[Kaos Live Report] Joe Victor e Discoverland Live @Villa Ada 01/07/16

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Il pensiero paralizzante di dover passare l’estate a Roma, in quella Death Valley che è la Tiburtina, viene reso più tollerabile dalla possibilità di vedere mille concerti in bellissimi posti all’aperto, in mezzo a pinete freschissime dopo giornate afose, o su ”L’Isola che c’è”, quel piccolo paradiso di alberi altissimi (dopo attente ricerche su Wikipedia non siamo riuscite a stabilire di che varietà si tratti, e questo ci convince sempre di più dell’urgenza di avere un’App per le piante) che d’estate si attrezza per accogliere gli artisti più svariati, per le più svariate iniziative.
Ieri, nello specifico, ci siamo dirette a Villa Ada, attraverso un percorso tortuosissimo fatto di scale lunghe e buio, per ascoltare due vecchie conoscenze di Radio Kaos Italy, due protagonisti indiscussi delle prime ed ultime (almeno per la stagione) edizioni de “L’etichetta prude”, i Discoverland e i Joe Victor, insieme per celebrare il trentaduesimo compleanno di Radio Rock.
È bello vedere che, da subito, nonostante sia abbastanza presto (le 21.30, di venerdì sera, non esistono) la folla si è già raccolta, numerosa, intorno al palco, per guardare più dai vicino quei ragazzoni magici che sono i Discoverland.
Pier Cortese e Roberto Angelini sono perfettamente inseriti nel contesto silvestre, suonano lontani l’uno dall’altro, ma si guardano sempre, prendono canzoni ben radicate nel nostro patrimonio musicale e le rivitalizzano, senza sconvolgerle, con gran rispetto, con delicatezza. Il pubblico riconosce e segue, incantato, le evoluzioni dei due cowboy un po’ sciamani, coi loro strumenti variegatissimi (lap steel, weissemborn, iPad, percussioni) e non può non cantare quando parte All apologies, o quando vengono invitati Gabriele Amalfitano e Valerio Roscioni per una sussuratissima “The sound of silence.” Si respira una grande pace, a Villa Ada, una grande comunione di anime tra tutti questi musicisti che sono semplicemente felici di suonare e il vero apice si raggiunge quando Angelini, con una specie di sorriso sghembo, dice “Ecco, nulla togliere alle altre canzoni, ma ora ne facciamo una che è la nostra preferita…”
Era Ken il guerriero.
Ken il guerriero con assolo finale, e saluti al pubblico tramite iPad. Una figata.
I Discoverland se ne vanno, lasciandoci un po’ più tristi, dopo tutto quel pathos da canale regionale anni ’80, ma poi arrivano quei quattro tipi che forse hanno, nelle loro case su a Roma Nord, una macchina del tempo stile Zapotec (un amico di Topolino, vergogna su di voi se non lo sapete) e qualsiasi cosa avessimo nel cervello prima, qualsiasi tristezza viene scaraventata via, si perde tra quegli alberi altissimi di Villa Ada, quelli con il fusto sottile, e non la ritrovi più fino all’ultima nota di Bamboozled Heart (alla seconda ripetizione ricordiamo un “Bud Spencer is dead”, infilato in una strofa solo per farci soffrire). I Joe Victor suonano più del solito, invitano di nuovo Roberto Angelini sul palco, e poi un sottile giovanotto bruno, Guglielmo Senatore, alle percussioni, che è una meraviglia di potenza e allegria condensata, che è un sorriso galleggiante, che è una risata che si unisce a quelle di Valerio e di Gabriele, che potrebbero essere, senza sforzo, due solisti fortissimi, per carisma e capacità vocali, ma che non riesci a immaginare da soli, come quei colori complementari che vibrano solo se messi l’uno accanto all’altro.
Guardando il pubblico che urla, e che salta, abbiamo l’impressione di trovarci davanti ad uno di quei fenomeni di cui si ricorderanno tutti tra vent’anni, di cui parleremo ai nostri figli con orgoglio, dicendo loro sì, Albus, sì Severus, noi eravamo lì quando Valerio, quello dei Joe Victor con le camicie impressioniste, ha attaccato l’intro di Take on me e Gabriele ha cantato ridendo, per tutto il tempo.

Giorgia Melillo
Tiziana De Amicis