[Kaos Live Report] Levante @ Viteculture Festival – 09/09/2017

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Il penultimo appuntamento musicale del Viteculture Festival si apre con la meravigliosa performance degli Stag, band pop rock romana, che hanno scaldato il pubblico con alcuni brani tratti dalla loro ultima fatica musicale Verso le meraviglie, alternando brani in inglese e in italiano e dal perfetto mix di suoni classici del pop rock e del jazz.

Subito dopo gli Stag si spengono le luci e parte il preludio:

Nella notte più buia. Perse le orme dorate e i cieli d’argento. Voltando le spalle al silenzio. Segui il frastuono. Troverai le porte che non temerai di aprire. Ci saranno capriole nel vuoto. Salti mortali. Forze da perdere. Ti sporcherai le mani di lacrime e sprofonderai nella gioia incontenibile. Zoppicherai mentre il mondo starà correndo a perdifiato. Perché sarai caduto un milione di volte e più di un milione ti sarai rialzato. Così ti sarai ribellato alla noia, allo stare come molti, lì dove gli è stato chiesto di giacere. Nel nulla. Davanti al tuo riflesso sarai rivestito di errori e solo allora, indossate tutte le tue cicatrici, potrai dire di esserci stato. Nel caos di stanze stupefacenti.

Ed è così che Levante, pseudonimo di Claudia Lagona, classe 1987, oggi indiscussa protagonista femminile del panorama pop italiano esplode sul palco e trascina il pubblico con tutta la sua grinta, la sua energia e i brani Le mie mille me, “Non me ne frega niente” (primo singolo estratto dall’album Nel caos di stanze stupefacenti ndr.) e le lacrime non macchiano.

“Sono felice di tornata qui, qui dove il caos è cominciato”. Ringrazia così i presenti alla serata che si è tenuta all’Ex Dogana e che sono letteralmente raddoppiati rispetto al concerto del 4 maggio all’Atlantico che era stato proprio il palcoscenico della prima tappa del fortunato “Nel caos tour 17” conclusosi il 16 maggio all’Alcatraz di Milano e proseguito con “Estate nel caos” che ha portato e porterà l’artista a girare tutto lo stivale.

I brani si susseguono senza sosta uno dietro l’altro alternando pezzi del nuovo album come 1996 – “La Stagione del Rumore”, “Sentivo le Ali” e “Diamante”, alle cosidette colonne portanti dei suoi precedenti album come “Cuori d’Artificio” e “Sbadiglio”, (dove ha dato sfoggio della sua bravura con la chitarra elettrica) oltre a piccole chicche del suo repertorio quali “Contare Fino a Dieci”, “Mi Amo” e “Lasciami Andare”. Immancabile anche l’hit di quest’estate “Tu sei un pezzo di me – Sei un pezzo di me – Sei un pezzo di me – Ah ah ah” che però non ha visto la presenza di Max Gazzè come nella versione radiofonica.

Proprio al centro della serata, arriva finalmente il momento che tutti i fan di Levante aspettano trepidanti durante i suoi concerti: la cantante si “spoglia” della band e rimane da sola con la sua chitarra acustica e canta “La Scatola Blu” e “Ciao Per Sempre”, ma l’apice dell’intimità con il pubblico viene raggiunta quando accompagnata dal suo chitarrista Eugenio Odasso insieme al pubblico esegue “Abbi Cura di Te”, uno dei pezzi più belli e più toccanti dell’artista; un inno all’amore per se stessi, ma in queste modalità sembra quasi una dedica dell’artista al suo pubblico.

Brividi. Applausi. Azzardiamo anche lacrime.
Il tempo di riprendersi un attimo da questo momento così intimo tra l’artista e il pubblico e riesplode la bomba Levante con “Santa Rosalia”, “Duri Come Me”, “Memo” e “Di Tua Bontà”.
Durante la presentazione dell’album, Levante aveva dichiarato che le piaceva molto il fatto che l’album cominciasse in punta di piedi e poi terminasse con il ritmo caotico di “Di tua bontà”.
Invece stavolta, dopo averla eseguita e aver ripreso fiato, torna sul palco con “Alfonso” e l’allegro ritornello che nel 2013 ha dato iniziato alla sua fortunata carriera, seguita da “Io Ti Maledico” e per finire uno tra i brani più chiacchierati di quest’ultimo album, “Gesù Cristo Sono Io”.

Si conclude così il penultimo appuntamento musicale di Viteculture Festival, un evento che ha avuto come motto #illatopositivo e che con la serata appena conclusasi e le formidabili performance di Stag e Levante si è confermato essere uno degli eventi più amati dal pubblico romano e di aver tenuto alto il livello di qualità musicale che aveva tenuto per l’intera estate.

Di Linh Vu Thuy
Foto: Alessandro Campisi