[Kaos Live Report] Public Service Broadcasting live @ QUIRINETTA – 12/03/2016

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I Public Service Broadcasting, duo di giovani londinesi con un look da “dandy” consumati, dichiarano di avere una missione: «insegnare le lezioni del passato attraverso la musica del futuro».
Il loro spettacolo audio-video nasce dall’utilizzo di “sample” tratti da vecchi spot e cortometraggi informativi commissionati dai governi USA e UK a partire dagli anni Quaranta e per tutto il periodo della guerra fredda, a cui si aggiunge tutta la strumentazione live composta da un set di basso, chitarra e batteria, più effetti elettronici e pad.
Recentemente hanno presentato il loro nuovo album “The Race For Space” (uscito lo scorso 2 febbraio per Test Card Recordings), con due show speciali presso il “National Space Centre” del Regno Unito seguiti da un lungo tour europeo, comprese le cinque date italiane.
Il Teatro Quirinetta è sold out. Tanta affluenza, forse dovuta anche al party after-show , con un pubblico un po’ chiacchierone ma tutto sommato attento.
Si parte un po’ in ritardo, alle 23:20 circa, il tempo di ordinare una birra e la band è sul palco iniziando a travolgere gli spettatori in un lungo viaggio spazio/tempo dove passato e modernità convivono in maniera paradossalmente “pacifica” e onirica.

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La tecnica dei musicisti non è strabiliante, le idee sono però freschissime, i sample audio (raramente comprensibili per il pubblico italiano) rendono le composizioni non banali e il tiro post-wave, con sfumature di elettronica e krautrock, della band è sicuramente coinvolgente. J. Willgoose Esq ( chitarra, banjo ed effetti), il bassista JF Abraham e ed il batterista Wrigglesworth suonano con piacere e si lasciano seguire nota dopo nota sullo sfondo dei bellissimi filmati d’epoca selezionati.
Salutano il pubblico più volte in modo divertito, utilizzando sempre un effetto per rendere le voci simili a quelle robotiche e quasi radiofoniche degli speaker dei filmati, ricordando anche le trasmissioni di messaggi fra astronauti e le basi NASA.
In effetti, il tema principale dello show, come accennato, è la conquista dello spazio e in particolar modo della luna, tema centrale durante tutta la guerra fredda (ripreso, con sonorità diverse, anche dai “nostri” YOUAREHERE nel loro ultimo album).
Il concerto giunge in modo fruibile alla conclusione e c’è spazio per un ricco bis e poco prima per l’acclamatissima “Go!”, penultimo singolo dei PSB uscito nemmeno un mese fa (23 febbraio).
La gente si diverte, c’è perfino chi balla e si lascia trasportare compiaciuto dal flusso di musica e parole.
Non male per questi giovani “dandy” post-moderni, che porteranno con loro a Londra sicuramente un bel ricordo del tour italiano e dalla data romana al Teatro Quirinetta.

Ant De Oto – Tips!

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[Kaos Live Report] Jon Spencer Blues Explosion live @ MONK CLUB – 11/03/2016

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Avete presente la potenza di Mike Tyson quando stendeva l’avversario con un singolo jab? E il fottutissimo tiro da 40 metri di Roberto Carlos che, nonostante la violenza dell’impatto, si insaccò con precisione assoluta scheggiando il palo alla sinistra di Barthez?
Ecco, se avete un ricordo più o meno nitido di queste prodezze sportive, potete iniziare a farvi un’idea di quello che è stato per noi il concerto al Monk Club della Jon Spencer Blues Explosion.
Proprio di questo si è trattato, di uno show in cui la potenza strumentale devastante si abbinava perfettamente ad un controllo del suono e della dinamica ancor più sorprendente. Mai qualcosa di eccessivo o fuori posto, mai eccessi di virtuosismo, mai un attimo di noia.
La “Blues Explosion” del trio newyorchese è apparsa subito evidente fin dall’inizio e c’era d’aspettarselo.
Nati nel 1990 dall’incontro fra Jon Spencer, Russell Simins (batterista degli Honeymoon Killers) e Judah Bauer, hanno all’attivo 11 album in studio e uno “live”, più diverse collaborazioni (remix ed EP usciti solo per il mercato giapponese).
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L’ultima fatica del trio è il disco “Freedom Tower” (2015), registrato presso i leggendari Daptone House Of Soul di Bushwick e mixato ad Harlem da un personaggio influente nel circuito hip-hop come Alap Momin (Dalek).
Il concerto è stato un flusso musicale continuo e impetuoso (pochi attimi fra la fine di un brano e l’inizio del successivo), un connubio costante fra le distorsioni ben calibrate delle chitarre (“Telecaster” per Bauer e l’immancabile “Zim-Gar” di Jon) e la batteria poderosa e minimale di Simins.
Il cinquantenne Jon Spencer si diverte e fa divertire, coinvolge il pubblico spesso e volentieri con la caratteristica voce effettata con l’inconfondibile “slap-back delay” e si abbandona insieme ai suoi compari a lunghi episodi di improvvisazione senza mai risultare prolisso o stucchevole.

In un concerto del genere c’è di tutto, spirito punk, chitarre blues, capacità tecnica degna dei migliori jazzisti e persino modernità funk e hip hop. Il risultato finale è stato circa un’ora e quaranta di storia del rock-blues sotto tutte le sue meravigliose sfaccettature, un’estasi di grinta e sudore, uno spettacolo carico di ricercata “violenza sonora” e di invidiabile personalità artistica che solo pochi “rocker” sanno ancora avere.
In effetti, sarebbe opportuno riflettere sul fatto che i JSBX sono inventori di questo peculiare sound e sono oggettivamente molto meno famosi di band come Black Keys e White Stripes (giusto per citarne due) che ne hanno seguito (in maniera più melodica e meno tecnica ma comunque sia encomiabile) le orme.
C’è poco da fare, “Blues Explosion” non poteva essere nome più adatto per descrivere il talento e l’attitudine “cazzuta” di questi straordinari ragazzacci di New York City.

Ant De Oto – Tips!
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[Kaos Live Report] Johnny DalBasso + The Bone Machine live @ Le Mura – 25/02/2016

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Il giovedì sera, quando piove e la settimana ha bisogno di un’altra giornata di sforzo per finire, prendi l’autobus e vai a Le Mura, dove ad aspettarti c’è quel rumore cattivo che punzecchiandoti i nervi te li distende.
Sul palco sale un ragazzo in bretelle che imbraccia la chitarra. Piede destro sulla cassa e sinistro sul rullante della sua batteria artigianale, Johnny DalBasso è pronto per un live importante, quello che presentare il suo album appena uscito, “IX”. Lo conosciamo bene noi di Radio Kaos Italy e anche questa volta ci ha fatto scatenare coi nuovi brani che già sappiamo a memoria. Poi, un conto è averlo ospite durante le trasmissioni, un altro è essere noi ospiti del suo habitat naturale dove il volume può alzarsi e gli strumenti possono essere picchiati in malo modo. Johnny è una vera furia ma sa come trattare il suo rock’n’roll che è energia ma anche delicatezza trasudata dal blues sempre presente e dalla sua voce sì graffiante, ma piena di passione.
Johnny DalBasso è una macchina da guerra e a noi piace tantissimo.

E se la serata è iniziata bene, non può che continuare al meglio con The Bone Machine, una band che non ha bisogno di presentazioni nella scena musicale romana nella quale si inserisce grazie ai suoi segni di riconoscimento: rockabilly, garage, blues impastati per dare vita ad un rock’n’roll divertente e insieme curato dal punto di vista tecnico. Neanche con i tre omaccioni in maschere da wrestler messicani si riesce a stare fermi e, se a parole ci portano “giù nell’inferno”, con i fatti ci dimostrano che siamo ancora sulla terra e che qui si fa della musica live eccezionale, anche nei giovedì di pioggia.