Robert Mapplethorpe. L’obiettivo sensibile, fino al 30 giugno 2019 presso la Galleria Corsini di Roma

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“Non mi piace la parola “scioccante”. Sono alla ricerca dell’inaspettato, di cose che non ho mai visto… Ero in grado di fare quelle foto, sentivo l’obbligo di farle.”

In questo periodo di lunghi ponti e vacanze vi consigliamo vivamente di visitare presso la Galleria Corsini di Roma Robert Mapplethorpe. L’obiettivo sensibile, mostra dedicata al grandissimo fotografo americano, curata da Flaminia Gennari Santori. Se l’accostamento può risultarvi spiazzante, non preoccupatevi: la grandezze dell’opera di Mapplethorpe si accosta e accompagna perfettamente nelle stanze del ‘700 ancora allestite secondo il gusto del Cardinal Neri. Un degno avvicendamento visto il culto classico dell’artista in questione, ossessionato dalla plasticità di Michelangelo e Rodin, giusto per fare qualche nome, tanto che la potenza dei suoi scatti è più vicino alla scultura che alla fotografia.

Sono cinquanta le opere presenti, perfetta rassegna di alcuni dei temi cardine del Nostro: il culto del corpo e della sessualità, trattate in maniera esplicita, senza dimenticare paesaggi, nature morte e le sue amatissime orchidee. Citando dalle note che accompagnano la mostra: “ La scelta della curatrice di fare una mostra su Robert Mapplethorpe è ispirata alla pratica collezionistica dell’artista, avido raccoglitore di fotografie storiche, passione che condivideva con il compagno Sam Wagstaff, la cui collezione costituisce un fondo straordinario del dipartimento di fotografia del Getty Museum. La selezione delle opere e la loro collocazione nella Galleria rispondono a diverse intenzioni: mettere in luce aspetti del lavoro di Mapplethorpe che risuonano in modo particolare con la sede museale, intesa come spazio — fisico e concettuale — del collezionismo, per innescare una relazione inedita tra i visitatori, le opere e gli ambienti della Galleria.”

Così partendo dall’anticamera, ecco “Winter Landscape” del 1979 compagna di “Peasaggio con Rinaldo e Armida” di Dughet a cui segue il suo famosissimo “Autoritratto” in cui il teschio sul bastone anticipa l’imminente dipartita di Mapplethorpe. Proseguendo ci si immerge totalmente nel clima creatosi, merito di capolavori come come il “Ritratto Holly Solomon” nella Sala Rossa, quello di Lisa Lyon nella Camera dell’Alcova fino al potente impatto degli scatti presenti nella Saletta conclusiva.

Robert Mapplethorpe. L’obiettivo sensibile è una mostra davvero imperdibile, consigliata si a chi conosce e ama l’opera del rivoluzionario artista, sia per chi decide di conoscerlo e approfondirlo per la prima volta.