OPEN SPACE CLUB giovedì 21 in diretta dal BMS a San Lorenzo

OPEN SPACE CLUB si propone come spin-off di Open Space il programma di Radio Kaos Italy dedicato agli artisti, giovani, emergenti e indipendenti che spazia tra gli interpreti e i cantautori più interessanti del panorama nazionale passando per il teatro, il cinema e la televisione con un occhio sempre attento a tutto quello che accade nel web.
Ogni anno (da 6 stagioni) più di 250 artisti passano nel sabato pomeriggio di Open Space condotto da Vincenzo Santoro con Valentina Naselli nella vetrina più cool della capitale, quella di Radio Kaos Italy.
Da oggi li porteremo anche nei CLUB più esclusivi della Capitale.

📌 giovedì 21 Novembre h.22:00 dal Bms_sanlorenzo e in diretta su Radio Kaos Italy (www.radiokaositaly.com)

////////// SPECIAL GUESTS //////////
⭐️ RUVIO ⭐️
🎶 Larèt
🎶 micòl
🎶 Nò me
🎶 MahDoh
🎶 Tarsia
🎭 MERDA – Assaggi di Teatro
🎶 Montone (Il Faro Indie)
…e tante altre sorprese!

////////// PARTNER /////////////////
Bms_sanlorenzo
Radio Kaos Italy
Nufaco
Il Faro Indie
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Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/482356375820969/

Mercoledì 13 novembre parte la rassegna “Locanda D’Autore” a Morena (RM)

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Mercoledì 13 Novembre • “Locanda D’Autore”
a Locanda del gusto Live e su Radio Kaos Italy (www.radiokaositaly.com)
powered by Open Space
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Locanda del gusto Live
🍴Ristorante – Pizzeria – Live Music
📍 Via di Torre Morena 150 – Roma (www.locandadelgustolive.it)
🕰️ Apertura: dalle ore 19:00 (chiusura settimanale Lunedì)
☎️ Prenotazioni tavoli per cena: SOLO TELEFONICAMENTE al numero 06 7981 1240
🍔 Cena + concerto: dalle 20:00
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Prima serata della nuovissima rassegna “Locanda D’Autore” dedicato alla Canzone D’Autore.
Nella fantastica cornice della Locanda del gusto Live ascolteremo ogni mese 5 diversi nuovi cantautori selezionati tra i più interessanti del panorama attuale capitolino e nazionale.
5 Serate che daranno poi vita a due Semifinali e ad una Finalissima nel mese di Giugno.
Alla conduzione Vincenzo Santoro che ogni anno ospita tantissimi artisti nel sabato pomeriggio di Open Space nello studio/vetrina di Radio Kaos Italy.
A decretare i 2 vincitori della serata saranno una Giuria di Qualità e il Pubblico della Locanda del Gusto.
Radio Kaos Italy a fare da sfondo alla serata dando al Contest un ritmo incalzante e a chi è dovuto rimanere a casa la possibilità di godersi la diretta su www.radiokaositaly.com.
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Sul Palco questa sera:
🎶 Bale – Luca
🎶 Federico Di Carlo
🎶 Gerry Gherardi
🎶 Rachele Marinelli
🎶 Alessandra Rugger
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Special Guest: ** TBA **
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PARTNER:
Locanda del gusto Live
Open Space
Radio Kaos Italy
Nufaco
Impronte Records
Parodoi
Maqueta Records
Il Faro Indie
The Parallel Vision
Non è mica
Bellacanzone
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🔪 CUCINA
Sempre aperta per cena (durante e dopo i concerti)
Leggi il menù: www.locandadelgustolive.it

📍COME ARRIVARE
Uscita 21-22 del GRA Anagnina- Tuscolana 00173 Roma (RM), Procedi in direzione sudest da Via Anagnina verso Via Cinquefrondi, Svolta a destra e prendi Via dei Sette Metri, Svolta a destra e prendi Via di Torre Morena 150.

🅿️ PARCHEGGIO
Comodo parcheggio gratuito

SITO: www.locandadelgustolive.it
Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/2410121159225757/?active_tab=about

Radio Kaos Italy e Cherubini, il negozio-icona di strumenti musicali INSIEME…

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Mons e Vicky Merlino dj e producer, animatori del programma Mix Delirium in un innovativo live Dj set back to back dalle vetrine di Cherubini, il negozio – icona italiano degli strumenti musicali. I suoni elettronici e quelli della città si mescoleranno in un evento davvero unico powered by Radio Kaos Italy.

Vi aspettiamo alle 17:00 di sabato 9 novembre in via Tiburtina, 364

SAVE THE DATE / SAVE THE PLACE


Facebook Event:
https://www.facebook.com/events/2494946450785536/?active_tab=discussion

Cloud Nothings @Monk Club 15/02/2019

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Ritmo, frenesia, e – perchè no – pogo: il Monk ci offre un venerdì sera all’insegna dell’energia debordante dei Cloud Nothings, aperti alla grande dai  B.M.C. Big Mountain County

La band di Cleveland, creatura nata dalle turbe e dal genio del 28enne Dylan Baldi, irrompe sul palco vomitando rabbia e mettendo l’accento su quel senso di urgenza adolescenziale. E’ proprio questo punk-hardcore ribelle e urlato che caratterizza le tracce di Last Building Burning, ultimo lavoro della band, protagonista della prima metà del concerto. L’apertura garibaldina con Leave Him Now è il manifesto delle intenzioni bellicose della band, che si sublimano nella voce gracchiata e sofferta di Dylan nella splendida The Echo of the World. La complessità dei Cloud Nothings la si evince d’altro canto nella catartica Dissolution, pezzo lungo oltre10 minuti durante il quale la band pare prendersi una pausa per poi prodigarsi in un crescendo hardcore potentissimo. Il clima in sala è, manco a dirlo, elettrico, e il pubblico partecipa con trasporto anche quando entrano in gioco gli album precedenti a Last Building Burning.

La seconda parte del concerto decolla con le schitarrate più marcate di Now Hear In, e con la batteria di Jason Gerycz che si fa sempre più pesante quando si attinge dal magnifico Here and Nowhere Else, album del 2014 e prima grande conferma del valore di questo gruppo dopo l’esplosione del 2012 con Attack Memory. Da quest’ultimo e da Life Without Sound si riscontrano sonorità più leggere e melodie apparentemente spensierate, orecchiabili (come in Enter Entirely). Ma la voglia di sperimentare e provare qualcosa di diverso fa sì che si creino diamanti grezzi come quello rappresentato da Wasted Days, inno dalle sfumature noise e grunge di Attack Memory, e degno finale di un concerto che – credetemi – vola via in un batter d’occhio, tanta è la carica emotiva che scorre nell’aria.

Testo / Paolo Sinacore

Foto / Alessio Belli

Preoccupations @Monk Club 08/02/2019

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Tra i grandi classici di una serata tipo a Roma Est, l’attesa al di fuori della sala concerti del Monk permette sempre di perdersi fra piacevoli chiacchierate e gustosi cocktail, con simpatiche variabili: come venerdì 8 febbraio, ad esempio, quando nell’altra sala avremmo potuto approfittare e goderci il Festival di Sanremo. Offerta allettante, ma declinata: preferiamo aspettare le 23:30 e goderci un tipo di spettacolo, dal punto di vista musicale, diametralmente opposto.

I Preoccupations, nelle lore mise semplici e scaciate, tipiche del genere che rappresentano, affrontano il palco con apparente nonchalance e prepotenza, peculiarità delle tracce di Viet Cong, album d’esordio del 2015 e – all’epoca – nome del gruppo. L’apertura con Newspaper Spoons e la magnifica Continental Shelf mette subito in risalto la voce di Matt Flegels, che si trascina sofferta e graffiante, adagiandosi su un tappeto di schitarrate feroci. Nella parte centrale del concerto spiccano i pezzi dell’ultimo lavoro, New Material, dai tratti senza dubbio meno spigolosi dei loro esordi, con l’uso sempre più massiccio di tastiere e synth da parte di Daniel Christansen e soprattutto di Scott Munro.

In tal senso palese è lo stacco fra Disarray, in cui le sonorità degli Interpol sembrano prendere il sopravvento, rispetto alla successiva Bunker Buster, più urlata e ritmata, manifesto di un post punk più essenziale stile anni ’80. Memory è un pò l’inno del loro album di mezzo (Preoccupations), e spiana la strada per il gran finale sulle note di Death, traccia fiume (oltre 11 minuti) di Viet Cong, che ci accompagna idealmente all’uscita mentre lo scatenato Mike Wallace, indemoniato batterista, si abbandona al ritmo tanto ripetitivo quanto incessante da lui stesso imposto.

Ritroviamo Mike pochi minuti dopo al tavolo del merchandising, sempre a torso nudo, simbolo di quell’approccio disinteressato che distingue da sempre la band canadese. Al netto dei cambiamenti di nome e di stile, i Preoccupations restano una delle novità più interessanti degli ultimi cinque anni.

Testo / Paolo Sinacore

Foto / Alessio Belli

Tracklist

Newspaper Spoons

Continental Shelf

Espionage

Silhouettes

Antidote

Decompose

Zodiac

Disarray

Bunker Buster

Memory

March of Progress

Death

 

 

I Hate My Village @Monk 02/02/2019

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I HATE MY VILLAGE, ovvero  il nuovo progetto di Fabio Rondanini (CALIBRO 35, Afterhours), Adriano Viterbini (BUD SPENCER BLUES EXPLOSION), con la partecipazione di Alberto Ferrari (Verdena).

Dopo l’uscita del secondo singolo “#ACQUARAGIA ”, che anticipa il nuovo album, annunciano le prime date del Tour ecco la band sul palco del MONK: le foto di Gian Marco Volponi ci raccontano questa indimenticabile serata di musica!

Kiko Loureiro Trio Live al CrossRoads Live Club 02/02/2019

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Il mitico chitarrista dei Megadeth Kiko Loureiro arriva in Italia per uno show al CrossRoads Live Club che farà la gioia di tutti gli amanti del genere!

Kiko infatti si esibirà in un concerto con un trio d’eccezione. Oltre a lui alla chitarra, la line up sarà completata da Felipe Andreoli al basso (Angra) e da Bruno Valverde alla batteria (Angra). Kiko oltre che grande musicista e strumentista, è anche un compositore che ha saputo dimostrare come la fusione culturale tra stili musicali possa creare grandi cose. Sia con gli Angra che nei suoi brani strumentali attraversa il filone dell’heavy metal e del rock per arrivare alle radici più profonde della musica brasiliana passando per la fusion moderna, il tutto eseguito con i mezzi tecnici straordinari di un chitarrista in continua evoluzione e che non sembra aver mai esaurito la curiosità per sperimentare tecniche, generi e sonorità nuove.

Evento FB

The KVB @Largo Venue 27/11/2018

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La serata in zona Largo Preneste è fredda e umida, come non piace a noi. La situazione potrebbe fungere da deterrente per chi, indeciso, volesse uscire di casa. Eppure, col trascorrere dei minuti, il Largo Venue si riempie…

I KVB sono l’incentivo giusto per alzarsi dal divano e affrontare i primi geli dell’inverno capitolino. L’incedere rapido, causato dalla lunghezza non eccessiva dei loro brani e dai loro brevissimi intermezzi, ci aiuta a entrare ben presto nel giusto mood. Sensazioni che si adagiano sul tappeto musicale vagamente shoegaze (abuso mirato di delay alla voce) che la chitarra di Nicholas Wood e il synth e macchine di Kat Day intessono, abbinando il tutto alle immagini create dalla stessa Day e proiettate alle loro spalle.

Si parte con le title track dell’ultimo lavoro (Only Now Forever) e del primo (l’acclamata Always Then, anno 2012) e da lì si sviluppa un susseguirsi di brani tratti dal sopracitato album e dal penultimo, Of Desire, uscito appena 2 anni fa. Un trionfo wave ben rappresentato dal continuo movimento delle teste dei presenti, che seguono il ritmo imposto dal synth dell’affascinante Day. La romantica Violet Noon è una gemma che spezza in due lo show, mentre la sferzata di Night Games accelera ritmi e percezioni, senza più voltarsi indietro; Never Enough (splendida, simile a una versione sincopata di Always Then) è il viatico perfetto per finire con la martellante Above Us.
Il breve encore si chiude con la psichedelica Dayzed; la speranza è di rivederli presto nella capitale.

Setlist:

Only now forever

Always then

In deep

Afterglow

Awake

On my skin

Violet noon

White walls

Night games

Never enough

From afar

Above us

Here it comes

Dayzed

Testo: Paolo Sinacore

Foto: Alessio Belli

 

Ryoji Ikeda • Eklekto // music for percussion

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Uno spettacolo lontano dall’immaginario che ci ha fatto conoscere e apprezzare Ryoji Ikeda, pioniere della musica astratta e tra i maggiori esponenti della computer music contemporanea.

Nella prima italiana di “Music for Percussion”, in collaborazione con Eklekto, (gruppo di percussionisti nato a Ginevra nel 1974), Ikeda esplora un nuovo ambito musicale, abbandonando visual e elettronica per lasciare spazio alla sola purezza del suono fatta di composizioni minimaliste per corpo, triangoli, piatti, crotales e metalli.

Foto di Elisa Scapicchio

Nothing @Largo Venue 25/11/2018

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Il loro nuovo Dance On The Blacktop si è imposto – come da copione – come uno dei dischi dell’anno, così non vedevamo l’ora di farci sommergere dalle chitarre e il muro sonoro dei Nothig. Un concerto clamoroso, raccontato dalle foto di Alessio Belli.

 

Mudhoney @Largo Venue 22/11/2018

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I padrini del grunge sono passati per la Capitale, regalando al pubblico romano due ore di rock scatenato! Ecco le foto della nostra Francesca Romana Abbonato a raccontarvi questo live storico!

Lydia Lunch’s Big Sexy Noise @Wishlist Club, Roma 17/11/2018

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Una leggenda della musica sul palco del Wishlist Club di Roma: il racconto dello scatenato live di Lydia Lunch e i suoi Big Sexy Noise!

Ora, lungi da noi scrivere l’ennesimo articolo in cui si celebra – più che giustamente – la figura di culto di Lydia Lunch. Dai primi passi a fine anni ’70 con i Teenage Jesus And Jerks e Beirut Slump, passando per una prestigiosa e mai banale carriera solista in cui non sono mancate le prestigiose collaborazioni e le invasioni in altri campi (cinema e scrittura), Miss Koch è riuscita nell’ardua impresa di sopravvivere artisticamente alla stagione del punk/wave  erigendosi a figura di culto dell’underground più estremo e depravato. In tutte queste derive artistiche, spicca il suo progetto Big Sexy Noise in cui l’artista – accompagnata dai Gallon Drunk – da sfogo alla sua inesauribile anima rock-noise. Ma come dicevamo all’inizio: questo articolo ha un altro fine. Quello di confermare – qualora ce ne fosse bisogno – che Lydia Lunch dal vivo è più scatenata che mai.

L’inguaribile ribelle dark sale sul palco passate le 23:00, con fidata bottiglia di vino bianco al seguito. Un caloroso applauso la accoglie e viste le dimensioni del locale, il calore e l’affetto del pubblico riesci a farsi quasi concreto. Ian White si posiziona dietro i piatti e James Johnston – dopo qualche “aggiustamento” all’amplificazione – è pronto a inondare il pubblico con la sua furia chitarristica.

Il carisma e la mimica della Lunch sono ancora magnetici e la sua performance vocale non sfigura mai, fondendosi al muro di distorsioni e riff dei musicisti. Dopo aver riempito il calice, la Lunch terminata ogni esecuzione, si concede a parecchi scambi con i presenti: da un malcapitato fotografo sotto palco ad alcune fan euforiche a qualche metro da lei.

Canzone dopo canzone, boato dopo boato, questo live ci ricorda – anzi, ci conferma – che una delle poche vere figure di culto femminili del rock (e non solo) è più viva che mai. Come queste foto dimostrano chiaramente…

Foto di Francesca Romana Abbonato

Testo di Alessio Belli

In Vino Veritas: Venerdì 19 il Set di Mons DJ / Radio Kaos Italy

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Questo venerdì 19 Ottobre Radio Kaos Italy si sposta per una imperdibile serata ad In Vino Veritas!

Durante la serata  Mark Thompson Ashworth & Mons’ Mix Delirium ci allieterà con la sua musica dallo stile che varia dalla minimal elettronica al teatro e avremo il piacere di conoscere i ragazzi de ‘il Ventriloco’ la rivista di Trastevere. Una serata unica nel suo genere dal coté peculiare e internazionale. Il tutto in diretta su RKI. Ci vediamo a In Vino Veritas.

This Friday, October 19th we will have the pleasure of having our friends of Radio Kaos Italy as guests. During the evening Mons (a Genoese electronic performer based in Rome and Greece) will cheer us with his peculiar style music among electronic minimal sounds and theater, and we will have the pleasure to meet the guys of ‘the Ventriloco’, the Trastavere district Magazine. An evening with a unique ad international taste. All live on air on RKI. See you at In Vino Veritas.

CHE FAMO? Cultura ed Intrattenimento in un Festival per Roma

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Dal 4 al 7 Ottobre CHE FAMO? al Circolo Arci Monk Cultura ed Intrattenimento in un Festival per Roma

Dopo il successo della serata di inaugurazione alla Casa del Cinema di Villa Borghese del 9 settembre, torna CHE FAMO? fusione di eventi serali d’avanguardia che animerà il Monk nella prima settimana di ottobre (da giovedì 4 a domenica 7). CHE FAMO? è reso possibile dall’entusiasmo dell’American University of Rome e dalla loro consapevolezza dell’importanza che l’innovazione culturale ha per la città di Roma. Ed è proprio l’innovazione culturale la protagonista di tutte le serate.
L’idea nasce dalla volontà di dare una risposta alla domanda che ricorre nelle serate romane con un’offerta unica di contenuti di qualità. L’obiettivo principale del progetto è quello di valorizzare tutti gli aspetti dell’industria creativa italiana, analizzando il “dietro le quinte” e offrendo nuovi spunti di riflessione al pubblico. CHE FAMO? è, quindi, sia uno spazio di intrattenimento sia un’occasione di far Cultura, analizzando attraverso gli occhi degli esperti di settore tutti i processi creativi e artistici che si celano dietro alla realizzazione di un contenuto. CHE FAMO? mira a costruire una piazza artistica nella capitale allettante soprattutto per i giovani, ma aperta anche a un pubblico più vasto interessato a una fruizione culturale d’avanguardia. L’accesso agli eventi e a tutte le iniziative sarà gratuito. Ne è ideatore il giovane staff di Quindici19, festival di cortometraggi ormai affermatosi con le sue quattro edizioni a livello internazionale.


Dal 4 al 7 ottobre CHE FAMO? si trasferisce al circolo Monk di Roma (via Giuseppe Mirri 35), luogo ideale per fondere insieme Arte, Cultura, Media e Intrattenimento in uno spirito di commistione di generi e background diversi. All’insegna della condivisione e del dinamismo culturale infatti, le quattro serate ottobrine saranno animate da iniziative dai connotati eterogenei l’una rispetto all’altra, sempre con la volontà di mostrare l’eccellenza di ogni settore come fil rouge. Il tutto si svolgerà su un’ampia varietà di eventi, dall’esecuzione live alle proiezioni, dai dibattitti con gli esperti agli incontri con gli artisti emergenti. Ogni serata sarà animata dai musicisti selezionati da Cheap Sound, media partner dell’evento. Tra i performer che scalderanno l’atmosfera rappresentando la discografia indipendente italiana, possiamo annoverare: gli Orator Fit, i Cathartic Method, Cesare Blanc, Osso di Seppia e True Sleeper. Inoltre, Radio Kaos Italy porterà il pubblico nel vivo del mondo radiofonico, con Dj Set e Dirette che riempiranno le serate. Luzy L e il Poppe Party concluderanno le serate di venerdì e sabato. Ma gli ospiti non si fermano qui. Saranno presenti anche Giancarlo De Cataldo e Riccardo Tozzi per introdurre la proiezione di “Romanzo Criminale”, Roberto Faenza per presentare il suo film “Un Giorno Questo Dolore ti Sarà Utile” e i The Jackal per raccontare la loro esperienza cinematografica in “Addio Fottuti Musi Verdi”. A chiudere la rassegna cinematografica ci sarà la pellicola francese recentemente premiata con il premio del pubblico al Torino Film Festival, “A Voce Alta – La Forza della Parola”. In più, giovani artisti esporranno le loro opere e si dedicheranno a live painting per intrattenere il pubblico e molto altro ancora. CHE FAMO? non ha ancora finito di stupire. I numerosi ospiti protagonisti dei panel di approfondimento, tra cui Massimo Bray e i ragazzi ideatori del fenomeno web “Socialisti Gaudenti”, verranno annunciati più avanti, sui canali social dell’evento. Questo è CHE FAMO?, il dietro le quinte della creatività.

PROGRAMMA NEL DETTAGLIO

📌 Giovedì 4 Ottobre 2018
> dalle h20.00
Live Music: Orator Fit
Panel: Massimo Bray; Socialisti Gaudenti
> 21.00 Screening: Un giorno questo dolore ti sarà utile (con Roberto Faenza – Jean Vigo)
Dj Set: Mons Dj Mix Delirium

📌 Venerdì 5 Ottobre 2018
> dalle h19.00
Live Music: Cathartic Method
> 20.00 Screening: Romanzo Criminale (con Giancarlo de Cataldo e Riccardo Tozzi – Cattleya)
Dj Set: Luzy L

📌 Sabato 6 Ottobre 2018
> dalle h20.00
Live Music: Cesare Blanc
Panel: Il dietro le quinte dell’industria discografica italiana (gli ospiti saranno annunciati in seguito)
> 21.00 Screening: Addio Fottuti Musi Verdi – Cattleya (con i the JackaL)
> 24.00 Dj Set: POPPEparty

📌 Domenica 7 Ottobre 2018
> dalle h19.00
Live Music: True Sleeper; Osso di Seppia
> 21.00 Screening: A voce alta (Wanted Cinema)
Dj Set: Mons Dj Mix Delirium

Media Partner:

Cheap Sound, Radio Kaos Italy, Wanted in Rome, MyMovies

INGRESSO RISERVATO AI SOCI TESSERATI ARCI 2018-2019
MONK – Circolo Arci
www.monkroma.it
Via Giuseppe Mirri, 35 – ROMA

ACCOUNT SOCIAL:

Facebook:https://www.facebook.com/CHEFAMO2018/
instagram: https://www.instagram.com/che_famo/

Ufficio Stampa

Simonetta Poltronieri +39 3341791456 simonetta@quindici19.com
Benedetta Barbano +39 346 2877891 pressoffice@quindici19.com

 

Pomezia Light Festival: al via la II° edizione!

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DAL 21 AL 23 SETTEMBRE

POMEZIA LIGHT FESTIVAL

II EDIZIONE

VERSO UN FUTURO PIÙ SMART E LUMINOSO

La sollecitazione percettiva martellante e continua ci ha abituato alla convivenza con più schermi, con sovrapposte informazioni, frammentate e generate da diverse fonti, all’oscillazione continua tra elementi di realtà e virtualità. Si manifesta un’esigenza di uscire dallo schermo per forzare i suoi limiti, distribuirsi nello spazio, integrarsi con una teatralità ambientale e performativa”.

A. Balzola, P. Rosa, L’arte fuori di sé

La città come non l’avete mai vista: giochi di luce che interagiscono con il pubblico, palazzi abbandonati che rivivono con nuovi colori, proiezioni che catapultano lo spettatore in dimensioni diverse spingendolo a guardare quello che lo circonda con occhi nuovi.

È Pomezia Light festival, la manifestazione di light art, organizzata da Opificio in collaborazione con il Comune di Pomezia, che torna per la sua seconda edizione dal 21 al 23 settembre.

Un festival fortemente legato al suo territorio che punta sulla necessità di riappropriarsi della relazione con lo spazio cittadino.

27 artisti di cui 8 internazionali, oltre 15 interventi artistici, 1 chilometro e mezzo di percorso per oltre 1000 metri quadrati di luce, una sezione dedicata agli artisti under 35 finanziata dal bando Siae SILLUMINA, più di 50 universitari e liceali al lavoro: tre giorni in cui Pomezia sarà invasa da opere artistiche multimediali, digitali, luminose, selezionate tra una rosa di artisti che hanno risposto alla Call for Artist indetta lo scorso novembre.

Tema di questa edizione è la Smart City, ovvero la città intelligente e ideale che già gli intellettuali e architetti del Rinascimento immaginavano, ipotizzando un luogo in cui l’armonia e la bellezza dell’architettura si sposassero con la lungimiranza del governo politico e la vita associata della comunità civica, fondendo insieme estetica, funzionalità e ideali. Pomezia Light Festival aspira a tutto questo esplorando l’argomento attraverso l’arte e la cultura.

Le opere del festival ridisegneranno le strade della città, neutralizzando ogni distanza tra artista e fruitore, entrambi attori protagonisti sul terreno comune dello spazio urbano.

L’obiettivo è produrre arte sul territorio, per il territorio, con la cittadinanza, arrivando a generare un intervento di rigenerazione urbana, ovvero azioni di recupero e riqualificazione del patrimonio edilizio preesistente. L’effimero che diventa permanente.

Il Light Festival torna ad illuminare Pomezia – dichiara il Sindaco Adriano ZuccalàDopo il successo dello scorso anno rilanciamo con artisti italiani e internazionali che trasformeranno la Città in un moderno museo a cielo aperto, con opere, performance, installazioni digitali e luminose. Coniugare cultura, arte, turismo e nuove tecnologie è una sfida che Pomezia può vincere: è per questo che siamo orgogliosi di organizzare e ospitare un festival delle luci dal sapore europeo. Un evento che vogliamo diventi un appuntamento annuale per il nostro territorio e che crediamo possa coinvolgere sempre di più cittadini, turisti, attività commerciali e strutture ricettive”.

Oltre 20mila presenze, 4 masterclass, 30 artisti con 14 operazioni artistiche diffuse sul territorio. Questi i numeri della scorsa edizione del festival che quest’anno ha voglia di crescere ancora anche attraverso la conquista di un pubblico internazionale.

Pomezia – è la convinzione degli organizzatori – lo consente: è una città moderna ma con una storia importante; è uno snodo viario fondamentale per gli spostamenti nella Regione; è il polo industriale più importante del Lazio, settimo comune come popolazione; è una sede universitaria e ha strutture urbanistiche che si prestano efficacemente alla realizzazione di interventi estetici luminosi.

Pomezia Light Festival si articola in tre sezioni: AroundTheCity, dedicata a interventi sulla città quali digital performance, live media performance, video teatro, video installazioni, installazioni luminose, light art, light design, digital art; EyesUpTower, tesa a raccogliere esclusivamente proposte di video mapping o live mapping sulla Torre Civica, fiore all’occhiello di Pomezia; e FunAtBeach, sezione dedicata alle live performance, con un occhio di riguardo per AV performance, live cinema, VJing.

Tra le novità più attese di questa edizione il musicista e compositore Gabriele Marangoni, direttamente da Ars Electronica, il prestigioso festival e laboratorio di sperimentazione permanente su arte, tecnologia e società con sede a Linz, in Austria, che destabilizzerà il pubblico del Pomezia Light Festival con il live-set elettroacustico “RED NOISE”, sul tema del collasso. La performance è arricchita dai visual dell’artista Ai Di Ti (Angela Di Tommaso): nei suoi lavori ama mixare vari elementi tecnologici in una continua ricerca volta all’abbattimento dei limiti estetici nell’opera d’arte digitale. Nelle sue opere troviamo riferimenti a politica ed attualità, in una chiave estetica fatta di distorsioni e manipolazioni estreme del reale, senza rinunciare alla satira e all’esaltazione propria dell’era digitale.

Sempre sul tema del collasso, inteso come “possibile cedimento” della città ideale, è il progetto “COLLAPSE” realizzato in collaborazione con Alma Artis Academy, l’Accademia della Belle Arti di Pisa. Verrà allestito uno spazio e un laboratorio che elabori questo tema, attraverso gli strumenti performativi audiovisivi, nella convinzione della necessità di formare figure professionali non più riconducibili alla categoria tradizionale dell’artista ma specialisti chiamati a interagire con un nuovo universo tecnologico e scientifico, consapevoli delle conseguenze culturali e sociali del loro agire in quanto progettisti multimediali.

Pronta per stupire è l’installazione “FALLEN CHANDELIER” dell’artista tedesco Tilman Küntzel, un’opera ricca di suoni e immagini che ricreano, tramite un lampadario caduto, un’atmosfera inebriante e molto luminosa. Riprendendo il Kintsugi, usanza giapponese per cui un oggetto rotto viene riparato con l’oro, l’opera è un gioco di luci melodico che, attraverso i suoni, dà vita ad uno spettacolo unico nel suo genere.

Il pubblico sarà poi messo alla prova con “PKK” (Proiezione Kon Kinect), realizzata dall’Associazione HackLab Terni. Grazie all’utilizzo di un doppio sensore a raggi infrarossi, gli spettatori possono partecipare attivamente alla realizzazione di un’opera attraverso i soli movimenti del corpo. Altro progetto interattivo è “I+I=III” del collettivo Crono (Federico Cecchi e Andrea Daly): un “termometro” che registrando la frequenza delle presenze degli spettatori modifica le luci in base ai partecipanti generando un’esplosione di colori.

Per vedere con occhi diversi una città, ecco il tour virtuale della “SCATOLA DEL VENTO” realizzato dal duo FanniDada (Fanni Iseppon e Davide Giaccone): un viaggio a tappe in cui le immagini si modificano grazie a una bicicletta autoalimentata con batterie e pannelli solari.

Luoghi della città come non li avete mai visti grazie a “SPACE DISLOCATION” di Nerd Team, duo estone composto da Jari Matsi e Judith Parts. Insieme ridanno vita a edifici scolastici inanimati e spogli, riempiendo di colore e luce il grigio delle pareti e il vuoto delle finestre, aggiudicandosi il titolo di “Frankenstein del Pomezia Light Festival”.

Vita diversa anche per la Torre civica della città, trasformata dall’abilità di Vj Alis, alias Alice Felloni: suoni sperimentali e colori futuristici si fondono in un viaggio attraverso il tempo, la mente e la prospettiva di “PROSPECTIVA MENTIS”.

Per riflettere sulla percezione del tempo e la continua ricerca di equilibrio, ecco “SHISHI ODOSHI” di MEDIAMASH STUDIO (Luca Mauceri e Jacopo Rachlik); mentre “#intervalli@plf.mov” di Francesco Elelino e Rakele Tombini esplora attraverso videoproiezioni il mondo del linguaggio televisivo. “NEUTRO” di Simone Sims Longo affronta il concetto di non appartenenza. Attraverso geometrie che si evolvono nel tempo e nello spazio, l’artista traduce questa la classica riflessione shakespeariana (“Essere o non essere”?) in immagini e suoni utilizzando diverse tecniche video.

Già ospite della prima edizione, Tommaso Rinaldi aka High Files presenta “FLANEUR”, ovvero un uomo alla ricerca delle bellezze della sua città. Con uno sguardo al futuro, come un eroe decadente dei romanzi del D’Annunzio, Rinaldi si lancia all’incessante ricerca del bello, di strutture e spazi che suscitino emozioni positive.

Ritornano per questa nuova edizione anche Marco Di Napoli con “ART&NEON”, grazie all’ausilio della stampa digitale e di tubi neon sagomati riproduce quadri luminosi e il duo formato da Andrea Mammucari e Biancamaria Centaroli, con “LUMEN-CODE: BIANCO”, ispirati dal tema della Smart City realizzano un’istallazione e uno spazio con lampade led a basso consumo. L’artista Faber Sorrentino per la sua opera s’ ispira idealmente al ritratto di Tiziano concependo “TRITTICO”: tre rilievi che raffigurano un vecchio, un uomo adulto e un ragazzo che rappresentano rispettivamente il passato, il presente e il futuro. “L’EVOCAZIONE” dell’artista Carlo Flenghi richiama immagini oniriche non solo per il titolo ma anche per il suo allestimento: tentacoli illuminati, luci mobili, pendenti, spilli da cucito bianchi che creano l’illusione di tante piccole lucciole. L’opera, è ispirata ai capolavori dello scrittore statunitense Howard Philips Lovecraft e pone l’attenzione sul problema critico dell’inquinamento marittimo.

Non solo arte digitale ma anche pittura tradizionale con il progetto artistico Controllo Remoto. Le opere che verranno presentate sono realizzate con colori e spray acrilici mediante l’uso di stencil e proiezioni e sono il risultato di una fase progettuale in cui le immagini vengono elaborate con programmi informatici. Infine il progetto fotografico “SEVEN MILLIONS” di Fabio Mignogna e l’opera “ALVEUS NC” di Vito Marco Morgese, alias Seed, in cui si alternano giochi di ombre e light show glitch.

Un festival che vive di notte ma che non rinuncia alle ore diurne, dedicando ampio spazio a incontri, workshop e masterclass suddivisi in modo da coprire tutte le fasce d’età, con il coinvolgimento di esperti, studiosi e artisti. Fulcro delle attività lo smart village, la struttura che ospita gli incontri e allo stesso tempo una piazza in cui scambiare conoscenze ed esperienze.

I relatori degli incontri sono: Stefano Lentini, affermato musicista impegnato in colonne sonore per cinema e televisione, l’unico compositore italiano insieme ad Ennio Morricone ad essere rappresentato negli Usa da “The Gorfaine/Schwartz Agency”; Anna Maria Monteverdi, una delle più grandi esperte di digital performance e video teatro in Italia; Carlo Infante, changemaker, docente freelance di Performing Media, progettista culturale, fondatore di Urban Experience e scenarista per la resilienza futura; Daniela De Angelis, docente presso il Liceo Artistico Roma 2, svolge attività di ricerca e studio nel settore dell’arte contemporanea, ambito nel quale ha pubblicato scritti e cataloghi, in particolare sul Novecento; Roberto Renna docente presso l’Istituto di Stato per la cinematografia e la televisione, ha lavorato in Rai occupandosi di repertorio di spettacolo leggero ed è stato è stato redattore della rivista Poliscritture. Ha fondato con altri Opificio.

Gli organizzatori: chi c’è dietro Pomezia Light Festival

Opificio nasce in una scuola. Forse non in una scuola qualunque ma una scuola, l’Istituto di Stato per la cinematografia e la televisione Roberto Rossellini. Tutto è iniziato con un laboratorio sulla creatività dal nome Officina, ancora attivo. La convinzione è stata fin da subito quella di produrre comunicazione al di fuori dei circuiti consueti e con risultati che, già allora, potevano misurarsi col mondo delle professioni. Opificio è un collettivo che esplora linguaggi, tecniche, teorie, pratiche produttive, con l’avidità di chi vuole conoscere e capire ma con la barra fissa su un punto: non scostarsi mai da un’etica che è condizione indispensabile per la creazione dell’opera d’arte contemporanea. Perché ciò sia possibile due sono le vie: lo studio (Opificio arriva da una scuola) e il lavoro (si va verso il mondo). L’obiettivo è l’indipendenza, artistica, filosofica ed economica.

La II° edizione del Pomezia Light Festival è realizzata grazie al contributo di E.on energia, Floranapoli, Menarini e APA – Associazione Pomezia Albergatori. Partner culturali della manifestazione sono IISS “R. Rossellini” di Roma e Alma Artis Academy. Il Festival aderisce inoltre al network Zoohanna, Urban Experience, Museo Civico Archeologico Lavinium, Sistema Museo, ToBe Srl, Ciù Ciù, Rete d’Impresa Pomezia Centro e Blooming Festival.

Ore 21.30 | Accensione delle opere | ingresso gratuito

Per partecipare agli incontri è richiesta la prenotazione gratuita su www.pomezialightfestival.it

CONTATTI

www.pomezialightfestival.it

https://www.facebook.com/PomeziaLF/

Encore Festival: arriva la terza imperdibile edizione!

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Encore Festival è giunto alla sua terza edizione, ma così bello non lo è stato mai!

Due giorni di musica, sport, danza e cultura nella splendida cornice di Prato Giardino. L’idea di spostare la location dell’evento è nata dal desiderio di restituire Prato Giardino a Viterbo e ai Viterbesi. Infatti il parco dedicato alla memoria di Lucio Battisti negli anni passati è stato più volte teatro di manifestazioni musicali e non solo. Tuttavia prato in questi ultimi anni è stato abbandonato a se stesso, trascurato ed è diventato piazza di spaccio.

Gradualmente le famiglie hanno smesso di frequentare Prato Giardino perchè ritenuto pericoloso. Con questo evento vogliamo riavvicinare i ragazzi e le loro famiglie ad uno dei simboli della nostra bellissima Città! L’evento inizierà entrambi i giorni alle quattro del pomeriggio circa e terminerà intorno alla mezzanotte. Come detto precedentemente non sarà un evento esclusivamente musicale ma abbiamo studiato il tutto con l’obbiettivo di renderlo accattivate per ogni. Ci sarà un zona dedicata esclusivamente al cibo, dove potrete trovare un offerta ampia e dove le realtà gastronomiche sono tutte chicche locali di grande qualità.Ci sarà una zona dedicata ai più piccolini, dove farli giocare in sicurezza e in tranquillità.

Questo il nostro programma:

7 SETTEMBRE | 16.00-01.00 

Dalle ore 16/19 si svolgerà l‘Holi Color Party, in collaborazione con gli amici dell’ Holi beach party che da ormai qualche anno colorano le spiagge di Montalto, creando un’atmosfera unica e molto divertente

Achille Lauro

Frankie hi-nrg mc

Quentin40

CLIED x SOME (Row Season)

Metz

8 SETTEMBRE | 16.00-01.00

Coma Cose

Generic Animal

PeterWhite

LE ORE

Joe D. Palma

VOLTA

Delta

Studio Illegale

Timido 

Alle 20 circa interverrano i The Pills, dove ci parleranno un pò di loro, dei loro progetti e di attualità.

Pass two day 20€

Venerdì 15€

Sabato 10€

GRATIS SOPRA I 40 ANNI E SOTTO I 13 ANNI!

Acquista il tuo abbonamento / biglietto online e salta la fila al botteghino!

Link evento:

Ariano Folkfestival 2018: un’altra edizione indimenticabile!

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Ci fischiano ancora le orecchie: per la musica (bellissima) che abbia ascoltato in questi giorni all’Ariano Folkfestival , per le interviste con gli artisti, per le chiacchiere e le risate scambiate con lo staff e tutti i presenti.

Oramai per noi di Radio Kaos Italy l’Ariano Folkfestival è uno degli appuntamenti fissi più belli della nostra annata radiofonica e anche questa volta mentre scriviamo questo post c’è un pò di tristezza per la fine, ma tanta felicità per aver presto parte a questi giorni indimenticabili. Qui trovate le nostre foto e i nostri podcast e video con tutti i live e le interviste: giusto per non soffrire subito d’astinenza! Al prossimo anno!

 

 

 

[Kaos Live Report] Siren Fest 2018: la magia continua

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L’estate corre in fretta e con essa ogni evento sembra iniziare e finire in un vortice di emozioni che spesso non si fa in tempo ad assaporare. Solo dopo qualche giorno con la razionalità e il distacco si riesce a fare un’analisi complessiva. Il Siren Festival rientra nell’elenco delle cose belle da vivere per gli appassionati di musica nella nostra penisola.

Quinta edizione per una realtà che ogni anno muta la propria pelle in un crescita esponenziale per proposta musicale e profilo internazionale in un Paese in cui la vera vittoria spesso è la continuità dei progetti. Credo proprio sia questa la più grande virtù di questo festival che in 5 anni ha creato, aiutato anche dalla bellezza di Vasto, un’oasi felice a cui tornare con cadenza fissa. Dal punto di vista quantitativo questa edizione è stata probabilmente la più ricca e descrivere dettagliatamente gli oltre 30 live è impresa ardua in poche righe. Non è mancata ovviamente la qualità, ma proviamo ora a dare cronaca di quanto visto in questo piacevole week-end.

DAY 1

Arrivo a Vasto nel primo pomeriggio e il mio primo contatto con il festival è la performance dei The Rainband sul palchetto del Siren Beach. Il sole scotta e il live è un po’ ristretto nella sua durata, tuttavia il brit-style di questa band è piacevole e scanzonato. Buona la prima. Si avvicina il tramonto e mi dirigo nel centro storico della cittadina. Verso le 19:30 nella bella cornice dei Giardini di Palazzo d’Avalois aspettiamo sul prato verde l’esibizione di Neil Halstead, cantautore inglese noto come fondatore di Slowdive e Mojave 3. Accanto all’attività in gruppo intraprende una carriera da solista che lo porta ad incidere 3 album da solista. Nella sua esibizione al Siren propone quasi interamente il suo ultimo lavoro ormai datato 2012. Voce limpida e chitarra acustica rimandano alla bellezza del folk inglese degli anni d’oro e a tratti viene da pensare a Nick Drake. Pausa sigaretta ed è la volta di Ryley Walker. Dico subito che per me questo era uno dei live più attesi in programma, ma con rammarico devo ammettere la mia delusione. Il cantautore di Chicago sale sul palco con un trascurabile outfit, ma questo ovviamente non è indicativo. Walker ha all’attivo due dischi meravigliosi, a prima impressione mi pare ubriaco e farnetica cose senza molto senso, capisco poi che più che alticcio sembra svogliato quasi snob. Suona da dio, per carità, ma nel suo live manca quell’intensità che davo per scontata. Insomma delusione ma riconosco che le mie aspettative in lui erano davvero molto alte.

Ore 21: la meraviglia. Main stage in Piazza del Popolo…..Slowdive.

Palco minimalista senza la scenografia che ha caratterizzato il tour, al centro una tastiera con un cigno nero in gomma. Fumo, tanto fumo e sul nero che domina scena e abiti della band appare in rosso Rachel Goswell come una dea del lago. La forma fisica non è più quella di una volta ma la voce è quella ammaliante di sempre, una voce che per troppi anni è mancata. 21 anni infatti erano passati prima di “Slowdive”, lavoro discografico con cui sono ritornati nel 2017. Si parte con “Slomo”, brano evocativo ed etereo che dà solennità perfino all’eclissi lunare in corso in questo venerdì sera. Un’ora e mezza che rapisce e si chiude con la meravigliosa Golden Hair (cover di Syd Barret). La mia conclusione in poche parole è che puoi apprezzare gli Slowdive quanto vuoi ma sarà sempre poco fino a quando non vedrai un loro live. Dopo un breve ritorno alla realtà, giusto il tempo di raggiungere il cortile del Palazzo d’Avalos, i Lali Puna accendono le loro macchine. Il duo tedesco fonde bene beat avvolgenti e un vocale delicato e malinconico. Atmosfera di sicuro impatto. All’appello sotto la voce Italia risponde la presenza di Cosmo. Che il Cosmotronic tour stia sbancando in ogni sua data, che i suoi concerti siano coinvolgenti e anche visivamente accattivanti sono dati incontestabili, ma per quanto mi riguarda non sono annoverabile tra i suoi fans e dopo gli Slowdive la mia serata va avanti sulla scia delle emozioni lasciatemi dalla band inglese. A chiudere la serata i live set di Mouse On Mars, che picchiano davvero forte con la loro techno farcita di kraurock, e quello più danzerccio dei 2manydjs che si spingono quasi fino all’alba.

DAY 2

Breve capatina in spiaggia, facce stanche e poca forza nelle bracciate, capisci subito chi la notte prima ha tirato fino a tardi. Ci si rigenera tra mare e drink analcolici e ci si proietta al pomeriggio.

Dalle 13:00 alle 18:30 live al Siren Beach. Al tramonto invece nel centro storico simpatico live dei Vanarin, progetto bergamasco dai caratteri funk e melodie pop che introducono la seconda serata del Siren. Si comincia a fare sul serio quando sul main stage arriva Colapesce, che della scena indie italiana è sicuramente un dei massimi esponenti. La setlist un po’ ridimensionata pesca soprattutto nell’ultimo album “Infedele”, il live è curato in ogni suo dettaglio sia nella scenografia che nell’abbigliamento. L’apice di questa serata e probabilmente dell’intero festival è stata secondo me l esibizione dei dEUS. Non li vedevo dal vivo dal secolo scorso e devo dire che l’energia è sempre la stessa. Tom Barman sul palco è davvero a suo agio e la qualità della band è davvero sublime sia su disco che nei live. Impatto sonoro preciso e potente. Anche la setlist è perfetta, cosa non scontata quando alle spalle hai una carriera lunghissima. Pezzi datati intervallati da pezzi più recenti ma sulle note di “Constant Now” io tocco il cielo.

Questa seconda serata è decisamente rock, più fisica, è più istintiva della precedente, dopo i dEUS tocca ai Bud Spencer Blues Explosion. Adriano Viterbini è uno dei migliori chitarristi italiani e per poco più di un’ora si scatena sul palco facendo urlare e stridere le sei corde con un energia invidiabile e virtuosismi vorticosi. Una decisa e convinta conferma per una delle band italiane più interessanti.

Ore 00:15 tutti in Piazza del Popolo. Sul palco c’è la storia. Ci sono i P.I.L. C’è soprattutto Jhonny, il marcio bad boy, giovane chierichetto dei Sex Pistols che nel ’78 è diventato uno dei sacerdoti della new wave. Ragazzi miei ho visto molti concerti ma la potenza del muro di suono creato dai P.I.L. è stato qualcosa di sconvolgente. Il basso tirava pugni forti in petto e vibravano anche le cartilagini di orecchie e naso. Impressionante. Certo Johnny celebra la sua liturgia new wave acconciato con panciotto e camicia nera ma non si scappa dalle proprie origini e il punk ritorna a ogni fine brano quando, dando le spalle al pubblico, sorseggia whisky, fa gargarismi e sputa tutto sul palco. Johnny il marcio è sempre lui anche con panciotto e occhiali da signore di mezza età. Ti chiedi come possa un uomo così e con quel curriculum essere ancora vivo, lui invece vivo lo è davvero e la sua voce è imponente, certo si lamenta del caldo italiano ma sudando all’inverosimile canta da dio. Il pubblico è impressionato, gli urla contro. Verso la fine mitragliata di energia con This Is Not A Love Song e Rise in sequenza e lì percepisci l’incombenza della storia. Anche questa seconda giornata si chiude con le danze. Ivreatronic, collettivo fondato da Cosmo di cui lui stesso fa parte, accompagna tutti fino all’alba in un clubbing all’aria aperta. Unica nota dolente è stato il forfait dei Toy, band britannica vittima dello sciopero dei voli Ryanair.

DAY 3

Finiscono tutte le cose, finisce anche questa quinta edizione del Siren Festival. La chiusura, con tradizione consolidata, è affidata al concerto della domenica nella suggestiva location della Cattedrale di San Giuseppe. La fila per l’ingresso comincia alle 12:30 e va bel oltre l’orario programmato visto il ritardo con cui si spalancano le porte della chiesa al pubblico che come pellegrini attende sotto il sole. Finalmente si entra e come nelle migliori celebrazioni religiose Nic Cester e la sua band entrano percorrendo la navata della cattedrale. “Sono felice di essere qui perché mia madre mi diceva spesso che assomigliavo a Gesù Cristo” . Esordisce cosi il buon Nic con un italiano impeccabile e parte con i brani di “Sugar Rush”, suo meraviglioso primo album da solista, datato 2017.Il concerto è intenso. Soul e blues mixati egregiamente e profilo vintage autentico.A far da contorno certo c’è anche una band di musicisti superlativi tra cui Adriano Viterbini e Sergio Carnevale dei Bluvertigo.

Finisce così, nel migliore dei modi e con un bilancio decisamente positivo anche questo 5 anno.

Si ritorna tutti a casa aspettando il prossimo luglio.

Di Antonio Cammisa

[Kaos Live Report] Little Steven and the Disciples of Soul@Villa Ada Roma Incontra Il Mondo 17/07/2018

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Musicista, attore, speaker radiofonico: Steven Van Zandt aka Little Steven è soprattutto una persona votata anima e corpo alla causa del rock e il concerto romano di Villa Ada ce lo ho dimostrato ancora una volta!

Quando si parla di un live di Bruce Springsteen la prima cosa a cui si pensa è la durata dallo show: è nella storia del rock la capacità del Boss di abbattere concerto dopo concerto i record di durata. Ora, pensate che il suo fidato chitarrista della E Street Band Steve Van Zandt aka Little Steven sia da meno? Ovviamente no! Il musicista infatti è salito sul palco del Villa Ada Roma Incontra Il Mondo qualche minuto prima delle dieci – e senza un attimo di pausa!!! – non ha abbandonato il palco prima di mezzanotte e mezza! Fatevi due conti, sopratutto nell’ottica dell’età non proprio giovanissima di Little Steven. Ma si sà, queste personaggio vivono di musica e lo dimostrano ogni volta concedendosi senza risparmiare una goccia di passione ed energia.

Little Steven una volta sul palco viene accolto dal boato e il calore del pubblico presente (che non manca di salutarlo spesso con il nome di Silvio, riferendosi al suo personaggio leggendario nella serie delle serie, ovvero i Soprano) e stessi applausi vanno ai suoi Disciples of Soul. Tra le sezione di fiati, percussioni, tastiere, chiattarre e coriste, ogni brano è irresistibile e trascinante. Steven non è solo un musicista: è anche un attore e tiene il palco con i suoi movimenti, soprattutto con la mimica facciale e la gestualità della mani. Ci tiene a raccontare e spiegare la genesi di molti bran prima di eseguirla, parlano di connessioni, rock e altre serie tv di Netflix – la sua Lilyhammer – senza annoiare o scendere del retorico. In tutto questo come dicevamo, mando in estasi il pubblico (tra cui abbiamo avvistato un divertito Roberto D’Agostino) con due ore e mezza di canzoni, tra cui ho apprezzato soprattutto la versione di Out of Control degli U2 negli abbondanti bis.

Nell’attesa di rivederlo sul palco (o magari anche sullo schermo) con il compagno di battaglia Bruce, questo live a Villa Ada è stata un’altra serata indimenticabile, piena di sincera vitalità, passione e rock. Direi può bastare, no? Queste intanto sono le foto della serata!

Foto – Francesca Romana Abbonato

Testo – Alessio Belli

 

Setlist:

Sweet Soul Music

(Arthur Conley cover)

 

Soulfire

(The Breakers cover)

 

Lyin’ in a Bed of Fire

 

The Blues Is My Business

(Etta James cover)

 

Love on the Wrong Side of Town

(Southside Johnny & The Asbury Jukes cover)

 

Until the Good Is Gone

 

Angel Eyes

 

Under the Gun

 

Some Things Just Don’t Change

(Southside Johnny & The Asbury Jukes cover)

 

Standing in the Line of Fire

(Gary “U.S.” Bonds cover)

 

I Saw the Light

(Little Steven cover)

 

 

Salvation

(Little Steven cover)

 

The City Weeps Tonight

(Little Steven cover)

 

Down and Out in New York City

(James Brown cover)

 

Princess of Little Italy

 

Ride the Night Away

(Jimmy Barnes cover)

 

Bitter Fruit

(Little Steven cover)

 

Forever

I Don’t Want to Go Home

(Southside Johnny & The Asbury Jukes cover)

 

Out of Control

(U2 cover)

 

Out of the Darkness

(Little Steven cover)

[Waiting For] Siren Festival 2018: inizia il conto alla rovescia!

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Inizia oggi il conto alla rovescia per uno degli appuntamenti ormai imperdibili dell’estate sonora italiana: ancora 10 giorni e si aprirà il sipario del Siren Festival 2018 giunto alla quinta edizione!

La cornice immutata sarà come sempre la splendida cittadina di Vasto, che da piccolo borgo noto per le vacanze tranquille si è guadagnato in 5 anni anche l’etichetta di meta fissa per gli appassionati di musica della penisola italica. DNA concerti anche quest’anno ha saputo mettere insieme una line up eterogenea che colpisce non solo per gli headliners ma anche per le nuove proposte più o meno note. Saranno quattro giorni anche per questa edizione, dal 26 al 39 luglio, saranno giornate piene in cui trovare il tempo per un tuffo non sarà semplice se non si vuol perdere neanche uno degli artisti presenti. 5 palchi, 30 live, infatti mettono a dura prova la resistenza di un pubblico sempre piacevole che nel corso degli anni ha fatto si che il festival rappresenti uno degli eventi più piacevoli e fruibili dell’intera estate.

Se dovessi citare la caratteristica del Siren che più soddisfa i miei gusti musicali direi senza dubbio è la scelta di rispolverare gloriose band degli anni 90 nel corso degli anni (es. Arab Strap lo scorso anno su tutte). Quest’anno da segnalare il ritorno in italia della storica band Public Image Ltd capitanata da quel sacerdote della new-wave che che risponde al noma di John Lydon (o “Rotten” quando aveva ancora i denti marci e suonava punk in una band dalla discreta fama chiamata Sex Pistols). Non meno altisonante è la presenza degli Slowdive, da considerare come i veri apripista della scena shoegaze internazionale. Terzo gradino del podio di questa line up (per me forse primo a dirla tutta) è occupato dai dEUS, storica band belga che, come dicevo in precedenza, rappresenta degnamente la gloria degli anni 90 e che nella propria discografia annovera “The Ideal Crash”, per raffinatezza non è secondo a nessuno. Presente anche la Germania al Siren con due formazioni: Lali Puna e Mous on Mars. Particolarmente fascinosa è la presenza di Ryley Walker, ammaliante cantautore americano e live di sicuro impatto.

A questi nomi imperdibili segue una lunga lista di artisti non meno importanti: i nostrani Bud Spencer Blues Explosion, Colapesce, Cosmo e davvero molti altri. Cito in ultimo la presenza dei TOY, giovane band britannica davvero molto interessante. L’attesa sta quindi per finire e la musica sta per cominciare. Anche questa edizione sarà sicuramente una conferma per consensi e partecipazione perché il Siren è una realtà che ormai sembra più consolidata che mai.

60 euro + d.p. abbonamento venerdì e sabato

75 euro + d.p. abbonamento venerdì e sabato + Siren Beach (ven/sab/dom)

www.ticketone.it – Bit.ly/SirenFestival18_Tickets

info: www.facebook.com/sirenfestival e www.sirenfest.com

www.sirenfest.com

Di Antonio Cammisa

Villa Ada – Roma Incontra Il Mondo: gli artisti di questa settimana!

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GLI ARTISTI DELLA SETTIMANA DAL 9 AL 15 LUGLIO

11 LUGLIO CAPITAN CAPITONE (aka DANIELE SEPE) E I FRATELLI DELLA COSTA + EPO

12 LUGLIO BUD SPENCER BLUES EXPLOSION

13 LUGLIO WASHED OUT

14 LUGLIO CHINESE MAN

15 LUGLIO CALIBRO 35

E tanti altri concerti gratuiti al D’Ada Park

Dalle ore 21.30 i concerti nel main stage (area a pagamento)

Dalle 20.30 alle 21.30 i concerti nel D’Ada Park + after show da mezzanotte (area gratuita)

 

 

Alcuni tra i più interessanti artisti italiani e internazionali si passano il testimone nella settimana dal 9 al 15 luglio sul palco di Villa Ada – Roma incontra il mondo. Si inizia lunedì con il padre del punk italiano, Giovanni Lindo Ferretti; proseguendo martedì con i Pinguini Tattici nucleari, mercoledì la ciurma Capitan Capitone e i Fratelli della Costa; giovedì i Bud Spencer Blues Explosion.

Venerdì 13 luglio direttamente dagli Stati Uniti arriva per l’unica data italiana Washed out, il 14 i dj francesi Chinese man, mentre i Calibro 35 chiudono domenica la settimana.

Punto di riferimento per il mondo della musica alternativa in Italia, Giovanni Lindo Ferretti torna a Roma lunedì 9 luglio “A cuor contento”. Il concerto ricalca i tour precedenti nella forma ma non nella sostanza. Ferretti torna a raccontarsi esclusivamente con le canzoni del suo repertorio solista e quelle dei CCCP, Fedeli alla Linea e C.S.I. con una nuova scaletta che comprende anche qualche brano tratto da “Saga, il Canto dei Canti”, ultimo album pubblicato da Sony Music.

Sul palco con lui i due fedeli compagni di viaggio Ezio Bonicelli e Luca A. Rossi, entrambi componenti degli Ustmamò, ad assicurare alle canzoni una nuova – e fedele – veste elettrica.

Continuano anche i concerti sul palco del D’Ada park, a partire dalle 20.30, con Mr. Milk e nell’aftershow con Toretta Stile, caleidoscopico viaggio nella musica Dance. I Djs Luzy & CorryX, con le loro selezioni musicali, conducono il pubblico in un viaggio attraverso gli anni 60, 70 e 80. Il tutto accompagnato dai filmati “cult” di VJ Birozzetto.

Il loro nome nasce da una birra artigianale, i Pinguini Tattici Nucleari, band bergamasca che negli ultimi anni si è fatta conoscere e apprezzare da un pubblico giovane e sempre più vasto, sono i protagonisti del main stage di Villa Ada martedì 10 luglio. Ad animare il pubblico del D’Ada park ci pensano i Cernit alle ore 20,30: così come il Cernit può essere composto con diversi colori, senza che questi si mescolino tra loro formando un’unica forma, il compito più difficile del quartetto romano è quello di amalgamare le loro diverse influenze musicali.

Si prosegue mercoledì 11 luglio con Capitan Capitone (al secolo Daniele Sepe) e i Fratelli della Costa. Un collettivo, o meglio una ciurma, che raccoglie le migliori lame di Napoli contemporanea. Mostrano le diverse anime musicali di una città ricca e prosperosa di note come il capoluogo campano: il rock, la canzone d’autore, il jazz, il funk, il punk, il reggae, il rap e di tutto di più. Arrivano al grande pubblico con le canzoni “Le Range Fellon” e “L’ammore ‘o vero”. Nel loro ultimo disco “Capitan Capitone e i Parenti della Sposa” raccontano il matrimonio del celebre capitano con una signorina di buona famiglia, in un conflitto tra la downtown e la uptown che promette puro divertimento. Ad aprire il concerto gli EPO, protagonisti di una “trionfale” campagna di crowdfunding su Musicraiser per la realizzazione di due lavori indipendenti, uno dei quali attualmente in lavorazione con Roy Paci nel ruolo di Co-produttore artistico e musicista e con gli archi di Rodrigo D’ Erasmo.Ad anticipare i concerti del main stage al D’Ada Park arrivano gli Espada, gruppo di Buenos Aires fondato da Giacomo Gigli; mentre dalla mezzanotte sale sul palco Dj Evis Delmar. Apriranno il 17 luglio a Londra il concerto dei Jet, ma prima si esibiranno giovedì 12 luglio a Villa Ada Roma incontra il mondo. Sono i Bud Spencer Blues Explosion, freschi del successo del loro ultimo album “Vivi Muori Blues Ripeti” (Tempesta Dischi). Un disco urgente e vitale, dedicato alla vita, alla sensualità e al viaggio, incentrato su un linguaggio semplice, maturo e diretto. In tour, il duo alt-rock formato da Adriano Viterbini e Cesare Petulicchio è accompagnato da Francesco Pacenza, al basso e alla voce, e Tiziano Russo, alle tastiere e alla voce, per un appuntamento live di grandissimo impatto. Raccontano così la nascita del loro ultimo successo: “In Australia un amico ci ha fatto notare sulla valigia di un musicista l’adesivo ‘Eat Sleep Blues Repea’, da qui l’idea di utilizzare questo titolo, rivisto a modo nostro. Noi siamo gente semplice, siamo una band istintiva che vive di urgenza. Questo album parla di vita, di morte e di amore ed è un disco sexy, perbacco, noi siamo pronti a questo viaggio”.

Sul palco gratuito del D’Ada park arriva alle 20,30 John Canoe, trio surf/garage rock di Roma e tra i pochi italiani ad aver suonato allo Sziget Festival di Budapest; mentre nell’after show tornano i Groove Party del giovedì targati Sweat Drops. Sul main stage in programma venerdì 13 luglio l’unica data italiana di Washed Out alias Ernest Greene. La sua musica è un sogno che spinge la mente a vagare in un altro stato dell’esistenza. Arrivato al successo con il suo album d’esordio “Within and Without”, in vetta alle classifiche americane e inglesi, oggi è tra i nomi più influenti dell’elettronica mondiale. Sul palco del d’Ada Park anteprima assoluta di “Humae”, nuovo lavoro marcatamente ambient del collettivo marchigiano Decomposer che vedrà la luce nel prossimo autunno. Colonne sonore, psichedelia ed elettronica si fondono in un’unica esperienza sonora.I singoli “Get up” e “I’ve Got That Tune” li hanno resi celebri in tutto il mondo. I Chinese Man sono allo stesso tempo un gruppo di dj francesi hip hop e un’etichetta discografica che non ha bisogno di presentazioni. Attualmente in tour per presentare il loro ultimo disco “The Journey” sono pronti a far ballare questo sabato il pubblico di Villa per una serata indimenticabile tra hip hop, reggae ed elettronica. Sul palco gratuito del D’Ada Park la serata è quella di Welcome to the jungle.

I Calibro 35 chiudono in bellezza la settimana domenica 15 luglio con il loro disco strumentale “Decade”, con cui festeggiano i dieci di attività. Decade più che una celebrazione è una time capsule, in cui la band ha inserito tutti gli elementi di cui si è composta la loro storia finora, per volgere lo sguardo in avanti. I Calibro 35 sono una delle poche band indipendenti italiane ad aver costruito un percorso progressivo e duraturo in ambito internazionale, vantano inaftti collaborazioni con stelle della musica internazionale come i Muse, Jay Z e Dr. Dre  Al D’Ada Park i Nohaybanda! presentano il loro terzo omonimo album. Duo composto da Fabio Recchia ed Emanuele Tomasi, fondono l’elettronica con il math-rock mantenendo però le dinamiche e l’interplay del jazz contemporaneo. Oltre ai numerosi concerti, le rive del laghetto ospitano come ogni anno un programma culturale variegato e multidisciplinare, accessibile a tutti e in una convinta logica no profit. Si ripete l’esperienza vincente del D’Ada Park, l’area del Festival ad accesso gratuito che ospiterà concerti, dibattiti, incontri, presentazioni di libri, esposizioni artistiche, proiezioni cinematografiche, corsi di formazione e laboratori per bambini.

Dal giovedì al sabato l’appuntamento è con i workshop e le pillole formative di Fusolab: degustazione di vini, djing, live performance e la realizzazione di saponi e detergenti naturali si alternano dalle ore 19 alle 21.Per i più giovani, l’associazione “Il Giardino di Lulù” continua con il suo centro estivo dal lunedì al venerdì con attività sportive, giochi, teatro, musica, escursioni a cavallo e laboratori. Domenica 15 luglio inizia poi l’appuntamento settimanale con l’Ada Circus: dalle 17 alle 20 artisti di strada e circensi coinvolgeranno il pubblico nei loro spettacoli. Villa Ada – Roma incontra il mondo è il più grande evento dell’estate romana, che si svolge sulle rive del laghetto fino al 10 agosto sotto l’egida di Dada srl e ARCI Roma, all’interno del programma dell’Estate Romana promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale e realizzato in collaborazione con SIAE.

CALENDARIO IN AGGIORNAMENTO

9 LUGLIO GIOVANNI LINDO FERRETTI 10 LUGLIO PINGUINI TATTICI NUCLEARI 11 LUGLIO CAPITAN CAPITONE (aka DANIELE SEPE) E I FRATELLI DELLA COSTA + EPO 12 LUGLIO BUD SPENCER BLUES EXPLOSION 13 LUGLIO WASHED OUT 14 LUGLIO CHINESE MAN 15 LUGLIO CALIBRO 35 17 LUGLIO LITTLE STEVEN AND THE DISCIPLES OF SOUL 18 LUGLIO DOBET GNAHORÈ (NELSON MANDELA INTERNATIONAL DAY) 19 LUGLIO GOGOL BORDELLO 20 LUGLIO MEZZOSANGUE 22 LUGLIO NEW YORK SKA JAZZ ENSEMBLE + SHOTS IN THE DARK 23 LUGLIO KRUDER & DORFMEISTER 24 LUGLIO GORAN BREGOVIC 25 LUGLIO NITRO 26 LUGLIO ORCHESTRACCIA 27 LUGLIO CAPO PLAZA nuova data  28 LUGLIO TEDUA 29 LUGLIO NICOLA VICIDOMINI 31 LUGLIO HUUN HUUR TU 1 AGOSTO MINISTRY 2 AGOSTO STEFANO SALETTI e BANDA IKONA 3 AGOSTO IOSONOUNCANE + PAOLO ANGELI 4 AGOSTO OTTO OHM

VILLA ADA ROMA INCONTRA IL MONDO

VILLA ADA
via di Ponte Salario 28 – Roma

#VillaAda2018

Dalle ore 9 servizio ristoro e centro estivo per i più piccoli e dalle 18 stand e area “relax” e ristorazione” nel D’Ada Park (area gratuita)

Dalle ore 21.30 a 00.30 concerti main stage (area a pagamento)

Sito web: www.villaada.org

Facebook: https://www.facebook.com/VillaAda.Fest/

Instagram: https://www.instagram.com/villaadafest/

INFO PER IL PUBBLICO:

Mail: info@villaada.org

Telefono 06 41734712

(attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 11 alle ore 16)

(attivo dalle ore 16 alle ore 21)

Capitan Capitoni (aka Daniele Sepe) e i Fratelli della Costa – 11 luglio

Biglietti in prevendita: 10€ + d.d.p.

Bud Spencer Blues Explosion – 12 luglio

Biglietti in prevendita: 12,00 + 1,50 €

Prevendite: goo.gl/gJq5pB

Washed Out – 13 luglio

Biglietti in prevendita: 12,00 € + d.d.p

Prevendite: https://bit.ly/2u82uS7

Chinese Man – 14 luglio

Biglietti in prevendita: 20,00 + 3,00 d.d.p.

Prevendite: goo.gl/Mm35Nt

Calibro 35 – 15 luglio

Biglietti in prevendita: 15,00 + 1,50 d.d.p.

Biglietti al botteghino: n.d.

Prevendite: goo.gl/Ev8yFG

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[Kaos Live Report] Simple Minds @Roma Summer Fest 03/07/2018

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Una band leggendaria per un concerto indimenticabile: ecco come è andato il live dei Simple Minds al Roma Summer Fest presso l’Auditorium Parco della Musica

Tornati di recente sulle scene con il loro nuovo disco di inediti Walk Between Worlds, i Simple Minds anche nella loro versione live si confermano in splendida forma. Capitanati come sempre da un trascinante Jimmy Kerr, la band scozzese ha inframezzato brani dell’ultimo lavoro ai suoi classici immortali, fornendo una mix che ha mandato in visibilio fin da subito la gremita Cavea dell’Auditorium. Tutti subito sotto il palco per lasciarsi trascinare dai battiti trascinanti dei brani, eseguiti da una formazione live in grande spolvero: Ged Grimes al basso, la polistrumentista Catherine Anne Devies (aka The Anchoress), Gordy Goudie alla chitarra, una clamorosa Cherisse Osei alla batteria e lo storico chitrarrista Charlie Burchill accanto al compagno di tante battaglie (musicali) al microfono.

Si inizia con Waterfront e subito Kerr deva ricambiare l’affetto dei tanti fan appostatisi di corsa sotto il palco. Subito dopo tempo di grandi hit, a cui nessuno del pubblico può rimanere indiferrente: Let There Be Love (da Real Life), Hunter and the Hunted e Promised You a Miracle: queste ultime due tratte del disco-capolavoro New Gold Dream (81,82,83,84). Si va avanti senza pause e il frontman mostra anche un’ottima conoscenza dell’italiano, parlando con fierezza – e sincerità – di quanto sia soddisfatto del lavoro fatto con l’ultimo disco. Brani immediati e potenti come l’esecuzione di Summer dimostra. Ma come dicevamo non mancano i classici, ecco così tutto la Cavea impegnata a cantare ogni parola di Mandela DaySomeone Somewhere in Summertime, portando il live verso l’esplosione finale di Don’t You (Forget About Me). Bis importanti e ultimo caloroso abbraccio del pubblico romano ai Simple Minds: una band storica che nonostante gli anni non smette mai emozionare e farci divertire. Non è cosa poco vero?

Setlist:

Waterfront

Let There Be Love

 

Hunter and the Hunted
Promised You a Miracle
Mandela Day
The American

 

 

Someone Somewhere in Summertime
Summer

 

 

Walk Between Worlds

 

Once Upon A Time

 

All the Things She Said

 

Dolphins

 

Let the Day Begin
(The Call cover)

 

 

Don’t You (Forget About Me)

Encore:

 

See The Lights

 

Alive And Kicking

 

Sanctify Yourself

[Kaos Live Report] Rancore “Musica Per Bambini”|Murubutu @IFEST 30/06/2018

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 Huntress D, Murubutu e Rancore per il gran finale dell’IFest al Parco Nomentano: ecco come è andata!

L’IFest chiama e il pubblico di Roma risponde. Sabato sera è andata in scena l’ultima trionfale serata a tema hip-hop e dire che è stato un successo è dir poco. Pubblico a vista d’occhio, euforia incontenibile e una serie di performance notevoli. Ad aprire le danze al Parco Nomentano Huntress D, giovane rapper attiva già da un paio di anni che ha scaldato l’atmosfera – già calda sotto molto aspetti – in tutti i sensi. Dopo di lei, uno dei nomi di riferimento del rap “alto” italiano: ovvero Murubutu! Professore di giorno e rapper di notte, fedelmente accompagnato dai fedelissimi compagni di Kattiveria (Il Tenente, U.G.O., DJ T-Robb), Murubutu ha regalato al pubblico romano l’ennesima performance intensa e sentita, con il giovane pubblico intento ad accompagnarlo a voce alta in ogni sua strofa. Da Grecale a I Marinai Tornano Tardi, energia ed emozioni senza un attimo di sosta.

Dopo questo peso massimo, giusto un pò di pazienza ed ecco Rancore pronto ad incendiare il palco dell’IFest, presentendo dal vivo per la prima volta, a pochi metri da casa sua, il Tufello, il nuovo – bellissimo – disco, Musica Per Bambini. Un evento sentito e molto atteso a cui il giovane rapper romano ha risposto nel migliore dei modi, concedendo ogni briciolo della sua passione. Alle sue spalle, la fidata Orquestra: l’avevamo conosciuta nel Ghoosebumps Show ed eccolo ancora incappuciata e schierata dietro al nostro rapper, a tenergli testa nel migliore dei modi. Pubblico presente ovvimente in estasi, intento ad accogliere a suon di boati sia i brani storici sia quelli del nuovo lavoro. L’iniziale Underman è un’entrata in scena esplosiva, come lo sono tutte le esecuzioni di Musica Per Bambini: una su tutte, la giù cult Arlecchino. Non sono mancati gli ospiti/amici/colleghi di Rancore: Murubutu (insieme faranno la poetica Scirocco), Danno (per Poeti estinti), Dj Mike (immancabile per l’esecuzione del brano per eccellenza del rapper, ovvero S.U.N.S.H.I.N.E. e il suo fratello oscuro D.A.R.K.N.E.S.S.

Non mancano i momenti parlati (per nulla retorici o banali, anzi) in cui Rancore racconta, confessa e presenta alcuni aspetti delle sue canzoni. Questo Pianeta è il congedo da una serata indimenticabile all’insegna del rap d’autore: chiusura migliore per l’IFest non si poteva chiedere. Alla prossima.

Foto di Alessio Belli

[Kaos Live Report] Spiritual Front / Ministri @Villa Ada Incontra il Mondo 29/06/2018

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Spiritual Front e Ministri: una doppietta live indimenticabile per la rassegna Villa Ada Incontra Il Mondo.

Tornanti alla grande con il nuovo album Amour Braque, gli Spiritual Front si confermano una garanzia anche dal vivo. La mitica formazione romana – amatissima anche all’Estero, come il tour appena annunciato conferma – dopo la data tutta smithsiana di qualche settimana fa all’Ex Dogana, riabbraccia il suo numeroso pubblico anche nella data di Villa Ada Incontra Il Mondo. Simone Salvatori, magnetico come sempre, con la sua voce e chitarra ci porta nelle affascinanti e oscure lande dalla musica degli Spiritual Front, degnamente accompagnato dalle sferzate elettriche di Francesco Conte. Per la gioia dei Childrens Of The Black Light presenti, i pezzi spaziano dal cult assoluto Armaggedon Gigolo all’ultima uscita discografica, fino ad intenso finale scandito a colpi di percussioni. Nella speranza di rivederli presto “in solitaria”, ci godiamo questo inizio di serata niente male.

I Ministri tornano a Roma sul palco di Villa Ada Incontra Il Mondo dopo lo scorso 14 aprile, data dell’esibizione all’Atlantico Live. Noi di Radio Kaos Italy siamo stati a entrambi, dunque un confronto sorge spontaneo. Rispetto al live primaverile la cornice di pubblico era inferiore, complice sicuramente l’infausta data nel pieno del ponte romano di San Pietro e Paolo: questo non ha però abbattuto la performance. Avevamo parlato dei pezzi del nuovo album come non ancora rodati per quanto riguarda l’esecuzione dal vivo, quasi fossero ancora incerti. Al ritorno nella Capitale, concluso il tour di presentazione, dobbiamo dire che tale impressione è totalmente scomparsa. La scaletta si è presentata chiaramente rimaneggiata: la prevalenza dei nuovi brani molto meno marcata, ma quelli che sono stati eseguiti hanno avuto un impatto nettamente migliore rispetto alla precedente uscita. A riguardo, menzione speciale per “Tra le Vite degli Altri” e soprattutto “Fidatevi”, che hanno letteralmente ribaltato tutta Villa Ada. A proposito della scaletta, c’è stata un’interessante ricerca, portando sul palco romano, accanto ai classiconi immancabili, una bella varietà di brani, alcuni che non venivano suonati dal vivo da moltissimo tempo, altri addirittura portati per la prima volta a Roma. Tra questi va citata per forza “Vicenza”, forse la più inaspettata: ma che bella sorpresa!

Il bilancio della serata è sicuramente più che positivo, peccato solamente per il pubblico più ristretto rispetto alle altre volte. Non sapete che vi siete persi!

Testo: Edoardo Frazzitta

Foto: Alessio Belli

[Kaos Live Report] The Dream Syndicate @Monk 28/06

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La serata autunnale che ci accoglie all’ingresso del Monk Club fa un certo effetto, soprattutto se si pensa che siamo a fine giugno. È qualcosa di insolito, inconsueto. Ma quello a cui stiamo per assistere, in termini di inusualità, va ben oltre…

Ce lo spiega proprio Steve Wynn dal palco dopo il primo pezzo. I The Dream Syndicate hanno appena iniziato il loro primo concerto in assoluto nella Capitale. Il gruppo, alfiere dell’ormai superato Paisley Underground, variante psichedelica e accattivante del rock d’inizio anni ’80, comincia a scaldare il pubblico (di età media chiaramente più alta rispetto a quanto siamo abituati a vedere in questi lidi) concentrandosi sui pezzi dell’ultimo album, How Did I Find Myself Here, prodotto più che valido della reunion del 2012.

La potenza di “80 West” e “Filter Me Through You” non sfigura di fronte a grandi classici come “Armed With An Empty Gun”, prima gemma tratta dal loro capolavoro (e manifesto del genere) datato 1984, Medicine Show, e logicamente accolta con entusiasmo dai presenti. La chitarra di Jason Victor è la fiamma che arde continuamente per tutto l’arco della serata, fra distorsioni e assoli che fomentano il pubblico e non fanno rimpiangere le evoluzioni di Karl Precoda, protagonista assieme a Wynn di quell’intreccio di chitarre che caratterizzò i The Dream Syndicate dei primi due album. La title track di How Did I Find Myself Here è invece, per quanto mi riguarda, il trait d’union di due epoche, una suite rockeggiante di 11 minuti che scorre veloce fra le peripezie di Victor e la fantasia di Chris Cacavas alle tastiere.

La band sembra apprezzare l’atmosfera che si è creata, e si concede a un double encore che ne certifica, a discapito dell’età, l’intatta energia. Dennis Duck alla batteria e Mark Walton al basso sono l’àncora a cui si aggrappa il resto del gruppo, animali da concerto che non conoscono pause. Le ultime cartucce sparate provengono dall’album d’esordio, The Days Of Wine And Roses, e dal già citato Medicine Show. Le note di “Tell Me When It’s Over” ci suggeriscono, appunto, che si volge al termine.

Steve Wynn & co. ci hanno appena regalato un viaggio nel tempo, dritti nella storia del rock

Testo di Paolo Sinacore

Foto di Alessio Belli

Villa Ada: assicurate tutte le date in cartellone!

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Confermato il calendario di Villa Ada – Roma incontra il mondo, tutti i concerti previsti si terranno regolarmente nell’isolotto del parco. La Commissione esaminatrice del Bando sull’Estate Romana 2017/2019 ha infatti confermato la graduatoria del bando nel punto su cui era stata chiamata a esprimersi dal Tar. 

 

Una buona notizia per tutta la città e per tutti coloro che amano questo Festival, grazie alla riconferma del valore della proposta artistica e culturale della manifestazione.

Non sarà un’edizione semplice, viste le difficoltà dettate dalla sospensione di alcune date, ma non ci arrendiamo e ce la metteremo tutta affinché Villa Ada Roma Incontra il Mondo rimanga il festival più amato di e da questa città.

Abbiamo ancora tanto da imparare e molto da migliorare. Tuttavia siamo sicuri che, grazie anche al contributo del pubblico e di chi crede in questa manifestazione, sarà possibile trovare una sintesi anche con tutti coloro che non comprendono fino in fondo le nostre logiche. Logiche che per noi hanno come unici obiettivi il bene della cultura e della diffusione artistica, dei lavoratori del settore e della sostenibilità ambientale; anche solo – semplicemente – il bene di chi in Villa Ada vede uno spazio amico dove potersi rilassare dalle nevrosi quotidiane.

 

Grazie a tutti ancora una volta per il sostegno e la solidarietà dimostrata.

Stavolta è Roma che ha incontrato Villa Ada.

Grazie di cuore a tutti voi!

d’Ada srl e Gli Organizzatori di Villa Ada Roma Incontra il Mondo

Qui trovate tutte le date in programma! 

VILLA ADA ROMA INCONTRA IL MONDO

VILLA ADA

via di Ponte Salario 28 – Roma

#VillaAda2018

Sito web: www.villaada.org

Facebook: https://www.facebook.com/VillaAda.Fest/

Instagram: https://www.instagram.com/villaadafest/

INFO PER IL PUBBLICO:

Mail: info@villaada.org

Telefono 06 41734712

(attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 11 alle ore 16)

Cellulare 3288128609

(attivo dalle ore 16 alle ore 21)

 

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Muso Fest 2018: svelati i protagonisti dell’Area Comics!

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Live Music & Comics
20 – 21 – 22 Luglio 2018
Largo Santacroce – Oriolo Romano (VT)


Il “Muso” torna anche quest’anno per festeggiare il suo sedicesimo compleanno. L’appuntamento è per il 20, il 21 e il 22 Luglio a Oriolo Romano, nella splendida cornice di Largo Santacroce incastonata tra il Palazzo e la Villa Altieri. Il palinsesto musicale della XVI edizione sarà come di consueto vario, coinvolgente e più energico che mai! Sul palco di 90 mq si creerà un mix entusiasmante tra band emergenti e affermate, il tutto arricchito da promettenti realtà locali

Special Media Partner: noi di Radio Kaos Italy, che seguiremo l’evento in diretta live, in loco, nelle serate di sabato 21 e domenica 22 Luglio! 

AREA COMICS

In collaborazione con la “Pencil Art” anche quest’anno un intero stand sarà dedicato ai fumetti e all’illustrazione. Ospiterà professionisti, insegnanti e fumettisti di fama mondiale con Real Sketch!

Venerdì 20 Luglio:

Black Board Autoproduzioni

Collettivo di autori nato nel 2017 dalla collaborazione di un nutrito numero di sceneggiatori, disegnatori e illustratori. Realizziamo tutti i nostri progetti attraverso l’autofinanziamento con un unico obiettivo: fare fumetti.

Sabato 21 Luglio:

Mario Alerti

Disegnatore, illustratore e sceneggiatore per diverse case editrici tra cui: Marvel, Dc Comics, IDW, Sergio Bonelli, Glenant e les humanoïdes associés. Tra le numerose opere spicca il lavoro suNathan Never, Tex, Dragonero e Spiderman. Alterna ai fumetti diverse illustrazioni per Ducati,
Trieste Science + Fiction Festival e cross cult tra gli altri.

Elena Casagrande

Disegnatrice e illustratrice per IDW Publishing (Star Trek, Ghost Whisperer, Angel, Doctor Who, Xfiles), Marvel (Hulk Rosso), Image (Hack/Slash), DC Comics (Vigilante:Southland), Boom! Studios (Suicide Risk) edito in Italia da Bao Publishing. Ha lavorato sulla nuova serie a fumetti di Doctor
Who, sul Decimo Dottore per la Titan Comics.

Baboon clan

Collettivo di 6 disegnatori nato dal desiderio di creare un progetto a fumetti in grado di dare sfogo
alla propria arte, evolvendolo nel tempo e in grado di coinvolgere altre realtà fumettistiche.

Domenica 22 Luglio:

Nova Sin

Oltre a innumerevoli autoproduzioni, dal 2013 collabora con il progetto TINALS –This is not a love song, inizialmente sotto lo pseudonimo di Erbalupina. Nel 2018 esce “Stelle o sparo” edito da Bao Publishing.

Capitan Artiglio

Fumettista, grafico e illustratore. Realizza locandine di concerti e copertine di dischi per artisti affermati come Rancore & Dj Myke e Murubutu. Attualmente a lavoro sulla sua serie a fumetti “Kids with guns” edito da Bao Publishing. Su Wilder Online continua a scrivere i testi della serie online “Sappy”.

Michele Monteleone

Sceneggiatore per l’editoriale Aurea ha lavorato su John Doe e Long Wei. Autore del primo numero di Battaglia e Caput Mundi per l’editoriale Cosmo, per la Star Comics ha firmato Nick Banana e gli adattamenti di Dracula, L’isola del Tesoro e I delitti della Rue Morgue e altri racconti. E’ fondatore dell’etichetta Villain Comics e editor della collana Seasons per Verticomics. Collabora con la Sergio Bonelli Editore su Dylan Dog e Orfani. A maggio è uscito il suo primo libro per Bao, Senzombra.

Marco Matrone

Fumettista, pittore e illustratore: lavora per la rubrica di cronaca a fumetti della rivista Terra, partecipa come disegnatore alla realizzazione del volume a fumetti Nero Napoletano, lavora come colorista per Sword and Sorcery di Ares Games. Disegna Last Kaiju per Magic Press e
collabora colora per Bonelli Il Commissario Ricciardi, oltre a disegnare 4HOODS di Roberto Recchioni. Nel 2018 disegna Senzombra per Bao Publishing su testi di Michele Monteleone.

Basta indiscrezioni!!

Venite a trovarci per scoprire tutte le altre sorprese che il Muso 2018 ha in
serbo per voi! Appuntamento a Oriolo Romano dal 20 al 22 Luglio, vi aspettiamo!
Per info e programma completo www.muso.it
Siamo presenti anche su Facebook e su Instagram

Muso Fest 2018: manca poco alla nuova edizione!

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XVI Edizione
Live Music & Comics
20 – 21 – 22 Luglio 2018
Largo Santacroce – Oriolo Romano (VT)

Il “Muso” torna anche quest’anno per festeggiare il suo sedicesimo compleanno. L’appuntamento è per il 20, il 21 e il 22 Luglio a Oriolo Romano, nella splendida cornice di Largo Santacroce incastonata tra il Palazzo e la Villa Altieri.

Il “Muso” è occasione di incontro e di stimolo per le proposte musicali alternative presenti nel panorama nazionale. Con gli anni è diventato un banco di prova per artisti di varia natura, forte di un pubblico sempre più numeroso e partecipe. Una storia che parte ormai dal 2002 e che ha ospitato artisti come I Ratti della Sabina, Andrea Ra, Banda Bassotti, Radici nel Cemento, Wogiagia, La Fonderia, Rosso Malpelo, The Gang, Statuto, Franziska, Enrico Capuano, Management del Dolore Post Operatorio, Ramiccia, Adriano Bono, Kutso, Bud Spencer Blues Explosion, Bones Machine, Train to Roots, I Santi Bevitori, i Belladonna
e ancora molti altri.

Il palinsesto musicale della XVI edizione sarà come di consueto vario, coinvolgente e più energico che mai! Sul palco di 90 mq si creerà un mix entusiasmante tra band emergenti e affermate, il tutto arricchito da promettenti realtà locali.

Venerdì 20 Luglio:

BLACK SNAKE MOAN – Blues psichedelico, Tarquinia

Black Snake Moan è un progetto di ricerca sonora, che affonda le proprie radici nelle atmosfere delta blues e negli immaginari desertici, con una sfumatura psichedelica. One man band atipico, con diverse connotazioni artistiche di riferimento, quello di Marco
Contestabile è un progetto a metà tra l’evocazione sonora e quella spirituale. Un’esperienza trascendentale, sintetizzata in musica nel suo primo album d’esordio: Spiritual Awakening, uscito a febbraio 2017.

LAFURIA! – Hardcore Punk/Rap, Roma

LAFURIA! (tutto attaccato e punto esclamativo!) nasce nel 2013 con l’intento di unire la violenza sonora dell’hardcore punk, alla capacità lirica del rap di raccontare in maniera concreta e diretta.
La stessa storia dei componenti del gruppo è legata da un doppio filo tra scena punk e rap: collettivi quali Ex Snia Boys e TNT Crew, formazioni rap come La Tripla da una parte e hardcore e punk-rock band come Gli Ultimi, Tear Me Down e Leviathan. Nel Dicembre 2017 esce “LA VIA DEL RONIN”, il secondo full-lenght del gruppo prodottoda Hellnation Records, che si distacca dal classico Rapcore, per cedere a un suono più scuro, cupo e ricco di Fuzz, ispirato allo Stoner e al Doom.

GORILLA PULP – Blues psichedelico, hard ‘n heavy e stoner rock, Viterbo

Non poteva di certo mancare la presenza di chi sta portando avanti una delle realtà musicali più interessanti della provincia di Viterbo: quello che loro hanno battezzato Tufo Rock. Nel 2017 vede la luce “Heavy Lips”, prodotto con Retro vox Records: un’esplosione di Tufo Rock, registrato live e masterizzato su Tape. Produzione e performance live ottime li stanno facendo, meritatamente, emergere nello scenario Stoner e Hard Rock italiano.

Sabato 21 Luglio:

KEET & MORE – Country , Roma

ll gruppo nasce a Roma ad inizio 2016, da tre ragazzi uniti dalla passione per il country americano e lo skiffle inglese. Dall’incontro di chitarre acustiche, armonica e grancassa nascono i primi brani che portano la band a muoversi sul territorio nazionale. Ironia e sarcasmo dirompente li contraddistinguono sul palco!

HER PILLOW – Rock Irlandese/Folk, Roma

25 anni di passione, centinaia di concerti dai pub ai grandi palchi tra Italia e Irlanda, oltre 50.000 di cd venduti, gli Her Pillow vi travolgeranno tra vorticosi balli, spericolate pogate e deliziosi reels!

WOGIAGIA – Reggae, Roma

Per noi Musi sono come parenti stretti. La Wogiagia crew nasce nel febbraio 1999 nella periferia Nord di Roma e in brevissimo si è fatta distinguere sia nel panorama Raggae italiano, che europeo. Questa estate presenteranno un nuovo spettacolo, con brani inediti
che faranno parte del nuovo cd, di uscita più che prossima!

Domenica 22 Luglio:

LEONARDO ANGELUCCI – Cantautorato/ pop, Roma

ll suo progetto cantautorale nasce nel 2016: registra e produce l’ep
“Contemporaneamente” presso il Freedom Recording Studio. L’ep esce a Maggio 2017 per l’etichetta ferrarese Alka Record Label e contiene cinque brani inediti. Autoironico,sfacciato, ma anche romantico: un cantautore che non poteva mancare al Muso!

DALTON – Rock’n’roll/Punk Roma

Dalton nascono a Roma nel 2013, da un gruppo di amici provenienti da esperienze musicali variegate, tenuti uniti dalla semplice voglia di divertirsi suonando, senza tralasciare una consistente profondità nei testi. Con due album sul loro sentiero, “Come Stai?” e “Dei Malati”, descrivono i pensieri della classe operaia e dei dimenticati, con una buona dose di malinconia e nostalgia, ma anche uno sprint vitale tipico di chi il “punk Oi!” ce l’ha nel cuore.

DUNK – Rock Indie, Bergamo

DUNK è un esperimento in progress al limite della performance, nato dall’incontro tra i fratelli Ettore e Marco Giuradei, Luca Ferrari (Verdena) e Carmelo Pipitone (Marta sui Tubi; O.R.K.).Ad Aprile 2017 l’esordio, in occasione del decennale della Latteria Molloy: il riscontro di pubblico è notevole ma i tre sentono che ai pezzi manca qualcosa.Ettore, fan dei Marta sui Tubi, contatta quindi il chitarrista Carmelo Pipitone e a settembre 2017 i Dunk si trovano in studio e registrano il primo album omonimo, che raccoglie tutto l’entusiasmo di questa manciata di mesi passata insieme: un disco poco pensato, suonato di pancia, a cuore aperto.”DUNK è ricerca di una forma, è lasciarsi alle spalle la canzone, è avanzare verso un’opera, dentro la meraviglia.”
Il 2018 è dedicato ai tour italiani che presentano l’album Dunk, e il Muso Festival sarà un’immancabile tappa estiva, non vediamo l’ora!

L’ingresso rigorosamente gratuito
Inizio concerti: ore 20:30

Come da tradizione all’interno del festival ci sarà lo stand gastronomico con la pizza dei Musi ma anche panini, primi piatti, carne alla brace e 6 tipi di birra per la soddisfazione di tutti. Sempre presenti la libreria, in collaborazione con la libreria Straffi di Viterbo, l’area relax e il Wine bar immersi nel verde di Villa Altieri dove ogni sera dalle 19:00 si potrà godere di un ricco aperitivo.

Dopo il concerto la serata continuerà presso il Wine bar:

Venerdì 20 Luglio: intrattenimento musicale con il duo jazz “Clem &Time”

Sabato 21 Luglio: Dj Set “HotLine Selection”, con Stromberg e Maurice Flee

Special Media Partner: Radio Kaos Italy, che seguirà l’evento in diretta live, in loco, nelle serate di sabato 21 e domenica 22 Luglio.

AREA COMICS

In collaborazione con la “Pencil Art” anche quest’anno un intero stand sarà dedicato ai fumetti e
all’illustrazione. Ospiterà professionisti, insegnanti e fumettisti di fama mondiale con Real Sketch!

Venerdì 20 Luglio: Blackboard autoproduzioni

Sabato 21 Luglio: Mario Alberti, Elena Casagrande, Baboon Clan

Domenica 22 Luglio: Capitan Artiglio, Nova Sin, Marco Matrone, Michele Monteleone

Basta indiscrezioni!! Venite a trovarci per scoprire tutte le altre sorprese che il Muso 2018 ha in serbo per voi!

Appuntamento a Oriolo Romano dal 20 al 22 Luglio, vi aspettiamo!

Per info e programma completo www.muso.it – Evento Facebook.

Siren Festival 2018: ecco la line up!

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SIREN FESTIVAL 2018

PUBLIC IMAGE LtD (Pil)•COSMO•SLOWDIVE

2MANYDJSdEUS•LALI PUNA•MOUSE ON MARS

 BUD SPENCER BLUES EXPLOSION• COLAPESCE

RYLEY WALKER•TOY• RODRIGO AMARANTE •NEIL HALSTEAD

IVREATRONIC Djs•AMARI•MYSS KETA

THE RAINBAND•ANNABEL ALLUM•SPIELBERGS

VANARIN• MESA•GERMANO

26 – 29 luglio 2018 – Vasto (Ch) – Siren Festival

 ABBONAMENTI

Abbonamenti disponibili dal 20 aprile alle 11:00:

60 euro+d.p – abbonamento venerdì e sabato

75 euro + d.p. (early price) – abbonamento venerdì e sabato + Siren Beach (27/28/29)

www.ticketone.it  – Bit.ly/SirenFestival18_Tickets  – call center 892 101

info: www.facebook.com/sirenfestival e www.sirenfest.com

Pacchetti Hotel + Abbonamento disponibili su https://www.festicket.com/it/festivals/siren-festival/2018/

Siamo felici di annunciare i nomi della quinta edizione del SIREN FESTIVAL che si svolgerà a Vasto dal 26 al 29 luglio 2018. Abbonamenti disponibili da oggi.

SIREN FESTIVAL

Una cornice unica, una città storica affacciata sul mare che grazie alla sua invidiabile posizione negli anni si è affermata come uno dei luoghi più affascinanti del centro Italia. Vasto con le sue spiagge, i caratteristici vicoli del centro, le piazze che si affacciano come terrazze sul mare, i suoi bellissimi giardini, ospiterà la quinta edizione del Siren Festival, oramai uno degli appuntamenti più attesi e amati dell’estate.Chi c’è stato lo sa bene, il Siren non è una serie di concerti, ma un vero e proprio festival: 4 giorni, 5 palchi, oltre 30 live e djset, degustazioni, arte, divertimento, relax, ottimo cibo e mare!

LINE UP

Public Image Ltd (PiL)

Nel 1978, dopo essere stato frontman e leader dei Sex Pistols, Jonny Rotten ritorna al suo nome di battesimo John Lydon e dà vita ai padrini del post-punk e della new wave, i Public Image Ltd (PiL), una delle band più innovative di tutti i tempi.

Con una line-up mutevole, che ruota attorno a John Lydon e un sound unico che fonde rock, dance, folk, pop e dub, la band dal suo debutto del 1978  ‘First Issue’ sino a ‘That What Is Not’ del 1992 produce un successo dopo l’altro, scalando le classifiche di mezzo mondo.  Dal 1992 la band si prende una pausa che dura ben 17 anni.Nel 2009, Lydon decide che è il momento di rimettere in pista i PiL. Vedono così la luce due album adorati dalla critica e dal pubblico ‘This is PiL’ del 2012 e poi ‘What The World Needs Now…” del 2015. Quest’anno per celebrare i cinquant’anni di carriera di questa band indimenticabile, nata dalle ceneri dei Sex Pistols, e che più di tutte ha definito il concetto di post-punk, i PIL partiranno per un lungo tour che farà tappa al Siren Festival!

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//www.pilofficial.com/

COSMO

Cosmo è uno dei nomi di spicco della nuova scena musicale italiana. Lo scorso gennaio ha pubblicato Cosmotronic, un doppio album ambizioso che gioca sulle sue due anime artistiche: la canzone d’autore e la musica da club, finalmente fusi in uno stile unico e originale. Il disco, è stato anticipato da Turbo, che per la quarta volta consecutiva ha lanciato il dj e producer di Ivrea nella top 50 dei brani più passati dalle radio italiane; mentre il brano attualmente in rotazione è Quando ho incontrato te, che ha superato il milione di ascolti su Spotify ancor prima di diventare un singolo. Cosmotronic è anche un tour, che dopo aver collezionato sold out nei club più importanti d’Europa, è arrivato finalmente in Italia, registrando tutto esaurito in tutte le tappe e aggiungendo nuovi appuntamenti al calendario inizialmente annunciato. Un grande ritorno live quello di Cosmo, che sta portando in Italia un format che nessun artista italiano ha mai tentato prima: un vero e proprio  PARTY ITINERANTE con al centro la sua musica.

Read More:

www.facebook.com/cosmoitaly

SLOWDIVE

Nel 2017 gli SLOWDIVE, punto di riferimento assoluto per lo shoegaze britannico, sono tornati sulle scene dopo 22 anni di silenzio con un nuovo omonimo album e un lungo tour che ha registrato sold out praticamente dappertutto.

Il primo album degli Slowdive ‘Just For A Day’ è uscito per la mitica Creation Records nel 1991, seguito dal leggendario ‘Souvlaki‘ nel 1993 e da conclusivo ‘Pygmalion’ nel 1995. Negli ultimi 22 anni gli Slowdive sono stati celebrati con la pubblicazione di un’infinità di compilation, inediti e live, e hanno ispirato, con il loro suono unico, un numero enorme di band e musicisti.

In questi 22 anni di silenzio come Slowdive, i membri principali della band hanno dato libero sfogo alla propria creatività con nuovi interessanti progetti. Ma nel 2014 Neil Halstead, Rachel Goswell, Nick Chaplin, Christian Savill e Simon Scott hanno sentito il bisogno di tornare insieme. Così a maggio 2017 la band ci ha regalato il nuovo album “slowdive” pubblicato da Dead Oceans (Goodfellas) e anticipato dai singoli Sugar for The Pill e Star Roving.

Read More:
www.slowdiveofficial.com

2MANYDJS

Una storia, quella dei fratelli Dewaele (Stephen e David) come 2 Many DJ’s, che inizia nel 1999, con uno show su una radio belga chiamato “Hang The Dj”. Qualcosa di esplosivo ed iconoclasta: dove collidono fra di loro il prog e l’r’n’b, l’hip hop più astratto e la techno più oltraggiosa, monumenti pop da classifica quasi di cattivo gusto e stranezze lunari, house e ritmi strambi. Ci vuole poco prima che la fama esca dai confini nazionali: basta uno show su una radio londinese, Xfm, e la popolarità dei due come dj letteralmente esplode. Arrivano gli inviti della BBC e di Arthur Baker, arrivano i pubblici apprezzamenti di gente come Mick Jones dei Clash (per un mash up di “The Magnificent Seven” con “Romeo” dei Basment Jaxx…), arriva semplicemente lo status di act “da dj” fra i più eccitanti che siano mai stati visti e sentiti. Parallelamente c’è l’avventura coi Soulwax da portare avanti, ed è un’avventura di grande successo, ma per Stephen e David la routine da selezionatori e creatori di geniali mash up in console è un amore e una passione che non si abbondona mai. Inevitabile: i primi a divertirsi sono loro, cercando ogni volta gli accostamenti più geniali ed imprevedibili, le citazioni più sorprendenti, il groove meno convenzionale ma “più perfetto”. 2 Many Dj’s sono una delle cose più eccitanti mai accadute alla club culture: vale per gli affezionati più incalliti, ma vale anche per il pubblico più trasversale. Si sa – ogni tanto la genialità può mettere tutti d’accordo.

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//2manydjs.com

dEUS

La band belga capitanata da Tom Barman arriva la Siren con suo stile  caratterizzato da una eclettica combinazione di rock, punk, blues, jazz  in cui si riconoscono l’influenza di artisti eterogenei dai Velvet Underground, a Leonard Cohen, da Captain Beefheart a Charles Mingus.                    I dEUS hanno realizzato tre album negli anni Novanta di fondamentale importanza, “Worst case scenario” nel ’94, “In a bar, under the sea” nel ’96 e “The ideal crash” nel ’99, il loro disco più conosciuto, nel quale il gruppo è riuscito a fondere l’anima psichedelica con quella più intima e pacata. Dopo questo lavoro la band cessa l’attività per 6 anni – eccezion fatta per una breve serie di concerti in Portogallo nel 2002 – e la riprende soltanto nel 2005 con la pubblicazione di “Pocket revolution”. Nel 2008 è la volta di Vintage Point, nel 2011 esce Keep You Close e nel 2012 esce Following Sea, l’ultimo album in studio. Alla fine del 2014 la band pubblica, in occasione del ventennale dalla sua formazione, l’antologia doppia “Selected Songs 1994-2014” che raccoglie gli episodi più significativi tratti dalla loro discografia. A ottobre 2016 il chitarrista Mauro Pawlowski annuncia la sua uscita dalla band.Il 6 febbraio 2018 il gruppo annuncia attraverso la sua pagina facebook l’ingresso del chitarrista Bruno De Groote. 

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//www.deus.be

LALI PUNA

Lali Puna esordiscono nel 2010 con “Our Inventions” e in otto anni la band pubblica cinque album. L’ultimo “Two Windows” su Morr Music – il primo da quando Markus Acher ha lasciato il timone nelle solide mani di Valerie Trebeljahr, Christian ‘Taison’ Heiß and Christoph Brandner-  abbraccia una deriva più dance senza però dimenticare le origini pop dei Lali Puna, un sound che miscela la nuova dance-culture guidata da Caribou, Ada e Mount Kimbie.

E’ un lavoro di collaborazione “Two Windows” che si spinge in terreni fatti di contaminazioni, agitati dallo spirito sperimentatrice della Trebeljahr che accantona il suo lavoro da giornalista e coinvolge Keith Tenniswood dei Two Lone Swordsmen e Jimmy Tamborello (ovvero Dntel), oltre ad artisti del roster Ghostly International come Mary Lattimore e Midori Hirano (che si presenta solo il nome d’arte MimiCof).

Un nuovo viaggio, una nuova sperimentazione per i Lali Puna. Un live da non perdere.

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//www.lalipuna.de/

MOUSE ON MARS

Il duo elettronico tedesco formato da Andi Toma e Jan St. Werner arriva al Siren Festival per presentare il nuovo album Dimensional People che uscirà il prossimo 13 aprile per Thrill Jockey. Influenzati da nomi sacri come Can, Faust e Kraftwerk, Andi e Jan sono creatori di un suono che miscela con abilità e originalità techno, trance, ambient, dub e krautrock.

Il nuovo lavoro arriva a sei anni di distanza dal precedente “Parastrophics” e a 18 anni dall’esordio. Dimensional People, che vede la collaborazione di grandi nome come Bon Iver, Aaron and Bryce Dessner (The National) e Zach Condon (Beirut), viene descritto dal duo come una sorta di “ composizione spaziale che gioca con le possibilità del design sonico e della musicalità collettiva”.

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www.mouseonmars.com

BUD SPENCER BLUES EXPLOSION

Dopo quattro anni d’attesa, il duo formato da Adriano Viterbini e Cesare Petulicchio, torna con un nuovo album registrato completamente in analogico: “Vivi muori Blues Ripeti”, uscito il 23 marzo per La Tempesta Dischi. Un album urgente ed energico, dedicato alla vita, alla sensualità e al viaggio, incentrato su un linguaggio semplice ma maturo e diretto.

Il duo alt-rock nasce nel 2007 a Roma. Nello stesso anno pubblica l’album di debutto: “Happy” ed è un esordio fulminante.

Nel 2009 il duo si aggiudica al concertone del Primo Maggio il Premio S.I.A.E. Nello stesso anno esce il secondo album “Bud Spencer Blues Explosion”, che contiene la cover di Hey Boy Hey Girl dei Chemical Brothers, che li fa conoscere ovunque.

Nel 2011 è la volta di Do It. Segue un tour di oltre 100 date in Italia e un mini tour in Europa. Nel febbraio 2012 i BSBE si esibiscono a Memphis, in occasione dell’IBC (International Blues Challenge).

Nell’agosto dello stesso anno salgono sul prestigioso palco dello Sziget Festival, in Ungheria.

Il gruppo ritorna nel 2014 con l’album BSB3 che li porta in tour per un anno e mezzo e che gli fa vincere il premio PIMI come Miglior spettacolo live.

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www.bsbemusic.com

COLAPESCE

Colapesce arriva al Siren, dopo un lungo tour trionfale, per presentare il suo ultimo album Infedele, pubblicato a fine ottobre da 42 Records/Believe ed anticipato dai bellissimi singoli Ti attraverso, Totale e Sospesi. Prodotto dallo stesso Colapesce insieme a Jacopo Incani – meglio noto come IOSONOUNCANE – e Mario Conte, “Infedele” rappresenta una vera e propria dichiarazione d’amore nei confronti della musica. Un frullatore in cui la canzone d’autore italiana si mischia con il fado portoghese, l’elettronica da club, il tropicalismo brasiliano, il free jazz, le colonne sonore di Umiliani e le ballate.

A Vasto Lorenzo porterà uno spettacolo unico e visionario, dal forte impianto teatrale e carico di suggestioni, e sarà accompagnato da una band che comprende: Adele Nigro degli Any Other alla chitarra, sax tenore, Andrea Gobbi al basso e ai cori, Giannicola Maccarinelli  (JoyCut) alla batteria, Mario Conte alle tastiere, programming e cori e Gaetano Santoro al sax baritono.

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facebook.com/musicadicolapesce

RYLEY WALKER

Il giovane musicista di Chicago si è affermato in pochi anni come uno dei nomi di punta del cantautorato contemporaneo americano.

A due anni di distanza dal precedente “Golden SingsThat Have Been Sung” Ryley Walker arriva a Vasto per presentare il nuovo “Deafman Glance” che sarà pubblicato da Dead Ocean il prossimo 18 maggio. Il nuovo lavoro, anticipato dal singolo Telluride Speed, trionfo di sette minuti di psichedelic-folk-jazz, segna un passo in avanti rispetto ai lavori precedenti e un allontanamento dallo stile acustico e folk del passato. “Deafman Glance” è un album che si apre ai suoni di Chicago, ad arrangiamenti originali ed a liriche surreali. Un nuovo Ryley che in parte si allontana dai suoi numi tutelari per trovare una voce autonoma e originale. 

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www.ryleywalker.com

TOY

Nel 2011 il quintetto psichedelico inglese formato da Tom Dougall, Dominic O’Dair, Maxim “Panda” Barron, Charlie Salvidge e Alejandra Diaz  pubblica il singolo di debutto Left Myself Behind sulla prestigiosa Heavenly Recordings e fioccano consensi e accostamenti a Stereolab, Felt e Pulp. Nel 2012 esce finalmente l’omonimo album di debutto Toy prodotto da Dan Carey che schizza nella top 50 degli album più venduti in Inghilterra, un notevole successo per la band dalle sonorità così complesse, che ottiene anche il supporto di Andrew Weatherall che remixa uno di loro brani.

Krautrock, post-punk e rock psichedelico sono le matrici di Toy, che successivamente pubblicano altri due album (Join the Dots del 2013 e Clear Shot del 2016). In questi anni la band collabora con Bat For Lashes nel progetto Sexwitch, diretto da Dan Carey, che porta alla pubblicazione di un EP di sei tracce nel 2015.

Il 2018 è l’anno del ritorno di questa apprezzatissima band capace di miscelare psichedelia e krautrock, indierock e shoegaze.

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https://it-it.facebook.com/toy.band

RODRIGO AMARANTE

Rodrigo Amarante è un musicista, compositore, poli-strumentista brasiliano di stanza a Los Angeles. Rodrigo è noto per aver dato vita insieme a Fabrizio Moretti degli Strokes e a Binki Shapiro alla band Little Joy, per aver registrato e suonato negli ultimi quattro album di Devendra Banhart e più recentemente per aver composto il tema della celebre serie di Netflix Narcos, che gli ha fatto guadagnare una nomination agli Emmy.

Meno noto è che Amarante è una figura di spicco nella musica brasiliana contemporanea: fondatore dell’iconica band Los Hermanos e del supergruppo samba Orquestra Imperial. Ha registrato, arrangiato e scritto musica con i nomi più importanti della musica brasiliana, da Gilberto Gil a Marisa Monte, ed è stato inserito dal RollingStone tra i 100 migliori musicisti brasiliani di sempre.

Il suo primo album solista Cavalo è stato pubblicato nel 2014. Attualmente sta registrando il secondo lavoro che vedrà la luce nel 2019.

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//www.rodrigoamarante.com.br/

NEIL HALSTEAD

Neil Halstead è un cantautore inglese. Fondatore nei primi anni 90 prima del gruppo shoegaze Slowdive, dopo lo scioglimento forma nel 1995 i Mojave 3. Accanto all’attività col gruppo intraprende una carriera solista e nel 2002 pubblica il suo primo album Sleeping on Roads per la 4AD. L’album è seguito da Oh! Mighty Engine del 2008 per l’etichetta Brushfire. Nel 2012 ritorna con un nuovo lavoro, Palindrome Hunches che rimanda ancor più dei precedenti alla tradizione folk inglese rappresentata da artisti come Nick Drake e Bert Jansch.

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//www.neilhalstead.com/

IVREATRONIC

Ivreatronic è il collettivo di dj e produttori eporediesi fondato da Cosmo di cui lui stesso fa parte che si propone come una realtà di clubbing che incarna appieno lo spirito della città di Ivrea, apparentemente tranquilla, ma che quando organizza un evento lo fa in grande stile. Per la prima volta, quest’anno il collettivo varca i confini cittadini grazie Enea Pascal che ha aperto le serate del Cosmotronic Tour con il suo live set, seguito da quelli di Splendore e Foresta. Ivreatronic è diventato recentemente anche un’etichetta ed è appena stata pubblicata la prima compilation dal titolo “Ivreatronic – Il suono di Ivrea”. Il collettivo si è dimostrato capace di modificare l’immagine della città, che da capitale dell’industria si è trasformata in un punto di riferimento per la musica elettronica.

 

AMARI

Gli Amari arrivano al SIren per presentare il nuovo album, POLVERONE, uscito per Bomba Dischi/Universal e anticipato dai singoli Dinosauro, Prima Di Partire e Gatti Di Polvere. Formatasi ad Udine alla fine degli anni novanta, la band ha attraversato gli ultimi venti anni di musica indipendente italiana, riuscendo ad affinare la propria personale visione della musica pop, spaziando con naturalezza fra influenze musicali distanti e assimilando nel tempo suoni nuovi e vecchie scoperte. A 4 anni di distanza dal precedente Kilometri, gli Amari pubblicano Polverone, il loro album più elettronico. La polvere copre tutto, copre le cose che ci circondano, i libri letti e mai più riaperti, i dischi, le chitarre che non suoniamo più. La polvere ci da l’illusione di mantenere tutto inalterato, a volte, persino le consuetudini ed i rapporti umani. Ma basta poco, basta una semplice folata d’aria improvvisa e si alza il POLVERONE.  E nel suo manifestarsi cambiano tutte le regole del gioco; è un momento di rottura, il risultato di un grande movimento. Nascono così accurati quadretti esistenziali: il trambusto di un trasloco, la perdita di un amico che va a vivere in un’altra città oppure il ritorno in luoghi vissuti nel passato ora completamente diversi. E’ musica che nasce per sedimentazione di suoni non intenzionali, una specie di scenografia misteriosa pronta ad essere popolata di storie e personaggi.

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facebook.com/amarimusic

MYSS KETA

L’angelo dell’occhiale da sera, la diva definitiva dal volto velato, la regina suprema dell’eccesso torna arriva al Siren con il suo live esagerato per inaugurare un nuovo capitolo – quello della maturità – della vita di M¥SS KETA, che sceglie definitivamente la selva oscura e perde la retta via per trasformarsi “DA DOMATA A DOMATRICE, DIVENTANDO PROTAGONISTA DI UNA VITA SFRENATA, INCONTROLLABILE E SURREALE: UNA VITA IN CAPSLOCK.”

UNA VITA IN CAPSLOCK è infatti il titolo dell’esplosivo singolo appena uscito e che le fa spiccare il volo definitivo verso l’Olimpo della Musica. Nel video di #UVIC, realizzato dal collettivo MOTEL FORLANINI, M¥SS KETA fa quello che tutti stavamo aspettando: si toglie la maschera per svelare il nostro inconscio e la nostra anima frantumata, si veste di latex e sensuale rossetto rosso, travolge con beat aggressivo fidget house, basso dubstep e complextro finale.

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facebook.com/myssketa

THE RAINBAND

Amati dai fratelli Gallagher e da Paolo Nutini, I Rainband sono uno dei nomi di punta del rock britannico contemporaneo.

Fondati nel 2011 dal frontman Martin Finnigan e dal chitarrista Phil Rainey (ex compagno di band di Peter Hook nei Monaco), i Rainband sono

diventati un quartetto quando il batterista Steve Irlam e il polistrumentista Joe Wilson sono entrati nella band, fino ad arrivare alla recente evoluzione a quintetto con l’arrivo di Sam Wilson. Dopo affollatissimi tour e supporti a band leggendarie come Simple Minds, Ocean Colour Scene e The Kaiser Chiefs, i Rainband hanno ricevuto un invito ai British Music Awards come Rising Stars dalla celebre compagnia inglese O2. Negli ultimi anni la band ha ottenuto un grande successo di critica e pubblico grazie ai singoli ‘Rise Again’ e ‘Sirens’, raggiungendo con entrambi le prime 10 posizioni della classifica ufficiale dei singoli Indie britannici. Omaggio al pilota di moto GP Marco Simoncelli, in aiuto alla Fondazione omonimo, “Rise Again” ha contribuito a raccogliere al momento 45.000 euro.

 La band arriva al Siren per presentare il secondo album in studio “The Shape of Things to Come” appena uscito per la label Strawberry Moon,per poi partire per un nuovo tour con Paolo Nutini.

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//therainband.co.uk/

ANNABEL ALLUM

La musicista inglese dalla voce enigmatica, incensata dalla stampa internazionale, arriva al Siren dopo un anno pazzesco.

Nel 2017 infatti Annabel ha pubblicato l’EP “All that For What” e in un attimo si si è vista catapultata dalla placida vita di provincia ai palchi più importanti al seguito di artisti come Beth Ditto e Nadine Shah. La partecipazione al The Great Escape, Live at Leeds e SXSW non ha fatto che cementare la sua reputazione internazionale, portandola a ottenere la sponsorizzazione di brand importanti come Bastian Classics e Cheap Monday, che l’hanno decretata loro fashion icon. Nel 2018 Annabel ha pubblicato il singolo Beat The Birds mostrando una capacità naturale nel fondere le distorsioni dello slacker rock alla narrazione tipica del folk.

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//aannabel.com

SPIELBERGS

Dopo le positivissime reazioni al loro primo singolo “We are all going to die” il power trio norvegese di Oslo arriva al Siren per presentare il nuovo ep Distant Star appena pubblicato per la label By The Time It Gets Dark.

Se “We Are All Going To Die” forniva uno sguardo su quanto potesse essere intensa e oscura la band, “Distant Star” percorre invece un percorso musicale più leggero e tonificante mettendo in luce la capacità della band di sposare l’energia e la costruttività positiva con il buio e la profondità più intensa. Usando el parole del cantante Baklien “Distant Star cerca di catturare quella sensazione di essere bloccato nelle relazioni e lasciare la responsabilità della tua stessa felicità nelle mani dei tuoi vicini”.

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https://www.facebook.com/spielbergs

MESA

Mesa arriva al Siren a presentare il suo album d’esordio “Touché”. Undici canzoni che esclamano e ammettono di essere state colpite nel vivo da

una stoccata avversaria. Se non è l’avversario, è lei a fare notare a se stessa i piccoli e grandi intoppi della vita, delle relazioni, delle aspettative. Ogni canzone sembra un incontro di scherma dove non importa tanto chi vince o contro chi si gareggia, quanto il non aver paura di gridare “touché”!

Mèsa è nata a Roma e a Roma è sempre stata anche se sta ancora cercando di sviluppare un livello di romanità convincente. Dopo avere imparato a fare il barrè, inizia la sua vita da cantautrice. Nel gennaio del 2017 pubblica indipendentemente il suo primo EP omonimo e suona moltissimo in giro per la penisola, in locali, case e giardini. Verso la fine del 2017 incide il suo primo album full length, in uscita per Bomba Dischi a febbraio/marzo 2018.

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https://www.bombadischi.it

GERMANO’

Alex Germanò, nato a Trastevere e cresciuto a Monteverde Vecchio a Roma, è stato circa una dozzina di volte in Australia per via della doppia cittadinanza. Ha viaggiato molto, ma poi ha visto Il Sorpasso di Dino Risi. Ha iniziato a fare musica nel 2008 con i “Jacqueries” e nel 2012 ha fondato l’art rock band “Alpinismo” con cui ha pubblicato un ep per 42 Records. Franco Califano ed Enzo Carella sono i suoi autori e personaggi preferiti.“Per Cercare Il Ritmo”, il primo full length di Germanò è uscito per Bomba Dischi / Universal.

L’album raccoglie 9 canzoni d’amore, d’amicizia, di solitudine, di malinconia mista a indolenza giovanile, nascondendo una propensione di ricerca positiva. E’ un disco semplice e personale in tutti i suoi aspetti, che parla di sentimenti nelle sue dinamiche più intrinseche su atmosfere che devono molto al jazz, alla Motown, al pop-rock e alla disco-music.

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https://www.facebook.com/BombaDischi

VANARIN

Vanarin è un progetto nato a Bergamo nel 2015, dall’incontro fra il cantautore inglese David Paysden (voce, chitarratastiere), Marco Sciacqua (chitarra, basso, percussioni, seconde voci), Giuseppe Chiara (voce, chitarra, tastiere), Massimo Mantovani (voce, basso, chitarra) e Marco Brena (batteria, percussioni). Le personalità dei cinque musicisti convergono in un mix di influenze e contaminazioni molto articolato;  si parte da atmosfere più beat, per passare, con sorprendente naturalezza, al funk e alla black music degli anni ‘70, per poi arrivare alla trap e all’hip hop in un mix di stampo squisitamente pop.

Overnight, il primo album della band, è uscito il 23 marzo  2018 per Woodworm Label ed è stato realizzato con la collaborazione di Roberta Sammarelli (Verdena) nel ruolo di manager. Il disco è composto da 10 brani che colpiscono per l’utilizzo di melodie di impronta pop e per il la cura maniacale degli arrangiamenti.

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https://www.facebook.com/vanarinmusic

Siamo felici di presentare il nuovo artwork per il SIREN FESTIVAL 2018, a cura di Gianni Puri

Sì, abbiamo scelto di lavorare con lui anche per quest’edizione del Festival, perché Gianni ha compreso perfettamente lo spirito del Siren e perché quest’anno ha avuto una visione bellissima che ci ha conquistati .

Nell’ideare il nuovo artwork Gianni ha immaginato la città vibrare sulle onde del Festival e improvvisamente sollevarsi da terra. La sirena diventa una gigantesca regina e Vasto la sua corona d’oro.

Gianni Ian Puri è un illustratore, architetto e musicista romano. Lavora nel campo dell’illustrazione editoriale, della grafica musicale e pubblicitaria. Cofondatore e art director dello studio di architettura La Macchina Studio, ama il riverbero, gli animali dal collo lungo e Prince.

giannipuri.com
lamacchinastudio.net

ABBONAMENTO DISPONIBILE 
60 euro + d.p. abbonamento venerdì e sabato

75 euro + d.p – Abbonamento venerdì e sabato + Siren Beach (ven/sab/dom)

www.ticketone.it
www.sirenfest.com

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www.facebook.com/sirenfestival

www.sirenfest.com 

www.instagram.com/sirenfestival

www.dnaconcerti.com 

www.facebook.com/dnaconcertieproduzioni

info@dnaconcerti.com

twitter.com/dnaconcerti

siren@sirenfest.com

Ariano Folkfestival 2018: inizia il conto alla rovescia!

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Dal 15 al 19 agosto torna la nuova imperdibile edizione dell’ Ariano FolkFest e noi di Radio Kaos Italy non possiamo che essere presenti…

Sulla pagina Facebook dell’Ariano FolkFestival trovate questo video che vale molto più di mille parole:

Video promo Ariano Folkfestival 2018

Per chi segue il nostro festival da sempre, questo video sarà a tratti commovente. Chi non lo conosce ancora, ci troverà un sacco di stimoli per venire ad Ariano Irpino dal 15 al 19 agosto 2018.

Pubblicato da Ariano Folkfestival su Lunedì 4 giugno 2018

Anche quest’anno Radio Kaos Italy avrà l’onore di essere partner e la radio di questo evento fantastico, raccontandovi come sempre tutte le serata di musica live, intervistando i numerosi artisti e documentando il clime di festa di queste giornate. Sul sito e social del festival trovate la line-up definitiva che vede tra gli altri Dubioza Kolektiv Bandabardò!

Le date le abbiamo già dette: non resta che fare il conto alla rovescia. Anche quest’anno Radio Kaos Italy vi aspetta per un’altra indimenticabile estate di musica sotto il segno dell’Ariano FolkFest!

Nel Nome del Rock il 6|7|8 luglio festeggia con il botto un quarto di secolo!

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Nel Nome del Rock ritorna per la 25esima edizione, come sempre ad INGRESSO GRATUITO e come sempre nel Parco Barberini a Palestrina.

Prima headliner annunciata sono gli Stoner Kebab che chiuderanno la serata di Venerdi 6 Luglio!!

Seconda headliner annunciata! The Soft Moon chiuderanno la serata di Sabato 7 Luglio!!

Ghostpoet e la sua band di 7 elementi chiuderanno la 25esima edizione del festival Domenica 8 Luglio
UNICA DATA ITALIANA in esclusiva!

Seguite l’evento su Facebook per tutti gli aggiornamenti in tempo reale.

Roma Summer Fest: continua l’estate musicale dell’Auditorium Parco della Musica

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Con il concerto degli Arctic Monkeys si è inaugurato ufficialmente il 26 maggio il nuovo Festival della Fondazione Musica per Roma dal nome contemporaneo e globale: ROMA SUMMER FEST.
La stagione estiva di concerti nella cavea dell’Auditorium Parco della Musica quest’anno per la prima volta  inizierà quasi un mese prima e durerà oltre due mesi  con oltre 40 concerti di tutti i generi musicali: rock, pop, jazz, classica, world music e spettacoli. Con questo festival Roma diventa ufficialmente la capitale per eccellenza della musica internazionale e la cavea dell’Auditorium Parco della Musica una venue unica al mondo per numero di concerti ospitati nell’estate e soprattutto qualità delle proposte artistiche. Inoltre per la prima volta nella storia del Parco della Musica sarà possibile assistere a oltre 10 concerti rock e pop in piedi nel parterre della cavea (confermati: Arctic Monkeys, Noel Gallagher, Snarky Puppy, Hollywood Vampires, Alanis Morissette, Franz Ferdinand / Mogwai, Steven Tyler,  Bandabardò) dando  la  possibilità  quindi  a  una  parte  del  pubblico  più  scatenato  di  ballare e muoversi.

Le prossime date:

17 giugno: Orchestraccia

20 giugno: Gigi Proietti

21 giugno: Jazz factory

22 giugno: Noel Gallagher’s high flying bird

23 giugno: Gigi Proietti

26 giugno: Lp+ very special guest Tom Walker

28 giugno: Opi, Ambrogio Sparagna

29 giugno: Luca Barbarossa

1 luglio: Oliver Onions reunion live tour

3 luglio: Simple minds

5 luglio: Stefano Bollani

6 luglio: Francesco De Gregori

7 luglio: Snarky Puppy

8 luglio: Hollywood vampires

9 luglio: Alanis Morisette

10 luglio: Franz Ferdinand e Mogwai

11 luglio: Ringo Starr and his all starr band

12 luglio: Ezio Bosso

13 luglio: Alex Britti

14 luglio: The Chick Corea akoustic band

16 luglio: Stefano Bollani quintet

17 luglio: James Blunt

18 luglio: Orff, Carmina Burana

19 luglio: Jethro Tull

20 luglio: An evening with Pat Metheny

21 luglio: Caetano Veloso in concerto con Moreno, Zeca e Tom “in ofertorio”

22 luglio: King Crimson

23 luglio: King Crimson

26 luglio: Ciajkovskij Katia Buniastishvili

27 luglio: Steven Tyler & The loving Mary band

28 luglio: Sting

30 luglio: Baustelle

1 agosto: Bandabardò

13 settembre: David Crosby & Friends

[Kaos Live Report] MEDIMEX 2018: ecco come è andata!

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Per gli appassionati di musica del Sud è prassi comune doversi spostare per assistere a grossi eventi musicali, siano essi festival, happening o concerti di singoli artisti i cui booking preferiscono andare sul sicuro organizzando live in città dalla tradizione collaudata…

Quando si parla di live al Sud si pensa inesorabilmente a eventi di musica popolare radicata nel territorio o a piccoli concerti in live club di provincia. Di tanto in tanto compaiono rassegne ma non sempre riescono a durare nel tempo per motivi logistici o organizzativi. Quest’anno questa disparità geografico-musicale è stata colmata dal Medimex, che da appuntamento per addetti ai lavori si è trasformato in un vera e propria rassegna internazionale. Programma molto ampio e ben articolato che ha unito showcase, conferenze, incontri con artisti e altri eventi collaterali. Particolarmente interessante è stato il market allestito nel Parco del Peripato e dedicato alle etichette indipendenti, numerosi gli stands in cui labels, provenienti un po’ da tutta Europa, hanno esposto sui banchetti vinili che hanno messo a dura prova la resistenza economica degli astanti. Infine la musica…..quella live!!! Line up che ha colpito per la presenza su tutti di Kraftwerk e Placebo.

Prima serata affidata agli uomini-macchina tedeschi con uno spettacolo di assoluto coinvolgimento. Musica non solo da ascoltare ma soprattutto “da vedere” per la performance che ha rapito i circa 6000 spettatori, tutti dotati di occhialini per le proiezioni in 3D. Sono passati 40 anni dalla pubblicazione del loro disco Man Machine, che ha reinventato il concetto di musica e ha segnato il passo come ogni disco seminale. Lo show, che già da qualche stanno portando sui palchi di tutto il mondo, non ha lasciato grosse sorprese dal punto di vista di scaletta o altro, ma assistere a un live dei Krafwerk è sempre un’esperienza alienante. Il pubblico immobile, silente è proiettato in spazi tridimensionali che costringono la mente a un viaggio freddo, asettico ma che amplifica la percezione di ogni suono. Alla fine l’unica concessione empatica nei confronti del pubblico è stata la proiezione sullo schermo di una mappa che geocalizzava la città di Taranto.Scatta l’applauso del pubblico ancora tramortito dal “viaggio” e i tedeschi si congedano con un “buonanotte”, unica parola pronunciata e che ha riportato tutti sulla terra.Decisamente diversa è stata la seconda serata sia per approccio che per genere musicale.

Sul main stage una trascurabile esibizione dei Casino Royale che hanno proposto CRX, il loro storico disco che ha compiuto 20 anni. Un po’ fuori contesto hanno pagato l’accostamento a quelli che sono stati gli headliners in programma. Sold out da diversi giorni ormai, piazza stracolma, tutti aspettavano la band di Molko. Premesso che sono stato a lungo un fan dei Placebo e che è uno dei gruppi che più volte ho visto dal vivo, devo però (ahimè) dire che la loro è stata una performance un po’ sottoposto rispetto ai loro standard. Scaletta molto discutibile con pochi brani vecchi considerato che era ampiamente annunciato un omaggio ai vecchi fans, ma questa è una questione di gusti.  Quello che è oggettivo invece è stato l’atteggiamento del frontman androgino che è risultato un po’ frettoloso e approssimativo e nel complesso sembrava mancare l’impatto con il muro di suono a cui spesso ci hanno abituato. Intro con canti tibetani sparati dalle casse, dopo quasi 10 minuti partono le note del pezzo più evocativo dei placebo: Pure Morning, brano troppo spesso snobbato nei live per stessa ammissione dell’ autore ma che riproposto a distanza di quasi 20 anni mette tutti d’accordo. Poche concessioni al pubblico, Molko va dritto come un treno suonando 19 pezzi in una setlist che esclude sorprendentemente brani come Every Me Every You e Nancy BoyCoinvolgenti invece sono state The Bitter End e Running Up That Hill (cover di Kate Bush , migliore dell’originale oserei dire), la prima per potenza la seconda per atmosfera.

Ultima sera, è la volta di Nitro e Daddy G. dei Massive Attack e Taranto ha stretto un gemellaggio sonoro con Bristol e il suo sound underground. Con loro si chiude questo festival che, seppur per qualche giorno ha fatto parlar di Taranto non per le vicende di cronaca, inquinamento o Ilva , ma di bellezza, musica e atmosfere coinvolgenti, il tutto con il mare a far da cornice degna di nota è stata anche una mostra sul leader dei Nirvana Kurt CobainL’organizzazione ha già annunciato che anche per l’edizione 2019 sarà Taranto ad ospitare il Medimex.

di Antonio Cammisa

Ciociaria Open Air 2018: si parte l’8 giugno!

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Immaginaria

Presenta

CIOCIARIA OPEN AIR 2018

08 giugno
28 luglio
Ceccano (FR),

Campo da Baseball “G. Bonanni”

Inizia domani con il concerto di LILLO E I VAGABONDI (ingresso gratuito) la
prima edizione di CIOCIARIA OPEN AIR, il festival che si svolgerà fino alle
fine del mese di luglio attraverso altri nove entusiasmanti appuntamenti live:

FRAH QUINTALE + Wrongonyou + Dola (09/06)

ALBOROSIE + Pakkia Crew (16/06)

NITRO + Dope D.O.D. + Dani Faiv (29/06)

CIOCIARIA SALTA LA TARANTA
feat. Giuliano Gabriele Ensemble (30/06)

COSMO (07/07)

NEGRITA (14/07)

CIOCIARIA CANTA BATTISTI
feat. Lato B (20/07)

AT THE GATES + Carnifex + Destrage (27/07)

PIOTTA + BRUSCO + FRANKIE HI NRG MC (28/07)


CIOCIARIA OPEN AIR è anche un appuntamento teso alla valorizzazione e
riqualificazione dell’area perimetrata come Sito di Interesse Nazionale lungo
gli argini del fiume Sacco. L’evento si propone di ospitare una serie di attività
informative, formative e culturali, ponendosi come aggregatore di nuove idee,
opportunità e progettualità volte al rilancio ambientale, agricolo, economico e
sociale dell’intera Valle.
CIOCIARIA OPEN AIR è realizzato con la collaborazione del Comune di
Ceccano che ospiterà l’evento.

[Kaos Live Report] June of 44 @Evol club 30/05/2018

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Era tanto che rimpiangevamo e aspettavamo i June qui a Roma. Non dal 44 (of), come indica il nome, ma da una data sicuramente altrettanto remota (non tanto cronologicamente quanto per la scena musicale), il lontanissimo 1999…

Un’era post (rock) ma pre social, pre mode attuali, pre parecchie cose che non girano più come in quei “mitici”(con il senno di poi..) anni 90. Arrivato alle 22:30 in un Evol Club caldissimo, non solo per l’eccitazione degli astanti, e dopo giusto il tempo di assistere a una dignitosa esibizione solinga di Joe Goldring, e in poco piu di 30 minuti il cuore sussulta nel vedere Sean Meadows e Jeff Muller armeggiare come “sailors” navigati con la loro strumentazione sopra un palco che mai mi è sembrato cosi alto vista l’elevatezza dei musicisti che ospita questa sera. Colpisce subito la totale mancanza di prosopopea che contraddistinguerà per tutta la serata il quartetto di Lousville: Fred Erskine che allaccia il suo basso all’ampli come se stesse in sala prove con un pubblico di amici, il servizio catering provveduto dalla loro stesse prole, scene e sensibilità che non appartengono più a alle realtà indie (oramai POPpizzate) contemporanee fatta di pose e zero sostanza.

Poi, come la sigla del dolby surround prima di una proiezione, arrivano i feedback, la pioggia di cymbals di Doug Scharin e sulla loro scia l’arpeggio di Information and Belief. Da quel momento l’Evol si decontestualizza da questa sconcertante e stagnante contemporaneità per tornare a quel turbinio di suoni e rumori che hanno contraddistinto quel favoloso decennio di due decadi fa. Ci sono le urla del pubblico, c’è il pogo, ci sono anche le bestemmie ma soprattutto ci sono Anisette (ANISETEEEE..come si grida all’unisono), The Dexterity Of Luck, Cut Your Face e la favorita di buona parte del pubblico Shark and Sailors. Dopo poco più di un’ora, 2 encore inclusi, il concerto si conclude con un Jeff Muller che dichiara il proprio amore per i fans, con questi ultimi in visibilio per la storica data a cui abbiamo avuto la fortuna di poter assistere. E noi non possiamo che essere ancora più legati a un gruppo che dopo 19 anni è riuscito ad agitare per una notte l’intorpidita scena live romana.

Di Marco Loretucci

[Kaos Live Report] Ash Code @Wishlist 25/05/2018

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Reduci da una serie di live europei clamorosi gli Ash Code finalmente sbarcano a Roma per presentare il nuovo disco Perspektive.

Dopo la recente chiacchierata radiofonica di giovedì a Kaos Order, eccoci al Wishlist di Roma per assistere alla data romana degli Ash Code, eccellenza dark-wave italiana (amatissima all’estero), giunta al terzo – bellissimo – disco Perspektive! Ecco le foto del nostro Alessio Belli a raccontarvi questa fantastica serata.

 

[Kaos Live Report] The Zen Circus @Atlantico Live 04/05/2018

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Si è chiusa in maniera trionfale con la data romana il tour di Il Fuoco In Una Stanza degli Zen Circus. Una serata indimenticabile: ecco come è andata…

Partiti dall’Estragon di Bologna il 13 aprile, gli Zen Circus hanno attraversato l’Italia a suon di concerti scatenati ed emozionanti, come da loro tradizione. Dopo l’apparizione al Concertone del Primo Maggio – una sorta di aperitivo live – Appino, Ufo, Karim e il Maestro Pellegrini chiudono in bellezza il giro d’Italia a soun di sold-out all‘Altantico Live di Roma (ovviamente strapieno). Aperti da i bravissimi La Notte, alle 22:00 e qualche minuti i quattro rocker salgono sul palco accolti dall’ovazione del pubblico già entusiasta. Benvenuti nel Circo Zen!

La band è incontenibile: corrono da una parte all’altra del palco, incitano i presenti e regalano una performance impeccabile dietro l’altra. L’inizio è pura felicità: si parte con Catene, brano trainante del nuovo lavoro Il Fuoco In Una Stanza. Trascinante e appassionato Appino canta insieme alla folla e sarà così per tutti i brani della serata. Ecco poi di seguito due brani recenti ma oramai classici come La Terza Guerra Mondiale e Canzone Contro La Natura. Di seguito arriva Vent’anni, tratta da Villa Inferno del 2008 e sempre nel cuore dei fan. A brani dell’ultimo disco si alternano brani amatissimi con Non Voglio Ballare o Ilenia, senza dimenticare i grezzi e furiosi fasti del passato come Andate Tutti Affanculo, lavoro imprescindibile per la carriera dalla band da cui verrà ripresa anche Canzone di Natale. Fan più nostalgici accontentati anche grazie all’esecuzione di Nati per Subire.

Dopo quasi due ore senza sosta e pause, gli Zen Circus hanno ancora tanto da dire e lo dimostrano con i bis in cui portano la serata verso il suo vertice: L’Anima Non Conta, Questa Non E’ Una Canzone, Caro Luca, e il grande finale di Viva ci consegnano una band all’apice della forma, oramai completamente fusa con il suo popolo. Al prossimo live!

Foto di Alessio Belli

Set List

Catene

Canzone contro la natura

La terza guerra mondiale

Vent’anni

Non voglio ballare

Il fuoco in una stanza

Andate tutti affanculo

Low cost

Ilenia

Sono umano

Il mondo come lo vorrei

L’egoista

La stagione

Pisa merda

I qualunquisti

La teoria delle stringhe

Ragazzo eroe

Figlio di puttana

Canzone di Natale

Nati per subire

Encore:

L’anima non conta

Questa non è una canzone

Caro Luca

Viva

[Kaos Live Report ] Ministri @Atlantico Live 14/04/2018

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Dopo l’uscita del loro ultimo album Fidatevi, i Ministri tornano live in giro per l’Italia: ecco come è andata l’attesa data romana!

Sabato 14 Aprile i Ministri hanno calcato il palco dell’Atlantico per il loro tour di presentazione del nuovo album “Fidatevi”. Il trio milanese ha chiaramente proposto live quasi tutte le tracce dell’ultimo lavoro, con una formazione finora inedita, vista l’aggiunta di un nuovo musicista che andava ad aggiungere a seconda della canzone un’altra chitarra alle altre due insieme alla tastiera

“Fidatevi” ad un primo ascolto risulta subito un opera molto sentita, soprattutto per quanto riguarda i testi, impressione che non dava il precedente “Cultura Generale”: sembra come se avessero la pressante necessità di esprimere il proprio pessimismo, la rabbia e la tristezza. E’ un disco molto urlato, ma non mancano momenti intimi di introspezione. Si percepisce anche sul palco l’emozione e quanto i nuovi pezzi siano sentiti dalla band. Queste novità però non sembrano ancora pienamente rodate live, il muro di suono che si percepisce risulta più “vuoto” rispetto ai vecchi successi, che invece investono il pubblico con tutta la loro potenza ed al pieno delle proprie possibilità. Forse le nuove che spiccano di più nell’esecuzione sono “Usami” e “Memoria Breve”. Nonostante qualche pausa di troppo, seppur breve, tra una canzone e l’altra, non si può certo dire che non si siano impegnati. I Ministri sono uno di quei pochi gruppi che sul palco non si risparmia mai ed ha proprio in questo la sua grandissima forza. Questa serata non ha fatto eccezione.

Setlist:

Spettri

Crateri

Comunque

Idioti

Usami

Un dio da scegliere

Non mi conviene puntare in alto

Spingere

Memoria breve

Tra le vite degli altri

Il bel canto

Tempi bui

Dimmi che cosa

BIS

Fidatevi

Noi fuori

Una palude

Diritto al tetto

Abituarsi alla fine

Report: Edoardo Frazzitta

Foto: Alessio Belli

 

[Kaos Live Report] Le Vibrazioni @Quirinetta 03/04/18

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Il ritorno della storica rock band: ecco come è andato il live romano de Le Vibrazioni!

Martedì 2 Aprile, presso il Quirinetta, è avvenuto il ritorno a Roma de “Le Vibrazioni”, storica rock band italiana che dal 2012 risultava assente dalle scene e che poi nell’estate del 2017 ha visto la sua rinascita, coronata dalla partecipazione all’ultimo festival di Sanremo con il brano “Così Sbagliato” che da nome al Tour 2018 nei club. La serata si apre con i MotelNoire, band capitanata da Christian “Kris” Del Giudice che scalda per bene gli animi dei numerosi fans accorsi, molti non solo li per i rocker milanesi. Recentemente Francesco Sarcina aveva dichiarato «La nostra è una band vera, senza trucco né inganno, il successo ci aveva destabilizzati, ora lavoriamo a un nuovo disco con maggiore consapevolezza» e ciò che vediamo e ascoltiamo sul palco è proprio nuda e cruda verità, un sound pieno e maturo, sempre con quelle sfumature Led Zeppelin, sfrontatezza e sicurezza esecutiva e una potenza vocale che per quasi due ore regala emozioni a tutti i presenti. Questo de Le Vibrazioni è un ritorno che potrebbe certamente far bene all’attuale scena italiana, sommersa da piccoli artisti indie/trap che fanno della mancanza di contenuti il loro punto forte, esatto opposto dei Milanesi che da sempre sono stati capaci di unire poesia, rock e creatività a quella musica che in Italia ha saputo regalare tante emozioni, una musica che pian piano potrebbe risalire, anche grazie a loro, la china.

Foto a cura di Raffaele Grasso

  1. Seta
  2. Sani Pensieri
  3. Voglio una macchina del tempo
  4. Raggio di sole
  5. Dimmi
  6. Se
  7. Portami via
  8. Insolita
  9. In orbita
  10. In fondo
  11. Ovunque andrò
  12. Niente di speciale
  13. In una notte d’estate
  14. Dedicato a te
  15. Così sbagliato
  16. Vieni da me
  17. Su un altro pianeta (Bis) 

Grant-Lee Phillips il 3 agosto al Festival delle Colline 2018

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Venerdì 3 agosto – ore 21.30 – biglietto 5  euro
Cortile della Chiesa di Bonistallo – via Bonistallo – Poggio a Caiano (Prato)
GRANT-LEE PHILLIPS
in concerto

Un grande nome del songwriting americano per l’edizione 2018 del Festival delle Colline: Grant-Lee Phillips sarà in concerto venerdì 3 agosto alla Chiesa di Bonistallo di Poggio a Caiano, nell’ambito del tour che segue la pubblicazione del nuovo album “Widdershins”.

Già mente e ispiratore degli strepitosi Grant Lee Buffalo, con l’ultimo lavoro Grant-Lee Phillips ritrova proprio quelle morbide atmosfere che hanno segnato capolavori come “Fuzzy” e “Mighty Joe Moon”.

“Anche quello era un periodo di tensioni sociali – spiega Grant-Lee Phillips – la Guerra del Golfo, la rivolta di LA, tutto era amplificato. Poi un po’ di anni dopo ci fu un terremoto in cui fummo coinvolti, altro motivo di difficoltà. Ero in uno stato di eccitazione quando scrissi tutte quelle cose, così come lo sono adesso”.

Il concerto di Grant-Lee Phillips va ad aggiungersi a quello dei Calexico (venerdì 13 luglio al Centro per l’Arte Contemporanea di Prato), prime anticipazioni del Festival delle Colline 2018.

Info spettacoli
Tel. 0574 531828  www.festivaldellecolline.com
twitter.com/FestivalColline
www.facebook.com/festivaldellecolline
www.instagram.com/festivaldellecolline
#colline2018

[Kaos Live Report ] Manifesto: un’indimenticabile terza edizione!

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Il 23 e 24 marzo è andato in scena al Monk il Manifesto, festival di musica elettronica giunto alla terza – bellissima – edizione. Alcuni scatti delle due magnifiche date!

Di questi tempi abbiamo poche certezze. Alcune arrivano con la primavera: le giornate si allungano, si spera il tempo migliori, cambia l’orario e soprattutto ci si schiera in prima fila al Monk per assistere agli imperdibili live e set delle due date del Manifesto. La rassegna di musica elettronica italiana e internazionale oramai non ha più bisogno di presentazioni e anche nell’edizione 2018 ha assemblato due giorni all’insegna della qualità assoluta, fornendo nottate all’insegna di alcuni dei nomi più significativi del panorama elettronico attuale.

La prima serata è stata aperta dal bel live di Rhò, in cui ha  presentato al pubblico il nuovo lavoro Neon Desert, mostrando a tutti la sua versatilità e talento. Si passa subito senza colpo ferire al Palco A, pronti a farsi rapire dalla bellezza delle immagini e dei suoni di un nome di culto assoluto: Alessandro Cortini. Una performance tutta incentra sul suo ultimo lavoro Avanti. Incredibile come il suo personale passato fatto di vecchie cassette e super 8 diventi un’esperienza di condivisione emotiva condivisa da tutti: i miracoli della musica. Quella bella. Chiusa la sua esibizione ci asciughiamo gli occhi e torniamo dall’altro lato della sala per assistere a cosa combina Indian Wells. Ma la serata ha ancora in serbo due nomi da k.o.: Nosaj Thing e annesso laser show e lo scatenato Bruno Belissimo!

 

Molto bella anche l’apertura della seconda serata, affidata al bravura di John Montoya, capace di destreggiarsi con la stessa abilità tra macchine e violini. Pubblico preso dal suo coinvolgente mood in pochi secondi. Ben scaldati da questa apertura possiamo perderci negli ipnotici e irresistibile ritmi dei Go Dugong. Tra maschere e viaggi sonori – e annesa presentazione dell’ultimo lavoro Curaro – ci si perde nel loro mondo… giusto il tempo per trovarci davanti Omar Souleyman! Difficile spiegare l’esplosione di energia e di euforia generata dal suo live! Una festa – letteralmente – a ritmo di una dabka “rivista” alla sua maniera. Molti lo definiscono “L’Uomo più cool del mondo”: non mi sento di dissentire. Come non posso dissentire riguardo la celeberrima potenza sonora dei Ninos Du Brasil: fortunatamente il Monk è ancora in piedi dopo il loro live. E a chiudere in bellezza quest’indimenticabile edizione del Manifesto ci ha pensato Valerio Delphi. Il tempo di far guarire i timpani e già siamo pronti per la prossima!

 

Foto di Alessio Belli 

[Kaos Live Report ] Divenere: le foto del release di Forever al Wishlist

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Forever è il nuovo – bellissimo – ep dei Divenere, uscito lo scorso 5 marzo e presentato live sabato 17 al Wishlit di Roma.

La band romana nata del 2005 ha regalato al pubblico romano un live bellissimo ed intenso, muovendosi in quel suo magnifico mondo sonoro che va dagli Slowdive ai Mogwai passando per i God is an Astronaut. Oltre ai nuovi brani del bellissimo ep (presentato in versione live acustica qualche settimana fa in diretta a Kaos Order) i Divenere hanno aggiunto anche alcuni classici, per un concerto a dir poco indimenticabile. Ecco gli scatti della serata!

Foto di Alessio Belli

[Kaos Live Report ] Orphaned Land – Lunarsea + Guests Live @Jailbreak Live Club 15/03/18

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Partendo dal presupposto che non tutti, arrivati al livello degli israeliani Orphaned Land, sarebbero saliti sul palco dopo una giornata di imprevisti e difficoltà, presso il Jailbreak Live Club l’atmosfera che si è respirata durante l’intera serata è risultata carica di passione e spiritualità.

Quattro band si sono alternate in un concerto che certamente ha unito tante culture nel nome della musica e del metal. La prima band a salire sul palco vede ex membri di Konkhra, Hypocrisy e Scar Symmetry capitanati da Per Møller Jensen e stiamo parlando dei Road To Jerusalem, band danese (di base) che ha una forte connessione con il prog rock e l’hard rock, seppure i membri della band provengano da un background metal anche estremo. Il sound è rarefatto e per nulla semplice, soprattutto al primo ascolto risulta poco memorabile, tuttavia il tutto una volta assorbito con maggiori ascolti è capace di suscitare forti emozioni, ricordando a tratti band come Pink Floyd e Led Zeppelin contrapposti a brani più verso Tool e Soen.
Seconda band e ci si proietta subito in Israele con i Subterranean Masquerade, band che contrappone un sound complicato e studiato ad una presenza scenica decisamente istrionica e folle, spesso anche troppo. La figura dei due cantanti (uno in clean e l’altro in growl) si differenzia anche dalla stasi che assumono sul palco, Vidi Dolev (cantante pulito) si muove come un folle con facce da schizzato e non perde tempo per concentrare l’attenzione su di se, distogliendola un pò troppo dal resto della band e dal growler Eliran Weizman che rimarrà fisso al suo posto a reggere l’asta del microfono; l’essere scenici ci sta alla grande per una band metal, l’ideale sarebbe non distogliere però l’attenzione dal concetto principale, la musica, soprattutto se di gran fattura come in questo caso.
I romani Lunarsea sono l’ultima band prima degli headliner e sanno bene come scaldare il pubblico di casa che ormai da ben 15 anni li supporta costantemente, un death metal mai banale e sempre carico porta il pubblico numeroso ad andare su di giri grazie ai loro riff potenti e una voce graffiante e violenta, una sicurezza sotto ogni punto di vista, durante l’ultimo brano i Subterranean Masquerade salgono sul palco a fare casino con loro così come i Lunarsea erano saliti sul palco durante l’ultimo brano della band israeliana.
L’attuale tour degli Orphaned Land è in promozione del loro recente album “Unsung Prophets & Dead Messiahs” e proprio con “The Cave”, primo brano dell’album, si apre la setlist che li vedrà pescare altri quattordici brani tratti dalla loro discografia; la presenza delle danzatrici del ventre sul loro inno “Sapari” rende il concerto (anche grazie all’uso di video proiettati) sempre più godibile anche dal punto di vista visivo oltre che sonoro, sicurezza della band. Il bis sarà di un solo brano data la certa stanchezza dovuta alla rottura del tour bus, ma la scelta di “Norra El Norra” risulta perfetta per chiudere questo show carico di medio oriente che raramente (se non mai) delude le aspettative. Un ritorno che in tanti aspettavamo e speravamo che ripresenta Kobi Farhi e il resto della band in forma smagliante, sotto ogni punto di vista e che fa impallidire per spessore di musica e messaggio tanti loro colleghi; un gruppo che riesce ad elevare ciò che compone ad un livello nettamente superiore.

Testo e Foto: Giuseppe Negri

Setlist:

  • The Cave
  • All Is One
  • The Kiss Of Babylon (The Sins)
  • Ocean Land (The Revelation)
  • We Do Not Resist
  • Let The Truce Be Known
  • Like Orpheus
  • Yedidi
  • Birth Of The Three (The Unification)
  • Olat Ha’tamid
  • In Propaganda
  • All Knowing Eye
  • Sapari 
  • In Thy Never Ending Way
  • Norra El Norra

Maroccolo & Chimenti presentano “L’era dell’Ippopotamo Bianco”

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Nella suggestiva e folkloristica location del quartiere Pigneto a Roma, il 16 Marzo arrivano al Circolo Arci Sparwasser:
GIANNI MAROCCOLO & ANDREA CHIMENTI con  “L’ERA DELL’IPPOPOTAMO BIANCO”

Dopo l’era del cinghiale bianco cantata da Battiato, quella dell’ippopotamo: un animale che ama rivoltarsi beatamente nel fango. Fuor di metafora, il fango è l’acqua stagnante della cultura contemporanea, in cui sembrano smorzarsi impeti e idee. Gianni Maroccolo e Andrea Chimenti sono personalità storiche del rock italiano che da sempre hanno evitato mode e tendenze, in favore della qualità e della musica “altra”. Negli ultimi due anni, Andrea Chimenti ha prestato la sua straordinaria voce alla versione live dell’album “vdb23 / nulla è andato perso”, realizzato nel 2013 da Gianni Maroccolo con Claudio Rocchi, che purtroppo non è più con noi – perlomeno con il corpo. I due artisti e amici si ritrovano in forma inedita assieme su un palco per dichiararsi “non-ippopotami”, in una serata basata su parole e note: parole (stimolate e organizzate da Marco Olivotto) per narrare un segmento irripetibile di storia della musica degli ultimi trent’anni; note per lasciare che la musica stessa si snodi  attraverso alcuni brani “a sorpresa” che verranno eseguiti dal vivo in forma intima e principalmente acustica. I brani sono tratti dal repertorio dei progetti storici dei due artisti (Litfiba, CSI, PGR, progetti solisti), senza uno schema preciso e con qualche incursione in repertori altrui. Gianni e Andrea dialogheranno tra loro e con il pubblico, in un momento di verità e condivisione dello spirito di un’epoca artistica che ancora non accenna a tramontare e conserva immutato il fascino degli esordi. 


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GIANNI MAROCCOLO & ANDREA CHIMENTI 
L’ERA DELL’IPPOPOTAMO BIANCO

Venerdì 16 Marzo 2018
Circolo Arci Sparwasser
Via del Pigneto 215, Roma Est 

[Kaos Interview] Andrea Laszlo De Simone @Monk Club 02/03/2018

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Dopo aver scritto e portato in giro per tutta l’Italia uno degli album più importanti del 2017, gli Andrea Laszlo tornano al Monk, stavolta per un live lungo e incredibile…

Questo è quello che il loro frontman baffutissimo ci ha raccontato molto prima che venissero versati litri di amaro del capo, e che si spezzasse la vita di una chitarra abbastanza giovane e prestante:

Intervista di Cristiano Tofani
Foto di Marta Bandino per Noise Symphony

 

[Kaos Live Report] Boris & Amenra @Monk Club 01/03/2018

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Dopo una settimana di freddo e neve, l’accoppiata extralusso formata dai Boris e dagli Amenra riscalda gli animi dei presenti al Monk Club grazie al loro stile unico, quasi avvolgente nella loro strabordante potenza.

A iniziare la serata ci pensa il trio giapponese, che a 26 anni dalla nascita non smette di sfornare intensi capolavori: l’ultimo in ordine di tempo è “Dear”, uscito nel 2017, e ancora espressione di un genere musicale difficile da inquadrare e impossibile da etichettare. I Boris spaziano dal drone, al post-metal, al noise, con una naturalezza ipnotica, soprattutto per chi ha la fortuna di godersi un loro live. Il gong alle spalle del magnetico Atsuo Mizuno, batterista tanto coinvolto nello sviluppo della sua musica da sembrare perennemente in uno stato di trance, è il fulcro della scena. Takeshi Ohtani (basso) e la gracile Wata (chitarra e tastiere) completano l’opera seguendo con gli occhi il tempo che Mizuno dà loro con tutta la teatralità del caso. Lo scoccare del gong fa sobbalzare il cuore in gola alle prime file del pubblico, un’apoteosi di emozioni che all’apparenza trova fine solo nel momento in cui il gruppo saluta nel mezzo di un’ovazione generale.

Ma è, appunto, solo apparenza. Bastano infatti 15 minuti per risistemare la scena e lasciare spazio a un’altra esibizione non adatta ai cuori deboli. Colin H. van Eeckhout prepara un tappeto al centro del palco, si volta verso il batterista Bjorn J. Lebon, piegato in ginocchio, capo chino, come fosse in preghiera. Nelle sue mani due tubi di metallo che comincia a sbattere uno contro l’altro, seguendo un ritmo lento ma inesorabile. Pian piano gli altri componenti del gruppo (Vandekerckhove e Bossu alle chitarre, oltre al possente Seynaeve al basso) subentrano, in un crescendo emozionante, quasi mistico. Gli Amenra spaziano da momenti contemplativi ad altri in cui la base metal della loro musica prende il sopravvento, in un pot-pourri di generi che ricorda da vicino l’evoluzione dei Boris. Ma a differenza dei nipponici, il quintetto belga ha continuato a seguire il filo della loro opera omnia con l’ultimo album, “Mass VI”: l’alternanza di momenti catartici e esplosioni sonore rappresenta la struttura base dei loro lavori, dal primo “Mass I” datato 2003, a quest’ultimo del 2017. Sul palco poi, van Eeckhout scaglia le sue urla verso il batterista, rivolgendo le spalle al pubblico, in una disposizione scenica che da sempre lo caratterizza. L’effetto è tanto spiazzante quanto travolgente.

Inutile dire che un uno-due del genere non si vede tutti i giorni; il consiglio, per chi non è potuto esserci, è di munirsi di tappi per le orecchie e recuperare il prima possibile.

Testo: Paolo Sinacore

Foto: Alessio Belli

[Kaos Live Report] The Soft Moon @Monk Club 22/02/2018

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Non è di certo un segreto che The Soft Moon, il progetto che vede come deus ex machina quel simpatico cervellino di Luis Vasquez, sia uno di quei goiellini riusciti ad imporsi con sempre maggior peso di pubblico e spessore all’interno della scena (neo)post-punk / (neo)dark-wave internazionale.

Scena che ha sicuramente visto negli ultimi anni una notevole impennata di attenzione, un rinnovato interesse, nonchè un copioso fioccare di nuovi gruppi ed artisti, rispolverando quel gusto cupo e lisergico tipico di una certa fascinosissima fetta degli anni ‘80, e che vede oggi quelle specifiche ambientazioni emotivo-sonore toccare un’auge quasi inedita. Potremmo quasi affermare, se non altro per la capacità di Luis Vasquez nel conquistare un consenso sempre maggiore e trasversale, che The Soft Moon possa essere considerato il progetto porta bandiera di questa nuova-nostalgica ondata, in grado di attirare tanto un pubblico consapevole e già radicato all’interno di quelle sonorità, quanto una nuova schiera di fan provenienti dagli ascolti e dai contesti più disparati.

Il passo è stato infatti davvero breve prima che il progetto iniziasse ad ammiccare e sedurre i movimenti affezionati ad una certo qual tipo di elettronica e di techno più oscure, così come l’ambiente (anch’esso in gran spolvero) della neo-psichedelia. Questo perchè di fatto The Soft Moon non si ferma alla mera matrice di cui i generi sopra citati sono la base, ma sperimenta e guarda altrove, reinventando ed attualizzando un suono già di per sè ricco di argomenti ed interesse.

Che tu sia un darkettone della vecchia era, un fighetto dedito alla techno più ricercata, un musicofilo curioso in cerca di spunti, un ascoltatore al seguito delle correnti più interessanti, così come semplicemente un modaiolo a cui piace darsi un tono e vestirsi di nero, The Soft Moon sarà in ogni caso un progetto nelle tue corde. Criminal, l’ultimissimo lavoro uscito proprio lo scorso 2 Febbraio“(nonchè esordio sulla più che celeberrima Sacred Bones NDR), è solo la (ennesima) conferma di una ricetta già ben strutturata e consolidata. Se ad un primo e distratto ascolto il disco può risultare vagamente ridondante, è concedendo maggior attenzione che se ne percepisce tutta la maturità: pur senza stravolgere il messaggio fino ad oggi comunicato, infatti, Criminal risulta una sorta di punto di arrivo, un approdo stabile in cui ogni seme e ramificazione prende il suo giusto posto e la sua giusta dimensione.  Ad amplificare la propria presenza, in particolare, sono una tendenza sempre più spinta verso una certa industrial-techno, così come un’esigenza di distorsione che strizza più che volentieri l’occhio ad una sorta di educatissimo noise. A riprova di questo, come delle ispirazioni alla base del nuovo disco, abbiamo di certo il freschissimo mix realizzato da The Soft Moon per la celeberrima NTS Radio, che in poco meno di un’oretta raccoglie tantissimi spunti succosi ed una massiccia e gustosa dose di cattiveria ( https://www.nts.live/shows/guests/episodes/the-soft-moon-16th-february-2018 ).

È su queste premesse e con i singoloni ancora nelle orecchie che ci siamo diretti al Monk per godere della data romana del tour che sta portando Criminal in giro per l’Europa ed il mondo. Nonostante un’antipatica pioggia scrosciante, il pubblico sembra essere abbondante e caloroso mentre SARIN (anch’esso relativamente fresco di pubblicazione del suo Psychic Stress) prende possesso del palco -sorprendentemente puntualissimo- e dà inizio alle danze della serata. Un costume interamente in lattice copre corpo e volto dell’artista, mentre una tech-acid-EBM sincera e malandrina inizia a far muovere avanti e indietro la testolina delle file in transenna. L’atmosfera sensoriale è di certo quella giusta per tuffarsi nella dimensione emotiva di questa notte, anche con quel briciolo di “veracità” che tutto sommato crea più folclore che scompiglio.

Ma è ben presto tempo di dare spazio ai principi della serata. Già dalle prime note che fanno vibrare cassa toracica e cuoricino, alla terza volta che lo/li vediamo live, The Soft Moon dimostra, anzi ostenta, di aver raggiunto una nuova e trascinante maturità. Questo non certo grazie ad un’imponente scenografia dovuta ad un successo ormai abbastanza importante, nè ad effetti speciali sorprendenti, quanto piuttosto ad una consapevolezza che traspare e conquista, rapisce e fomenta. La formazione è sempre a tre, Luis Vasquez al centro, scatenato più che mai, accompagnato dai fidi Luigi Pianezzola e Matteo Vallicelli (di cui vi consigliamo caldamente il disco da solista “Primo”). Qualche piccola imperfezione tecnica sussiste ancora, ma risulta immediatamente perdonabile dileguandosi in un live emozionante tutto cuore e fomento.

Non vengono ovviamente escluse le possenti hit del passato, ma vista la matrice più “elettronica” a cui Criminal è devoto, il susseguirsi dei pezzi prende una dimensione anche piuttosto ballereccia che sfizia e diverte, rendendo impossibile star fermi a braccia conserte come spesso avviene -tristemente- in questi casi.
Il concerto sembra consumarsi in pochi istanti, lasciandoci soddisfatti, un pò sudati, ma soprattutto con la voglia di replicare ben presto l’esperienza. Quindi Luis, fai una cosa. Ti mettiamo un lettino nel sottoscala di Radio Kaos e vieni a trovarci quando ti pare. Le birrette le offriamo noi.

Testo di Cristiano Latini

Foto di Alessio Belli

The Breeders – Due date a giugno in Italia!

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IL GRANDE RITORNO DELLA BAND DI CULTO AUTRICE DELL’INDIMENTICABILE LAST SPLASH!

05 giugno 2018 – Ferrara – Cortile Estense

Ferrara Sotto Le Stelle

Inizio live: 21,00

Biglietto: 20 euro +d.p.

PREVENDITE DISPONIBILI DALL’11 GENNAIO: 

Ticketone – www.ticketone.it – 892.101

Vivaticket – www.vivaticket.it – 892.234

Do It Yourself – www.diyticket.it – 892.369

06 giugno 2018 – Milano – Santeria Social Club

apertura porte:19,30

inizio concerti: 20,15

Biglietto: 22 euro +d.p.

PREVENDITE DISPONIBILI DALL’11 GENNAIO:

Ticketone – www.ticketone.it – 892.101

Le Breeders sono diventate incredibilmente popolari per il loro album Last Splash, registrato nel 1993 da Kim Deal, Kelley Deal, Jim Macpherson e Josephine Wiggs, e pubblicato su 4AD.

L’album è stato spinto dalla immortale “Cannonball” (con l’iponico e indimenticabile video di MTV diretto da Kim Gordon e Spike Jonze) e da un anno on the road – incluso anche un tour di supporto al tour In Utero dei NirvanaTutto è culminato nell’epico tour di Lollapalooza del ’94, quando Last Splash è diventato disco di platino e il Melody Maker ha definito The Breeders come “la band più casualmente geniale in circolazione”.

Nel 2013, Kelley, Kim, Jim e Josephine si sono riuniti per il ventesimo anniversario di Last Splash. 4AD ha ristampato l’album come cofanetto deluxe, e la formazione “classica” della band ha fatto il giro degli Stati Uniti, dell’Europa, dell’Australia e del Sud America, esibendosi in festival e registrando praticamente otto mesi di show sold-out!

Da allora il quartetto si è rimesso a lavoro per registrare un nuovo album.  Ad ottobre è arrivato così il singolo Wait In The Car, che per la prima volta dopo Last Splash vede riuniti tutti i membri originari della band: Kelley Deal, Kim Deal, Jim Macpherson e Josephine Wiggs.

[BEST OF 2017] I migliori live scelti dalla nostra redazione fotografica

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Il 2017 verrà ricordato come una grande annata per la musica live in Italia. E noi della redazione fotografica di Radio Kaos Italy abbiamo le prove.. ecco gli scatti dei concerti che più ci hanno emozionato quest’anno. Eravate anche voi sotto palco con noi?

Redazione Fotografica Radio Kaos Italy:

Alessandro Campisi

Martina Sperduti

Marta Bandino

Francesca Romana Abbonato

Marco Loretucci

Manuel Aprile

Dario Argenziano

Alessio Belli

Per vedere tutti gli altri report, cliccate qui.

[Kaos Live Report] Ghemon @Monk 09/12/2017

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Nonostante il freddo glaciale, un nutrito gruppo di persone ha lasciato le proprie abitazioni per recarsi al Monk. Il motivo? La data romana di Ghemon.

Inutile girarci intorno: Mezzanotte di Ghemon è uno dei dischi italiani dell’anno. A prescindere dal genere, dai gusti, dalle aspettative, l’ultimo lavoro di Gianluca Picariello si è imposto fin da subito come un lavoro clamoroso, segno di una evoluzione e un cambiamento importante e musicalmente riuscito. E’ interessante infatti notare come di recente molti dei nomi più illustri del rap “alto” italiano abbiamo sperimentato – con pregevoli riscontri – vie diverse: Willie Peyote nell’ultimo Sindrome di Toret ha aperto il suo sound ad un gusto più pop e cantato, idem – ed in maniera ancora più accentuata – ha fatto Coez con Faccio un Casino , mentre il nostro Ghemon con Mezzanotte – seguito dell’altrettanto magnifico ORCHIdee – ha dato vita ad un disco dall’anima soul davvero pregevole che ha stregato subito critica, i fan e generato nuovi adepti.

E’ bello constatare fin da subito come il pubblico presente sia estremamente variegato: giovanissimi (in alcuni casi adolescenti) premuti sulla prima fila, circondati da altri fan di poco più grandi e adulti. Tutti pronti e trepidanti nel cantare insieme al loro beniamino i suoi brani oramai imparati a memoria. Così – appena finito il sacro rituale calcistico di Juventus-Inter – Ghemon segue di pochi istanti la sua band sul palco del gremito Monk Roma. Il calore è tanto e serve per scaldarci subito a ritmo di musica e rime. Ghemon – vocalmente ineccepibile – esegue senza fronzoli un brano dopo l’altro, creando un set avvolgente e coinvolgente, in cui viene esaltata la potenza e l’impatto delle sue canzoni, merito anche dei musicisti impeccabili che lo accompagnano.

Non c’è brano che non venga accolto da boati e applausi. Ghemon, in tenuta sportiva, si muove canta, spesso coinvolgendo nelle sue strofe la splendida voce femminile al suo fianco. Arrivano tutti i brani più attesi e senza neanche rendercene conto, si arriva ai bis e alla conclusione di un live bellissimo che conferma – qualora ce ne fosse ancora bisogno – il nome di Ghemon con uno dei più importanti e talentuosi nel contesto del mondo rap. E non solo… Detto ciò: unico modo per rivivere questa fantastica serata di musica live? Scorrendo le nostre foto!

Testo: Michael Previtera

Foto. Alessio Belli

[Kaos Live Report] Giancane @Monk 07/12/2017

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Al Monk sono le 11:00 quando tutto inizia ad essere avvolto da un’atmosfera anni ’80 che prepara l’entrata di Giancane, accolto da nuvole di sfumature di viola e dal calore del pubblico…

Il locale è sold out. Con “2 volte 6”, una delle sue poche canzoni romantiche (se non l’unica) dedicata alla Peroni, apre il concerto e la presentazione del nuovo album “Ansia e  Disagio”, uscito per Woodworm Label  il 24 Novembre. Segue un classico, ovvero “Ciao, sono Giancane”. Sale sul palco Alessandro Martinelli, fisarmonicista de Il Muro del Canto, intento ad accompagnare  “Hogan blue”. L’entusiasmo è alle stelle e il locale sembra inadatto per contenerlo tutto. Arrivano momenti di respiro; il cantautore interagisce ironicamente con il pubblico e poi lo fa ancora ballare con i pezzi ‘’Una vita di merda” e ” Una Vita al top”’. On stage arriva anche Michele Amoroso e con il dissacrante brano “Limone ” e il concerto raggiunge il top.

Il live continua con pezzi tratti da Ansia e Disagio, tra i quali la cover dell’ “Amour Tojours”, a conferma di quanto dice Giancane stesso in una intervista rilasciata a G. Zanichelli per Repubblica del 6 dicembre 2017 “…. noi durante il live facciamo un momento che si chiama Momento Lucchesi, come il cognome del nostro chitarrista. Facciamo scegliere tramite l’applausometro cinque o sei pezzi di grande musica italiana, così per cazzeggiare un po’. E, dalla Sicilia alla Valle D’Aosta, vince sempre Gigi D’Agostino, sempre, in ogni data. Quindi ormai è entrata in scaletta, è due anni che la suoniamo, era giusto metterla su disco definitivamente…”

Seguono altri ospiti tra i quali Lucio Leoni con il quale si da vita all’ironico brano “Adotta un fascista” e il rapper Rancore per il brano ‘’Ipocondria’. Con quest’ultimo i due artisti ripercorrono storie di curiosi e inspiegabili stati d’animo. Per il rapper ci sarà spazio anche un pezzo da solista. Il finale è qualcosa di magico: rendendo tangibili sensazioni e pensieri intrusivi, Giancane spinge i presenti nuovamente a ballare sulle note del bis del brano “Ipocondria”. Conclusione all’insegna dell’affettività sincera con fiumi di saluti, ringraziamenti e gioia condivisa per la magnifica avventura vissuta.

Testo: Rocco Foggia

Foto: Dario Argenziano

[Kaos Live Report] The Rumjacks @Traffic Live 02/12/2017

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Rumjacks + Dalton = Mentalità”

Entro quando gli Airin stanno terminando la loro esibizione e troviamo il locale pieno: musica irlandese nell’aria, delle leggiadre ragazze in veste rossa danzano nella sala del locale, circondate da un pubblico variegato: punk, skinhead in bretelle e capelloni in gilet e toppe. Questa è vera“Mentalità” signori.

Le danzatrici della scuola di danza ROIS lasciano il pit e i Dalton si piazzano sul palco: la band punk romana ormai gode di un nutrito pubblico e sono certamente il principale vessillo della scena skinhead della capitale.

“Niente paura” getta la svolta “Punk Oi!” della serata e noto con piacere che non sono l’unico che dal pubblico ripete i cori assieme a tutto il gruppo: un inizio davvero caloroso. Gianlorenzo, con la sua maglietta a righe bianche e rosse spicca tra tutta la folla, è un frontman che coinvolge e dà empatia. I testi ti arrivano dritti al cuore. Procedono intervallando i pezzi del nuovo album “Deimalati”, come “La dose fa il veleno” e “La vigna della morte” a vecchi classici come “Caffè” e “Sì che si può”, il pubblico canta, balla sulle linee rock ‘n roll del basso e poga animatamente.

L’intenzione è quella di concludere con “Bambini”, che scatena il panico nel pit: Gianlorenzo salta dal palco e si concede un breve (ma intenso) crowdsurfing continuando a cantare nel microfono, mentre impazza il finale della canzone. Non del tutto contenti ci deliziano con “Gaia”, un bis di puro punk ‘n roll e abbandonano il palco senza lasciare scontento nessuno. La scuola Rois procede con l’ultimo intermezzo di danza, che fa da apertura agli headliner della serata. Ho bisogno di riposo e di un amaro per recuperare un po’ la voce.

The Rumjacks attesissimi, toccano subito le corde della platea che ha solo voglia di trasudare molecole di alcol pogando e ballando. La band di Sidney è esperta nel tenere un palco e non si concedono break, perché l’eccitazione non deve fermarsi. Un punk sempre ballabile sulle note del bouzuki e del tin whistle: la musica celtica, in ogni sua forma, crea fraternità, gioia e condivisione. Il numero di ubriachi è ingente, quindi non ci sentiamo affatto soli: alcuni credono di essere a Montelago e iniziano a urlare: “Valerio!”

Ci godiamo capolavori come “Patron Saint O’Thieves” e pezzi famosi su larga scala come “Uncle Tommy”. Frankie e Johnny (rispettivamente cantante e bassista) cercano sempre il contatto con i nostri animi e si esprimono con i pochi termini italiani che conoscono per ringraziare la folla, con il grezzissimo accento australiano. Il pogo è pieno di uomini senza maglia, sudati fradici e diventa impossibile non scivolare da un lato all’altro della sala. Anche i muri sudano visibilmente.

Gli stage diving partono di continuo, ma il pubblico variegato ne fa fallire numerosi: la parte skinhead si è diluita e molte persone cadono inesorabilmente o non riescono nemmeno ad essere lanciate. I più fortunati salgono sul palco e si prendono anche troppa confidenza col gruppo. La serata continua con un dj-set, ma siamo presi a trovare una soluzione per affrontare il freddo zuppi di sudore e pregni d’alcol. Sopravviveremo, forse.

Testo: Andrea Remoli

[Kaos Live Report] Galeffi @MONK Roma 30/11/2017

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Concerto di presentazione e primo sold out al Monk Roma per Galeffi e il suo Scudetto.

A scaldare il numeroso pubblico ci pensano gli AM-OK, duo composto da Chiara Gianesini e Federico Pellegrini, i quali – pur essendo ancora in fase di lavorazione per l’album – ottengono un ottimo riscontro del pubblico, preparandolo come si deve per la serata.

Finita la loro esibizione parte il singolo che ha portato la fama a Galeffi, ovvero “Occhiaie”, con il pubblico pronto fin da subito a cantarla. Sul palco insieme a lui la sua band, con la quale dimostra di avere grande armonia ed empatia: Luigi Winkler alla chitarra, i synth e le sequenze sono nelle mani di Marco Proietti, alla batteria Andrea Palmieri ed infine al basso Walter Pandolfi. Sul volto del giovane si legge chiaramente l’intensità degli impegni che l’hanno tenuto impegnato nelle scorse settimane prima della serata ufficiale, dalle varie interviste fino alla presentazione del secondo singolo “Polistirolo” presentato al Marmo domenica scorsa durante la serata di “Spaghetti Unplugged”. Prosegue il concerto con un il “vecchio” singolo “Camilla”, uscito nell’estate del 2016, e forse il primo pezzo che ha portato il nome di Galeffi a farsi conoscere (soprattutto tra le ragazze). Segue “Puzzle” e poi il primo ospite: Gazzelle. Cocktail alla mano, il cantante sale sul palco facendo partire il duetto di “Pensione” , ricordando al pubblico il suo concerto di marzo all’Atlantico con un: ” Arrivederci a Marzo”.

Non finiscono certo le sorprese, infatti, il secondo ospite è Roberto Angelini , insieme al quale il nostro timido artista canta “Pedalò”. Qualche minuto di pausa e le luci si riaccendono con una cover di “Pop Porno” de Il Genio e una rivisitazione di “The House of the Rising Sun” degli Animals .  A  concludere lo show il bis di “Occhiaie” in acustico accompagnato dalla chitarra del fratello, Livata, prima di scendere dal palco tra i canti e applausi della folla che già lo ama. La voce e lo stile di Galeffi sono qualcosa di originale nel panorama italiano e ha dimostrato piene capacità di sapersi distinguere. Un grande esordio, per un grande live. Alla prossima.

Foto: Dario Argenziano

Report: Rocco Foggia

[Kaos Live Report] Selton live @MONK Roma 01/12/2017

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Altra serata al Monk Roma, altro sold out: la nostra Francesca Romana Abbonato ci racconta con le sue foto la bellissima festa di ieri sera… il concerto dei Selton!

Foto di Francesca Romana Abbonato

[Kaos Live Report] Ex Otago @MONK Roma 25/11/2017

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Volete sapere come è andato uno dei concerti più attesi della stagione? Bene: ecco le foto di Francesca Romana Abbonato a raccontarvi del clamoroso live degli Ex Otago al Monk Roma. Buona visione!

 

Setlist:

1)Cinghiali incazzati

2) Non molto lontano

3) Amico bianco

4) Stai tranquillo

5) La nostra pelle

6) Foglie al vento (con Margherita Vicario)

7) Indiano

8) Coraggio

9) Figli degli hamburger

10) Ritmo

11) Costa Rica

12) Mare

13) Quando sono con te

14) Gli occhi della luna

15) I giovani d’oggi

[Kaos Live Report] UFOMAMMUT @TRAFFIC 25/11/2017

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Il Traffic, ormai si sa, è il baluardo romano dello Stoner Doom e stavolta ospita una quaterna sul genere, ricchissima per varietà e qualità: headliner della serata gli Ufomammut, che con il nuovo album “8” stanno spopolando nelle poche, ma memorabili, date.

I Gorilla Pulp sono già sul palco al nostro arrivo. Il pubblico è già numeroso e i viterbesi del Tufo Rock risvegliano subito in me l’orgoglio della Tuscia laziale. Hanno subito un problema tecnico con il basso che li costringe a suonare un brano senza, ma fortunatamente il Rickenbacker ritorna presto e ridare il fondo fondamentale all’esibizione.Il frontman Maurice Flee gestisce in contemporanea chitarra, microfono e smanettate di pedali, senza perdere la grinta animalesca per dominare il palco.

Il loro Stoner ha radici nei sound anni ’70, che nel nuovissimo lavoro “Heavy Lips” sono più evidenti che mai, nonché nell’hard rock, del cui panorama fanno numerose citazioni. Il palco viene ceduto agli Othei, Stoner Rock romano con diramazioni rock alternativo. Il basso fa da comanda per tutta l’esibizione, tiene letteralmente in mano tutto, mentre chitarra e voci aleggiano come vapore sul palcoscenico. Urla riverberate, quasi New Metal, esplodono sui riff più heavy. Il batterista è totalmente sul pezzo, si rimane ipnotizzati dai suoi battere catatonici sul ride.

Un trio da tenere assolutamente sott’occhio.

Al Traffic si “Stoneggia” all’interno, sottopalco, e fuori per vie classiche. L’aria è così profumata da risultare verde alla vista. E attenzione, che certe componenti sono FONDAMENTALI: danno il giusto tono all’ambiente. Un ambiente che si carica di frequenze incredibili con gli Otus. Un’esibizione che ruota intorno ai Mantra che fanno spesso da sottofondo, con l’imposizione di uno Stoner che strizza cento occhi al Doom e al Post Metal. Una formazione di 5 componenti, non comunissima da vedere nel genere, giustificata dall’evidente volontà di mantenere una ritmica e lasciare più spazio di manovra al basso e alla chitarra solista, mentre il cantante è libero di concentrarsi sul growl e la gestione degli effetti.

L’ora è prossima alla mezzanotte e il pubblico intasa la sala, quando iniziano gli attesissimi headliner. Gli Ufomammut sono un trio piemontese, che unisce lo stoner doom alla psichedelìa, attivo da ormai quasi 20 anni e, cari signori e care signore, loro sono IL SUONO. Una strumentazione da far paurosamente invidia è sicuramente uno degli ingredienti per ottenere certi risultati, ma quando te li ritrovi così, immensi, sul palco, capisci che c’è dell’altro. L’esordio di “8” è equivalente alla sua presentazione live, che ne ricalca la scaletta, a partire da Babel, che spezza subito la concezione di onda sonora. Segue Warsheep, con le sue voci disumane e consunte dai gain altissimi e Zodiac che impera con i suoi accordi sintetizzati. Lunghi momenti di viaggi onirici, che ritornano su riff pesantissimi. La resa sonora è magnifica e si percepiscono così nitidi i toni bassi che stento a credere. Con Fatum ci si smarrisce nello spazio profondo e si rientra in contatto con la materia dura al tatto solo con le seguenti Prismaze e Core, in cui si avvertono nitidamente forme di vita aliena, tra un lambda e l’altro. I volumi sono altissimi, ma persi in questo viaggio cosmico, risulta essere il normale ordine naturale. Il Fuzz sembra una lingua comune che ordina al pit di vorticare violentemente.

Wombdemonium fa da intro a Psyrcle, che conclude l’esibizione. Negli occhi degli Ufomammut si scorge un’enorme gratificazione, perché tutto è stato perfetto e il pubblico ha assorbito tutto l’umanamente possibile. Il viaggio continua, nella vita reale, con l’ascolto eterno di questo disco.

di Andrea Remoli

[Kaos Live Report] Ulver@Quirinetta 23/11/2017

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“Gli Ulver sono dei demoni onniscienti, oppure sono degli inguaribili studiosi, attenti a qualsiasi particolare”.


Questo mi sono detto entrando al Quirinetta, nel cuore del rione Monti, tra le immense architetture e il marmo lucido.
Dal gruppo norvegese più mutevole della storia della musica ci si aspetta di tutto, ma addirittura una coerenza così ponderata, nella scelta della location è incredibile.
Perché qui non parliamo di un concerto qualsiasi nell’ex teatro dietro Fontana di Trevi, ma di “Assassination of Julius Caesar” che corona il suo concept in una cornice su misura.

Della serie: “Labirinto della Masone levati, che Roma ha il Ratto di Proserpina!”

Ad aprire le danze è Stian Westerhus, chitarrista sperimentatore che affianca il tour degli Ulver come opener solista, nonché nel loro stesso spettacolo. Definirlo “chitarrista” è un eufemismo: lo strumento che imbraccia è una mera sinapsi che materializza il suo genio in suoni distorti, riverberati fino allo sfinimento. Un crogiolo in cui fondono influenze come King Crimson, Beatles, Hendrix e Goblin, con rimandi classici.
Quello che ne esce è una “free form” che alterna un acido noise ad una voce limpida e a dei tetri accordi suonati con l’archetto.
La presentazione del suo ultimo lavoro “Amputation” accompagna l’ingresso dei lupi norvegesi e diviene un intro perfetto per Nemoralia.

L’atmosfera acquista improvvisamente calore, complici i giochi di luci laser che perforano i fumi delle macchine e le retine dei presenti. Gli effetti visivi completano quei rimandi musicali degli anni ’80. La opening track del disco fornisce il primo metro di valutazione su quello che sarà il concerto: in primis Kristoffer Rygg, il frontman e unico fondatore rimasto del gruppo, che non eccelle per intonazione.
Un punto a sfavore? Direi più un contributo a rendere umana un’esibizione fedelissima alle registrazioni.

Segue Southern Gothic, un brano che non avrei mai immaginato di poter sentire collegato a Nemoralia. Ci si ricrede. 1969 fa sicuramente scattare qualche pomiciata tra il pubblico, ma sono rapito dai pentacoli sparati dai laser, non posso testimoniarlo con certezza. I microsilenzi dei bordoni mozzano il fiato.

L’apice del concerto si raggiunge quando “Garm” Rygg concede due parole alla presentazione di So Falls the World: ovviamente riguardo il fatto di suonare questa canzone proprio a Roma. Che questo fosse, già da prima, il mio pezzo preferito non lo nego, ma qui siamo davanti a momenti altissimi di esibizione, i norvegesi mettono tutta l’anima in questo pezzo magnifico. Le proiezioni laser manifestano ogni riferimento voluto al classicismo, che è il cardine di “Assassination”.

Si ritorna a un mood più ballabile sulle percussioni di Rolling Stone, si sostituiscono ovviamente le voci femminili, con un’interpretazione inaspettatamente cupa e vari arricchimenti sul finale. Ecco che inaugurano l’EP appena partorito, con Echo Chamber (Room of Tears). Anche i giochi di luce cambiano e cedono alle sole forme poliedriche, che sono il marchio di “Sic Transit Gloria Mundi”.
Tornano i synth anni ’80, con la doppietta Transverberation /Angelus Novus e rimpallano ancora con un’altra esclusiva Bring Out Your Dead.
La conclusione sembra decisiva dalle prime note di Coming Home, un pezzo prepotentemente dark, nato per essere un outro. La pacatezza con cui lasciano il palco fa sperare in un encore, che puntualmente si manifesta con la cover del gruppo Synth Pop Frankie Goes to Hollywood (estratta dall’ultimissimo lavoro): The Power of Love.

Il messaggio dei lupi è chiarissimo: “Il concerto è finito, annate a scopà!” Stavolta testimonio: le pomiciate in sala ci sono scappate e sicuramente qualcuno ha seguito anche il consiglio.

Testo: Andrea Remoli

Foto: Alessio Belli

[Kaos Live Report] Chrysta Bell @Lucerna Music Bar, PRAGA, 21/11/2017

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“She is Chrysta Bell, and she has the voice of a songbird”.

Poche parole del maestro David Lynch sarebbero abbastanza per descrivere tutto. Molti fan del regista l’avranno probabilmente conosciuta grazie alla terza stagione di Twin Peaks, in cui ci ha deliziato interpretando l’agente Tamara Preston, sempre ed immancabilmente al fianco del caro Gordon Cole. Tanti altri appassionati l’avevano sicuramente già ammirata per le sue doti canore.

La “musa” di Lynch ha lavorato a stretto contatto con lui per lunghissimi anni, da quelli iniziali più travagliati a quelli del successo vero e proprio. Nel 2017 Chrysta si è lanciata in una nuova fase della sua carriera, salutando Lynch per abbracciare John Parish, storico produttore di PJ Harvey, per la pubblicazione dell’album We Dissolve.

Il lungo tour per pubblicizzare la sua ultima fatica discografica (che passerà a breve anche per l’Italia) si è fermato in tutta Europa, ed il 21 novembre è toccato a Praga. Il Lucerna Music Bar si chiude attorno ad un palco piuttosto minimalista, in una sala già gremita con largo anticipo, che sembra quasi pronto per abbracciare l’artista al momento della sua entrata in scena.

Quando l’attesa finisce, si susseguono le sensazioni più disparate. L’immagine di uno scuro sipario sul maxi-schermo scompare, le “interferenze” si fanno più frequenti, il buio cala sulla sala. La band è pronta, Chrysta Bell sale sul palco. Con passo lento e sensuale, senza dire niente, fermandosi al centro del palco e dando le spalle al pubblico. Lynch si palesa sullo schermo per presentarci la sua musa, quella splendida donna di spalle che “canta come un usignolo”.

Chrysta Bell sul palco è molto più di una cantante. In ogni sua movenza c’è una carica di sensualità impossibile da ignorare, in ogni nota c’è tutta l’intensità di un’artista che non si limita a portare la sua voce sul palco. Le sue interpretazioni sono passionali, ricche di sofferenza quando necessario, e talmente profonde che la stessa cantante dopo i primi minuti si lascia andare ad un ‘fuck’ sussurrato dal microfono mentre riprende fiato. Dopo alcuni suoi successi come “Friday Night Fly”, alcune novità come la bellissima “Undertow” o la provocante interpretazione di “Devil Inside Me”, Chrysta si lascia la fatica alle spalle per abbracciare il consenso del pubblico. I lunghissimi applausi dopo ogni singolo sono impossibili da ignorare anche per la cantante statunitense, che accenna dei sorrisi quasi impacciati, come non si aspettasse di ricevere una simile risposta, e ringrazia timidamente la folla presente.

Poi, come se fosse necessario, ricambia tutto l’affetto del pubblico emozionando tutti i presenti con “Polish Poem”. Chitarra e basso si defilano gentilmente per lasciarle tutto lo spazio e la luce del palco. Ma in quei cinque minuti Chrysta Bell brilla di luce propria, e ci regala qualcosa difficilmente descrivibile a parole. E sarebbe ingiusto dilungarsi oltre cercando inutilmente di spiegare le sensazioni vissute durante quell’interpretazione.

La misura del tempo si perde terribilmente, Chrysta incanta tutto il pubblico e la serata si conclude fin troppo velocemente per i desideri degli spettatori presenti. L’ultimo applauso è infinito, arriva diretto fino alla cantante che si lascia andare ad un’emozionatissima ed inaspettata risata, ringraziando tutti con la stessa innocenza di una bambina che scarta il suo regalo preferito sotto l’albero di Natale. Per fortuna c’è sempre il tempo per un bis, in cui la cantante da fondo a tutta la sua energia per toccare note ancora più sorprendenti rispetto al resto del concerto. Per il grande finale si rivolge al pubblico con la famosa cover del successo di Nick Cave, “Do You Love Me?”.

Se è una domanda, la risposta è assolutamente si, Chrysta.

Testo: Mirko Braia

[Kaos Live Report] Zu @Monk Club 21/11/2017

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Negli ultimi mesi/anni più di una volta mi è stato caldamente consigliato di vivere l’esperienza di un live degli Zu, e a posteriori non posso che rammaricarmi di aver aspettato tutto questo tempo.

La band romana, che prende il nome dall’album Die Tür ist Zu degli Swans, tra le tante analogie con la band di Michael Gira ne ha una che mi incuriosisce immediatamente: i tappi per le orecchie. Sì, perchè anche stavolta (come in occasione di un concerto degli Swans), mi viene suggerito di premunirmi dei suddetti tappi, soprattutto nel caso avessi avuto intenzione (come poi effettivamente sarà) di godermi lo spettacolo da pochi passi.

E dire che la serata inizia con tutt’altro mood, condizionata dalla rilassante e sorprendente esibizione di ØKAPI (al secolo Filippo Paolini), la cui musica si mescola alla perfezione con le immagini preparate da Simone Memè che passano sul proiettore. Una sorta di documentario naturalistico prende vita tra suoni spiazzanti che riprendono versi di uccelli e voli di stormi, il tutto basato sulle sperimentazioni di Olivier Messiaen (da cui il titolo dell’album Pardonne-moi, Olivier!), compositore francese e ornitologo di metà XX secolo.

A fare da contraltare all’esibizione del duo ci pensa Luca Mai, che si presenta sul palco con tutta la potenza del suo sax baritono. Per restare sul tema naturalistico intrapreso da ØKAPI, l’introduzione di “Obsidian”, una delle tante perle di Carboniferous (2009), potrebbe essere paragonata ai passi pesanti e prepotenti di un elefante. Un approccio che coinvolge subito il pubblico subito immerso nelle trame musicali insolite di questo inusuale trio. Infatti, oltre al già citato Mai, troviamo Massimo Pupillo al basso (altro membro originale della band), e Tomas Järmyr, batterista norvegese in forza agli Zu dal 2015. I tre funamboli sembrano spesso andare ognuno per conto proprio, per poi ritrovarsi nei momenti di massima esaltazione che la loro musica elargisce senza soluzione di continuità. La batteria di Jarmyr è lo splendido metronomo su cui si sfogano i deliri di Mai e Pupillo, che scovano note sempre più basse e profonde per poi esplodere in assoli trascinanti.

Momenti di apparente quiete (come l’inizio di The Unseen War”) sono solo il preludio di cavalcate prepotenti che ci entrano nelle ossa e ci investono nella loro cupa bellezza. Beata Viscera” è un altro pezzo che ti toglie il fiato, tra i cambi di ritmo e le evoluzioni di tutti gli strumenti, che diventano a turno protagonisti. Il concerto si sviluppa soprattutto sui pezzi di Carboniferous (oltre a qualche traccia di Cortar Todo), e si conclude con la magnifica doppietta “Chtonian” – “Ostia”, quando Pupillo si lascia definitivamente andare mordendo in senso letterale (oltre che in senso figurato) le corde del suo basso.

Gli Zu ci salutano dopo un’ora intensa fatta di pochissime pause e di continui saliscendi; un tappeto musicale poco omogeneo, frastagliato, che proprio per questo regala emozioni forti e non stanca mai.

Testo: Paolo SInacore

Foto: Alessio Belli

[Kaos Live Report] Father John Misty @Fabrique Milano 16/11/2017

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Giovedì scorso siamo andati a Milano per un evento molto importante: il live di  Father John Misty al Fabrique. Un concerto incredibile raccontato dagli scatti e le parole del nostro Alessio Belli.

Cosa rende Father John Misty il mio artista preferito? Tanti motivi, così preferisco iniziare dalla prima volta che l’ho ascoltato. Tre ottobre 2014, al Late Show di Dave Letterman il Nostro esegue questo brano ed è subito colpo di fulmine. Di seguito l’ascolto del magnifico I Love You, Honeybear e del precedente lavoro, l’esordio Fear Fun. Che personaggio Josh Tillman: lascia la “sicura” batteria dei Fleet Foxes – passati al Fabrique qualche giorno prima della sua data – e dopo alcuni ardui e minimali lavori da solista, plasma l’alter-ego barbuto e sempre capellone Father John Misty: un profeta-sciamano d’amore, libertà, pace e indipendenza. Fa molto hippy, ma c’è molto altro e parecchia sostanza artistica. Un talento cristallino, canzoni superbe, una voce davvero difficile da descrivere, un’indole fuori dagli schemi, acuta, ironica e spietata.

Reputo Pure Comedy –  terza e ultima fatica discografica – il suo capolavoro e uno dei dischi più importanti del 2017. Con passione e attenzione, cinismo e dolcezza, Tillman analizza i drammi dell’uomo contemporaneo (quindi anche i suoi) in un contesto fatto di Trump, social e smarrimento. Ed è proprio il brano che da il titolo all’album ad aprire la serata live al Fabrique di Milano. Prima del musicista di Rockville, sul palco si è esibita Nathalie Mering alias Weyes Blood: angelo americano sempre vicino al synth, la cui voce arriva impetuosa, misto di emotività e forza, direttamente nel petto. L’ultimo album Front Row Seat To Earth la conferma come una delle voce più preziose dell’indie-folk e anche dal vivo la resa della musica è notevole. Dopo i primi brani, confessa ai presenti che l’Italia è il suo paese preferito e io le ho creduto ciecamente fin da subito. Un opening magnifico, di cui non possiamo non citare l’esecuzione di una delle canzone più belle degli ultimi anni (a mio umile e modesto avviso):

Ecco poi apparire dal fumo e il buio Father John Misty. Dopo l’errore di rasatura condiviso sui social (cosa molto rara che il Nostro si confidi tramite questi mezzi), la barba gli è già ricresciuta e con lento incedere e mani nell’abituale cappotto lungo si avvicina al microfono. Il Fabrique è pieno eppure ora regna il massimo silenzio: si percepiscono soltanto gli otturatori delle macchinette di noi fotografi sotto palco. Si sentono così forte che Misty ci riprende, invitandoci a scattare più piano durante l’esecuzione del brano. La più bella cazziata della mia vita. La band è impeccabile ed il brano è l’esecuzione ideale per scaldare l’atmosfera. Il cantante prende subito la chitarra acustica in mano ed esegue Total Entertainer Forever. Tutti cantano gli ormai celebri versi iniziali (e di seguito, ovviamente, tutto il brano):

Bedding Taylor Swift
Every night inside the Oculus Rift

Grandi applausi e urla, mentre si prosegue con i brani di Pure Comedy. Tillman è molto concentrato: me lo aspettavo più istrione e tendente ai sermoni, invece è molto concentrato sui brani, accompagnati dalla consueta gestualità attoriale. Concentrato, ma rilassato. Dalle prime file urlano: “How are you?”  e lui risponde :”Good, thanks!” Sarà così per tutta la prima parte del live, sciogliendosi poco a poco, arrivando a ballare sulle note di “True Affection” con tanto di synth arroganti e luci viola che più Anni ’80 non si può. Simpatico aneddoto, a conferma del mood della serata: la canzone viene eseguita su richiesta. Dal pubblico urlano il titolo del brano e Father John Misty acconsente sul momento, posando la chitarra e dando il la all’esecuzione estemporanea del brano. Estasi generale.

Intanto si va a tessere una scaletta composta dai grandi classici degli album precedenti, intervallati, adesso si, da simpatici intermezzi. Tillman racconto quanto abbia amato la  vacanza italiana a Sorrento con la moglie e di come il suo outfit della serata sia fin troppo “sciallo” (perdonate l’uso della parola tratta dal dialetto romanesco, ma rende bene l’idea), quasi più adatto ad un pigiama party! Ma il cuore del concerto non è qui: è nella sua voce, nell’intensità con cui si concede ad ogni verso, nel modo in cui afferra il microfono e accompagnato solo da pianoforte e faro bianco canta Bored in USA, in uno dei momenti più alti della serata. Eppure il meglio devo ancora arrivare: la doppietta tratta da Fear Fun I’m Writing a Novel Hollywood Forever Cemetery Sings e l’amatissima I Love You, Honeybear ci consegnano un Misty scatenato e trascinante abbracciato da una band irrefrenabile e una folla al settimo cielo.

La pausa prima dei bis è breve – grazie ai calorosi cori di apprezzamento – e appena torna sul palco, Father John Misty non solo esegue la canzone più intensa, complessa e superba di Pure Comedy, ovvero So I’m Growing Old on Magic Mountain, ma regala anche quello che reputo a tutt’oggi il brano che meglio “qualifica” l’artista americano come una delle realtà più preziose in circolazione: Holy Shit. La degna conclusione di un concerto a dir poco indimenticabile. Capito perché è il mio preferito?

Foto e Testo di Alessio Belli

Setlist: 

Pure Comedy
Total Entertainment Forever
Things It Would Have Been Helpful to Know Before the Revolution

Ballad of the Dying Man

Nancy From Now On

Chateau Lobby #4 (in C for Two Virgins)

Strange Encounter

 Only Son of the Ladiesman

When the God of Love Returns There’ll Be Hell to Pay

A Bigger Paper Bag

When You’re Smiling and Astride Me

This is Sally Hatchet

The Night Josh Tillman Came to Our Apt.

Bored in the USA

True Affection (by request)

I’m Writing a Novel

Hollywood Forever Cemetery Sings

I Love You, Honeybear

Encore:

Real Love Baby

So I’m Growing Old on Magic Mountain

Holy Shit

The Ideal Husband

[Kaos Live Report] Arto Lindsay @MONK Roma 15/11/2017

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Un chitarrista leggendario è passato al MONK Roma: Arto Lindsay! Ecco le foto imperdibile del nostro Marco Loretucci.

Rome Psych Fest ci ha regalato una gustosa anteprima… l’incredibile performance di Mr. Arto Lindsay. Il chitarrista ha recentemente pubblicato il suo ultimo album di inediti battezzato Cuidado Madame: un ottimo pretesto per riammirare dal vivo il talento dello storico musicista!