PETER HOOK AND THE LIGHTS @ATLANTICO LIVE

0

Mi ha lasciato sorpreso quel quasi sessantenne che ho visto suonare la notte del 18 Febbraio all’Atlantico, era Peter Hook con i The Light. Si può dire che il concerto abbia ripercorso la carriera del bassista di Manchester. In una prima parte il pubblico, rigorosamente in abito nero per l’occasione, ha rivissuto le cupe gioie classiche della prima band storica di Hooky: i Joy Division.
 
Le mura di suono distorte hanno investito il pubblico lanciandolo nella solitudine e nell’isolamento della Manchester dei Settanta. Solitudine che, a detta dello stesso Ian Curtis, fu allo stesso tempo maledizione e benedizione del gruppo: un isolamento che garantì originalità al sound della band. Tra i classici She’s Lost Control, Dreams Never End ed assente (giustificata) Love Will Tear Us Apart.
 
Quest’ultima canzone, legata al ricordo di Curtis regalò alla band il 13° posto nelle classifiche di vendita nel 1980 ed è stata anche valutata come singolo migliore di tutti i tempi nel 2002 da NME. La seconda parte del concerto é stata dedicata ai New Order, band nata dopo il suicidio di Curtis, con Hooky al basso, Bernard Sumner alla chitarra,voce e sinth, Stephen Morris alla batteria e l’aggiunta di Gilliam Gilbert al Piano. La band si è sciolta nel 2007 per poi riunirsi nel 2011 in assenza di Peter Hook che ha espresso tutta la sua tristezza e amarezza ai tabloid di mezzo mondo. Nella formazione dei The Light spicca Jack Beates figlio e bandmate di Peter e David “Potsy” Potts ex chitarrista dei Monaco, progetto parallelo a quello dei New Order.
 
La new wave anni ”80 ha fatto sognare un pubblico fatto prevalentemente di amanti del genere con classici come Blue Monday e Temptation. Hook ha stupito mostrandosi polistrumentista con basso a sei corde e diamoniche. In chiusura delle due ore di concerto (forse troppe per questo genere), come a rimarcare un’ appartenenza ad un passato glorioso, la band si è esibita con un bis di Transmission che ha fatto contenti tutti quelli che ballavano guardandosi le scarpe.
 
La mania dei Joy Division e della cultura musicale degli anni ottanta sta ancora mietendo vittime e adepti tra i giovani e continua a restare viva negli adulti. Il ritorno a questo genere di sonorità si sente anche nella musica di oggi e c’è anche un riscontro nell’outfit di ragazzi e non. Una luce accesa su un periodo e su genere: Long live the eighties, but longer to Joy Division and Peter Hook.

Andrea Silenzi