, da Captain Beefheart a Charles Mingus.                    I dEUS hanno realizzato tre album negli anni Novanta di fondamentale importanza, “Worst case scenario” nel ’94, “In a bar, under the sea” nel ’96 e “The ideal crash” nel ’99, il loro disco più conosciuto, nel quale il gruppo è riuscito a fondere l’anima psichedelica con quella più intima e pacata. Dopo questo lavoro la band cessa l’attività per 6 anni – eccezion fatta per una breve serie di concerti in Portogallo nel 2002 – e la riprende soltanto nel 2005 con la pubblicazione di “Pocket revolution”. Nel 2008 è la volta di Vintage Point, nel 2011 esce Keep You Close e nel 2012 esce Following Sea, l’ultimo album in studio. Alla fine del 2014 la band pubblica, in occasione del ventennale dalla sua formazione, l’antologia doppia “Selected Songs 1994-2014” che raccoglie gli episodi più significativi tratti dalla loro discografia. A ottobre 2016 il chitarrista Mauro Pawlowski annuncia la sua uscita dalla band.Il 6 febbraio 2018 il gruppo annuncia attraverso la sua pagina facebook l’ingresso del chitarrista Bruno De Groote. 

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//www.deus.be

LALI PUNA

Lali Puna esordiscono nel 2010 con “Our Inventions” e in otto anni la band pubblica cinque album. L’ultimo “Two Windows” su Morr Music – il primo da quando Markus Acher ha lasciato il timone nelle solide mani di Valerie Trebeljahr, Christian ‘Taison’ Heiß and Christoph Brandner-  abbraccia una deriva più dance senza però dimenticare le origini pop dei Lali Puna, un sound che miscela la nuova dance-culture guidata da Caribou, Ada e Mount Kimbie.

E’ un lavoro di collaborazione “Two Windows” che si spinge in terreni fatti di contaminazioni, agitati dallo spirito sperimentatrice della Trebeljahr che accantona il suo lavoro da giornalista e coinvolge Keith Tenniswood dei Two Lone Swordsmen e Jimmy Tamborello (ovvero Dntel), oltre ad artisti del roster Ghostly International come Mary Lattimore e Midori Hirano (che si presenta solo il nome d’arte MimiCof).

Un nuovo viaggio, una nuova sperimentazione per i Lali Puna. Un live da non perdere.

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//www.lalipuna.de/

MOUSE ON MARS

Il duo elettronico tedesco formato da Andi Toma e Jan St. Werner arriva al Siren Festival per presentare il nuovo album Dimensional People che uscirà il prossimo 13 aprile per Thrill Jockey. Influenzati da nomi sacri come Can, Faust e Kraftwerk, Andi e Jan sono creatori di un suono che miscela con abilità e originalità techno, trance, ambient, dub e krautrock.

Il nuovo lavoro arriva a sei anni di distanza dal precedente “Parastrophics” e a 18 anni dall’esordio. Dimensional People, che vede la collaborazione di grandi nome come Bon Iver, Aaron and Bryce Dessner (The National) e Zach Condon (Beirut), viene descritto dal duo come una sorta di “ composizione spaziale che gioca con le possibilità del design sonico e della musicalità collettiva”.

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www.mouseonmars.com

BUD SPENCER BLUES EXPLOSION

Dopo quattro anni d’attesa, il duo formato da Adriano Viterbini e Cesare Petulicchio, torna con un nuovo album registrato completamente in analogico: “Vivi muori Blues Ripeti”, uscito il 23 marzo per La Tempesta Dischi. Un album urgente ed energico, dedicato alla vita, alla sensualità e al viaggio, incentrato su un linguaggio semplice ma maturo e diretto.

Il duo alt-rock nasce nel 2007 a Roma. Nello stesso anno pubblica l’album di debutto: “Happy” ed è un esordio fulminante.

Nel 2009 il duo si aggiudica al concertone del Primo Maggio il Premio S.I.A.E. Nello stesso anno esce il secondo album “Bud Spencer Blues Explosion”, che contiene la cover di Hey Boy Hey Girl dei Chemical Brothers, che li fa conoscere ovunque.

Nel 2011 è la volta di Do It. Segue un tour di oltre 100 date in Italia e un mini tour in Europa. Nel febbraio 2012 i BSBE si esibiscono a Memphis, in occasione dell’IBC (International Blues Challenge).

Nell’agosto dello stesso anno salgono sul prestigioso palco dello Sziget Festival, in Ungheria.

Il gruppo ritorna nel 2014 con l’album BSB3 che li porta in tour per un anno e mezzo e che gli fa vincere il premio PIMI come Miglior spettacolo live.

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www.bsbemusic.com

COLAPESCE

Colapesce arriva al Siren, dopo un lungo tour trionfale, per presentare il suo ultimo album Infedele, pubblicato a fine ottobre da 42 Records/Believe ed anticipato dai bellissimi singoli Ti attraverso, Totale e Sospesi. Prodotto dallo stesso Colapesce insieme a Jacopo Incani – meglio noto come IOSONOUNCANE – e Mario Conte, “Infedele” rappresenta una vera e propria dichiarazione d’amore nei confronti della musica. Un frullatore in cui la canzone d’autore italiana si mischia con il fado portoghese, l’elettronica da club, il tropicalismo brasiliano, il free jazz, le colonne sonore di Umiliani e le ballate.

A Vasto Lorenzo porterà uno spettacolo unico e visionario, dal forte impianto teatrale e carico di suggestioni, e sarà accompagnato da una band che comprende: Adele Nigro degli Any Other alla chitarra, sax tenore, Andrea Gobbi al basso e ai cori, Giannicola Maccarinelli  (JoyCut) alla batteria, Mario Conte alle tastiere, programming e cori e Gaetano Santoro al sax baritono.

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facebook.com/musicadicolapesce

RYLEY WALKER

Il giovane musicista di Chicago si è affermato in pochi anni come uno dei nomi di punta del cantautorato contemporaneo americano.

A due anni di distanza dal precedente “Golden SingsThat Have Been Sung” Ryley Walker arriva a Vasto per presentare il nuovo “Deafman Glance” che sarà pubblicato da Dead Ocean il prossimo 18 maggio. Il nuovo lavoro, anticipato dal singolo Telluride Speed, trionfo di sette minuti di psichedelic-folk-jazz, segna un passo in avanti rispetto ai lavori precedenti e un allontanamento dallo stile acustico e folk del passato. “Deafman Glance” è un album che si apre ai suoni di Chicago, ad arrangiamenti originali ed a liriche surreali. Un nuovo Ryley che in parte si allontana dai suoi numi tutelari per trovare una voce autonoma e originale. 

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www.ryleywalker.com

TOY

Nel 2011 il quintetto psichedelico inglese formato da Tom Dougall, Dominic O’Dair, Maxim “Panda” Barron, Charlie Salvidge e Alejandra Diaz  pubblica il singolo di debutto Left Myself Behind sulla prestigiosa Heavenly Recordings e fioccano consensi e accostamenti a Stereolab, Felt e Pulp. Nel 2012 esce finalmente l’omonimo album di debutto Toy prodotto da Dan Carey che schizza nella top 50 degli album più venduti in Inghilterra, un notevole successo per la band dalle sonorità così complesse, che ottiene anche il supporto di Andrew Weatherall che remixa uno di loro brani.

Krautrock, post-punk e rock psichedelico sono le matrici di Toy, che successivamente pubblicano altri due album (Join the Dots del 2013 e Clear Shot del 2016). In questi anni la band collabora con Bat For Lashes nel progetto Sexwitch, diretto da Dan Carey, che porta alla pubblicazione di un EP di sei tracce nel 2015.

Il 2018 è l’anno del ritorno di questa apprezzatissima band capace di miscelare psichedelia e krautrock, indierock e shoegaze.

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https://it-it.facebook.com/toy.band

RODRIGO AMARANTE

Rodrigo Amarante è un musicista, compositore, poli-strumentista brasiliano di stanza a Los Angeles. Rodrigo è noto per aver dato vita insieme a Fabrizio Moretti degli Strokes e a Binki Shapiro alla band Little Joy, per aver registrato e suonato negli ultimi quattro album di Devendra Banhart e più recentemente per aver composto il tema della celebre serie di Netflix Narcos, che gli ha fatto guadagnare una nomination agli Emmy.

Meno noto è che Amarante è una figura di spicco nella musica brasiliana contemporanea: fondatore dell’iconica band Los Hermanos e del supergruppo samba Orquestra Imperial. Ha registrato, arrangiato e scritto musica con i nomi più importanti della musica brasiliana, da Gilberto Gil a Marisa Monte, ed è stato inserito dal RollingStone tra i 100 migliori musicisti brasiliani di sempre.

Il suo primo album solista Cavalo è stato pubblicato nel 2014. Attualmente sta registrando il secondo lavoro che vedrà la luce nel 2019.

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//www.rodrigoamarante.com.br/

NEIL HALSTEAD

Neil Halstead è un cantautore inglese. Fondatore nei primi anni 90 prima del gruppo shoegaze Slowdive, dopo lo scioglimento forma nel 1995 i Mojave 3. Accanto all’attività col gruppo intraprende una carriera solista e nel 2002 pubblica il suo primo album Sleeping on Roads per la 4AD. L’album è seguito da Oh! Mighty Engine del 2008 per l’etichetta Brushfire. Nel 2012 ritorna con un nuovo lavoro, Palindrome Hunches che rimanda ancor più dei precedenti alla tradizione folk inglese rappresentata da artisti come Nick Drake e Bert Jansch.

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//www.neilhalstead.com/

IVREATRONIC

Ivreatronic è il collettivo di dj e produttori eporediesi fondato da Cosmo di cui lui stesso fa parte che si propone come una realtà di clubbing che incarna appieno lo spirito della città di Ivrea, apparentemente tranquilla, ma che quando organizza un evento lo fa in grande stile. Per la prima volta, quest’anno il collettivo varca i confini cittadini grazie Enea Pascal che ha aperto le serate del Cosmotronic Tour con il suo live set, seguito da quelli di Splendore e Foresta. Ivreatronic è diventato recentemente anche un’etichetta ed è appena stata pubblicata la prima compilation dal titolo “Ivreatronic – Il suono di Ivrea”. Il collettivo si è dimostrato capace di modificare l’immagine della città, che da capitale dell’industria si è trasformata in un punto di riferimento per la musica elettronica.

 

AMARI

Gli Amari arrivano al SIren per presentare il nuovo album, POLVERONE, uscito per Bomba Dischi/Universal e anticipato dai singoli Dinosauro, Prima Di Partire e Gatti Di Polvere. Formatasi ad Udine alla fine degli anni novanta, la band ha attraversato gli ultimi venti anni di musica indipendente italiana, riuscendo ad affinare la propria personale visione della musica pop, spaziando con naturalezza fra influenze musicali distanti e assimilando nel tempo suoni nuovi e vecchie scoperte. A 4 anni di distanza dal precedente Kilometri, gli Amari pubblicano Polverone, il loro album più elettronico. La polvere copre tutto, copre le cose che ci circondano, i libri letti e mai più riaperti, i dischi, le chitarre che non suoniamo più. La polvere ci da l’illusione di mantenere tutto inalterato, a volte, persino le consuetudini ed i rapporti umani. Ma basta poco, basta una semplice folata d’aria improvvisa e si alza il POLVERONE.  E nel suo manifestarsi cambiano tutte le regole del gioco; è un momento di rottura, il risultato di un grande movimento. Nascono così accurati quadretti esistenziali: il trambusto di un trasloco, la perdita di un amico che va a vivere in un’altra città oppure il ritorno in luoghi vissuti nel passato ora completamente diversi. E’ musica che nasce per sedimentazione di suoni non intenzionali, una specie di scenografia misteriosa pronta ad essere popolata di storie e personaggi.

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facebook.com/amarimusic

MYSS KETA

L’angelo dell’occhiale da sera, la diva definitiva dal volto velato, la regina suprema dell’eccesso torna arriva al Siren con il suo live esagerato per inaugurare un nuovo capitolo – quello della maturità – della vita di M¥SS KETA, che sceglie definitivamente la selva oscura e perde la retta via per trasformarsi “DA DOMATA A DOMATRICE, DIVENTANDO PROTAGONISTA DI UNA VITA SFRENATA, INCONTROLLABILE E SURREALE: UNA VITA IN CAPSLOCK.”

UNA VITA IN CAPSLOCK è infatti il titolo dell’esplosivo singolo appena uscito e che le fa spiccare il volo definitivo verso l’Olimpo della Musica. Nel video di #UVIC, realizzato dal collettivo MOTEL FORLANINI, M¥SS KETA fa quello che tutti stavamo aspettando: si toglie la maschera per svelare il nostro inconscio e la nostra anima frantumata, si veste di latex e sensuale rossetto rosso, travolge con beat aggressivo fidget house, basso dubstep e complextro finale.

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facebook.com/myssketa

THE RAINBAND

Amati dai fratelli Gallagher e da Paolo Nutini, I Rainband sono uno dei nomi di punta del rock britannico contemporaneo.

Fondati nel 2011 dal frontman Martin Finnigan e dal chitarrista Phil Rainey (ex compagno di band di Peter Hook nei Monaco), i Rainband sono

diventati un quartetto quando il batterista Steve Irlam e il polistrumentista Joe Wilson sono entrati nella band, fino ad arrivare alla recente evoluzione a quintetto con l’arrivo di Sam Wilson. Dopo affollatissimi tour e supporti a band leggendarie come Simple Minds, Ocean Colour Scene e The Kaiser Chiefs, i Rainband hanno ricevuto un invito ai British Music Awards come Rising Stars dalla celebre compagnia inglese O2. Negli ultimi anni la band ha ottenuto un grande successo di critica e pubblico grazie ai singoli ‘Rise Again’ e ‘Sirens’, raggiungendo con entrambi le prime 10 posizioni della classifica ufficiale dei singoli Indie britannici. Omaggio al pilota di moto GP Marco Simoncelli, in aiuto alla Fondazione omonimo, “Rise Again” ha contribuito a raccogliere al momento 45.000 euro.

 La band arriva al Siren per presentare il secondo album in studio “The Shape of Things to Come” appena uscito per la label Strawberry Moon,per poi partire per un nuovo tour con Paolo Nutini.

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//therainband.co.uk/

ANNABEL ALLUM

La musicista inglese dalla voce enigmatica, incensata dalla stampa internazionale, arriva al Siren dopo un anno pazzesco.

Nel 2017 infatti Annabel ha pubblicato l’EP “All that For What” e in un attimo si si è vista catapultata dalla placida vita di provincia ai palchi più importanti al seguito di artisti come Beth Ditto e Nadine Shah. La partecipazione al The Great Escape, Live at Leeds e SXSW non ha fatto che cementare la sua reputazione internazionale, portandola a ottenere la sponsorizzazione di brand importanti come Bastian Classics e Cheap Monday, che l’hanno decretata loro fashion icon. Nel 2018 Annabel ha pubblicato il singolo Beat The Birds mostrando una capacità naturale nel fondere le distorsioni dello slacker rock alla narrazione tipica del folk.

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//aannabel.com

SPIELBERGS

Dopo le positivissime reazioni al loro primo singolo “We are all going to die” il power trio norvegese di Oslo arriva al Siren per presentare il nuovo ep Distant Star appena pubblicato per la label By The Time It Gets Dark.

Se “We Are All Going To Die” forniva uno sguardo su quanto potesse essere intensa e oscura la band, “Distant Star” percorre invece un percorso musicale più leggero e tonificante mettendo in luce la capacità della band di sposare l’energia e la costruttività positiva con il buio e la profondità più intensa. Usando el parole del cantante Baklien “Distant Star cerca di catturare quella sensazione di essere bloccato nelle relazioni e lasciare la responsabilità della tua stessa felicità nelle mani dei tuoi vicini”.

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https://www.facebook.com/spielbergs

MESA

Mesa arriva al Siren a presentare il suo album d’esordio “Touché”. Undici canzoni che esclamano e ammettono di essere state colpite nel vivo da

una stoccata avversaria. Se non è l’avversario, è lei a fare notare a se stessa i piccoli e grandi intoppi della vita, delle relazioni, delle aspettative. Ogni canzone sembra un incontro di scherma dove non importa tanto chi vince o contro chi si gareggia, quanto il non aver paura di gridare “touché”!

Mèsa è nata a Roma e a Roma è sempre stata anche se sta ancora cercando di sviluppare un livello di romanità convincente. Dopo avere imparato a fare il barrè, inizia la sua vita da cantautrice. Nel gennaio del 2017 pubblica indipendentemente il suo primo EP omonimo e suona moltissimo in giro per la penisola, in locali, case e giardini. Verso la fine del 2017 incide il suo primo album full length, in uscita per Bomba Dischi a febbraio/marzo 2018.

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https://www.bombadischi.it

GERMANO’

Alex Germanò, nato a Trastevere e cresciuto a Monteverde Vecchio a Roma, è stato circa una dozzina di volte in Australia per via della doppia cittadinanza. Ha viaggiato molto, ma poi ha visto Il Sorpasso di Dino Risi. Ha iniziato a fare musica nel 2008 con i “Jacqueries” e nel 2012 ha fondato l’art rock band “Alpinismo” con cui ha pubblicato un ep per 42 Records. Franco Califano ed Enzo Carella sono i suoi autori e personaggi preferiti.“Per Cercare Il Ritmo”, il primo full length di Germanò è uscito per Bomba Dischi / Universal.

L’album raccoglie 9 canzoni d’amore, d’amicizia, di solitudine, di malinconia mista a indolenza giovanile, nascondendo una propensione di ricerca positiva. E’ un disco semplice e personale in tutti i suoi aspetti, che parla di sentimenti nelle sue dinamiche più intrinseche su atmosfere che devono molto al jazz, alla Motown, al pop-rock e alla disco-music.

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https://www.facebook.com/BombaDischi

VANARIN

Vanarin è un progetto nato a Bergamo nel 2015, dall’incontro fra il cantautore inglese David Paysden (voce, chitarratastiere), Marco Sciacqua (chitarra, basso, percussioni, seconde voci), Giuseppe Chiara (voce, chitarra, tastiere), Massimo Mantovani (voce, basso, chitarra) e Marco Brena (batteria, percussioni). Le personalità dei cinque musicisti convergono in un mix di influenze e contaminazioni molto articolato;  si parte da atmosfere più beat, per passare, con sorprendente naturalezza, al funk e alla black music degli anni ‘70, per poi arrivare alla trap e all’hip hop in un mix di stampo squisitamente pop.

Overnight, il primo album della band, è uscito il 23 marzo  2018 per Woodworm Label ed è stato realizzato con la collaborazione di Roberta Sammarelli (Verdena) nel ruolo di manager. Il disco è composto da 10 brani che colpiscono per l’utilizzo di melodie di impronta pop e per il la cura maniacale degli arrangiamenti.

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https://www.facebook.com/vanarinmusic

Siamo felici di presentare il nuovo artwork per il SIREN FESTIVAL 2018, a cura di Gianni Puri

Sì, abbiamo scelto di lavorare con lui anche per quest’edizione del Festival, perché Gianni ha compreso perfettamente lo spirito del Siren e perché quest’anno ha avuto una visione bellissima che ci ha conquistati .

Nell’ideare il nuovo artwork Gianni ha immaginato la città vibrare sulle onde del Festival e improvvisamente sollevarsi da terra. La sirena diventa una gigantesca regina e Vasto la sua corona d’oro.

Gianni Ian Puri è un illustratore, architetto e musicista romano. Lavora nel campo dell’illustrazione editoriale, della grafica musicale e pubblicitaria. Cofondatore e art director dello studio di architettura La Macchina Studio, ama il riverbero, gli animali dal collo lungo e Prince.

giannipuri.com
lamacchinastudio.net

ABBONAMENTO DISPONIBILE 
60 euro + d.p. abbonamento venerdì e sabato

75 euro + d.p – Abbonamento venerdì e sabato + Siren Beach (ven/sab/dom)

www.ticketone.it
www.sirenfest.com

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www.facebook.com/sirenfestival

www.sirenfest.com 

www.instagram.com/sirenfestival

www.dnaconcerti.com 

www.facebook.com/dnaconcertieproduzioni

info@dnaconcerti.com

twitter.com/dnaconcerti

siren@sirenfest.com

Ariano Folkfestival 2018: inizia il conto alla rovescia!

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Dal 15 al 19 agosto torna la nuova imperdibile edizione dell’ Ariano FolkFest e noi di Radio Kaos Italy non possiamo che essere presenti…

Sulla pagina Facebook dell’Ariano FolkFestival trovate questo video che vale molto più di mille parole:

Video promo Ariano Folkfestival 2018

Per chi segue il nostro festival da sempre, questo video sarà a tratti commovente. Chi non lo conosce ancora, ci troverà un sacco di stimoli per venire ad Ariano Irpino dal 15 al 19 agosto 2018.

Pubblicato da Ariano Folkfestival su Lunedì 4 giugno 2018

Anche quest’anno Radio Kaos Italy avrà l’onore di essere partner e la radio di questo evento fantastico, raccontandovi come sempre tutte le serata di musica live, intervistando i numerosi artisti e documentando il clime di festa di queste giornate. Sul sito e social del festival trovate la line-up definitiva che vede tra gli altri Dubioza Kolektiv Bandabardò!

Le date le abbiamo già dette: non resta che fare il conto alla rovescia. Anche quest’anno Radio Kaos Italy vi aspetta per un’altra indimenticabile estate di musica sotto il segno dell’Ariano FolkFest!

Nel Nome del Rock il 6|7|8 luglio festeggia con il botto un quarto di secolo!

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Nel Nome del Rock ritorna per la 25esima edizione, come sempre ad INGRESSO GRATUITO e come sempre nel Parco Barberini a Palestrina.

Prima headliner annunciata sono gli Stoner Kebab che chiuderanno la serata di Venerdi 6 Luglio!!

Seconda headliner annunciata! The Soft Moon chiuderanno la serata di Sabato 7 Luglio!!

Ghostpoet e la sua band di 7 elementi chiuderanno la 25esima edizione del festival Domenica 8 Luglio
UNICA DATA ITALIANA in esclusiva!

Seguite l’evento su Facebook per tutti gli aggiornamenti in tempo reale.

Ciociaria Open Air 2018: si parte l’8 giugno!

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Immaginaria

Presenta

CIOCIARIA OPEN AIR 2018

08 giugno
28 luglio
Ceccano (FR),

Campo da Baseball “G. Bonanni”

Inizia domani con il concerto di LILLO E I VAGABONDI (ingresso gratuito) la
prima edizione di CIOCIARIA OPEN AIR, il festival che si svolgerà fino alle
fine del mese di luglio attraverso altri nove entusiasmanti appuntamenti live:

FRAH QUINTALE + Wrongonyou + Dola (09/06)

ALBOROSIE + Pakkia Crew (16/06)

NITRO + Dope D.O.D. + Dani Faiv (29/06)

CIOCIARIA SALTA LA TARANTA
feat. Giuliano Gabriele Ensemble (30/06)

COSMO (07/07)

NEGRITA (14/07)

CIOCIARIA CANTA BATTISTI
feat. Lato B (20/07)

AT THE GATES + Carnifex + Destrage (27/07)

PIOTTA + BRUSCO + FRANKIE HI NRG MC (28/07)


CIOCIARIA OPEN AIR è anche un appuntamento teso alla valorizzazione e
riqualificazione dell’area perimetrata come Sito di Interesse Nazionale lungo
gli argini del fiume Sacco. L’evento si propone di ospitare una serie di attività
informative, formative e culturali, ponendosi come aggregatore di nuove idee,
opportunità e progettualità volte al rilancio ambientale, agricolo, economico e
sociale dell’intera Valle.
CIOCIARIA OPEN AIR è realizzato con la collaborazione del Comune di
Ceccano che ospiterà l’evento.

Beer Park Festival, arriva la 5° edizione!

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Edizione 2018
L’8, 9 e 10 giugno andrà in scena la 5° Edizione del Beer Park Festival.
Per la seconda volta il Parco Ponte Nomentano ospiterà alcune tra le realtà più interessanti della scena brassicola italiana ed internazionale con un corner dedicato esclusivamente alle birre sour. Un ampio spazio sarà dedicato all’offerta gastronomica e all’intrattenimento, che contribuiranno a rendere ancora più esplosivo l’evento. Per restare aggiornati seguite la nostra pagina facebook oppure scriveteci a beerparkfestival@gmail.com

Orari:
Venerdì 8 dalle 17,00 alle 2,00
Sabato 9 dalle 12,00 alle 2,00
Domenica 10 dalle 12,00 alle 24,00

Trovate tutte le info su
sito ufficiale: https://beerparkfestival.it/
facebook: https://www.facebook.com/beerparkfestival/

[Waiting for] Villa Ada Roma Incontra il Mondo 2017

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Arci Roma
presenta

VILLA ADA
ROMA INCONTRA IL MONDO
VILLAGGI POSSIBILI
24° edizione
41 GIORNI DI SPETTACOLI DAL VIVO, TEATRO E IMPEGNO SOCIALE
Fino al 14 Agosto 2017
VILLA ADA
via di Ponte Salario 28 – Roma 
#VillaAda2017

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“L’Arci di Roma è profondamente lieta di poter annunciare la ventiquattresima edizione di Villa Ada Roma Incontra il Mondo – Villaggi possibili, cento per cento a firma Arci. Ventiquattro anni sono tanti, ma l’emozione è sempre la stessa e questa volta ancora più intensa data la coincidenza dei sessant’anni dalla nascita della nostra Associazione e dai quarant’anni dell’Estate Romana, strumento attraverso cui Renato Nicolini riuscì a far rinascere una città spenta e depressa dalla stagione degli anni di piombo. Leggiamo un’analogia tra quel momento storico e la crisi odierna che attraversa la nostra città. Oggi, come allora, l’Arci di Roma è fermamente convinta che la risposta a questa crisi sia quella di puntare sulla crescita culturale e la promozione sociale, riattivando quelle forme di impresa virtuosa che producano ricadute positive sulla crescita e il benessere di tutto il tessuto sociale”.

La ventiquattresima edizione di “Villa Ada Roma incontra il mondo – Villaggi possibili” è pronta. Dopo il successo dei Suicidal Tendencies del 3 luglio e la magica performance di Ani DiFranco che ha stregato il pubblico martedì scorso, il Festival torna ad animare le serate della Capitale fino al 14 agosto con la direzione artistica dell’Arci di Roma, che per oltre 20 anni si è impegnata a trasformare l’isola del laghetto di Villa Ada nel simbolo della cultura e dell’intrattenimento estivo romano.
Per quarantuno giorni, sette giorni su sette, dal pomeriggio fino a tarda notte, il cuore verde di Roma batterà a ritmo di concerti, performance, dibattiti e degustazioni, con attività che spaziano dai campus estivi ai workshop. Senza dimenticare D’ADA Park, l’area ad accesso libero e gratuito con musica live, mostre e reading. Novità assoluta di quest’anno la proposta di numerosi spettacoli teatrali attraverso un’armonica unione tra teatro sperimentale, azioni performative, critica e impegno sociale.

Un cartellone musicale selezionato con cura e attenzione, ma soprattutto un programma variegato e multidisciplinare che vuole mettere al centro la parola cultura, accessibile a tutti e con una convinta adesione alle logiche del no profit, è la spinta propulsiva di questa edizione. Da cui parte la scelta del tema “Villaggi possibili”, un concetto ibrido tra la società aperta di Karl Popper e il villaggio globale di Marshall McLuhan. Il villaggio esiste in virtù della cooperazione fra le persone che lo popolano, grazie alla loro interazione e socialità. Questo vuole essere “Roma Incontra il Mondo”: un punto di incontro e riferimento tra i cittadini del mondo e le loro culture, una manifestazione la cui forza si evidenzia prima di tutto nella coralità, nelle pratiche di inclusione, sostenibilità ambientale e  approfondimento.

I più apprezzati nomi della scena musicale italiana e internazionale arricchiscono la line up di quest’anno, che si arricchirà di nomi in via di conferma. Il 6 luglio arriva la leggendaria band Sun Ra Arkestra. Fondata negli anni ’50 da una delle figure più discusse ed eclettiche del jazz moderno – Sun Ra – arriva a Villa Ada diretta magistralmente dal suo storico braccio destro: Marshall Allen (1924) che si unì all’Arkestra nel 1958.

Giovedì 13 luglio ci sono i Baustelle con il loro settimo – acclamatissimo – album in studio, L’amore e la violenza. Il 14 luglio spetta a Femi Kuti scaldare la notte romana, tra i più autorevoli ambasciatori della cultura africana. Figlio maggiore del rivoluzionario musicista, attivista e pioniere dell’afrobeat Fela Kuti, i suoi dischi raccontano una storia fatta di passione, fuoco ed energia.
Il 15 luglio è la data del festiva Thalassa W/ Futuro antico; il 16 c’è Ky-mani Marley; il 18 arriva il talento creativo di Bugo, con il suo stile diretto e originale. Tra i cantautori più interessanti del panorama italiano, con l’album Nessuna scala da salire ha esordito al primo posto della classifica ufficiale Fimi di vendita dei vinili. Apre il concerto Artù, cantautore romano fuori dagli schemi: ironico, pungente e mai banale.

Il 20 luglio sale sul palco il giovane rapper – classe 1991 – di scuola romana Mezzosangue e il 21 dall’Inghilterra atterra a Roma l’elettronica del duo di Manchester Demdike Stare e Blanck Mass con il suo ultimo album “World Eater”, di casa Sacred Bones. Il 24 è in calendario una grande icona della scena reggae mondiale, Luciano Messenjah mentre il 25 è la volta di Motta. Dopo il sold out – oltre 3.000 i paganti – del concerto di fine tour all’Alcatraz di Milano e la partecipazione al Concerto del Primo Maggio di San Giovanni, il cantautore Targa Tenco 2016 è pronto a conquistare nuovamente Roma. Il 26 sarà la volta dei Wire, la leggendaria band inglese che dal punk di stampo atipico ha saputo evolvere per prima nella new wave, festeggia 40 anni di carriera presentando al pubblico romano l’ultimo album Silver/Lead’ uscito il 31 marzo scorso. Il 28 luglio Radio Rock, la storica radio romana punto di riferimento per gli amanti del rock nazionale e internazionale, festeggia il suo 33esimo anno di attività.

A dare il via ad agosto ci pensano i Fast Animals And Slow Kids con la loro musica fatta di esperienze, appunti, ricordi e sensazioni, a cui seguono il 2 agosto The Heliocentrics, il collettivo britannico che sviluppa e rivitalizza il concetto di cosmic jazz, presenta l’ultimo capolavoro A World Of Masks uscito lo scorso 26 maggio. Si prosegue il 3 con Nada; il 4 con la Dark Polo Gang, il fenomeno trap del momento; il 5 con gli Otto Ohm e il 9 con i due mostri sacri della techno Von Oswald e Atkins.
Non mancano gruppi oggetto di una venerazione cittadina viscerale: Orchestraccia è sul palco il 30 luglio.

L’apertura del cartellone teatrale – caratterizzata da contenuti politici ed etici uniti alla piena fruibilità per un pubblico di tutte le età – è affidata all’estro di Antonio Rezza e Flavia Mastrella. Presentano gli ultimi due successi in esclusiva romana con una doppia data: Fratto-X il 19 luglio seguito il 27 luglio dall’acclamato Anelante, l’uomo che esiste nel suo struggimento. Il 23 luglio, l’attualità a servizio del messaggio artistico con Marco Travaglio in scena con il suo ultimo successo SLURP Lecchini, cortigiani & penne alla bava al servizio dei potenti che ci hannorovinati, il recital teatrale, tutto da ridere per non piangere, con l’aiuto dell’attrice Giorgia Salari e la regia di Valerio Binasco.
Chiude il mese, il 31 luglio, L’improvvisatore, da dove nascono i comici di e con Paolo Rossi e con Emanuele Dell’Aquila e Alex Orciari. Il nuovo spettacolo del mattatore milanese gioca sul confine tra un’autobiografia teatrale non autorizzata e un quasi manuale sulla professione del comico. Il 7 agosto calca le scene Sabina Guzzanti con la versione estiva del suo ultimo lavoro, COME NE VENIMMO FUORI, proiezioni dal futuro. Un monologo satirico esilarante nato da approfondite ricerche sul sistema economico post-capitalista o neoliberista su cui l’autrice sta lavorando già da qualche anno.

Nell’ormai rinomata denominazione D’ADA Park, ovvero l’area del Festival ad accesso gratuito animato dal mercatino dell’artigianato e workshop, si svilupperanno i concerti al Tramonto sul Lago: una proposta musicale parallela che rientra nella promozione di band legate alla scena locale e finalizzate ad una ricerca prettamente qualitativa e sperimentale. Insieme alla libreria Minimum Fax, verranno organizzati incontri con autori e scrittori, presentazioni di libri e talk.

Grazie alla collaborazione con il collettivo di architettura SINESTETICA il laghetto di villa Ada diverrà un giardino delle arti visive, plastiche e letterarie, per intrattenere in un percorso artistico adulti e bambini. Un’esposizione diffusa pensata per essere in parte permanente, come un dono del Festival alla villa. Il suo fulcro sarà un padiglione, aperto per tutta la durata della manifestazione, “casa” di mostre temporanee dedicate ad artisti, collettivi, studi, gallerie, scuole e accademie. Un’occasione unica per la città di conoscere il proprio panorama artistico.

Parallelamente sul palco secondario si svolgerà un ciclo di presentazioni di libri. Le più importanti case editrici romane (L’orma editore, 66thand2nd, Giulio Perrone Editore, Edizioni dell’Asino) faranno conoscere ai lettori la feconda condizione dell’editoria capitolina, sempre più riconosciuta e apprezzata a livello nazionale.

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A rendere ancor più speciale il programma di questa rassegna, oltre la suggestiva cornice del laghetto di Villa Ada, una proposta culinaria d’eccellenza garantita da Adriano Baldassarre, mente e cuore del rinomato ristorante Tordomatto che si cimenta in una nuova avventura, Trattoria Temporanea: un nuovo un nuovo format di ristorazione agile e veloce legata al territorio e alle tradizioni romane.
Pastella sarà l’insegna di riferimento per i fritti, mentre il Sorì completerà l’offerta di street food e curerà la selezione di vini. Cu.cu cucina e cultura offrirà prodotti biologici certificati provenienti dalla filiera corta e dal commercio equo e solidale. Immancabile la proposta di pizza, affidata per l’occasione ad un vero fuoriclasse come Stefano Callegari, fondatore di pizzerie di successo come Sforno, Tonda, Sbanco e inventore del Trapizzino. E non finisce qui. Tante altre saranno le sorprese da provare e assaggiare.

Il progetto della comunicazione visiva di Villa Ada Roma incontra il mondo – Villaggi possibili è stato curato dalla Pin.go Cooperativa Sociale Integrata, un’impresa culturale e sociale che si sta imponendo come riferimento per la comunicazione integrata nel mondo del no-profit.
Le illustrazioni della campagna sono state curate da Andreco, (www.andreco.org), ingegnere ambientale e artista attivo dal 2000, la cui ricerca multidisciplinare si focalizza sul rapporto tra spazio urbano e paesaggio naturale e tra l’uomo e l’ambiente in tutte le sue declinazioni. Andreco realizzerà un’installazione site specific all’interno di villa Ada.

Villa Ada Roma incontra il mondo – Villaggi possibili è parte del programma dell’Estate Romana promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale e realizzato in collaborazione con SIAE.

VILLA ADA ROMA INCONTRA IL MONDO – VILLAGGI POSSIBILI

Sito web: //www.villaada.org/
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/VillaAda.Fest/
Info per il pubblico_Telefono  06 4173 4712

SOCIAL ESTATE ROMANA
Twitter > @estateromana
Pagina Facebook: www.facebook.com/EstateRomanaRomaCapitale
Instragram: Instagram.com/estate romana
#EstateRomana2017

UFFICIO STAMPA GDG press
www.gdgpress.com 

Giulia Di Giovanni
mob: +393341949036; mail: giulia.digiovanni@gdgpress.com  

Michela Rossetti
mob: +3479951730; mail: rossetti.michela1@libero.it

Alessandro Gambino
mob: +393208366055; mail: alessandro@gdgpress.com

In uscita i primi nomi del Siren Festival 2017

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Dopo una lunga attesa, siamo felici di annunciare i primi nomi della quarta edizione del SIREN FESTIVAL che si svolgerà a Vasto dal 27 al 30 luglio.

Da giovedì 6 aprile saranno disponibili su www.sirenfest.com gli abbonamenti early bird per la manifestazione al costo di 50 euro più diritti di prevendita.

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ALLAH LAS

Freschi di pubblicazione del bellissimo Calico Review, pubblicato nel settembre del 2016, gli Allah-Las arrivano al Siren.
La band californiana si è imposta all’attenzione generale con il loro album di debutto omonimo, uscito nel 2012, in cui il quartetto, composto da Miles Michaud, Pedrum Siadatian, Spencer Dunham e Matthew Correia, ha dimostrato ampiamente tutto il suo amore per le sonorità psichedeliche degli anni ’60. Il gruppo si forma quando tre dei suoi quattro componenti lavorano al mitico Amoeba Store di Los Angeles, fonte inesauribile di gemme musicali della storia americana. E’ qui che approfondiscono la loro passione per il garage e la psichedelia.

APPARAT dj

Grazie a lui, il dancefloor ha (ri)scoperto un’anima: giocare anche sull’espressività, sulle emozioni, su dolci e feroci malinconie, e non unicamente sull’architettura ritmica. Apparat, alias Sascha Ring, classe 1978, è ormai a pieno titolo uno dei giganti dell’elettronica contemporanea: lo è da solista (“Walls”, 2007, è un caposaldo assoluto), lo è stato nelle collaborazioni con Ellen Allien (la co-produzione di “Berlinette” o l’album a due “Orchestra Of Bubbles”), lo è nell’aver dato vita assieme agli amici Modeselektor al supergruppo Moderat (tra album all’attivo, il primo nel 2009, e un successo che ha abbattuto steccati come pochissimi altri nell’ultimo decennio).

ARAB STRAP

A venti anni dalla loro formazione e a dieci dal loro scioglimento, gli ARAB STRAP dopo una mitica reunion lo scorso anno per tre live andati sold out in poche ore IN UK, arrivano al SIren Fesival, freschi di pubblicazione di un doppio album contenente secret hits e rarities dalla loro carriera.

BAUSTELLE

Mentre il tour teatrale di presentazione dell’album L’AMORE E LA VIOLENZA è ormai arrivato al giro di boa, facendo registrare ovunque il tutto esaurito, i BAUSTELLE annunciano oggi la loro partecipazione al SIREN Festival, nell’ambito del tour estivo intitolato L’ESTATE, L’AMORE E LA VIOLENZA.

DANIEL MILLER

Fondatore della Mute Records, colui che ha scoperto nomi come Depeche Mode o Moby (giusto per citarne due, ma l’elenco sarebbe lunghissimo): Daniel Miller, classe 1951, potrebbe vivere di rendita sul suo status di leggenda della discografia mondiale.
Ma la sua attitudine, da sempre visionaria, spigolosa, rivolta verso il suono del futuro, lo ha portato negli ultimi anni a reinventarsi una carriera come dj in campo techno ad altissimo livello.

TRENTEMØLLER

Ricami melodici che colpiscono al cuore, attenzione al suono in ogni minimo dettaglio, la capacità di combinare sensibilità indie e quelle elettroniche con un piglio raro, molto personale: è con queste armi che il danese Anders Trentemøller è diventato uno degli artisti più amati dell’ultimo decennio.

ABBONAMENTO EARLY BIRD DISPONIBILE DAL 6 APRILE
50 euro + d.p. abbonamento venerdì e sabato
www.sirenfest.com
www.bookingshow.it

BAD MEDICINE speciale “Bon Jovi”. Voi quale canzone preferite?

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Wanted! Dead or Alive!
Martedì 18 ottobre, infatti, Bad Medicine dedicherà un’intera puntata ai Bon Jovi.
Un’ ora non solo per parlare della carriera di questa grande band, ma soprattutto per condividere opinioni, pareri ed emozioni. Insomma, come successe per lo speciale sui Poison, i Motley Crue e David Bowie, i protagonisti sarete voi e le vostre storie.
Ospiti in studio: Alessandro Iovannitti (Eden) e Tommaso Forni (WakeUpCall). Incursioni telefoniche di Thomas Libero (Faithless) e di Max Cani (presidente del Bon Jovi Club Italia). E poi ci siete voi, che vi siete prenotati: Ludovica, Giulia, Diomira etc… perché in fondo i Bon Jovi fanno parte del bagaglio musicale della maggior parte dei nostri ascoltatori!
Ovviamente non mancheranno le sorprese.
Vi aspetto on air alle 19:00!

[Kaos Live Report] Montelago Celtic Festival – 4-5-6/8/2016

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Giovedì 4 agosto, si aprono le porte e si issano le tende. L’Altopiano di Colfiorito (appennino Umbro-marchigiano) si riempe di persone. Il Popolo del Montelago Celtic Festival è tornato a casa, per danzare di nuovo alla luce dei fuochi e al ritmo delle cornamuse.

C’è il sole che cade a picco sulle tende, i più temerari si apprestano già alle docce gelide, in attesa dell’apertura del Mortimer Pub, per gustarsi la prima birra artigianale del festival, o i nuovi cocktail proposti a base di idromele, ambrosia e ippocrasso. Poco più in là, l’accampamento storico prende forma assieme al mercato che vende i prodotti artigianali, mantelli, cinture in cuoio, minuteria celtica… Tutto è pronto per il più grande festival a tema Celtico di Italia, che prevede ore di concerti della miglior musica Cetic-Irish Traditional, Folk Rock, Irish Folk Punk, Celtic Rock, Celtick Punk, Medieval Flok Rock, Paganfolk, ecc… Oltre alla seconda edizione dell’European Celtic Contest.

Ma, come al solito, non è solo la musica a farla da padrona a Montelago. Su tutto, vince l’atmosfera, quel senso di unità che unisce persone provenienti da tutt’Italia e dalle più disparate parti d’Europa; l’ingresso in un mondo magico, fuori dal tempo e dallo spazio della quotidianità, che ti trasporta nel mondo arcano oltre la nebbia, in un frammento di tempo che pare essersi fermato all’epoca dei celti, quando la natura veniva celebrata come divinità e i tamburi risuonavano prima di ogni battaglia.

Il tempo di montare la tenda, salutare vecchi amici e si comincia. Primo appuntamento, sotto al Mortimer Pub, l’ampio tendone che ospita concerti pomeridiani e offre menù celtico e birra artigianale a fiumi.

È il momento di un brindisi, per aprire il Montelago in bellezza come ogni anno, poi il primo giro per gli stand. Anche lì, tante facce conosciute ormai, tra venditori e avventori, più qualche nuova piacevole sorpresa. Gli artigiani hanno già cominciato a mostrare le proprie abilità: chi lavora il cuoio, chi il rame… Ci fermiamo ad osservare, ammirati, quelle lavorazioni così particolari. Alla Tenda Tolkien comincia la lezione/spettacolo su John Keats, seguita dai primi matrimoni celtici della stagione. Qualcuno ha già indossato il kilt, un suono di corno e l’odore delle pannocchie abbrustolite riempie l’aria. Uno degli stand vende assaggi di vino speziato, un altro propone una novità: il vino di visciole. Assaggiamo, ridiamo e scherziamo, mentre il giovedì trascorre con calma. Il festival non è ancora cominciato, ma siamo già ebbri dell’aria magica di Montelago. Già chi è venuto per la prima volta si sente parte di un Popolo a parte, quello celtico e già i primi “VALERIOOOOO!” hanno cominciato a risuonare per il campo.

Tuttavia è alle 21.00 che comincia il vero Festival. L’apertura al Mortimer Pub cattura, come sempre, l’attenzione della gente. Stavolta il gruppo che apre il festival sono gli Ulaid (Celtic-Irish Traditional)(//www.ulaidmusic.com/). Dónal O’Connor, John McSherry e Seán óg Graham fanno la loro figura, con chitarra, violino e cornamusa irlandese. Sono degli esperti nei loro strumenti da almeno vent’anni e la loro musica trascina come poche. La gente si alza dai tavoli. Balla, salta… L’euforia la fa da padrona, mentre gli Ulaid terminano la loro esibizione e lasciano spazio ai contendenti dell’European Celtic Contest. Nostro malgrado, il giorno dopo ci aspetta una riconferma matrimoniale e lasciamo il Mortimer per un giro, godendoci comunque la musica che invade l’altopiano. Quando rientriamo in tenda, la musica suona ancora e ci porta verso il regno di Morfeo.

Venerdì 5 agosto è tutta una corsa. L’accampamento storico ormai è montato, il tiro con l’arco disponibile per chi vuole improvvisarsi Robin Hood e alle 11.00 si terrà il corso di falconeria. Ma quella mattina, la nostra meta è la Tenda Tolkien, dove alle 10.30 i nostri amici confermeranno la loro unione, celebrata un anno prima. In veste di testimone, aiuto a prepararsi e mi preparo, insieme all’altra testimone, a svolgere il ruolo di “dissuasore”. Durante la riconferma del legame matrimoniale, in seguito a un anno e un giorno di prova, i testimoni devono impedire allo sposo di raggiungere la sposa, che lo sfida ad entrare nel cerchio per confermare l’unione. La Tenda Tolkien si riempie di risate, mentre, tra battute e placcaggi degni del torneo di Rugby che si terrà il giorno seguente, svolgiamo il nostro dovere. La cerimonia risulta come sempre toccante, di una spiritualità e una commozione che raramente ho ritrovato nei rituali tradizionali. Un congiungimento degli sposi con la Madre Terra, a cui si presentano non più come singoli, ma come Uno, rinnovando i propri voti sulla pietra che costituirà il fondamento del loro nucleo familiare.

Dopo le nozze, come consuetudine, si brinda con idromele, ippocrasso e l’immancabile birra. Il gruppo si divide e andiamo nuovamente ad esplorare gli stand, soffermandoci ad osservare le lezioni d’arpa celtica, di cornamusa scozzese, di chitarra acustica, di tin whistle e di organetto. Alle 15.45, ci ritroviamo di nuovo tutti assieme al Mortimer, ad ascoltare il concerto degli Albaluna, la band portoghese che riesce, con i suoi suoni misti tra batterie e strumenti tradizionali come la ghironda, a creare un tessuto sonoro travolgente, perfetta fusione tra musicalità antiche e moderne. Ignoriamo completamente, per quel pomeriggio, i corsi sugli antichi mestieri del cuoio e dell’argilla e preferiamo dedicarci alla visita all’accampamento storico.

Lì ci sentiamo trasportati ancora di più fuori dal tempo. I membri dell’accampamento vivono quei tre giorni come se fossero in un’altra epoca, privi delle comodità moderne, ma ottimamente organizzati. Tende, abiti… tutto è curato sin nei minimi dettagli e crea un piccolo mondo affascinante all’interno del contesto di Montelago.
La sera ci gustiamo, in disparte, il concerto che si tiene al Mortimer Pub. Si esibiscono i The Moonrings, gruppo francese di Flok Punk irlandese, che interpreta i temi del repertorio anglosassone con un approccio rock e alternativo. Il gruppo ha cominciato la sua carriera nel 2011 e, da allora, ha girato in tutta l’Europa col suo sound inconfondibile.

Seguono i Broken Brow, gruppo celtico-strumentale originario di Lione. Le loro ballate riescono a trascinare tutti nelle danze, grazie alla fusione delle composizioni tradizionali celtiche e medievali, con influenze funk, jazz e orientali. Ma tutti noi stiamo aspettando loro, il gruppo da cui il pub principale di Montelago prende il nome: i Mortimer McGrave.

Alle 21.30 comincia il loro concerto e la folla si raduna sotto il main stage. Quasi tutto il Popolo di Montelago è presente, mentre cominciano a suonare le canzoni del loro nuovo album “Sotto la quinta non è amore” e qualche pezzo del loro repertorio classico. Gruppo di apertura dei concerti di Montelago sul main stage, ma non solo: le loro ballate tra poetico e demenziale riescono a catturare e a far danzare tutti i presenti al ritmo del Celtic Rock. Le loro canzoni sanno di nostalgia, di brughiere innevate, ma anche di quel tono comico irriverente che ricorda un po’ i Gem Boy con le loro parodie. Solo che, stavolta, le risate si fanno al ritmo di sassofono, fisarmonica, arpa celtica e percussioni, in un mix letale che scalda la folla. I Mortimer Mc Grave sono i guerrieri di Montelago, coloro che aprono le danze e che segnano una volta per tutte lo spirito goliardico del festival.

Ma la serata di venerdì è speciale. Subito dopo i Mortimer, sale sul palco un altro gruppo storico del Montelago Celtic Festival: i The Real McKenzies. Il gruppo di Vancouver ripaga, come al solito, le attese. Dopo numerosi tour globali con gruppi di spicco come Rancid, Flogging Molli e Metallica, approdano a Montelago armati di kilt e tanta energia. La loro musica coinvolgente, dove punk, rock e hard folk si mischiano reinventando la tradizione celtica, riesce a scatenare un fenomeno di pogo quasi collettivo. Il sotto palco, conquistato con le unghie e con i denti, quando suonano i The Real McKenzies è d’obbligo, nonostante il rischio di essere calpestati per la troppa foga. Gli effetti scenici del palco vengono accompagnati e amplificati dalla tempesta di fulmini che si prospetta all’orizzonte, di cui gli spettatori si fermano ad ammirarne la bellezza.

Ecco, tuttavia, verso le 23.00, la grande novità musicale di Montelago. Per la prima volta sul palco dell’Altopiano di Colfiorito, il gruppo annunciato e più atteso dalla maggior parte dei presenti: i Folkstone. Non sapevo bene cosa aspettarmi da un live di questo gruppo, ma l’attesa ha ripagato ogni aspettativa. Hard Rock puro, ma composto da cornamuse, bombarde, arpa, cittern, bouzouki, ghironda e flauti… Un gruppo magico, capace di interpretare appieno l’atmosfera celtica e richiamare quella dei migliori pub d’Irlanda. La loro musica è martellante, melodica… sa di idromele e ambrosia ed è quasi difficile – mea culpa – pensare che dei talenti simili siano davvero italiani, perché il loro sound non ha niente da invidiare ai gruppi internazionali. Anche i testi non lasciano spazio all’immaginazione, alternandosi tra introspezione e autobiografia, tra critiche sociali e ballate… Il Medieval Folk Rock si riallaccia alla miglior tradizione dei cantautori italiani, in un mix davvero unico.

Alla chiusura dei Folkstone segue il concerto dei Matching Ties, al Mortimer Pub. Il gruppo tedesco ormai attivo da trent’anni sul panorama musicale, sa ancora farsi valere e trovare il giusto bilanciamento musicale tra folk e ironia. Un sound ballabile, tradizionale e spiritoso, come le cravatte che i membri indossano ad ogni esibizione. L’ideale da ascoltare mentre ti ristori al Pub, stanco e accaldato per le danze precedenti.

Il cielo risplende ancora dei fulmini lontani. Si alza una preghiera che non piova, minando le attività del giorno successivo, ma l’attenzione maggiore è sullo spettacolo naturale che si trova davanti ai nostri occhi. Qualcuno suggerisce che Odino è stato richiamato dalla musica dei The Real McKenzies. Io, personalmente, spero che Odino decida di tornarsene nel Valhalla, perché di dormire in tenda con la pioggia non mi va molto.

A quanto sembrava, Odino aveva deciso di permanere. Sabato 6 agosto si apre col diluvio universale. Stiamo tutti rintanati nelle tende, mentre fuori continua a diluviare. Alcune tende del nostro accampamento sono completamente allagate, altri attorno a noi cominciano una corsa contro il tempo per prendere l’unica navetta della giornata disponibile per tornarsene a casa. Sono bestemmie ed imprecazioni, mentre cerchiamo, nei pochi momenti in cui la tempesta ci dà tregua, di riparare ai danni. Ma lì, a Montelago, solo per quei 3 giorni, siamo dei celtici e la pioggia non ci può fermare. Una volta vestiti e assicurata l’impermeabilità delle tende ci mettiamo in marcia sotto il diluvio per dedicarci alle attività della giornata. Dal torneo di rugby a 7 “Flowers of Montelago”, ai matrimoni celtici, ai dibattiti nella Tenda Tolkien e ai corsi musicali nelle tende apposite, la nostra tenacia viene premiata e, verso le 15.00, la pioggia sembra diminuire d’intensità. Ci godiamo la premiazione del torneo di rugby al Mortimer Pub, scaldandoci con del vino caldo, prima di crogiolarci nel concerto degli Alba Fùam (Irish&Folk Music). Un po’ distrattamente, visto che la pioggia continua a cadere e la nostra preoccupazione va tutta ai fuochi sacri della serata.

Riusciamo comunque a goderci i giochi celtici di lancio della pietra e del tronco, ma la giornata scorre lenta. Il fango e il freddo ci spingono a ripararci in tenda, almeno fino alle 20 quando, dopo una cena veloce, ci apprestiamo attorno alle cataste di legno.

L’atmosfera diventa sospesa. Improvvisamente non sentiamo più né il freddo, né il vento che continua a soffiare forte su di noi. Ecco il momento che il Popolo di Montelago aspetta dall’inizio del festival, il vero attimo in cui il velo tra i mondi si solleva e si entra in un’altra dimensione: l’accensione dei fuochi. E’ Morrigan, l’inno di Malleus scritto apposta per il Montelago Celtic Festival, che prepara la serata e ci lascia rapiti e affascinati, mentre le fiammelle cominciano a divorare il legno della pira. Stiamo salutando in religioso silenzio, con l’eccezione delle note dell’inno, il Nuovo Giorno, il fuoco simbolo di speranza e ritorno alla vita in seguito all’Inverno che si prospetta davanti a noi. In quel momento, si può quasi sentire il pulsare del cuore della Madre Terra sotto di noi, mentre gli elementi danzano e creano fantastici giochi di luce.

La magia non viene spezzata neanche dall’inizio dei concerti sul Main Stae. Il Druido per eccellenza, Davy Spillane, maestro mondiale di cornamusa, accompagnato dalla Montelago Celtic Orchestra, sa bene come mantenere l’atmosfera con ritmi dapprima lenti, poi più rapidi e infine quasi guerreschi e battaglieri. Il concerto d’apertura della serata si inserisce perfettamente in un continuum musicale quasi religioso con l’Inno di Malleus. La scena musicale, per i concerti di chiusura del Festival, è elevatissima. A Davy Spillane seguono i francesi Plantec, che mischiano i ritmi della musica techno con i sound tradizionali irlandesi, creando un mix di Electro Celtic Rock veramente interessante e selvaggio. Ma il mio amore, quella sera, è tutto per gli irlandesi Kila, perfetti eredi della tradizione musicale dell’Isola di Smeraldo, che dopo sei anni tornano finalmente sul main stage di Montelago. La loro musica parla di natura, è ricca della forza degli elementi e pare scaturire direttamente dalle radici più profonde della terra. Mentre suonano i The Moonrings, riusciamo a conoscere Rossa Ó Snodaigh, tin whistle, chitarra, sax, percussioni e voce dei Kila, con cui brindiamo con l’ippocrasso e che ci omaggia dei loro ultimi CD. Credo che il mio inglese non sia mai stato così balbettante come quella sera per l’emozione.

Montelago sta giungendo al termine, sulle note dei Broken Brow. Siamo stanchi, provati dalla giornata tempestosa, ma soddisfatti. Sabato ci addormentiamo sulle note nostalgiche degli Albaluna, preparandoci al rientro alla civiltà del giorno successivo.

La domenica di Montelago è sempre un trauma. La civiltà chiama, ci sono telefonate da fare, treni da prendere, orari da rispettare, ma quei tre giorni al festival forniscono la carica giusta per sopravvivere un altro anno alla vita moderna, tra computer, cellulari e mezzi pubblici.
Ancora una volta, il Montelago Celtic Festival lascia soddisfatti e un po’ amareggiati, perché dovremo aspettare un anno prima di tornarci e rivivere nuove e vecchie emozioni.
Non penso di aver descritto appropriatamente le sensazioni che suscita il trovarsi immersi nella comunità di Montelago, ma posso solo concludere il report invitandovi a presentarvi l’anno successivo a questa fantastica manifestazione. Chiunque vi sia stato almeno una volta, non può esimersi dal tornarvi, perché Montelago, prima di essere un festival, di proporre buona musica (e birra!) e attività interessanti, è un ritorno a casa e alla parte più spirituale di tutti noi.

Lunedì 18 Luglio – Tips! [Summer Extended] ospita “I Vicoli del jazz” e “Agualoca Records”

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Lunedì 18 Luglio 2016 alle 22:00
Ant “A Tweed” De Oto di Tips!
@Radio Kaos Italy [via Eugenio Torelli viollier, 17 Roma]
Ospiti: I Vicoli del jazz e Agualoca Records

Torna il lunedì di Tips! all’insegna del funk, del jazz, dell’HipHop, dell’elettronica, delle contaminazioni e delle sonorità più lontane e nascoste.
Per tutto luglio puntate speciali di 2 ore, in diretta dalla vetrina di RADIO KAOS ITALY dalle 22:00 a mezzanotte!

Sempre due progetti ospiti :

nella prima parte ospiteremo in studio gli organizzatori del festival “ I Vicoli del jazz”, che torna a nel magnifico borgo di Palestrina (RM) con la V edizione del Festival omonimo che, dal 20 al 24 luglio 2016, interesserà come di consueto l’intero centro storico cittadino. Un evento, quello promosso dall’Associazione, che cresce ogni anno di più rivolgendo particolare attenzione alla musica jazz, particolarmente apprezzato nel suo intento di ricreare l’atmosfera di New Orleans dei primi anni del 900. Un’iniziativa di grande spessore musicale e culturale che mira, come sempre, anche a valorizzare il territorio prenestino, con il suo patrimonio storico e artistico.
Tra gli ospiti, oltre ai “nostri” ARX (Soul/funk), ci saranno grandi nomi del jazz italiano e internazionale come Danilo Rea e Kenny Garrett.

Nella seconda metà avremo l’intervista a Davide Mastropaolo, fondatore di AGUALOCA RECORDS etichetta discografica affiorata dal fertile bacino della musica indipendente partenopea, nata per promuovere le nuove realtà musicali che traggono dalla singolarità e dell’eclettismo la propria spinta creativa. Un crocevia sonoro di armonie apparentemente inconciliabili, che trovano però uno stimolante equilibrio nella capacità di cogliere lo spirito che accomuna culture e suggestioni remote.
Con un piede a Napoli e lo sguardo rivolto verso latitudini distanti, Agualoca attraversa e si lascia contaminare da ogni sonorità che esprima l’inquietudine del contemporaneo, abbracciando rock indipendente, psichedelia, elettronica, musica da camera, jazz e danze popolari.
Agualoca Records è distribuita in circa quindici paesi , oltre che sulle principali piattaforme digitali (Spotify, Itunes, Google music ecc.).

TIPS! vi presenterà questi progetti attraverso due appassionate interviste e tanta buona musica.
Come sempre, da non perdere la rubrica “Past, Present & Future” (anche in questo caso in versione “extended”)
Come sempre, un viaggio continuo e “worldwide” attraverso le sonorità e le culture musicali.

TIPS! è on air tutti i lunedì dalle 22 a mezzanotte solo su www.radiokaositaly.com

#TUNEIN

https://www.facebook.com/tipsradio

Link:

I VICOLI DEL JAZZ
https://www.facebook.com/ivicolideljazz
//www.vicolideljazz.it

AGUALOCA RECORDS
https://www.facebook.com/Agualoca-Records-386848464700261
//www.agualocarecords.com

Martedì 24 Maggio – BAD MEDICINE speciale “The night of guitars festival”

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Martedì 24 Maggio 2016 alle 19:00
Olivia di Bad Medicine
@Radio Kaos Italy [via Eugenio Torelli viollier, 17 Roma]
Speciale “The night of guitars festival”

Martedì 24 la puntata di Bad Medicine parlerà di chitarristi. In previsione della Guitar Night del 27 maggio al Jailbreak, infatti, verranno a trovarci in studio Marko Pavic e Marco K-Ace, e ci scapperà anche una chiacchierata telefonica con Frank Marrelli. E non è finita qui, per l’occasione, ad affiancare la bionda Olivia, ci sarà Simone di Beerradio. Insomma, un Beer Medicine!
E per finire, chitarristi di tutto il mondo, ascoltatori di Radio Kaos, appassionati di musica, unitevi!
Ecco il sondaggio per votare il vostro chitarrista preferito!
Leggete e votatene tutti!




Pistoia Blues Festival: confermate già 7 date

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Sono già sette le serate confermate dalla 37esima edizione del Pistoia Blues Festival 2016 e, anche se il cartellone non è ancora definitivo e potrebbero arrivare altre sorprese, già si preannuncia una ricca passerella di star per la futura capitale della cultura europea: Pistoia.

Sul palco di Piazza Duomo, ad aprire la serie di concerti, sarà il cantautore e interprete inglese Mika il prossimo 5 luglio 2016. La tappa a Pistoia (prima nazionale in esclusiva toscana) rientra nel suo tour mondiale 2016 in promozione al suo ultimo e fortunato album “No Place In Heaven” (special edition). Con oltre 10 milioni di copie vendute nel mondo grazie ad una manciata di singoli “hit” ed uno show con la sua affiatatissima band in costante sinergia col pubblico, l’anteprima “pop” del Festival promette uno spettacolo straordinario per qualità ed intrattenimento.

Dopo l’anteprima primo appuntamento dedicato al blues, quello suonato dagli artisti italiani, con la seconda edizione dell’Italian Blues Night, prevista per sabato 9 luglio. Una serata ad ingresso gratuito che vedrà diversi protagonisti tra cui il chitarrista, cantante e compositore triestino Mike Sponza che presenterà il suo nuovo album “Ergo Sum”, incredibile concept ispirato dalla grande passione per i poeti classici latini che vuole unire il blues con liriche in latino. Un lavoro di ricerca durato anni per tradurre dal latino all’inglese nel linguaggio blues le liriche di Orazio, Catullo, Marziale e molti altri. Con lui già confermati Danilo Parodi e la sua band: il bassista blues ligure avrà come ospite speciale alla voce Sharon Jackson, straordinaria interprete della tradizione afroamericana.

Domenica 10 luglio serata dedicata alle sonorità dell’organo Hammond con protagonista il celebre tastierista Brian Auger con i suoi Oblivion Express. Ad accompagnare il suono del suo hammond ci sarà un ospite d’eccezione Alex Ligertwood, chitarrista ed ex vocalist di Carlos Santana. Brian Auger è uno dei tastieristi di jazz e rock più famosi al mondo. Prima di loro lo show di Lucky Peterson, celebre polistrumentista, chitarrista ed organista soul e blues. Il chitarrista di Buffalo, il cui ultimo lavoro è “Son of a Bluesman”, è considerato un virtuoso sia alla chitarra che alle tastiere. Apriranno la serata i James Taylor Quartet, gruppo britannico capitanato dall’hammondista James Taylor.

Il 12 luglio prima esclusiva nazionale italiana per il festival che ospiterà per la prima volta nella sua storia la band rivelazione The National. Il gruppo statunitense presenterà i brani del loro ultimo album “Trouble will find me”, sesto della loro carriera, disco che è valso al quintetto la nomination ai Grammy Award come Best Alternative Album, consacrando definitivamente The National come una delle formazioni rock più importanti ed influenti del panorama contemporaneo. In apertura un imperdibile concerto del cantautore Father John Misty che con l’ultimo album “I Love You, Honeybear”, pubblicato nel 2015 da SubPop, ha conquistato critica e pubblico.

Il 14 luglio spazio agli Skunk Anansie, la band inglese capitanata da Skin fresca di pubblicazione del nuovo “Anarchytecture”. Si tratta della seconda volta della band al Pistoia Blues dopo l’esibizione del 2011 che ottenne un grande successo di pubblico. Il gruppo non mancherà di realizzare uno show vulcanico, grazie all’ampio repertorio del gruppo, fatto di continue hit come l’ultimo singolo “Love somebody else”.

Il 15 luglio arriveranno sul palco di Piazza Duomo gli storici Whitesnake guidati dal celebre frontman David Coverdale. Anche loro si esibiranno per la prima volta sul palco di Piazza Duomo che da qualche anno apre all’hard rock di qualità: nello specifico presenteranno il disco omaggio ai Deep Purple uscito l’anno scorso intitolato “The Purple Album” (Frontiers). La band è un pezzo di storia dell’hard rock inglese: fondata da Coverdale quando sciolse i Deep Purple nel 1977, hanno pubblicato 12 album in studio e numerosi live e raccolte.

Chiuderà l’edizione 2016 del Festival Damien Rice sabato 16 luglio. L’artista si esibirà in un esclusivo concerto in data unica italiana per la prima volta sul prestigioso palco di Piazza Duomo. Particolarmente apprezzato per i suoi concerti ricchi di emotività, Rice, torna in Italia portando i brani dell’ultimo album “My Favourite Faded Fantasy” ed i suoi successi di sempre. Personaggio introverso, profondo, anticonvenzionale, Rice si è ritagliato uno stauts di icona nel panorama indipendente cantautorale con una folta schiera di fan che lo seguono in ogni sua iniziativa.

Tutti i biglietti per i concerti sono già in prevendita sui circuiti tradizionali ticketone.it e boxol.it a prezzi variabili a partire dai 20€. Info sul rinnovato sino del Festival www.pistoiablues.com

Giovedì 3 Marzo – 45 SEKKI ospita “Festival Rockin’ Cura”

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Giovedì 3 Marzo 2016 alle 17:00
Drastiko di 45 Sekki
@Radio Kaos Italy [via Eugenio Torelli Viollier, 17 Roma]
Ospiti: Festival Rockin’ Cura

È giovedì e il Drastiko ci fa conoscere il Festival Rockin’ Cura, appuntamento musicale nel settembre della Tuscia.
Si parlerà del progetto che ha portato sul palco artisti di spicco nel panorama della musica indipendente italiana (Fast Animals and Slow Kids, Il Pan del Diavolo, Too Much Ado, Scimmiasaki, Luminal, Gazebo Penguins, Karma in Distorsione, Venus In Furs, Management del Dolore Post Operatorio, Il Movimento, Majakovich, The Cyborgs, Progetto Panico, Bamboo, Zen Circus). L’evento ha voluto dar voce anche ad altre espressioni artistiche attraverso la creazione di spazi espositivi di pittura e fotografia, mercatini vintage, artisti di strada, proiezioni e iniziative di solidarietà.

Non perdetevi 45 SEKKI, puntuali alle 17.00!

[Kaos Live Report] “QUESTA E’ ROMA”, e ce piace!

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“QUESTA E’ ROMA”, E CE PIACE!
Di Flavia Szanto

C’è chi aspettava il week-end per riposarsi e chi invece, come ogni anno, aspettava il “Questa è Roma” fest. Gli amanti di generi come il punk, l’Oi! e l’hc sanno di cosa sto parlando: il più grande festival indipendente del centro Italia, che riunisce nomi nazionali e internazionali in un delirio generale organizzato dalla Rotten Inc. Due palchi, due sale, un’unica passione.
In un gelido 16 gennaio l’atmosfera si inizia subito a riscaldare con i giovani Die Young Click in apertura e il loro rap hardcore , per poi infuocarsi insieme ai Tibia, gruppo attivo da pochi mesi che sta già riscuotendo consensi di ogni persona che assapora il loro punk hardcore mescolato a sonorità black. Una combinazione che soddisfa tutti i palati.
Non sono da meno i Disforia, che dal 2000 devastano i palchi italiani con un un grind-crust-punk che ti spazza via.
E’ ora di aprire il palco più grande e con questo inizia la rassegna di band storiche, locali ed internazionali. E’ il turno dei Vinnie Jonez Band, che vanta all’attivo ex membri di Payback, The Nosebleed Connection e Dick Laurent Is Dead. Insomma, le premesse già ottime sono state confermate da un live coinvolgente, tra momenti lenti, cupi e dilatati uniti a riff, accelerazioni e assoli. Un genere che non ha genere, o forse ne ha troppi in sé. Alternative rock, post rock, stoner, sludge, chiamatelo come volete ma il risultato è lo stesso: ne vuoi sempre di più.
Ci si sposta poi nella sala piccola, riempita dalla carica dei giovanissimi Respect For Zero di Sant’Elpidio a Mare. Nati da un’idea dell’ex x-zone Stè alla voce e Lorenzo alla batteria, hanno saputo sfruttare alla grande la loro attitudine verso il punk in un punk-hardcore/punk-rock spacca ossa. Ed è subito delirio con i loro nuovi pezzi estratti dal primo album “The Truth Remains”.
Senza neanche un attimo di tregua, si abbatte sull’Acrobax la tempesta chiamata “Dr. Gore”. Se amate generi come brutal death metal, grind e gore avete trovato la band giusta. Mazzate sulle gengive già dalle prime note. Non è un caso se dal 2002 fanno impazzire il pubblico romano e non, condividendo il palco con gruppi della portata di Malevolent Creation, Dead Infection, Ultimo Mondo Cannibale, Buffalo Grillz, Tsubo, Zora, Rompeprop, e Spasm.
Carrellata Oi! in arrivo, tra F.A.V.L., Tacita e Plakkaggio a ricordarci la grandezza della scena romana. I Plakkaggio non deludono mai: tutti uniti sotto il palco a cantare, urlare e saltare sulle note di canzoni diventati ormai inni.
Grande successo anche per i The Dirty Jobs e il loro turbo-rock ‘n’ roll che ci hanno fatto divertire e continuare a far casino. Play Dirty!
I successivi tre gruppi sono colonne portanti, non hanno bisogno di presentazioni. Grand Theft Age capitanati dal grandissimo Teschio, voce e organizzatore della serata. Insomma, riesce alla grande in tutto. Scapocciate infinite che continuano quando salgono sul palco i Bloody Riot, composti da Roberto Perciballi e i membri dei Because The Bean, che hanno avuto poi il compito di chiudere la serata nella sala piccola, insieme ai Rancore nell’altra.
Altra certezza sono i No More Lies, fondati da Fabrizio Armeni, secondo membro della Rotten Inc. Gruppo recente ma composto da veterani della scena, propongono un hc vecchio stampo che parla di realtà e strada come da tradizione Oi!. La saletta è esplosa con loro.
Ma il “Questa è Roma” si spinge anche oltre i confini italiani e porta con sé ospiti da Regno Unito e Austria. I primi (nella scaletta e nella scena musicale) sono i The Oppressed, un gruppo Skinhead Oi! antifascista capostipiti del movimento S.H.A.R.P. britannico ed europeo. Fondati dal cantante Roddy Moreno, sostenitore dell’unità razziale nella scena Skinhead e Oi! che ha anche formato la Oi! Records. Tanta esperienza, tanta passione e tanto successo: questi sono i The Oppressed.

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(ph: Jazmin Carrion)

Ultimi ma non ultimi, i Live Life ci hanno fatto assaporare l’energia del Vienna Style Hardcore in un live che ha esaltato anche i più timidi. Un’iniezione di puro hc per tutti e ne diventi dipendente.
Infine un nome, un programma. I Vibratacore da Teramo concludono il loro mini-tour insieme ai Live Life portando una buona dose di violenza mescolata ad hardcore. Sul palco anche Mauro Garbati, voce dei MuD, anche loro abruzzesi doc.
Un festival che si conclude puntualmente contando i lividi e passando la domenica a poltrire immersi nelle pomate, ma oltre alle botte ti resta sempre un sorriso e la voglia di ricominciare daccapo.
Per chi invece si è perso la serata, non temete: la compilation dell’evento, che è stata distribuita all’entrata, sarà disponibile online sempre gratis. Stay tuned.
Questa è roma, e ce piace!

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Halloweed Reggae Party @Intifada

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Halloween Reggae Party @Intifada
31 Ottobre 2015

Pirati..
Torna al Csa Intifada il reggae party di Halloween più atteso dalla capitale.

SABATO 31 ottobre , è Impossibile Mancare!

★HALLOWEED w BARBANERA -Pirates Reggae Party ★

Segui l’evento facebook per trovare le mappe dei tesori di Barbanera : Decine di forzieri contenenti consumazioni e ingressi omaggio nascosti per tutto il locale!

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•Special guest from 99 POSSE :

► O’ZULU

► VALERIO JOVINE

► SPEAKER CENZOU

• Dancehall by :

Pakkia Crew The Green Family

Good Vybez – 10th Anniversary –
regaleranno 100 cd mix 100% Dubplates per festeggiare i 10 anni di sound .

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N.B. VENITE VESTITI DA PIRATI PER AVERE INDICAZIONI PREZIOSE PER TROVARE LE MAPPE CHE VI CONDURRANNO AI FORZIERI DI BARBANERA CONTENENTI CONSUMAZIONI E INGRSSI OMAGGIO !
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• free smoking area
• main stage + dancehall stage
• spacial partner :
AstarbeneRadioKaos Italy & Respect Project ”street wear”
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CS INTIFADA – Via di Casal Bruciato, 15 – ROMA
Open: 23:00
ENTRY 7€

[Kaos Live Report] Sponz Festival

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CALITRI SPONZ FEST 2015
di Simone Mercurio

Sono passate le tre di notte, siamo madidi di sudore, “sponzati” come si dice da queste parti, dopo una sequela di balli bizzarri e musiche per noi, fino a quel momento, lontane un bel po’ dai nostri usuali ascolti.
Marcette, polke, mazurke, fox-trot, tarantelle irpine e…quadriglie batticulo. Qui molto in voga, eh si. Sonorità che, se ci avessero detto una settimana prima che avremmo ascoltato e ballato avremo presi per matti i profeti di tale “sciagura”. Eppure, eppure.

Descrivere dall’interno lo Sponz Festival diretto per il terzo anno consecutivo da quel geniale folle visionario di Vinicio Capossela rischia di essere un’avventura.
Sette giorni dal 24 al 30 agosto per un percorso itinerante all’interno di una Irpinia (alta) bellissima e suggestiva come mai avremmo creduto. Cominciamo dalla fine, dall’ultimo atto nella notte tra il 30 e 31 agosto 2105 di questo straordinario Sponz Festival dal quale ci stiamo riprendendo soltanto adesso a più di dieci giorni dal suo termine.
Evento conclusivo che si svolge sulla rupe più alta di Cairano, ovvero il Paese dei Coppoloni (Ed. Feltrinelli; 352 pp; 18 euro) che da il titolo all’ultimo libro di Capossela.

Balle di fieno come spalti, palchetto in legno. Vinicio intervista a distanza attraverso Skype il matematico Piergiorgio Odifreddi che per motivi personali ha dovuto declinare la sua presenza fisica al festival. Il pubblico, molto del quale ha seguito per tutta la settimana lo Sponz e con il quale si è man mano creata una sorta di comunità, è rapito.
A seguire arrivano i fiati macedoni di King Naat Veliov & Kocani Orkestar accompagnata anche dal liuto del greco/cretese Psarantonios, mai così a suo agio come nella rupe di questo sperduto borgo meraviglioso della nostra Italia. Vinicio sale sulla trebbiatrice volante al fianco del palco e legge e canta alternando stralci dal suo libro a suoi brani musicali.

LA TREBBIATRICE VOLANTE
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La trebbiatrice volante, la vedete nelle foto, è stata la protagonista immancabile di tutti gli eventi di questo Sponz. “Il trionfo dell’inutile” l’ha definita Capossela dal vivo e nel suo stesso libro. Un’opera artistica surreale, una trebbiatrice reale coperta dal legno e sormontata da una bicicletta senza ruote che fa girare una specie di piccolo mulino animata da uno dei personaggi surreali e quasi felliniani, protagonisti “chiave” di questo libro e dello Sponz: il Tenente Dum, che dall’alto pedala e muove le braccia come per spiccare in volo. Mentre Vinicio lo guarda, lo indica, gli sorride.

Un percoso musicale, popolare, poetico e antropologico alla ricerca e alla scoperta allo stesso tempo di culture antiche, che sono nuove e si rinnovano. Il filo conduttore del viaggio-Sponz parte e prende spunto, come detto, dall’ultimo libro di Capossela. Quel “Paese dei Coppoloni” già premiato al Premi Strega che racconta attraverso luoghi, personaggi, storie, suoni, parole e racconti quella sorta di farwest che è l’alta Irpinia, sconosciuta ai più, tra i meravigliosi e pittoreschi comuni di Calitri e Andretta, luoghi di nascita dei genitori di Vinicio, e poi la vicina Aquilonia, Conza di Campania fino alla già citata Cairano “monte Olimpo irpino” – come lo stesso Capossela lo definisce – una sorta di “stella cometa al contrario distesa sul promontorio” alto più 800 metri: il paese dei Coppoloni appunto.

“Tutte strun***e” ci dice, sorridendo sornione Giovanni, il vecchio proprietario del piccolo bar vicino al Municipio di Cairano, per poi ammettere “Cioè è vero il fatto dei coppoloni, ma è un po’ romanzato. Mettevamo questo cappello quando c’era la nebbia perchè ci dava la senzazione di starne al riparo proteggendo vista e orecchie”. “Ci chiamano così per via del cappello che alcuni di noi mettevano quando c’era la nebbia” Ci dice mentre a mezzanotte passata attende la fine dell’ultimo reading/concerto di Vinicio Capossela accompagnato dalla banda si fiati dalla Macedonia. Vinicio“il re delle botti” lo definisce Giovanni, ha reso popolari col suo libro queste zone e portato qualche migliaio di turisti in più in queste zone durante il suo festival, sino al culmine col concertone, la Notte d’Argento che hanno celebrato i primi venticinque anni di carriera, di “sposalizio con la musica” per dirla con Capossela. Ma ci torneremo sul finale di questo reportage allo splendido concerto finale nella stazione dismessa di Conza-Cairano-Andretta.

I “coppoloni” di Cairano sono 330 abitanti, disabituati ai “forestieri” come la maggior parte degli abitanti di questi luoghi, turisti che vengono accolti qui in Irpinia come dei re. Disponibili, ospitali, accoglienti, la popolazione irpina è la vera protagonista di questo Sponz.
Gli orari sono da perdita totale degli ordinati bioritmi di chi scrive, già di suo parecchio anarchico in quanto cadenza giorno/notte. Si va dal tramonto all’alba, sul programma dello Sponz non ci sono orari per i vari eventi segnalati soltanto con “tarda mattinata” “tardo pomeriggio”, “ al tramonto” “con la luna alta”. Tempistiche certamente non abitudinarie in primis per gli abitanti (spesso anziani) di queste piccole comunità coinvolte.

ANDRETTA E CONCERTO ALL’ALBA
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La carovana del terzo Sponz è partita lunedì 24 agosto prima dalla vallata del Formicoso, un altopiano che si trova nei pressi di Bisaccia e Andretta. circondati da migliaia di pale eoliche e con l’esplosiva Fanfara Tirana protagonista del concerto all’alba che ha inaugurato l’edizione 2015 del Calitri Sponz Fest . Majorettes, organettisti, banda del paese di Andretta, dal Messico i Mariachi Metzcal e la Fanfara Tirana in concerto all’alba nella vallata del Formicoso. Una terra liberata questa del Formicoso. Lunghe battaglie della popolazione, affiancata dallo stesso Capossela. Perchè in quella bella spianata volevano fare una discarica ai tempi del quarto governo Berlusconi. Avevano inviato perfino l’esercito per realizzare quel progetto e “proteggere” quella radura dalla sua stessa popolazione che la voleva libera.

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Proprio al Formicoso, da questo luogo simbolico e suggestivo, circondati dalle sconfinate vallate irpine, dalle colline, dai campi a perdita d’occhio e dominata in lontananza dal monte su cui domina il paese di Andretta, si da il via al lungo cammino-festival-rassegna-spettacolo-carovan-circo di Vincio che con un lanoso copricapo serbo, recita, canta e lancia la settimana di Sponz.
C’è il palco, c’è la trebbiatrice volante che viene “svelata” al pubblico e c’è Vinicio con la Fanfara Tirana a scaldare l’ambiente poco prima dell’alba.
Vincio stesso al sorgere del sole scende davanti al palco in mezzo al suo pubblico e si mette a “pogare” le musiche della Fanfara. Fino a cadere per terra stremato, ma protetto dai suoi fan e dagli amici che gli fanno da cordone

Se c’è una cosa di particolare e unico in questo festival, rassegna o kermesse che dir si voglia è che si tratta di qualcosa di realmente mai visto e difficile di spiegare. C’è un artista, un cantautore tra i più importanti dela sua generazione che ha origini in questi luoghi, in cui da giovanissimo ha vissuto le estati muovendo i primi passi musicali e innamorandosi di certi suoni, di quel “popolare” che spesso in tanti tendiamo a snobbare. La banda del paese o l’orchestra della processione. L’orchestrina che suona liscio al matrimonio, l’organettista e il violinista che suonano liscio e polke ai veglioni, perfino il “matto” del villaggio, il contastorie ha il suo spazio e viene nobilitato e fatto arte e poesia in questo festival, nel libro e nella stessa musica del “maestro Vinicio”. Con questo festival Capossela festeggia i 25 anni di carriera e i primi 50 anni di vita. Questo festival sembra la rappresentazione plastica che chiude il cerchio e rende vivo, vivido e visibile questo quarto di secolo di musica e parole dell’artista irpino.
Siamo tutti abituati a festival musicali con uno o più palchi per ospitare nomi altisonanti della musica. Concerti “classici” che si susseguono uno dopo l’altro. Ecco lo Sponz non è nulla di tutto questo.

sdr

Lo Sponz è come una sorta di Cammino di Santiago musical culturale. A tappe, senza palco o quasi, per le strade, tra la gente, a dorso di un muloo trainati da una ruspa o da una trebbiatrice. Nei luoghi spirituali come la Badia di San Vito nei pressi di Aquilonia, “terra di frontiera” spiega Vinicio con la Basilicata. Qui sorge anche la grande quercia.

E proprio sotto al maestoso e grande albero secolare si susseguino artisti popolari che cantano e suonano le loro canzoni i loro ritmi. Ci sono i Makardia nati nel 2011 tra Aquilonia e la vicina Lioni, capitanati dalla voce di Filomena D’Andrea, con Virginio Tenore e Amilcare D’Andrea. C’è ancora la Fanfara Tirana, ci sono i Mariachi con i loro costumi e le loro chitarre. Ma non sono veri concerti quelli di questo festival. La musica è musica per pensare e per ballare, per fare comunità. Musica per accompagnare letture, pranzi sulle balle di fieno, chiacchiere e scambi di battute tra la carovana errante che ha deciso di seguire Vinicio in questo percorso “per recuperare i Siensi, il buon senso perduto nel rapporto con natura. – ha spiegato Capossela stesso alla sua maniera – Camminare ben accompagnati è una grande occasione di pensiero. E’ l’occasione buona per abbandonare la condizione di sedentari e prendere quella del nomade. Nomadi di breve corso, ma nomadi, in una sacca di tempo al riparo del tempo. (…) – dice ancora – Questo è il tempo che vi proponiamo di prendervi in questi sette giorni, il tempo della ri-creazione del mondo. Auscultate voi stessi – continua ancora Capossela – percorrendo una terra antica. Banchettatela insieme, ballatela, bevetela, pensatela, in comunione, come un simposio. ”. Parola di Vinicio. E per chi come noi ha vissuto quest’esperienza è davvero una sensazione particolare.

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NOTTE D’ARGENTO

Unica concessione a un concerto più o meno “normale” è quello della penultima serata dello Sponz 2015, sabato 29 agosto.
Si festeggia, come dicevamo, il quarto di secolo di carriera musicale per Vinicio e allora si fanno le cose in grande. La location della serata è quella di una vecchia stazione dismessa che il cantautore dal palco chiede che venga riaperta, perchè trattasi di importante snodo per chi vive in questa zona piuttosto isolata d’Italia, alle falde del monte sovrastato dal mitico paese di Cairano.
Il palco questa volta è grande, quello delle grande occasioni con tanto di torri laterali e sponsor alcolico in bella vista di una nota marca di tequila. Unico sponsor del festival ci dicono, oltre i contributi europei ricevuti per la realizzazione di questa settimana che certamente valorizza e incrementa il turismo di questa dimentica (spesso) parte di Campania.

ll concerto è a pagamento mentre il resto della settimana i vari venti erano gratuiti.
Si paga però soltanto 15 euro per un concerto che inizia alle 10 di sera e che – lo diciamo subito – terminerà alle 5.30 della mattina successiva. Sette ore di show, spettacolo in cui il mattatore e festeggiato Capossella sfoggia tutto il suo guardaroba di abiti e cappelli di scena. O almeno così credevamo. Perchè, interpellati da noi, più di un abitante, barista o negoziante di Calitri dove Capossela ha preso casa e vive durante l’inverno, ci ha confessato che anche in giornate ordinarie il suo look non cambia affatto “Anche quando viene a fare la spesa viene con poncho o colbacco, magari accompagnato dal suo cane Crocco, un bastardino che tiene legato ad una corda anziché ad un guinzaglio”. Tant’è.

Lo show intervalla due canzoni di Vinicio e due/tre dei suoi ospiti amici. Sia alternano gli artisti già nominati. Guest star della serata il grandissimo Howe Gelb che canta tre canzoni della sua discografia solista post Giant Sand e poi suona la chitarra durante l’esibizione successiva di Vinicio con la formazione texana dei Los Texmaniacs.

Vinicio per una brutta laringite che ha cercato di curare non ha la sua voce al massimo della potenza, ma è generoso e da grande animale del palcoscenico da tutto se stesso sul palco. “Mi hanno punturato per bene prima del concerto “ si scusa quasi col pubblico, oltre diecimila persone, che lo applaude. Come nella migliore delle tradizioni delle feste tra amici musicisti e delle jam improvvisate, i brani singoli si mischiano a lunghissime parti strumentali in cui si fondono diverse scuole e culture musicali. Dall’elettrorock di Gelb al mambo dei Texmaniacs, ai mariachi (“Non può esserci una festa senza Mariachi!” esclama il nostro) fino al folk più popolare della meravigliosa Banda della Posta.

LA BANDA DELLA POSTA & VINICIO
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Merita una citazione a parte questa formazione, che altro non è che un’orchestra di anziani musicisti che si esibiva in matrimoni locali e si esercitava provando la sua musica nel giardino di Calitri davanti all’ufficio postale. Un’orchestra che ripropone un repertorio popolare fatto di quadriglie, mazurke, polke, valzer e tarantelle degli anni ’20 e ’30.

Il gruppo oggi è persino prodotto da Vinicio Capossela, che pubblica per la sua etichetta La Cupa il primo album della formazione campana. Non solo, trattandosi di eccezionali e bravi musicisti Vinicio li ha istruiti e gli ha fatto imparare e suonare il suo repertorio, portandosi poi l’intera anziana formazione di ultrasettantenni in tour con lui attraverso l’Europa a suonare i suoi brani. E la Banda della Posta accompagna Vinicio nella parte centrale di questa lunghissima maratona musicale in cui un generoso Capossela cede il suo pubblico anche a diversi e folkloristici personaggi di queste terre citati sul suo libro.

Da Ciccillo Di Benedetto lo storico cantante-ristoratore citato nella canzone Al veglione che apre la serata a l’omerico Testa di uccello, cieco e veggente, profetico e racconta storia che Capossela rende felice concededogi una buona ventina di minuti sul palco.

Pausa vocale che serve al “nostro” per preparare l’ugola al gran finale dello show.
Intorno alle 4.30 del mattina oltre metà della platea cede, crede che lo show sia terminato dopo “appena” sei ore di musica, il palco sembra spegnersi e i fonici provano a lanciare musica da deflusso del pubblico. Niente da fare. Vinicio risale sul palco spiazzando i tecnici con Mariachi e Texmaniacs e urla “Vogliamo premiare chi resiste, resistendo anche noi fino all’aba sul paese dei coppoloni!”, scandisce osservando davanti a se e alle spalle del pubblico il monte con in cima Cairano e il cielo che comincia a schiarirsi. L’atmosfera è decisamente magica e più intima con la platea dimezzata e in un finale totalmente improvvisato. Almeno così ci appare. Dietro al palco osserviamo una luna piena che cala, mentre dalla parte opposta il cielo si va rischiarando preparandosi al sole. Con il brano Ovunque Proteggi si accoglie l’alba e i lunghi e commossi ringraziamenti di Vinicio Capossela fanno da titoli coda su questa splendido Sponz 2015.

sdr

[AffLiveReport] Mau Mau e non solo @Ariano FolkFestival 20/08/2015

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Mentre scriviamo queste righe in sottofondo ci sono i Forrò Miòr che si esibiscono ancora una volta live dopo il grande successo riscontrato ieri sera, ma non anticipiamo le cose e cerchiamo di seguire una sorta di filo temporale, sebbene sia estremamente difficile vista la mole di eventi collaterali organizzati per questa ventesima edizione dell’ Ariano Folkfest.

Prima dell’effettivo start della manifestazione 19 agosto durante il Pre Fest è stato presentato il film “Irpinia Mon Amour” di Federico Di Cicilia presso l’auditorium comunale. Ci siamo poi spostati nell’ affollatissima Piazza Duomo per la festa propiziatoria, che ci ha fatto ascoltare e soprattutto ballare le prime note di questo festival grazie al Dj set dello spagnolo Andy Loop, musica cibo e tanta buona gente!

La mattina si inizia alle 10:00 con lo Street artist “Sea Creative” nell’area Folkart (via San Leonardo) che abbellirà durante l’evento un muro di Ariano Irpino con i suoi personaggi. L’artista milanese nei prossimi giorni sarà ospite in radio della nostra Rachel Pellarini, quindi vi parleremo più dettagliatamente di lui nei prossimi giorni, stay tuned!!!

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Nel pomeriggio la Cinezone (Auditorium comunale) ha proiettato il film “Alla ricerca di Vivian Maier” di John Maloof ed a seguire si è tenuto un seminario sui percorsi della fotografia curato da Luca Lombardi.

Si continua con il relax della Relaxafolk con un’area dedicata allo streatching nella Villa comunale.

Sempre alle 17:00 aprono i live pomeridiani del Volkscamp (Boschetto Pasteni) i romani “The Dirty Jobs”, seguiti dai conterranei “Super Dog Party” che ci fanno saltare e ballare a suon di rock’n roll/punk.

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C’è davvero l’imbarazzo della scelta negli eventi collaterali da seguire ad Ariano Irpino, infatti mentre quanlcuno balla al boschetto altri assistono nella Bookzone (Centro pastorale San Francesco) al reading teatrale di Gaetano Franzese ed Annalisa Iovinella con letture tratte dal libro “La filosofia lascia tutto com’ è” di Mario Iadicola.

Per l’aperitivo si continua con la musica live dei Frau Ludwig + Lamuzgueule al Corazone (Via Russo Anzani).

Alle 22:00 finalmente tutto pronto…si può cominciare la magica serata al Folkstage.I gruppi si alterneranno tra il Tribunal stage ed il Atitlan Stage…avete capito bene, quest’anno l’area principale del festival è allestito con ben due palchi da cui le band si palleggiano la scena. Non c’è nemmeno il tempo di accorgersi della fine di un lie che si viene abbracciati dalle spalle con altra musica.
Circondati da mille luci e colori piatti di ogni specialità ariananina, giovani famigie e amici si apprestano ad avvicinarsi al Tribunal Stage.

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Puntuali si esibiscono per primi i Forrò Mior caldi con il loro spirito nato nel nordest del Brasile esplodono con frizzanti repertori di samba e altre sorprese che sanno far ballare non solo il piazzale calvario ma anche tutta Europa!
Il quartetto include oltre ai classici del grande Luiz Gonzaga , splendidi brani di Ghilberto Gil,Tom Zè e altri brani inediti. Meravigliosi e coinvolgenti dopo averci fatto scaldare ci danno la carica per la grande orchestra Cesaria Evora.

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Per la prima volta in italia dopo la morte dell’artista capoverdiana,le bravissime
Jenifer Solidade e Nancy Viera rendendo omaggio al’influenza e memoria straordinaria che la musica di Cesaria Evora aveva su tutto il mondo. Voci incantevoli accompagnate dai movimenti di fianchi che anche quì a stento riuscivano tutti a strare fermi al loro posto, l’orchestra ci ha regalato momenti magici.

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Toniamo sul prima parco esattamente meno di un secondo dopo la chiusura dell’orchestra, si esibiscono i formidabili Mau Mau.
Secondo il dialetto Piemontese significa “quelli che vengono da lontano” magari scuri di pelle. Nome che riprende anche da quelli del gruppo della liberalizzazione inglese del Kenya.
Sono stati definiti una “cricca esagerata di travolgenti ethno rockers”. La band è nata nel 1991 con il brano “Tera del 2000” una sorta di manifesto ambientale e con il primo albun “Sauta Rabel” hanno vinto il premio tenco con tournèè in tutta europa,Nordafrica,Giappone,Iraq,Palestina.
Detto questo l’esplosione provicata dai Mau Mau ha risvegliato i nostri sensi più nascosti facendoci assaporare ogni ritmo della loro musica, oltre all’intrattenimento e alla simpatia del cantante.

Quasi per sfinirci come ultimo colpo di grazia per questa serata, abbiamo colui che ha fatto tremare la terra e fatto cedere anche le nostre ginocchia : Lord Sassafras direttamente dalla spagna, che ci ha messo K.O. non dimenticando però che la nostra terra non deve mai rimanere ai margini, direttamente dalla spagna con “Bella ciao” del partigiano in Remix originale solo per noi!