[Kaos Live Report] Siren Fest 2018: la magia continua

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L’estate corre in fretta e con essa ogni evento sembra iniziare e finire in un vortice di emozioni che spesso non si fa in tempo ad assaporare. Solo dopo qualche giorno con la razionalità e il distacco si riesce a fare un’analisi complessiva. Il Siren Festival rientra nell’elenco delle cose belle da vivere per gli appassionati di musica nella nostra penisola.

Quinta edizione per una realtà che ogni anno muta la propria pelle in un crescita esponenziale per proposta musicale e profilo internazionale in un Paese in cui la vera vittoria spesso è la continuità dei progetti. Credo proprio sia questa la più grande virtù di questo festival che in 5 anni ha creato, aiutato anche dalla bellezza di Vasto, un’oasi felice a cui tornare con cadenza fissa. Dal punto di vista quantitativo questa edizione è stata probabilmente la più ricca e descrivere dettagliatamente gli oltre 30 live è impresa ardua in poche righe. Non è mancata ovviamente la qualità, ma proviamo ora a dare cronaca di quanto visto in questo piacevole week-end.

DAY 1

Arrivo a Vasto nel primo pomeriggio e il mio primo contatto con il festival è la performance dei The Rainband sul palchetto del Siren Beach. Il sole scotta e il live è un po’ ristretto nella sua durata, tuttavia il brit-style di questa band è piacevole e scanzonato. Buona la prima. Si avvicina il tramonto e mi dirigo nel centro storico della cittadina. Verso le 19:30 nella bella cornice dei Giardini di Palazzo d’Avalois aspettiamo sul prato verde l’esibizione di Neil Halstead, cantautore inglese noto come fondatore di Slowdive e Mojave 3. Accanto all’attività in gruppo intraprende una carriera da solista che lo porta ad incidere 3 album da solista. Nella sua esibizione al Siren propone quasi interamente il suo ultimo lavoro ormai datato 2012. Voce limpida e chitarra acustica rimandano alla bellezza del folk inglese degli anni d’oro e a tratti viene da pensare a Nick Drake. Pausa sigaretta ed è la volta di Ryley Walker. Dico subito che per me questo era uno dei live più attesi in programma, ma con rammarico devo ammettere la mia delusione. Il cantautore di Chicago sale sul palco con un trascurabile outfit, ma questo ovviamente non è indicativo. Walker ha all’attivo due dischi meravigliosi, a prima impressione mi pare ubriaco e farnetica cose senza molto senso, capisco poi che più che alticcio sembra svogliato quasi snob. Suona da dio, per carità, ma nel suo live manca quell’intensità che davo per scontata. Insomma delusione ma riconosco che le mie aspettative in lui erano davvero molto alte.

Ore 21: la meraviglia. Main stage in Piazza del Popolo…..Slowdive.

Palco minimalista senza la scenografia che ha caratterizzato il tour, al centro una tastiera con un cigno nero in gomma. Fumo, tanto fumo e sul nero che domina scena e abiti della band appare in rosso Rachel Goswell come una dea del lago. La forma fisica non è più quella di una volta ma la voce è quella ammaliante di sempre, una voce che per troppi anni è mancata. 21 anni infatti erano passati prima di “Slowdive”, lavoro discografico con cui sono ritornati nel 2017. Si parte con “Slomo”, brano evocativo ed etereo che dà solennità perfino all’eclissi lunare in corso in questo venerdì sera. Un’ora e mezza che rapisce e si chiude con la meravigliosa Golden Hair (cover di Syd Barret). La mia conclusione in poche parole è che puoi apprezzare gli Slowdive quanto vuoi ma sarà sempre poco fino a quando non vedrai un loro live. Dopo un breve ritorno alla realtà, giusto il tempo di raggiungere il cortile del Palazzo d’Avalos, i Lali Puna accendono le loro macchine. Il duo tedesco fonde bene beat avvolgenti e un vocale delicato e malinconico. Atmosfera di sicuro impatto. All’appello sotto la voce Italia risponde la presenza di Cosmo. Che il Cosmotronic tour stia sbancando in ogni sua data, che i suoi concerti siano coinvolgenti e anche visivamente accattivanti sono dati incontestabili, ma per quanto mi riguarda non sono annoverabile tra i suoi fans e dopo gli Slowdive la mia serata va avanti sulla scia delle emozioni lasciatemi dalla band inglese. A chiudere la serata i live set di Mouse On Mars, che picchiano davvero forte con la loro techno farcita di kraurock, e quello più danzerccio dei 2manydjs che si spingono quasi fino all’alba.

DAY 2

Breve capatina in spiaggia, facce stanche e poca forza nelle bracciate, capisci subito chi la notte prima ha tirato fino a tardi. Ci si rigenera tra mare e drink analcolici e ci si proietta al pomeriggio.

Dalle 13:00 alle 18:30 live al Siren Beach. Al tramonto invece nel centro storico simpatico live dei Vanarin, progetto bergamasco dai caratteri funk e melodie pop che introducono la seconda serata del Siren. Si comincia a fare sul serio quando sul main stage arriva Colapesce, che della scena indie italiana è sicuramente un dei massimi esponenti. La setlist un po’ ridimensionata pesca soprattutto nell’ultimo album “Infedele”, il live è curato in ogni suo dettaglio sia nella scenografia che nell’abbigliamento. L’apice di questa serata e probabilmente dell’intero festival è stata secondo me l esibizione dei dEUS. Non li vedevo dal vivo dal secolo scorso e devo dire che l’energia è sempre la stessa. Tom Barman sul palco è davvero a suo agio e la qualità della band è davvero sublime sia su disco che nei live. Impatto sonoro preciso e potente. Anche la setlist è perfetta, cosa non scontata quando alle spalle hai una carriera lunghissima. Pezzi datati intervallati da pezzi più recenti ma sulle note di “Constant Now” io tocco il cielo.

Questa seconda serata è decisamente rock, più fisica, è più istintiva della precedente, dopo i dEUS tocca ai Bud Spencer Blues Explosion. Adriano Viterbini è uno dei migliori chitarristi italiani e per poco più di un’ora si scatena sul palco facendo urlare e stridere le sei corde con un energia invidiabile e virtuosismi vorticosi. Una decisa e convinta conferma per una delle band italiane più interessanti.

Ore 00:15 tutti in Piazza del Popolo. Sul palco c’è la storia. Ci sono i P.I.L. C’è soprattutto Jhonny, il marcio bad boy, giovane chierichetto dei Sex Pistols che nel ’78 è diventato uno dei sacerdoti della new wave. Ragazzi miei ho visto molti concerti ma la potenza del muro di suono creato dai P.I.L. è stato qualcosa di sconvolgente. Il basso tirava pugni forti in petto e vibravano anche le cartilagini di orecchie e naso. Impressionante. Certo Johnny celebra la sua liturgia new wave acconciato con panciotto e camicia nera ma non si scappa dalle proprie origini e il punk ritorna a ogni fine brano quando, dando le spalle al pubblico, sorseggia whisky, fa gargarismi e sputa tutto sul palco. Johnny il marcio è sempre lui anche con panciotto e occhiali da signore di mezza età. Ti chiedi come possa un uomo così e con quel curriculum essere ancora vivo, lui invece vivo lo è davvero e la sua voce è imponente, certo si lamenta del caldo italiano ma sudando all’inverosimile canta da dio. Il pubblico è impressionato, gli urla contro. Verso la fine mitragliata di energia con This Is Not A Love Song e Rise in sequenza e lì percepisci l’incombenza della storia. Anche questa seconda giornata si chiude con le danze. Ivreatronic, collettivo fondato da Cosmo di cui lui stesso fa parte, accompagna tutti fino all’alba in un clubbing all’aria aperta. Unica nota dolente è stato il forfait dei Toy, band britannica vittima dello sciopero dei voli Ryanair.

DAY 3

Finiscono tutte le cose, finisce anche questa quinta edizione del Siren Festival. La chiusura, con tradizione consolidata, è affidata al concerto della domenica nella suggestiva location della Cattedrale di San Giuseppe. La fila per l’ingresso comincia alle 12:30 e va bel oltre l’orario programmato visto il ritardo con cui si spalancano le porte della chiesa al pubblico che come pellegrini attende sotto il sole. Finalmente si entra e come nelle migliori celebrazioni religiose Nic Cester e la sua band entrano percorrendo la navata della cattedrale. “Sono felice di essere qui perché mia madre mi diceva spesso che assomigliavo a Gesù Cristo” . Esordisce cosi il buon Nic con un italiano impeccabile e parte con i brani di “Sugar Rush”, suo meraviglioso primo album da solista, datato 2017.Il concerto è intenso. Soul e blues mixati egregiamente e profilo vintage autentico.A far da contorno certo c’è anche una band di musicisti superlativi tra cui Adriano Viterbini e Sergio Carnevale dei Bluvertigo.

Finisce così, nel migliore dei modi e con un bilancio decisamente positivo anche questo 5 anno.

Si ritorna tutti a casa aspettando il prossimo luglio.

Di Antonio Cammisa

[Waiting For] Siren Festival 2018: inizia il conto alla rovescia!

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Inizia oggi il conto alla rovescia per uno degli appuntamenti ormai imperdibili dell’estate sonora italiana: ancora 10 giorni e si aprirà il sipario del Siren Festival 2018 giunto alla quinta edizione!

La cornice immutata sarà come sempre la splendida cittadina di Vasto, che da piccolo borgo noto per le vacanze tranquille si è guadagnato in 5 anni anche l’etichetta di meta fissa per gli appassionati di musica della penisola italica. DNA concerti anche quest’anno ha saputo mettere insieme una line up eterogenea che colpisce non solo per gli headliners ma anche per le nuove proposte più o meno note. Saranno quattro giorni anche per questa edizione, dal 26 al 39 luglio, saranno giornate piene in cui trovare il tempo per un tuffo non sarà semplice se non si vuol perdere neanche uno degli artisti presenti. 5 palchi, 30 live, infatti mettono a dura prova la resistenza di un pubblico sempre piacevole che nel corso degli anni ha fatto si che il festival rappresenti uno degli eventi più piacevoli e fruibili dell’intera estate.

Se dovessi citare la caratteristica del Siren che più soddisfa i miei gusti musicali direi senza dubbio è la scelta di rispolverare gloriose band degli anni 90 nel corso degli anni (es. Arab Strap lo scorso anno su tutte). Quest’anno da segnalare il ritorno in italia della storica band Public Image Ltd capitanata da quel sacerdote della new-wave che che risponde al noma di John Lydon (o “Rotten” quando aveva ancora i denti marci e suonava punk in una band dalla discreta fama chiamata Sex Pistols). Non meno altisonante è la presenza degli Slowdive, da considerare come i veri apripista della scena shoegaze internazionale. Terzo gradino del podio di questa line up (per me forse primo a dirla tutta) è occupato dai dEUS, storica band belga che, come dicevo in precedenza, rappresenta degnamente la gloria degli anni 90 e che nella propria discografia annovera “The Ideal Crash”, per raffinatezza non è secondo a nessuno. Presente anche la Germania al Siren con due formazioni: Lali Puna e Mous on Mars. Particolarmente fascinosa è la presenza di Ryley Walker, ammaliante cantautore americano e live di sicuro impatto.

A questi nomi imperdibili segue una lunga lista di artisti non meno importanti: i nostrani Bud Spencer Blues Explosion, Colapesce, Cosmo e davvero molti altri. Cito in ultimo la presenza dei TOY, giovane band britannica davvero molto interessante. L’attesa sta quindi per finire e la musica sta per cominciare. Anche questa edizione sarà sicuramente una conferma per consensi e partecipazione perché il Siren è una realtà che ormai sembra più consolidata che mai.

60 euro + d.p. abbonamento venerdì e sabato

75 euro + d.p. abbonamento venerdì e sabato + Siren Beach (ven/sab/dom)

www.ticketone.it – Bit.ly/SirenFestival18_Tickets

info: www.facebook.com/sirenfestival e www.sirenfest.com

www.sirenfest.com

Di Antonio Cammisa

Siren Fest: ecco la line-up del Beach Stage!

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SIREN BEACH STAGE

BAGNI 51, VASTO MARINA  

B. – BIANCO – BLAKE SNAKE MOAN – BUENA ONDA(djset)

DADAMATTO – DORSO – FRANCESCO DE LEO – FITNESS FOREVER

LAAGO – LORENZO BITW – LUCIA MANCA – MARGHERITA VICARIO

SACRAMENTO – THE RAINBAND – THE ZEPHYR BONES

VERANO

PROGRAMMA 

VENERDI 27 LUGLIO

DALLE 12:00• Bianco, Dadamatto, Dorso, Margherita Vicario The Rainband

SABATO 28 LUGLIO

DALLE 12:00 B., Francesco De Leo, Laago, Lorenzo BITW, Black Snake Moan, Sacramento, Verano

DOMENICA 29 LUGLIO 

DALLE 12:00 al tramonto •  Fitness Forever, Lucia Manca, The Zephyr Bones

Beach vibes by Buena Onda

26 – 29 luglio 2018 – Vasto (Ch) – Siren Festival

PACCHETTO ABBONAMENTO+ SIREN BEACH!

Per vivere il festival in comodità e non perdersi neanche un minuto di musica

Anche quest’anno è possibile acquistare l’abbonamento al Siren + Beach Pass

Abbonamento Siren Festival + lettino e ombrellone o gazebo attrezzato al Lido Siren Beach per 27, 28, 29 luglio

Al prezzo di 90 euro +d.p. 

Acquistalo qui: sirenfest.com

PREVENDITE:

40 euro + d.p. venerdì

40 euro + d.p. sabato

60 euro+d.p abbonamento venerdì e sabato

90 euro + d.p. abbonamento venerdì e sabato + Beach Pass (27/28/29)

www.sirenfest.com

www.ticketone.it call center 892 101

www.vivaticket.it call center  892.234

www.ciaotickets.com infoline 085 972 0014

info: www.sirenfest.com e

www.facebook.com/sirenfestival

Pacchetti Hotel + Abbonamento disponibili su https://www.festicket.com/it/festivals/siren-festival/2018/

Siamo lieti di annunciare che quest’anno la SIREN BEACH trasloca in un lido interamente dedicato al pubblico del festival e si trasforma in un vero e proprio nuovo palco dove si esibiranno 16 band in tre giorni. E non si tratterà di show acustici come lo scorso anno bensì di veri e propri live full set!

Inoltre Radio Sonica sarà mediapartner del Beach Stage e trasmetterà in diretta dal SIREN BEACH STAGE!

L’abbonamento più Beach Pass (90 euro) da diritto a lettino e ombrellone o gazebo attrezzato per una persona per i tre giorni del 27, 28 e 29 luglio.

L’accesso alla spiaggia e ai concerti sarà comunque libero.

SIREN FESTIVAL:
Una cornice unica, una città storica affacciata sul mare che grazie alla sua invidiabile posizione negli anni si è affermata come uno dei luoghi più affascinanti del centro Italia. Vasto con le sue spiagge, i caratteristici vicoli del centro, le piazze che si affacciano come terrazze sul mare, i suoi bellissimi giardini, ospiterà la quinta edizione del Siren Festival, oramai uno degli appuntamenti più attesi e amati dell’estate.

GLI ARTISTI CHE SUONERANNO ALLA SIREN BEACH

B.

  1. nasce a Roma ma vive la maggior parte della vita in località marittime. Tra fritture di pesce e ristoranti indiani sulla Prenestina apprende l’antica arte del dream pop e collabora con alcuni esponenti della scena romana (Carl Brave, Pretty Solero, Ugo Borghetti). Tra synth nostalgici e un mood Bubble Wave, racconta di cose semplici, incidenti esistenziali e altri disastri emotivi.

“Bombe” un inno alla pazienza come gesto di estrema fiducia. Un invito a dare al tempo il giusto peso, alle cose il giusto spazio.

BIANCO

Dopo due anni in giro per i palchi di tutta Italia con Niccolò Fabi, Bianco riprende i panni di cantautore e torna con il suo quarto album.

Quattro, uscito a gennaio per INRI, è nelle parole del suo autore: “ un disco che parla di amicizia. Amicizia tra due uomini, tra uomo e donna, tra due amanti, tra una donna e un barbagianni, tra madre e figlia. Amicizia tra musicisti, tra strumenti musicali, tra cambiamento e tradizione. Parla di medici, di comici, di bestie innamorate, di autogol e di grandi camminate. Di fabbrica, di anni 90 e anche di canne e di imbarchi. ”

BLAKE SNAKE MOAN

Black Snake Moan è un progetto di ricerca sonora che affonda le proprie radici nelle atmosfere delta blues e negli immaginari desertici, con una sfumatura psichedelica. One man band atipico, con diverse connotazioni artistiche di riferimento, quello di Marco Contestabile è un progetto a metà tra l’evocazione sonora e quella spirituale. Un’esperienza trascendentale, sintetizzata in musica nel suo album d’esordio del 2017, SPIRITUAL AWAKENINGun concept album, un percorso onirico, una profonda mutazione interiore, un completo risveglio del proprio spirito.  L’approccio sperimentale ed ammaliante con cui Black Snake Moan si esibisce, destreggiandosi contemporaneamente con batteria, chitarra e voce, ha trovato riscontro anche in termini di importanti riconoscimenti, quali le vittorie conseguite nelle edizioni 2017 dei concorsi di Arezzo Wave e del MEI SuperStage, che gli hanno permesso di farsi notare da addetti al lavori e pubblico.

A gennaio 2018 inizia il tour dall’Eurosonic di Groningen (Olanda) per poi attraversare tutta la penisola.

BUENA ONDA dj set

BUENA ONDA è l’incontro tra Elvis Delmar e Bob Corsi per sonorizzare la spiaggia e i Giardini di Palazzo D’Avalos durante il Siren Festival di Vasto.

Grandi appassionati di musiche dal Mondo, agitatori di mille serate della Capitale, diggers di dischi in vinile e globetrotters del groove, Elvis e Bob poteranno al Siren Festival una vagonata di musica e tutta la loro voglia di stare bene.

Spleen: flowery shirts, straw hats, sunglasses, Barranquilla fantastic, mystic Lagos, groovy Kingston, Belo Horizonte on blast, psych Machu Picchu, wild Tijuana, funky Nassau, calypso Accra, Vomero soul.

DADAMATTO

Dadamatto, con il suo punk minerale, che negli anni si è tinto di venature psichedeliche e poppeggianti, delizia la penisola da circa un paio di lustri.

Originario di Senigallia (An), ma disseminato altrove (predilige un’esistenza nomade, errabonda: una casa vera e propria non ce l’ha), ha all’attivo 5 dischi.

Arriva sulle spiagge di Vasto per presentarvi l’ultimo di questi, “Canneto”, uscito lo scorso dicembre totalmente autoprodotto.

DORSO

Dorso è Alessandro che prova a nuotare nel mare della canzone pop d’autore.

Giovanissimo, classe 1999 e con un passato da nuotatore finito anche nel giro della nazionale italiana.

Ma è la musica la cosa che ama di più e che gli riesce meglio.

Ha pubblicato due singoli, entrambi per 42 Records: Solo, presentata in anteprima sul sito del quotidiano La Repubblica, e Acrobazie, finita ai primissimi posti della viral chart di Spotify.

Sta lavorando al suo terzo singolo che uscirà appena dopo l’estate..

FITNESS FOREVER:

Fitness Forever è il nome di una delle pop bands più eleganti del mondo, guidata dal compositore e poli-strumentista Carlos Valderrama.

Con una nuova attitudine jazz/funk e la stessa ossessione per armonie celestiali e arrangiamenti raffinati, il gruppo  sviluppa un nuovo sound, elegante e pieno di groove, partendo da “COSMOS” (Elefant Records, 2013 ) un disco adorato dalla critica mondiale. L’attesissimo seguito di “Cosmos”- TONIGHT è stato pubblicato sempre dalla label Spagnola ELEFANT RECORDS. Il primo singolo del disco,TONIGHT, è stato pubblicato a fine maggio insieme a un video diretto da Zavvo Nicolosi ( già al lavoro per Colapesce). Il secondo singolo, CANADIAN RANGER, è stato pubblicato a fine giugno 2017, anche in questo caso corredato da un video coloratissimo e nerdissimo, ispirato all’epopea dei supereroi giapponesi di fine anni 70 da Zavvo. Un 7” in edizione limitatissima della canzone, con una b-side non presente sul disco, è stato realizzato da Elefant Records.

FRANCESCO DE LEO 

Francesco De Leo inizia la sua carriera artistica nel 2008 quando, a soli 17 anni, fonda L’Officina della Camomilla, diventato negli anni un gruppo cult della scena indipendente.

Con l’aiuto dei vari musicisti che negli anni si sono succeduti all’interno della band, nei primi cinque anni ha sviluppato il progetto in modo totalmente indipendente, limitandosi a pubblicare demo casalinghe su YouTube. Nel 2012 entra a far parte del roster dell’etichetta bolognese Garrincha Dischi con la quale pubblica 4 album di inediti. Nel maggio 2017 De Leo decide di sospendere le attività del gruppo per dedicarsi alla carriera solista.

Il giovane autore arriva al suo disco d’esordio “LA MALANOCHE” nel pieno della sua consapevolezza artistica.

LAAGO

Laago! vuol dire suono in una lingua che abbiamo scoperto a caso su Google Translate quando il nome era in realtà già stato scelto da un pezzo.
Il punto esclamativo, invece, è una specie di rivendicazione.
Suono! perché non lo stavamo facendo da troppo tempo. Suono! perché è l’unica cosa che ci piace fare.
Andrea scrive e canta le canzoni, Matteo suona la chitarra elettrica e fa i cori, Riccardo la batteria e Paolo il basso.
La nostra prima canzone si chiama Il mostro di Cleveland ed è stata presentata in anteprima su Rolling Stone, poi è arrivata Marianna (featuring Jason Lytle dei Grandaddy).
Sono le prime, ma non saranno le ultime.

LORENZO BITW

LORENZO BITW è uno dei dj/producer più talentuosi della sua generazione. La sua musica si muove su territori uk funky, dancehall e grime. Cresciuto artisticamente a Londra, ma attualmente residente a Roma, è da anni stabilmente ospite dei palinsesti di BBC Radio, Rinse.Fm e NTS. Nel corso degli ultimi due anni i suoi singoli e remix, pubblicati tra gli altri sotto l’egida di Friends of Friends e Enchufada, sono stati supportati da dj e producer come Toddla T, Kode9, L-Vis 1990s, Mixpak crew e Marcus Nasty. “Love Junction” è il suo LP d’esordio, in uscita il 22 giugno per l’etichetta americana Friends of Friends (Shlohmo, Groundislava, Indian Wells) e licenziato in Italia da La Tempesta International.

LUCIA MANCA

Lucia Manca è una cantautrice salentina. Il suo album d’esordio omonimo – prodotto da Giuliano Dottori degli Amor Fou – è uscito nel 2011 ed è stato poi remixato da alcuni tra i migliori producers italiani (Populous, Indian Wells, Flowers Or Razorwire).

Maledetto e Benedetto, uscito a Maggio di qust’anno inaugura una nuova stagione del suo percorso artistico.

MARGHERITA VICARIO

Classe 1988, Margherita Vicario studia all’Accademia Europea di Arte Drammatica e da lì inizia a lavorare come attrice per tv e cinema (Pontecorvo, W.Allen, The Pills). Parallelamente entra nel mondo della musica portando in scena uno spettacolo teatrale di canzoni, da cui l’ep “Esercizi Preparatori” e  nel 2015 il disco “Minimal Musical”  prodotto dalla ‘Fiorirari’ di Bob Angelini. Continua a lavorare come attrice, autrice e interprete per serie tv , mentre è in lavorazione il suo secondo album che uscirà per INRI.

SACRAMENTO

Prendi una sdraio e mettiti comodo a bordo piscina. Ordina un margarita, prenota la tua pista da bowling per la serata e ascolta Sacramento.Questo è il mood del nuovo progetto Lo-fi italiano, miscela di suoni riverberati, atmosfere sintetiche e revival anni Ottanta.Ritmica essenziale, desertica, a sostegno di melodie facili, ma allo stesso tempo ironiche che svelano, progressivamente, un’intima natura psichedelica.Una formazione di 4 elementi con base a Milano, ma originaria delle coste siciliane, Sacramento è il nuovo progetto dream-folk/lo-fi nato nel 2018 per volontà di Stefano Fileti che, coadiuvato da Stefano Palumbo al basso, Alessandro Franchi alla batteria e l’amaliante Alice Oliveri al mini synth, vuole creare atmosfere easy-synth-folk adatte per essere ascoltate sotto un ombrellone o a bordo di un’auto decappottabile diretta a Las Vegas

THE RAINBAND

Amati dai fratelli Gallagher e da Paolo Nutini, I Rainband sono uno dei nomi di punta del rock britannico contemporaneo.

Fondati nel 2011 dal frontman Martin Finnigan e dal chitarrista Phil Rainey (ex compagno di band di Peter Hook nei Monaco), i Rainband sono

diventati un quartetto quando il batterista Steve Irlam e il polistrumentista Joe Wilson sono entrati nella band, fino ad arrivare alla recente evoluzione a quintetto con l’arrivo di Sam Wilson. Dopo affollatissimi tour e supporti a band leggendarie come Simple Minds, Ocean Colour Scene e The Kaiser Chiefs, i Rainband hanno ricevuto un invito ai British Music Awards come Rising Stars dalla celebre compagnia inglese O2. Negli ultimi anni la band ha ottenuto un grande successo di critica e pubblico grazie ai singoli ‘Rise Again’ e ‘Sirens’, raggiungendo con entrambi le prime 10 posizioni della classifica ufficiale dei singoli Indie britannici. Omaggio al pilota di moto GP Marco Simoncelli, in aiuto alla Fondazione omonimo, “Rise Again” ha contribuito a raccogliere al momento 45.000 euro.

La band arriva al Siren per presentare il secondo album in studio “The Shape of Things to Come” appena uscito per la label Strawberry Moon,per poi partire per un nuovo tour con Paolo Nutini.

THE ZEPHYR BONES

La band cilena oramai di stanza a Barcellona, amata dalla critica di mezzo mondo, arriva al Siren per presentare l’album Secret Place, perfetto esempio di un dream pop chitarristico e carico di psichedelia. Vicini a band come Drums e Real Estate, il quartetto è capace di creare una miscela sonora capace di unire l’allegra e spensierata atmosfera da spiaggia e la psichedelia più cupa e malinconica.

VERANO

Prendere i pezzi di una vita che scorre veloce e metterli dentro ad un disco.

Questo è “Panorama”, il nuovo lavoro di Verano, il primo sulla lunga distanza dopo il fortunato ep omonimo del 2016, e che uscirà l’11 maggio per 42 Records.

Perché Anna Viganò, bresciana trapiantata a Milano, una solida carriera su e giù per i palchi di tutta Italia con Intercity e L’Officina della Camomilla, non ha paura di mostrarsi, di mettere sul piatto gli spigoli, le debolezze, i chilometri percorsi, i cocktail, le persone incontrate e quelle lasciate sulla strada, e lo fa con la consapevolezza di chi ha trovato il proprio modo di raccontarsi, l’equilibrio tra la parola e la musica.

Perché “Panorama” è Verano in tutto e per tutto, è il qui e ora di Anna Viganò, in quello che si può considerare a tutti gli effetti un esordio, un nuovo e affascinante punto di partenza. Scommettendo sulle chitarre, centellinando ma non nascondendo l’elettronica, affidandosi alla maestria pop di Lorenzo Urciullo (Colapesce), che ha scritto alcuni brani a quattro mani con Anna e che insieme a Giacomo Fiorenza ha prodotto il disco all’Alpha Dept di Bologna.

MEDIAPARTNER BEACH STAGE: RADIO SONICA

BIGLIETTI E ABBONAMENTI

90 euro+d.p – Pacchetto Abbonamento ven/sab + 3 giorni Siren Beach lettino/ombrellone/gazebo attrezzato su sirenfest.com

60 euro+d.p abbonamento venerdì e sabato

40 euro + d.p. venerdì

40 euro + d.p. sabato

www.ticketone.it call center 892 101

www.vivaticket.it call center  892.234

www.ciaotickets.com infoline 085 972 0014

info: www.sirenfest.com

INFORMAZIONI AL PUBBLICO:

www.facebook.com/sirenfestival

www.sirenfest.com 

www.instagram.com/sirenfestival

www.dnaconcerti.com 

www.facebook.com/dnaconcertieproduzioni

info@dnaconcerti.com

twitter.com/dnaconcerti

siren@sirenfest.com

Siren Festival 2018: ecco la line up!

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SIREN FESTIVAL 2018

PUBLIC IMAGE LtD (Pil)•COSMO•SLOWDIVE

2MANYDJSdEUS•LALI PUNA•MOUSE ON MARS

 BUD SPENCER BLUES EXPLOSION• COLAPESCE

RYLEY WALKER•TOY• RODRIGO AMARANTE •NEIL HALSTEAD

IVREATRONIC Djs•AMARI•MYSS KETA

THE RAINBAND•ANNABEL ALLUM•SPIELBERGS

VANARIN• MESA•GERMANO

26 – 29 luglio 2018 – Vasto (Ch) – Siren Festival

 ABBONAMENTI

Abbonamenti disponibili dal 20 aprile alle 11:00:

60 euro+d.p – abbonamento venerdì e sabato

75 euro + d.p. (early price) – abbonamento venerdì e sabato + Siren Beach (27/28/29)

www.ticketone.it  – Bit.ly/SirenFestival18_Tickets  – call center 892 101

info: www.facebook.com/sirenfestival e www.sirenfest.com

Pacchetti Hotel + Abbonamento disponibili su https://www.festicket.com/it/festivals/siren-festival/2018/

Siamo felici di annunciare i nomi della quinta edizione del SIREN FESTIVAL che si svolgerà a Vasto dal 26 al 29 luglio 2018. Abbonamenti disponibili da oggi.

SIREN FESTIVAL

Una cornice unica, una città storica affacciata sul mare che grazie alla sua invidiabile posizione negli anni si è affermata come uno dei luoghi più affascinanti del centro Italia. Vasto con le sue spiagge, i caratteristici vicoli del centro, le piazze che si affacciano come terrazze sul mare, i suoi bellissimi giardini, ospiterà la quinta edizione del Siren Festival, oramai uno degli appuntamenti più attesi e amati dell’estate.Chi c’è stato lo sa bene, il Siren non è una serie di concerti, ma un vero e proprio festival: 4 giorni, 5 palchi, oltre 30 live e djset, degustazioni, arte, divertimento, relax, ottimo cibo e mare!

LINE UP

Public Image Ltd (PiL)

Nel 1978, dopo essere stato frontman e leader dei Sex Pistols, Jonny Rotten ritorna al suo nome di battesimo John Lydon e dà vita ai padrini del post-punk e della new wave, i Public Image Ltd (PiL), una delle band più innovative di tutti i tempi.

Con una line-up mutevole, che ruota attorno a John Lydon e un sound unico che fonde rock, dance, folk, pop e dub, la band dal suo debutto del 1978  ‘First Issue’ sino a ‘That What Is Not’ del 1992 produce un successo dopo l’altro, scalando le classifiche di mezzo mondo.  Dal 1992 la band si prende una pausa che dura ben 17 anni.Nel 2009, Lydon decide che è il momento di rimettere in pista i PiL. Vedono così la luce due album adorati dalla critica e dal pubblico ‘This is PiL’ del 2012 e poi ‘What The World Needs Now…” del 2015. Quest’anno per celebrare i cinquant’anni di carriera di questa band indimenticabile, nata dalle ceneri dei Sex Pistols, e che più di tutte ha definito il concetto di post-punk, i PIL partiranno per un lungo tour che farà tappa al Siren Festival!

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//www.pilofficial.com/

COSMO

Cosmo è uno dei nomi di spicco della nuova scena musicale italiana. Lo scorso gennaio ha pubblicato Cosmotronic, un doppio album ambizioso che gioca sulle sue due anime artistiche: la canzone d’autore e la musica da club, finalmente fusi in uno stile unico e originale. Il disco, è stato anticipato da Turbo, che per la quarta volta consecutiva ha lanciato il dj e producer di Ivrea nella top 50 dei brani più passati dalle radio italiane; mentre il brano attualmente in rotazione è Quando ho incontrato te, che ha superato il milione di ascolti su Spotify ancor prima di diventare un singolo. Cosmotronic è anche un tour, che dopo aver collezionato sold out nei club più importanti d’Europa, è arrivato finalmente in Italia, registrando tutto esaurito in tutte le tappe e aggiungendo nuovi appuntamenti al calendario inizialmente annunciato. Un grande ritorno live quello di Cosmo, che sta portando in Italia un format che nessun artista italiano ha mai tentato prima: un vero e proprio  PARTY ITINERANTE con al centro la sua musica.

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SLOWDIVE

Nel 2017 gli SLOWDIVE, punto di riferimento assoluto per lo shoegaze britannico, sono tornati sulle scene dopo 22 anni di silenzio con un nuovo omonimo album e un lungo tour che ha registrato sold out praticamente dappertutto.

Il primo album degli Slowdive ‘Just For A Day’ è uscito per la mitica Creation Records nel 1991, seguito dal leggendario ‘Souvlaki‘ nel 1993 e da conclusivo ‘Pygmalion’ nel 1995. Negli ultimi 22 anni gli Slowdive sono stati celebrati con la pubblicazione di un’infinità di compilation, inediti e live, e hanno ispirato, con il loro suono unico, un numero enorme di band e musicisti.

In questi 22 anni di silenzio come Slowdive, i membri principali della band hanno dato libero sfogo alla propria creatività con nuovi interessanti progetti. Ma nel 2014 Neil Halstead, Rachel Goswell, Nick Chaplin, Christian Savill e Simon Scott hanno sentito il bisogno di tornare insieme. Così a maggio 2017 la band ci ha regalato il nuovo album “slowdive” pubblicato da Dead Oceans (Goodfellas) e anticipato dai singoli Sugar for The Pill e Star Roving.

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www.slowdiveofficial.com

2MANYDJS

Una storia, quella dei fratelli Dewaele (Stephen e David) come 2 Many DJ’s, che inizia nel 1999, con uno show su una radio belga chiamato “Hang The Dj”. Qualcosa di esplosivo ed iconoclasta: dove collidono fra di loro il prog e l’r’n’b, l’hip hop più astratto e la techno più oltraggiosa, monumenti pop da classifica quasi di cattivo gusto e stranezze lunari, house e ritmi strambi. Ci vuole poco prima che la fama esca dai confini nazionali: basta uno show su una radio londinese, Xfm, e la popolarità dei due come dj letteralmente esplode. Arrivano gli inviti della BBC e di Arthur Baker, arrivano i pubblici apprezzamenti di gente come Mick Jones dei Clash (per un mash up di “The Magnificent Seven” con “Romeo” dei Basment Jaxx…), arriva semplicemente lo status di act “da dj” fra i più eccitanti che siano mai stati visti e sentiti. Parallelamente c’è l’avventura coi Soulwax da portare avanti, ed è un’avventura di grande successo, ma per Stephen e David la routine da selezionatori e creatori di geniali mash up in console è un amore e una passione che non si abbondona mai. Inevitabile: i primi a divertirsi sono loro, cercando ogni volta gli accostamenti più geniali ed imprevedibili, le citazioni più sorprendenti, il groove meno convenzionale ma “più perfetto”. 2 Many Dj’s sono una delle cose più eccitanti mai accadute alla club culture: vale per gli affezionati più incalliti, ma vale anche per il pubblico più trasversale. Si sa – ogni tanto la genialità può mettere tutti d’accordo.

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//2manydjs.com

dEUS

La band belga capitanata da Tom Barman arriva la Siren con suo stile  caratterizzato da una eclettica combinazione di rock, punk, blues, jazz  in cui si riconoscono l’influenza di artisti eterogenei dai Velvet Underground, a Leonard Cohen, da Captain Beefheart a Charles Mingus.                    I dEUS hanno realizzato tre album negli anni Novanta di fondamentale importanza, “Worst case scenario” nel ’94, “In a bar, under the sea” nel ’96 e “The ideal crash” nel ’99, il loro disco più conosciuto, nel quale il gruppo è riuscito a fondere l’anima psichedelica con quella più intima e pacata. Dopo questo lavoro la band cessa l’attività per 6 anni – eccezion fatta per una breve serie di concerti in Portogallo nel 2002 – e la riprende soltanto nel 2005 con la pubblicazione di “Pocket revolution”. Nel 2008 è la volta di Vintage Point, nel 2011 esce Keep You Close e nel 2012 esce Following Sea, l’ultimo album in studio. Alla fine del 2014 la band pubblica, in occasione del ventennale dalla sua formazione, l’antologia doppia “Selected Songs 1994-2014” che raccoglie gli episodi più significativi tratti dalla loro discografia. A ottobre 2016 il chitarrista Mauro Pawlowski annuncia la sua uscita dalla band.Il 6 febbraio 2018 il gruppo annuncia attraverso la sua pagina facebook l’ingresso del chitarrista Bruno De Groote. 

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//www.deus.be

LALI PUNA

Lali Puna esordiscono nel 2010 con “Our Inventions” e in otto anni la band pubblica cinque album. L’ultimo “Two Windows” su Morr Music – il primo da quando Markus Acher ha lasciato il timone nelle solide mani di Valerie Trebeljahr, Christian ‘Taison’ Heiß and Christoph Brandner-  abbraccia una deriva più dance senza però dimenticare le origini pop dei Lali Puna, un sound che miscela la nuova dance-culture guidata da Caribou, Ada e Mount Kimbie.

E’ un lavoro di collaborazione “Two Windows” che si spinge in terreni fatti di contaminazioni, agitati dallo spirito sperimentatrice della Trebeljahr che accantona il suo lavoro da giornalista e coinvolge Keith Tenniswood dei Two Lone Swordsmen e Jimmy Tamborello (ovvero Dntel), oltre ad artisti del roster Ghostly International come Mary Lattimore e Midori Hirano (che si presenta solo il nome d’arte MimiCof).

Un nuovo viaggio, una nuova sperimentazione per i Lali Puna. Un live da non perdere.

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MOUSE ON MARS

Il duo elettronico tedesco formato da Andi Toma e Jan St. Werner arriva al Siren Festival per presentare il nuovo album Dimensional People che uscirà il prossimo 13 aprile per Thrill Jockey. Influenzati da nomi sacri come Can, Faust e Kraftwerk, Andi e Jan sono creatori di un suono che miscela con abilità e originalità techno, trance, ambient, dub e krautrock.

Il nuovo lavoro arriva a sei anni di distanza dal precedente “Parastrophics” e a 18 anni dall’esordio. Dimensional People, che vede la collaborazione di grandi nome come Bon Iver, Aaron and Bryce Dessner (The National) e Zach Condon (Beirut), viene descritto dal duo come una sorta di “ composizione spaziale che gioca con le possibilità del design sonico e della musicalità collettiva”.

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BUD SPENCER BLUES EXPLOSION

Dopo quattro anni d’attesa, il duo formato da Adriano Viterbini e Cesare Petulicchio, torna con un nuovo album registrato completamente in analogico: “Vivi muori Blues Ripeti”, uscito il 23 marzo per La Tempesta Dischi. Un album urgente ed energico, dedicato alla vita, alla sensualità e al viaggio, incentrato su un linguaggio semplice ma maturo e diretto.

Il duo alt-rock nasce nel 2007 a Roma. Nello stesso anno pubblica l’album di debutto: “Happy” ed è un esordio fulminante.

Nel 2009 il duo si aggiudica al concertone del Primo Maggio il Premio S.I.A.E. Nello stesso anno esce il secondo album “Bud Spencer Blues Explosion”, che contiene la cover di Hey Boy Hey Girl dei Chemical Brothers, che li fa conoscere ovunque.

Nel 2011 è la volta di Do It. Segue un tour di oltre 100 date in Italia e un mini tour in Europa. Nel febbraio 2012 i BSBE si esibiscono a Memphis, in occasione dell’IBC (International Blues Challenge).

Nell’agosto dello stesso anno salgono sul prestigioso palco dello Sziget Festival, in Ungheria.

Il gruppo ritorna nel 2014 con l’album BSB3 che li porta in tour per un anno e mezzo e che gli fa vincere il premio PIMI come Miglior spettacolo live.

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www.bsbemusic.com

COLAPESCE

Colapesce arriva al Siren, dopo un lungo tour trionfale, per presentare il suo ultimo album Infedele, pubblicato a fine ottobre da 42 Records/Believe ed anticipato dai bellissimi singoli Ti attraverso, Totale e Sospesi. Prodotto dallo stesso Colapesce insieme a Jacopo Incani – meglio noto come IOSONOUNCANE – e Mario Conte, “Infedele” rappresenta una vera e propria dichiarazione d’amore nei confronti della musica. Un frullatore in cui la canzone d’autore italiana si mischia con il fado portoghese, l’elettronica da club, il tropicalismo brasiliano, il free jazz, le colonne sonore di Umiliani e le ballate.

A Vasto Lorenzo porterà uno spettacolo unico e visionario, dal forte impianto teatrale e carico di suggestioni, e sarà accompagnato da una band che comprende: Adele Nigro degli Any Other alla chitarra, sax tenore, Andrea Gobbi al basso e ai cori, Giannicola Maccarinelli  (JoyCut) alla batteria, Mario Conte alle tastiere, programming e cori e Gaetano Santoro al sax baritono.

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facebook.com/musicadicolapesce

RYLEY WALKER

Il giovane musicista di Chicago si è affermato in pochi anni come uno dei nomi di punta del cantautorato contemporaneo americano.

A due anni di distanza dal precedente “Golden SingsThat Have Been Sung” Ryley Walker arriva a Vasto per presentare il nuovo “Deafman Glance” che sarà pubblicato da Dead Ocean il prossimo 18 maggio. Il nuovo lavoro, anticipato dal singolo Telluride Speed, trionfo di sette minuti di psichedelic-folk-jazz, segna un passo in avanti rispetto ai lavori precedenti e un allontanamento dallo stile acustico e folk del passato. “Deafman Glance” è un album che si apre ai suoni di Chicago, ad arrangiamenti originali ed a liriche surreali. Un nuovo Ryley che in parte si allontana dai suoi numi tutelari per trovare una voce autonoma e originale. 

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www.ryleywalker.com

TOY

Nel 2011 il quintetto psichedelico inglese formato da Tom Dougall, Dominic O’Dair, Maxim “Panda” Barron, Charlie Salvidge e Alejandra Diaz  pubblica il singolo di debutto Left Myself Behind sulla prestigiosa Heavenly Recordings e fioccano consensi e accostamenti a Stereolab, Felt e Pulp. Nel 2012 esce finalmente l’omonimo album di debutto Toy prodotto da Dan Carey che schizza nella top 50 degli album più venduti in Inghilterra, un notevole successo per la band dalle sonorità così complesse, che ottiene anche il supporto di Andrew Weatherall che remixa uno di loro brani.

Krautrock, post-punk e rock psichedelico sono le matrici di Toy, che successivamente pubblicano altri due album (Join the Dots del 2013 e Clear Shot del 2016). In questi anni la band collabora con Bat For Lashes nel progetto Sexwitch, diretto da Dan Carey, che porta alla pubblicazione di un EP di sei tracce nel 2015.

Il 2018 è l’anno del ritorno di questa apprezzatissima band capace di miscelare psichedelia e krautrock, indierock e shoegaze.

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RODRIGO AMARANTE

Rodrigo Amarante è un musicista, compositore, poli-strumentista brasiliano di stanza a Los Angeles. Rodrigo è noto per aver dato vita insieme a Fabrizio Moretti degli Strokes e a Binki Shapiro alla band Little Joy, per aver registrato e suonato negli ultimi quattro album di Devendra Banhart e più recentemente per aver composto il tema della celebre serie di Netflix Narcos, che gli ha fatto guadagnare una nomination agli Emmy.

Meno noto è che Amarante è una figura di spicco nella musica brasiliana contemporanea: fondatore dell’iconica band Los Hermanos e del supergruppo samba Orquestra Imperial. Ha registrato, arrangiato e scritto musica con i nomi più importanti della musica brasiliana, da Gilberto Gil a Marisa Monte, ed è stato inserito dal RollingStone tra i 100 migliori musicisti brasiliani di sempre.

Il suo primo album solista Cavalo è stato pubblicato nel 2014. Attualmente sta registrando il secondo lavoro che vedrà la luce nel 2019.

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NEIL HALSTEAD

Neil Halstead è un cantautore inglese. Fondatore nei primi anni 90 prima del gruppo shoegaze Slowdive, dopo lo scioglimento forma nel 1995 i Mojave 3. Accanto all’attività col gruppo intraprende una carriera solista e nel 2002 pubblica il suo primo album Sleeping on Roads per la 4AD. L’album è seguito da Oh! Mighty Engine del 2008 per l’etichetta Brushfire. Nel 2012 ritorna con un nuovo lavoro, Palindrome Hunches che rimanda ancor più dei precedenti alla tradizione folk inglese rappresentata da artisti come Nick Drake e Bert Jansch.

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//www.neilhalstead.com/

IVREATRONIC

Ivreatronic è il collettivo di dj e produttori eporediesi fondato da Cosmo di cui lui stesso fa parte che si propone come una realtà di clubbing che incarna appieno lo spirito della città di Ivrea, apparentemente tranquilla, ma che quando organizza un evento lo fa in grande stile. Per la prima volta, quest’anno il collettivo varca i confini cittadini grazie Enea Pascal che ha aperto le serate del Cosmotronic Tour con il suo live set, seguito da quelli di Splendore e Foresta. Ivreatronic è diventato recentemente anche un’etichetta ed è appena stata pubblicata la prima compilation dal titolo “Ivreatronic – Il suono di Ivrea”. Il collettivo si è dimostrato capace di modificare l’immagine della città, che da capitale dell’industria si è trasformata in un punto di riferimento per la musica elettronica.

 

AMARI

Gli Amari arrivano al SIren per presentare il nuovo album, POLVERONE, uscito per Bomba Dischi/Universal e anticipato dai singoli Dinosauro, Prima Di Partire e Gatti Di Polvere. Formatasi ad Udine alla fine degli anni novanta, la band ha attraversato gli ultimi venti anni di musica indipendente italiana, riuscendo ad affinare la propria personale visione della musica pop, spaziando con naturalezza fra influenze musicali distanti e assimilando nel tempo suoni nuovi e vecchie scoperte. A 4 anni di distanza dal precedente Kilometri, gli Amari pubblicano Polverone, il loro album più elettronico. La polvere copre tutto, copre le cose che ci circondano, i libri letti e mai più riaperti, i dischi, le chitarre che non suoniamo più. La polvere ci da l’illusione di mantenere tutto inalterato, a volte, persino le consuetudini ed i rapporti umani. Ma basta poco, basta una semplice folata d’aria improvvisa e si alza il POLVERONE.  E nel suo manifestarsi cambiano tutte le regole del gioco; è un momento di rottura, il risultato di un grande movimento. Nascono così accurati quadretti esistenziali: il trambusto di un trasloco, la perdita di un amico che va a vivere in un’altra città oppure il ritorno in luoghi vissuti nel passato ora completamente diversi. E’ musica che nasce per sedimentazione di suoni non intenzionali, una specie di scenografia misteriosa pronta ad essere popolata di storie e personaggi.

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MYSS KETA

L’angelo dell’occhiale da sera, la diva definitiva dal volto velato, la regina suprema dell’eccesso torna arriva al Siren con il suo live esagerato per inaugurare un nuovo capitolo – quello della maturità – della vita di M¥SS KETA, che sceglie definitivamente la selva oscura e perde la retta via per trasformarsi “DA DOMATA A DOMATRICE, DIVENTANDO PROTAGONISTA DI UNA VITA SFRENATA, INCONTROLLABILE E SURREALE: UNA VITA IN CAPSLOCK.”

UNA VITA IN CAPSLOCK è infatti il titolo dell’esplosivo singolo appena uscito e che le fa spiccare il volo definitivo verso l’Olimpo della Musica. Nel video di #UVIC, realizzato dal collettivo MOTEL FORLANINI, M¥SS KETA fa quello che tutti stavamo aspettando: si toglie la maschera per svelare il nostro inconscio e la nostra anima frantumata, si veste di latex e sensuale rossetto rosso, travolge con beat aggressivo fidget house, basso dubstep e complextro finale.

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facebook.com/myssketa

THE RAINBAND

Amati dai fratelli Gallagher e da Paolo Nutini, I Rainband sono uno dei nomi di punta del rock britannico contemporaneo.

Fondati nel 2011 dal frontman Martin Finnigan e dal chitarrista Phil Rainey (ex compagno di band di Peter Hook nei Monaco), i Rainband sono

diventati un quartetto quando il batterista Steve Irlam e il polistrumentista Joe Wilson sono entrati nella band, fino ad arrivare alla recente evoluzione a quintetto con l’arrivo di Sam Wilson. Dopo affollatissimi tour e supporti a band leggendarie come Simple Minds, Ocean Colour Scene e The Kaiser Chiefs, i Rainband hanno ricevuto un invito ai British Music Awards come Rising Stars dalla celebre compagnia inglese O2. Negli ultimi anni la band ha ottenuto un grande successo di critica e pubblico grazie ai singoli ‘Rise Again’ e ‘Sirens’, raggiungendo con entrambi le prime 10 posizioni della classifica ufficiale dei singoli Indie britannici. Omaggio al pilota di moto GP Marco Simoncelli, in aiuto alla Fondazione omonimo, “Rise Again” ha contribuito a raccogliere al momento 45.000 euro.

 La band arriva al Siren per presentare il secondo album in studio “The Shape of Things to Come” appena uscito per la label Strawberry Moon,per poi partire per un nuovo tour con Paolo Nutini.

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//therainband.co.uk/

ANNABEL ALLUM

La musicista inglese dalla voce enigmatica, incensata dalla stampa internazionale, arriva al Siren dopo un anno pazzesco.

Nel 2017 infatti Annabel ha pubblicato l’EP “All that For What” e in un attimo si si è vista catapultata dalla placida vita di provincia ai palchi più importanti al seguito di artisti come Beth Ditto e Nadine Shah. La partecipazione al The Great Escape, Live at Leeds e SXSW non ha fatto che cementare la sua reputazione internazionale, portandola a ottenere la sponsorizzazione di brand importanti come Bastian Classics e Cheap Monday, che l’hanno decretata loro fashion icon. Nel 2018 Annabel ha pubblicato il singolo Beat The Birds mostrando una capacità naturale nel fondere le distorsioni dello slacker rock alla narrazione tipica del folk.

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//aannabel.com

SPIELBERGS

Dopo le positivissime reazioni al loro primo singolo “We are all going to die” il power trio norvegese di Oslo arriva al Siren per presentare il nuovo ep Distant Star appena pubblicato per la label By The Time It Gets Dark.

Se “We Are All Going To Die” forniva uno sguardo su quanto potesse essere intensa e oscura la band, “Distant Star” percorre invece un percorso musicale più leggero e tonificante mettendo in luce la capacità della band di sposare l’energia e la costruttività positiva con il buio e la profondità più intensa. Usando el parole del cantante Baklien “Distant Star cerca di catturare quella sensazione di essere bloccato nelle relazioni e lasciare la responsabilità della tua stessa felicità nelle mani dei tuoi vicini”.

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MESA

Mesa arriva al Siren a presentare il suo album d’esordio “Touché”. Undici canzoni che esclamano e ammettono di essere state colpite nel vivo da

una stoccata avversaria. Se non è l’avversario, è lei a fare notare a se stessa i piccoli e grandi intoppi della vita, delle relazioni, delle aspettative. Ogni canzone sembra un incontro di scherma dove non importa tanto chi vince o contro chi si gareggia, quanto il non aver paura di gridare “touché”!

Mèsa è nata a Roma e a Roma è sempre stata anche se sta ancora cercando di sviluppare un livello di romanità convincente. Dopo avere imparato a fare il barrè, inizia la sua vita da cantautrice. Nel gennaio del 2017 pubblica indipendentemente il suo primo EP omonimo e suona moltissimo in giro per la penisola, in locali, case e giardini. Verso la fine del 2017 incide il suo primo album full length, in uscita per Bomba Dischi a febbraio/marzo 2018.

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https://www.bombadischi.it

GERMANO’

Alex Germanò, nato a Trastevere e cresciuto a Monteverde Vecchio a Roma, è stato circa una dozzina di volte in Australia per via della doppia cittadinanza. Ha viaggiato molto, ma poi ha visto Il Sorpasso di Dino Risi. Ha iniziato a fare musica nel 2008 con i “Jacqueries” e nel 2012 ha fondato l’art rock band “Alpinismo” con cui ha pubblicato un ep per 42 Records. Franco Califano ed Enzo Carella sono i suoi autori e personaggi preferiti.“Per Cercare Il Ritmo”, il primo full length di Germanò è uscito per Bomba Dischi / Universal.

L’album raccoglie 9 canzoni d’amore, d’amicizia, di solitudine, di malinconia mista a indolenza giovanile, nascondendo una propensione di ricerca positiva. E’ un disco semplice e personale in tutti i suoi aspetti, che parla di sentimenti nelle sue dinamiche più intrinseche su atmosfere che devono molto al jazz, alla Motown, al pop-rock e alla disco-music.

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VANARIN

Vanarin è un progetto nato a Bergamo nel 2015, dall’incontro fra il cantautore inglese David Paysden (voce, chitarratastiere), Marco Sciacqua (chitarra, basso, percussioni, seconde voci), Giuseppe Chiara (voce, chitarra, tastiere), Massimo Mantovani (voce, basso, chitarra) e Marco Brena (batteria, percussioni). Le personalità dei cinque musicisti convergono in un mix di influenze e contaminazioni molto articolato;  si parte da atmosfere più beat, per passare, con sorprendente naturalezza, al funk e alla black music degli anni ‘70, per poi arrivare alla trap e all’hip hop in un mix di stampo squisitamente pop.

Overnight, il primo album della band, è uscito il 23 marzo  2018 per Woodworm Label ed è stato realizzato con la collaborazione di Roberta Sammarelli (Verdena) nel ruolo di manager. Il disco è composto da 10 brani che colpiscono per l’utilizzo di melodie di impronta pop e per il la cura maniacale degli arrangiamenti.

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Siamo felici di presentare il nuovo artwork per il SIREN FESTIVAL 2018, a cura di Gianni Puri

Sì, abbiamo scelto di lavorare con lui anche per quest’edizione del Festival, perché Gianni ha compreso perfettamente lo spirito del Siren e perché quest’anno ha avuto una visione bellissima che ci ha conquistati .

Nell’ideare il nuovo artwork Gianni ha immaginato la città vibrare sulle onde del Festival e improvvisamente sollevarsi da terra. La sirena diventa una gigantesca regina e Vasto la sua corona d’oro.

Gianni Ian Puri è un illustratore, architetto e musicista romano. Lavora nel campo dell’illustrazione editoriale, della grafica musicale e pubblicitaria. Cofondatore e art director dello studio di architettura La Macchina Studio, ama il riverbero, gli animali dal collo lungo e Prince.

giannipuri.com
lamacchinastudio.net

ABBONAMENTO DISPONIBILE 
60 euro + d.p. abbonamento venerdì e sabato

75 euro + d.p – Abbonamento venerdì e sabato + Siren Beach (ven/sab/dom)

www.ticketone.it
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siren@sirenfest.com

[Waiting for] Siren Festival 2017: buona la quarta!

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Quattro anni non sono pochi per un festiva. Non lo sono specialmente in Italia, figuriamoci in una città di provincia. La maledizione italiana dei festival ha visto nel corso degli anni l’estinguersi di ottime iniziative che si sono eclissate o ridimensionate per le problematiche italiche. Forse non arriveremo mai ad avere un festival paragonabile a quelli europei di maggior grido, ma se in tutta la penisola dovessimo identificarne uno che può averne l’ambizione questo è il Siren Festival.
Il Siren è davvero una bella realtà che nella sua breve storia ha saputo proporre artisti interessanti incastonati nella sublime location di Vasto. I nomi degli anni passati, dopo il primo anno col botto, sono stati sempre ben assortiti e scelti con gusto e ogni volta questo piccolo grande festival è stato sempre una piacevole conferma.

Dal 27 al 30 luglio quindi l’appuntamento per i musicofili è nella città abruzzese. Se dovessi riassumere in uno spot la line-up di quest’anno direi che è un perfetto mix di elegante decadenza e cinica elettronica. Si va infatti dalla pura poetica dei Quattro Quartetti (Mimì Clementi che legge e musica Elliot) alla decadenza romantica dei Baustelle, ai vortici sonori dei Cabaret Voltaire, pionieri dei primi anni 80. Apparat e Trentmøeller sono quanto di più appetitoso nel panorama elettronico attuale e vederli nella stessa rassegna fa davvero scena. Il primo sarà presente con un dj set, il secondo invece incanterà con i suoi synth e sequencer rendendo ammaliante la notte. La vera chicca, però, che DNA Concerti ci ha regalato per questa edizione è rappresentata dagli Arab Strap. Si, ormai lo sapete tutti e avete metabolizzato l’annuncio da quando su sito e social del festival è uscito questo nome. Gli Arab Strap sono bellezza, sono eleganza! Band che vive di diritto nell’Olimpo dei 90’s, aprì in quella decade una porticina destinata a spalancarsi sulla scena scozzese di giovani prodigi. Proprio con Arab Strap e Mogwai partì l’ondata post-rock che devo ammettere stregò anche me. Arpeggi strutturati, spirali di melodie ma anche improvvise graffiate di distorsioni sono il loro marchio di fabbrica e la voce caldissima di Aidan Moffat rende gli Arab Strap una band raffinatissima.

Erano spariti nel 2006 dopo il lungo tour di “The Last Romance”, ultimo lavoro in studio. Il tour toccò Roma e io ero presente: il live fu intenso come sempre ma poi arrivo l’annuncio dello scioglimento. Pensavo di non rivederli più dal vivo e invece eccoli qui. In questi 11 anni Aidan Moffat ha continuato a fare bei dischi specialmente quelli con Bill Wells, fino 2016, data in cui viene annunciata l’uscita di una raccolta e la timida idea di ricostituire gli Arab Strap. Ed è proprio da “Arab Strap” (titolo omonimo del best of) che consiglio di partire a chi non conosce questa band per avvicinarsi ad essa e lasciarsi rapire. Per chi invece, come me è già un loro fan, è un ottimo sunto dell’opera di un gruppo che ha avuto molto da dire nella seconda metà degli anni 90.

Manca poco: prepariamo lettori mp3 e costumi perché davvero il Siren è “letteralmente” una figata e una delle cose più interessanti dell’estate italiana per gli appassionati di musica.

Di Antonio Cammisa