I hate my village + Zu @Villa Ada 02-07-2019

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Che la serata inizi nel migliore dei modi lo si intuisce ancor prima di entrare nell’area concerti di Villa Ada: ad accoglierci una lunga fila di appassionati, attratti da una serata all’insegna della qualità.

Sì, perchè di qualità bisogna parlare quando sul palco si esibiscono gli Zu. La band romana, orgoglio capitolino da oltre 20 anni ormai, continua il tour celebrativo di Carboniferous, album fondamentale della loro opera. Si parte dal poderoso incedere di Chtonian, per poi abbandonarsi nei vertiginosi cambi di ritmo di Beata Viscera e Carbon. L’aggiunta di un chitarrista regala ancora più varianti a una formazione che si esprime principalmente sui bassi col sassofono di Luca Mai e il basso di Massimo Pupillo. Al centro dello stage, però, comanda le operazioni un funambolico Jacopo Battaglia alla batteria, anima del nucleo originale della band. L’attesissima Ostia è il manifesto dell’imprevidibilità della musica espressa dagli Zu, un noise mai piatto, mai banale, con sfumature metal e hardcore. L’encore si sviluppa su un solo pezzo, Mimosa Hostilis, altra sferzata notevole all’ambiente.
Eppure, siamo ancora a metà strada; dopo una brevissima pausa, un’altra band è attesa sul palco. E la qualità è sempre altissima: Fabio Rondanini (Calibro 35), Adriano Viterbini (Bud Spencer Blues Explosion), Marco Fasolo e Alberto Ferrari (Verdena) si presentano e mostrano la loro giovane creatura (ideata dai primi due) sciorinando il loro breve nonché recentissimo repertorio.

Gli I Hate My Village si formano a fine 2018, e l’album omonimo è una prima dichiarazione d’intenti. Le sonorità rockeggianti della chitarra di Viterbini rappresentano l’incipit di molti pezzi, tutti relativamente brevi e caratterizzati da un ritmo tribale che è alla base della loro produzione. Dal coinvolgente inizio di Presentiment, si arriva alla frizzante “quasi title track” I Ate My Village (simpatico gioco di parole) che comincia a creare nell’aria quel clima danzereccio che ci accompagnerà fino alla fine. In Acquaragia e Tony Hawk of Ghana la voce di Ferrari prende il sopravvento lasciandosi trasportare dal tappeto musicale creato da Rondanini e Viterbini. Il loro repertorio finisce sostanzialmente qui, ma il concerto riserva un altro paio di momenti notevoli: prima con Don’t Stop ‘Til You Get Enough (cover di Micheal Jackson), vero momento dance della serata, e poi con un pezzo dello stesso Viterbini, Tubi Innocenti, a conclusione. Quando Ferrari, sempre più scatenato, invita parte del pubblico a salire sul palco, l’atmosfera prende definitivamente quota.
In definitiva, due ore di musica da ricordare.

Testo: Paolo Sinacore
Foto: Alessio Belli

SETLIST ZU:

Chthonian
Beata Viscera
Carbon
Soulympics
Axion
Erinys
Ostia
Orc
Obsidian
Encore:
Mimosa Hostilis

SETLIST I HATE MY VILLAGE:

Presentiment
Tramp
Fare un fuoco
I Ate My Village
Chennedi
Elvis
Acquaragia
Fame
Bahum
Tony Hawk of Ghana
Don’t Stop ‘Til You Get Enough
(Michael Jackson cover)
Tubi Innocenti
(Adriano Viterbini cover)