[Live Report] Korn @Atlantico Live 2\2\15

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Ero all’Atlantico poiché i miei anni ’90 sono stati segnati anche da loro: i Korn. Inventori insieme ad altre band (Limp Bizkit, sfumature dei Rage Against The Machine) del filone e genere chiamato Nu Metal che tanto ha spopolato in quella decade, smuovendo legioni di fan in tutto il globo e tra svariate generazioni.

Ma andiamo al concerto di ieri sera.

Atlantico Live gremito – nonostante si trattasse di un lunedì – e acustica perfetta. Band di apertura, di cui non ricordo volontariamente il nome, da evitare: niente di nuovo, anzi, un bruttissimo esempio di drum’n’bass.

Puntualissimi però sono apparsi on stage loro, i Korn! Sound da paura, sezione ritmica possente e sempre sul pezzo mentre i due chitarristi Shaffer e Welch intrecciano magistralmente i loro strumenti. Jonathan Davis leggermente deludente. Lui, che agli esordi regalava ai suoi fan carisma e una carica trascinante, ora tra un brano l’altro non si stacca mai dal suo aerosol da cui non smette un attimo di inalare. Raffreddore?

Se non l’altro l’aggiunta delle tastiere e una gestione esemplare delle luci hanno ammortizzato questa lacuna e tutti i dubbi sono spariti quando Davis ha imbracciato sul palco la cornamusa e bandiera tricolore, entusiasmando la folla.

Tutto sommato un bel live: il nuovo batterista Ray Luzier picchia come un fabbro. Eccellente. Nel bis i brani cult che hanno consegnato i Korn alla storia.

Da evitare l’elemosina di bacchette e plettri tirati ai fan a fine concerto.

Voto finale: 6.

La Scaletta:

Twist
Here to Stay
Right Now
Love & Meth
Falling Away from Me
Spike in My Veins
Good God
Hater
Shoots and Ladders
Got the Life
Did My Time
Coming Undone
Freak on a Leash
Another Brick in the Wall (Pink Floyd)

BIS

Drum Solo
Y’All Want a Single
Blind

 

Di Antonio Drastiko Ricci