[Kaos Report + Interview] Organized Chaos, Lechuga & guests @Traffic Live 09/10/18

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Martedì 9 Ottobre il Traffic Live Club ha ospitato due band internazionali di altissima caratura, Organized Chaos e Lechuga, spalleggiati dai romani Garden of Delights e Drakens Orden. La serata, pur segnata da un acquazzone, ha visto una discreta presenza di pubblico e le band si sono avvicendate sul palco con la voglia di regalare le loro migliori performance, cominciando dalla band melodic death metal Drakens Orden. Caricati dall’antico Ordine del Drago la band ci propone degli inediti di carattere e scalda per bene l’atmosfera distaccandosi dal filone Prog/Djent odierno e prendendo spunto da band come Amon Amarth e Insomnium, una band che ha le idee ben chiare e di cui certamente sentiremo parlare in futuro. Prima band headliner e si va con i cileni Lechuga capitanati da Benjamin Lechuga alla chitarra e sorretti da Felipe Cortès e  Marcos Sanchez proponendo brani inediti strumentali ricchi di tecnicismi e groove sudamericano in grandi quantità; la stessa band sorreggerà Vladimir Lalic e David Maxim Micic eseguendo i brani degli attesissimi Organized Chaos. La band ci propone brani dal nuovo album “Divulgence” uscito un anno fa e, soprattutto, un nuovo brano che nelle prossime settimane verrà rilasciato online, “Big Boy” anteprima italiana regalataci in vista di un nuovo EP. Di seguito l’intervista di Giuseppe Negri di Heavy Time vi porterà a conoscere meglio gli Organized Chaos, che speriamo di rivedere live molto presto! A chiuedere la serata i Garden of Delights con il loro Prog/Djent, i brani eseguiti sono Garden of Delights, Birth of chaos, Retaliation e la cover dei TesseracT “Phoenix”
i primi brani sono le prime due parti di una suite di 3 brani e parlano principalmente del rapporto tra la nascita dell’uomo e la musica prendendo come visione il dipinto di Bosch, mentreRetaliation” parla di un uomo che ha vissuto la sua vita dicendo bugie, finché la vita sotto forma di donna non gli fa pagare il conto trascinandolo in un profondo stato di solitudine e depressione.

Gallery completa a cura di Ilaria Toscano qui.


[Kaos Live Report] The Rumjacks @Traffic Live 02/12/2017

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Rumjacks + Dalton = Mentalità”

Entro quando gli Airin stanno terminando la loro esibizione e troviamo il locale pieno: musica irlandese nell’aria, delle leggiadre ragazze in veste rossa danzano nella sala del locale, circondate da un pubblico variegato: punk, skinhead in bretelle e capelloni in gilet e toppe. Questa è vera“Mentalità” signori.

Le danzatrici della scuola di danza ROIS lasciano il pit e i Dalton si piazzano sul palco: la band punk romana ormai gode di un nutrito pubblico e sono certamente il principale vessillo della scena skinhead della capitale.

“Niente paura” getta la svolta “Punk Oi!” della serata e noto con piacere che non sono l’unico che dal pubblico ripete i cori assieme a tutto il gruppo: un inizio davvero caloroso. Gianlorenzo, con la sua maglietta a righe bianche e rosse spicca tra tutta la folla, è un frontman che coinvolge e dà empatia. I testi ti arrivano dritti al cuore. Procedono intervallando i pezzi del nuovo album “Deimalati”, come “La dose fa il veleno” e “La vigna della morte” a vecchi classici come “Caffè” e “Sì che si può”, il pubblico canta, balla sulle linee rock ‘n roll del basso e poga animatamente.

L’intenzione è quella di concludere con “Bambini”, che scatena il panico nel pit: Gianlorenzo salta dal palco e si concede un breve (ma intenso) crowdsurfing continuando a cantare nel microfono, mentre impazza il finale della canzone. Non del tutto contenti ci deliziano con “Gaia”, un bis di puro punk ‘n roll e abbandonano il palco senza lasciare scontento nessuno. La scuola Rois procede con l’ultimo intermezzo di danza, che fa da apertura agli headliner della serata. Ho bisogno di riposo e di un amaro per recuperare un po’ la voce.

The Rumjacks attesissimi, toccano subito le corde della platea che ha solo voglia di trasudare molecole di alcol pogando e ballando. La band di Sidney è esperta nel tenere un palco e non si concedono break, perché l’eccitazione non deve fermarsi. Un punk sempre ballabile sulle note del bouzuki e del tin whistle: la musica celtica, in ogni sua forma, crea fraternità, gioia e condivisione. Il numero di ubriachi è ingente, quindi non ci sentiamo affatto soli: alcuni credono di essere a Montelago e iniziano a urlare: “Valerio!”

Ci godiamo capolavori come “Patron Saint O’Thieves” e pezzi famosi su larga scala come “Uncle Tommy”. Frankie e Johnny (rispettivamente cantante e bassista) cercano sempre il contatto con i nostri animi e si esprimono con i pochi termini italiani che conoscono per ringraziare la folla, con il grezzissimo accento australiano. Il pogo è pieno di uomini senza maglia, sudati fradici e diventa impossibile non scivolare da un lato all’altro della sala. Anche i muri sudano visibilmente.

Gli stage diving partono di continuo, ma il pubblico variegato ne fa fallire numerosi: la parte skinhead si è diluita e molte persone cadono inesorabilmente o non riescono nemmeno ad essere lanciate. I più fortunati salgono sul palco e si prendono anche troppa confidenza col gruppo. La serata continua con un dj-set, ma siamo presi a trovare una soluzione per affrontare il freddo zuppi di sudore e pregni d’alcol. Sopravviveremo, forse.

Testo: Andrea Remoli

[Kaos Interview] Heavy Time intervista i “Jinjer”

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Giuseppe Negri di Heavy Time intervista Eugene Kostyuk e Tatiana Shmailyuk dei “Jinjer” al termine del loro concerto del 5 Maggio al Traffic Live Club di Roma. Nell’intervista – che ascolterete qui sotto – verrete a conoscenza dei dettagli del nuovo album dei Jinjer intitolato “King of Everything” e di tanto altro.

La band ha affermato di essere contenta di aver suonato a Roma avendo visto quanta ospitalità è stata data loro dai fans e sono stati contenti di aver girato maggiormente l’Italia. Eugene ha poi affermato che il loro nuovo album risulta essere già pronto e sarà rilasciato il 29 Luglio per la Napalm Records e sarà qualcosa di straordinario. I temi principali riguardano quanto la gente può essere manipolata mentalmente e materialmente, senza tralasciare brani riguardo l’amore e i sentimenti. I temi sono totalmente nuovi essendo che “Cloud Factory”, il loro precedente lavoro, esplorava problemi e circostanze mondiali ed ora hanno voluto parlare di problemi personali e ciò che può danneggiare le persone. Le loro prossime date saranno in Austria, Repubblica Ceca, Romania e Germania durante i festival estivi e saranno all’Euroblast Festival in Germania. Sopratutto vorrebbero tornare in Nord Italia oltre che esplorare e suonare in Francia.

[Kaos Interview] Heavy Time intervista i “Nerodia”

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Giuseppe Negri di Heavy Time intervista Marco Montagna e David Folchitto della Death Metal Band Nerodia insieme a Tiziano Gianmichele di Roma Distorta e No Sun Music. Nell’intervista che ascolterete qui in basso si parlerà del nuovo album dei Nerodia intitolato “Vanity Unfair”, della loro serata al Traffic Live Club del 27 Maggio, organizzata proprio dalla No Sun Music e tanto altro; inoltre potrete ascoltare in anteprima il brano “The Black Line” che vede la collaborazione di Massimiliano Pagliuso dei Novembre.

[Kaos Interview] Heavy Time intervista i Novembre

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Giuseppe Negri di Heavy Time intervista Carmelo Orlando e Massimiliano Pagliuso, storici membri della Progressive Death Metal band Novembre. L’intervista – che ascolterete qui in basso – è stata fatta sabato 9 aprile presso il Traffic Live Club di Roma prima della loro performance, davanti ad un locale colmo a causa del sold-out. Troverete curiosità sul loro nuovo album “Ursa” uscito per Peaceville Records il 1 Aprile 2016, nuovi innesti della band e tanto altro.


Heavy Time con i 'Novembre'