NO LOGO; il nuovo singolo di Addivvi da cui ripartire

Il rapper Addivvi arriva venerdì 17 aprile 2026 con “NO LOGO”, il primo singolo che anticipa l’album “Romanzo Provinciale”,  disponibile su tutte le piattaforme per l’etichetta Sumo Records con distribuzione Indiepanchine.

“NO LOGO” racconta di una realtà di provincia, né troppo povera né troppo ricca, della classe operaia e di chi, anche dopo una laurea, è stato costretto ad andare altrove. 

Uno spaccato che non cerca di mitizzarsi e resta lontano dalle narrazioni dominanti dell’hip hop italiano. Un brano diretto, senza sovrastrutture, che descrive cosa significa fare musica senza hype, senza un’immagine costruita, con un approccio semplice: dire le cose come stanno.

Il ritratto autoironico di chi vive in provincia e non ha nulla da perdere

Musicalmente, il beat, co-prodotto con ajcv, si sviluppa su un sample malinconico in loop, accompagnato dalla voce di Addivvi rilassata e ferma.

Il ritornello viene accennato all’inizio della prima strofa per tornare poi più aperto nello switch finale, dove Her Nice Too interviene con gli scratch mentre un nuovo sample riapre il suono e chiude la traccia.

Nel testo, restano immagini che non si risolvono del tutto: Godai, il protagonista di Maison Ikkoku, anime degli anni ’80, sempre a metà tra quello che è e quello che vorrebbe essere, il Mac Baren, tabacco dalla tipica estetica minimale, senza identità e poi i live che cambiano posto ma non spostano davvero le cose. 

“NO LOGO” è una canzone che si rivolge a chi sta nel mezzo, senza una storia eccezionale da dimostrare ma ancora dentro al gioco. 

Dichiarare le mancanze come manifesto

Su questa nuova uscita Addivvi ci racconta: 

NO LOGO” è stata una delle prime tracce che ho scritto per Romanzo Provinciale. Era il modo per presentarmi a chi avrebbe ascoltato il disco, prima di concentrarmi sulle altre storie e sui personaggi che popolano l’universo della mia provincia.

Parla di me, ma anche di chi vive in un contesto di provincia dove non c’è molto, non succede molto, e ci si vive lo stesso finché si può, senza grandi picchi né crolli, ma continuando a provare a trovare il proprio posto nel mondo o ad accettarne uno.

È un tentativo di rimettere al centro della scena la vita e gli ambienti di quelle persone “normali”, di quella classe operaia o media che nell’hip hop italiano degli ultimi anni quasi non esiste più”.

Produzione realizzata nell’ambito del progetto LAZIOSound, finanziato dalle Politiche Giovanili della Regione Lazio e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

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