Roma è da sempre una città importante per la cultura hip hop, un vero e proprio polo per il rap italiano.
Vive dinamiche diverse rispetto a Milano, Napoli o alle province e, essendo così grande, spesso si fa fatica a scoprire nuovi talenti; per questi ultimi è sicuramente difficile affermarsi in una città dove la competizione è altissima.
La voglia di farcela è tanta e il livello si è alzato esponenzialmente negli ultimi anni: non basta più saper produrre buona musica, ma c’è bisogno di un immaginario forte, di una direzione artistica ben definita e di una grande presenza sui social.
Nella Capitale, oggi, si sta formando una nuova scena pronta a imporsi con il cambio generazionale, differente rispetto a quella degli anni passati e molto più variegata.
In un sistema in cui la musica sembra essere sempre più “plastica”, la nuova scuola romana ha saputo reinventarsi con sonorità diverse e sempre più originali.
Entrando nel vivo, in questo articolo analizzeremo alcuni degli artisti emergenti che, nell’ultimo periodo, hanno fatto parlare di sé e che stanno cercando di riportare Roma sulla mappa grazie a un sound tutto nuovo e ancora da scoprire.
PR1NCE & GORI
Direttamente da Via Cassia 927 stanno costruendo qualcosa di davvero solido, step dopo step, portando alto il nome della loro zona e spingendo i ragazzi di quest’ultima a trovare il coraggio di inseguire i propri sogni. Pr1nce e Gori non si possono etichettare o racchiudere in un sound o in un genere: la loro chiave è la versatilità, fare tanto e farlo bene.
Con pubblicazioni costanti e sempre più attenzione alla ricerca del dettaglio, si stanno, col tempo, ritagliando uno spazio nella scena, risultando tra gli artisti più originali e dal sound variegato. Tra i loro progetti possiamo ascoltare pezzi conscious e altri più hard e spinti e possiamo trovarli distribuiti su più piattaforme: su tutte Spotify, dove vengono pubblicati i singoli ufficiali, ma anche su SoundCloud, dove sono presenti tanti progetti che meritano di essere menzionati, come ad esempio la “SoundCloud Season”.
Al suo interno possiamo trovare anche singoli e canzoni da solisti, in cui entrambi ci dimostrano la capacità di spaccare anche da soli. Tra le canzoni da non perdere c’è sicuramente “Bebi Luni Tuns”, in cui viene preso il concept dei famosissimi “Baby Looney Tunes” e riportato all’interno di un pezzo attraverso un sample molto forte e anche grazie a un videoclip condito dalle maschere dei personaggi più iconici della serie.
Difficile prevedere le mosse future di questi due ragazzi. Sappiamo solo che uscirà tanta musica, fatta con la semplicità di due ragazzi che, come detto anche ai microfoni di On Kaos, hanno la consapevolezza che, con il duro lavoro e costruendo il loro futuro mattoncino dopo mattoncino, potranno farsi largo nella scena, fino a quando 927 non sarà più un semplice numero agli occhi di chi non li conosce.
SKO & BARONE
Di stampo principalmente underground, Sko e Barone si sono conquistati una certa attenzione dopo il loro joint album, che ha permesso loro di ritagliarsi uno spazio all’interno della scena romana. “Espansione” è un progetto rap che diverte fin dal primo ascolto grazie al suo sound ma che, allo stesso tempo, dimostra una notevole profondità. La penna dei due artisti è tutt’altro che superficiale: il loro approccio è fortemente classicista e lo si percepisce già dalla tracklist, con titoli come “Locus Amoenus” e “Proemio”, che ne evidenziano l’impronta ancora prima dell’ascolto.
In questo album Roma viene raccontata in tutte le sue sfaccettature, dalla realtà popolare dei vicoli della Capitale a quella più storica e monumentale, con una costante attenzione agli incastri e alla metrica. Dallo studio al palco il passo è breve: grazie a questo progetto, Sko e Barone hanno avuto l’opportunità di girare l’Italia portando il disco dal vivo, da nord a sud, dimostrando che l’“espansione è in corso, te ne devi solo accorgere”.
Tra le tracce da non perdere c’è sicuramente “7 Colli”, un brano che conquista al primo ascolto grazie a un ritornello forte e immediato. Va però sottolineata anche la cura riservata all’immaginario visivo del progetto, accompagnato da lyrics video particolarmente riusciti e perfettamente in linea con il concept dell’album.
Non sappiamo ancora quali saranno le loro prossime mosse né se arriverà un nuovo disco condiviso, ma una cosa è certa: le collaborazioni tra i due non mancheranno. Intanto, si godono il tour e i risultati di un progetto che ha saputo lasciare il segno.
DAGOOD & TWENTYONE
Non servono presentazioni: sono tra gli emergenti del momento grazie alla viralità conquistata con “Camicia e Zanotti”, un brano che ha spopolato ovunque e che gli ha permesso di ritagliarsi uno spazio importante all’interno della scena.
Il loro sound è fresco e innovativo: hanno portato in Italia sonorità corrido mantenendo sempre uno stampo romano ben riconoscibile, creando un mix che sta conquistando sempre più ascoltatori. Dopo l’esplosione del singolo, i due sono saliti su palchi importanti come quello del “Nameless Festival” e dei Magazzini Generali di Milano, riuscendo a coinvolgere il pubblico e a trasformare la loro energia in uno show. Ad oggi, “Camicia e Zanotti” ha superato il milione di stream su Spotify ed è diventata una delle tracce più virali su TikTok.
Dagood è stato accostato e avvistato insieme a diversi nomi della scena e, nel frattempo, ha droppato due tracce come “First Day Out” e “Rodrigo Risivi”, due pezzi potenti che stanno contribuendo alla sua definitiva consacrazione. Il talento c’è, così come una direzione artistica chiara, e le potenzialità sono enormi per un ragazzo ancora giovanissimo.Twentyone, invece, non ha ancora droppato nulla da solista, ma qualcosa bolle in pentola. È uscita “Medellìn” che fa parte del tape di Sapobully e, con ogni probabilità, ha già altra musica pronta, magari un album con canzoni sia in italiano che in spagnolo.
Non sappiamo se arriveranno altre collaborazioni tra loro né quali saranno le prossime mosse. L’unica certezza è che con “Camicia e Zanotti” si sono conquistati una grande opportunità, attirando l’attenzione della scena e alzando inevitabilmente le aspettative sul loro futuro.
Articolo di Riccardo Cicerchia
