Nel Nome del Rock il 6|7|8 luglio festeggia con il botto un quarto di secolo!

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Nel Nome del Rock ritorna per la 25esima edizione, come sempre ad INGRESSO GRATUITO e come sempre nel Parco Barberini a Palestrina.

Prima headliner annunciata sono gli Stoner Kebab che chiuderanno la serata di Venerdi 6 Luglio!!

Seconda headliner annunciata! The Soft Moon chiuderanno la serata di Sabato 7 Luglio!!

Ghostpoet e la sua band di 7 elementi chiuderanno la 25esima edizione del festival Domenica 8 Luglio
UNICA DATA ITALIANA in esclusiva!

Seguite l’evento su Facebook per tutti gli aggiornamenti in tempo reale.

[Kaos Live Report] Fink @Quirinetta 02/11/2017

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L’amatissimo cantautore britannico ha regalato al pubblico romano un live bellissimo: ecco le foto della nostra Marta Bandino.

Fink – ovvero Fin Greenall – dopo l’annuncio del nuovo Resurgam  si conferma come uno dei musicisti  più apprezzati e seguiti nel circuito indie. Un talento messo ancora in mostra ieri sera durante il bel live al Quirinetta: godetevi i nostri scatti per riviverlo!

Ken di Destroyer è un disco imperdibile

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ken  conferma Destroyer come una delle voce più potenti e ispirate in circolazione. Ascoltare per credere…

Uscito oggi venerdì 20 ottobre per Merge Record, ken di Destroyer ci mostra un Dan Bejar in forma smagliante.

Su un tappeto synth-pop molto anni ’80 la meravigliosa voce del cantautore di Vancouver racconta le sue indimenticabili vicende tra demoni e sentimenti. Imperdibile. Nell’attesa di ulteriori approfondimenti, potete ascoltare il tutto qui:

Morrissey: ecco il video di Spent The Day In Bed

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L’ex-calciatore Joey Barton spinge uno stanco Morrissey in carrozzella: di cosa stiamo parlando? Del nuovo video Spent The Day In Bed!

Gustosa anticipazione da Low In High School, il nuovo lavoro di Morrissey in uscita il 17 novembre. Anche questa volta l’album è stato anticipato da polemiche e discussioni in pieno Moz-Style, merito anche dell’esplicito messaggio presente nella cover.

Dopo aver ascoltato il brano che fa da apripista al lavoro, ecco anche il video, con un protagonisti Morrissey – of course – e l’ex-calciatore inglese Joey Barton: scelta questa meno scontata!

Nell’attesa di nuove anticipazioni (e chi lo sa, forse qualche altra uscita) trascorriamo la giornata nel letto guardandoci il video diretto da Sophie Muller.

SAY10: il nuovo video di Marilyn Manson (con ospite speciale…)

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E’ uscito in questi giorni Heaven Upside Down, il nuovo album del Reverendo Marilyn Manson.

Un lavoro musicalmente valido che sta facendo parlare di se soprattutto per la ritrovata vena iconoclasta del rocker, esaltata nell’ultimo video SAY10 (ovvero Satan).

No, non vi sbagliate: il tale che divide la scena con Manson è proprio il suo compagno di bravate – musicali e non – Johnny Depp. Una coppia a cui prestare particolare attenzione…

 

 

[Kaos Live Report] Beach Fossils @MONK Roma 12/09/2017

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Finalmente torniamo in una delle nostre “case” extra-radiofoniche, ovvero il Monk Roma. L’occasione non poteva essere delle migliori: un live clamoroso dei Beach Fossils. Ecco le foto di Alessio Belli scattate durante questa fantastica serata: non potevamo davvero chiedere ritorno migliore!

Setlist:

Generational Synthetic

Shallow

Youth

This Year

Down the Line

Saint Ivy

Moments-What a Pleasure

Sugar

Be Nothing

Careless

Sleep Apnea

Calyer

Closer Everywhere

Encore:

Crashed Out

Smells Like Teen Spirit (Nirvana cover)

Daydream

[Waiting for] Beach Fossils live at MONK Roma 12/09/2017

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MARTEDI 12 SETTEMBRE 2017

> Open > h20.00

> #NervousConditions _ open act > h22.00

> #BeachFossils _ live > h22.45

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● ● ● BEACH FOSSILS ● ● ●

I Beach Fossils sono una delle più interessanti e quotate realtà della scena indie rock americana. Si sono formati nel 2009 a Brooklyn, trainando la rinnovata scena underground newyorkese. La band è stata fondata da Dustin Payseur, Jack Doyle Smith e Tommy Davidson.

I Beach Fossils insieme a Mac Demarco e DIIV sono stati tra i nomi di punta della celebre Captured Tracks, questo anche grazie al successo dell’omonimo esordio del 2010 e all’ottimo ‘Clash The Truth’ del 2013. Oltre a Dustin Paysesu, vero deus ex machina della band, nel corso degli anni nei Beach Fossils sono passate figure carismatiche della moderna scena indie americana come John Pena degli Heavenly Beat e Zachary Cole Smith dei DIIV.

Dopo due album e vari Ep i Beach Fossils sono passati su Bayonet Records, label di proprietà dello stesso Dustin Payseur che nel corso degli ultimi anni ha pubblicato artisti di gran qualità come Frankie Cosmos, Jerry Paper, Laced, Lionlimb, Red Sea e Warehouse. Il primo album dei Beach Fossils per Bayonet Records è l’atteso ‘Somersault’, anticipato dai video realizzati per i brani ‘This Year’, ‘Saint Ivy’ e ‘Down The Line’.

● ● MORE:
> https://bayonetrecords.com/pages/beach-fossils
> //www.beachfossils.com/
> https://www.facebook.com/beachfossils
> https://www.instagram.com/beachfossilsnyc/
> //beachfossilsnyc.tumblr.com/

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● ● ● NERVOUS CONDITIONS ● ● ●

> https://www.facebook.com/nervousconditionsalright/
> https://soundcloud.com/nervous-conditions

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Monk // C’Mon! // Circolo Arci Roma
Via G. Mirri, 35 – Portonaccio – RM
#staymonk

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INFO:
//www.monkroma.it/
06 6485 0987
INGRESSO con Tessera ARCI

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COME ARRIVARE:

MONK // Via Giuseppe Mirri, 35 // ROMA

[Kaos Live Report] Primal Scream @Viteculture Festival – Ex Dogana 16/07/2017

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Continua la nostra estate di musica live al Viteculture Festival e questa volta è il turno dei Primal Scream

In una domenica romana segnata dalle doppie date degli U2 dedicate al loro capolavoro The Joshua Tree allo Stadio Olimpico di Roma, c’è spazio anche per un’altra band a dir poco leggendaria, quella di Mr. Bobby Gillespie e Co.

Non nascondo l’emozione nel trovarmi di fronte per la prima volta – avrei colmato volentieri la lacuna l’anno scorso, ma la schiena di Gillespie era di parare diverso – ad un gruppo che da decenni segna la storia della musica con album capitali e opere altrettanto degne del più vivo interesse. Dal 1991, annata dell’epico Screamadelica ai fasti degli Anni ’00 con Beautiful Future e More Light, fino al luccicante synth-pop di Chaosmosis della scorsa annata, i Primal Scream continuano con scavata maestria ad intrattenere la loro legione di fan e i nuovo adepti figli della Brittaniamania.

Prima di parlare dei loro live, soffermiamoci sui due opening – tutti italiani – della serata: Lilian More e /handlogic. Energico trio rock tuttochitarre il primo, rarefatto ed elettrico il secondo, di marcata matrice radioheadiana. Finite le proprie esibizione tra gli applausi, le due band lasciano il palco ai Primal Scream.

Se appaia prima Bob Gillespie o la sua camicia questo non riusciamo a dirlo: sappiamo solo che nemmeno il tempo di accompagnare il loro ingresso con il giusto boato che la band inizia a suonare “Movin up“: un vero e proprio inno. L’accoglienza è calda e le varie macchine fotografiche e gli smartphone oltre al frontman del gruppo si concentrano anche sulla bassista Simone Marie Butler. Direi più che giustamente. I volumi non sono altissimi (cause delle recenti lamentele del vicinato?) ma la resa è buona. Gillespie, dopo un inizio un pò meccanico, in cui ripete dei gesti più perchè “di ruolo” e obbligati (tipo l’invitare il pubblico a battere le mani), inizia a sgranchirsi e prenderci gusto. Dopo “Dolls” e “It’s all right, It’s Ok” una fantastica esecuzione di “(Feeling like a) Demon Again” sancise l’esplosione definitiva del concerto in una grande festa, in cui gli hooligans della band di Glasgow possono letteralmente scatenarsi ad ogni brano, fino ai cori finali di “Come Together”.

Un bel live, una band storica, una festa che ancora rimbomba nel cielo romano. Cosa chiedere di più a questa domenica di metà luglio?

[Kaos Live Report] Quattro Quartetti – Clementi & Nuccini @MONK 28/04/2017

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Nel segno della poesia di Eliot, ecco il report della magnifica serata live a firma Clementi-Nuccini al Monk Roma.

Le senti, Corrado, a Cassino le voci dei morti?

O è solo l’impianto che distorce le voci?

Più o meno un anno fa ero sempre al Monk Roma per ammirare il nuovo progetto di Emidio Clementi fuori dai Massimo Volume: i Sorge. Il disco era La Guerra di Domani: un grandissimo lavoro dove Clementi raccontava con la solita e poetica intensità le sue storie, supportato dalle basi di Marco Caldera, produttore e tecnico del suono di Aspettando i Barbari. Se vi ricordate bene, la seconda traccia dell’album si chiamava Nuccini

E’ proprio questo il nome che adesso accompagna Clementi nel nuovo progetto lontano dalla band madre. Adesso – senza dimenticare Notturno Americano del 2015 – è il turno dei Quattro Quartetti di T.S. Eliot con al fianco proprio Corrado Nuccini dei Giardini di Mirò. Un’esperienza discografica e letteraria in cui si recita ed esalta il capolavoro poetico di T. S. Eliot. Quattro Quartetti (per 42Records) è un equilibrato ed appassionante lavoro in cui i versi di Eliot emergono sui tessuti musicali di Nuccini, creando un vero e proprio viaggio dell’anima da ammirare anche dal vivo.

La serata è aperta da Pieralberto Valli e dal suo “Atlas”: tanti applausi meritati alla fine del set. Una breve attesa e i nostri Clementi & Nuccini appaiono on stage. Il primo impeccabile in quell’eleganza fuori dal tempo e con il volume con tutte le opere di Eliot stretto in mano, il secondo pronto ad appostarsi davanti le sue macchine chitarra al collo. La scenografia è dominata dalle proiezioni sullo sfondo ed alcune luci disseminate sul palco. Ed infine ecco i protagonisti dello spettacolo:

Burnt Norton
East Coker
I Dry Salvages
Little Gidding

Declamati magistralmente in un unico e irrefrenabile flusso di bellezza in cui la forza filosofica dei testi s’incide profondamente nella mente e nel cuore di chi ascolta.

Il quartetto preferito di Clementi? I Dry Salvages. Il Nostro ritorna sul palco per raccontarci un aneddoto personale legato alla sua infanzia a San Benedetto ed un tragico naufragio in mare collegato a questo passaggio lirico. Gli ultimi versi e si chiude una serata magnifica, unica che solo la profondità e la delicatezza di Clementi e Nuccini ci potevano regalare. L’ennesima. Ma non ci basta mai.

Testo: Alessio Belli
Foto: Marco Loretucci

[Kaos Review] Head Carrier: il ritorno dei Pixies

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Visto il ritorno della storica band americana, abbiamo chiesto al nostro Giuliano Leone di Radio Sua Maestà un parere a riguardo…

La carriera dei folletti ha avuto il suo apice tra il 1987 e il 1991 quando inanellarono una serie di cinque riuscitissimi album (ci metto anche Trompe Le Monde: a molti fece storcere il naso, chi vi scrive lo adora). Nel 1991 la fine del gruppo. Frank e Kim litigavano in continuazione, troppe divergenze, troppa droga, troppe distanze a livello compositivo. Fine di un gruppo che ha più di tutti influenzato tutto il noisey rock degli anni 90 (Nirvana, Sonic Youth, Pavement compresi…).

Nel 2004 però, con gran sorpresa di tutti, i Pixies decidono di tornare insieme. Solo dal vivo, nessuna uscita discografica a parte un prescindibile brano fantasma (“Bam Thwok”, circolante solo in rete). Tanto basta ai fan. Concerti all’inizio memorabili poi via via fin troppo simili tra loro. Sei anni di greatest hits dal vivo (chi scrive li ha visti a Ferrara, concerto della vita ma già con tutti i dettami della corda tirata troppo a lungo). Altri litigi, nuove discrepanze. Frank e Kim si danno il benservito.

Ci si aspettava il definitivo calo del sipario e invece Black, Lovering e Santiago corrono ai ripari. Ingaggiano un’altra Kim al basso, le fanno fare un tour ma poi via anche lei, arriva Paz Lenchantin (già negli A Perfect Circle e Zwan), incidono un po’ di brani nuovi di zecca, li fanno usciro solo su EP’s e alla fine li raccolgono in un’unica inaspettata uscita discografica, quell’Indie Cindy più frettoloso che necessario. Segue un tour bellissimo e spiazzante, basta greatest hits, in scaletta trovano posto tantissimi brani inediti e b-sides mai eseguite prima (il sottoscritto li ha visti a Ginevra con somma goduria).

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Due anni dopo rieccoli, questa volta davvero senza che nessuno lo avesse chiesto. A dispetto del precedente però questo nuovo Head Carrier appare più compatto e coeso e con una identità più marcata. Molti i brani addirittura sorprendenti anche se i fasti sembrano ormai un ricordo. L’ispirazione c’è ma non sempre basta. I Pixies ci avevano abituati a ben altro ma tutto sommato nel 2016 ci si può accontetare. Ovviamente il furore degli esordi, la voce isterica di Black e la sezione ritmica nervosa e sincopata non sono al loro zenith ma i pezzi ci sono. Se sul disco non ci fosse il loro blasone ma un nome qualsiasi di un gruppo emergente dell’indie rock si griderebbe al miracolo.

Tra i pezzi meritevoli di attenzione, oltre alla title track, “Classic Masher”, “Tenement Song”, “Uhm Chagga Lagga”, e, ladies and gentleman, addirittura la “Where is My Mind” degli anni ’10, ossia “All I Think About Now”. In definitiva diciamo che pochissimi fan dotati di raziocinio si sarebbero aspettati un secondo clamoroso ritorno per quanto riguarda l’uscita discografica di materiale inedito. Bentornati Pixies, allora.

[Kaos Interview] I Giardini di Chernobyl @Radio Kaos Italy

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I Giardini di Chernobyl sono una band Alternative Rock italiana che nasce nel Febbraio del 2014.
Dopo pochi mesi dalla sua formazione, iniziano le registrazioni del loro primo
album con Giulio Ragno Favero (bassista e produttore de “Il Teatro degli Orrori ”) preso il “Lignum Studio”.
Il 4 Marzo 2015 è uscito il loro primo album “ Cella Zero ”
per l’etichetta Zeta Factory e dopo un anno e mezzo dall’uscita viene presentato un nuovo Ep, intitolato “Magnetica”
, che è una raccolta di 5 brani registrati nel 2014, dal cantante e chitarrista Emanuele, antecedente alla formazione ufficiale della band.
“Magnetica” contiene 3 inediti, e le versioni originali di “Iago” e “Odio il Sole”. Giuseppe Negri ha intervistato I Giardini di Chernobyl negli studi di Radio Kaos Italy e qui sotto potete ascoltare cosa è venuto fuori da questa chiacchiera!

[Kaos Live Report] Laterath + Benkenobi Band Live @Wishlist 10/06/2016

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Venerdì 10 Giugno è avvenuto il ritorno live a Roma di una band ferma ai box da un anno a causa di due cambi di componenti. I Laterath (ex Too Human) hanno presentato al Wishlist la nuova cantante, Angela Radoccia, ed hanno confermato il nuovo secondo bassista Stefano Rossi, già membro della band lo scorso anno. In apertura la Benkenobi Band, gruppo Hard Rock romano, ha scaldato gli animi dei fans presenti al Wishlist con i loro brani inediti ed alcune cover (Led Zeppelin, David Bowie, Queen ecc); la poliedricità del cantante Francesco Sacchini ha lasciato tutti a bocca aperta riuscendo facilmente a passare dalle ballad agli acuti sfrenati senza alcuna sbavatura, sorretto da una band solida e performante. I Laterath si definiscono “Progressive metal sperimentale del nuovo millennio. Versatilità stilistica e la coesione di due bassi in dialogo rendono unico il loro sound” ed è proprio ciò che i fans hanno ascoltato ieri sera; un misto di Djent, Progressive Metal, Crossover con accenni di Growl, novità per la band. Sono stati riproposti i brani già suonati ai tempi Too Human, leggermente ri-arrangiati per le nuove caratteristiche della cantante. Inoltre i Laterath hanno svelato nuove idee in cui anche il rap entra a far parte delle loro ambientazioni tipicamente Djent/Prog. Certamente la band dimostra sempre più di meritare i grandi palchi, come successo al Meeting del Mare settimana scorsa, dove i Laterath hanno suonato per la prima volta live con la nuova formazione. Ci aspettiamo presto un prodotto terminato da parte di questa Prog band che nulla ha da invidiare ai grandi nomi della scena Metal moderna, internazionale e non solo locale; il Wishlist fa da perfetta cornice per questo ritorno live dei Laterath e per le ambientazioni Rock dei Benkenobi Band, entrambi giovani band che certamente si stanno aprendo strada nella scena romana a suon di riff ed acuti.

Wolfmother: “Victorious”

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Il nuovo disco dei Wolfmother è disponibile dal 19 Febbraio e dopo molti ascolti ci siamo fatti un’idea. Il loro tipico sound anni 70 non li abbandona mai ed in questo album sono presenti contaminazioni sempre più forti che richiamano i Led Zeppelin, sopratutto nel brano “Best of A Bad Situation”. Se ciò che si cerca è un sound graffiante e molto old school, con i Wolfmother non ci si può mai sbagliare, specialmente ascoltando i brani “Gypsy Caravan”, “Victorious”, “Simple Life” (uno dei brani più velenosi di tutto il CD) ed “Eye of the Beholder”. Il brano “Baroness” ci fa viaggiare in quelle ambientazioni blues-rock tipiche dei Cream ed Iron Butterfly con un ritornello davvero accattivante; il brano “Pretty Peggy” è sicuramente il più radiofonico, ma assolutamente nel senso più positivo possibile in quanto risulta essere una ballad romantica dalla struttura e dalle melodie praticamente perfette.
Un album che piacerà sicuramente ai fan del rock anni 70, dei riff accattivanti e delle armonie piene di significato e mai banali. Andrew Stockdale ritorna alla grande con questo album che suona old school, ma mai vecchio, senza rinunciare al suo stile e alla sua personalità.

Wolfmother “Victorious”
Voto: 4,5/5
Consigliato: Sì

Giuseppe Negri – Heavy Time

Martedì 23 Febbraio – 45 SEKKI ospita “Gli Idealisti”

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Martedì 23 Febbraio 2016 alle 17:00
Drastiko di 45 Sekki
@Radio Kaos Italy [via Eugenio Torelli Viollier, 17 Roma]
Ospiti: Gli Idealisti

Oggi il Drastiko ospita la band romana Gli Idealisti. Rock, grunge, reggae e folk per una band che “che incarna la cultura musicale degli ultimi 20 anni con i valori di appartenenza alla terra, un riassunto deciso e minuzioso di una vita passata sulla strada e per la strada raccontando la distanza come metafora dell’unione, della redenzione”.

Noi vi invitiamo a visitare la loro pagina www.facebook.com/GliIdealisti e a non perdervi questa puntata di 45 SEKKI!

Rock satanico: l’esoterismo sulle note di una chitarra

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Dai suoi albori, la musica rock ha incontrato sostenitori e deprecatori, ma mai nessun altro genere musicale ha subito le sue stesse accuse di satanismo e istigazione alla violenza.

Non vi sarebbe nulla di strano, se non fosse che ancora oggi – a circa 60 anni dalla nascita della musica rock – esso viene indicato come la “musica del diavolo”, definizione attribuita anche ai suoi sottogeneri e ai suoi “discendenti”.

Ma cosa ha contribuito a trasformare il rock nella musica satanica per eccellenza?
La storia della sua cattiva fama comincia dai primordi della musica rock: tra gli anni ’30 e gli anni ’40, nasce una nuova tipologia musicale, il rock’n’roll. Il termine, solo successivamente utilizzato per indentificare questo genere, nasce nelle comunità afroamericane nel XVIII secolo per indicare i balli o i movimenti sessuali. Sarà Alan Freed ad utilizzarlo nel 1951, per indicare il nascente genere musicale che prevedeva l’utilizzo della chitarra elettrica.

Già le premesse, per una mentalità conservatrice come quella ecclesiastica, non erano eccellenti, ma il passaggio da semplice genere musicale a sonorità satanica si ha nel 1967, quando i Beatles pubblicano l’album Sergeant Pepper’s Lonely Hearts Club Band.

rock_satanico1

Niente di particolarmente esoterico o con richiami espliciti a una religiosità differente da quella convenzionale, perlomeno nei testi. Il problema risiede nella copertina, in cui il gruppo inglese fa ritrarre tutti i “volti delle persone che amiamo ed ammiriamo” (R. StarR), tra cui quello dell’occultista Aleister Crowley.

rock_satanico2

Le teorie di Crowley erano molto in voga negli anni ‘60/70, specie negli ambienti rock, per la natura trasgressiva dei suoi insegnamenti. Non è difficile immaginare come, nel clima rivoluzionario dell’epoca, un pensiero come quello di Crowley, che predicava la liberazione degli istinti e l’affermazione dell’espressione dell’uomo sopra ogni regola, facesse presa sui giovani desiderosi di distaccarsi da ogni forma di repressione sociale.

Crowley appare spesso nella storia del rock, o perché i membri delle band erano attratti dalle sue idee – come il leader dei Led Zeppelin, Jimmy Page, che cita il motto di Crowley “Fa ciò che vuoi” sulla copertina dell’album III –, o per pura citazione nei testi dalle sue opere, o semplicemente perché la simbologia da lui utilizzata faceva parte di un bagaglio culturale ed esoterico che stava tornando in voga ed esercitava fascino sui membri delle varie rock band.

Non va dimenticato, infatti, che il genere rock nasce come movimento musicale di rottura dalla musica canonica, sia che si intenda la musica da camera, sia che si parli di musica leggera.
A livello puramente tecnico, oltre ai differenti strumenti introdotti dal genere, come la chitarra elettrica, esso presenta una differenza sostanziale da ogni tipologia acustica fino a quel momento prodotta: il movimento musicale è frenetico, martellante, ricco di sonorità arcaiche e tribali; si riteneva che la struttura in misure sincopate in chiave di sol, producesse una disintegrazione isterica della psiche umana e un accrescimento della tensione emotiva, che istigava alla violenza.

Se alla liberalizzazione degli istinti inneggiata dai testi e all’utilizzo frequente di allucinogeni che accompagnava l’ascolto di tali melodie, aggiungiamo l’evoluzione esoterica di alcuni “generi-figli” del rock promulgata da gruppi come i KISS o i Black Sabbath, non è difficile immaginare come e perché esso sia stato per lungo tempo proclamato “musica del diavolo”.

Le motivazioni, di cui qui abbiamo fornito un sunto, sono largamente esposte nel libro Il Rock’n’roll – Violenza alla coscienza per mezzo dei messaggi subliminali del sacerdote Jean Paul Régimbal (1983), in cui l’autore esplica molto chiaramente le sue opinioni sul genere.

Nonostante gli strafalcioni tecnici e le teorie assolutamente fantasiose dello scrittore, il volume offre uno sguardo chiaro di come l’ambiente clericale percepisse il rock.

Noi, d’altronde, possiamo solo analizzare tali teorie e goderci una bella disintegrazione psichica e aumento emotivo al ritmo di We will rock you.

Il rock kaotico che vi proponiamo oggi:

13:00 KAOS LUNCH ——————> #SPORT #RISATE #CAZZEGGIO
15:00 L’ ALMANACCO DEL RISVEGLIO –> #OROSCOPO #RISVEGLIO
16:00 HELLO VINTAGE —————> #VINTAGE
18:00 #DISORDER ——————-> #SPERIMENTAZIONE #NONTEL’ASPETTAVI
19:00 NEWS DEL CASCO ————–> #NEWS #TUTTOLOGIA #ENERGIA
20:00 AUDIOVIDEODISCO ————-> #SARCASMO #STREETLIFE #MUSICA
21:00 KUTSO & THE KING ————> #STROPICCIARSILEORECCHIE #IRONIA
22:00 FLAYR PROJECT ONAIR ———> #DRINK #MISCELAZIONE #BUONBERE
23:00 TIPS! ———————–> #WORDWIDE #CONTAMINAZIONI

Giovedì 4 Febbraio – 45 SEKKI ospita “Colonnelli”

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Giovedì 4 Febbraio 2016 alle 17:00
Drastiko di 45 Sekki
@Radio Kaos Italy [via Eugenio Torelli Viollier, 17 Roma]
Ospiti: Colonnelli

È uscito a dicembre il loro ultimo lavoro “Verrà La Morte e Avrà i Tuoi Occhi”: sono tre, vengono da Grosseto e quando si parla di rock ne sanno a pacchi. Ecco perché i singoli che hanno anticipato l’album (“Masticacuore” e “Combustione Interna”) hanno scalato le classifiche radio e oggi sono a Radio Kaos Italy per parlarci dei loro progetti e del loro modo di vivere la musica.
Sempre in compagnia del Drastiko dalle 17.00 c’è una nuova puntata di 45… SEKKI!!!

Mercoledì 27 Gennaio – KAOS OF MUSIC presenta “gli Immortali del Rock”

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Mercoledì 27 Gennaio 2015 alle 13:00
Antonio Aversano e Edoardo Mogiani
di Kaos Lunch
@Radio Kaos Italy [via Eugenio Torelli viollier, 17 Roma]
presenta: gli Immortali del Rock.

“Maledetti, trafitti dalla passione, l’Amore ci sopravvive e l’arte ci rende immortali”.

Johann Wolfgang von Goethe, letterato al quale attribuiamo questo pensiero, di sicuro non ebbe la fortuna di ascoltare le parole di Jim Morrison o la voce di Janis Joplin, così come non ebbe modo di udire il suono della chitarra di Jimy Hendrix o quello del sitar di Brian Jones. Nonostante questo, la sua frase riassume il tema della nostra puntata: Kaos of Music rende infatti omaggio ad alcuni di quegli artisti, musicisti, creativi che, vivendo di passioni (fors’anche sfrenate), hanno lasciato questo mondo sicuramente troppo presto, ma non senza averci prima regalato dei momenti purissimi di musica, vera e propria arte capace di renderli per l’appunto “immortali”.

L’APERITIVO X :: SABATO 24 OTTOBRE

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SABATO 24 OTTOBRE :: in occasione dell’inaugurazione dei nuovi studi, Radio Kaos Italy è orgogliosa di presentarvi L’APERITIVO X !
>> dj set, live music, food & drink culture, streetwear & tattoo expo… il tutto in diretta su radiokaositaly.com!

PROGRAMMA
h. 19:00 RKI REGGAE w/ On MY RADIO on Air-RADIO KAOS ITALY & Astarbene – RadioKaos Italy [ska reggae dancehall djset]
h. 20:00 Flair Project On AIR [drink culture]
h. 20:30 BeeRadio – Radio Kaos Italy
h. 21:00 On Board-Radio Kaos Italy
h. 21:30 Aidontbilivit – RadioKaos Italy
h. 22:00 RKI INDIE
h. 23:00 LE LARVE + Il Branco > LIVE!

+ presentazione della collezione invernale 2016 firmata Respect Project ”street wear”

+ esposizione di tavole e book dei tatuori del Mad Whale Tattoo Studio

BUFFET + DRINK + TESSERA 2016 :: 5 EURI!

“Vi ricordiamo che per partecipare all’Aperitivo X di questo sabato occorre possedere la tessera soci di Radio Kaos!
Per chi non l’avesse: è consigliato registrare il proprio pre-tesseramento, scrivendo direttamente alla pagina fb di Radio Kaos Italy NOME+COGNOME e INDIRIZZO MAIL, oppure mandando una mail a selectapensieri@gmail.com”

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Avviso ai Soci di Radio Kaos Italy
Via Eugenio Torelli Viollier, 17 (METRO TIBURTINA FS)
www.radiokaositaly.com > web radio since 2009 😉

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