“E’ arrivata la felicità”…

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“E’ arrivata la felicità”. No anzi. E’ arrivata una nuova fiction RAI tutta vedere e seguire con il sorriso.
Di Marcello Albanesi

Avverto subito. E’ vero, normalmente recensisco spettacoli di teatro o film.
‘Sta volta mi trovo, invece, a scrivere di una fiction televisiva.
“E’ arrivata la felicità”, in onda da giovedì 8 ottobre in prima serata su RAI UNO, di ben dodici puntate.
Il perché mi sono deciso a scriverne è presto detto. Del resto, recensire una fiction è un fatto insolito per me. Ma sono ben felice di farlo perché sono rimasto sorpreso nel constatare, minuto dopo minuto, che mi trovavo di fronte a qualcosa di completamente innovativo e diverso tanto da appassionarmi alla storia. E tutto questo mi ha spiazzato completamente, non ci sono abituato.
La prima cosa che mi è parsa di una novità sorprendente è che, incredibile, i personaggi parlano come noi esseri mortali terresti, tanto da risultare credibili e verosimili. Gli attori parlano, non recitano, senza i puntini di sospensione tra una frase e l’altra. Usano quelle espressioni quotidiane tipiche che tutti usiamo, sfondoni e parolacce comprese, perfette nel contesto. Come il vaffa di prima mattina con cui Orlando inizia la giornata scendendo dal letto dopo aver realizzato che quello di poco prima era solo l’ennesimo sogno. Eh sì, ci stava proprio tutto, povero! E, confesso, di essere rimasto io stesso stupito tanto da chiedermi: ma è veramente RAIUNO?
E non solo questo, certo.
Il figlio quindicenne Umberto si esprime si comporta e si muove esattamente come un vero adolescente. Incredibile, ma vero. Come del resto altri personaggi, le due gemelle figlie di Angelica.
E non è tutto. Ma andiamo in ordine.
La costruzione della storia è tutta basata sul flashback.
Angelica (Claudia Pandolfi) e Orlando (Claudio Santamaria) sono i protagonisti intorno a cui gravitano altre storie che si intrecciano tra loro.
Un po’ come in un confessionale dei tanti reality, i due si rivolgono -separatemente- al pubblico guardando in camera. Raccontano di quella che è stata la loro storia. All’inizio meravigliosa, sì, ma che poi diventerà un vero disastro. Un errore, la definiscono. E da questo confronto a tu per tu, a ritroso, si ricostruisce il tutto. Di come si sono conosciuti, di come il caso li abbia fatti reincontrare proprio quando pareva le loro strade si fossero divise grazie al Tango. Lo spettatore viene condotto per mano a sbirciare nelle loro vite; impara a conoscere le rispettive famiglie così profondamente diverse e il rotolo della matassa inizia a dipanarsi lentamente.
Orlando è stato lasciato, con due figli, dalla moglie (Caterina Murino) fuggita in Germania con l’amante tedesco e ne è ancora ossessionato. Angelica, divenuta vedova giovanissima con due gemelle a carico, si sta per risposare con un bell’uomo facoltoso, generoso e appassionato (Paolo Mazzarelli).
Tra le storie parallele, tra tutte, inevitabilmente, regna sovrana il legame di coppia tra la sorella minore di Angelica, Valeria (Giulia Bevilacqua) -incinta grazie alla fecondazione assistita avvenuta in Spagna- e Rita (Federica De Cola). Una coppia lesbica, quindi, costretta ad affrontare l’aperta ostilità omofobica della madre (Lunetta Savino) e del padre (Ninetto Davoli) che accondiscende tacitamente la moglie.
Una commedia sentimentale, questa, dal tono più che brillante, che mira non solo a intrattenere ma (credo e spero) a educare un pubblico semi addormentato da anni da una paccottiglia di series edulcorate, patinate e devianti.
“E’ arrivata la felicità”mira a mostrare la vita di tutti i giorni così com’è in alcune delle sue infinite sfaccettature in versione fiction -certo- ma pur sempre, in questo caso, vera.
Gli attori sono bravi, la regia è movimentata e la sceneggiatura è scoppiettante.
La novità come accennato, non è solo nel tono, nella recitazione, ma anche nei personaggi che, come la coppia lesbica, tende a portare nelle case degli italiani uno zoom che evidenzia la normalità di tante storie diffuse, sempre di più nel nostro Paese. Quelle storie che, in molti, ancora, vorrebbero far passare per astruse, sbagliate o malate e che -invece- sono assolutamente normali. Quelle storie che esistono che tanti vorrebbero fare di tutto che fossero e restassero invisibili, ma che ci circondano e sono intorno a noi e con noi.
La società cambia. Non è un’ovvietà, è una realtà che spesso non si vuole accettare.
“E’ arrivata la felicità”con il garbo che appartiene a Ivan Cotroneo, mira -dunque- a sdoganare quello che Italia si fatica a voler accettare. Coppia lesbica con figlio in arrivo compresa. Il sesso tra due persone (etero od omossesuali che siano) focoso (ben intuito e non mostrato); i turbamenti degli adolescenti alle prese con le prime tempeste ormonali. Le sconfitte amorose, che sempre segnano ma che fanno anche crescere. I confronti con le rispettive famiglie, da una parte una famiglia tipicamente destroide e omofoba, quella di Angelica che vive nel quartiere popolare di Testaccio, e quella di Orlando (Edwige Fenech, assillante ma divertente madre; Massimo Wertmuller, misurato e incisivo come sempre, nella parte del padre) benestante che vive sull’Aventino, super liberal fino all’imbarazzo.
Ecco, non fatico ad evidenziare come un prodotto come questo possa essere un vero successo. La penna creativa di Ivan Cotroneo è il deus ex machina di questa operazione supportata da Stefano Bises e Monica Rametta e dalla regia di Riccardo Milani. Viene da chiedermi del perché non ci siano più fiction di questa qualità. Un ottimo cast, bravissimi attori, un testo perfetto e una regia non monotona. Ma forse la risposta è proprio nella stessa domanda. E infine, l’ho solo su accennato sopra, c’è anche il Tango che è qualcosa di straordinario e da tanguero in erba lo posso ben dire. Fatto, prima ancora che di passione, di “abbraccio” e… Ma del Tango scriverò in un’altra occasione. Per ora godiamoci questa nuova fiction.