[Kaos Live Report] Dunk @ Largo Venue 18/10/18

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Cosa si ottiene se si unisce Verdena, Marta Sui Tubi, Marlene Kuntz e i fratelli Giuradei? La nuova vita dei Dunk, supergruppo (con la super voglia di suonare) che definire meramente indie diventa quasi un insulto. In una quasi primaverile serata di Ottobre, i Dunk hanno regalato quella libertà musicale di cui il pubblico necessita, d’altronde quando unisci cinque amici e li fai suonare ciò che vogliono, butteranno giù ogni muro possibile divertendosi come pochi. 

L’apertura di serata è affidata alla giovane cantautrice Maria Faiola, che in venti minuti riesce a intrattenere il pubblico del Largo sapendo egregiamente coinvolgere con un carattere forte e una grande capacità vocale, certamente ne sentiremo parlare; band d’apertura Kreky & The Asteroids che s’ispirano ai Marta Sui Tubi e si sente benissimo nelle intenzioni musicali, arricchite da un Hammond vero sul palco che raramente ci capita di incontrare dal vivo. Il loro show comincia con due brani molto in stile Oasis, per poi regalarci delle vere perle unendo quel british rock incazzato al blues, una piacevole scoperta di serata che speriamo presto di rivedere dal vivo.

-“Questa è una cosa talmente libera e senza paletti che è come l’acqua fresca quando d’estate ci sono 45 gradi.”- diceva Carmelo Pipitone tempo fa in un’intervista e vista la performance live non può essere che assoluta verità, genialità, divertimento, intesa e voglia di esprimersi che in un’ora circa di live, dimostrano quanto questo gruppo di amici può fare qualsiasi cosa sul palco. La carica dei Dunk travolge tutti e i testi e melodie del “saggio” Ettore Giuradei accompagnato dal “Ray Manzarek” bergamasco e fratello Marco, formano insieme quel collante che tiene unita la psichedelia della sezione Pipitone/Ferrari/Tesio che come primo obiettivo ha quello di divertirsi e far divertire e, senza ombra di dubbio, ci sono riusciti in pieno.