Bloodbath: Nick Holmes racconta “The Arrow Of Satan is Drawn”

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Il quinto disco dei Bloodbath è più selvaggio, oscuro e malato che mai. Sono passati 4 anni dall’uscita di Grand Morbid Funeral, e la superband di Stoccolma, formata da musicisti provenienti dai Paradise Lost, Katatonia, Opeth e Craft, ritorna con: The Arrow Of Satan Is Drawn.

Il disco è stato registrato dai Bloodbath e da Karl Daniel Liden, nei Ghost Ward, City Of Glass & Tri-Lamb Studios, ed e il secondo album con Nick Holmes alla voce. The Arrow Of Satan Is Drawn, è una rappresentazione dello stato fetido e marcio in cui versa questo povero mondo, con i capi politici che minacciano guerre nucleari usando i 140 caratteri di twitter, dove il capitalismo si sta autodistruggendo, dove siamo tutti spiati e il cambiamento climatico sta distruggendo il pianeta. Tutto questo è la benzina che da vita alla nuova ode firmata dai Bloodbath.

“Quello che presentiamo con questo nuovo album è la caduta del genere umano” dice il chitarrista Blakkheim. “Il nemico è qui tra noi, solo il Dio del vuoto ci sopravvivrà. The arrow of Satan is drawn!

C’è un livello extra in The Arrow Of Satan Is Drawn ed é  il chitarrista Joakim Karlsson dei Craft che aggiunge quella necessaria dose di furia rabbiosa classica del Black Metal.

E lui non è il solo, “Bloodicide” è interpretata dal meglio del British Death Metal, con artisti quali Jeff Walker dei Carcass, Karl Willetts dei Bolt Thrower/Memoriam e John Walker dei Cancer che aggiungo la loro dose di pazzia al disco.

La band sarà in Italia per un’unica data il 6 Dicembre all’Alcatraz di Milano insieme a Kreator, Dimmu Borgir e Hatebreed.

Nick Holmes (voce dei Paradise Lost) ci racconta questo album insieme alla sua visione del mondo e della musica.

Heavy Time intervista: Fredrik Åkesson degli Opeth

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Le leggende svedesi del progressive metal OPETH pubblicheranno “Garden of the Titans: Live at Red Rocks Amphitheater” il 2 novembre su Moderbolaget Records / Nuclear Blast Entertainment. Questo storico evento è stato catturato su DVD, Blu-Ray e vinile, durante la loro esibizione tenutasi l’11 maggio 2017 al Red Rocks Amphitheatre di Denver, CO. Sia il DVD che il Blu-ray includeranno un CD audio.

ll video di “Garden of the Titans” è stato curato da The Deka Brothers (CARPENTER BRUT, THE PRODIGY), mentre l’audio è stato mixato da David Castillo (KATATONIA, BLOODBATH). Dell’artwork si è occupato Travis Smith (NEVERMORE, KATATONIA, TESTAMENT).

I pre-ordini sono attivi e ‘Sorceress (live)’ può essere ascoltata o scaricata in streaming qui.

Garden of the Titans: Live at Red Rocks Amphitheater” tracklist:
01. Sorceress (live)
02. Ghost Of Perdition (live)
03. Demon Of The Fall (live)
04. The Wilde Flowers (live)
05. In My Time Of Need (live)
06. The Devil’s Orchard (live)
07. Cusp Of Eternity (live)
08. Heir Apparent (live)
09. Era (live)
10. Deliverance (live)

Ringraziamento speciale per Alessandro Salza per le registrazioni e Nee Cee Agency.

[Kaos Interview] Heavy Time intervista gli “Uncured”

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Giuseppe Negri of Heavy Time had the pleasure to interview a young and promising Progressive Metal band, we’re talking about “Uncured“, band formed by Zak and Rex Cox, Liam Manley and Jon Kita. Returned from a successful tour with “Katatonia” and “Caspian“, they talked in this interview, about their latest album “Medusa“, the line-up change, tour and important aspects of daily life for a musician.

Medusa

Giuseppe Negri di Heavy Time ha avuto il piacere di intervistare una giovane e promettente band Progressive Metal, stiamo parlando degli “Uncured“, banda formata da Zak e Rex Cox, Liam Manley e Jon Kita. Tornati da un tour di successo con “Katatonia” e “Caspian“, hanno parlato in questa intervista, riguardo il loro ultimo album “Medusa“, il cambiamento di line-up, tour e aspetti importanti della vita quotidiana di un musicista.

https://www.facebook.com/uncuredband/

[Kaos Interview] Heavy Time intervista Jeff Loomis e Keith Merrow

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Per l’ultima tappa del Clinic Tour italiano, organizzato da Gold Music, presso Your Music Strumenti Musicali, Giuseppe Negri di Heavy Time ha intervistato Jeff Loomis e Keith Merrow dei Conquering Dystopia. Nell’intervista, i due shredder americani hanno parlato del loro sopracitato progetto, delle loro chitarre signature con Schecter Guitars e dei rispettivi impegni con Arch Enemy e Alluvial.

For the last show of the italian Clinic Tour, organized by Gold Music at Your Music Strumenti Musicali, Giuseppe Negri of Heavy Time interviewed Jeff Loomis and Keith Merrow of Conquering Dystopia. In the interview, the two American shredders spoke about their above-mentioned band, of their signature guitars with Schecter Guitars and of their respective commitments with Arch Enemy and Alluvial.

Fotogallery a cura di Francesco Domenichetti.

FINALE AREZZO WAVE LAZIO: BLACK SNAKE MOAN il BRAND NEW “Farm Psych” alla conquista dei “Cosmopolita”

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Mercoledì 17 maggio 2017 si è tenuta la finale del contest regionale Arezzo Wave Band (Lazio), concorso dedicato alle band/ artisti “emergenti” che si mettono in gara per conquistare uno spazio sul palco dello storico festival della musica indie, che quest’anno ha deciso di cambiare sede trasferendosi a Milano il 23 e 24 giugno per la trentesima edizione dell’Arezzo Wave Love Festival.

Ad esibirsi sul palco del Monk Club di Roma: Et/al., Random Clockwork, Black Snake Moan e Plastik, finalisti che vi abbiamo presentati nei report precedenti.

Quattro sound, tanto diversi uno dall’altro ma sempre molto intensi nei loro mondi. Viaggi tra psychedelia, post-rock, visuali, elettronica e screamo.

Una scelta sicuramente dura per la giura composta da Silvia Boschero (King Kong Radio1), Emanuele Bevilacqua (Resp. Doc Servizi Filiale di Roma), Chiara Colli (ZERO), Fabio De Marco (DNA concerti, Rome Psych Fest, Asap Arts), Erio Distratis (Trenta Formiche), Lorenzo Lucidi (Responsabile Musicale Radio1 Rai), Raniero Pizza (Dir. Art MONK Roma), Matteo “Pippo” Rossi (Resp. Regionale Arezzo Wave Lazio, AUSGANG Produzioni) e Davide Spaziani (Direttore Artistico Satyricon-Live Music Club Fosinone), che alla fine ha deciso di premiare Marco Contestabile a.k.a. Black Snake Moan, one man band unico e genuino con il suo blues psichedelico, che sembra una giovane promessa per il panorama della musica alternativa italiana.

Radio Kaos Italy, in qualità di media partner ha trasmesso in diretta l’intero evento condotto da Antonio Aversano e con la regia di Andrea Cannizzaro, due ore di musica live e interviste ai finalisti che potrete rivivere ascoltando il podcast qui sotto.






[Kaos Interview] Orfeo l’ha fatto apposta: intervista a Pietro Berselli

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Capita raramente di imbattersi in qualcosa capace di attirare in pochi secondi la nostra attenzione. È accaduto al sottoscritto con l’inizio di “Niobe”, il singolo (con annesso video) scelto per fare da apripista all’esordio del cantautore Pietro Berselli. E come da fortunata tradizione, il primo impatto è sfociato nel gradito e completo ascolto dell’album Orfeo l’ha fatto apposta (Dischi Sotterranei). Un lavoro davvero notevole che merita di essere trattato direttamente in compagnia dell’autore…

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Se sei d’accordo vorrei organizzare qualcosa di diverso: ti andrebbe di presentarti ai nostri lettori e ascoltatori tramite tre dischi?

Buongiorno a tutti, solo tre dischi! Ci provo. Desperate youth, bloodthirsty babe dei Tv on the Radio, Des visages Des figures dei Noir Desire, Disintegration dei The Cure.

Non mancano i richiami alla classicità in questo esordio, come mai?

È quello che studio da una vita, mi è venuto naturale esprimermi anche attraverso i classici.

Qual è stata la genesi del disco, puoi raccontarci gli sviluppi che ti hanno portato ad Orfeo l’ha fatto apposta?

Per prima cosa c’è stata la scelta di scrivere in italiano che è stata una rivelazione, con l’italiano ho il controllo su ogni emozione che voglio esprimere. Prima di questo disco ho suonato in varie band, ma non era per me, avevo bisogno di scrivere i miei brani da solo e ricercare i suoni necessari. Una volta fatto questo ho trovato dei musicisti eccezionali, Edoardo Della Bitta, Roberto Obici, Marco Sorgato e Francesco Aneloni che hanno saputo rendere queste canzoni ancora più potenti. I testi sono il frutto di un periodo non troppo felice (come si può ben intendere!), certe cosa fanno meno male una volta su carta.

Testi bellissime e chitarre-noise è il binomio che segna il disco. Come hai gestito questa unione vincente?

Innanzitutto ti ringrazio! Abbiamo speso molto tempo per trovare l’equilibrio in queste canzoni. I testi sono importanti quanto i suoni e viceversa, se un testo suona male non ci penso due volte a buttarlo via. Il suono della parole è fondamentale quanto il loro contenuto. La musica funziona allo stesso modo, deve essere complementare al testo, mai di solo supporto.

Chi è il Tu presente in molte canzoni? C’è autobiografia nei tuoi testi, o sei piuttosto un narratore distaccato?

È un Tu multiplo, parlo a più persone. Il disco è autobiografico al cento percento.

Italia popolo di cantautori: quali sono – se ci sono – i tuoi preferiti? Qualche nome internazione?

Da adolescente (come tutti d’altronde) provavo una certa venerazione per Fabrizio de André, ora lo guardo con occhi più maturi sicuramente e lo ascolto meno senza dubbio, ma penso ancora oggi che a livello di scrittura sia il migliore che abbiamo mai avuto, una spanna sopra tutti. Cantautori internazionali, cito sicuramente Elliot Smith, Jeff Buckley e Nick Drake.

Tornando ai cantautori: “Diluire” mi ricorda molto “Sogno Numero Due”…

Giuro che non avevo letto queste domanda prima di rispondere alla precedente!
Sono onorato nel sentire una cosa come questa! Chi lo sa, magari inconsciamente sono finito in Storia di un impiegato a cercare ispirazione!

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Come hai scelto tutto l’universo visivo (videoclip, cover dell’album) che accompagna Orfeo l’ha fatto apposta?

Ho creato copertina e primo video tutto in pellicola. Era importante anche lavorare con mezzi che suggerissero una dimensione nostalgica. Le situazioni di cui parlo ormai per me sono lontante nel tempo, la nostalgia e il ricordo rappresentano la dimensione di questo disco.

C’è un brano o un momento del disco in cui senti di aver raggiunto al 100% il tuo obbiettivo?

Queste percezioni cambiano nel tempo, ogni brano ora vorrei modificarlo e adattarlo alle necessità che abbiamo adesso! Penso che “Cordiali saluti” sia una canzone ben riuscita.

Quando passerai a trovarci nella Capitale?

Non posso dirlo sennò il booking mi viene a prendere a casa, ma presto ve lo assicuro!

di Alessio Belli

[Kaos Interview] Heavy Time intervista Jennifer Haben dei Beyond The Black

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I Beyond The Black sono una delle band novità degli ultimi due anni raggiungendo una notorietà che li ha portati in concerto insieme agli Scorpions; inoltre stanno per intraprendere un tour europeo con Epica e Powerwolf e toccheranno l’Italia il 18 Gennaio presso il Live Club di Trezzo sull’Adda. Giuseppe Negri di Heavy Time ha intervistato Jennifer Haben, cantante e leader dei Beyond The Black ed hanno parlato della re-release dell’album “Lost in Forever”, del tour e del cambio di membri all’interno della band.

[Kaos Press] – ASTARBENE meets PAOLO BALDINI & DUBFILES TEAM

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Sabato 21 Maggio, Roma, CSA Intifada.
Sono passati circa sei mesi da quando La Tempesta Dub è passata per le stesse mura infuocando l’infuocabile e già si risente nell’aria la stessa elettricità.
Dopo giorni di nuvole e tempo incerto ecco che la capitale ci offre una serata calda e con tutte queste belle premesse sono arrivata presto sul posto insieme alla mia crew, adesivi in una tasca e flyer in un’altra, un bel computer sulle spalle e un’altra serie di cavi per portare in diretta questo eventone ai massicci poco fortunati che non sarebbero riusciti a venire a ballare sotto cassa.

E lì già li incontri, mischiati tra la massive, a chiacchierare con gli amici, a regalare sorrisi a chi li saluta, gli ospiti d’onore: Paolo Baldini e il team DubFiles .
Un’apertura affidata al LDM Sound System, così come l’impianto che ha sparato i potenti bassi nella sala e che festeggiava quella sera 17 anni, in compagnia della voce di Rankin’ Delgado.
La massive romana comincia a scaldarsi.
Un veloce cambio di atmosfera, quell’elettricità a cui accennavo prima entra in sala, dietro al mixer e microfono alla mano, e dopo un intro di qualche minuto che ti apparecchia alla magia, un “Ah” di Jules I e già mi rendo conto che sì, per la prossima ora e mezza ondeggerò con il sorriso stampato in faccia, “Dub Files experience” dicono.
Ci si scatena così, tune dopo tune, pull up dopo pull up, in un’esibizione che vede gli artisti stessi sorridersi tra di loro, presentarsi cantando e passare la palla anche ai canterini locali come Shak outta Muiravale Freetown.
Quando le vibrazioni e le connessioni si incontrano con degli artisti del livello di Paolo Baldini e del DubFiles Team (Jacob, L.O. & Jules I outta Mellow Mood) la serata non può che nascere e finire con la sensazione che non vorrai ascoltare altro fino al loro prossimo live.
Questo è stato lo scorso 21 Maggio al CSA Intifada, la riconferma che in Italia si sta facendo del bene reale per questa scena, cercando di portarla sempre più al livello successivo, essere internazionale e di qualità e questo è lo show di Paolo Baldini e del DubFiles Team, diverse realtà artistiche legate fra loro che si intersecano e si incastrano creando sempre uno spettacolo degno di nota e che davvero non delude mai, che sia alla Dub Academy del Rototom Sunsplash o all’Intifada di Roma, artisti genuini ed un maestro d’orchestra impeccabile.

PODCAST 21 MAGGIO @ CSA INTIFADA:

Ma ad Astarbene non è bastato questo sabato sera, e così dopo poche (molto poche) ore di sonno ci siamo buttati giù dal letto, abbiamo buttato giù dal letto Mista Baldini e Mellow Mood e ci siamo diretti negli studi di Radio Kaos Italy per un’intervista speciale e una bella chiacchierata sul neo album “DubFiles at Song Embassy, Papine, Kingstone 6”.
Di questo vi lasciamo il podcast, il video integrale e una serie di bellissime foto, perchè è stata una cosa meravigliosa per noi e non potevamo non potarcene ricordo con qualsiasi mezzo che la tecnologia ci offre.
Questa è la storia di uno studio in valigia, di un documentario unico nel suo genere, di un album registrato in “buona la prima” grazie a “un condensato di eroi conosciuti nell’isola”, di un viaggio nella mother land di questa musica che tanto amiamo e di un gruppo di persone che in punta di piedi ha tirato su un progetto di grande ispirazione per chi, come noi, cerca di raccontare la musica in levare nel modo più veritiero possibile.

Give thanks and enjoy it!

Speaker: Simone Cello
Photo: Amparo Devizi
Video Editing: Ariela Assin & Paolo Piddu
Recording: Max Di Santo
Writing: Nene Gilli

aka ASTARBENE CREW

VIDEO 22 MAGGIO @ RADIO KAOS ITALY:

PODCAST 22 MAGGIO @ RADIO KAOS ITALY:


[Kaos Extra] Intervista agli Human Suit

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Gli Human Suit sono un progetto di musica elettronica a cavallo fra synth pop, industrial e trip-hop formatosi nella primavera del 2014 a Padova che vede alla voce e al basso Chiara Zanon, ai synth e alla programmazione Marco Agostini. Nell’autunno dello stesso anno vengono contattati da Scarlet Letter Productions con cui producono e registrano il loro primo album “Sublimation”. Le attività della band si focalizzano sulla creazione di atmosfere che spaziano da malinconici paesaggi notturni a esplosioni di rabbia, sempre con una grande attenzione per la ricerca e la cura dei suoni.
Di questo ed altro potrete ascoltare nell’intervista condotta da Giuseppe Negri e linkata qui sotto.

[Kaos Live Report] O.B.F Sound System & Sir Wilson @ Defrag – 04/03/2016

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Il 4 Marzo #Astarbene è andato al Defrag di Roma per il DUBOLOGY ACADEMY #14 // UNITED NATION OF DUB WEKENDER LAUNCH PARTY !

Noi abbiamo fatto una chiacchierata molto chillin’ con Rico outta O.B.F. Sound System (Francia) e Sir Wilson (Spagna), gli special guest della serata.
Abbiamo parlato di musica, di reggae culture, di influenze musicali, sound system culture, del lavoro di un artista dietro e sopra il palco, del doversi rimboccare le maniche per poter arrivare a dare alla scena il proprio contributo, perchè se le cose non ci piacciono bisogna spingere e prendere ogni insegnamento che la vita ti dà, con umiltà.

“It’s all about vibes and connection”

Ringraziamo All Tribes Sound e Dubass Sound System per averci ospitato ed averci dato la possibilità di conoscere questi due grandi artisti che, con il sorriso di chi crede nella forza delle buone vibrazioni, ci hanno raccontato la loro musica.

Speaker: Sealow
Video Editing : Ariela Assin & Federico Babusci
Photo: Amparo Devizi
from #Astarbene Crew

CANALE PODCAST: //www.radiokaositaly.com/artist/…
FOOLLOW US
https://www.facebook.com/astarbene/
//www.radiokaositaly.com/

[Kaos Interview] Heavy Time intervista “Mark Tremonti”

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Heavy Time intervista per Radio Kaos Italy uno dei migliori chitarristi a livello mondiale, stiamo parlando di Mark Tremonti, chitarrista dei Creed, Alter Bridge e Tremonti, progetto di cui parleremo oggi, soprattutto del nuovo album in uscita il 29 Aprile intitolato “Dust”. Buona lettura e buon ascolto a tutti!

(G = Giuseppe Negri, M= Mark Tremonti)

G: -” Ho già ascoltato “Dust” ed è un fantastico album, hai scritto tutti i brani da solo o con l’aiuto di Wolfgang Van Halen e degli altri?”
M: -” Io scrivo tutto il materiale originale e poi i ragazzi provano gli arrangiamenti e scrivono le loro parti.”

G: -” Dust potrebbe diventare facilmente un grande successo, superando anche il precedente album ‘Cauterize’, cosa provi ascoltando questo nuovo lavoro?”
M: -” Credo che sia un album con più energia, ha più parti progressive di chitarra, credo sia molto divertente. Cauterize era un album più scuro.”

G: -” Nel brano “Never Wrong” (tratto da Dust) ho trovato come un omaggio verso “Unchained” dei Van Halen nell’intro ed atre parti della strutta; è stato naturale o un omaggio volontario? Correggimi se sbaglio, ma ho notato questo dettaglio mentre ascoltavo il brano.”
M: -” Si, ho sempre notato come quel brano avesse un qualcosa di Van Halen, è un riff sulle corde del Sol e Si con un open Re che da quel tipico tocco e suono.”

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G: -” Molti considerano la band Tremonti un progetto secondario, ma io lo considero come il tuo personale progetto; cosa hai da dire a quelle persone che vi considerano un “Side project” non nel significato buono del termine.”
M: -” Beh sto esplorando e ci sto lavorando da cinque anni, ho messo cuore e anima e non può definirsi “Side Project”. La gente un tempo chiamava gli Alter Bridge così ed ora stanno andando benissimo; posso rimanere offeso da questo modo di dire.”

G: -” Verrete in tour qui in Italia e/o Europa?
M: -” Verremo in Europa a fine Maggio, non so quanto vicino verremo in Italia, ma lo faremo. Ora sono in piena modalità di scrittura per gli Alter Bridge, quindi non so di preciso quali saranno le date, ma controllate le date su internet per vedere quando verremo vicino da voi. Grazie mille ho apprezzato molto.”

Restate connessi sui nostri social media (Pagina facebook Radio Kaos Italy, Heavy Time – Radio Kaos Italy), nonché sul nostro sito, perché a breve verrà pubblicata la recensione del nuovo album “Dust” di Tremonti; intanto vi lasciamo con il loro nuovo singolo da cui prende nome il CD, ecco a voi Dust!

[Kaos Live Report + Interview]Hugo Race @Init 13/11/2015

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Ant De Oto di Tips!
@Init [Roma]
Venerdì 13 Novembre 2015

Hugo Race è uno di quei musicisti che hanno tanto da raccontare e trasmettere sul palco.
A maggio è uscito “The Spirit”, il suo ultimo album in studio, il tredicesimo inciso con la sua storica band “True Spirit” e in questo novembre è partito il suo tour europeo con ben sei date nella sua amata Italia.
Il cantante e chitarrista di Melbourne ha infatti vissuto diversi anni in Sicilia e ha collaborato con numerosi artisti italiani (Cesare Basile, La Crus, Sacri Cuori, ecc.), coinvolgendoli nelle proprie produzione o dando vista a veri propri progetti musicali (Hugo Race Fatalists).
Il nuovo disco “The Spirit”, prodotto dall’etichetta tedesca “Glitterhouse Records”, è stato ben accolto dalla critica e dal popolo del rock-blues italiano ed è in effetti un gioiellino: le atmosfere cupe e polverose della musica di Race emergono ancora una volta in tutta la loro pienezza evocativa, confermando il mix di qualità e di impatto emotivo presente fin dai primi album del songwriter australiano.
Il concerto comincia verso le 23, con il pubblico dell’INIT (peraltro ignaro dei fatti che stavano avvenendo il quel momento a Parigi) diviso fra gli amanti del blues e delle atmosfere cupe dei True Spirit e gli altri giunti per assistere al successivo concerto dei Flipper, storica band punk/hardcore californiana. Particolare da non trascurare , considerando che la performance di Hugo Race & True Spirit risulterà coinvolgente e fruibile anche per coloro che avevano fatto il loro ingresso all’INIT in attesa del secondo concerto.
Il live parte subito con la magia della voce baritonale di Hugo, accompagnato dall’inseparabile chitarra e da una sezione ritmica robusta ed efficace, composta da batteria (Brett Poliness) , basso (Chris Hughes) e occasionalmente dalle percussioni. Dall’altro lato, eccezionale il contributo dei due polistrumentisti Nico Mansy (chitarra elettrica e tastiera) e dell’italiano Michelangelo Russo, che stupisce il pubblico con tappeti e assoli a colpi di armonica, tromba, moog ed effetti.
La band propone un repertorio avvincente e mai noioso, dove il blues elettrico si sposa con estrema naturalezza con le sonorità dark e new wave, che hanno caratterizzato il percorso musicale di Race assieme ai Birthday Party e i Bad Seeds di Nick Cave (Hugo Race è stato membro di entrambe le band durante la prima parte degli anni 80).
Spiccano sicuramente il singolo “Elevate my love”con un giro di basso deciso che ricorda gli album di qualche anno fa di Barry Adamson (anche lui ex Bad Seeds), il blues graffiante e cadenzato della fantastica “Man check you woman”, il sound torbido di “Dollar quarter”, nonché le numerose citazioni e i brani del passato, macchiati di toni dark e krautrock (“Mushroom”, dei tedeschi Can)
In sostanza, un concerto che non ha affatto deluso le aspettative dei fan e che ha conquistato anche il pubblico di fede noise/punk che attendeva la performance successiva dei Flipper.
Hugo Race si diverte, presenta spesso le canzoni in italiano e si congeda dal pubblico con un sincero “Vi amo!”.
Dopo lo show l’abbiamo incontrato nel backstage per una breve intervista fatta in collaborazione fra TIPS e INDIELAND per Radio Kaos Italy.


(Ascolta l’intervista!)

INTERVISTA HUGO RACE @ INIT, ROMA
(A: Antonio De Oto; H Hugo Race)
A: Siamo qui, per RKI, ad intervistare Mister Hugo Race, dopo aver apprezzato il suo concerto. Allora, prima domanda: il tuo ultimo album è uscito nel 2015 (The Spirit, ndr) e hai prodotto numerosi album. Perché, al giorno d’oggi, le band non fanno uscire album ogni anno durante la loro carriera come, ad esempio, succedeva a cavallo degli anni ’60-’70?
H: E’ vero. Le band, un tempo, facevano uscire due o tre album all’anno. Credo che la causa sia dovuta alla quantità di musica prodotta nell’arco degli ultimi vent’anni. Oggigiorno ci sono molti artisti che hanno inciso talmente tanti album, molto più che negli anni precedenti, che c’è solo più musica; quindi penso che la gente sia satura e quando penso di andare ad incidere un disco devo chiedermi perché lo sto facendo, se sto facendo un buon disco e se sto veramente creando qualcosa di nuovo o mi sto solo ripetendo.
Infatti con l’album “The Spirit” ho impiegato sette anni prima di inciderlo perché cercavo un’ispirazione. Chiesi ai musicisti della band di comporre l’album insieme a me. E’ stata la prima volta per me fare una tale richiesta. In passato avrei scritto l’album e solo successivamente avrei richiesto i musicisti. Questa volta ho voluto creare una situazione più intima con la band. Così abbiamo lavorato per tre anni per far uscire questo progetto.
A: Qual è la linea che hai tracciato dagli anni ’80 ad oggi? Hai lavorato con molte band, The Wreckery, Dirtmusic, Fatalists, l’esperienza con Nick Cave.
Qual è il filo conduttore che hai seguito?
H: Penso che quando abbiamo iniziato a produrre musica, parlo anche a nome di band della scena musicale di Melbourne degli anni ’80, era perché pensavamo che la musica in quel momento storico non era abbastanza di qualità. Volevamo divertirci con il tipo di musica che volevamo ascoltare. Melbourne era una città molto isolata e non avevamo la possibilità di acquistare facilmente album da Londra, New York o Los Angeles, quindi abbiamo dovuto sviluppare le nostre idee. Parlo per me stesso, ma forse è vero anche per le altre persone che hanno lavorato con me nei Bad Seeds e della scena di Melbourne, abbiamo messo insieme tutto ciò che sapevamo del vero Rock ‘n’ Roll e del Blues.
A: Si, infatti, sulla scena erano presenti molte band…
H: Effettivamente c’erano due concetti diversi per quanto riguarda le band: a Sidney la radio trasmetteva il blues di Detroit, mentre a Melbourne ce n’era un’altra di cui la gente scrive libri e si cerca ancora di darle un nome.
Ora come ora, credo che avesse a che fare con il blues, nel senso di riportarlo all’entusiasmo primordiale di quel genere di musica che non proveniva dalla mente ma dall’anima.
Era questa l’idea!

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A: Ultima domanda in italiano per Radio Kaos Italy. Ti chiediamo, visto che hai vissuto tanto tempo in Italia e collaborato con grandi artisti, che noi apprezziamo molto, come Cesare Basile e Mauro Ermanno Giovanardi (La Crus), qual è il musicista italiano, se c’è, e quali sono i progetti italiani che ti hanno colpito in questi anni, che non hai conosciuto personalmente, ma con cui vorresti lavorare, che ti sono piaciuti e hai apprezzato particolarmente?
H: Difficile da dire. Come scrittore, come testi, io penso, personalmente, che Cesare Basile è molto forte. Non solo perché è un mio amico, ma perché lui è un uomo molto indipendente e segue la sua strada da sempre; perché ha prodotto cose meravigliose nel 1999 (Stereoscope, ndr), tanto tempo fa, e già sapeva esattamente cosa voleva fare. Ancora ascolto le cose che fa adesso. Infatti stiamo collaborando su alcune cose in questi giorni.
Dal punto di vista musicale, i Sacri Cuori mi hanno colpito moltissimo.
A: Tant’è che hai collaborato con loro per il progetto Fatalists.
H: Si. infatti ho iniziato a suonare con Antonio Gramentieri prima dei Sacri Cuori, eravamo amici e abbiamo suonato tanto. Poi lui ha fondato i Sacri Cuori, mentre riguardo il progetto Fatalist è stato costruito in maniera più organica.
Mi piace quello che fanno, nel senso che prendono un sacco di roba storica italiana mista con altre cose e sembra che indichi una strada per la musica italiana, magari in futuro. Nel senso di aprire la mente verso diverse forme di musica, perché se no fosse così la musica italiana rimane isolata, in Italia.
A: Noi di Radio Kaos Italy, siamo d’accordo con te su tutte queste tematiche anche perché cerchiamo proprio di supportare questo tipo di musica anche in Italia.
H: E’ molto importante. E’ una cosa importante da fare!
Traduzione: Azzurra Posteraro
Tecnico Audio, Post-produzione: Luigi Giannetti
Montaggio e simultanea: Simone Mercurio 
Intervista e live report: Ant De Oto

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