Subliminal Crusher: dopo tre anni, il nuovo album

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La scena Thrash/Death Metal italiana si arricchisce di un nuovo album: “Darketype”.La terza opera dei Subliminal Crusher (https://www.facebook.com/SubliminalCrusher) è uscita per conto della REVALVE RECORDS () in distribuzione mondiale dal 18 Marzo 2016.

In attesa della versione Jewel Case, in distribuzione dal 5 maggio 2016, parliamo un po’ di questo album che risulta un ritorno alle origini della Metal Band di Terni.

Il progetto dei Subliminal Crusher comincia nel lontano 2002. La formazione definitiva dei membri della band (Jerico – basso, Emiliano – voce, Rawdeath – batteria, Marco – chitarra, Lorenzo – chitarra) si avrà solo nel 2013, ma la band non ha, nonostante i cambiamenti dei membri, mai perso il suo sound originale.
Una continuità riscontrabile anche in DARKETYPE, di cui proponiamo il singolo di presentazione: Archetype.

Un titolo, un programma, visto che il brano stesso porta a una breve riflessione sulla fine e l’inizio di un ciclo, come se I Subliminal Crusher, dopo tre anni di silenzio, volessero dirci: “Ehi, ragazzi: siamo ancora qui, completamente nuovi, ma siamo sempre noi”. Ogni fine risulta un nuovo inizio, dal vecchio nasce il nuovo, ma raccogliendo l’eredità di ciò che sono stati.
L’archè, il principio e l’origine del mondo (“This is the Archetype of world”, annuncia la canzone) viene riproposto in chiave “Dark”, come presuppone il titolo dell’album. Un principio di un universo oscuro, sintetico e intriso di simbolismo.
Non vogliamo dilungarci molto, meglio lasciar parlare la musica e goderci questo nuovo inizio dei Subliminal Crusher.

M. M.

Wolfmother: “Victorious”

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Il nuovo disco dei Wolfmother è disponibile dal 19 Febbraio e dopo molti ascolti ci siamo fatti un’idea. Il loro tipico sound anni 70 non li abbandona mai ed in questo album sono presenti contaminazioni sempre più forti che richiamano i Led Zeppelin, sopratutto nel brano “Best of A Bad Situation”. Se ciò che si cerca è un sound graffiante e molto old school, con i Wolfmother non ci si può mai sbagliare, specialmente ascoltando i brani “Gypsy Caravan”, “Victorious”, “Simple Life” (uno dei brani più velenosi di tutto il CD) ed “Eye of the Beholder”. Il brano “Baroness” ci fa viaggiare in quelle ambientazioni blues-rock tipiche dei Cream ed Iron Butterfly con un ritornello davvero accattivante; il brano “Pretty Peggy” è sicuramente il più radiofonico, ma assolutamente nel senso più positivo possibile in quanto risulta essere una ballad romantica dalla struttura e dalle melodie praticamente perfette.
Un album che piacerà sicuramente ai fan del rock anni 70, dei riff accattivanti e delle armonie piene di significato e mai banali. Andrew Stockdale ritorna alla grande con questo album che suona old school, ma mai vecchio, senza rinunciare al suo stile e alla sua personalità.

Wolfmother “Victorious”
Voto: 4,5/5
Consigliato: Sì

Giuseppe Negri – Heavy Time