Giorno della Memoria: la musica e l’assurdità della guerra

0

giorno_della_memoria

Oggi è il Giorno della Memoria e chissà quanti articoli leggerete sul tema. Scrivere banalità su un tema del genere non è così difficile, quindi noi vogliamo ricordare con un linguaggio mai banale che per noi è il più naturale: la musica.

Anche se non è direttamente sull’Olocausto, “With God on Our Side” di Bob Dylan allude a quei “sei milioni”.

And then the second World War, it came to an end / We forgave the Germans and now we are friends / Though they / murdered six million, in the ovens they fried / The Germans now, too, have God on their side

“Auschwitz” di Francesco Guccini non ha bisogno di presentazioni.

Io chiedo come può un uomo uccidere un suo fratello / eppure siamo a milioni in polvere qui nel vento, in polvere qui nel vento…


“La casa delle bambole”, detta anche joy division, è il romanzo di un’ex-detenuto nel lager di Auschwitz che si firmava Ka-Tzetnik 135633. E “No Love Lost” lo cita:

Through the wire screen, the eyes of those standing outside looked in/ At her as into the cage of some rare creature in a zoo. (…) No life at all in the house of dolls./ No love lost, no love lost”.

Non c’è cosa più assurda della guerra. “Story of Isaac” è il brano di Leonard Cohen che lo afferma con forza.

And if you call me brother now / forgive me if I inquire, / Just according to whose plan?” / When it all comes down to dust / I will kill you if I must, / I will help you if I can.

Ed il menù della memoria è:
13:00 – KAOS LUNCH ———-> #musica #immortaliDelRock
15:00 – ALTA FEDELTA’ ———-> #LadySometimesRecord #top5 #ospiti
16:00 – 100° DI LIBERTA’ ———-> #creatività #trasmissione #radiofonica #scientifica
17:00 – FATTORE C ———-> #santilli #luigiScarano
18:00 – EL MONO ———-> #musica #latina
19:00 – ASTARBENE ———-> #virtus #rivelazione
21:00 – THE 5TH ELEMENT ———-> #hip #hop
23:00 – ATAUD ———-> #sonorità #scure #maledette

PETER HOOK AND THE LIGHTS @ATLANTICO LIVE

0

Mi ha lasciato sorpreso quel quasi sessantenne che ho visto suonare la notte del 18 Febbraio all’Atlantico, era Peter Hook con i The Light. Si può dire che il concerto abbia ripercorso la carriera del bassista di Manchester. In una prima parte il pubblico, rigorosamente in abito nero per l’occasione, ha rivissuto le cupe gioie classiche della prima band storica di Hooky: i Joy Division.
 
Le mura di suono distorte hanno investito il pubblico lanciandolo nella solitudine e nell’isolamento della Manchester dei Settanta. Solitudine che, a detta dello stesso Ian Curtis, fu allo stesso tempo maledizione e benedizione del gruppo: un isolamento che garantì originalità al sound della band. Tra i classici She’s Lost Control, Dreams Never End ed assente (giustificata) Love Will Tear Us Apart.
 
Quest’ultima canzone, legata al ricordo di Curtis regalò alla band il 13° posto nelle classifiche di vendita nel 1980 ed è stata anche valutata come singolo migliore di tutti i tempi nel 2002 da NME. La seconda parte del concerto é stata dedicata ai New Order, band nata dopo il suicidio di Curtis, con Hooky al basso, Bernard Sumner alla chitarra,voce e sinth, Stephen Morris alla batteria e l’aggiunta di Gilliam Gilbert al Piano. La band si è sciolta nel 2007 per poi riunirsi nel 2011 in assenza di Peter Hook che ha espresso tutta la sua tristezza e amarezza ai tabloid di mezzo mondo. Nella formazione dei The Light spicca Jack Beates figlio e bandmate di Peter e David “Potsy” Potts ex chitarrista dei Monaco, progetto parallelo a quello dei New Order.
 
La new wave anni ”80 ha fatto sognare un pubblico fatto prevalentemente di amanti del genere con classici come Blue Monday e Temptation. Hook ha stupito mostrandosi polistrumentista con basso a sei corde e diamoniche. In chiusura delle due ore di concerto (forse troppe per questo genere), come a rimarcare un’ appartenenza ad un passato glorioso, la band si è esibita con un bis di Transmission che ha fatto contenti tutti quelli che ballavano guardandosi le scarpe.
 
La mania dei Joy Division e della cultura musicale degli anni ottanta sta ancora mietendo vittime e adepti tra i giovani e continua a restare viva negli adulti. Il ritorno a questo genere di sonorità si sente anche nella musica di oggi e c’è anche un riscontro nell’outfit di ragazzi e non. Una luce accesa su un periodo e su genere: Long live the eighties, but longer to Joy Division and Peter Hook.

Andrea Silenzi