TOY LIVE @ CIRCOLO DEGLI ARTISTI 31 MARZO 2014

0

Un muro di suono. Un impatto clamoroso. Questa la prima sensazione nel vedere i TOY dal vivo l’altro lunedì sera al Circolo degli Artisti. Sono le 22:30, il locale si è riempito e la band londinese, avvolta da offuscanti luci blu e viola, inizia a impugnare gli strumenti. Come poche altre band, i TOY – escluse per ovvie ragioni il batterista Charlie Salvidge – si schierano in riga. Affianco l’uno a l’altro, pronti a sferzare il pubblico presente. Dalla sinistra: Dominic O’Dair, Tom Dougall, Maxim “Panda” Barron, concludendo con l’affascinante tastierista Alejandra Diaz.

Ad esclusione di qualche veloce ringraziamento, i TOY si concedono solo alle loro canzoni: e questo è un bene. Le doti e la bravura che ha contraddistinto i loro due dischi – TOY e Join The Dots – si palesano senza filtri sul palco: la batteria è un metronomo implacabile, le chitarre in urlo continuo, il basso in perenne frenesia e l’azzeccato innesto di tastiera e synth distorto.

Amalgamando così pezzi forti dei loro lavori, i TOY sfornano un live inteso e concentrato, onorando fino alla fine le loro gloriose cavalcate dei loro assoli pysch.
I pezzi forti ci sono tutti. “Conductor” e l’ormai classica “Colours Running Out” – annunciata da Doguall simil Brian Molko degli esordi – sono un uno-due da k.o! Senza un attimo di pausa, seguono compatte e granite “As we turn”, ” It’s been so long” e la versione compressa di quel colosso psych che è “Kopter”
Forse un ascoltatore estraneo al genere, venuto per curiosità o per caso, non avrà gradite i lunghi momenti strumentali e la lunghezza dei tempi: per assurdo, proprio queste sono alcune delle caratteristiche tecniche che ha permesso alla band inglese di imporsi a livello internazionale in così poco tempo.

Sempre più apprezzati, i TOY regalano al pubblico romano un live coinvolgente e inteso. Nella speranza di infrangere ancora i nostri timpani contro quell’impenetrabile muro di suono.

Di Alessio Belli
Foto di Manuel Aprile

[title]GALLERY[/title]