[Kaos Live Report] Le Vibrazioni @Quirinetta 03/04/18

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Il ritorno della storica rock band: ecco come è andato il live romano de Le Vibrazioni!

Martedì 2 Aprile, presso il Quirinetta, è avvenuto il ritorno a Roma de “Le Vibrazioni”, storica rock band italiana che dal 2012 risultava assente dalle scene e che poi nell’estate del 2017 ha visto la sua rinascita, coronata dalla partecipazione all’ultimo festival di Sanremo con il brano “Così Sbagliato” che da nome al Tour 2018 nei club. La serata si apre con i MotelNoire, band capitanata da Christian “Kris” Del Giudice che scalda per bene gli animi dei numerosi fans accorsi, molti non solo li per i rocker milanesi. Recentemente Francesco Sarcina aveva dichiarato «La nostra è una band vera, senza trucco né inganno, il successo ci aveva destabilizzati, ora lavoriamo a un nuovo disco con maggiore consapevolezza» e ciò che vediamo e ascoltiamo sul palco è proprio nuda e cruda verità, un sound pieno e maturo, sempre con quelle sfumature Led Zeppelin, sfrontatezza e sicurezza esecutiva e una potenza vocale che per quasi due ore regala emozioni a tutti i presenti. Questo de Le Vibrazioni è un ritorno che potrebbe certamente far bene all’attuale scena italiana, sommersa da piccoli artisti indie/trap che fanno della mancanza di contenuti il loro punto forte, esatto opposto dei Milanesi che da sempre sono stati capaci di unire poesia, rock e creatività a quella musica che in Italia ha saputo regalare tante emozioni, una musica che pian piano potrebbe risalire, anche grazie a loro, la china.

Foto a cura di Raffaele Grasso

  1. Seta
  2. Sani Pensieri
  3. Voglio una macchina del tempo
  4. Raggio di sole
  5. Dimmi
  6. Se
  7. Portami via
  8. Insolita
  9. In orbita
  10. In fondo
  11. Ovunque andrò
  12. Niente di speciale
  13. In una notte d’estate
  14. Dedicato a te
  15. Così sbagliato
  16. Vieni da me
  17. Su un altro pianeta (Bis) 

[Kaos Live Report] Ulver@Quirinetta 23/11/2017

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“Gli Ulver sono dei demoni onniscienti, oppure sono degli inguaribili studiosi, attenti a qualsiasi particolare”.


Questo mi sono detto entrando al Quirinetta, nel cuore del rione Monti, tra le immense architetture e il marmo lucido.
Dal gruppo norvegese più mutevole della storia della musica ci si aspetta di tutto, ma addirittura una coerenza così ponderata, nella scelta della location è incredibile.
Perché qui non parliamo di un concerto qualsiasi nell’ex teatro dietro Fontana di Trevi, ma di “Assassination of Julius Caesar” che corona il suo concept in una cornice su misura.

Della serie: “Labirinto della Masone levati, che Roma ha il Ratto di Proserpina!”

Ad aprire le danze è Stian Westerhus, chitarrista sperimentatore che affianca il tour degli Ulver come opener solista, nonché nel loro stesso spettacolo. Definirlo “chitarrista” è un eufemismo: lo strumento che imbraccia è una mera sinapsi che materializza il suo genio in suoni distorti, riverberati fino allo sfinimento. Un crogiolo in cui fondono influenze come King Crimson, Beatles, Hendrix e Goblin, con rimandi classici.
Quello che ne esce è una “free form” che alterna un acido noise ad una voce limpida e a dei tetri accordi suonati con l’archetto.
La presentazione del suo ultimo lavoro “Amputation” accompagna l’ingresso dei lupi norvegesi e diviene un intro perfetto per Nemoralia.

L’atmosfera acquista improvvisamente calore, complici i giochi di luci laser che perforano i fumi delle macchine e le retine dei presenti. Gli effetti visivi completano quei rimandi musicali degli anni ’80. La opening track del disco fornisce il primo metro di valutazione su quello che sarà il concerto: in primis Kristoffer Rygg, il frontman e unico fondatore rimasto del gruppo, che non eccelle per intonazione.
Un punto a sfavore? Direi più un contributo a rendere umana un’esibizione fedelissima alle registrazioni.

Segue Southern Gothic, un brano che non avrei mai immaginato di poter sentire collegato a Nemoralia. Ci si ricrede. 1969 fa sicuramente scattare qualche pomiciata tra il pubblico, ma sono rapito dai pentacoli sparati dai laser, non posso testimoniarlo con certezza. I microsilenzi dei bordoni mozzano il fiato.

L’apice del concerto si raggiunge quando “Garm” Rygg concede due parole alla presentazione di So Falls the World: ovviamente riguardo il fatto di suonare questa canzone proprio a Roma. Che questo fosse, già da prima, il mio pezzo preferito non lo nego, ma qui siamo davanti a momenti altissimi di esibizione, i norvegesi mettono tutta l’anima in questo pezzo magnifico. Le proiezioni laser manifestano ogni riferimento voluto al classicismo, che è il cardine di “Assassination”.

Si ritorna a un mood più ballabile sulle percussioni di Rolling Stone, si sostituiscono ovviamente le voci femminili, con un’interpretazione inaspettatamente cupa e vari arricchimenti sul finale. Ecco che inaugurano l’EP appena partorito, con Echo Chamber (Room of Tears). Anche i giochi di luce cambiano e cedono alle sole forme poliedriche, che sono il marchio di “Sic Transit Gloria Mundi”.
Tornano i synth anni ’80, con la doppietta Transverberation /Angelus Novus e rimpallano ancora con un’altra esclusiva Bring Out Your Dead.
La conclusione sembra decisiva dalle prime note di Coming Home, un pezzo prepotentemente dark, nato per essere un outro. La pacatezza con cui lasciano il palco fa sperare in un encore, che puntualmente si manifesta con la cover del gruppo Synth Pop Frankie Goes to Hollywood (estratta dall’ultimissimo lavoro): The Power of Love.

Il messaggio dei lupi è chiarissimo: “Il concerto è finito, annate a scopà!” Stavolta testimonio: le pomiciate in sala ci sono scappate e sicuramente qualcuno ha seguito anche il consiglio.

Testo: Andrea Remoli

Foto: Alessio Belli

[Kaos Live Report] Fink @Quirinetta 02/11/2017

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L’amatissimo cantautore britannico ha regalato al pubblico romano un live bellissimo: ecco le foto della nostra Marta Bandino.

Fink – ovvero Fin Greenall – dopo l’annuncio del nuovo Resurgam  si conferma come uno dei musicisti  più apprezzati e seguiti nel circuito indie. Un talento messo ancora in mostra ieri sera durante il bel live al Quirinetta: godetevi i nostri scatti per riviverlo!

Il Quirinetta riapre

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In arrivo Giorgio Poi, Mecna, Cold Cave, Peter Hook, Davin Degraw

Dopo quasi 70 giorni di #QuirinettaOnTour (con Marlene Kuntz, Temper Trap, Diodato, Dillon), il Quirinetta riapre e lo fa portando sul palco di Via Marco Minghetti una programmazione ricca di appuntamenti tra musica ed eventi, a partire dal concerto di Giorgio Poi il 24 marzo, per proseguire con tre grandissimi nomi della scena internazionale, Cold Cave il 4 aprile, Peter Hook il 7 aprile e David Degraw il 3 maggio… mettendosi ancora una volta al servizio del fermento culturale romano.
“Abbiamo impollinato la città di musica per quasi 70 giorni, portando il suono del Quirinetta in tanti angoli di Roma” dichiara la direzione artistica di Viteculture “oggi siamo felici di tornare a casa, che da quasi due anni come Viteculture abbiamo fatto crescere e visto affermarsi sul podio dei migliori locali italiani. Oggi torniamo #difformi nella proposta culturale (come vi avevamo promesso), e lo facciamo innanzitutto aprendo le porte ad alcuni dei concerti più attesi della stagione… per continuare a portare cultura, musica, teatro ed eventi nel cuore di Roma, per restituire il centro storico della città ai romani”.

Ora dissequestrato, il Quirinetta torna palcoscenico della vita culturale romana, nazionale e internazionale, con Giorgio Poi, Mecna, Cold Cave, Peter Hook, David Degraw e altre sorprese.

Giorgio Poi, Quirinetta 24 marzo. Dopo Calcutta, Giorgio Poi sarà il prossimo tormentone di Bomba Dischi? Nell’attesa di scoprirlo, il cantautore sarà sul palco del Quirinetta il 24 marzo per il release party del suo primo album, Fa Niente. “Ho trascorso in Italia tutta la prima parte della mia vita, fino ai vent’anni – racconta Giorgio Poi – e non m’è mai interessato capirla. Vista dall’interno somigliava tanto a un ricettacolo di cose ovvie, a un contenitore per la normalità, una nebulosa di noia al di fuori della quale sorgevano le misteriose meraviglie estere. Così sono andato a vivere a Londra, dove proporzionalmente a un grande entusiasmo per quel che scoprivo lì, sentivo avanzare una specie di nostalgia, che nel tempo si trasformò in ammirazione idealizzata e totale per il mio paese. Ascoltavo Vasco Rossi, Paolo Conte, Lucio Dalla, Piero Ciampi, cose che avevo sentito da bambino, ma a cui non ero mai tornato attivamente. Dopo alcuni anni quel sentimento non accennava a smorzarsi, ma anzi si acuiva, spingendomi verso quel modo che un po’ mi apparteneva per diritto di nascita. Così ho iniziato a scrivere alcune canzoni in Italiano, una dopo l’altra, ed è uscito questo disco.”

Mecna, Quirinetta 31 marzo. Lungomare Paranoia è uscito quasi all’improvviso, ma ha impiegato pochissimo tempo ad arrivare a tutti i fan di Mecna. Il concerto al Quirinetta sarà il seguito di quello dell’anno scorso… presentando l’artista foggiano live per BASE, la serata di Viteculture che esplora i suoni più avvincenti. Il palco liberty di Via Marco Minghetti ospita così la data romana del Lungomare Paranoia Tour, l’ultimo lavoro di Mecna, sicuramente una delle voci più introspettive e di profilo, in grado di cavalcare i confini tra hip hop di qualità ed elettronica.

Cold Cave, Quirinetta 4 aprile. In un live denso di dark-wave e synth-pop tagliente in un retro futuro sonoro che corre dagli anni ’80 fino ai Nine Inch Nails, Cold Cave sarà uno dei grandi protagonisti della primavera romana. Il cantante Wesley Eisold (AKA Cold Cave), in un articolo di Pitchfork, è stato paragonato a Ian Curtis dei Joy Division per impostazione baritonale e a Matt Berninger dei National per l’intonazione confidenziale. Molto attento e sempre in controllo del suo progetto, Cold Cave si muove fra dark wave, noise e una vena di pop che i fan più intransigenti hanno accolto con dubbio. Privo dalla nascita della mano sinistra, Eisold in A Little Death to Laugh, mormora “Ho perso un ramo sul sentiero della mano sinistra / E non l’ho mai avuto indietro”, con una fusione fra la sua storia personale e l’estetica dark di Cold Cave che spiega perfettamente l’origine della carica emotiva della sua musica.

Cold Cave_Quirinetta

Peter Hook, Quirinetta 7 aprile. Arriva Peter Hook a Roma, per suonare dal vivo due album con lo stesso titolo, ma che sono nella discografia di due gruppi diversi: parliamo di Joy Division e di New Order. Gli album si intitolano Substance e in entrambi c’è il basso di Peter Hook. Per gli amanti di Joy Division e New Order non serve aggiungere molto. Parliamo di due gruppi che sono citati in qualsiasi compendio della musica rock, pop e perfino dance. Joy Division nel post punk più scuro, malinconico e tragico e New Order nella New Wave che sconfinava nella prima elettronica.

Peter Hook_Quirinetta 7 aprile

Gavin DeGraw, Quirinetta 3 maggio. Gavin DeGraw, l’apprezzatissimo autore di “Chariot” e molte altre hit, mercoledì 3 maggio sarà protagonista al Quirinetta di Roma con An Acoustic Evening with Gavin DeGraw: un set dalle atmosfere intime darà ai fan l’opportunità di vedere il cantautore impegnato in versioni essenziali e rigorosamente unplugged di alcuni dei suoi più grandi successi, insieme a rari outtakes mai eseguiti dal vivo, prima di riprendere il tour del suo ultimo album “Something Worth Saving”, uscito lo scorso settembre e trascinato dalla hit “She Sets The City On Fire”.

E poi ancora: 19 aprile Di Martino e Cammarata “In un mondo raro”, 20 aprile Renzo Rubino “Il gelato dopo il tour”.

[Waiting For] Willie Peyote “Educazione Sabauda” @ TEATRO QUIRINETTA

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Giovedì 28 Aprile la Do Your Thang Records ospiterà l’unica tappa romana del tour italiano di Willie Peyote “Educazione Sabauda in gita”, con cui corona, assieme al fidato dj e beatmaker Frank Sativa, il successo che il suo ultimo cd sta avendo grazie all’audace miscela di Hip Hop, chitarre acustiche e influssi Jazz.
Il rapper torinese ha ricevuto ampio riscontro anche dalla critica, tanto da meritarsi l’attenzione di riviste a importante tiratura come Rolling Stone e Repubblica.
Si esibiranno assieme al rapper di Torino i romani Penny Wise e S.W.E.D. assieme al beatmaker Rubber Soul, che performeranno per la prima volta dal vivo “Down The Rabbit Hole”, un concept album dal suono pregno di Jazz e Soul. Il progetto, lanciato dal video del brano omonimo, è riuscito in una vittoriosa campagna di crowdfunding organizzata su MusicRaiser, resa forte dalle curatissime grafiche cartoon anni 50 ad opera di Francesco “Frita” Rita.
La forte ricerca di nuove sonorità, punto in comune tra Willie Peyote e gli artisti romani, ha vita al singolo “Gotham City”, presente in “Down The Rabbit Hole”, che verrà eseguito per la prima volta dal vivo per l’occasione.
Parteciperanno all’evento anche i Pugni in Tasca, gruppo Hip Hop romano che arrangerà con una band strumentale dal vivo in anteprima “Jean-Claude Izzo”, loro ultimo lavoro che prende il nome dal noto giornalista e che, come lui, vuole indagare storie di vita ai margini non sempre visibili ai più. L’inizio serata sarà affidato al DYT 4et: Dj Dibba, Dj Alan Beez, Rubber Soul e Doctor Greenspoon, la neo formazione che unisce i singoli talenti di turntablism, selecta e beatmaking in una miscela puramente live. Il suono troverà un degno alleato nella pioggia di arti visive che coloreranno il Quirinetta: dal live painting di Frita (che ha già curato le grafiche del progetto Down The Rabbit Hole), passando per le visual art di Tadhboy (gli occhi dietro la visione e la realizzazione del video “Neva HRD”) il tutto sorretto sulle fondamenta piantate da SoulWood, curatore dell’allestimento, cornice e struttura di tutto il quadro visivo.
La conclusione della serata viaggerà nei suoni di Dr. Twisted, eclettico dj dal sapore electroswing.

Tutto lo show sarà trasmesso in live streaming su www.radiokaositaly.com da The 5th Element

Costo Ingresso: 7 euro

Media partner:
Quirinetta
#Astarbene
Respect Project Street Wear

[Kaos Live Report] Marta sui tubi live @ Quirinetta – 07/04/2016

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Giovedì 7 Aprile il Quirinetta ha ospitato un grandissimo gruppo italiano nella loro sala gremita di fan. I Marta sui Tubi sono tornati con un nuovo album intitolato “LoStileOstile” che hanno presentato live davanti ad un teatro stracolmo di fans in visibilio per il loro ritorno.
La band siciliana apre le danze sulle note di “Amico Pazzo” tratto dal nuovo album a cui farà seguito la famosa “Il Primo Volo” cantata a squarciagola da tutti i presenti. Quattro tracce del nuovo album si susseguono tra urla ed applausi del pubblico tra cui il singolo “Spina Lenta”, “Da Dannato”, “+D1H (Più di Un’ora)” e “Un Pizzico di Te”. Sulle note di “Cromatica” il pubblico è quasi commosso grazie al ricordo vivo di Lucio Dalla, co-interprete del brano dalla raccolta “Salvagente”, pubblicata nel 2014 (brano già pubblicato in “Carne con gli Occhi” del 2011). Il pubblico è già ampiamente emozionato, ma sulle note di “Dispari” si lascia andare ancora di più fino a cantare per l’intera durata del brano interagendo con la band. Due brani del nuovo album si succedono e a “Rock + Roipnoll” il cantante, Giovanni Gulino, esorta il pubblico a stare attenti quando si è alla guida e si augura di non dover passare nuovamente una situazione simile a quella narrata durante il brano. Da “LoStileOstile” è tutto e quindi i “Marta” sfornano una carrellata di storici successi, cantati dalla prima all’ultima nota dal pubblico, tra cui “Post”, “Divino”, “La Spesa”, “Vorrei”, “Niente in Cambio” dedicata ai loro figli e per concludere “Coincidenze”.
Tutto il pubblico si aspettava un ritorno sul palco per alcuni brani, ma la Reprise non avviene ed i Marta sui Tubi salutano tutti tornando nel backstage. Il teatro Quirinetta risulta essere sempre più uno degli ambienti migliori dove ascoltare musica ricercata e di un certo livello grazie alle loro proposte mensili capaci di coprire qualsiasi gusto musicale. Il concerto è stato davvero entusiasmante grazie alla performance del trio rock che non ha di certo disatteso le aspettative.

Giuseppe Negri

[Kaos Live Report] Battles live @ Quirinetta – 30/03/2016

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Con l’arrivo ufficiale della primavera, non poteva mancare il ritorno di Spring Attitude Festival. L’ormai consueto appuntamento capitolino della tre giorni della musica elettronica è fissato per la fine di maggio.
L’apertura delle danze però, si è svolta mercoledì 30 marzo al Teatro Quirinetta con un concerto di una delle migliori live band degli ultimi anni: Battles.
Ci si aspettava il pubblico delle grandi occasioni e la risposta è stata calorosa.
Prima della band newyorkese e prima di entrare nella sala principale del teatro, l’attenzione è rivolta alla piccola grotta dove si esibiscono i giovani talenti Kaitlyn Aurelia Smith e i torinesi NIAGARA.
Due modi di intendere i suoni elettronici, due mondi piuttosto differenti che hanno accompagnato i Battles per le tre date italiane.
L’americana Kaitlyn Aurelia Smith ha giocato con le atmosfere dei suoi sintetizzatori modulari mischiandole ad un cantato subacqueo e metallico al tempo stesso. I NIAGARA, invece, tornano sulle scene con un nuovo album, Hyperocean, e con un live di forte impatto sonoro.
Peccato per la scelta logistica della grotta per lo svolgimento dei due live di apertura, troppo piccola per contenere le tutto il pubblico e con acustica un po’ troppo ovattata.
Ma d’altronde, non appena ci spostiamo nella sala principale dove suoneranno i Battles ci accorgiamo subito che il palco può essere occupato da una sola band.
La scenografia è stretta, gli strumenti sono tutti allineati con la batteria minimale di John Stanier (Helmet, Tomahawk), che regna e mette timore con il ride messo a due metri di altezza, alla sua destra le due tastiere del polistrumentista Ian Williams (Don Caballero) e a sinistra i pedali e gli effetti del chitarrista/bassista David Konopka (Lynx).
Alle spalle della band una fila di sei amplificatori a sovrastarli, come fossero delle guardie a protezione dei regnanti.

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Dopo essere entrati sul palco uno alla volta, il Battles danno vita ad un concerto che il numeroso pubblico della primavera musicale romana difficilmente dimenticherà.
L’inizio è affidato a Dot Com, brano in levare con atmosfere acide, ideale per scaldare i timpani dei presenti.
La prima parte del concerto è un salto tra canzoni del nuovissimo album La Di Da Di (2015) e del suo precedente Gloss Drop (2011). Proprio da quest’ultimo viene estratto il singolo Ice Cream. E qui si apprezzano in particolar modo le “randellate” del batterista Stenier, che unisce la precisione di un metronomo ad una grande potenza ritmica e scenica. E’ lui il pendolo che ipnotizza, mentre i suoi fidi compagni di palco sfoderano campionature a go-go, strutturando il brano con precisione matematica.
Si torna al nuovo, precisamente a FF Bada, brano dai tratti orientali con le chitarre che si inseguono e si rispondono e che ci portano alla più sperimentale Futura, semplice nell’approccio che trasporta il pubblico su mondi fiabeschi e cinematografici, concludendo la prima parte del concerto.
Dopo un breve saluto al pubblico, i Battles tornano al vecchio proponendo in sequenza B + T, Tras 2 e IPT 2, tracce tratte dai primi lavori della band statunitense EP C/B EP (2004).
Un ritorno allo scorso decennio che si conclude con la saltellante Atlas, il singolo che li ha portati alla notorietà e unico brano del live tratto dall’album del 2006, Mirrored.
E’ l’apice del concerto. Il pubblico, ormai in visibilio, si lascia trasportare dall’ultimo brano caratterizzato da atmosfere più funk, Summer Simmer.

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I Battles lasciano il palco, giusto il tempo di una breve pausa, per poi ritornarvi a concludere il travolgente concerto con gli ultimi due brani in scaletta: HI/LO e la splendida The Yabba. Quest’ultimo brano, primo singolo di La Di Da Di, chiude alla perfezione un concerto che ha esaltato il numeroso pubblico del trio newyorkese.
Il sudore grondante che viene fuori dalla camicia inzuppata di Stainer dice tutto su quanto la band metta anima e corpo in quello che fa.
La musica elettronica, talvolta, sembra trasmettere un senso di freddezza da parte di chi la produce; qui, invece, ci troviamo di fronte a dei professionisti che non si tirano indietro a mostrare il loro amore verso il loro lavoro e verso i fan.
Come Ian Williams che ritroviamo ai piedi del palco a fine concerto, ancora sudato e affannato dalle fatiche del live, a scambiare due chiacchiere e qualche foto con i suoi ammiratori.
I Battles si confermano una delle migliori band live del panorama internazionale: la potenza della parte ritmica di Stainer e la matematica dei suoni loopati di Williams e Konopka, in un mix tra elettronica e rock stoner/metal, formano in effetti un genere a se stante e che soltanto il supergruppo di New York riesce creare.
Spring Attitude inizia alla grande la sua stagione musicale, partendo in quinta con un gruppo lontano da quel che ci si potrebbe aspettare dalla kermesse romana, ma che ha messo tutti d’accordo: è stato piacevole e divertente notare i volti sorpresi di quella fetta di pubblico che, pur abituata a sonorità spesso molto differenti, ha saputo comunque apprezzare e applaudire i suoni incalzanti e ossessivi che hanno riempito le sale del Teatro Quirinetta.

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Luigi Giannetti

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[Kaos Live Report] Public Service Broadcasting live @ QUIRINETTA – 12/03/2016

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I Public Service Broadcasting, duo di giovani londinesi con un look da “dandy” consumati, dichiarano di avere una missione: «insegnare le lezioni del passato attraverso la musica del futuro».
Il loro spettacolo audio-video nasce dall’utilizzo di “sample” tratti da vecchi spot e cortometraggi informativi commissionati dai governi USA e UK a partire dagli anni Quaranta e per tutto il periodo della guerra fredda, a cui si aggiunge tutta la strumentazione live composta da un set di basso, chitarra e batteria, più effetti elettronici e pad.
Recentemente hanno presentato il loro nuovo album “The Race For Space” (uscito lo scorso 2 febbraio per Test Card Recordings), con due show speciali presso il “National Space Centre” del Regno Unito seguiti da un lungo tour europeo, comprese le cinque date italiane.
Il Teatro Quirinetta è sold out. Tanta affluenza, forse dovuta anche al party after-show , con un pubblico un po’ chiacchierone ma tutto sommato attento.
Si parte un po’ in ritardo, alle 23:20 circa, il tempo di ordinare una birra e la band è sul palco iniziando a travolgere gli spettatori in un lungo viaggio spazio/tempo dove passato e modernità convivono in maniera paradossalmente “pacifica” e onirica.

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La tecnica dei musicisti non è strabiliante, le idee sono però freschissime, i sample audio (raramente comprensibili per il pubblico italiano) rendono le composizioni non banali e il tiro post-wave, con sfumature di elettronica e krautrock, della band è sicuramente coinvolgente. J. Willgoose Esq ( chitarra, banjo ed effetti), il bassista JF Abraham e ed il batterista Wrigglesworth suonano con piacere e si lasciano seguire nota dopo nota sullo sfondo dei bellissimi filmati d’epoca selezionati.
Salutano il pubblico più volte in modo divertito, utilizzando sempre un effetto per rendere le voci simili a quelle robotiche e quasi radiofoniche degli speaker dei filmati, ricordando anche le trasmissioni di messaggi fra astronauti e le basi NASA.
In effetti, il tema principale dello show, come accennato, è la conquista dello spazio e in particolar modo della luna, tema centrale durante tutta la guerra fredda (ripreso, con sonorità diverse, anche dai “nostri” YOUAREHERE nel loro ultimo album).
Il concerto giunge in modo fruibile alla conclusione e c’è spazio per un ricco bis e poco prima per l’acclamatissima “Go!”, penultimo singolo dei PSB uscito nemmeno un mese fa (23 febbraio).
La gente si diverte, c’è perfino chi balla e si lascia trasportare compiaciuto dal flusso di musica e parole.
Non male per questi giovani “dandy” post-moderni, che porteranno con loro a Londra sicuramente un bel ricordo del tour italiano e dalla data romana al Teatro Quirinetta.

Ant De Oto – Tips!

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