Koza Mostra: “Keep Up the Rhythm”

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Per quanto la musica sia universale, siamo abituati ad essere bombardati da cantanti e gruppi di lingua anglosassone o nativa. Costituisce quindi una piacevole sorpresa, se non un vero e proprio stupore, quando alle orecchie ti giunge della buona musica il cui testo non sia in inglese.
Dai ritmi, le sonorità e anche le apparizioni video spesso fatte in kilt, non ci si aspetterebbe mai che i Koza Mostra (//www.koza-mostra.com/ ) non siano una folk band irlandese, ma lungi dal provenire dalla Terra Verde, i membri di questo gruppo sono tutti originari della Grecia e cantano – a differenza di molti gruppi che prediligono l’universalità dell’inglese – nella loro lingua.

Già esibitisi in Italia in occasione del Folk Festival in Umbria nel 2013 e nel 2015, i Koza Mostra esordiscono sulla scena europea in occasione dell’Eurovision Song Contest 2013, in cui rappresentano la Grecia e conquistano il sesto posto. Sul palco presentano il loro singolo più famoso: “Alcohol is free”, assieme a Agathonas Iakovidis.

Nel suo album d’esordio Keep up the rhythm, rilasciato dalla Platinum Records, il gruppo greco spazia con fluidità dai generi folk tradizionali (come il rebetiko) al ritmo martellante dello ska e alle sonorità punk. L’album, vincitore di tre platini, è disponibile sia in CD, sia in download sui canali della Platinum Records.

Un ascolto originale, per chi non vuole fermarsi ai puri confini della musica, ma preferisce spaziare tra i generi e le realtà minori dell’industria musicale.

M. M.

Wolfmother: tutti i dettagli sul nuovo album “Victorious”

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I Wolfmother, già vincitori di un Grammy Award, hanno pubblicato il loro nuovo attesissimo album “Victorious” il 19 febbraio su Universal Music Enterprises. La band sarà in concerto all’Alcatraz di Milano l’8 maggio.
Il seguito di “Cosmic Egg” del 2009 e di “New Crown” dello scorso anno è un’elettrizzante testimonianza dell’arte del compositore, cantante e chitarrista Andrew Stockdale. Registrato agli Henson Studios di Los Angeles con il produttore Brendan O’Brien (Pearl Jam, AC/DC, Chris Cornell, Bruce Springsteen), l’album contiene canzoni taglienti, cariche d’inventiva e senza compromessi e possono già essere annoverate tra le migliori mai scritte dalla band.
Stockdale iniziò a lavorare sul disco lo scorso gennaio nel suo studio Byron Bay nel New South Wales, occupandosi di tutti gli strumenti e utilizzando il medesimo approccio impiegato per l’album di debutto una decina di anni fa. “Agli esordi suonavo chitarra, basso e batteria, e presentavo poi le mie idee al resto della band con cui mettevo mano agli arrangiamenti. Ho pensato che sarebbe stato bello tornare a quell’approccio, realizzando i demo e suonando tutto. È un buon modo di lavorare perché lo stile risulta così più coeso”.
Oltre ad occuparsi delle voci, Stockdale ha suonato il basso e la chitarra accompagnato da Josh Freese (Nine Inch Nails, Bruce Springsteen, A Perfect Circle) e Joey Waronker (Air, Beck, REM) che si alternano alla batteria.

“Siamo voluti tornare a quel BIG SOUND. L’album è l’esatto bilanciamento tra l’energia garage e una grande produzione. È selvaggio, energico e perfetto per il palco principale di un festival”.
I Wolfmother hanno lasciato per la prima volta il segno nel 2005 con il debutto omonimo che era esattamente ciò di cui il rock’n’roll aveva bisogno all’epoca: un disco capace di resuscitare un genere ed allo stesso tempo esplodere nel mainstream.
L’album è diventato disco d’oro negli Stati Uniti, Regno Unito e Canada e cinque volte platino in Australia, paese natale della band. Il singolo “Woman” è entrato nella top-ten della Hot Modern Rock Tracks Chart e ha vinto un Grammy per la “Migliore Performance Hard Rock”. Le loro canzoni sono apparse in film (Shrek, Jackass, Due Date, The Hangover I, II & III), videogiochi (Need For Speed, MLB: The Show, Saints Row) e spot televisivi (Apple, Mitsubishi). Rolling Stone l’ha incluso tra i migliori album dell’anno, Q Magazine l’ha definito “divertimento immenso”, NME ha scritto che il disco ha “tutti i requisiti del rock & roll” e l’ha definito “assolutamente, totalmente da brividi”, mentre Pitchfork ha sottolineato “il bilanciamento tra il carnoso vintage metal e le melodie stoner rock”.
Guidati da Stockdale, i Wolfmother si sono costruiti una solida fanbase in tutto il mondo, suonando davanti a platee enormi, compresi festival come Coachella, Lollapalooza, Bonnaroo, Isle of Wight, Rock Am Ring, Reading e Leeds, oltre a dividere il palco con icone del rock come Aerosmith e AC/DC. Quando i Led Zeppelin sono entrati nella Music Hall of Fame britannica, i Wolfmother sono sTati invitati come ospiti e la band di Stockdale ha ricambiato l’apprezzamento suonando una elettrizzante cover di “Communication Breakdown”.
Dieci anni dopo la loro nascita i Wolfmother sono tornati con il loro migliore lavoro di sempre. Con “Victorious”, Stockdale arriva ancora una volta nel momento giusto: in un’era dominata dai download di singole canzoni, questo è un album che vale la pena ascoltare dall’inizio alla fine.

Gli A Perfect Day annunciano l’uscita di “The Deafening Silence”

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Gli A Perfect Day hanno firmato per Scarlet Records, che pubblicherà il secondo album della band “The Deafening Silence”il 18 marzo 2016.

Formatisi nel 2011, gli A PERFECT DAY nascono da un’idea di Andrea Cantarelli, chitarrista e co-fondatore dei LABYRINTH, e comprendono il batterista Alessandro Bissa (LABYRINTH), il cantante Marco Baruffetti, e il bassista Gigi Andreone (ODD DIMENSION).

Ispirati dai suoni post-grunge, metal, rock and hard rock, gli A PERFECT DAYsono una di quelle band in cui la melodia gioca un ruolo fondamentale, così come l’abilità di questi musicisti di serie A e arrangiamenti di classe.

La band ha pubblicato l’album di debutto su Frontiers Records con il talentuoso Roberto Tiranti (LABYRINTH) al basso e alla voce e si è guadagnata immediatamente l’attenzione per la sua capacità nel combinare atmosfere molto rilassate con sonorità aggressive, in maniera davvero unica. Roberto ha lasciato il gruppo nel 2014 ed è stato sostituito da Marco Baruffetti, che ha portato il suo talento e un’atmosfera positiva negli APD.

La band dichiara: “Siamo estremamente eccitati all’idea di pubblicare questo nuovo album. Abbiamo lavorato molto duramente per oltre due anni, cercando di mantenere intatto il marchio stilistico del nostro debutto, ma allo stesso tempo evolvendoci in molteplici direzioni. Le canzoni sono in-your-face, le melodie sono immediatamente capaci di catturare l’attenzione dell’ascoltatore e il suono estremamente variegato attrarrà un’audience ampia e diversa”. Prodotto in collaborazione con Giovanni “Meniak” Nebbia (co-produttore e ingegnere del suono di LABYRINTH,VISION DIVINE, TIMO TOLKKI), descritto come il “quinto membro della band”, l’ album – la cui tracklist sarà svelata ai fan il 18 febbraio su Facebook (www.facebook.com/APDBand) – offre un’esperienza unica. “Abbiamo messo insieme il disco sorretti da una grande fiducia, senza sentire il bisogno di includere canzoni commerciali. L’abbiamo realizzato per noi stessi; volevamo dare vita a qualcosa di cui essere orgogliosi anche negli anni a venire. The Deafening Silence vi farà intraprendere un viaggio che non dimenticherete!”.