[KaosReview] Il debutto di Jamie XX, il ritorno di Joey Bada$$ e la svolta di Major Lazer e Noyz Narcos.

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È arrivata l’estate, quel periodo magico in cui gli ormoni si riprendono da lungo torpore, e in cui volenti o nolenti siamo costretti ad ascoltare anche solo di sfuggita musica di merda nei baretti / localetti / chioschetti sulle spiagge. Quante volte vi sarà capitato di andare a prendere anche solo una grattachecca e di dovervi sorbire due strazianti minuti di Bob Sinclair? Ecco, parlo proprio di questo; a bordo del suo skate supersonico fluttuante ci viene in aiuto un guerrigliero cyborg in grado di spazzare via le nullità dalle radio mondiali (almeno questa è la mia speranza, in parte ci è già riuscito): Major Lazer ha pubblicato il primo di Giugno il suo terzo album, Peace is the mission, e il singolo Lean On è balzato subito in testa alle classifiche di Spotify con 2,75 milioni di ascolti giornalieri.

Avvalendosi della collaborazione di numerosissimi artisti di fama internazionale e provenienti dalle scene più disparate – si va dal Pop stracommerciale con Ariana Grande e Ellie Goulding all’Hip Hop con 2 Chainz e Pusha T, passando dal Reggae di Tarrus Riley e Chronixx e identità meno chiare come quelle di Elliphant e Mø – il progetto capitanato da Diplo fa irruzione definitivamente nella scena mainstream, conquistando e contaminando con ritmi nuovi degli spazi che erano autoreferenziali e banali da anni. Certo, col passare del tempo si può dire che il suo sound si faccia sempre più inflazionato, ma a questo punto è giunta l’ora di smetterla di ridurre tutto il Pop a spazzatura: grazie a questo artista riferimenti Moombathon, Trap e Dancehall fioriscono e si evolvono in accostamenti di generi inesplorati, per approdare a un pubblico vastissimo che non conosce tali realtà e potrebbe giovarne per allargare i propri orizzonti (non succederà, ma, francamente, ‘sti cazzi).
Peace is the mission è un disco che divide la critica ma che personalmente mi ha convinto al 100%: c’è bisogno anche di lasciar esplodere il proprio lato coatto, e questo è lo strumento migliore per farlo.
Sempre il primo è uscita la perla di Noyz Narcos e Fritz The Cat: Localz Only (trovate la maggior parte dei brani nella playlist sottostante).

C’è poco da dire: le basi del Gatto ovviamente non deludono mai, si viaggia tra americanate coinvolgenti, sofisticati ritmi western e interludi R&B; e Noyz, nonostante un flow a mio avviso leggermente monotono, si conferma uno dei rapper più in forma della ahimè povera scena italiana, blastata in molti dei testi con la sua proverbiale grevità e il suo cinismo made in TruceKlan.
Il 2 Giugno segna invece la pubblicazione di uno dei migliori dischi dell’anno secondo molte testate: se Jamie XX (quello degli XX, of course) ci aveva già stupiti con una gran mole di produzioni da favola, il suo album di debutto conferma a pienissimi voti la sua ascesa nell’olimpo dei producers.

Un lavoro fluido ed essenziale, perfetta sintesi di stile e tecnica compositiva, che esplora ogni declinazione dell’Elettronica contemporanea. Impreziosiscono il tutto co-produttori e autori del calibro di Four Tet, Alicia Keys, Erlend Oye, Brian Wilson, Hugh Masekela e molti altri; inoltre, dell’incredibile classe con cui Smith è riuscito a riunire attorno a sé Young Thug e Popcaan in “I know there’s gonna be (good times)” ne avevamo già parlato qualche settimana fa: da ascoltare, per forza.
Dulcis in fundo torniamo all’Hip Hop, ma questa volta ci spostiamo negli Stati Uniti. Torniamo indietro nel tempo di 12 giorni per proporvi At.Long.Last.A$AP, 18 ricchissime tracce raccolte nel secondo LP di A$AP Rocky, fuori il 25 Maggio scorso.

Il rapper di Harlem torna a far parlare positivamente di sé, rivoluzionando il proprio sound per arrivare a una soluzione innovativa che fonde Hip Hop e strumentazione analogica: certamente come altri prima di lui, ma mantenendo nei testi e nel flow le stesse spinte e pulsioni che lo avevano portato al successo con Long.Live.A$AP. Con l’apporto essenziale non solo di musicisti esperti (Danger Mouse, Hudson Mohawke, Mark Ronson) ma anche di grandi producer (Hector Delgado, Juicy J, Jim Jonsin) e innumerevoli voci illustri (Kanye West, M.I.A., Lil Wayne, Future, Joe Fox, Schoolboy Q, Mos Def) quest’album non poteva che risplendere e ottenere il consenso di pubblico e critica.
Non posso quindi che salutarvi con la perla LSD, meraviglioso viaggio psichedelico che apre le porte a qualcosa di più del semplice Rap come credevamo di conoscerlo. Touché.

Stay Kaos, have a trip & stay tuned.

Di Pedro Pereira