[Kaos Live Report] Daniele Silvestri @ Auditorium Parco della Musica – 09/01/2017

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“Crescete come buoni rivoluzionari. Studiate molto per poter dominare la tecnica che permette di dominare la natura. Ricordatevi che l’importante è la rivoluzione e che ognuno di noi, solo, non vale nulla. Soprattutto, siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualsiasi ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo. È la qualità più bella di un rivoluzionario”
Che Guevara

E gran rivoluzionario con la sua voce si conferma Daniele Silvestri che il 9 gennaio ha concluso il suo “Acrobati tour” tenendo banco al pubblico dell’Auditorium Parco della Musica di Roma. Una sala piena, fino all’ultimo posto, che ha accolto il Presidente come sempre accompagnato dai suoi fedelissimi equilibristi Sebastiano De Gennaro, Duilio Galioto, Piero Monterisi, Marco Santoro, Fabio Rondanini, Daniele Fiaschi e Gianluca Misiti.

Poche chiacchiere, “iniziamo subito che ho gran voglia di suonare”: e dopo il rinvio per malattia del 28 dicembre una gran bella notizia per i fan. Apre la scaletta, ricchissima, “La mia casa”, brano sponsor delle due date romane conclusive e che racchiude un po’ il senso di questo viaggio in giro per l’Italia che Silvestri ha portato avanti nell’ultimo anno.

Qualche minuto e il pubblico è catturato, complice anche il fanclub dei capoccioni che severo e sempre in prima linea segue il suo beniamino creando una specie di atmosfera mistica e di venerazione totale. Guai a sbagliare una coreografia o non applaudire Silvestri! Un onere non difficile da portare avanti vista la bravura dell’artista in questione che, come sempre, è capace di cantare e interpretare come pochi.

“Quali alibi”, “Ma che discorsi”, “Pochi giorni”, “Le cose in comune”. I brani scorrono lisci lungo la strada della memoria discografica che comincia a far sentire un certo peso. Leggera e piacevole la prima ora di concerto che si confermerà a breve solo un antipasto di un galà di saluto a tutti gli effetti.

Da qui inizia un grande passo indietro nel tempo con “Domani mi sposo”, “Si, no…”, “Voglia di gridare”, “Io, fortunatamente”, “Monetine”, “Il mio nemico”: pezzi che ancora oggi avrebbero una credibilità discografica a 360°. Ci si rimmerge poi in Acrobati con le immancabili deviazioni “Salirò” e “Gino e l’alfetta”.

Ma è a questo punto che si inserisce l’intuizione e la sensibilità di Silvestri che con “A bocca chiusa” è riuscito a gettare luce su un discorso in Italia lasciato nell’ombra come quello della sordità e del riconoscimento della Lis (lingua dei segni italiana) come lingua ufficiale. Sul palco romano lo ha fatto con un ospite speciale, Renato Vicini, anche protagonista del videoclip, che ha saputo emozionare nel silenzio più assoluto anche i cuori udenti “costretti” a vedere la musica oltre che ascoltarla. Un esperimento riuscito così bene che è stato bissato anche con il brano “Il secondo da sinistra”.

E ancora ore di concerto, quasi quattro, per la festa a casa Silvestri che spontaneamente si conclude con il brano di chiusura di questo album, “Acrobati”, dai grandi numeri: “Perché alla fine si può non dire, si può mentire a fin di bene, è il senso di una foto individuare un solo istante da congelare”. La serata all’Auditorium è stato uno di quei momenti.

Francesca Ceccarelli