[Kaos Live Report] Motta @ MONK – 17/03/2017

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Il percorso che parte dal Release Party al Quirinetta del 16 aprile 2016, passa per il 9 luglio dello stesso anno a Villa Ada e arriva a quasi un anno dopo, il 17 marzo 2017 al Monk Club, sembra fatto apposta per tracciare una strada e seguire una sorta di processo di metabolizzazione dell’album di esordio di Motta.

Il 18 marzo 2016 usciva La fine dei vent’anni ed è stato uno degli album migliori dello scorso anno non solo per meriti noti al pubblico come la vittoria del Premio Tenco 2016 nella categoria Opera Prima (tra l’altro, anche se è meno importante, Alta Fedeltà lo ha anche menzionato nel “BEST RKI 2016: i migliori album italiani”) ma soprattutto perché è un album che probabilmente si è insinuato nelle vite di chi lo ha ascoltato (includendo chi scrive) come farebbe un buon amico che ti offre comprensione e rifugio.

È la terza volta che vediamo un live di Motta e le aspettative, purtroppo o per fortuna, sono molto alte: la prima volta al Quirinetta ha segnato in modo entusiasmante l’inizio di un tour che ha collezionato più di cento date; la seconda volta a Villa Ada è stata lo scenario di un’esecuzione impeccabile; questa terza volta al Monk invece è sembrata più sottotono delle altre in particolare per l’aspetto emotivo e anche per la brevità della performance.

Ma nonostante ciò Motta e la sua band hanno dimostrato una nuova maturità negli arrangiamenti che in questo anno di live si sono fatti naturalmente più distanti dal disco guardando a nuove sperimentazioni, con brani dalle code piuttosto lunghe e sonorità abbastanza cupe.

L’album è stato sin dall’inizio un colpo ben assestato e ogni live ne è la degna rievocazione, anche alla fine di questo lungo tour che sicuramente segna l’attacco di una nuova fase della sua vita artistica.

Stefania Monaco