Wolfmother: “Victorious”

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Il nuovo disco dei Wolfmother è disponibile dal 19 Febbraio e dopo molti ascolti ci siamo fatti un’idea. Il loro tipico sound anni 70 non li abbandona mai ed in questo album sono presenti contaminazioni sempre più forti che richiamano i Led Zeppelin, sopratutto nel brano “Best of A Bad Situation”. Se ciò che si cerca è un sound graffiante e molto old school, con i Wolfmother non ci si può mai sbagliare, specialmente ascoltando i brani “Gypsy Caravan”, “Victorious”, “Simple Life” (uno dei brani più velenosi di tutto il CD) ed “Eye of the Beholder”. Il brano “Baroness” ci fa viaggiare in quelle ambientazioni blues-rock tipiche dei Cream ed Iron Butterfly con un ritornello davvero accattivante; il brano “Pretty Peggy” è sicuramente il più radiofonico, ma assolutamente nel senso più positivo possibile in quanto risulta essere una ballad romantica dalla struttura e dalle melodie praticamente perfette.
Un album che piacerà sicuramente ai fan del rock anni 70, dei riff accattivanti e delle armonie piene di significato e mai banali. Andrew Stockdale ritorna alla grande con questo album che suona old school, ma mai vecchio, senza rinunciare al suo stile e alla sua personalità.

Wolfmother “Victorious”
Voto: 4,5/5
Consigliato: Sì

Giuseppe Negri – Heavy Time

Wolfmother: tutti i dettagli sul nuovo album “Victorious”

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I Wolfmother, già vincitori di un Grammy Award, hanno pubblicato il loro nuovo attesissimo album “Victorious” il 19 febbraio su Universal Music Enterprises. La band sarà in concerto all’Alcatraz di Milano l’8 maggio.
Il seguito di “Cosmic Egg” del 2009 e di “New Crown” dello scorso anno è un’elettrizzante testimonianza dell’arte del compositore, cantante e chitarrista Andrew Stockdale. Registrato agli Henson Studios di Los Angeles con il produttore Brendan O’Brien (Pearl Jam, AC/DC, Chris Cornell, Bruce Springsteen), l’album contiene canzoni taglienti, cariche d’inventiva e senza compromessi e possono già essere annoverate tra le migliori mai scritte dalla band.
Stockdale iniziò a lavorare sul disco lo scorso gennaio nel suo studio Byron Bay nel New South Wales, occupandosi di tutti gli strumenti e utilizzando il medesimo approccio impiegato per l’album di debutto una decina di anni fa. “Agli esordi suonavo chitarra, basso e batteria, e presentavo poi le mie idee al resto della band con cui mettevo mano agli arrangiamenti. Ho pensato che sarebbe stato bello tornare a quell’approccio, realizzando i demo e suonando tutto. È un buon modo di lavorare perché lo stile risulta così più coeso”.
Oltre ad occuparsi delle voci, Stockdale ha suonato il basso e la chitarra accompagnato da Josh Freese (Nine Inch Nails, Bruce Springsteen, A Perfect Circle) e Joey Waronker (Air, Beck, REM) che si alternano alla batteria.

“Siamo voluti tornare a quel BIG SOUND. L’album è l’esatto bilanciamento tra l’energia garage e una grande produzione. È selvaggio, energico e perfetto per il palco principale di un festival”.
I Wolfmother hanno lasciato per la prima volta il segno nel 2005 con il debutto omonimo che era esattamente ciò di cui il rock’n’roll aveva bisogno all’epoca: un disco capace di resuscitare un genere ed allo stesso tempo esplodere nel mainstream.
L’album è diventato disco d’oro negli Stati Uniti, Regno Unito e Canada e cinque volte platino in Australia, paese natale della band. Il singolo “Woman” è entrato nella top-ten della Hot Modern Rock Tracks Chart e ha vinto un Grammy per la “Migliore Performance Hard Rock”. Le loro canzoni sono apparse in film (Shrek, Jackass, Due Date, The Hangover I, II & III), videogiochi (Need For Speed, MLB: The Show, Saints Row) e spot televisivi (Apple, Mitsubishi). Rolling Stone l’ha incluso tra i migliori album dell’anno, Q Magazine l’ha definito “divertimento immenso”, NME ha scritto che il disco ha “tutti i requisiti del rock & roll” e l’ha definito “assolutamente, totalmente da brividi”, mentre Pitchfork ha sottolineato “il bilanciamento tra il carnoso vintage metal e le melodie stoner rock”.
Guidati da Stockdale, i Wolfmother si sono costruiti una solida fanbase in tutto il mondo, suonando davanti a platee enormi, compresi festival come Coachella, Lollapalooza, Bonnaroo, Isle of Wight, Rock Am Ring, Reading e Leeds, oltre a dividere il palco con icone del rock come Aerosmith e AC/DC. Quando i Led Zeppelin sono entrati nella Music Hall of Fame britannica, i Wolfmother sono sTati invitati come ospiti e la band di Stockdale ha ricambiato l’apprezzamento suonando una elettrizzante cover di “Communication Breakdown”.
Dieci anni dopo la loro nascita i Wolfmother sono tornati con il loro migliore lavoro di sempre. Con “Victorious”, Stockdale arriva ancora una volta nel momento giusto: in un’era dominata dai download di singole canzoni, questo è un album che vale la pena ascoltare dall’inizio alla fine.