[Kaos Live Report] Tango Boheme @ TEATRO SAL AUMBERTO – 31/03/2016

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Unica data romana, quella del 31 marzo, per “Tango Boheme”, suggellata con un meritato sold out al Teatro Sala Umberto. E’ subito Tango non appena si alza il sipario.
Come in un tableau vivant, tutti gli artisti sono già immersi nella melodia sincopata, inconfondibile, del tango. L’orchestra dal vivo, “Mastango” di cinque elementi, prende per mano il pubblico e lo introduce nella scena, fumosa, illuminata soffusamente, di una tipica milonga argentina. Pochi secondi e tutto prende vita. Perché il Tango è Vita, prima ancora di essere musica, parola e ballo. E’ emozione. Quattro coppie di ballerini e la voce profonda, animica, di Cecilia Herrera completano il cast.
Il pianoforte ritma il tempo insieme al contrabbasso mentre i due bandoneon, con il violino di sottofondo, scandiscono Malena.
Domina al centro del proscenio Walter Venturini, ballerino e coreografo dello spettacolo. Insieme a Mariano Navone danno il Là. Sorrisi complici e giochi tra amici, come anche rivalità maschili, sfide e contese, gelosie e vendette con pugnali. Le donne, fiere e consapevoli della propria bellezza e abilità, accettano o rifiutano questi uomini che cercano di dare il meglio di sé. Sono le atmosfere del barrio, queste che esalano dalle tavole di scena e scandite dalla presenza scenica imponente di Giampiero Cantone. Cecilia Herrera intona la canzone ed esalta i versi di Homero Manzi, uno dei più noti parolieri del tango. I corpi dei ballerini si fondono chiusi in quell‘abbraccio che racchiude tutto il segreto del Tango; le loro gambe si agganciano l’une alle altre come a cercarsi a sedursi o sfidarsi; i movimenti sinuosi femminili fanno da contraltare alla durezza -ma solo apparente- del maschio latino.
La voce narrante di Manfredi Gelmetti, fa da cornice, avverte e spiega apparendo in alcuni momenti dello spettacolo, ma -in realtà- la vera narrazione è scandita e amplificata già solo dalle note dell’orchestra. Vasta le scelta musicale, che attraversa un ampio arco temporale, dai più remoti e tradizionali Canaro, D’Arienzo, Di Sarli, Troilo e il sublime Pugliese, ai più moderni Piazzolla, Stampone, Rovira e Hager.

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Quadri che si avvicendano, scene di vita che si susseguono.
Intenso e uno dei più belli dello spettacolo è il momento in cui sulle note di Piazzolla, Zum, Walter Venturi e Giampiero Cantone danno vita a una tenzone fatta di passi, sguardi, abbracci virili, ganci dove ognuno dei due dà il meglio di sé esprimendo la propria abilità e tecnica in un crescendo parossistico esaltante. Perché il Tango è anche questo, non solo un uomo e una donna in abbraccio, ma anche due uomini che esprimono emozioni diverse e intense, anche in una sfida come in questa coreografia.
E’ sempre l’orchestra che fa da filo conduttore tra un quadro e l’altro.
Alfonsina y el mar, Libertango, Cumparsita, La boheme sono alcune delle canzoni che hanno segnato questo spettacolo.
Cecilia Herrera esegue i brani con grande potenza e passione.
Pirotecnici gli effetti luci studiati per l’occasione. Sanno offrire il sapore delle atmosfere dense e a tratti caravaggesche; tuttavia in altre situazioni appaiono eccessivi, più consoni a moderni locali, a discoteche e che qui paiono non adatti.
La bravura dei ballerini è indiscussa, sebbene non tutti riescano ad eccellere sempre allo stesso livello. Spiccano in modo ineluttabile Walter Venturini e Sabrina Garcia, una coppia artistica perfetta, affiatata. Nel loro abbraccio volano sulle tavole di legno, esprimono sentimenti e passioni, si esibiscono in strutture complesse e coinvolgenti, ma soprattutto emozionano. Non solo tecnica e bravura, dunque. Ci mettono davvero l’anima, si sente e si vede.
Gli applausi sono numerosi alla fine di ogni canzone cantata, alla fine di ogni quadro che sia singolo o corale. Il pubblico partecipa e assiste meravigliato come un bambino.
Tango Boheme è un ottimo spettacolo, sebbene riveli a mio avviso- una regia debole e non all’altezza delle aspettative; il sospetto è che ci si sia concentrati più su gli effetti speciali. Con un cast così, con quelle coreografie si potevano curare meglio dettagli e artisti per rendere il tutto, davvero, perfetto.
Una nota di merito di sicuro a Giampiero Cantone, che aiutato anche dal phisique du rôle , rimane presente e centrato nel personaggio del tanguero da barrio.
Belli i costumi di Carla Principato che arricchiscono e impreziosiscono gli interpreti, tutti.
L’Orchestra assolutamente sublime.
Il pubblico premia con una standin’ ovation.

Tango Boheme
uno spettacolo di Cecilia Herrera.

Corpo di Ballo
Sabrina Garcia, Walter Venturini
Francesca Del Buono, Giampiero Cantone
Laura Amodei, Paolo Persi
Monica Proietto, Mariano Navone

Cecilia Herrera, voce
Manfredi Gelmetti, voce narrante / regia
Walter Venturini, Sabrina Garcia, coreografia

Orchestra dal vivo “Mastango”:
Massimiliano Pitocco, Dario Flamini – bandoneon
Angelo Di Ianni – violino
Massimiliano Caporale – pianoforte
Roberto Della Vecchia – contrabbasso

Marcello Albanesi