[Kaos Live Report] The Quireboys live @ Traffic Club – 26/02/2016

0

Il rock’n’roll a Roma non è morto: stava solo sonnecchiando in attesa del concerto dei Quireboys di venerdì 26 febbraio, una gig veramente ben riuscita, pubblico numeroso, band al top della forma e tanta voglia di divertirsi.
Le porte si aprono alle 21, orario perfetto. Il tempo di una birra e sul palco salgono i 7 o’clock, gruppo locale dal moniker che più adatto alla serata non si può. Il loro è un rock’n’roll semplice dalle influenze blues e southern, una sfilza di canzoni brevi e veloci, peccato per il settaggio dei suoni troppo distorto che ha compromesso un po’ la resa finale.

image1

Rivelazione della serata sono invece i Thirteen Stars, un quartetto di southern rock in salsa scozzese, energico e divertente. Suonano insieme da cinque anni – mi spiega il batterista Andy – ma sembrano già belli navigati, forti di una coesione sul palco dalla quale si trae la conclusione che una band di musicisti amici anche fuori dalle scene vince a mani basse. Il pubblico percepisce che si stanno divertendo e si diverte a sua volta, grazie anche all’ironia del cantante. “Al merchandise ci sono cd, adesivi e magliette. Le nostre magliette vi renderanno più affascinanti”, dice sorridendo sotto i baffi! Il pubblico ride, è una presa bene generale.
I ragazzi sono in tour a presentare il loro nuovo album “White Raven” dal quale è stato tratto il singolo “Tired of waiting”, trascinante e energico. Sicuramente è andato a ruba, perché a fine concerto al merchandise c’è la coda per comprare il cd. Nessuno li conosceva prima di questo live e ora non vediamo l’ora di rivederli in Italia. A questo serve essere puntuali ai concerti, a non perdersi queste chicche. Thumb up per i Thirteen Stars!

image3

Poi è la volta degli headliner. Entrano gli ultimi ritardatari ed è subito show. Spike e soci sono in forma smagliante, pronti a regalarci uno dei concerti più belli che abbia visto negli ultimi tempi. Partono alla grande con “Black Mariah”, segue “Too much” e una “There she goes” che fa sgolare il pubblico. Un paio di pezzi ed è ora di “This is Rock’n’Roll”. Il pubblico canta e balla, qualcuno si mette pure a spingere, ma il divertimento prende il sopravvento. È bello vedere che, anche nel caso dei Quireboys, la band è contenta di essere lì ed è quasi sorpresa dall’ottima risposta di un pubblico coinvolto e obbediente. Ad ogni richiesta di Spike, ci sgoliamo ed è bellissimo. “Monna Lisa”, “Whippin’ Boy”, “Tramps” e una “Hey You” da lacrimoni.
Concludono con una godibilissima 7 o’clock che fa ballare anche i muri e se ne vanno. Groppo alla gola. “No, dai, non lasciateci così”, sembriamo tutti pensare. Il fatto che il locale rimanga in silenzio senza partire con la musica, ci rassicura. Questi tornano, di sicuro, pensiamo attendendo di vedere la bandana rossa di Spike spuntare dal backstage. E infatti eccoli, con altri due pezzi irrinunciabili: “I don’t love you” e “Sex Party”.
This is rock’n’roll cari miei e this is the pubblico che vogliamo sempre a Roma ai concerti!
Voto: 10

image4

Olivia Balzar