[Kaos Live Report + Interview] FatsO (Colombia) live @ MONK CLUB – 12/05/2016 [Italiano + Español]

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Live Report (ITA)

La missione di “Tips!”, fin dal primo giorno, è sempre stata quella di ricercare delle gemme musicali pure e nascoste nel panorama mondiale ed italiano, senza il minimo interesse per l’hype e per le mode ma piuttosto alla ricerca di progetti artistici che avessero al centro del loro processo creativo non solo il talento tecnico e compositivo ma anche una sorta di viscerale genuinità.
Proprio in quest’ottica, i colombiani FatsO, con la loro musica vibrante e mai scontata, rappresentano il classico esempio di band vicina al nostro “mood” e ai nostri interessi.
Incuriositi dalla presenza in una città come Bogotà di una band blues/jazz/rock (città per altro in grande espansione sotto il profilo culturale), già dalle prime tracce ascoltate su Youtube ci siamo resi conto che il loro concerto nell’ambito della fortunata rassegna JAZZ EVIDENCE, sarebbe stato imperdibile.

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Le tracce dell’album “On Tape” promettevano infatti un viaggio virtuale dal blues al jazz, passando attraverso il rock e il soul, con un sound caratteristico e reso personalissimo anche grazie alla voce profonda e ruvida del cantante, nonché leader, del gruppo, Daniel Restrepo.
La sala principale, arredata con i familiari divanetti rossi, non è molto piena ma il pubblico appare subito interessato e rapito dalle melodie della band, contraddistinte dal groove del contrabbasso di Daniel (autore anche dei testi e degli arrangiamenti) e dai ben quattro fiati (di base, due clarinetti e due sax) che lo accompagnano insieme alla batteria di Cesar Morales.
L’incipit è subito convincente: i FatsO si presentano sul palco con l’eccellente singolo “It’s getting bad”, che lascia subito presagire l’ottimo livello tecnico dei musicisti e l’anima passionale del progetto.

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La prima parte del concerto scorre veloce in un susseguirsi di storie e ritmi che rimandano ai primi stupendi lavori di Tom Waits e alla magica teatralità delle canzoni di Leonard Cohen; non manca però l’elemento latino che in qualche modo risulta evidente nel dna dei sei musicisti. Il brano “Oye Pelao”, cantato in spagnolo e arrangiato con grande gusto e attitudine “sudamericana” ma comunque lontano dai classici cliché, ne è certamente una prova concreta.
Fantastica l’atmosfera di “Snake Eyes”, una piccola perla degna del miglior “Swordfishtrombone” waitsiano e l’approccio alla Joe Cocker dell’ultimo singolo “Hello”.

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Menzione speciale, più che meritata, per Daniel Linero (sax alto e clarinetto), Julio Panadero (clarinetto), Pablo Beltrán (sax tenore) e Daniel Bahamón (sax alto), capaci di impreziosire le canzoni con piacevolissimi tappeti e assoli ben calibrati, mai sopra le righe (Daniel Restrepo lascia loro il palco per un intero brano e i suoi ragazzi se la cavano alla grande).

Il concerto continua fra la grande approvazione dell’intimo uditorio e le continue citazioni musicali che risultano sempre pertinenti e modellate in base ai gusti e le tante influenze personali dei musicisti, come l’ottimo cantante/contrabbassista ricorda in uno dei suoi interventi per ringraziare il pubblico e presentare la band.
Il finale è davvero gustoso: i FatsO ritornano sul palco con una divertentissima interpretazione in chiave blues della hit dei Jackson 5 “I want you back”.

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Uno spettacolo sicuramente degno di nota per una band di grande prospettiva, che ci ha regalato una serata ricca di energia e che ha abbattuto tutte le classiche frontiere culturali presentandoci una Colombia davvero differente rispetto alla nostra immaginazione dal punto di vista culturale e musicale. In sintesi, la prova dei FatsO risulta superata a pieni voti e siamo certi che i ragazzi torneranno presto da queste parti ancora più carichi e motivati.
Probabile, infatti, un ritorno della band in Europa per il prossimo autunno.

Ant De Oto di TIPS!

Photo: Renato Brugnola
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Intervista a Daniel Restrepo (voce e contrabasso)

Antonio: Ciao Daniel, tutto bene?
Daniel: Ciao Radio Kaos!
A: Ci è piaciuto un sacco il vostro concerto, è stato fantastico.
D: Grazie mille!
A: Ti facciamo qualche domanda per il pubblico di Tips! e Radio Kaos Italy. Secondo noi, una delle cose che si notano subito nella tua musica, è che ti piace un sacco Tom Waits e che questo cantante per te è stato molto importante.
D: Sì, certo. Tom Waits è uno degli artisti che ho ascoltato maggiormente. In realtà, l’ho riscoperto quando ho iniziato a studiare musica. Mio padre era fissato con la musica e quando io ero piccolo metteva sempre i suoi dischi. Poi l’ho riscoperto dopo circa 15 anni e mi sono innamorato soprattutto del suo modo di scrivere canzoni. Più che del suo modo di cantare. La gente invece pensa il contrario. Mentre io le mie influenze le attribuirei di più a Joe Cocker e Leonard Cohen. Però, assolutamente sì, Tom Waits mi ha influenzato molto soprattutto con i suoi testi.
A: In questo periodo com’è fare il musicista in Colombia?
D: Si sta molto bene,sai. Davvero è un bel periodo per la musica in Colombia. Lo Stato sta investendo molti più soldi. Ci sono molti più festival. Nello specifico, Bogotà è diventata “La città della musica” nel mondo. C’è molta più visibilità, ci sono anche un sacco di fiere e conferenze. Questo per esempio ci ha permesso di fare tantissime cose. Viaggiare, fare nuovi contatti con promoter internazionali e anche venire a suonare qui a Roma.
Penso che questo sia un ottimo momento. Stanno succedendo cose belle in Colombia.

A: Come è natoil progetto “FatsO”?
D: Beh, ho iniziato a suonare e cantare da piccolo e mi sono diplomato in composizione e produzione musicale. Per un certo periodo ho fatto solo il bassista elettrico e avevo smesso di cantare. Ma il mio sogno era imparare a suonare il contrabbasso. Quando alla fine ce l’ho fatta, perché a Bogotà non era così semplice trovarne uno, sono uscite fuori queste canzoni. Così, anche solo mentre studiavo. Suonavo il contrabasso e mi venivano queste canzoni.
All’inizio misi su un trio con batteria e chitarra. Suonavo già con un sacco di altre band ma poi è mi sono stufato ed è arrivato il momento in cui ho mandato tutti a quel paese e ho deciso di fare cose mie.
A: E gli arrangiamenti, i clarinetti, i sax…
D: Di base scrivo tutto io. Anche le parti dei fiati, tranne gli assoli, ovviamente. Ho suonato per molto tempo jazz con gruppi che avevano dei fiati. E ho studiato anche percussioni. Poi ho suonato rock e ho cominciato a stufarmi della chitarra. La chitarra stava sempre davanti! Mentre il bassista sempre dietro. Me ne ero stufato! (ride). Così ho detto: “Metto su un gruppo senza chitarra!”.
E anche se a volte abbiamo suonato con la chitarra, tipo l’anno scorso quando abbiamo fatto un tour in Germania con un chitarrista, la cosa figa è questa, l’armonia che nasce dai fiati. Ed è stato stupendo conoscere questi musicisti che riescono a fare questa cosa.
A: Daniel, grazie mille per questa piccola intervista, sicuramente passeremo dei vostri brani nella nostra radio. A presto!
D: A presto! Complimenti e grazie mille per questo spazio!

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Live Report (Esp)
La misión de “Tips!”, desde el primer día, ha sido siempre la búsqueda de gemas escondidas en el panorama músical mundial e italiano, sin el más mínimo interés en el “hype” y las modas, pero mirando más hacia los proyectos artisticos que tenían en el centro de su proceso creativo, no sólo el talento técnico y compositivo, si no también una especie de autenticidad visceral.
En este sentido, los colombianos Fatso, con su música vibrante y nunca predecible, son el ejemplo clásico de banda que se acerca a nuestro “mood” y a nuestros intereses.
Empezamos a escuchar sus temas en youtube por la simple curiosidad de investigar sobre la presencia en Roma de un conjunto bogotano (Bogotà es una ciudad en gran expansión en términos culturales) de blues/jazz/rock, y nos dimos cuenta enseguida que su concierto organizado en el ambito del Festival romano “Jazz Evidence” organizada por el “Monk Club”, iba a ser una performance inolvidable.
Los temas del disco “On Tape” prometían, de hecho, un viaje virtual desde el blues al jazz, pasando por el rock y el soul, con un sonido distintivo y expresado en manera todavìa mas personal gracias a la voz profunda y aspera del cantante y líder del grupo, Daniel Restrepo.
La sala principal, amueblada con los tipicos sofas rojos, no está muy llena, pero el público enseguida parece muy interesado y absorto por las melodías de la banda, expresadas a través del groove del contrabajo de Daniel Restrepo (autor de lletra y arreglos) y nada màs que cuatro vientos ( básicamente, dos clarinetes y dos saxofones) que lo acompañan juntos a la batería de Cesar Morales.
El principio es inmediatamente decisivo: los FatsO aparecen en el escenario con el excelente sencillo “It’s getting bad”, lo que deja presagiar el alto nivel técnico de los músicos y el alma apasionada del proyecto.
La primera parte del concierto se va corriendo en una sucesión de historias y ritmos que recuerdan los primeros estupendos trabajos de Tom Waits y la teatralidad magica de las canciones de Leonard Cohen.
Sin embargo, no falta el elemento latino que, de alguna manera, resulta evidente en el espiritu de los seis músicos.
El tema “Oye Pelao”, cantado en español y arreglado con gran gusto, es sin duda prueba concreta de una actitud tipica de América del Sur, pero aún lejos del cliché clásico.
Fantástica la atmósfera de “Snake Eyes”, una pequeña joya digna del album waitsiano “Swordfishtrombone” y el estilo a lo Joe Cocker del sencillo más reciente “Hello”. Mención especial, más que merecida, por Daniel Linero (saxo alto y clarinete), Julio Panadero (clarinete), Pablo Beltrán (saxofón tenor) y Daniel Bahamón (saxo alto), capaces de hacer preciosas las canciones con las alfombras musicales muy agradables y con solos bien calibrados (Daniel Restrepo les deja el escenario para una canción entera y sus muchachos se portan muy bien).
El concierto sigue entre la gran aprobación de la gente y citas musicales muy buenas, siempre pertinentes y modeladas de acuerdo a los gustos y a las muchas influencias personales de los músicos, como el excelente cantante / bajista recuerda en uno de sus discursos para agradecer al público y presentar a la banda.
El final esta muy sabroso: los FatsO regresan al escenario con una versiòn en clave de blues del grande exito “I Want You Back” de Jackson 5.
Un espectáculo que sin duda destaca por una banda de gran perspectiva, que nos dio una noche llena de energía y que asoló todas las clásicas fronteras culturales, presentandonos una Colombia muy diferente en términos de cultura y lenguaje musical, en comparación con nuestra tipica imaginación.
En fin, la prueba de Fatso ha sido un gran éxito y estamos seguros de que los chicos estarán de vuelta pronto en estas zonas incluso más motivados.
De hecho, es muy probable que la banda vuelva a Europa este otoño.

Ant De Oto di TIPS!

Photo: Renato Brugnola
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Entrevista a Daniel Restrepo (Voz y Contrabajo de FatsO)

Antonio: Hola Daniel, todo bien?
Daniel: Hola Radio Kaos!
A: Nos gustò mucho tu concierto, buenìsimo!
D: Muchas Gracias!
A: Te vamos a hacer unas preguntas para el pùblico de Tips! y de Radio Kaos Italy. La primera cosa que se nota en tu musica es que, en nuestra opiniòn, te gusta mucho Tom Waits y que este cantante tiene por supuesto un significado importante en tu percurso musical.
D: Si, claro. Tom Waits es uno de los artistas que mas escuché. Despues de empezar a estudiar musica, en realidad, lo volvì a descubrir. Porque mi papà era un melomano y lo ponia siempre cuando yo era pequeňo. Pues lo volvì a descubrir despues de 15 aňos y me enamoré mucho sobre todo de la forma de Tom Waits de escribir letras. Mas que la forma de cantar. Mientras la gente piensa que es mas por la forma de cantar. Porque en realidad, mi influencias se las atribuirìa mas a Joe Cocker y Leonard Cohen. Pero claro, sobre todo por la parte de cuentero Tom Waits me impactò mucho.

A: Como es ser un musico en Colombia en esta epoca?
D: Està muy bien, sabes. Es una buena epoca para la musica en Colombia. El Estado està invistiendo mucho mas dinero. Hay muchos mas festivales. Y Bogotà, particularmente se volviò “Ciudad de la musica” en el mundo también. Entonces hay mucha mas visibilidad, hay ferias y rueda de negocios. Eso nos ha permitido esas cosas por ejemplo: viajar , hacer contactos con promotores internacionales y tambien tocar en Roma. Pienso que este es un buen momento. Estan pasando cosas muy buenas en Colombia.

A: Como nacio el proyecto “FatsO”?
D: Bueno, empecé muy de pequeňo cantando y me gradué como compositor y productor. Pero siempre fui tambien bajista electrico y tambien dejé de cantar. Pero quise siempre estudiar contrabajo. Cuando por fin conseguì el contrabajo, porque en Bogotà no era tan facil, Y me empezaron a salir estas canciones. Así, estudiando tambien. Tocaba el contrabajo y me salìan estas canciones.
Primero fue un trio, con bateria y guitarra. Estaba ya con mucha bandas, pero llegò un momento que me cansé y tuve que mandar todo al carajo y hacer lo mio.

A: Y sus arreglos, los clarinets, los saxos…
D: Yo escribo todo. Tambien todas las notas de los vientos, menos los solos, por supuesto. Toqué mucho jazz contemporaneo con bandas que tenian vientos. Y estudié percusión mucho tiempo. Toqué rock también pero me cansé de la guitarra. Es que la guitarra estaba sempre para frente. El bajista siempre a tras. Y me cansé (rie). Dije: “Voy a hacer una banda sin guitarra!”.
Y aunque a veces tocamos con guitarra, de hecho el aňo pasado hicimos una gira en Alemania con un guitarrista, el fuerte es este, la harmonia que nace de los vientos. Y fue muy bueno encontrarme con estos musicos que lo pueden hacer.

A: Muchas gracias, Daniel por esta pequeňa entrevista, nosostros iremos a pasar seguramente tu música en nuestra radio. Hasta pronto!
D: Hasta pronto! Bueno, felicidades y muchas gracias por este espacio!